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Intervista SottoTraccia di Davide Mercurio. Only Rock All Night: Marco Macrì e le notti ribetti del Cubo Rock

C’è stato un momento, non troppo lontano, in cui il sabato sera di Catanzaro aveva un solo centro di gravità: un cubo. Un cubo che pulsava, sudava, urlava. Un cubo che non era un locale, ma un rito collettivo. Il Cubo Rock, nato nel 2009 dall’incontro tra Marco Macrì (“Spora”) e Alex Tolomeo (“Red”), è stato molto più di una discoteca: è stato un esperimento sociale riuscito, un laboratorio di identità, un rifugio per chi cercava un’alternativa autentica alla movida patinata. La 38ª Intervista SottoTraccia, curata da Davide Mercurio del collettivo OndaRocK, riporta alla luce quell’energia irripetibile attraverso le parole di Marco, che di quel mondo è stato architetto, Dj, agitatore culturale e, soprattutto, testimone privilegiato. Il nome “Cubo Rock” nasce da un’intuizione semplice e geniale: un cubo di Rubik come metafora di un progetto breve, intenso, caotico e ordinato allo stesso tempo. Un luogo dove ogni faccia rappresentava un’anima diversa della serata, ma tutte insieme componevano un’unica esperienza. E quell’esperienza aveva una struttura precisa, quasi rituale: preserata con Dj set d’ascolto, per scaldare l’atmosfera e creare comunità; concerto live, cuore pulsante della notte, con band che trasformavano il palco in un campo di battaglia sonoro; Dj set “Only Rock” all night long, dove Marco e Alex guidavano la folla in un viaggio tra classic rock, punk, hard rock e new wave. Era una formula semplice, ma calibrata con una cura maniacale. E funzionava. Nel giro di pochi mesi, il Cubo Rock esplose. Locale pieno, pogo, canti, sudore, birre che volavano, amori che nascevano tra una strofa e l’altra. Catanzaro non aveva mai visto nulla del genere. Per molti, il Cubo era la prima volta in cui la città offriva un luogo dove sentirsi davvero sé stessi. Un posto dove la diversità non era un vezzo, ma la regola. Dove chi non si riconosceva nelle mode del momento trovava finalmente una casa. Marco racconta che salire in consolle era ogni volta una piccola vittoria personale: un dialogo continuo con il pubblico, una sfida a tenere la sala in tensione, a capire quando era il momento di spingere, quando di sorprendere, quando di far esplodere tutto con un brano iconico. E di brani iconici ce n’erano tanti: “Killing in the Name” dei Rage Against the Machine, “Chelsea Dagger” dei The Fratellis, “Are You Gonna Be My Girl” dei Jet. Pezzi che non erano solo musica, ma detonatori emotivi. Il Cubo Rock è stato un fenomeno breve, ma ha lasciato un segno profondo; ha creato una comunità; ha dato voce a una generazione; ha dimostrato che anche in Calabria si poteva costruire una scena alternativa credibile, vibrante, partecipata. Non era solo divertimento: era appartenenza, identità, un modo diverso di vivere la notte. E oggi, grazie alle parole di Marco Macrì raccolte da Davide Mercurio, quella storia torna a pulsare. Non come nostalgia sterile, ma come memoria viva di ciò che la musica può fare quando incontra le persone giuste, nel posto giusto, al momento giusto. Il Cubo Rock non c’è più. Ma chi l’ha vissuto sa che, in fondo, non se n’è mai andato.
Carmela Commodaro

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Motori Magazine – 5/4/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questo numero:
– Mercedes-Maybach Classe S, aggiornamento su tecnologia e sistemi digitali
– Renault rilancia la Twingo, elettrica nel segmento delle utilitarie
– Mercato Ue, l’Italia guida la ripresa ma resta indietro nell’elettrico
abr/azn

Tg Ambiente – 5/4/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questo numero del Tg Ambiente, prodotto dall’Italpress in collaborazione con TeleAmbiente:
– Arriva Shift, la piattaforma per la transizione ecologica
– Caro energia, dall’assemblea di Arte appello per una riforma strutturale
– #NonCiFermaNessuno, Luca Abete e il tour nelle università
– Sostenibilità, al via la quinta edizione di “For Nature, For Us”
mgg/gtr/col

Amaroni, Veglia Pasquale: nel tempo delle guerre, un forte messaggio di speranza da don Roberto Corapi

