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Buona la prima per il Lecce, battuto 2-0 il Venezia

Buona la prima per il Lecce, battuto 2-0 il Venezia

VENEZIA (ITALPRESS) – Il Lecce inaugura la nuova stagione con un grande colpo in trasferta. I ragazzi di Eusebio Di Francesco espugnano 0-2 il “Penzo” di Venezia nel match valevole per la prima giornata di Serie A 2026/2027: a decidere la contesa sono i gol di Gorter e di Tiago Gabriel.
I padroni di casa partono con il piede sull’acceleratore e, dopo soli 8′, si fanno vedere dalle parti di Falcone con una conclusione di Hainaut, che termina di poco sul fondo. La squadra arancioneroverde mantiene il pallino del gioco e al 16′ trova la rete del vantaggio con Correia, che però viene annullata dopo una revisione Var: l’ex Valencia tocca il pallone con il braccio di calciare verso la porta. Nonostante il pericolo scampato, il Lecce continua a far notevole fatica, prestando il fianco agli avversari. Al 22′ Falcone è chiamato al grande intervento su Yeboah che, si vede negare il gol del vantaggio. 10′ più tardi è ancora il Venezia a rendersi pericoloso con Busio, la cui conclusione dalla distanza finisce di un soffio alla destra di Falcone. Primo tempo di sofferenza per i ragazzi di Eusebio Di Francesco che, però, al 37′ sfiorano l’1-0 con Coulibaly, che si gira in area e calcia colpendo un clamoroso palo. Al termine dei 3′ di recupero, si va a riposo sul parziale di 0-0.
In apertura di ripresa i giallorossi trovano subito la rete del vantaggio con un tiro dalla distanza di Olaf Gorter che, complice una deviazione, sorprende Stankovic firmando l’1-0. La compagine veneta è costretta a cambiare completamente registro e prova ad affidarsi alle sostituzioni di mister Giovanni Stroppa, ma non ha più la stessa fluidità di manovra della prima frazione. La prima vera occasione del secondo tempo per il Venezia arriva soltanto al 72′, quando Falcone salva tutto su un colpo di testa di Franjic. 3′ dopo Basic agguanta il pareggio, ma la sua rete viene subito annullata per fuorigioco. Gli ospiti difendono in maniera ordinata e al momento giusto chiudono i giochi: all’80’ il neo-entrato Tiago Gabriel svetta su tutti e devia in porta un ottimo cross di Veiga. Dopo aver fallito due incredibili chance il tris con Stulic, i salentini erigono un muro invalicabile e blindano il 2-0 che vale un prezioso successo. Arrivano, dunque, i primi tre punti della stagione per il Lecce, mentre il Venezia deve leccarsi le ferite e resta a zero. Venerdì i veneti torneranno in campo per affrontare il Milan nella trasferta del Meazza; i pugliesi, invece, lunedì 31 agosto ospiteranno la Roma al Via del Mare.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Esordio ok per la Juventus: Bremer firma il successo sul Frosinone

