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Partnership Teatro Massimo e Fineco, Betta “Un momento di cammino e crescita”

PALERMO (ITALPRESS) – “È un momento molto importante per la Fondazione Teatro Massimo. Mi sento di condividere l’inizio di questa collaborazione con Fineco con tutte le lavoratrici, i lavoratori, il pubblico, la Regione Siciliana, il ministero della Cultura e il Comune, che hanno consentito questo cammino della Fondazione verso i 130 anni. La nostra stagione, che durerà da novembre 2026 a dicembre 2027, celebrerà proprio i 130 anni dalla prima apertura della Fondazione Teatro Massimo: è un momento di cammino e crescita, che continuerà con Fineco all’insegna della maggiore eccellenza artistica”. Così il sovrintendente della Fondazione Teatro Massimo di Palermo, Marco Betta, a margine della presentazione della stagione artistica 2026-27, nel corso della quale è stato annunciato l’accordo di partnership con Fineco. vbo/azn

Partnership Teatro Massimo e Fineco, Cerami “Banca vicina a territorio Palermo”

PALERMO (ITALPRESS) – “Questa partnership è un’esperienza fortemente voluta sia dalla nostra banca che dal Teatro Massimo, per costruire una collaborazione che travalica l’attività di sponsorizzazione e si collega a un legame che Fineco vuole stabilire con il territorio di Palermo: il Teatro Massimo è innegabilmente il segno più importante della città. Teniamo molto a questa partnership, perché testimonia la nostra volontà di essere più vicini possibile al nostro territorio: siamo una banca tecnologica, ma è fondamentale che alla tecnologia si uniscano le competenze delle persone e le relazioni che attraverso queste competenze si instaurano”. Così Fabrizio Cerami, Area Manager Fineco per la Sicilia occidentale, a margine della presentazione della stagione artistica 2026-27 del Teatro Massimo di Palermo, nel corso della quale è stato annunciato l’accordo di partnership con Fineco. vbo/azn

Metsola “Eredità di Emma Bonino continuerà a vivere nel lavoro del Parlamento Ue”

Metsola “Eredità di Emma Bonino continuerà a vivere nel lavoro del Parlamento Ue”

STRASBURGO (FRANCIA) (ITALPRESS) – “L’Assemblea ha appreso con profondo cordoglio della scomparsa di Emma Bonino. Eurodeputata, commissaria europea, deputata, ministro e senatrice della Repubblica Italiana. Ha dedicato la sua vita alla difesa della libertà e dell’uguaglianza, contribuendo a costruire una società più giusta”. Così la presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, aprendo la sessione plenaria a Strasburgo.
“La sua voce ha lasciato un segno profondo nella politica italiana ed europea – ha sottolineato Metsola -. Emma Bonino ha fatto la storia e la sua eredità continuerà a vivere nel lavoro di questo Parlamento”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Roma, a Palazzo Bonaparte la grande mostra di Kandinsky

