Ricerca per:

Persona dispersa ritrovata a Stilo

Nella serata di ieri, squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Reggio Calabria sono intervenute nel comune di Stilo per la ricerca di una persona dispersa di 32 anni.
L’uomo aveva contattato il NUE 112 dopo aver perso l’orientamento al termine di un’escursione, non riuscendo più a ritrovare il sentiero a causa del sopraggiungere del buio. Durante tutta la fase dei soccorsi è rimasto costantemente in contatto con la Sala Operativa dei Vigili del Fuoco.
Grazie al recupero delle coordinate della posizione del disperso, la Sala Operativa ha immediatamente attivato la squadra del Distaccamento di Monasterace e una pattuglia dei Carabinieri di Stilo. Contestualmente veniva allertato anche il Soccorso Alpino per il supporto alle operazioni.
Alle ore 22:05 circa, la persona è stata individuata e raggiunta dai Vigili del Fuoco congiuntamente ai Carabinieri in località Monte Consolino, nei pressi del Castello Normanno di Stilo.
Il 32enne, in buone condizioni di salute, è stato successivamente accompagnato in zona sicura.

L’articolo Persona dispersa ritrovata a Stilo proviene da S1 TV.

Chirurgia plastica ed estetica, due aspetti della stessa disciplina

MILANO (ITALPRESS) – Chirurgia plastica, dal verbo greco “plasso”: modellare, plasmare, dare forma; letteralmente la chirurgia plastica è la chirurgia che modella, ricostruisce e ridà forma al corpo umano. Il significato etimologico aiuta a comprendere la duplice anima della disciplina: da un lato la chirurgia plastica ricostruttiva plasma il corpo, per restituire ciò che è stato perduto a causa di malattie, traumi o malformazioni; dall’altro la chirurgia estetica interviene per migliorare l’armonia delle forme e il benessere generale dell’individuo. Due aspetti della stessa disciplina che spesso entrano in campo a sostegno di altre specialità. “La chirurgia plastica è la disciplina che ci consente di riparare tutto quello che viene asportato o rimosso per motivi oncologici o rovinato da traumi e ferite postchirurgiche: in qualche modo è deputata alla riparazione della funzione e della morfologia”, ha dichiarato Francesco Klinger, referente chirurgo plastico del dipartimento Materno-infantile presso il Policlinico di Milano, a Medicina Top, format tv dell’agenzia di stampa Italpress.
fsc/gsl

Operazione “Mad Hatter”, 9 perquisizioni volte a contrasto pedopornografia online

Operazione “Mad Hatter”, 9 perquisizioni volte a contrasto pedopornografia online

ROMA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato ha concluso una significativa operazione finalizzata al contrasto della diffusione di materiale pedopornografico su internet, che ha portato all’arresto in flagranza di reato di 3 soggetti e la denuncia in stato di libertà di altri 6. L’indagine è frutto di una complessa e articolata operazione sotto copertura condotta dagli specialisti del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online (C.N.C.P.O), che hanno operato infiltrandosi negli ambienti virtuali criminali. L’attività, iniziata nel 2024, ha consentito di esplorare e monitorare in maniera continuativa i canali di distribuzione del materiale illecito a livello transnazionale. Durante tale attività è stata individuata la diffusione di CSAM (Child Sexual Abuse Material) riferibile anche a vittime in tenera età, generato anche con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale. In tale ambito, la collaborazione con il Federal Bureau of Investigation (FBI) ha consentito di acquisire utili informazioni per l’individuazione dei soggetti d’interesse. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, hanno permesso di accertare la disponibilità del materiale e acquisire elementi significativi delle attività svolte dagli utenti e l’emissione di 9 decreti di perquisizione domiciliare, personale e informatica nei confronti degli indagati per detenzione e divulgazione di materiale illecito.(ILe perquisizioni della Polizia di Stato, che hanno visto il coinvolgimento dei Centri Operativi per la Sicurezza Cibernetica (C.O.S.C.) di Bari, Cagliari, Firenze, Milano, Roma, Torino e Venezia, sono state eseguite contestualmente in nove città italiane, con un impiego di circa 50 operatori specializzati dei C.O.S.C. e delle S.O.S.C. di tutto il territorio nazionale. L’attività ha consentito di trarre in arresto un uomo di 70 anni con precedenti specifici in provincia di Belluno, uno di 63 anni nella provincia mantovana e un 28enne della provincia di Como, per detenzione di migliaia di file realizzati mediante lo sfruttamento sessuale di minori e di denunciare in stato di libertà ulteriori soggetti, di età compresa tra i 30 e i 70 anni, residenti nelle province di Bari, Oristano, Massa, Firenze, Lecco e Frosinone.(ITALPRESS).

