MONTREAL (CANADA) (ITALPRESS) – Brandon McNulty vince la prova in linea maschile Elite del Campionato del mondo di ciclismo su strada. A Montreal, in Canada, il 28enne statunitense dell’Uae Team Emirates XRG ha trionfato in solitaria dopo 6h17’04” di corsa, quanto mai accesa. Secondo posto per l’australiano Michael Matthews, che ha vinto la volata ristretta degli inseguitori; terzo posto per l’olandese Mathieu Van Der Poel. Nona piazza per Giulio Ciccone, il primo degli azzurri in gara oggi, arrivato al traguardo a 14″ da McNulty, al pari dei migliori.
La maglia iridata rimane quindi in casa Uae, dopo che Tadej Pogacar, campione nel 2024 e nel 2025, ha dovuto alzare bandiera bianca per la prova di quest’anno a causa dell’infortunio alla clavicola rimediato nel corso della Vuelta a Espana: McNulty è il terzo statunitense della storia a vincere il mondiale nella prova in linea dopo Greg Lemond (campione nel 1983 e nel 1989) e Lance Armstrong (trionfatore nel 1993).
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BURSA (TURCHIA)(ITALPRESS) – Testa al campo, senza pensare troppo alle critiche arrivate dopo il ko contro il Belgio. L’Italia di Roberto Mancini riparte dalla Turchia, secondo impegno della Nations League, in programma domani a Bursa contro la selezione di Montella.
Il ct azzurro, nella conferenza stampa della vigilia, ha spiegato la scelta di lasciare a Coverciano dieci giocatori: “Siamo 33, è una trasferta abbastanza faticosa, rientreremo domani notte, parliamo di giocatori che probabilmente sarebbero andati in tribuna dunque ho deciso di lasciarli in Italia”. Sarà dunque una gara complicata, ma Mancini non vuole sentire parlare di pressione: “E’ una partita di calcio. Cercheremo di fare una bella partita cercando di vincere. Non c’era tanta fiducia nemmeno quando abbiamo vinto l’Europeo – ha proseguito -, bisogna lavorare, stiamo inserendo dei giovani che non hanno tanta esperienza, ci vuole un pò più tempo. Serve un pò più di tranquillità e calma. Non credo abbiamo bisogna di forza, il Belgio è stata prima nel ranking per tantissimi anni. Ci hanno messo in difficoltà nel primo tempo, dobbiamo ripartire dalle cose positive del secondo tempo”.
Momento delicato sì, ma niente drammi: “Dobbiamo rimanere tranquilli e non essere così agitati come sta accadendo, abbiamo giocato contro una squadra forte come il Belgio, ma nel secondo tempo abbiamo reagito bene, poi ci sono sempre gli episodi che possono essere decisivi, anche se loro la vittoria se la sono meritata”.
Mancini ha poi voluto allontanare le critiche arrivate dopo l’esordio negativo di venerdì sera all’Olimpico di Roma, al termine del match sono arrivati fischi da parte del pubblico e nei giorni successive le critiche per le prestazioni di giovani schierati titolari, come per esempio Romano: “Non mi toccano le critiche, Romano ha fatto un’ottima partita, gli errori capitano anche ai giocatori più esperti. Noi siamo felici per quello che ha fatto nella partita contro il Belgio. Credo che ci possano anche stare i fischi a fine partita, mi sembra che sia una cosa abbastanza normale, poi dipenderà da noi, se riusciremo a giocare bene e vincere, allora le cose potranno cambiare. Anche perchè queste situazioni dipendono dai risultati”.
Ci saranno dunque diversi cambi, il ct cercherà di adattare la squadra per un match delicato dove gli azzurri si giocheranno la permanenza nella Lega A della competizione europea: “Affrontiamo una squadra forte, piena di giocatori di talento come sempre, adesso sono ancora più forti e non meritavano di uscire nella fase a gironi ai Mondiali. Sarà una partita difficile”, assicura Mancini.
BURSA (TURCHIA) (ITALPRESS) – Roberto Mancini gli affiderà le chiavi del centrocampo, servirà una reazione immediata per poter voltare pagina e reagire dopo il ko contro il Belgio: a suonare la carica è stato Sandro Tonali, intervenuto alla vigilia della seconda sfida di Nations League contro la Turchia:“Tante persone sono rimaste deluse dopo la partita con il Belgio, ma bisogna essere onesti e accettare tutto quello che il post-gara ci ha lasciato, ovvero i fischi e la nostra amarezza negli spogliatoi. Bisogna accettare tutto questo perchè abbiamo giocato male e meritato di perdere, ma abbiamo la fortuna di tornare in campo domani sera. Bisogna subito reagire, il calcio è fatto così, devi immediatamente rispondere nella partita successiva”.