Roma, a Palazzo Bonaparte la grande mostra di Kandinsky

ROMA (ITALPRESS) – Dal 15 settembre, Palazzo Bonaparte ospiterà uno degli eventi culturali più importanti dell’anno: la grande mostra dedicata a Vassily Kandinsky (1866-1944), l’artista che ha ridefinito il linguaggio della pittura moderna, trasformando colore, forma e segno in emozione.
Con il patrocinio dell’Ambasciata di Francia in Italia, della Regione Lazio e del Comune di Roma – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia in collaborazione con il Centre Pompidou di Parigi, è ed è curata da Angela Lampe, conservatrice delle collezioni moderne del Musèe national d’art moderne, con la consulenza scientifica ed editoriale per i contenuti divulgativi di Francesca Villanti. Main partner dell’esposizione è la Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale, con Fondazione Cultura e Arte e Poema.
La mostra riunisce oltre settanta opere provenienti da musei internazionali e dal prestigioso museo francese, che conserva il più completo e importante nucleo di lavori dell’artista al mondo grazie alle donazioni e al lascito della moglie Nina Kandinsky. L’esposizione racconta l’intera storia umana ed artistica di Kandinsky, ripercorre tutte le tappe della sua trasformazione, da avvocato in Giurisprudenza ed Economia politica all’Università di Mosca a maestro dell’arte moderna, attraversando epoche storiche, paesi, grandi amori passionali.
Due donne in particolare verranno raccontate nella mostra, perchè ebbero un ruolo fondamentale nella sua affermazione: Gabriele Munter, sua compagna per oltre un decennio, grande artista rimasta a lungo nell’ombra e oggi riscoperta grazie ad alcune sue bellissime opere che saranno esposte per la prima volta nella mostra; e Nina Kandinsky, sua devota moglie e custode instancabile della sua memoria.
E’ stato proprio il generoso lascito di Nina al Centre Pompidou di Parigi a permettere di preservare e far giungere fino a noi l’immenso patrimonio del maestro, che oggi si svela a Roma in un’occasione eccezionale e irripetibile. Mentre l’istituzione francese si prepara, infatti, a una lunga chiusura per restauri, la Capitale si afferma come il principale punto di riferimento internazionale per la riscoperta dell’opera di Kandinsky, offrendo al pubblico italiano il privilegio raro di ammirare capolavori che difficilmente lasciano Parigi.
La mostra non racconta soltanto la storia di uno dei più grandi artisti del Novecento, racconta la nascita di una rivoluzione nell’arte.
Per Kandinsky, infatti, un colore poteva avere il suono di una melodia, una linea poteva esprimere un’emozione. Da questa intuizione rivoluzionaria nacque l’astrattismo: un linguaggio completamente nuovo, destinato a cambiare per sempre la storia dell’arte e anche il nostro modo di guardare il mondo.
Attraverso cinque sezioni, il percorso espositivo accompagna il visitatore in un viaggio straordinario che attraversa tutta la vita e la ricerca dell’artista: dalle prime opere figurative agli anni di Monaco e del Blaue Reiter, fino agli anni della Russia rivoluzionaria, all’esperienza fondamentale al Bauhaus e all’ultima stagione parigina.
Tra i capolavori esposti spiccano opere iconiche come Gelb-Rot-Blau (1925), considerata uno dei massimi esempi della sua produzione: una composizione in cui forme e colori si organizzano secondo una logica quasi musicale, dando vita a un’esperienza visiva intensa e coinvolgente.
La mostra restituisce tutta la complessità della figura di Kandinsky: pittore, teorico, docente, intellettuale e protagonista assoluto delle avanguardie europee. Accanto alle opere pittoriche, saranno esposti documenti, fotografie, oggetti personali e materiali provenienti dalla Bibliothèque Kandinsky, che consentiranno di entrare nella dimensione più intima e quotidiana dell’artista.
Il percorso sarà inoltre arricchito da approfondimenti dedicati alle sue teorie sul rapporto tra colore, forma e musica. Non mancherà, inoltre, la possibilità di perdersi tra le geometrie ed i colori di Kandinsky in una sala immersiva ideata appositamente per la mostra.
“Con questa straordinaria mostra, Palazzo Bonaparte – afferma Iole Siena, Presidente di Arthemisia – si conferma ancora una volta come luogo di eccellenza per le grandi mostre in Italia. Dal 2019 presentiamo qui i protagonisti della storia dell’arte, con risultati record. Non poteva mancare all’appello il genio rivoluzionario di Kandinsky, che ha segnato un prima e un dopo, inventando l’astrattismo. Ho buoni motivi per pensare che sarà una mostra indimenticabile”.
“Siamo profondamente orgogliosi di sostenere come main partner questa straordinaria retrospettiva che riporta il genio di Kandinsky a Roma dopo ben venticinque anni di assenza – Commenta
Alessandra Taccone, Presidente della Fondazione Terzo Pilastro – Internazionale -. Questo progetto, realizzato in collaborazione con il Centre Pompidou, testimonia il ruolo strategico della nostra Fondazione nel tessere partnership d’eccellenza per dare vita a eventi unici e irripetibili. La mostra offre uno sguardo nuovo e corale sul maestro, superando i vecchi stereotipi e restituendo il giusto spazio a figure cruciali come Gabriele Mùnter e Nina Kandinsky, le due donne della sua vita. Inoltre, il percorso espositivo acquista un fascino unico svelando la straordinaria intuizione dell’artista, capace di legare intimamente pittura e musica: sulla tela il colore si trasforma in suono e la linea diventa ritmo, parlando direttamente al cuore del pubblico”. “In un momento in cui l’istituzione francese si appresta a una lunga chiusura, Roma si afferma così come il punto di riferimento mondiale per riscoprire un’arte rivoluzionaria che supera ogni barriera e parla una lingua universale – conclude Taccone -. Ed è proprio in questa universalità che il messaggio di Kandinsky incontra la mission della Fondazione, da sempre guidata dalla scelta di promuovere la cultura come formidabile strumento di dialogo interculturale, inclusione e unione tra le diversità”.
La mostra vede come sponsor Generali Valore Cultura, mobility partner Atac e Frecciarossa Treno Ufficiale, media partner Urban Vision e la Repubblica, radio partner Dimensione Suono Soft, hospitality partner Hotel De Russie e sponsor tecnico Ferrari Trento. Il catalogo è edito da Moebius.

