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A San Floro torna la Fiera di Sant’Anna fra tradizione, sapori e memoria collettiva: la Pro Loco lancia un appello ai cittadini

La storia di una comunità vive non solo nei libri di testo, ma anche negli oggetti, nei gesti quotidiani e nei ricordi custoditi nelle case di chi quella terra l’ha vissuta e lavorata. È con questo spirito che la Pro Loco “Tommaso Scarcella” di San Floro, in stretta collaborazione con l’amministrazione comunale, si appresta a festeggiare la XIII Fiera Festa di Sant’Anna, in programma il 26 e 27 luglio. Sotto lo slogan “Dove la cultura e le tradizioni contadine resistono”, la manifestazione punta a unire generazioni diverse, valorizzando le radici, i sapori autentici e il patrimonio identitario del piccolo borgo calabrese. In vista della due giorni di festa, gli organizzatori lanciano un invito accorato a tutti i cittadini e ai visitatori del comprensorio al fine di contribuire in prima persona alla creazione di una scenografia rurale a cielo aperto. Si chiede di mettere a disposizione un vecchio attrezzo agricolo, fotografie, documenti o oggetti della tradizione contadina, utensili, cesti, recipienti, antichi strumenti di lavoro o altri cimeli del passato. Preziosi frammenti di storia per aiutare a raccontare l’identità collettiva di San Floro. Ogni oggetto esposto sarà valorizzato con una scheda descrittiva curata e verrà restituito ai proprietari al termine della manifestazione. Per facilitare la partecipazione, gli organizzatori hanno predisposto anche la possibilità di concordare il ritiro direttamente a domicilio. «Ogni contributo, piccolo o grande, sarà prezioso per far rivivere le nostre radici e tramandarle alle nuove generazioni», spiegano gli organizzatori. Per informazioni o per concordare la consegna o il ritiro dei materiali, è possibile contattare i referenti Florino Vivino e Stefano Battaglia. Riguardo alla fiera di Sant’Anna, essa vanta il patrocinio e la collaborazione di importanti realtà del territorio come Arsac, Unpli, Nido di Seta e Mulinum. Il programma si preannuncia ricco di appuntamenti religiosi, culturali ed enogastronomici. Domenica 26 luglio si aprirà con la scenografia rurale a cielo aperto e con l’esposizione dell’artigianato artistico tradizionale. Alle ore 17.30, spazio alla fede con il rito religioso e la suggestiva processione del trittico di Sant’Anna sul trattorino di campagna. A seguire, dimostrazione dal vivo della filatura dei tipici Maccarruni cu u Vruddu, coinvolgendo direttamente il pubblico presente; alle ore 19.30, momento dedicato al gusto con la degustazione dei maccarruni, elaborati secondo le ricette della tradizione e accompagnati dal buon vino locale. Lunedì 27 luglio, spazio alla riflessione sul futuro dei borghi: alle ore 17.30 tavola rotonda dal tema “Nuove opportunità di sviluppo rurale per far rivivere i centri storici spopolati”, un sollecito alla politica e alla cittadinanza per recuperare l’identità perduta. A seguire, visita guidata alla scoperta dei palazzi nobiliari del centro storico, del Museo della Seta e degli scorci panoramici, accompagnata dall’energia travolgente dei Giganti di Taurianova al rullo di tamburi. Alle ore 19.30 percorso del gusto con degustazioni di olio extravergine di oliva su pane di grano duro, confettura extra bio di more di gelsi e la rinfrescante granita di more di gelso (morus nigra). Alle ore 21, sfilata di costumi d’epoca a cura dell’artista e artigiano Tommaso Leone, rinomato in tutta la regione per le sue doti creative. La manifestazione culminerà nella grande serata musicale di lunedì 27 luglio con il concerto dal vivo di Davis Muccari (“Dove la tradizione diventa arte e il passato torna a vivere”). Ospite dell’evento, la influencer Noemi Spinetti. Insomma, un appuntamento imperdibile per chiunque voglia riscoprire il calore delle feste di paese, tra gusto, folklore e memoria condivisa.
Carmela Commodaro

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Estate in sicurezza: Squillace lancia la navetta notturna gratuita per un divertimento senza rischi

