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1 Ottobre 2026, data importante per chi vuole fare teatro in CalabriaOccasione da cogliere al volo a Cropani e Botricello con Federico Le Pera

di Francesco Stanizzi

«E se questo potesse diventare il mio lavoro?» A Cropani il teatro diventa occasione per i ragazzi. C’è infatti chi entrerà in aula per divertirsi – spiegano i promotori – chi per vincere la timidezza, chi per scoprire una passione. E chi, forse per la prima volta, si troverà davanti a una domanda: e se questo potesse diventare il mio lavoro? Da domani, a Cropani, il teatro prova a dare una risposta. Parte così il laboratorio teatrale inserito nel progetto di contrasto alla povertà educativa, Finanziato dal Dipartimento delle Politiche di coesione, Presidenza del Consiglio dei Ministri, frutto di una rete che riunisce scuole, istituzioni e terzo settore: l’Istituto Superiore di Sersale, l’IC di Cropani, il Comune, le associazioni Winner Boys e Nuvola e il Centro di Giustizia Minorile di Catanzaro. A guidare i ragazzi sarà Federico Le Pera, artista romano poliedrico: attore di cinema, teatro e televisione, regista, docente. Cresciuto in una famiglia legata al teatro, ha le radici anche in Calabria: è nipote di Tommaso Le Pera, tra i più importanti fotografi di scena italiani, nato a Sersale. Accanto a lui lavoreranno il prof. Pellegrino, esperto di teatro e autore, che cura il coordinamento tecnico e organizzativo, e l’esperta Patrizia Rizzi. Si parte giovedì 1 ottobre con i workshop all’Istituto Professionale di Botricello; nel pomeriggio, dalle 17, al Centro di Aggregazione Bella Piazza, un incontro di teatro aperto a tutta la cittadinanza. Venerdì mattina sarà la volta dell’IC di Cropani.
Non è solo teoria, né solo esercizi – aggiungono i promotori – il teatro si impara studiandolo, ma soprattutto facendolo. Una pagina importante viene scritta per accompagnare i ragazzi nella ricerca dei propri talenti, nella convinzione che un territorio culturalmente vivo sia un territorio che produce futuro. La regia del laboratorio è affidata a Federico Le Pera, che ha debuttato nel 1998 con La leggenda del pianista sull’oceano di Giuseppe Tornatore e ha preso parte alla prima italiana di The Full Monty diretta da Gigi Proietti. Ha lavorato con Gabriele Lavia nella tournée nazionale de I giganti della montagna ed è docente di Acting alla Peparini Academy.

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Figc, Bianchedi si dimette da capo delegazione della Nazionale

Figc, Bianchedi si dimette da capo delegazione della Nazionale

ROMA (ITALPRESS) – Diana Bianchedi rassegna le dimissioni da capo delegazione della Nazionale. Lo ha fatto con una lettera, con la quale l’ex schermitrice ha comunicato la sua rinuncia all’incarico. “A seguito delle dichiarazioni rilasciate dal ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, e delle polemiche che ne sono scaturite negli organi di stampa questo pomeriggio, rassegno le mie dimissioni da Capo delegazione della Nazionale” si legge nella lettera diramata dalla Federcalcio. “Una decisione maturata per il grande rispetto che ho del Coni, della sua Giunta, della Figc e delle istituzioni sportive, come dimostra la mia carriera da atleta e da dirigente. Ho sempre agito con correttezza e serietà, nel rispetto delle norme e delle persone, per il bene dello sport: valori che oggi vengono ingiustamente messi in discussione. Inoltre, scelgo di fare un passo indietro per quello che rappresenta la maglia azzurra, al fine innanzitutto di proteggere la squadra da inutili polemiche. Una squadra che ho trovato compatta, motivata, con grandi professionisti, a partire dal commissario tecnico, passando ai giocatori e a tutto lo staff. Li ringrazio per come mi hanno accolto e per le emozioni che pur in pochi giorni mi hanno fatto vivere. Ricordiamoci che lo sport è, e deve essere, primariamente questo. Tifiamo per questi ragazzi, se lo meritano”.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Viminale, prorogati per altri 15 giorni controlli alle frontiere con la Spagna