– foto fornita da ufficio stampa Fondazione Terzo Pilastro –
Internazionale, credit Marco Nardo –
(ITALPRESS).

Poste sale al 66,6% di Tim, dopo l’Opas partirà l’integrazione tra le aziende

Poste sale al 66,6% di Tim, dopo l’Opas partirà l’integrazione tra le aziende

ROMA (ITALPRESS) – Poste Italiane sta valorizzando TIM in un progetto ambizioso, del quale gli investitori hanno saputo cogliere portata e strategia. Lo ha sottolineato in un’intervista al TG Poste l’AD Matteo Del Fante, manifestando soddisfazione per la chiusura della prima fase di adesione sull’OPAS, conclusa con Poste Italiane al 66,6% del Gruppo di telecomunicazioni. “Se venerdì scorso siamo arrivati a questo numero – ha detto – è perchè il mercato ha capito che la cosa migliore è aderire”. Un risultato raggiunto dopo un’importante accelerazione la settimana scorsa. “Gli investitori – ha detto Del Fante – hanno capito che non ha molto più senso restare azionisti di un’azienda che non paga il dividendo e che è una frazione di Poste Italiane, in un contesto in cui Poste sta valorizzando le azioni di Tim con un progetto congiunto molto ambizioso e con grande soddisfazione per tutti gli investitori. C’è stata una presa di coscienza – ha continuato Del Fante – i mercati la chiamano F.O.M.O., Fear Of Missing Out, paura di rimanere fuori dal treno di Poste che partiva e quindi si sono tutti adoperati per aderire. Crediamo che questa F.O.M.O. ci sarà anche dal 21 al 25 settembre”. Al termine dell’OPAS, ha concluso l’AD di Poste Italiane, “ci troveremo ad una percentuale che sarà ampiamente di controllo, e partiranno le attività di integrazione delle due aziende”.
Secondo Giuseppe Lasco, Direttore Generale di Poste Italiane, l’OPAS su Tim è un’operazione storica per il Paese e per il territorio, e il suo successo aiuterà a guidarne la transizione digitale con la nascita di un grande Gruppo capace di creare occupazione e di competere con i grandi player internazionali. “Rimane e rimarrà una operazione storica per il nostro Paese, – ha detto Lasco – inimmaginabile solo qualche anno fa. Allargando il perimetro a Tim, porteremo ancora più valore al nostro Paese e al nostro territorio. Questa integrazione creerà futuro per la nostra gente e per tutti i colleghi di Tim. Ci dobbiamo sentire orgogliosi di appartenere a questo grande gruppo industriale del Paese, internazionale, che potrà competere con i grandi player internazionali per reggere l’urto dell’innovazione e della trasformazione digitale”.
Lasco ha poi commentato le sfide future che potranno essere affrontate grazie alla costituzione del nuovo Gruppo. “Poste Italiane e Tim – ha detto – saranno un elemento di traino per il lancio e il consolidamento dell’infrastruttura dell’Intelligenza Artificiale. Anche se l’IA andrà a fare ottimizzazione sulle risorse, noi andremo in controtendenza, garantendo un’infrastruttura evoluta ma continuando ad agire sulle politiche attive del lavoro e a creare nuova occupazione come abbiamo sempre fatto in questi nove anni. Proviamo orgoglio – ha concluso Lasco – perchè daremo un futuro a loro e alle nuove generazioni”.