Foto: Ipa Agency

Napoli, fatture inesistenti per 166 mln di euro. Sequestro di beni per 30 milioni

Napoli, fatture inesistenti per 166 mln di euro. Sequestro di beni per 30 milioni

NAPOLI (ITALPRESS) – Nell’ambito di indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoii Nord e delegate al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Napoli, il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Napoli Nord ha disposto un sequestro preventivo di beni per un valore complessivo superiore a 30 milioni di euro, nell’ambito di un procedimento penale che vede, allo stato, indagate 29 persone fisiche e giuridiche per i reati di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Le attività investigative, condotte con la collaborazione del Settore Contrasto Illeciti dell’Agenzia delle Entrate e riferite agli anni d’imposta dal 2019 al 2025, hanno fatto emergere un’articolata frode fiscale nel settore della grande distribuzione organizzata fondata sull’emissione di fatture per un ammontare complessivo superiore a 166 milioni di euro. Al centro del meccanismo vi era un sistema di somministrazione illecita di manodopera strutturato su più livelli. La società committente, beneficiaria della frode, si avvaleva formalmente di due consorzi per i servizi di logistica e movimentazione merci svolti presso il proprio centro distributivo
sito nell’area industriale di Aversa Nord. Tali consorzi, tuttavia, erano privi di un’adeguata struttura organizzativa e di personale sufficiente, operando quasi esclusivamente per la committente sin dalla loro costituzione. Si servivano, quindi, di l8 società cooperative, appositamente create e utilizzate come “serbatoi” di manodopera. Queste cooperative assumevano formalmente i lavoratori, che però svolgevano la propria attivita direttamente presso gli stabilimenti della committente, sotto la sua direzione e il suo controllo. In tal modo, quello che formalmente appariva come un appalto di servizi si configurava, in realta, come una somministrazione illecita di manodopera. Il sistema permetteva alla committente di utilizzare centinaia di lavoratori senza assumerli direttamente, evitando i costi e i vincoli del lavoro subordinato e beneficiando di una notevole flessibilità organizzativa nonchè di un rilevante e illecito risparmio d’IVA. Particolarmente significativa è risultata anche la gestione operativa della forza lavoro, organizzaia direttamente dalla committente mediante sistemi informatici avanzati, in grado di impartire istruzioni ai lavoratori e monitorame in tempo reale le attività, confermando l’effettivo esercizio dei poteri tipici del datore di lavoro. Un elemento chiave della frode era il sistematico omesso versamento dell’IVA da parte delle cooperative sin dalla loro costituzione. Le somme incassate venivano destinate quasi esclusivamente al pagamento degli stipendi e degli altri costi del personale: in tal modo, l’lVA veniva impiegata per finanziare il costo del lavoro, con un rilevante risparmio per la società committente e un danno significativo per l’Erario. Le indagini hanno evidenziato come le cooperative fossero prive di reale aulonomia imprenditoriale: in molti casi inesistenti presso le sedi dichiarate, prive di utenze e di beni, sono risultate gestite da soggetti prestanome e assistite dagli stessi professionisti per gli adempimenti fiscali, societari e del lavoro. I lavoratori venivano inoltre trasferiti “in blocco” da una cooperativa all’altra, secondo un meccanismo che garantiva continuità operativa nonostante l’accumulo di debiti fiscali e la successiva sostituzione delle società. La società committente detraeva I’IVA indicata nelle fatture emesse dai consorzi, conseguendo un indebito vantaggio fiscale. Tali fatture erano inesistenti sia sotto il profilo soggettivo, poichè emesse da soggetti diversi dai reali fomitori della manodopera, sia sotto il profilo giuridico, in quanto riferite a contratti di appalto simulati, utilizzzati per celare una somministrazione di lavoro non consentita. Le indagini hanno inoltre evidenziato una gestione accentrata delle società coinvolte, riconducibile a un’unica regia, con il supporto di professionisti per la gestione contabile e fiscale. Sono emersi elementi che indicano l’utilizzo di artifici contabili finalizzali a nascondere le perdite delle cooperative e a rappresentare una situazione economica non veritiera, attraverso I’iscrizione di ricavi fittizi e la sottostima dei debiti verso l’Erario. Nel corso delle indagini, la società committente ha provveduto a regolarizzare la propria posizione per gli anni d’imposta dal 2019 al 2024, presentando dichiarazioni integrative e versando imposte per un ammontare complessivo di 14.413.269,45 euro, oltre interessi e sanzioni per 6.229.864,91 euro. Alla luce di tale ravvedimento, il sequestro preventivo è stato eseguito nei confronti degli altri soggetti coinvolti per un importo pari a 14.564.502,67 euro.(ITALPRESS).