Il Comune di Squillace presenta “Estate in sicurezza – Viaggia sicuro, torna in sicurezza”, il nuovo progetto dedicato alla mobilità notturna e alla prevenzione degli incidenti stradali. Un’iniziativa concreta, pensata per i giovani, le famiglie e per tutti coloro che vivono le serate estive tra il borgo e il litorale. Quest’estate il divertimento ha una fermata in più: la sicurezza. Il Comune ha istituito un servizio di navetta notturna gratuita, attivo nei sabati estivi del 25 luglio, 8, 15 e 22 agosto, con partenza alle ore 23.30 e rientro alle 5.00 del mattino successivo. Le corse in partenza da Squillace Centro e Squillace Lido permettono a ragazzi e adulti di raggiungere locali, eventi e ritrovi nella zona del Soveratese senza doversi mettere alla guida. Un gesto semplice, ma dal valore enorme: il divertimento deve finire quando lo decidete voi, non a causa di un incidente. La referente del servizio, l’assessore comunale al turismo Natascia Mellace, sottolinea lo spirito dell’iniziativa: «L’estate è fatta per divertirsi, creare ricordi e stare insieme. Il sabato sera d’estate parte da qui: niente rischi, solo divertimento». La navetta nasce per offrire un’alternativa concreta e responsabile, pensata per giovani che vogliono vivere le serate senza preoccupazioni, famiglie che desiderano maggiore tranquillità, comunità che punta a un’estate serena e condivisa. Il progetto si fonda su un principio semplice, e cioè che la notte più bella è quella che si conclude con un ritorno sereno. Per questo il Comune invita tutti a vivere l’estate con entusiasmo, ma anche con responsabilità. Con questa iniziativa, l’amministrazione comunale conferma l’impegno verso una città che mette al centro sicurezza stradale, benessere dei cittadini, valorizzazione delle serate estive. Un servizio gratuito, utile, inclusivo, un segnale forte di attenzione verso la comunità e verso chi vive la notte con voglia di divertirsi, ma senza correre rischi.
Carmela Commodaro

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Il dottore sersalese Serafino Schipani scrive una toccante poesia sulla Toscana, il giornalista e mediatore interculturale Francesco Stanizzi la sottopone al Presidente della Regione e all’Assessore alla Cultura

Un’opera poetica dedicata alla Toscana, un omaggio che il dotto Serafino Schipani ha voluto fare a una regione così ricca di natura, arte, storia, personalità illustri a livello planetario. Il poeta Serafino Schipani, in arte Seraschi, originario di Sersale, ha affidato al giornalista e mediatore interculturale Francesco Stanizzi il delicato incarico di divulgarla come contributo culturale a livello nazionale e non solo. Il giornalista Francesco Stanizzi, tenuto conto che il testo sintetizza magistralmente lo spirito di questo ricchissimo territorio, ha peraltro trasmesso ufficialmente la bellissima poesia di Serafino Schipani al presidente della Regione Toscana e all’assessore alla Cultura, proponendo di stamparla su un pannello da affiggere negli uffici regionali e turistici della Toscana.
Ecco la poesia sottoposta qui al libero giudizio dei lettori:

TOSCANA
Preclara terra d’Etruria,
per quanto ti rimiri,
quasi per incanto,
radiosa
ovunque appari:
dalla cima eburnea apuana
alla Maremma,
ormai non più malsana,
corsa
dall’Ombrone,
che,
al disgelo impetuoso,
ne abbeverò i cavalli
un tempo bradi
e di poi
dai butteri gagliardi
resi docili alle briglie,
e, ora,
premuroso,
nell’ampia foce
accoglie
variopinti uccelli
e dona loro
nutrimento e ristoro.
Come la matrona
di tirrena stirpe,
il patrizio sposo accanto,
solenne si adagia
sul regal giaciglio,
tale,
ben salda
al rupestre Appennino,
che sacri
ha gli anfratti della Verna,
ti protrai dolcemente
e teco conduci
nel lungo declinare
l’Arno imperioso
insino alla spiaggia lontana
che,
la carezzevole risacca,
senza sosta,
leviga o appiana.
Rigogliosi sui monti
da secoli
vegetano i castagni
e, in lontananza,
come guglie gotiche
sui digradanti clivi
svettano
acuminati i cipressi
dal pallido verde degli ulivi.
A valle,
gli ondulati
ubertosi campi
segnano
interminabili filari,
che, ben allineati,
nel mite settembre,
tra pampini vermigli
traboccano
di grappoli
indaco e dorati.
Tutt’intorno,
sulle vaghe alture,
turrite contrade,
stracariche di storia,
rammentano
al viandante
un remoto passato
di epiche disfide
cruenti
e, ahimè,
a volte fratricide.
Nutrice di eccelse menti,
la tua progenie,
con la tavolozza iridata,
la squadra ed il compasso,
lo scalpello
e le prodigiose lenti,
dal nulla
ebbe l’ardire
di trarre
quanto più di ignoto e di sublime
cui,
nella scienza e nell’arte,
il genio umano
possa pervenire.
E patria fosti
a colui che,
da vivo,
osò varcare
dell’aldilà la soglia
e,
dopo impervia lacrimosa via,
scalò i cieli
e,
tra gli Angeli e i Beati
avuto asilo,
al cospetto ascese
dell’Eterno Lume
che sul Sinai rifulse
e il volto avvampò
al pargolo del Nilo.
E i natali vanti
dell’erudito amante
che con rime
sonore come le acque
di un ruscello limpido
e frusciante
rese immortale
di Laura
il diletto nome
e il lauro cinse
sulle brizzolate chiome.
Già dalle origini
a te arrise
Madre Natura
genitrice
e, amabile,
la tua effigie
volle trapunta
d’ogni suo colore,
onde,
da sempre tu sei
nel giardino d’Italia
il più bel fiore.
(giugno 2026)
Serafino Schipani

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Tre giorni di sport, memoria e comunità: Amaroni abbraccia il ricordo di Vittorio Caccamo

Amaroni ha vissuto tre giorni intensi, profondi, autentici. Tre giorni in cui lo sport è diventato linguaggio di amicizia, condivisione e gratitudine. Tre giorni dedicati a Vittorio Caccamo, un fratello, un amico, una presenza che continua a vivere nel cuore di chi lo ha conosciuto. Lo rende noto il comitato del Memorial “Vittorio Caccamo”, che ogni anno trasforma il ricordo in un appuntamento capace di unire generazioni, passioni e valori. Non è stata solo una competizione sportiva. È stato un luogo dell’anima, dove il ricordo si è fatto energia, dove i sorrisi hanno illuminato i campi di gioco e dove la voglia di stare insieme ha superato ogni risultato. La passione per lo sport ha incontrato i valori più importanti: rispetto, lealtà, fair play, divertimento. Ogni partita, ogni abbraccio, ogni gesto ha raccontato la bellezza di una comunità che non dimentica e che continua a camminare insieme. Nel segno di Vittorio, non poteva mancare lo spazio dedicato alla solidarietà. Grazie alle offerte volontarie e al contributo del comitato, è stato effettuato un versamento di 500 euro in favore dell’associazione Acsa & Ste Ets, associazione catanzarese per gli studi auxologici e per lo studio delle talassemie e delle emoglobinopatie, guidata dal dottor Giuseppe Raiola. Un gesto concreto, destinato a sostenere i sogni dei bambini ricoverati nel reparto di Oncoematologia pediatrica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Renato Dulbecco di Catanzaro. Un segno che racconta la forza di un memorial che non celebra solo il passato, ma costruisce futuro. Il Memorial “Vittorio Caccamo” si conferma così un appuntamento che va oltre il calendario: è memoria che unisce, è sport che educa, è comunità che cresce, è solidarietà che abbraccia. Tre giorni che restano. Un ricordo che continua a vivere, ogni giorno, nei gesti, nei sorrisi e nella gratitudine di Amaroni.
Carmela Commodaro

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“Catoja in festa”, il centro storico di Palermiti torna a vivere tra sapori, memoria e comunità

