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Schifani “Per due anni in Rai spot sulle bellezze della nostra Sicilia”

ROMA (ITALPRESS) – “Per due anni la Rai trasmetterà degli spot della nostra Sicilia con le sue imagini più attrative, in modo che sia gli italiani che gli stranieri possano conoscere le nostre bellezze”. Lo ha detto il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani che con l’amministratore delegato di Rai Com, Giuseppe Sergio Santo, ha firmato stamattina a Palazzo d’Orleans la convenzione per la
realizzazione di una campagna di comunicazione sulle reti Rai per il biennio 2026/27.

pc/mca2
(Fonte video. Regione Siciliana)

De Laurentiis “Detto a Malagò di prendere in mano la situazione”

MILANO (ITALPRESS) – “Partendo per Los Angeles, sull’aereo, ho chiamato Malagò e gli ho detto di prendere in mano la situazione del calcio italiano perché è un imprenditore, è stato al Coni, ha creato il circolo più importante d’Europa, ha venduto Ferrari, Rolls Royce, Maserati a tutto il mondo. Nessuno meglio di lui. Poi è anche un grande sportivo, hai sempre giocato a calcetto, sei innamorato del calcio. L’unico difetto è che è innamorato della Roma, pazienza, sopporteremo anche questo”. Così Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, prima della riunione della Lega Calcio Serie A a Milano in merito alla candidatura, non ancora ufficiale, di Giovanni Malagò alla presidenza della Figc. “Noi siamo stanchi di essere portati per mano da persone che interpretano i ruoli istituzionali per avere un proprio prestigio – ha aggiunto il numero uno del club azzurro – e questo non va bene perché nella vita la cosa più importante è lavorare, ma per poter lavorare bisogna sapere. E allora nessuno più di un imprenditore che fa impresa e che non fa presa può aggiustare le cose che non funzionano.

xp5/mc/azn

Blitz antimafia a Palermo, 32 fermi

PALERMO (ITALPRESS) – Un’operazione antimafia della Dia nei confronti di appartenenti al mandamento mafioso di Brancaccio a Palermo ha portato a 32 provvedimenti di fermo. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione di tipo mafioso, estorsione aggravata, reati in materia di armi, trasferimento fraudolento di valori e associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, oltre a ulteriori delitti aggravati dal metodo mafioso e dall’agevolazione dell’associazione mafiosa.
mgg/gtr
(Fonte video: Procura della Repubblica – Tribunale di Palermo)

Intervista SottoTraccia di Davide Mercurio a Luciano Aloise: quando la musica diventa identità

Per il quarantunesimo appuntamento di Interviste SottoTraccia, a cura di Davide Mercurio, il collettivo OndaRocK torna a giocare in casa accogliendo un ospite che della musica ha fatto una missione quotidiana: Luciano Aloise, chitarrista raffinato, docente stimato e punto di riferimento per generazioni di allievi. Con lui, più che un’intervista, si è aperto un dialogo autentico, capace di attraversare ricordi, esperienze e riflessioni profonde su cosa significhi oggi vivere, e soprattutto sentire, la musica. Il viaggio musicale di Luciano comincia nei primi anni ’80, nel coro della parrocchia di San Giorgio, a Squillace. È lì che avviene il primo contatto con la chitarra, un incontro destinato a trasformarsi in vocazione. Da quel momento, le piazze del paese, le prime band giovanili (come “I Cristallo”) e un ascolto onnivoro diventano il terreno fertile su cui cresce la sua identità artistica. Latino, rock, jazz: nessun genere è escluso. L’approccio di Aloise è aperto, curioso, libero. Una bussola che ancora oggi orienta il suo modo di suonare e di insegnare. Come per molti musicisti, anche per lui il rapporto con lo strumento passa attraverso una fase inevitabile: l’imitazione dei grandi. Studiare, assorbire linguaggi, decifrare stili. Ma è solo un passaggio, non un punto d’arrivo. «Molti – racconta – si fermano alla velocità e alla precisione; ma è nella personalità che si riconosce un vero musicista». Una convinzione che rappresenta uno dei cardini della sua didattica: la tecnica non come fine, ma come mezzo per esprimere un’identità. Per Aloise, suonare e insegnare non sono due mondi separati, ma dimensioni che si alimentano a vicenda. Il palco diventa esperienza da trasmettere; la didattica affina sensibilità e consapevolezza. Un equilibrio naturale, fondato su un principio semplice e imprescindibile: senza passione e desiderio di apprendere, non esiste crescita. Nel percorso del maestro c’è anche un capitolo importante legato proprio a OndaRocK, quando il Festival rappresentava una vetrina fondamentale per le band emergenti. Un’esperienza che gli ha permesso di scoprire talenti, ascoltare nuove sonorità e ribadire una convinzione che lo accompagna da sempre: la musica si comprende davvero solo dal vivo. «Le rassegne – sottolinea – vanno sostenute, perché sono linfa per chi ha qualcosa da dire». A chi inizia oggi, Luciano non offre scorciatoie, ma verità. «La chitarra – afferma – è uno strumento facile da imparare male». Per questo, trovare una guida valida è essenziale. E per chi sogna di insegnare, il percorso accademico resta una tappa fondamentale, non un optional. L’incontro tra Davide e Luciano si chiude così, con la sensazione di aver attraversato non solo una carriera, ma una visione del mondo. La musica, per lui, non è mestiere, ma è linguaggio profondo, disciplina e libertà insieme. E mentre continua a far vibrare le corde della sua chitarra, continua anche a far vibrare quelle di chi sceglie di affidarsi alla sua esperienza. In ogni nota, resta viva quella ricerca autentica che trasforma il suono in identità. Il collettivo OndaRocK e Davide Mercurio ringraziano Luciano Aloise per la disponibilità e la generosità del racconto.
Carmela Commodaro