– foto ufficio stampa Poste Italiane –
(ITALPRESS).

Report Banca del Fucino sui bond UE sotto pressione, cresce il rischio Francia

Report Banca del Fucino sui bond UE sotto pressione, cresce il rischio Francia

ROMA (ITALPRESS) – Da alcune settimane gli investitori internazionali guardano con crescente preoccupazione all’andamento dei mercati obbligazionari. Dalla fine di luglio, infatti, i rendimenti dei titoli di Stato di numerosi Paesi hanno registrato aumenti significativi, riflettendo una combinazione di fattori. Tra questi, la prosecuzione della guerra in Medio Oriente e le sue possibili ripercussioni sull’inflazione; la revisione delle aspettative sul percorso dei tassi di interesse e il rialzo dei tassi praticato dalla Bce; infine, gli elevati livelli di debito pubblico rispetto al Pil in diverse economie avanzate. Tuttavia, al momento la congiuntura presente non vede alcuna vendita precipitosa e caotica dei titoli. Non tutti i Paesi, inoltre, hanno visto rialzi dei rendimenti di pari entità. In questo senso, i movimenti delle ultime settimane costituiscono anche un segnale importante per capire dove il mercato veda maggiori rischi prospettici. E’ questo il punto di partenza del nuovo approfondimento della rubrica Fucino Flash dell’Ufficio Studi della Banca del Fucino, intitolato Rischio Francia. Il riprezzamento dei titoli di Stato nell’Eurozona. Lo studio, condotto da Vladimiro Giacchè con Michele Tonoletti, allarga lo sguardo a un confronto dei rendimenti su un triennio, a partire dal forte rialzo avvenuto nel settembre 2023: analizzando le tre principali economie dell’Eurozona, solo l’Italia esibisce oggi rendimenti, a seconda delle scadenze, sostanzialmente pari o inferiori a quelli raggiunti allora.
Segue l’analisi approfondita della situazione in Francia, paese in cui le ragioni del rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato vanno al di là della sola mancanza di disciplina fiscale, e affondano le radici nello squilibrio della bilancia delle partite correnti, e in particolare di quella commerciale.
Ad aggravare ulteriormente le prospettive di Parigi la fase di elevata instabilità politica che caratterizza oggi il Paese e le prospettive delle nuove elezioni per la Presidenza della Repubblica attese per la primavera del 2027. Ad incidere sulla situazione il fatto che nessuno tra i candidati più accreditati nei sondaggi appare intenzionato a farsi carico di importanti manovre di aggiustamento fiscale, mentre al contrario, tra questi sono emerse anche proposte radicali, come quella di cancellare il debito pubblico francese detenuto dalla Bce (circa 600 miliardi) – proposta che ha del resto già incontrato un netto rifiuto da parte di Christine Lagarde.
Lo studio in conclusione considera non più eludibile per la Francia la prospettiva di un riaggiustamento interno che porti ad un ridimensionamento del deficit pubblico e ad un riequilibrio strutturale della bilancia commerciale. Al tempo stesso, emerge un elemento positivo per l’Italia: nonostante l’elevato livello del debito pubblico, il nostro Paese presenta uno spread negativo rispetto alla Francia sul decennale e sul trentennale. Un dato che segnala come, nelle valutazioni degli investitori, le prospettive dell’Italia siano oggi considerate più favorevoli rispetto a quelle francesi.