Palermiti si prepara a riaccendersi. Venerdì 31 luglio, dalle ore 20, in largo Commodaro, l’associazione Pietraelisa presenta la terza edizione di “Catoja in festa”, il tour enogastronomico itinerante che trasforma i tradizionali catoja in tappe di gusto, storia e identità condivisa. Il percorso si snoda tra gli antichi bassi del centro storico, luoghi che un tempo custodivano la vita quotidiana delle famiglie palermitane e che oggi tornano ad aprirsi per mostrare sapori, profumi e tradizioni. Ogni tappa diventa un racconto: un piatto tipico, un ricordo, un gesto tramandato. La serata sarà accompagnata dall’animazione di “Tea – Tradizione e animazione” di Vincenzo Ieraci, che aggiungerà musica, sorrisi e atmosfere popolari al cammino tra i vicoli. L’associazione Pietraelisa, tre anni fa, ha scelto di intraprendere un percorso coraggioso: riportare vita nel centro storico, un luogo ricco di fascino ma che rischiava di essere dimenticato. Da allora i volontari hanno illuminato vicoli, riaperto spazi, recuperato storie. Le loro parole raccontano la visione che li guida: «Abbiamo liberato le storie custodite tra queste vecchie mura, ridando vita a punti che sembravano perduti. Un tassello alla volta, vogliamo costruire un percorso culturale e artistico. Questa terza edizione dimostra che, quando crediamo fortemente in qualcosa, le cose cambiano davvero. Palermiti è viva, è ricca di storia e merita di essere valorizzata e non dimenticata». “Catoja in festa” non è solo un evento gastronomico: è una passeggiata esclusiva nel cuore del borgo, dove l’architettura dei catoja incontra le eccellenze culinarie calabresi. Un’esperienza immersiva che unisce sapori autentici, dai piatti della tradizione ai prodotti locali; profumi antichi, che riportano alle cucine di un tempo; voci e memorie, che riaffiorano tra pietre e archi; la bellezza del centro storico, riscoperta passo dopo passo. Un appuntamento pensato per chi ama la buona cucina, ma soprattutto per chi riconosce il valore della nostra identità culturale. La terza edizione conferma che il progetto cresce, si rafforza e continua a coinvolgere residenti, emigrati, visitatori e curiosi. “Catoja in festa” è un modo per dire che Palermiti è viva, che la sua storia non è ferma e che ogni iniziativa può diventare un tassello di un percorso più grande.
Carmela Commodaro

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Squillace, al via il 25 luglio la mostra “Ode alla Luna” di Francesco L. Pancari

“Ode alla Luna” è il titolo dell’esposizione artistica di Francesco Libero Pancari: 20 opere che il 25 luglio, dalle ore 19, accompagneranno i visitatori in un viaggio a cielo aperto tra le viuzze del centro storico di Squillace, nella zona Tirone, fatta di silenzio, pietre, memoria, passato, presente e futuro, fino al 2 agosto, ogni sera sempre a partire dalle ore 21. Un’esposizione itinerante di opere frutto di ricerca e l’esplorazione tra il classico e il moderno; un’ode alla luna piena che il 25 di luglio troverà il suo culmine alle ore 5.48. Una ricerca voluta, una ricerca che dà il senso a tutto ciò che è l’amore in tutte le sue sfaccettature. Le 20 opere costruiscono un percorso immersivo che non è solo mostra ma attraversamento, un rito di luce, un invito a guardare ciò che spesso sfugge. La luna come simbolo d’attesa, di ritorno, di chiarore che non ferisce. Il Tirone con le sue pietre vissute diventa scenografia naturale: non ospita le opere, ma le accompagna; l’arte non si espone, ma si incastra, si appoggia, respira insieme al luogo. Le opere di Pancari, sospese tra figurazione ed evocazione, compongono un itinerario che non procede per tappe, ma per stati d’animo. Pancari non illustra la luna, la evoca, la lascia filtrare nelle forme, nelle ombre, nei vuoti. La data non è casuale: luglio è il mese delle notti piene, delle pietre calde, dei cieli che non hanno paura di mostrarsi. Il percorso immersivo si accende al tramonto, quando la luce naturale comincia a cedere il passo a quella interiore. Il visitatore s’imbatterà in un omaggio a San Francesco – “sorella luna e fratello sole” – “L’amor che tutto move”. È una mostra che non si limita a esporre, ma accoglie. Il viaggio continua con un’opera che Francesco Pancari dedica al padre Paolo, “Lettera a mio Padre”, un’opera che attraverso i quattro elementi della Terra diventa un dialogo intimo: non è solo un omaggio, ma è una confessione, un ponte, un chiarore che tenta di raggiungere, nasce come lettera e si manifesta come materia. L’aria è il respiro del padre, l’acqua è il tempo che scivola, ritorna e leviga ed è la parte emotiva della lettera, il fuoco è l’origine che accende; il figlio che dice “ti porto con me”, la Terra il padre come fondamento ciò su cui poggia tutto il resto. A Paolo Pancari Doria è stata intitolata l’associazione fondata dal figlio Francesco in ricordo di ciò che il padre voleva, cioè creare qualcosa per i giovani artisti di tutto il territorio con incentivi e premi artistici, borse di studio per studenti del liceo artistico e l’accademia di belle arti, con concorsi adeguati; ed è quello che l’associazione ha programmato di realizzare. La direzione artistica della mostra è di Daniele Cristofaro e Giovanni Spadaro. La grafica di comunicazione è stata curata da Fabio Covelli. Modererà e guiderà il percorso immersivo il prof. Pino Vitaliano. Le musiche sono a cura del maestro Pietro Riga.
Carmela Commodaro