L’ex Milan ha poi voluto ribadire la forza della squadra: “Questo è un gruppo molto sano e molto giovane, avere tutto e subito è molto difficile. Non abbiamo la stella che ti cambia la partita in 10 secondi, dobbiamo lavorare e fare un passo alla volta, il tempo ce l’abbiamo, abbiamo tante partite da fare insieme e lavorare per diventare ancora di più un gruppo. Siamo giocatori forti, piano piano le qualità verranno fuori”.
Tonali ha poi voluto evidenziare l’importanza di avere uno spogliatoio unito e con gli stessi obiettivi: “Il nostro lavoro è fare gruppo, ci sono giocatori che hanno giocato poco insieme, dobbiamo cercare di formare il più velocemente il gruppo, stiamo giocando mettendocela tutta, dobbiamo entrare in campo ed essere liberi, divertirci, è la prima cosa fondamentale. I giocatori non hanno perso la qualità in un giorno, questo è un gruppo sano. Dobbiamo scendere in campo dando il 110%. Dobbiamo essere positivi – ha aggiunto -, abbiamo tanti nuovi giovani, dobbiamo aiutarli e alleggerirli, spingerli senza dare loro troppe responsabilità”.
ROMA (ITALPRESS) – “Nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità. Al contrario, è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta. E’ impossibile considerare normale togliere la vita. Ciò che è legale non è necessariamente morale”. Così Papa Leone XIV parlando durante l’incontro con i malati a Lourdes. In precedenza, nel corso del suo incontro con la Conferenza episcopale francese, il Santo Padre aveva sottolineato come “il messaggio di pace che ha la sua fonte in Gesù è tanto più atteso in quanto si constata, in Francia come altrove in Occidente, un’inquietante polarizzazione, un declino della fratellanza, della cordialità e della qualità della vita sociale, nonchè una recrudescenza della violenza, delle disuguaglianze e della povertà. Di fronte a tali sfide, la disillusione e il disorientamento prendono il posto delle false promesse di un mondo in cui Dio sarebbe assente, relegato alla sfera privata, e dove il soccorso della sua grazia sarebbe considerato inutile alla ‘costruzione della Città’”. (ITALPRESS). -Foto: Ipa Agency-
NAPOLI (ITALPRESS) – Luna Rossa Senior (1) ha vinto la Final Race delle Regate Preliminari di Napoli della America’s Cup. L’AC40 italiano, con al timone Peter Burling e Marco Gradoni, ha dunque conquistato l’atto andato in scena nel Golfo che ospiterà l’anno prossimo la vera e propria Coppa America, dopo aver vinto le prime prove, ovvero le Preliminari di Cagliari.
La barca italiana, del patron Patrizio Bertelli, griffata Prada, Pirelli e Frecciarossa, dopo aver dominato le prime otto regate di questo appuntamento partenopeo, chiudendo in vetta la classifica generale, ha dominato dall’inizio alla fine anche il match race conclusivo, disputato contro gli avversari di sempre, ovvero Emirates Team New Zealand 1, anticipati al traguardo di 17″.
A maggio appuntamento a Napoli con altre regate di flotta, prima dei veri e propri match race che determineranno lo sfidante ufficiale del defender, ovvero dei “kiwi”, per la Coppa America 2027. Grandi speranze sulla barca italiana dell’amministratore delegato Max Sirena, con a bordo il guidone del Circolo del Remo e della Vela Italia di Napoli.
Certo le barche nel 2027 saranno diverse, si passerà agli AC75, ma quanto hanno messo in mostra gli uomini e le donne di Luna Rossa, tanto a Cagliari, quanto in questi giorni, lascia aperta la porta al “sogno” di vincere per la prima volta nella storia la “mitica” Coppa America.
Qui a Napoli, in queste Preliminari, hanno brillato sull’AC40 italiano, oltre a Burling e a Gradoni, i trimmer Maria Giubilei e Gianluigi Ugolini.