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Medicina di precisione, nel nuovo dossier Aifa l’impatto delle terapie mirate

Medicina di precisione, nel nuovo dossier Aifa l’impatto delle terapie mirate

ROMA (ITALPRESS) – La medicina sta vivendo una trasformazione profonda: dall’approccio standardizzato, basato sul “paziente medio”, si sta passando a un modello centrato sulla persona, capace di adattare diagnosi e terapie alle caratteristiche genetiche, cliniche e ambientali di ciascun individuo. E’ il paradigma della medicina di precisione, al centro del dossier dell’AIFA, che analizza l’impatto di questa evoluzione sulla pratica clinica e sulla sostenibilità del Servizio Sanitario Nazionale.
Negli ultimi vent’anni, i progressi della genomica e delle tecnologie digitali hanno reso evidente un limite della medicina tradizionale: pazienti con la stessa patologia possono rispondere in modo molto diverso alle stesse cure. Da qui nasce l’esigenza di un approccio più mirato, in grado di individuare il trattamento più efficace per ciascun individuo, evitando terapie inutili o potenzialmente dannose.
Nella pratica clinica, questo modello si traduce nell’impiego di strumenti innovativi: la genomica e la farmacogenomica consentono di analizzare il DNA per individuare varianti che influenzano la risposta ai farmaci; la trascrittomica, la proteomica e la metabolomica permettono di osservare l’attività biologica dei sistemi cellulari; l’epigenetica studia le modificazioni legate all’ambiente e agli stili di vita; mentre la bioinformatica e l’intelligenza artificiale integrano grandi quantità di dati per supportare le decisioni cliniche. Grazie a queste tecnologie è possibile prevedere la risposta ai farmaci, identificare i pazienti a rischio di effetti collaterali e scegliere trattamenti mirati in base alle caratteristiche molecolari della malattia.
“La medicina di precisione non è un lusso per pochi, ma un diritto per tutti” – sottolinea il Presidente dell’AIFA, Robert Nisticò – E’ il modo più etico ed efficace di curare, perchè consente di evitare trattamenti inutili e mette davvero al centro la persona”.
Il cambiamento è particolarmente rilevante in Italia, uno dei Paesi più longevi al mondo.
L’invecchiamento della popolazione comporta un aumento delle patologie croniche e della cosiddetta politerapia. La convivenza con più malattie comporta infatti la necessità di assumere più farmaci e rappresenta una delle principali sfide cliniche e sociali del nostro tempo: il 68% degli over 65 riceve prescrizioni di almeno cinque farmaci diversi e il 28,5% ne assume dieci o più.
Questa condizione aumenta esponenzialmente il rischio di interazioni farmacologiche, errori terapeutici e reazioni avverse, ma ha anche un impatto sociale significativo: riduce l’autonomia degli anziani, complica la vita dei caregiver e genera costi diretti e indiretti per il sistema sanitario.
Un rischio concreto è la cosiddetta “prescrizione a cascata”: un farmaco viene prescritto per trattare un effetto collaterale causato da un altro, innescando un circolo vizioso che porta il paziente ad assumere un numero crescente di medicinali.
“Non possiamo più permettere che la politerapia diventi una condanna per gli anziani – evidenzia Nisticò – La sfida è prescrivere meglio, non di più, utilizzando le informazioni genetiche e cliniche per evitare rischi inutili”.
In questo scenario si inserisce la prescrittomica, disciplina che applica i principi della medicina di precisione alla gestione delle terapie farmacologiche, con l’obiettivo di ottimizzare le prescrizioni e ridurre le interazioni tra farmaci.