Esordio ok per la Juventus: Bremer firma il successo sul Frosinone

FROSINONE (ITALPRESS) – La Juventus soffre ma vince di misura all’esordio in campionato contro il Frosinone di Massimiliano Alvini. Per la squadra di Luciano Spalletti decisiva la rete nel primo tempo di Bremer, a fronte però di tante occasioni non sfruttate. Inizio di gara intenso, con entrambe le squadre pronte a ripartire con velocità. La prima chance ce l’ha la Juventus al quarto d’ora, con il cross dalla destra di Douglas Luiz per il colpo di testa di Bremer, fuori di poco. Bianconeri vicini al gol, così come al 19′, quando sugli sviluppi di corner Kolo Muani si ritrova il pallone sui piedi a centimetri dalla rete, mancando però la coordinazione e calciando alto. La squadra di Spalletti resta pericolosa sulle palle inattive ed è da calcio d’angolo che al 22′ passa in vantaggio: dalla bandierina Douglas Luiz libera Conceicao che crossa con il tempo giusto per la testata vincente di Bremer. Nel finale di primo tempo torna avanti il Frosinone, con il tiro di Bracaglia respinto da Vicario sui piedi di Kvernadze, che calcia poi largo. Brivido per la Juventus, che va però vicina allo 0-2 poco più tardi, con Palmisani che respinge sul palo il destro di Kalulu e poi anche la successiva ribattuta di Yildiz.
Nella ripresa la Juventus trova nuovi spazi ma manca di lucidità al 52′, con Celik che serve in area Conceicao, che col sinistro manda ancora alto. Altra occasione per i bianconeri, alla quale risponde il Frosinone, con Fini che dalla destra si accentra e calcia, attento Vicario. Qualche rischio per Locatelli e compagni, con il Frosinone che alza il proprio baricentro. Spalletti interviene con gli ingressi di Boga e Zhegrova per aumentare la lucidità offensiva dei suoi. Cambi effettuati però anche dai gialloblu, con Hasa, Masini e Zerbin a intensificare le azioni del Frosinone che nel recupero – poco dopo l’uscita per infortunio di Vicario per Perin – colpisce la traversa su corner con Calvani. Ultimo episodio della gara che si chiude con il successo bianconero.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