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Negli antichi vicoli di Squillace, il rumore ritmico dei telai in legno e il profumo dei filati scandivano un tempo la vita quotidiana. Oggi di quella fervida attività restano soprattutto ricordi e toponimi suggestivi, come il rione “Filanda” nella zona di San Giorgio, ma in passato la città ha rappresentato un centro di primissimo piano nell’arte della tessitura. Una storia fatta di mani sapienti, divisione dei ruoli in famiglia e due fili conduttori ben distinti. Da una parte la ginestra, destinata all’uso popolare e quotidiano, e dall’altra il baco da seta, pilastro di un’economia di lusso e raffinatezza. La ginestra (in dialetto, ’a jinostra) è una pianta tenace che cresce spontanea sui pendii più scoscesi e impervi. In tempi in cui le famiglie non potevano permettersi tessuti costosi, la natura offriva gratuitamente una materia prima resistente da cui ricavare indumenti e tessuti per la casa. La sua lavorazione coinvolgeva l’intera famiglia ed era un vero e proprio rito stagionale. Tra l’estate e il mese di settembre, quando gli steli raggiungevano la giusta robustezza per resistere ai trattamenti, gli uomini affrontavano i dirupi più pericolosi per raccogliere la pianta in mazzetti. A loro spettavano anche le fasi fisicamente più pesanti, come l’essiccazione e la successiva battitura delle fibre. Per estrarre le fibre, gli steli venivano bolliti e lasciati a bagno nel fiume per una settimana. Dopodiché venivano strofinati con la sabbia e messi ad asciugare al sole. Una volta cardata e filata con la conocchia e il fuso, la fibra passava nelle mani delle donne. Nelle case risuonavano i gesti e gli strumenti di un tempo, come l’arcolaio, il matassaru e l’anìmulu. Al telaio prendevano forma stoffe resistenti, come il fustagno per gli abiti del ceto popolare, ma anche una vasta gamma di manufatti quotidiani, come strofinacci, coperte, lenzuola, tovaglioli e sacchi per la farina. Della ginestra non si sprecava nulla, in quanto i suoi steli servivano persino per imbottire cuscini e materassi, legare i vestiti o semplicemente per profumare la casa. Oggi l’avvento delle fibre moderne ha reso antieconomica questa pratica, ma il legame tra Squillace e la sua ginestra resta una testimonianza esemplare di sostenibilità e ingegno contadino. Se la ginestra vestiva il popolo, l’allevamento del baco da seta (’u sìricu) era finalizzato alla produzione di tessuti preziosi, destinati all’aristocrazia e al clero. Questa lavorazione, più complessa ed elaborata, garantiva un ritorno economico di grande rilievo per la città. La bachicoltura era quasi integralmente affidata al mondo femminile. Le donne raccoglievano le foglie di gelso (’a frunda) per nutrire i bachi, allestendo in quasi tutte le case le tipiche cannizze (graticci di canna) per seguire il ciclo di vita dell’insetto, dalla crisalide al bozzolo (’u cucudhu). Conclusa la crescita, i bozzoli venivano staccati, puliti e conservati per la vendita o lavorati direttamente. Il filo ottenuto veniva poi raccolto nelle marredhe. A Squillace si producevano sete di grandissimo pregio, realizzate al telaio da esperte tessitrici. La tradizione della seta a Squillace e nel comprensorio catanzarese ha radici antichissime. Già in un documento del 1295, conservato nel Grande Archivio di Napoli e legato a Giovanni di Montfort, che si firmava Conte di Squillace, si fa menzione di preziosi cuscini in seta ricamati in “chatansarito”, a testimonianza di quanto quest’arte fosse radicata già nel Medioevo a Catanzaro e in Calabria. L’apice di questa industria si toccò verso la fine del Settecento grazie a figure come don Gregorio Pepe, padre dei celebri patrioti, tra i maggiori commercianti di seta dell’epoca. Un filo d’oro, quello della seta squillacese, che non si è mai del tutto spezzato, anche perché le maestre tessitrici della città hanno continuato a mantenere viva questa risorsa e questo saper fare artigianale almeno fino al secondo dopoguerra. Carmela Commodaro