Viminale, prorogati per altri 15 giorni controlli alle frontiere con la Spagna

ROMA (ITALPRESS) – Restano in vigore i controlli alle frontiere con la Spagna. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha deciso di prorogare per altri 15 giorni le verifiche alle frontiere aeree e marittime, dopo aver sentito il Comitato di analisi per l’immigrazione e la sicurezza delle frontiere, riunitosi questa mattina. Lo comunica in una nota il Viminale.
Alla base della decisione “vi sono l’attuale situazione nell’exclave spagnola di Ceuta e, in particolare, il permanere delle criticità già riscontrate”.
L’obiettivo è “rafforzare la tutela dei confini europei, anche a garanzia della sicurezza nazionale, nonchè prevenire e contrastare possibili minacce terroristiche.
Il provvedimento è stato comunicato alla Commissione europea e ai ministri dell’Interno degli altri Stati membri dell’Unione europea.
-foto Ipa Agency-
(ITALPRESS).

Cina, gli utenti dell’IA generativa superano quota 700 milioni

Cina, gli utenti dell’IA generativa superano quota 700 milioni

PECHINO (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Secondo un rapporto pubblicato ieri, alla fine di giugno 2026 il numero di utenti dell’intelligenza artificiale generativa in Cina aveva superato i 700 milioni.

Il tasso di penetrazione dell’IA generativa aveva superato il 50%, come rilevato dal rapporto del China Internet Network Information Center.

Gli scenari di applicazione di questa tecnologia sono stati molto diversificati, secondo il rapporto, che aggiunge che lo scenario principale consiste nell’utilizzare l’IA generativa come strumento di conversazione.

E’ emerso che, in totale, il 76% degli utenti la utilizzava per rispondere a delle domande.

Osservando che il potenziale di consumo legato alle tecnologie intelligenti, rappresentato dagli acquisti di dispositivi smart, si è sviluppato a un ritmo più rapido, il rapporto ha affermato che il 38,7% degli utenti di Internet ha acquistato dispositivi intelligenti online negli ultimi sei mesi.

E’ stato messo in funzione il primo supercluster di IA sviluppato autonomamente in Cina, dotato di 100.000 unità di elaborazione grafica, secondo quanto riportato nel rapporto. Il documento aggiunge che ciò ha sostenuto l’innovazione indipendente del Paese nel campo dell’IA.

L’IA generativa ha favorito una profonda trasformazione e un ammodernamento dei settori industriali, rendendo più intelligenti diversi comparti, secondo il rapporto.

Ha inoltre rilevato che l’IA incarnata rappresentava uno degli ambiti più dinamici nello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Grazie a capacità sempre maggiori nello svolgimento di compiti complessi, i robot dotati di IA incarnata sono stati impiegati in numerosi settori, tra cui la produzione industriale, gli interventi chirurgici e i servizi legati alla vita quotidiana.

Il rapporto è stato reso pubblico in occasione della China Internet Infrastructure Resources Conference 2026, tenutasi a Pechino.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Cina sempre più meta di studio per gli adolescenti italiani

ROMA (ITALPRESS) – La Cina conquista spazio tra le mete di studio dei giovani italiani. Fanno da sfondo a questo nuovo scenario la progressiva apertura verso mercati internazionali non tradizionali e un’offerta formativa globale sempre più diffusa. E’ quanto emerso in occasione del convegno organizzato a Roma da Fondazione Intercultura ets, insieme a Intesa Sanpaolo e Università degli Studi Roma Tre, per presentare l’indagine Oltre lo schermo, dentro la Cina, condotta da Ipsos Doxa.
mec/mgg/azn

Ue, Meloni “Chiediamo flessibilità aggiuntiva per famiglie e imprese”

Ue, Meloni “Chiediamo flessibilità aggiuntiva per famiglie e imprese”