“La prescrittomica è il ponte tra la conoscenza dei geni e la pratica clinica quotidiana – aggiunge Nisticò – Significa superare la medicina per tentativi e offrire cure più sicure, soprattutto ai pazienti più fragili”.
Un ambito in cui questa rivoluzione è già realtà è l’oncologia. Per decenni la chemioterapia ha rappresentato lo strumento principale contro il cancro, colpendo indiscriminatamente cellule tumorali e sane, con effetti collaterali significativi. Le terapie mirate, invece, riconoscono e bloccano specifici meccanismi molecolari delle cellule tumorali, risultando più selettive e generalmente meglio tollerate.
Le principali categorie di farmaci oncologici mirati comprendono: Inibitori delle tirosin-chinasi (TKI): agiscono bloccando enzimi fondamentali per la proliferazione tumorale. Hanno rivoluzionato il trattamento di alcune leucemie e sono utilizzati in tumori polmonari e gastrointestinali.
Anticorpi monoclonali: molecole progettate per riconoscere bersagli specifici sulle cellule tumorali. Gli anti-HER2, ad esempio, hanno cambiato la prognosi del carcinoma mammario HER2-positivo.
Immunoterapie: farmaci che attivano il sistema immunitario contro il tumore, come gli inibitori dei checkpoint immunitari, oggi impiegati in numerose neoplasie avanzate.
Immuno-coniugati (ADC): combinano anticorpi monoclonali e agenti citotossici, trasportando il farmaco direttamente alle cellule tumorali e riducendo l’impatto sui tessuti sani.
Vaccini terapeutici: ancora in sviluppo, puntano ad addestrare il sistema immunitario a riconoscere e colpire selettivamente le cellule tumorali.
Centrale è il ruolo dei biomarcatori: per scegliere la terapia più efficace non basta conoscere la sede del tumore, ma è necessario analizzarne il profilo molecolare. Mutazioni in geni come EGFR, ALK o ROS1 guidano la scelta terapeutica, spostando l’attenzione dalla localizzazione anatomica al “codice genetico” della malattia. Le terapie di precisione hanno migliorato significativamente la prognosi di molti tumori, ma presentano ancora limiti importanti: lo sviluppo di resistenze, i costi elevati e un accesso non uniforme ai test molecolari.
“In oncologia la medicina di precisione è già realtà, ma richiede un cambio di paradigma – osserva Nisticò – Dobbiamo passare da una visione basata sull’organo a una basata sulle caratteristiche molecolari della malattia”.
Guardando al futuro, il dossier evidenzia il ruolo crescente dell’intelligenza artificiale e della bioinformatica, che permetteranno di sviluppare modelli predittivi sempre più accurati e di integrare dati clinici, genetici e ambientali. Tra le prospettive più innovative vi è il passaporto farmacogenomico, una carta d’identità genetica del paziente che potrebbe accompagnarlo per tutta la vita. “Il passaporto farmacogenomico rappresenta una prospettiva concreta per migliorare sicurezza ed efficacia delle cure – conclude Nisticò – E’ una sfida che richiede governance, equità e responsabilità nell’uso dei dati”.
La medicina di precisione rappresenta dunque non solo un’evoluzione scientifica, ma un cambiamento strutturale e culturale che coinvolge l’intero sistema sanitario. La sfida è renderla accessibile, equa e sostenibile, trasformando l’innovazione in un beneficio concreto per tutti i cittadini. La direzione è tracciata: superare il modello “uguale per tutti” per costruire una sanità più efficace, più sostenibile e realmente su misura per ogni persona.
-foto ufficio stampa Aifa –
(ITALPRESS).