Foto: Sala Stampa Guardia di Finanza

Plauso all’operazione congiunta delle Squadre Mobili di Catanzaro e Vibo Valentia nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, Morelli (Fsp Polizia): “Esempio di professionalità e sinergia operativa”

Il Segretario Generale Provinciale del Sindacato FSP Polizia di Stato, Rocco Morelli, esprime vivo apprezzamento per l’importante operazione condotta dai poliziotti della Squadra Mobile di Catanzaro e della Squadra Mobile di Vibo Valentia, che ha portato all’arresto di un soggetto ritenuto responsabile di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
«Desidero rivolgere un plauso sincero alle colleghe e ai colleghi impegnati in questa brillante attività investigativa – dichiara Rocco Morelli – che testimonia ancora una volta l’elevato livello di professionalità, intuizione operativa e capacità investigativa espresso quotidianamente dalla Polizia di Stato nei territori più esposti al fenomeno del traffico di sostanze stupefacenti».
«L’operazione – prosegue Morelli – evidenzia l’efficacia del lavoro sinergico tra uffici investigativi diversi, in questo caso tra le Squadre Mobili di Catanzaro e Vibo Valentia, a dimostrazione di come il coordinamento e la condivisione delle informazioni rappresentino strumenti imprescindibili per il contrasto alla criminalità organizzata e diffusa».
«Particolarmente significativa – sottolinea ancora il Segretario Provinciale FSP – è la capacità investigativa dimostrata dagli operatori, che, partendo da un’attività info-investigativa mirata, sono riusciti a individuare modalità di occultamento sempre più sofisticate, confermando l’elevato grado di preparazione e attenzione che contraddistingue il personale della Polizia di Stato».
«Questi risultati – conclude Morelli – devono rappresentare uno stimolo concreto per le istituzioni affinché continuino a investire in risorse, mezzi e organici, indispensabili per garantire condizioni di lavoro adeguate agli operatori e per rendere ancora più incisiva l’azione di prevenzione e repressione dei reati, a tutela della sicurezza dei cittadini».
Il Sindacato FSP Polizia di Stato rinnova il proprio sostegno a tutte le donne e gli uomini in divisa che, con dedizione e spirito di servizio, operano quotidianamente per la legalità e la sicurezza del territorio.

L’articolo Plauso all’operazione congiunta delle Squadre Mobili di Catanzaro e Vibo Valentia nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, Morelli (Fsp Polizia): “Esempio di professionalità e sinergia operativa” proviene da S1 TV.

“Interviste SottoTraccia” #42 – “Vipera”, la voce che rinasce. Il percorso artistico e umano di Francesca Brescia