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Catanzaro, incidente stradale in via Conti Falluc

Squadra dei Vigili del fuoco del Comando di Catanzaro, sede centrale, è impegnata in via Conti Falluc, nella zona sud della città, a seguito di un incidente stradale che ha coinvolto due autovetture, una Fiat Panda e una Ford Ka.
Tre le persone coinvolte nel sinistro. La conducente della Ford Ka, rimasta bloccata all’interno dell’abitacolo, è stata estratta dai Vigili del fuoco e immobilizzata su barella spinale, per essere successivamente affidata al personale sanitario del Suem 118. Tutti i feriti sono stati presi in carico dai sanitari per le cure del caso e il successivo trasferimento presso una struttura ospedaliera.
L’intervento dei Vigili del fuoco è finalizzato alla messa in sicurezza dell’area interessata e dei veicoli coinvolti.
Sul posto sono presenti anche i Carabinieri e la Polizia Locale per gli adempimenti di competenza.
L’incidente sta causando disagi alla circolazione veicolare lungo il tratto interessato.

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Squillace, al via la rassegna culturale “Maestro Giacinto Cuccunato”

Torna con la seconda edizione la Rassegna Culturale intitolata al “Maestro Giacinto Cuccunato”, il compianto educatore, giornalista e critico cinematografico squillacese. Gli eventi si terranno nel Castello Normanno di Squillace alle ore 21. Nel corso delle iniziative sarà possibile acquistare gadget a favore della ricerca per la cura della distrofia muscolare e delle malattie oncologiche. Mercoledì 29 luglio, Concetta Piccione presenta il libro “Sabetta Guastalietti” di Pino Vitaliano, edizioni Città Del Sole, in collaborazione con l’associazione Castellense. Lunedì 3 agosto, presentazione del libro e proiezione del film “L’avventura del cinematografo con Corrado Alvaro”, intervengono Eugenio Attanasio, Luigi Tassoni, Milly Curcio e Domenico Levato, coordina gli interventi Salvatore Di Spena, in collaborazione con la Cineteca della Calabria. Mercoledì 5 agosto, Roberto Galiano presenta il libro “Storia dell’altra Italia” di Enzo Ciconte in collaborazione con l’associazione ArcheoClub “Guido Rhodio” Squillace. Sabato 8 agosto, “Parrandu Parrandu” di e con Enzo Colacino, in collaborazione con l’associazione Zefiro di Stalettì; ingresso ad offerta libera. Mercoledì 19 agosto, Carmela Commodaro presenta il libro “Interviste Sotto Traccia” di Davide Mercurio, Edizione Città del Sole, con il contributo musicale di Gray e l’intervento di Franco Arcidiaco di Città del Sole, in collaborazione con l’associazione La Rete, Squillace. Mercoledì 26 agosto, rassegna di poesia dialettale e altro: prolusione sul tema “La scrittura come forma di preservazione del dialetto” a cura del professore Luciano Romito, docente di Glottologia e Linguistica all’Università della Calabria, in collaborazione con la Pro loco di Squillace; installazione artistica “I vaciledhi” a cura di Gianni Verdiglione; conduce Luciano Scicchitano; interventi di Cecè Serrao da Badolato, Enzo Vaccaro da Squillace, Salvatore Taverniti legge Franco Mercurio da Squillace, Seby Spanò legge Totò Spanò da Squillace, Rocco Cristofaro da Girifalco, Pietro Olivadoti da Vallefiorita, Rocco Antonio Vonella da Borgia, Rocco Chiera da Borgia, Franco Lupica legge Cenzu Grande da Gasperina, Enzo Colacino legge Achille Curcio, Ferruccio Fregola e Bebbè Castagna da Catanzaro ed estratti dal libro la “Costituzione nei dialetti d’Italia”. La rassegna, organizzata dall’associazione “Accussì Aps”, rappresentata dal presidente vicario Gabriele Mauro, è patrocinata dal Comune di Squillace, dall’Università della Calabria e dalla società “I Giardini di Hera”, con la collaborazione delle associazioni Castellense, Zefiro, ArcheoClub “Guido Rhodio”, Cineteca della Calabria, La Rete, Pro loco e gli sponsor Aevvi Srl, Ippocrate Srl e Ottica Medical.
Carmela Commodaro