Squillace, incontro pubblico sulla sarcopenia a Squillace: prevenzione, salute e screening gratuiti per gli over 70

Un appuntamento dedicato alla salute e alla prevenzione, pensato per tutta la cittadinanza. Si svolgerà venerdì 24 aprile, alle ore 18, nella Casa delle Culture a Squillace. L’incontro verterà sul tema “Sarcopenia: cos’è e come prevenirla”, promosso dall’Università “Magna Graecia” di Catanzaro in collaborazione con l’assessorato alla Sanità del Comune di Squillace. La sarcopenia è una condizione caratterizzata dalla progressiva perdita di massa e forza muscolare, un fenomeno che può compromettere autonomia, equilibrio e qualità della vita. Riconoscerla in tempo è fondamentale per intervenire con strategie efficaci, basate su corretta alimentazione, attività fisica mirata e monitoraggio clinico. Durante l’incontro, aperto a tutti, i nutrizionisti dell’Università di Catanzaro illustreranno che cos’è la sarcopenia e perché è importante diagnosticarla precocemente; i segnali da non sottovalutare; il ruolo dell’alimentazione nella protezione della massa muscolare; e l’importanza dell’esercizio fisico nella prevenzione e nel mantenimento della forza. Sarà, inoltre, presentato lo screening effettuato dall’équipe di Nutrizione Clinica dell’Università, realizzato in collaborazione con il Comune di Squillace. A partire dall’8 maggio, nella sede della Pro loco di Squillace, sarà possibile partecipare a uno screening gratuito rivolto ai residenti con età superiore ai 70 anni. Lo screening si svolgerà ogni giovedì, venerdì e sabato mattina e comprenderà la valutazione antropometrica (circonferenze di vita, braccio e polpaccio), la misurazione della forza muscolare, l’analisi della massa muscolare, il test di mobilità e la valutazione della qualità della dieta. Un percorso completo, pensato per individuare precocemente eventuali condizioni di rischio e fornire indicazioni personalizzate per migliorare lo stile di vita. La partecipazione all’incontro e allo screening è gratuita. I cittadini interessati possono rivolgersi direttamente al Comune di Squillace per informazioni e prenotazioni.
Carmela Commodaro

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Monza, scoperta maxi frode fiscale da oltre 178 milioni di euro di fatture false

Monza, scoperta maxi frode fiscale da oltre 178 milioni di euro di fatture false

MONZA (ITALPRESS) – Militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza Monza Brianza hanno dato esecuzione ad un provvedimento di sequestro preventivo per circa 12 milioni di euro, emesso dal Tribunale del capoluogo su richiesta della Procura della Repubblica brianzola, finalizzato alla confisca per equivalente di denaro, altre disponibilità finanziarie e beni mobili ed immobili nei confronti di un imprenditore gravemente indiziato del reato di frode fiscale. Il provvedimento cautelare scaturisce da un’attività d’indagine condotta dai Finanzieri del Gruppo di Monza e coordinata dalla Procura della Repubblica di Monza, a sua volta originata da una pregressa azione ispettiva effettuata dalle stesse Fiamme Gialle nei confronti di una società di capitali brianzola gestita da soggetti di origine sinica. Più in particolare, l’attività investigativa, sviluppata anche attraverso indagini finanziarie e approfondimenti antiriciclaggio, ha consentito di individuare una rilevante frode carosello all’I.V.A., perpetrata da 14 imprese con sede nelle provincie di Milano e Prato, risultate cartiere dedite
all’emissione di fatture false per oltre 143,4 milioni di euro, di cui € 35.000.000 utilizzate dalla sola impresa di Concorezzo (MB). All’esito degli accertamenti patrimoniali eseguiti, i Finanzieri monzesi hanno assicurato l’esecuzione del provvedimento di sequestro preventivo, finalizzato alla confisca per equivalente dei beni nella disponibilità dell’indagato sino alla concorrenza della somma di 12 milioni di euro, provvedendo all’apprensione di disponibilità finanziarie e 8 immobili (tra cui una villa di pregio) corrispondenti al profitto dei reati contestati.(ITALPRESS).