C’è un filo che non si spezza, anche quando la vita sembra chiederti di lasciarlo andare. La puntata n. 42 di Interviste SottoTraccia, il format curato da Davide Mercurio per il collettivo OndaRocK Fest, illumina proprio questo filo: quello che unisce Francesca Brescia alla musica, alla sua storia e alla sua rinascita. Nata a Catanzaro, Francesca cresce in un ambiente in cui la musica non è semplice intrattenimento, ma presenza viva, quotidiana, condivisa. Le sue domeniche mattina sono un mosaico di suoni: Richard Clayderman che riempie il salotto, i Queen che esplodono di energia, il pop che accompagna i gesti familiari. E poi quel cortile sotto casa trasformato in pista da ballo improvvisata, con una cassa alla finestra e la leggerezza dell’infanzia a fare da colonna sonora. È lì che nasce il suo rapporto con il canto, un legame precoce e naturale. A 16 anni è già sui primi palchi, nelle assemblee d’istituto, con una band che le permette di assaporare l’emozione della scena. Ma la consapevolezza piena arriva più tardi, quando capisce che la musica non è solo passione: è necessità. Ogni volta che la vita la costringe a metterla da parte, qualcosa dentro di lei si incrina. Il canto non è un hobby, è identità. Nel suo percorso artistico, Francesca guarda a figure femminili che hanno fatto dell’autenticità la loro bandiera. Patti Smith, Tracy Chapman, Sade, Janis Joplin: donne che non hanno mai barattato la propria verità. Donne che hanno trasformato la fragilità in forza, la coerenza in stile. Un’eredità che Francesca ritrova anche in Italia, in artiste come Elisa, capaci di mantenere intatta la propria essenza pur attraversando generi e stagioni diverse. Dopo anni di concerti, live e tournée, arriva una pausa inattesa. La maternità, con la nascita ravvicinata delle sue due bambine, porta con sé un cambiamento radicale. Non solo nella quotidianità, ma nella percezione di sé. È un periodo complesso, fatto di introspezione, domande, nuove responsabilità. Ed è proprio in quel silenzio che qualcosa ricomincia a muoversi. L’incontro con la sua insegnante e con il team che la accompagna oggi segna una svolta: una luce che si riaccende, una strada che torna a delinearsi. Francesca riscopre la scrittura, una passione mai del tutto sopita, e la intreccia finalmente alla musica. Nasce così un nuovo linguaggio, più intimo, più diretto, più suo. Da questo processo di rinascita prende forma Vipera, il suo primo brano inedito. Una canzone che non nasce da un esercizio creativo, ma da un’urgenza. Scritta di getto, come se le parole avessero atteso per anni il momento di uscire, Vipera affonda le radici in un vissuto doloroso e taciuto per 23 anni. Francesca sceglie di non raccontare i dettagli. Non per pudore, ma per trasformare la sua storia in qualcosa di universale. Il titolo diventa simbolo: il veleno che ferisce ma non uccide, la trasformazione che non annienta ma rafforza. La sua voce, in questo brano, non è solo la sua. È anche quella di chi non può più parlare, di chi non ha trovato ascolto, di chi cerca un appiglio per uscire dal buio. Vipera è un atto di coraggio, un gesto politico nel senso più umano del termine: prendere la propria ferita e farne un messaggio. Nell’intervista con Davide Mercurio emerge con chiarezza che Vipera non è semplicemente un debutto discografico. È un punto di svolta. È la prova che l’arte può nascere dalle crepe, che il silenzio può essere solo una pausa prima della voce, che la fragilità può diventare forza condivisa. Con Vipera, Francesca Brescia inaugura una nuova fase della sua vita artistica. Una fase che promette intensità, verità e libertà. Perché quando la musica torna a essere ancora, non si limita a salvarti: ti restituisce a te stessa.
Carmela Commodaro

L’articolo “Interviste SottoTraccia” #42 – “Vipera”, la voce che rinasce. Il percorso artistico e umano di Francesca Brescia proviene da S1 TV.

Buongiorno Ministro : Enzo Iacchetti conquista Soverato!

Il testo di Jordi Galceran, ” Buongiorno Ministro” ha affascinato ed appassionato il pubblico del Teatro di Soverato, giunto all’ottavo appuntamento stagionale con la prosa di qualità. Uno straordinario Enzo Iacchetti, ha interpretato una commedia grottesca, imprevedibile e divertente insieme ad Antonella Civale, Ermenegildo Marciante, Gigi Palla e Loredana Piedimonte. La regia di Ferdinando Ceriani, nonché le musiche composte dal Maestro Nicola Piovani, hanno certificato la grande qualità della piece portata in riva allo Jonio dal collaudato “Dream Team” formato dall’ Ufficio Cultura del Comune, dal Sindaco Daniele Vacca e dal Vice Sindaco ed anima del cartellone 2026, Lele Amoruso.
Un politico quasi disperato ed una venditrice porta a porta, insieme ad altri personaggi, hanno narrato una storia ricca di sorprese, sotto finali e colpi di scena. Un vero e proprio ” thriller comico” che, in prima assoluta per l’Italia, sta deliziando tutto lo stivale. Anche a Soverato sold out e applausi a scena aperta sono stati meritati : Enzo Iacchetti, con la sua comicità spontanea ed esilarante, ha imposto un ritmo serrato alle battute ed allo svolgimento della trama dimostrando, se mai ce ne fosse stato bisogno, la sua splendida natura di Uomo di spettacolo capace di essere, al contempo, Uomo vero, paladino di valori importanti e degno rappresentante di tante persone serie, impegnate ed oneste.
Lino Gerace si è rivelato, come di consueto, un anfitrione elegante e preciso, capace di guidare con professionalità quella liturgia culturale che sta rendendo fruibile ed apprezzato il Teatro nella Perla dello Jonio. Ogni gradino della Stagione è stato percorso puntando verso l’alto ed il risultato finale sta consentendo di unire cultura & divertimento in un gradevolissimo cocktail destinato al pubblico dell’intero comprensorio.
” Buongiorno Ministro” è l’ennesima perla di un ” prezioso collier” che rende ancora più attraente e vivibile una Città, Soverato, ormai abituata a ragionare in grande mettendo in campo tanti fatti e poche parole.