Anche Squillace ha preso parte oggi a “Sea & Rivers” la grande iniziativa nazionale promossa da Plastic Free che ha coinvolto circa 200 appuntamenti in tutta Italia con attività dedicate alla pulizia di spiagge, fiumi, laghi e territori, con l’obiettivo di sensibilizzare cittadini e comunità sull’importanza della tutela ambientale. A rappresentare l’amministrazione comunale di Squillace erano presenti il vicesindaco Tommaso Cristofaro e la consigliera Daniela Lioi, insieme alla referente locale di Plastic Free Gaia Elia e a numerosi volontari che hanno scelto di dedicare parte del proprio tempo alla cura del territorio. L’appuntamento si è svolto a Squillace Lido, dove cittadini, amministratori e volontari si sono ritrovati sul lungomare Ulisse e poi sulla spiaggia e nella pineta per un’attività concreta di raccolta dei rifiuti e pulizia delle aree interessate. Un gesto semplice ma significativo, che ha trasformato la giornata in un’importante esperienza di partecipazione e cittadinanza attiva, confermando come la salvaguardia dell’ambiente rappresenti una responsabilità condivisa che coinvolge istituzioni, associazioni e comunità. Il vicesindaco Cristofaro ha espresso il proprio ringraziamento a Plastic Free, con un particolare riconoscimento all’impegno della referente Gaia Elia, dei cittadini e di tutti coloro che hanno preso parte all’iniziativa. Un contributo prezioso che dimostra attenzione e amore per il territorio, nella consapevolezza che proteggere il mare, la spiaggia e la pineta significa investire concretamente nel futuro di Squillace e delle nuove generazioni. L’iniziativa rientra nel programma delle tre giornate nazionali di “Sea & Rivers”, dal 25 al 27 settembre, dedicate alla rimozione dei rifiuti dispersi nell’ambiente e alla sensibilizzazione sui danni che comportamenti quotidiani poco responsabili possono provocare agli ecosistemi. Un messaggio ribadito anche dal referente regionale di Plastic Free per la Calabria e coordinatore degli appuntamenti, Alberto Fio, che ha sottolineato come l’obiettivo dell’evento fosse richiamare l’attenzione sul legame tra i rifiuti abbandonati sul territorio e la salute del mare e degli ecosistemi, coinvolgendo sempre più cittadini in azioni concrete e promuovendo una maggiore consapevolezza ambientale. Se raccogliere i rifiuti è fondamentale, ancora più importante è evitare che vengano dispersi nell’ambiente, adottando comportamenti corretti e sostenibili nella vita di ogni giorno. La partecipazione di Squillace a “Sea & Rivers” conferma l’attenzione della comunità verso le tematiche ambientali e l’importanza di fare rete tra cittadini, associazioni e istituzioni per costruire un territorio più pulito, più bello e più sostenibile. Carmela Commodaro
PARMA (ITALPRESS) – Carlos Cuesta non è più l’allenatore del Parma. Lo annuncia il club gialloblù, che in una nota spiega: “A seguito di un confronto interno tra società e allenatore, si è convenuto che non vi erano più i presupposti tra le parti per proseguire il rapporto professionale, in particolare in merito allo sviluppo del progetto sportivo. Sono venute a mancare, infatti, le condizioni necessarie affinchè si potesse proseguire il lavoro intrapreso e si è giunti a questa decisione condivisa”. La seduta di allenamento di domani pomeriggio, lunedì 28 settembre, sarà affidata allo staff tecnico del Club, in attesa di ulteriori sviluppi in merito alla nuova guida tecnica. “A Carlos Cuesta ed al suo staff – conclude la nota del Parma – vanno i più sentiti ringraziamenti da parte del Presidente Kyle J. Krause, del CEO Federico Cherubini, della direzione sportiva e di tutta la società per questi mesi di lavoro, impegno e dedizione dimostrati ogni giorno e il più caloroso augurio per un futuro, sia professionale che umano, ricco di soddisfazioni e successi”.