ROMA (ITALPRESS) – “Possiamo continuare a parlare quanto vogliamo di costo dell’energia, ma se ci diamo la zappa sui piedi da soli diventa molto più difficili: quando diversi mesi fa abbiamo posto il problema in Europa in molti dicevano che non saremmo andati da nessuna parte, ma oggi registro che molti colleghi si stanno attivando per chiedere ulteriori misure; lo hanno fatto Francia, Repubblica Ceca e Grecia”. A dirlo è la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in video collegamento con ‘Oltre le Radicì, l’evento annuale de Il Gazzettino. “Non avevamo torto quando abbiamo posto il problema per tempo – continua Meloni -. Adesso la questione ulteriore è la necessità, già posta in sede Ecofin, di tenere conto della maggiore inflazione registrata in questo periodo nel calcolo dei parametri europei da rispettare e del deficit consentito. Altri Stati membri stanno andando nella stessa direzione: intendo attivarmi nuovamente nei confronti della Commissione affinchè la questione venga trattata nella riunione Ecofin della prossima settimana in Lussemburgo e in Consiglio europeo tra due settimane. Noi crediamo che a fronte di una crescita inflazionistica globale a causa del caro energia sia necessario riconoscere agli Stati membri una flessibilità aggiuntiva per sostenere famiglie e imprese – sottolinea la premier -: bisogna mettere d’accordo molte persone, ma sono contenta che le questioni che l’Italia ha posto per prima oggi vengano condivise da altri colleghi. Sono concentrata nel portare a termine il lavoro di questi cinque anni, nei quali abbiamo cercato di proteggere al meglio gli italiani in un mondo sempre più instabile in cui le minacce si moltiplicano: il mio lavoro dipende dagli italiani, non da me”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Cina, due rompighiaccio rientrano dalla spedizione scientifica nell’Artico

Cina, due rompighiaccio rientrano dalla spedizione scientifica nell’Artico

SHANGHAI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Le rompighiaccio cinesi da ricerca Xuelong e Xuelong 2, note anche come Snow Dragon e Snow Dragon 2, sono rientrate oggi a Shanghai, nella Cina orientale, dopo quasi tre mesi di attività nell’ambito della 16esima spedizione cinese nell’Oceano Artico.

La spedizione ha portato a termine con successo compiti fondamentali, tra cui indagini e monitoraggi a tutto campo, ricerca scientifica d’avanguardia e cooperazione internazionale. Secondo il team della spedizione, sia la portata della spedizione sia il numero totale di attività svolte hanno raggiunto nuovi massimi.

Sono stati ottenuti risultati proficui in termini di nuove scoperte scientifiche, progressi teorici decisivi, test tecnologici e applicazioni delle attrezzature, fornendo un solido sostegno per approfondire la comprensione e offrire una risposta efficace al cambiamento climatico globale, e per promuovere lo sviluppo sostenibile nell’Artico.

Organizzata dal ministero delle Risorse Naturali, la spedizione è stata condotta da quattro navi: Xuelong, Xuelong 2, Jidi e Tansuo-3.

Al momento, Jidi e Tansuo-3 sono ancora impegnate nelle rispettive missioni di ricerca e il loro rientro è previsto per metà ottobre.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Trevi a un bivio, l’offerta di Webuild punta sul valore certo