Foto: Sala stampa Guardia di Finanza

Iran, Crosetto “A Hormuz con l’Onu, ma il Parlamento dica sì anche senza suo ok”

Iran, Crosetto “A Hormuz con l’Onu, ma il Parlamento dica sì anche senza suo ok”

ROMA (ITALPRESS) – Disponibilità a contribuire a una missione internazionale, ma solo a determinate condizioni: il ministro della Difesa Guido Crosetto indica la linea italiana riguardo alla situazione a Hormuz e alla crisi in Medio Oriente. In un’intervista al Corriere della Sera, il MOD chiarisce priorità e limiti dell’azione italiana. “La nuova chiusura dello Stretto di certo non stupisce, perchè Hormuz è diventato il punto nevralgico di questa guerra», afferma Crosetto, spiegando che «l’Iran ha capito che non poteva combatterla, nè vincerla sul suo territorio e l’ha allargata ai Paesi del Golfo, a Hormuz e quindi al resto del mondo». Lo scenario, avverte, è destinato a protrarsi: «Sarà una trattativa lunga, continua, complicata”. Sul piano delle responsabilità internazionali, il ministro riconosce la complessità delle scelte: «Se guardiamo lo scenario dal punto di vista nazionale si è trattato di un grave errore», riferendosi agli attacchi contro Teheran, ma precisa che «dal punto di vista israeliano è una questione esistenziale, di sopravvivenza». Quanto agli Stati Uniti, osserva: «Gli Usa ritengono che l’Iran sia un elemento di totale destabilizzazione del mondo», anche in relazione agli equilibri energetici globali e alla competizione con la Cina. L’Italia, intanto, si prepara a un possibile contributo operativo: “Da 20 giorni ho detto al capo della Difesa e della Marina di tenersi pronti con due navi”, rivela Crosetto, ipotizzando l’impiego di cacciamine. Tuttavia, pone una condizione chiara: “Per inviarle occorre la fine delle ostilità, perchè nessuno vuole entrare in una guerra”. Solo dopo una tregua, infatti, “la comunità internazionale potrà accedere a Hormuz […] per non trovarsi in una zona di guerra”. Fondamentale, in ogni caso, il passaggio parlamentare: “Il governo italiano passerà dal voto del Parlamento, che per noi è un passaggio dovuto, obbligatorio, fondamentale”. Quanto al ruolo delle Nazioni Unite, il ministro auspica un mandato ma non lo considera imprescindibile: “Mi auguro che ci sia l’egida dell’Onu, ma non mi formalizzerò se invece ci saranno 42 nazioni con un mandato e una forza multilaterale di pace”. E aggiunge: “Non penso che, davanti a una missione internazionale, il Parlamento possa fare distinguo”. Sul rapporto con Washington e le tensioni con Donald Trump, Crosetto ridimensiona i contrasti: le critiche all’Italia sono «un giudizio ingeneroso e affrettato», destinato a rientrare. Quanto alla mancata autorizzazione all’uso della base di Sigonella, chiarisce: “Se abbiamo detto no è stato perchè non potevamo dire di sì”, richiamando il rispetto delle regole vigenti. Il ministro respinge inoltre l’ipotesi di un coinvolgimento diretto dell’Italia nel conflitto: “Quando Trump ci ha chiesto di scendere in guerra l’Italia non può scendere in guerra con nessuno, lo dice la Costituzione”. Preoccupazione resta alta anche per il Libano e per la sicurezza dei contingenti italiani: “Sono preoccupato per il Libano e non da oggi”. Sulla missione Unifil, Crosetto rivendica di aver chiesto “più volte un cambio di passo e di regole», avvertendo che senza interventi «se avesse fallito Unifil, sarebbe entrato l’esercito israeliano. Così è stato”. Ora, conclude, “dovremo pensare come sostituirla”, perchè “un Libano che esplode è l’ennesimo problema per il mondo”. Sul fronte interno ed economico, il ministro invita a evitare semplificazioni, anche sul tema del gas russo: “Sembra che la Russia ci regalerebbe il gas, invece il prezzo sarebbe di mercato”. E, guardando alle sfide future, sottolinea la necessità di interventi strutturali: “Bisogna tagliare un pò di fili. E’ la tela di Penelope. Il governo fa e qualcuno disfa”.(ITALPRESS).

Foto: Ipa Agency