L’uso degli smartphone tra limiti e libertà, dibattito al Meeting di Rimini

L’uso degli smartphone tra limiti e libertà, dibattito al Meeting di Rimini

RIMINI (ITALPRESS) – I danni prodotti dall’uso precoce e incontrollato degli strumenti digitali sono ormai al centro della ricerca scientifica, dell’iniziativa legislativa e delle preoccupazioni delle famiglie. Ma il limite non è necessariamente il contrario della libertà: può offrire a bambini, adolescenti e genitori la possibilità di scegliere quando e come entrare negli ambienti digitali, senza subire da soli la pressione sociale e commer-ciale delle piattaforme. E’ la prospettiva emersa dall’incontro ‘Smartphone: limitare per liberare?’, trasmesso in differita sui canali digitali di IlSussidiario Tv. Sono intervenuti Antonio Affinita, direttore generale del MOIGE; Stefania Garassini, docente di Content Management e Digital Journalism all’Università Cattolica del Sacro Cuore, membro del consiglio di amministrazione della Fondazione Patti Digitali e autrice del volume Smartphone; Giada Ragone, professoressa di Diritto costituzionale e pubblico all’Università degli Studi di Milano. Ha introdotto Lorenza Violini, professoressa di Diritto costituzionale nella stessa università. Il dialogo ha richiamato le responsabilità di adulti, scuole, legislatore e piattaforme nella tutela dei minori. La conclusione condivisa è che nessuna misura isolata è sufficiente: servono limiti praticabili, gradualità, formazione e alleanze che impediscano alle famiglie di affrontare da sole una trasformazione tanto rapida.
Stefania Garassini ha aperto il confronto richiamando il processo in corso a Oakland contro Meta, accusata di aver continuato a proporre i propri prodotti pur conoscendone rischi e danni. Uno di loro ha dichiarato di essere stato ‘la cavia inconsapevole di un enorme esperimento socialè nel quale l’infanzia era stata ridotta a tempo di visione venduto agli inserzionisti: ‘Per questa azienda noi non eravamo bambini, eravamo datì. Per Garassini questa testimonianza mostra perchè contrapporre divieto e libertà rischia di essere fuorviante. Un adolescente oggi non è realmente libero di non essere sui social: la vita dei coetanei si svolge anche lì e l’assenza alimenta la paura di essere escluso. Eppure quei mondi sono vissuti come difficili. In un sondaggio del New York Times, il 47 per cento dei teenager si è detto favorevole alla chiusura di TikTok. Il limite d’età può quindi consentire di uscire insieme dalla pressione, non perchè ogni social sia cattivo, ma per decidere quando e come utilizzarlo. Like, visualizzazioni e follower collegano il giudizio sociale all’autostima e la gestione del tempo può scivolare nella dipendenza. ‘C’è bisogno di un limite proprio per riscoprire la libertà’, ha sintetizzato Garassini, indicando nella gradualità il criterio per avvicinarsi allo smartphone quando si possiedono strumenti più maturi di consapevolezza e scelta.
Le ricerche raccolte dalla Società Italiana di Pediatria confermano, secondo Garassini, diversi effetti nega-tivi dell’esposizione precoce agli schermi. Sul linguaggio, guardare uno schermo al posto di un adulto che parla riduce le occasioni di imparare parole nuove: il bambino apprende dalla persona che si rivolge a lui. Sul piano dell’attenzione, uno smartphone saturo di stimoli arriva in un cervello che sta ancora imparando a con-centrarsi e può compromettere la capacità di mantenere un’attenzione continuativa. Sono documentati anche l’impatto sul sonno e l’aumento della miopia. Un ulteriore rischio riguarda la regolazione emotiva. Usare il telefono per calmare un bambino è efficace nell’immediato, ma gli impedisce di elaborare noia e frustrazione e di sviluppare strategie personali per affrontarle. «Non usare mai lo smartphone come ciuccio», è la racco-mandazione richiamata dai pediatri. Consegnare presto un dispositivo connesso significa inoltre introdurre il minore in uno spazio pensato da adulti e per adulti, accelerando la corrosione dell’infanzia e inducendo bisogni commerciali estranei alla sua età. Garassini ha citato le “Sephora kids”, bambine che chiedono prodotti di skincare anzichè giochi, e la perdita dello stupore osservata da un’insegnante quando i bambini conoscono già attraverso le immagini online ciò che i compagni hanno fatto nel fine settimana. Il rischio è creare risposte a domande non ancora nate, comprimendo un tempo nel quale problemi e scoperte dovrebbero avere ancora forme proprie dell’infanzia.
La difficoltà educativa emerge con chiarezza dalla distanza tra ciò che i genitori ritengono giusto e ciò che riescono concretamente a fare. Una ricerca svolta su circa seimila genitori di scuole primarie e secondarie milanesi ha mostrato che la maggioranza considera ideale consegnare lo smartphone dopo i tredici o quattordici anni, mentre nella realtà il dispositivo arriva prevalentemente a undici anni. La Fondazione Patti Digitali nasce per superare questa solitudine: gruppi di genitori di una classe, di una scuola o di un territorio concordano regole e un’età condivisa, indicata nei tredici anni anche dalle raccomandazioni pediatriche. ‘Le regole non sono in opposizione all’educazionè, ha affermato Garassini: offrono un quadro nel quale recuperare la libertà di educare. Il “no” allo smartphone precoce deve però aprire molti “sì”: esperienze alternative, utilizzo condi-viso della tecnologia, dispositivi più facilmente controllabili come computer e console, momenti di preparazione all’autonomia. Il patto non è una petizione, ma l’inizio di un impegno comune che può estendersi dalla famiglia alla scuola e al territorio. Garassini ha invitato anche a valorizzare ciò che di positivo esiste nel digi-tale, accompagnando con curiosità le passioni dei figli. La frase di don Bosco – ‘Vorrei che gli educatori amassero ciò che piace ai ragazzi, affinchè i ragazzi amino ciò che piace agli educatorì – indica un rapporto nel quale protezione e condivisione rendono possibile il discernimento.