Trevi a un bivio, l’offerta di Webuild punta sul valore certo

MILANO (ITALPRESS) – Gli azionisti di Trevi, eccellenza italiana nell’ingegneria del sottosuolo e nelle fondazioni speciali sono al bivio. Da una parte c’è ICOP che ha appena migliorato la propria proposta ma resta ancorata a uno scambio azionario. Dall’altra Webuild, che offre 4,50 euro in contanti per ogni azione Trevi. Due operazioni costruite su logiche molto diverse: nella prima il valore che l’azionista Trevi riceverà dipende dal prezzo futuro delle azioni ICOP; nella seconda il corrispettivo è fissato e pagato in cash.
Ed è proprio qui che cominciano i dubbi della Borsa. Perchè il valore attribuito alle azioni ICOP, sulla cui quotazione si regge la convenienza del concambio, appare secondo diversi indicatori superiore a quello suggerito dai fondamentali.
Il mercato oggi attribuisce a ICOP un valore pari a 21,7 volte il margine operativo (Ebit) del 2025. Un multiplo che si confronta con una media di 10,1 volte per i concorrenti individuati dalla stessa ICOP nel documento d’offerta. La valutazione scende a 8,8 volte se dal campione si esclude la stessa ICOP. In altre parole, il mercato sta pagando ICOP più del doppio rispetto alla media dei concorrenti utilizzati per il confronto.
Non è soltanto una questione di multipli. Anche le valutazioni degli advisor di Trevi, Mediobanca e Vitale, vanno nella stessa direzione. Secondo le loro stime, il concambio congruo dovrebbe collocarsi tra 0,222 e 0,312 azioni ICOP per ogni azione Trevi, contro lo 0,165 previsto dall’offerta migliorata. Una differenza che, incrociata con la forchetta di valori congrui stimata da Mediobanca e Vitale per l’azione Trevi, porta a un valore indicativo di ICOP intorno ai 21 euro per azione, oltre un terzo sotto i circa 30 euro a cui il titolo tratta in Borsa.
E anche Trevi, a quei valori, cambierebbe faccia: la valorizzazione implicita sarebbe di circa 3,4 euro per azione, contro i 5,165 euro dichiarati da ICOP e, soprattutto, al di sotto dei 4,50 euro cash messi sul tavolo da Webuild.
Ma c’è un altro problema, meno visibile di una quotazione sul monitor di Borsa e forse per questo più insidioso: la liquidità. Le azioni ICOP sono poco scambiate. Negli ultimi dodici mesi è passato di mano circa l’11% del capitale della società, contro il 184% di Trevi. La differenza è enorme e diventa concreta quando si prova a immaginare cosa accadrebbe a un azionista rilevante di Trevi.
Un investitore che possiede il 2% di Trevi riceverebbe, sulla base del concambio, circa 216 mila azioni ICOP. Un pacchetto che, ai ritmi medi di scambio, potrebbe richiedere fino a tre mesi di Borsa per essere liquidato. Il valore sulla carta, dunque, non coincide necessariamente con la facilità con cui quel valore può essere trasformato in denaro.
Poi c’è il capitolo del debito. ICOP arriva alla partita Trevi dopo un significativo peggioramento della propria posizione finanziaria netta: in 18 mesi è passata da una liquidità netta di 15 milioni di euro a fine 2024 a un debito netto di 184 milioni a giugno 2026, con flussi di cassa operativi negativi sia nel 2025 sia nel primo semestre di quest’anno.
Con l’integrazione di Trevi, il debito lordo pro-forma salirebbe da 279 a 483 milioni di euro. E il rapporto tra EBITDA e oneri finanziari, già sceso da 10,3 a 7,4 volte, si ridurrebbe a circa 4,6 volte. Resta inoltre sul tavolo il nodo dei 180 milioni di finanziamento Trevi che diventerebbero esigibili in caso di cambio di controllo e per i quali, secondo i dati disponibili, ICOP non aveva ancora ottenuto il disco verde delle banche.