In un’epoca segnata da guerre, tensioni internazionali e un diffuso senso di smarrimento, la comunità di Amaroni ha vissuto una Veglia Pasquale di straordinaria intensità spirituale. Nella notte in cui la Chiesa celebra la Risurrezione, la luce accesa nel buio ha assunto un significato ancora più profondo, diventando simbolo di resistenza alle ombre che attraversano il mondo contemporaneo. A presiedere la celebrazione è stato don Roberto Corapi, affiancato da don Fabio Salerno, già Segretario personale di Papa Francesco. La loro presenza ha conferito alla liturgia un tono di forte comunione ecclesiale e di apertura universale. Nell’omelia, don Salerno ha offerto parole capaci di leggere le inquietudini del nostro tempo alla luce del Vangelo, richiamando con lucidità il bisogno urgente di riscoprire la speranza come forza concreta, capace di opporsi alla logica della violenza, della divisione e della paura. Il momento più intenso è giunto con il grido accorato di don Corapi: «Amaroni, sii luce pasquale e togli la pietra dai tanti sepolcri». Un appello che ha risuonato come un invito pressante rivolto non solo ai fedeli presenti, ma a un mondo ferito dai conflitti e da nuove forme di solitudine. Quelle pietre – ha ricordato il sacerdote – sono oggi i simboli delle guerre che devastano popoli, dei muri che dividono, delle paure che paralizzano le coscienze e impediscono gesti di fraternità. Pietre che ciascuno è chiamato a rimuovere, iniziando dai contesti quotidiani, per far spazio alla vita nuova del Risorto. L’invito rivolto alla comunità è stato chiaro: non cedere alla rassegnazione, ma diventare testimoni di pace, costruttori di dialogo, segni concreti di speranza. Amaroni – è stato detto – può e deve essere una piccola luce nel buio del mondo, capace di accogliere, sostenere e generare relazioni nuove, fondate sul rispetto e sulla solidarietà. La Veglia Pasquale si è così trasformata in un forte richiamo alla responsabilità collettiva: dalla fede celebrata alla fede vissuta, dalla preghiera all’impegno concreto per la pace. Un messaggio che supera i confini locali e si apre a una dimensione universale, parlando a un’umanità che oggi più che mai ha bisogno di segni credibili di rinascita. La celebrazione si è conclusa in un clima di intensa partecipazione e profonda commozione. Nei volti dei presenti si leggeva la consapevolezza che la Pasqua non è soltanto memoria, ma presenza viva, capace di interrogare e trasformare. Un invito a essere luce nelle tenebre del proprio tempo, a non lasciarsi sopraffare dalle ombre, a credere che la speranza, quando è condivisa, può davvero cambiare la storia.
Carmela Commodaro

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Squillace, l’Arcivescovo Claudio Maniago: «La Pasqua è il cuore della nostra fede»

Nella basilica concattedrale di Squillace, gremita di fedeli, l’Arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, monsignor Claudio Maniago, ha presieduto la messa del giorno di Pasqua di Resurrezione, offrendo un’omelia intensa e centrata sul significato profondo della festa cristiana. «La Pasqua è un grande evento che ha cambiato le sorti dell’umanità e ha cambiato la nostra vita. Questo è il cuore della nostra fede», ha affermato il presule aprendo la sua riflessione. Tra i presenti anche rappresentanti dell’amministrazione comunale di Squillace, tra cui il sindaco Enzo Zofrea, il consigliere regionale Enzo Bruno e autorità militari. Monsignor Maniago ha richiamato il fondamento della fede cristiana: la resurrezione di Cristo. «Se Gesù non fosse risorto, vana sarebbe la nostra fede», ha ribadito, sottolineando come attraverso la morte e la resurrezione il Signore abbia rivelato «tutto ciò che c’è da sapere su Dio e su di noi». Il presule ha ricordato che la vita nuova donata da Dio «non avrà mai fine» e che il cristianesimo non è un insieme di sacrifici, ma un cammino che invita a scoprire «quello che c’è di bello nella nostra vita». La Pasqua, ha aggiunto, è un tempo da accogliere come «un dono di Dio», un’occasione in cui il popolo si raduna per ascoltare il Signore che «si rende presente» e continua a camminare accanto ai credenti. Durante la celebrazione, un momento particolarmente significativo è stato il battesimo di un bambino, al quale l’arcivescovo ha rivolto parole cariche di tenerezza e speranza: «Il Signore sarà con te, non sei solo. Sei in mezzo a una comunità, sei un dono. In te vediamo una grande benedizione per tutti noi». Un gesto che ha richiamato l’essenza stessa della Pasqua: la vita nuova che nasce, la comunità che accoglie, la fede che si rinnova. La celebrazione si è conclusa in un clima di raccoglimento e gioia condivisa, con la comunità squillacese riunita attorno al suo pastore per celebrare il mistero centrale della fede cristiana. Un messaggio di speranza, quello dell’arcivescovo Maniago, che invita a guardare alla Pasqua come a un cammino che continua, sostenuto dalla presenza del Risorto.
Carmela Commodaro