CREMONA (ITALPRESS) – Nicolò Bulega è campione del mondo 2026 di Superbike. A Cremona, nella gara 2 del Gp d’Italia, decimo e terz’ultimo appuntamento stagionale, al 26enne pilota emiliano dell’Aruba.it Racing – Ducati è bastato piazzarsi alle spalle del compagno di scuderia Iker Lecuona (clamorosa tripletta per lui dopo gara 1 di ieri e Superpole Race di questa mattina) per assicurarsi matematicamente il titolo iridato. Dopo la bandiera a scacchi Bulega, visibilmente emozionato, è stato circondato dagli altri piloti che si sono complimentati con lui. Bulega ora è il secondo italiano a laurearsi campione del mondo in Superbike, sulle orme del due volte iridato Max Biaggi, campione del mondo nel 2010 e 2012 con una moto italiana, Aprilia. Bulega è anche il primo pilota a vincere il titolo mondiale sia nel WorldSSP che nel WorldSBK. Il pilota emiliano è stato l’autentico dominatore di questo 2026 con tanti momenti importanti – tra cui Gara 2 a Phillip Island dove ha vinto con 11 secondi di vantaggio. In Olanda Bulega ha avuto la meglio del compagno di box Iker Lecuona. Al Balaton Park, in Gara 1, ha conquistato la sua 14^ vittoria consecutiva, superando il record firmato per due volte da Razgatlioglu. Inoltre, a Misano, “Bulegas” ha fatto tripletta davanti a decine di migliaia di appassionati italiani. Bulega ha anche conquistato un posto nella storia della Ducati come primo pilota italiano a vincere il titolo con la Casa di Borgo Panigale. “Sono incredibilmente felice: voglio dire grazie al mio team perchè mi hanno dato una grande opportunità”, le parole di un commosso Bulega.
ROMA (ITALPRESS) – Rispetto dell’ambiente, salute e stili di vita sani. Taglio del nastro stamani a Roma per la Giornata “Un Consiglio: lo sport”. La manifestazione si è tenuta al Parco della Pace del Consiglio regionale del Lazio, in via della Pisana 1301. Un vero villaggio dello sport, aperto a tutti dove fino alle 19 si possono conoscere e provare gratuitamente numerose discipline sportive, con la guida di tecnici qualificati e delle associazioni del territorio.
Una manifestazione promossa dal Consiglio regionale per valorizzare il ruolo dello sport come strumento di crescita personale e collettiva, di inclusione e aggregazione sociale e per sensibilizzare al rispetto dell’ambiente.
Uno spazio è stato dedicato anche alla prevenzione, grazie alla disponibilità dell’ordine dei farmacisti di Roma, di Banca delle visite e di Banca dello Sport. Qui vengono eseguiti screening del colon retto, posturali e glicemia; misurazione della pressione e della saturazione.
L’iniziativa è stata realizzata grazie alla collaborazione con l’Unione Sportiva europea APS, e con il patrocinio, tra gli altri, dei Municipi XI e XII di Roma, Sport e Salute, Coni Lazio, Opes.
“Ringrazio tutti coloro che hanno reso possibile questa giornata di sport presso il parco della Pace, l’area verde adiacente al Consiglio regionale, alla Pisana – afferma il presidente Antonello Aurigemma -. Per il Consiglio regionale, lo sport è una priorità. E’ uno strumento di crescita personale e collettiva, oltre a essere un importante momento di inclusione e aggregazione sociale. Insegna e diffonde, soprattutto ai giovani, valori fondamentali anche nella vita quotidiana, come impegno, sacrificio e rispetto. Senza dimenticare che lo sport rientra in un sano e corretto stile di vita”
Aurigemma ricorda che “la prevenzione genera ricadute positive sulla salute e sul benessere delle persone, oltre a poter consentire una diagnosi precoce e tempestiva. Tra l’altro, come Consiglio regionale, da circa due anni stiamo portando avanti il programma gratuito di prevenzione ‘Un Consiglio in Salutè. Quello odierno è un vero villaggio dello sport che punta anche a sensibilizzare al rispetto dell’ambiente: all’evento, aperto e rivolto a tutti, si potranno conoscere e provare gratuitamente numerose discipline sportive, con la guida di tecnici qualificati e delle associazioni presenti sul territorio. Rinnovo i ringraziamenti all’Unione Sportiva europea APS per l’iniziativa, e a tutti coloro che hanno reso possibile la manifestazione, a partire dai Municipi XI e XII di Roma, Sport e Salute, Coni Lazio, Opes, Un grazie anche all’Arma dei Carabinieri e al gruppo sportivo Fiamme Oro della Polizia di Stato, presenti all’evento odierno”, conclude Aurigemma.
Presenti all’iniziativa, tra gli altri, il consigliere regionale Rodolfo Lena; il Presidente dell’Unione Sportiva europea APS, Mario Camera; Andrea Frateiacci, membro della Giunta del CONI Lazio; il Presidente dell’Ente di Promozione sportiva Opes, Juri Morico.