Anche il piano industriale solleva interrogativi. ICOP prevede una crescita dei ricavi del 15-17% l’anno, mentre i mercati di riferimento indicati nei documenti si muovono su ritmi compresi tra il 4,7 e l’8%. Una distanza non irrilevante tra le ambizioni della società e la velocità dei mercati nei quali opera.
E il portafoglio ordini, anche includendo le gare in corso, coprirebbe appena il 13-15% dei ricavi attesi nel 2029. Le sinergie con Trevi, stimate in 55-75 milioni di EBITDA, arriverebbero inoltre soltanto dal 2030, quindi oltre l’orizzonte temporale del piano. Per la parte prevalente, si tratterebbe di risparmi di costo la cui concreta realizzazione non è stata ancora dettagliata.
Dall’altra parte del tavolo c’è Webuild, con una proposta costruita su un elemento molto più semplice da leggere: 4,50 euro per ogni azione Trevi, interamente in contanti. Il corrispettivo, secondo quanto indicato dalla società, incorpora un premio di circa il 30% rispetto al prezzo ufficiale alla data di riferimento. Per l’azionista che aderisce, il valore dell’offerta non dipende quindi dall’andamento successivo delle azioni ICOP o dalla capacità del mercato di assorbire un consistente pacchetto di titoli poco liquidi.
C’è poi la copertura finanziaria dell’operazione. Webuild ha previsto un contratto di finanziamento destinato a sostenere l’esborso per l’acquisto di tutte le azioni Trevi e anche l’eventuale rifinanziamento del debito della società. L’offerta, inoltre, non pone condizioni legate al rifinanziamento del debito Trevi.
Ma la partita non è soltanto finanziaria. Webuild presenta l’operazione come un progetto industriale destinato a inserire le competenze di Trevi nelle fondazioni speciali all’interno di una piattaforma globale delle grandi infrastrutture. Un gruppo che ha chiuso il 2025 con 13,6 miliardi di euro di ricavi e disponeva al 30 giugno 2026 di un portafoglio ordini di 54 miliardi.
Per Trevi significherebbe, secondo la proposta Webuild, l’accesso alla rete internazionale del gruppo, presente in 50 Paesi, con la possibilità di raggiungere nuove geografie, clienti e gare di dimensioni e complessità maggiori. L’operazione prevede inoltre il mantenimento dell’identità di Trevi, del centro direzionale in Italia e del patrimonio di competenze tecniche, progettuali e manageriali, lasciando alla società la possibilità di continuare a operare sul mercato offrendo i propri servizi all’intero settore.
Non si partirebbe, inoltre, da zero. Webuild e Trevi collaborano già da anni su alcuni grandi cantieri italiani e internazionali, dalla diga di Rogun in Tagikistan alla Linea C della metropolitana di Roma. L’integrazione, nella visione di Webuild, servirebbe dunque a trasformare una collaborazione già esistente in un progetto industriale stabile.
Il punto centrale resta però quello economico. Da una parte, ICOP propone un concambio che può offrire agli azionisti Trevi una partecipazione nel futuro gruppo integrato, ma li espone al valore di Borsa di ICOP, alla sua liquidità, all’evoluzione del debito e alla capacità del piano industriale di centrare obiettivi di crescita ambiziosi. Dall’altra, Webuild propone 4,50 euro cash per azione, eliminando per chi aderisce l’esposizione all’andamento futuro del titolo e accompagnando il corrispettivo con una proposta industriale fondata sull’integrazione delle competenze di Trevi nella propria piattaforma globale.