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Noslin salva la Lazio, finisce 1-1 contro il Parma

Noslin salva la Lazio, finisce 1-1 contro il Parma

ROMA (ITALPRESS) – La Lazio non va oltre l’1-1 in casa contro il Parma. La formazione di Maurizio Sarri va sotto nel primo tempo con il secondo timbro in stagione di Delprato (15′) e riesce solo con le seconde linee a rendersi pericolosa dalle parti di Suzuki. E’ Noslin (77′) a salvare i biancocelesti dal ko interno, ritrovando un gol che mancava da quasi due mesi. Punto pesante in ottica salvezza per il Parma, che sale a quota 35 punti e allunga a +8 sulla zona retrocessione occupata dal Lecce. La Lazio resta in ottava piazza a 44 punti e si espone al sorpasso del Bologna, nono a quota 40 punti e impegnato a Cremona domani alle 15.
Buon avvio del Parma, che tiene in mano il pallino del gioco in avvio di frazione. Il primo squillo è di Bernabè, che all’11’ calcia da fuori senza impensierire Motta. Al 15′ è la squadra di Cuesta a portarsi in vantaggio grazie alle solite palle inattive. Punizione di Valeri dalla sinistra, mischia in area di rigore e il più lesto a ribadire in rete è Delprato. Sbloccato l’incontro, il Parma si chiude nella propria metà campo con due linee compatte a difendere i pali di Suzuki. Fraseggio sterile della Lazio, che rischia anche di trovarsi sotto di due reti al 44′ con un mancino in piena area di rigore di Valeri tolto dall’incrocio dei pali da un grande intervento di Motta. In apertura di secondo tempo i padroni di casa provano a cambiare spartito con i cross di Nuno Tavares, ma la retroguardia gialloblù non si fa impensierire dalle iniziative del terzino portoghese. Poco pericolosa la formazione di Sarri, che con i cambi riesce a dare vita alla manovra biancoceleste. Noslin subentra per uno spento Pedro e trova il gol del pareggio al 77′: l’olandese combina con Taylor, si accentra, colpisce di destro in precario equilibrio e trova la deviazione decisiva di Circati, che lascia fermo un incolpevole Suzuki. Nel finale proteste da una parte e dall’altra per dei potenziali rigori per un mani di Nuno Tavares e una spinta di Circati su Lazzari, ma all’Olimpico è 1-1 al triplice fischio di Marcenaro.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Escursionista muore precipitando in una cava ad Ispica, recuperato il cadavere

CATANIA (ITALPRESS) – Intervento del Soccorso Alpino e Speleologico Siciliano a Ispica, in una cava sotto il Convento di Santa Maria di Gesù, dove una persona è precipitata da una parete di circa 60 metri. L’allarme è stato lanciato nel primo pomeriggio di sabato dalla centrale operativa del 118 di Catania, che ha attivato le squadre specializzate. Sul posto sono intervenuti i tecnici della Stazione Etna Sud e della Delegazione Speleologica Sicilia, che hanno raggiunto rapidamente l’area impervia. La vittima, finita su una fitta vegetazione, è stata trovata priva di vita.

tvi/mca2
(Fonte video: Vigili del Fuoco)