Giada Ragone ha descritto un quadro normativo in rapido movimento. Dopo l’Australia, che nel 2024 ha introdotto una soglia minima di sedici anni per l’accesso ad alcune piattaforme, Francia, Regno Unito, Dani-marca, Grecia e Italia hanno avviato discussioni legislative; nello stesso tempo diverse corti hanno sanzionato piattaforme considerate incuranti degli effetti sui minori. La regolazione deve però conciliare beni differenti: sicurezza e salute, autodeterminazione e libertà di espressione, privacy, responsabilità dei genitori e obblighi delle aziende. Anche la verifica dell’età deve essere efficace senza trasformarsi in identificazione e sorve-glianza generalizzate. Il disegno di legge 1136 prevede verifica dell’età, intervento dei genitori sotto i quindici anni, sanzioni e tutele per baby influencer e gamer. Ragone ha richiamato la decisione del Conseil Constitu-tionnel francese del 14 agosto, che ha giudicato sproporzionato un divieto generalizzato sotto i quindici anni, privo di distinzioni per piattaforma, rischio, maturità e intervento familiare. Resta inoltre il paradosso della privacy: per proteggere i minori si rischia di raccogliere documenti, fotografie e ulteriori dati sensibili anche degli adulti. ‘Non si può cedere all’illusione che la sola legge sia risolutivà, ha osservato. Se per crescere un bambino serve un villaggio, prepararlo ad abitare lo spazio digitale richiede ancora di più un’alleanza tra po-litica, famiglie e istituzioni educative.
Antonio Affinita ha raccontato le segnalazioni ricevute dal MOIGE: dipendenze dalle quali i ragazzi non riescono a liberarsi, sofferenze familiari e casi drammatici. La morte di una dodicenne perseguitata online ha spinto l’associazione a cambiare strategia e a promuovere, insieme ad altre realtà familiari, la prima class action inibitoria europea contro Meta e TikTok. La decisione del tribunale di Milano è attesa il 19 novembre. L’azione si concentra su tre richieste. La prima è impedire alle piattaforme di trattenere utenti al di sotto dell’età minima prevista: Affinita ha indicato in tre milioni e mezzo i bambini italiani sotto i quattordici anni presenti sui social. La seconda è eliminare gli algoritmi predatori, progettati attraverso tecniche persuasive per creare attaccamento e dipendenza dopaminergica, sfruttando un cervello ancora in crescita. La terza è introdurre av-visi chiari sul rischio di dipendenza. Secondo Affinita, le piattaforme possiedono strumenti sufficienti per riconoscere l’età probabile degli utenti: dopo poche ore di navigazione accumulano informazioni molto detta-gliate, mentre attribuire tutto a dati anagrafici falsi non risolve la responsabilità. L’esperienza australiana mostra, nella sua lettura, che l’efficacia dipende dal rispetto delle norme e dalla forza delle sanzioni. Le piatta-forme hanno risorse superiori a quelle di molti Stati, ma «la forza delle mamme e dei papà è più forte di tutti i potentati economici e finanziari». L’iniziativa giudiziaria non sostituisce la formazione condotta da oltre vent’anni con scuole e genitori: la integra con la richiesta che chi offre un servizio ai minori garantisca un prodotto sicuro.
Il legislatore deve fissare responsabilità e limiti proporzionati, le piattaforme devono verificare i rischi e modificare tecnologie che alimentano dipendenza, scuole e territori devono sostenere gli adulti. Ma nessuna legge può sostituire il rapporto educativo. Ragone ha ricordato che i futuri cittadini abitano già lo spazio digi-tale, nel quale opportunità di partecipazione convivono con polarizzazione, tribalizzazione e gruppi omologati dai like. Occorre quindi insegnare a riconoscere manipolazioni, difendere la propria dignità e rispettare chi pensa diversamente. Violini ha richiamato esperienze territoriali nelle quali esercizi commerciali lungo il per-corso casa-scuola consentono ai ragazzi di telefonare in caso di necessità, riducendo l’argomento della sicu-rezza spesso usato per anticipare lo smartphone. Affinita ha invitato a non scoraggiarsi, a coinvolgere le scuole nei progetti formativi e a chiedere una legge realmente efficace. Garassini ha proposto di partire dall’esempio degli adulti e da alleanze capaci di reggere la pressione sociale. Limitare per liberare significa allora rinviare l’accesso quando è precoce, preparare gradualmente all’autonomia, offrire alternative reali e continuare a in-teressarsi a ciò che i ragazzi incontrano online. Non è una battaglia contro il digitale, ma contro la rinuncia a educare. Genitori, insegnanti, istituzioni e associazioni possono costruire un ambiente nel quale la tecnologia torni a essere uno strumento scelto e non una presenza obbligata, restituendo ai minori tempo, relazioni e possibilità di crescere.