– Foto ufficio stampa Webuild –

(ITALPRESS).

Umanesimo tecnologico, un libro racconta 84 eccellenze italiane nel settore Ia

Umanesimo tecnologico, un libro racconta 84 eccellenze italiane nel settore Ia

ROMA (ITALPRESS) – Un robot umanoide progettato per lavorare nei cantieri navali, un sistema che permette di ottimizzare la rete logistica e risparmiare 2,1 milioni di euro, uno pneumatico capace di raccogliere dati sulla strada e dialogare con i sistemi elettronici dell’auto. Sono solo alcune delle storie che raccontano le esperienze italiane all’avanguardia nel campo dell’IA. “Umanesimo Tecnologico: le eccellenze italiane nell’Intelligenza Artificiale” è realizzato dal ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e curato scientificamente dall’Airi – Associazione italiana per la ricerca industriale. Non un semplice volume, ma un coffee table book di alta gamma, sviluppato attorno al concept di una “città ideale” ispirata all’identità italiana, nella quale le diverse esperienze di innovazione concorrono a delineare una visione integrata del futuro. Il libro è stato presentato oggi al Prix Italia a L’Aquila, nell’ambito della 78esima edizione del Prix Italia – Play Human, in diretta su RaiNews24 e Rai Italia. Ad intervenire nel corso della presentazione per la Farnesina Valerio De Parolis e Allegra Baistrocchi, insieme a Andrea Bairati, presidente di Airi. Il libro è concepito come strumento di “diplomazia della crescita”: attraverso la rete delle ambasciate, dei consolati e degli Istituti italiani di cultura nel mondo contribuirà a raccontare all’estero un’Italia contemporanea fondata sull’incontro tra ricerca scientifica, capacità produttiva, innovazione e competenze. Umanesimo Tecnologico valorizza il ruolo crescente dell’Italia nello sviluppo di soluzioni innovative di IA applicate alla ricerca industriale, raccontando 84 casi che vedono protagoniste grandi imprese, Pmi, startup, università, centri di ricerca hub di innovazione nazionali. Un repertorio di esperienze che mostra un’IA che va oltre i chatbot e i grandi modelli generativi: un’IA integrata con robotica, sensoristica, automazione, sistemi autonomi e macchine per intervenire su processi produttivi, infrastrutture e servizi.
Attraverso 11 ambiti – economia blu e cantieristica, logistica integrata, packaging, automazione, digitale e microelettronica, economia della salute, spazio e difesa, abbigliamento, automotive, agroalimentare ed energia – il minimo comun denominatore degli 84 casi illustrati è un’IA incorporata nell’economia reale, capace di rendere più efficienti processi, infrastrutture e servizi e di rafforzare il rapporto tra ricerca e industria.
L’opera richiama l’eredità dell’Umanesimo italiano per proporre una visione in cui l’innovazione tecnologica non sostituisce l’uomo, ma ne amplifica creatività, libertà e dignità. E’ questo il senso profondo di “Umanesimo Tecnologico”: una convergenza responsabile tra Human Intelligence e Intelligenza Artificiale al servizio della persona. “Il nuovo patrimonio industriale italiano della Human Intelligence sommata all’IA nasce dall’interazione tra i dati e il sapere industriale incorporato nelle persone e nelle