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Premio “Cora randa” 2026: a Squillace la celebrazione della gentilezza che cambia la comunità

La piazza Duomo di Squillace ha accolto la decima edizione del premio “Cora randa”, iniziativa nata dalla sensibilità e dalla visione di Seby Spanò, educatore professionale impegnato nel mondo della disabilità e del volontariato. “Cora randa”, in dialetto, significa cuore grande: un nome che racchiude l’essenza del riconoscimento, dedicato a chi, nella vita quotidiana, si mette al servizio degli altri con gesti gratuiti, silenziosi e profondi. Nei mesi precedenti all’evento vengono raccolte le segnalazioni dei cittadini. È la comunità stessa a indicare chi, con piccoli gesti di gentilezza, rappresenta un esempio concreto di solidarietà. Il sottotitolo del premio ne esprime la filosofia: “Ho scoperto che sono le piccole cose, le azioni quotidiane della gente comune che tengono a bada l’oscurità. Semplici atti di gentilezza e amore”. Per l’edizione 2026, il maggior numero di segnalazioni è andato a Domenico Sinopoli, squillacese, figura conosciuta per la sua vicinanza e disponibilità verso chi soffre. Sulla targa consegnata durante la serata è incisa una frase della poetessa Maya Angelou, che Spanò ha voluto come messaggio guida: “Ho imparato che le persone possono dimenticare ciò che hai detto, le persone possono dimenticare ciò che hai fatto, ma le persone non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire”. Tra i momenti più intensi della serata, il racconto di Debora Rizzo, vincitrice del premio lo scorso anno, che ha condiviso le sue esperienze di volontariato in Siria, Nepal e Africa. Le sue parole hanno incantato il pubblico, restituendo la forza di un impegno che attraversa confini geografici e culturali. A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera è stata la voce di Cristina Romeo, che ha accompagnato l’evento con un’esibizione canora apprezzata da tutti i presenti. Anche quest’anno il premio “Cora randa” si è confermato un momento di incontro tra associazioni, volontari, operatori del sociale e cittadini. Come ha spiegato Spanò, l’obiettivo dell’iniziativa è far emergere l’esempio visivo e reale di chi opera nel silenzio, rendendo “assordante” il valore del bene fatto senza chiedere nulla in cambio. Un messaggio che, nel cuore di Squillace, continua a crescere e a generare nuove relazioni, nuove energie e nuove storie di altruismo.
Carmela Commodaro

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Vibo Valentia e provincia, ancora emergenza incendi

Prosegue senza sosta l’emergenza incendi nel Vibonese. Anche ieri i Vigili del Fuoco del Comando di Vibo Valentia hanno effettuato oltre 30 interventi su tutto il territorio provinciale.
Le aree maggiormente interessate dai roghi sono i comuni di Drapia, in particolare la frazione di Torre Galli, Briatico, Zaccanopoli, Nicotera, Joppolo, Coccorino, Filandari, mentre in serata nuovi fronti di fuoco si sono sviluppati anche nella frazione Motta Filocastro e nel comune di Limbadi.
Particolarmente critica la situazione a Torre Galli, dove l’incendio, attivo dal pomeriggio di lunedì, ha già distrutto oltre 100 ettari di bosco e macchia mediterranea. Le fiamme hanno continuato ad avanzare fino a congiungersi con il vasto rogo che interessa il territorio di Zaccanopoli, coinvolgendo anche un’area di pineta.
I Vigili del Fuoco sono stati impegnati nella protezione di alcune aziende agricole minacciate dall’avanzata del fuoco, nel tentativo di evitare che le fiamme raggiungano strutture e coltivazioni.
Sempre a Torre Galli, l’incendio ha lambito il poligono di tiro a volo. Grazie al tempestivo intervento delle squadre dei Vigili del Fuoco, i danni sono stati contenuti e limitati a una tettoia di servizio.

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