– foto tratta da report Banca del Fucino –
(ITALPRESS).

Nuova direttiva Ue sul tabacco, in Italia a rischio 90 mila posti di lavoro

Nuova direttiva Ue sul tabacco, in Italia a rischio 90 mila posti di lavoro

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il dibattito sulla futura revisione della Tobacco Products Directive (TPD) si preannuncia come uno dei dossier europei più rilevanti dei prossimi anni. La normativa dell’Unione Europea sul tabacco e sui prodotti a base di nicotina non si limiterà a ridefinire il quadro regolatorio di mercato: i suoi effetti infatti rischiano di incidere sui livelli occupazionali, sugli investimenti industriali e sulla stessa lotta al fumo. A fare il punto sulle implicazioni economiche e sociali della futura TPD sono due distinti studi pubblicati oggi, che invitano le istituzioni a un’attenta valutazione preventiva dei rischi.
Il primo rapporto, intitolato “The Hidden Cost of EU Regulation” e firmato dall’European Policy Innovation Council (EPIC) – think tank indipendente con sede a Bruxelles -, analizza le criticità derivanti da normative europee rigide o poco chiare. Secondo l’analisi di EPIC, l’adozione di uno scenario normativo fortemente restrittivo, rispetto a un approccio proporzionato al profilo di rischio dei diversi prodotti, potrebbe comportare per l’Unione Europea un costo imponente: fino a 79,6 miliardi di euro di PIL all’anno, con una perdita potenziale di oltre 182.000 posti di lavoro e un calo di 17,6 miliardi di euro in investimenti tra il 2026 e il 2030.
L’elemento critico individuato da EPIC riguarda la sovrapposizione tra sigarette tradizionali a combustione e prodotti alternativi non combustibili. Equiparare categorie profondamente diverse sotto il profilo tecnologico e di consumo rischia, secondo gli esperti, di indebolire il mercato regolamentato, spingendo parte dei consumatori verso il circuito illegale.
L’impatto del dossier europeo sull’economia italiana è approfondito nel secondo studio, “Tobaccòs Economic Footprint in Italy and the Cost of a Restrictive TPD Revision”, condotto dall’Università Cattolica del Sacro Cuore.
In Italia la filiera del tabacco e della nicotina rappresenta un comparto strategico: nel 2023 ha generato circa 29,6 miliardi di euro di PIL e sostenuto 186.200 occupati tra agricoltura, manifattura, logistica e rete distributiva. L’Italia si è inoltre affermata come hub produttivo di prim’ordine per le categorie innovative, che oggi costituiscono circa il 45% dei ricavi del settore e che dal 2014 a oggi hanno attratto oltre un miliardo di euro di investimenti in impianti e ricerca.
Le stime dell’Ateneo indicano che, entro il 2030, il divario tra uno scenario di regolamentazione proporzionata e uno rigidamente restrittivo potrebbe valere per l’Italia fino a 13,6 miliardi di euro di PIL, mettendo a rischio circa 90.900 posti di lavoro e 4,4 miliardi di investimenti.
Pur partendo da ambiti e scenari diversi, i due studi convergono su un punto: l’impatto delle nuove regole dipenderà da come saranno definite. Sarà quindi decisivo valutarne in anticipo gli
effetti, distinguere tra categorie di prodotto diverse, garantire certezza agli investimenti e rafforzare il contrasto al mercato illecito.

– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Aeroporto Napoli, Fico “Dalla Regione 20 milioni per migliorare l’accessibilità”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Ogni volta che noi progettiamo o investiamo, o si consentono gli investimenti, si deve procedere sempre alla rigenerazione anche del quartiere, si parla sempre di rigenerazione, economica, culturale, sociale, infrastrutturale. Ed è quello che stiamo facendo”. Lo ha detto il Presidente della Regione Capania Roberto Fico, a margine della presentazione del Masterplan 2035 dell’aeroporto di Napoli-Capodichino. “Quindi – ha proseguito – l’aeroporto di Capodichino e il fondo investiranno 200 milioni di euro per migliorare l’aeroporto, faranno un altro terminal extra Schengen. Noi cercheremo di migliorare le strade dell’accessibilità soprattutto di Viale Maddalena ed è quello che faremo, perché lo vedete tutti che con la grande crescita dell’aeroporto di Napoli lì c’è una difficoltà nell’accesso, il nostro investimento sarà a massimo fino a circa 20 milioni di euro a valere sui fondi di sviluppo e coesione”. xm9/vbo/red

Aeroporto Napoli, Barbieri “Entro 2029 finiti lavori a Capodichino”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Secondo il cronoprogramma, entro il 2029, speriamo saranno finiti i lavori, che significa i nuovi ingressi su viale Maddalena, l’interramento, l’allungamento della pista per l’area di sicurezza, l’albergo per l’aeroporto e soprattutto il nuovo terminal all’extra Schengen che consenterà una migliore vivibilità all’aeroporto separando il terminal area Schengen da extra Schengen. Quindi, noi siamo impegnati con determinazione su questo progetto, sentiamo la responsabilità per tutta la città e manterremo gli impegni sia di investimento che rispetto dei tempi”. Lo ha detto l’amministratore delegato Gesac, Roberto Barbieri, a margine della presentazione del Masterplan 2035 dell’aeroporto di Napoli-Capodichino. “Il mese di novembre – ha aggiunto – si chiude l’aeroporto per un problema di sicurezza, non era obbligatorio ma noi ci teniamo alla sicurezza dei viaggiatori e dei cittadini, risparmiare sulla manutenzione è sbagliato, noi perdiamo 40 milioni fra mancati ricavi e investimenti. Ma lo facciamo volentieri perché in questo momento bisogna rifare la pista per accogliere aerei più grandi, il nuovo livello di clima, di caldo, prevede che bisogna mettere materiali di maggiore qualità e noi siamo impegnati in questa direzione. La sicurezza dei cittadini prima di tutto, un piccolo sacrificio nostro e della città. Un mese non oltre, non un giorno in più”. xm9/vbo/gtr

Aeroporto Napoli, Manfredi “Capodichino sarà scalo intercontinentale”

NAPOLI (ITALPRESS) – “Sarà un aeroporto che si espanderà molto verso la parte intercontinentale. Quindi, con voli diretti che già ci sono per Stati Uniti, Canada, ma anche voli per l’Oriente, quindi Cina, Giappone, India. Rappresenterà una grande leva anche per la crescita economica, per il turismo, per gli investimenti in città. Si arriverà all’obiettivo del 7% dei viaggiatori che vengono direttamente da voli intercontinentali, voli diretti, senza scalo”. Lo ha detto il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, a margine della presentazione del Masterplan 2035 dell’aeroporto di Napoli-Capodichino. “Questo – ha sottolineato – rappresenta un grande investimento da parte di Gesac che farà un secondo terminal, perché il terminal che oggi c’è è insufficiente, troppo piccolo. Tutto per i voli intercontinentali. Poi ci sarà un grande intervento sulla viabilità perché grazie alla cessione di aree dell’aeroporto militare ci sarà una nuova strada di accesso da viale Maddalena all’aeroporto. Quindi, si potrà entrare e uscire da un’altra strada. Quindi, è un grande miglioramento della viabilità che oggi è un tema molto critico. Il numero di voli non aumenterà, si utilizzeranno aerei molto più moderni progressivamente che sono aerei a basso impatto ambientale che dimezzano sia il rumore che le emissioni. Oltre a ulteriori interventi specifici per fare in modo che l’impatto ambientale risulti migliorato. Si farà di tutto per garantire la massima sostenibilità dell’aeroporto che è una risorsa indispensabile della città. Ci rendiamo conto adesso chiudendolo per 24 giorni cosa sta succedendo”. xm9/vbo/gtr