organizzazioni. Un tecnico che conosce una turbina, un chimico di processo, un manutentore ferroviario o un ingegnere di produzione possiedono una quantità enorme di conoscenza tacita e raramente codificata” chiarisce Andrea Bairati, presidente di Airi. “Questo approccio è particolarmente forte in alcuni domini in cui l’Italia ha grandi capacità: meccanica strumentale, robotica, chimica e materiali, energia, aerospazio, farmaceutica, agroalimentare, manifattura specializzata, logistica e molto altro. Il risultato non è semplicemente una fabbrica con l’intelligenza artificiale, ma una fabbrica che apprende. Una parte importante della qualità industriale italiana vive di conoscenze difficili da formalizzare: regolare, riconoscere un difetto, modificare un processo, scegliere una tolleranza, adattare sempre la soluzione al bisogno del cliente. L’IA interviene e potenzia la Human Intelligence industriale osservando e leggendo dati, immagini, sensori e decisioni degli operatori”.
I casi raccolti nel volume coinvolgono: 3AInformatica, 3rdPlace, Agricola Moderna, AIENG, altermAInd, Argotec, AutoRevol, Barilla, BluHub, Bracco Imaging, Brembo, CCAM4italy – Polo Nazionale di Innovazione per la Mobilità Connessa e Automatizzata, CETMA, Comau, Concept Reply, Corticale, Cosberg, DigiSky, Domina, Dompè farmaceutici, Edison, Elettra Sincrotrone Trieste, Enel, EssilorLuxottica, FAIR – Future Artificial Intelligence Research, Fincantieri e Università degli Studi di Trieste, Focoos AI, Fondazione Bruno Kessler (FBK) e ATM, Fratelli Piacenza, Generative Bionics, Gran Sasso Science Institute, Gruppo Almaviva, Health Triage, i-Deal, IngeniArs, Intellico, Irritec©, Istituto Italiano di Intelligenza Artificiale AI4I, Istituto Italiano Tecnologia – IIT, Istituto Italiano Tecnologia – IIT e Bracco S.p.A., Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato (IPZS) e Fondazione Bruno Kessler (FBK), La Marzocco, Laboratori Nazionali del Gran Sasso, Leonardo, Lexroom, LivGemini, Marchi & Fildi, MoreSense, Mutti, Next Technology Tecnotessile, NICO (Neuroscience Institute Cavalieri Ottolenghi), Oversonic, Pirelli, Plures, Politecnico di Torino (Chilab-ITEM), Poste Italiane, Proteso, RINA Consulting, Sapienza Università di Roma, Scuola Normale Superiore, Scuola Superiore Sant’Anna, SIPEOM, Smigroup, Soccerment, Space Industries, SPEA, Spindox, STMicroelectronics, SunLink e Università di Siena, TecnoBody, TIM Enterprise x Archivio Olivetti, TuoMuseo, TXT Group, UNI Ente Italiano di Normazione, Unioncamere, Università Campus Bio-Medico di Roma, Università Cattolica del Sacro Cuoredi Piacenza e Istituto Italiano di Tecnologia – IIT, Università degli Studi di Siena e Centro Chirurgico Toscano, Università della Calabria, Università di Catania, Università di Milano-Bicocca, Università di Torino, Vox.
Il volume sarà diffuso attraverso la rete delle ambasciate, dei consolati e degli Istituti italiani di cultura nel mondo e presentato in anteprima internazionale alla Fiera del Libro di Guadalajara, in Messico, la seconda fiera di riferimento al mondo per l’industria editoriale, in occasione dell’edizione 2026, che vede l’Italia Paese ospite d’onore.
(ITALPRESS).
-Foto Ipa Agency-