L’articolo Buongiorno Ministro : Enzo Iacchetti conquista Soverato! proviene da S1 TV.

Lazio-Udinese 3-3: pari spettacolo all’Olimpico

Lazio-Udinese 3-3: pari spettacolo all’Olimpico

ROMA (ITALPRESS) – Pareggio pirotecnico tra Lazio e Udinese nel posticipo della 34esima giornata di Serie A. All’Olimpico finisce 3-3 con cinque gol nel secondo tempo e tante emozioni nel finale. Ehizibue apre le danze al 18′ e Luca Pellegrini pareggia i conti al 50′. Dall’80’ succede di tutto: prima un destro a giro magnifico di Pedro regala il vantaggio ai biancocelesti, poi la doppietta in sette minuti di Atta (86′ e 93′) sembra consegnare i tre punti agli ospiti, ma al 96′ Daniel Maldini firma il 3-3 finale. La squadra di Sarri sale quota 48 punti e aggancia il Bologna all’ottavo posto, mentre i friulani restano 11esimi con 44 punti. Nella prossima giornata la Lazio volerà a Cremona prima delle due sfide contro l’Inter in campionato e Coppa Italia. L’Udinese ospiterà il Torino sabato prossimo. Avvio di match molto equilibrato con qualche strappo da una parte e dall’altra. Noslin prova a creare scompiglio nella retroguardia bianconera, mentre Ekkelenkamp scalda i guantoni di Motta al 13′. Pochi minuti più tardi arriva il vantaggio ospite (17′) con un potente destro di Ehizibue che sorprende un non attentissimo Motta. L’Udinese fa la partita e si rende pericolosa prima con Piotrowski e poi con Zaniolo, praticamente mai fermato dalla difesa della Lazio nel 45 minuti iniziali. In apertura di secondo tempo la Lazio rimette tutto in equilibrio con le palle inattive. Dopo un calcio d’angolo battuto da Taylor il pallone carambola al limite dell’area e finisce nel raggio d’azione di Luca Pellegrini, che con un grande sinistro in contro balzo batte Okoye per l’1-1 al 50′. Nonostante il gol del pareggio e gli ingressi di Pedro e Dele-Bashiru, i padroni di casa non riescono a fare e gioco e lasciano iniziativa all’Udinese. In ripartenza la Lazio sfiora il sorpasso: Isaksen scappa via sulla destra, salta Solet e calcia a giro trovando la risposta in spaccata di Okoye, che devia la conclusione del danese sulla traversa. All’80’ la squadra di Sarri mette la freccia: Basic si avventa su un pallone vagante e serve al limite dell’area Pedro, che con uno splendido destro a giro buca un incolpevole Okoye. Nel momento migliore della Lazio, l’Udinese ritorna in carreggiata: Solet svetta in area su cross di Zaniolo, Motta respinge e in tap in Atta ribadisce in rete per il 2-2 all’86’. Allo scadere arriva la clamorosa contro rimonta degli ospiti: angolo di Zaniolo, pallone che finisce sui piedi di Atta, che calcia a giro dai 15 metri e batte per la terza volta Motta al 93′. All’Olimpico le emozioni non finiscono e l’undici di Sarri riacciuffa l’Udinese con il gol di Maldini al 96′.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Re Carlo e Camilla ricevuti alla Casa Bianca da Trump e Melania