Fagioli stende il Verona e avvicina la Fiorentina alla salvezza

Fagioli stende il Verona e avvicina la Fiorentina alla salvezza

VERONA (ITALPRESS) – La Fiorentina inizia lo scatto verso la salvezza, il Verona si avvia verso la retrocessione in Serie B. E’ questo il verdetto del Bentegodi, che assiste all’1-0 dei viola, messi costantemente sotto dai padroni di casa e vittoriosi dopo un episodio discusso e un finale incandescente. Inizia bene la Fiorentina con Fagioli, ma poi si assiste a un assolo gialloblù. Bernede e Orban impegnano De Gea e mettono a rischio l’imbattibilità (cinque gare) della Fiorentina, mentre Bowie spreca una buona chance. Oyegoke e Belghali sono due frecce sulle corsie laterali e l’Hellas gioca un’ottima gara, nella quale manca solo il gol. Si va così al riposo sullo 0-0 e la musica non cambia nella ripresa, nonostante Vanoli inserisca Piccoli. Bowie impegna ancora De Gea e l’Hellas sembra poterla vincere, ma è imprecisa e non concretizza. Lo fa eccome, invece, la Fiorentina all’82’: Harrison pesca Fagioli, che buca Montipò con un perfetto rasoterra. Un autentico rigore in movimento manda avanti i toscani, ma è polemica. L’azione nasce da una decisione discutibile di Guida, che aveva fermato il gioco per verificare le condizioni di Fagioli nonostante non ci fosse stata un’azione fallosa. Protesta l’Hellas e fischia il Bentegodi, ma il risultato non cambia: è gol e il momento cambia la partita, con gli scaligeri molto nervosi. Gagliardini rischia il secondo giallo, mentre Suslov lascia i suoi in dieci: mini-rissa con Gudmundsson all’85’ con doppia espulsione. Entrambe le squadre quindi hanno chiuso il match in inferiorità numerica. Nel finale Sammarco e i suoi tentano l’assalto, senza esito, nei sette minuti di recupero. Un Verona nervosissimo va ko dopo aver tirato venti volte, venendo sconfitto 1-0 e restando ultimissimo. Scaligeri fermi a quota 18 punti, -9 (per ora) dalla quartultima a sette turni dal termine. Sorride la Fiorentina, per ora a +5 sulla zona rossa.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Meloni “In patria e all’estero la missione è difendere sempre interesse italiano”

Meloni “In patria e all’estero la missione è difendere sempre interesse italiano”

ROMA (ITALPRESS) – “In questi giorni ho voluto essere in Arabia Saudita, in Qatar, negli Emirati Arabi Uniti. Credo che per l’Italia sia importante in una fase così difficile essere presente nei luoghi dove si decide una parte fondamentale della nostra sicurezza e anche del nostro futuro economico. Questa missione è la prima di un leader europeo nel Golfo dall’inizio di questa nuova fase del conflitto, ma chiaramente non è una visita semplicemente simbolica. Quello che noi abbiamo voluto dare è anche un messaggio di solidarietà verso nazioni che sono partner, che sono amiche e che continuano a subire attacchi ingiustificati da parte dell’Iran. Ma il nostro obiettivo non era non è semplicemente fare testimonianza, era ed è dare una mano ad affrontare i problemi e poter così difendere meglio gli interessi nazionali italiani, perchè quando nel Golfo cresce l’instabilità, Non ne risentono solamente gli equilibri internazionali, ne risentono i prezzi dell’energia, i costi per le imprese, il lavoro, in ultima istanza il potere d’acquisto delle famiglie”. Lo dice la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un video pubblicato sul proprio profilo su X. “Perchè il Golfo è un attore fondamentale del mercato energetico globale e non solo. “Se qui la produzione o il transito si contrae o addirittura si ferma, il prezzo aumenta per tutti e se peggiora si può arrivare a non avere tutta l’energia che è necessaria, anche in Italia. Pensate che il solo Qatar che è dove siamo, copre il 10% del fabbisogno italiano di gas e nel suo complesso l’area del Golfo garantisce alla nostra nazione circa il 15% del totale del petrolio che serve. E’ per questa ragione che sono qui, a parlare con leader con i quali l’Italia ha da sempre rapporti strategici, economici, energetici che sono fondamentali. Ho parlato di loro, sto parlando con loro di come rafforzare la cooperazione, di come dare una mano a fermare l’escalation, di come ripristinare il prima possibile la libertà di navigazione dalle rotte da cui dipendono energia, commercio e stabilità, a partire ovviamente dallo stretto di Hormuz da cui transita una quota enorme dell’energia mondiale perchè ovviamente in un momento come questo in un mondo sempre più instabile proteggere l’interesse nazionale significa anche soprattutto forse costruire relazioni solide con partner affidabili nei luoghi che incidono davvero sulla nostra sicurezza sulla nostra economia ed è esattamente quello che ho fatto e che sto facendo in questi giorni perchè per me la politica estera non è una materia lontana è il modo a volte più concreto che si ha per difendere l’Italia, per difendere il lavoro degli italiani, per difendere il futuro stesso della nostra nazione” conclude la premier.

foto: IPA Agency

(ITALPRESS).