Il 45% degli adolescenti sogna un periodo di studio in Cina

Il 45% degli adolescenti sogna un periodo di studio in Cina

ROMA (ITALPRESS) – La geografia dei desideri di mobilità degli adolescenti italiani sta vivendo un profondo cambiamento. Fanno da sfondo a questo nuovo scenario la progressiva apertura verso mercati internazionali non tradizionali e un’offerta formativa globale sempre più diffusa: se gli Stati Uniti assorbono una quota di interesse più contenuta rispetto al passato (dal 72% rispetto all’84% precedente), cresce in modo significativo l’attrattività della Cina come destinazione per un periodo di studio tra i giovani, il cui interesse è balzato dal 29% del 2017 al 45% del 2026. E’ quanto emerge dalla seconda edizione della ricerca che Fondazione Intercultura ets ha affidato a Ipsos-Doxa per comprendere la percezione e l’attrattività del Paese asiatico mettendo a confronto un campione rappresentativo di 500 studenti italiani (14-19 anni) con 114 ex partecipanti ai programmi di mobilità annuali in Cina con Intercultura.
L’obiettivo dello studio è comprendere il percepito del Paese asiatico, valutarne l’attrattività e misurare l’impatto a lungo termine di un’esperienza di vita e studio in questo Paese in età adolescenziale, dal punto di vista scolastico, lavorativo e personale.
La ricerca è stata presentata a Roma, nel corso dell’evento “Moving Minds: adolescenti italiani, Cina e mobilità interculturale. Le percezioni dei giovani attraverso l’incontro e la mobilità interculturale in Cina” organizzato da Fondazione Intercultura ets, in partnership con Intesa Sanpaolo e Università degli Studi Roma Tre.
Mattia Baiutti, Segretario Generale di Fondazione Intercultura, sottolinea: “L’indagine conferma il valore della mobilità studentesca internazionale in età adolescenziale nello sviluppo di competenze trasversali e non cognitive fondamentali per il lavoro e, ancora di più, per la cittadinanza attiva. Questo vale non solo per le destinazioni più vicine e tradizionali, ma anche per contesti culturalmente più lontani, come l’Estremo Oriente e la Cina in particolare. Ed è significativo che siano gli stessi adolescenti a riconoscere nella Cina una meta di particolare interesse per un’esperienza di studio e di crescita”.
Elisa Zambito Marsala, Responsabile Education Ecosystem and Global Value Programs di Intesa Sanpaolo, evidenzia che “preparare i giovani alle sfide di un mondo sempre più globale significa offrire loro occasioni concrete di crescita, confronto e apertura verso culture e mercati internazionali. I risultati di questa ricerca confermano il valore delle esperienze di mobilità studentesca nello sviluppo di competenze linguistiche, interculturali e relazionali sempre più richieste nei percorsi di studio e nel lavoro. Per Intesa Sanpaolo sostenere programmi come quelli di Fondazione Intercultura significa investire nel capitale umano del Paese, promuovendo opportunità educative capaci di ampliare gli orizzonti dei ragazzi, rafforzarne l’autonomia e accompagnarli nella costruzione di una cittadinanza più aperta, consapevole e globale”.
Andrea Alemanno, Head of Public Affairs & Corporate Reputation di Ipsos sottolinea che “la Cina è una delle grandi potenze del nostro tempo, tra i giovani italiani emerge una conoscenza sempre meno stereotipata del Paese. Accanto al riconoscimento del suo ruolo economico, tecnologico e politico, cresce l’attenzione verso le sue dimensioni culturali, umane e relazionali. Ciò testimonia curiosità verso questa realtà e la volontà di comprenderla meglio. La ricerca sottolinea in modo inequivocabile il valore dell’esperienza diretta, specie quella che va oltre la vacanza. Quando un Paese viene vissuto non cambia soltanto il modo di guardarlo: cambia anche chi lo vive. Gli ex partecipanti agli scambi raccontano di avere oggi maggiori capacità relazionali, autonomia e adattabilità. Quindi la mobilità internazionale va ben oltre la scoperta di una realtà strategica come la Cina: rappresenta un’esperienza formativa che contribuisce a costruire giovani più consapevoli, aperti al mondo e preparati ad affrontare le sfide di una società sempre più globale e complessa”.
L’interesse verso la Cina è trainato da un forte dualismo tra futuro e tradizione. Gli studenti italiani sono attratti principalmente dall’innovazione tecnologica (45%) e dallo stile di vita (41%), riconoscendo al Paese il vantaggio esclusivo di offrire l’accesso a mercati e tecnologie emergenti (44%).
Parallelamente, cresce il desiderio di imparare il cinese, che si attesta come la seconda lingua non occidentale più desiderata (37%) dopo il giapponese. Tra il nucleo dei ragazzi “molto interessati” alla Cina (il 28% del totale, composto prevalentemente da ragazze di 14-15 anni dei licei), l’interesse ad apprendere la lingua schizza addirittura al 63%. Nel complesso, anche il sentiment generale verso il Paese è migliorato nettamente, con l’opinione positiva degli studenti che passa dal 54% del 2017 all’88% odierno.
Dal 2003 a oggi, sono quasi 1.200 gli studenti e le studentesse italiani che hanno scelto la Cina per un anno scolastico o per un soggiorno di studio di 4 settimane. La crescita delle partenze è stata costante nel tempo, raggiungendo la quota di 100 studenti nell’anno scolastico 2019-20.
In 25 anni di partnership strategica, circa 830 studenti delle scuole secondarie di secondo grado – provenienti sia dall’Italia sia dall’estero – hanno preso parte a programmi scolastici internazionali grazie al contributo di Intesa Sanpaolo e della Fondazione Intercultura.
Destinati a quasi 60 Paesi in tutto il mondo, questi giovani hanno vissuto fino a un intero anno scolastico all’estero, agendo da veri e propri ambasciatori di una nuova mentalità globale. Il loro percorso non si conclude con il termine della borsa di studio, ma prosegue con la costruzione attiva di carriere in contesti internazionali: un patto di fiducia tra istituzioni e giovani a sostegno del capitale umano del Paese. Di questi 830 ragazzi, 40 hanno scelto proprio la Cina come meta del loro soggiorno di studio.
-foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo-
(ITALPRESS).