Re Carlo e Camilla ricevuti alla Casa Bianca da Trump e Melania

WASHINGTON (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, e la First Lady, Melania Trump, hanno accolto sul prato sud della Casa Bianca Re Carlo III e la regina Camilla, in occasione della visita ufficiale della coppia reale a Washington. I quattro si sono intrattenuti per i consueti scatti fotografici e per un breve scambio di convenevoli prima di entrare nella residenza presidenziale per un tè privato.
La visita dei sovrani britannici si inserisce nelle celebrazioni per il 250esimo anniversario dell’indipendenza americana dal Regno Unito e punta a ribadire la solidità dei rapporti tra Washington e Londra, storicamente alleati. L’incontro segue la recente visita di Stato del presidente Trump nel Regno Unito, avvenuta a settembre, durante la quale il leader americano era stato ricevuto con un’accoglienza senza precedenti.
Re Carlo e la regina Camilla sono atterrati poco prima delle 15 (ora locale) presso la Joint Base Andrews, dove sono stati accolti dal capo del protocollo statunitense Monica Crowley e dall’ambasciatore britannico negli Stati Uniti, Christian Turner. In loro onore è stata eseguita una breve cerimonia musicale con l’esecuzione degli inni nazionali di entrambi i Paesi prima del trasferimento verso la Casa Bianca.
Domani Re Carlo interverrà a una seduta congiunta del Congresso, diventando il secondo monarca britannico nella storia a rivolgersi ai parlamentari statunitensi riuniti.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

A Shanghai un cast italo-cinese per celebrare i cento anni della Turandot

A Shanghai un cast italo-cinese per celebrare i cento anni della Turandot

SHANGHAI (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Per celebrare il 100esimo anniversario della prima di Turandot, capolavoro senza tempo di Puccini, la Shanghai Opera House ha invitato diversi rinomati artisti italiani a partecipare alla messa in scena di tre rappresentazioni della produzione di Shanghai, a partire dal 24 aprile.

“Turandot funge da legame per lo scambio culturale tra Cina e Italia. Ci auguriamo che la splendida melodia di ‘Fior di gelsominò e la storia d’amore della principessa Turandot rendano più profondo e più dolce il legame tra i nostri due Paesi”, ha affermato Shi Yijie, presidente della Shanghai Opera House.

La produzione di Turandot del 2018 della Shanghai Opera House aveva invitato Renato Palumbo e Roberto Andò, entrambi provenienti dalla patria di Puccini, rispettivamente come direttore e regista. Quella versione riscosse poi grande successo anche quando venne rappresentata alla Dubai Opera House.

Rispetto a molte produzioni internazionali di Turandot, la versione di Shanghai possiede un fascino orientale più distintivo, con magnifiche scenografie oniriche. Da un palazzo in stile cinese sospeso tra le nuvole, ad antiche pitture murali con nastri che fluttuano come le pennellate del celebre pittore Wu Daozi, dalla luna splendente che illumina i millenni a uno studio colmo di libri: ogni scena crea un’immagine orientale raffinata, misteriosa ed elegante.

Questa nuova rappresentazione di Turandot a Shanghai presenta un cast sia cinese sia italiano. Il tenore italiano Ivan Magri affianca il soprano norvegese Ingegjerd Bagoien Moe, mentre il soprano cinese Song Qian affianca il tenore Han Peng, interpretando i ruoli della principessa Turandot e del principe Calaf, ciascuno offrendo interpretazioni distinte. La produzione ha registrato enormi vendite dei biglietti, con il tutto esaurito anche per i posti in piedi.

“Sono spesso stupito che il maestro Puccini, che non visitò mai la Cina, abbia potuto comporre una storia cinese così meravigliosa. Credo che ogni direttore al mondo sogni oggi di eseguire Turandot in Cina”, ha affermato il direttore italiano Daniele Callegari, invitato a partecipare.

Callegari era già stato in Cina due volte, ma questa è la sua prima volta a Shanghai. “Shanghai sembra una città che vive mille anni nel futuro. E’ un intreccio di tradizione e meraviglie moderne, davvero impressionante”, ha affermato stupito.

Il direttore descrive la versione di Shanghai di Turandot come “l’unione degli elementi culturali di due antiche civiltà, ciascuna con millenni di storia alle spalle, che crea naturalmente un piatto delizioso, un incontro tra gusto e brillantezza”.

“Dirigendo quest’opera in Cina, vedo volti ed elementi cinesi sul palco: sembra di entrare in un nuovo mondo. Voglio fare eco all’opera del maestro Puccini ed esclamare: Cina eterna, che grande Paese!”, ha dichiarato Callegari.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-