– foto ufficio stampa Meeting di Rimini –
(ITALPRESS).

Giochi Mediterraneo, Marzani oro nella spada donne”Vale doppio perchè in Italia”

TARANTO (ITALPRESS) – “Sono felice di aver vinto qui, davanti a questo pubblico meraviglioso. È un oro che per me vale doppio
perché lo vinco in Italia, nella mia nazione”. Così la spadista azzurra Roberta Marzani commenta la medaglia d’oro conquistata
ai Giochi del Mediterraneo di Taranto 2026. “Il pubblico di Taranto mi ha sempre sostenuto ed è stato fondamentale perché, nel momento in cui era in vantaggio la spagnola, ha fatto il tifo per me, mi ha sostenuto e mi ha aiutato a riprendermi, a sorpassarla e a vincere”, racconta l’azzurra. “È stata un’avversaria molto ostica, una di quelle che per tutto questo evento è stata difficile da battere, ma fortunatamente sono stata brava a superarla”.

xt8/gm/azn

Cina, imprenditore italiano “Opportunità di cooperazione da iniziative globali”

Cina, imprenditore italiano “Opportunità di cooperazione da iniziative globali”

ROMA (XINHUA/ITALPRESS) – Le quattro iniziative globali proposte dalla Cina offrono una nuova prospettiva sulla governance internazionale e nuove opportunità per la cooperazione internazionale in un contesto di frammentazione geopolitica e instabilità globale, ha affermato Mario Boselli, presidente della Fondazione Italia Cina, in una recente intervista a Xinhua.

Le iniziative rappresentano gli sforzi della Cina per fornire risposte coordinate a sfide che trascendono i confini nazionali, ha aggiunto.

Inoltre, esse rappresentano un approfondimento della visione internazionale della Cina dopo oltre un decennio di Belt and Road Initiative, estendendo l’attenzione dalla cooperazione economica e infrastrutturale allo sviluppo, alla sicurezza, al dialogo tra civiltà e alla governance globale, ha affermato.

Boselli ritiene che la Global Development Initiative (GDI) e la Global Civilization Initiative (GCI) possano offrire opportunità per approfondire la cooperazione tra Cina ed Europa, compresa l’Italia.

L’attenzione della GDI ai cambiamenti climatici, agli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, alla digitalizzazione e all’innovazione tecnologica potrebbe creare opportunità di cooperazione, nei settori delle energie rinnovabili, del fotovoltaico e dello stoccaggio dell’energia, tra gli altri, ha spiegato Boselli.

Italia e Cina possono inoltre rafforzare la cooperazione tra università e istituti di ricerca nei settori delle biotecnologie, della sanità, dell’intelligenza artificiale e della manifattura avanzata, ha aggiunto.

Osservando che la GCI potrebbe promuovere la cooperazione nella cultura, nella conservazione del patrimonio, tra università e negli scambi giovanili, Boselli ha affermato che l’Italia, con il suo ricco patrimonio culturale e la forte attrattiva del “Made in Italy” in Cina, è “uno dei partner europei più naturali” per tali iniziative.

Nel loro insieme, le quattro iniziative delineano una visione di un mondo multipolare con una maggiore partecipazione delle economie emergenti e dei Paesi del Sud globale, ha affermato Boselli.

Con la sua tradizione di dialogo con la Cina e i suoi punti di forza economici complementari, l’Italia può svolgere un ruolo di ponte tra Cina ed Europa, promuovendo una cooperazione concreta nello sviluppo sostenibile, nell’innovazione, nella cultura e nella governance globale, ha aggiunto.

Le iniziative della Cina potrebbero non fornire una soluzione immediata alle attuali tensioni internazionali, ma possono offrire “uno spazio di riflessione e dialogo” per individuare forme di cooperazione più inclusive, concrete e a lungo termine, ha concluso.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Giansanti “guerra incide sui costi per gli agricoltori, serve risposta europea”

RIMINI (ITALPRESS) – L’instabilità creata dalla guerra e dalla chiusura dello Stretto di Hormuz sta generando “un aumento significativo dei costi per le famiglie e per le imprese”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, intervistato dall’agenzia Italpress a margine dei lavori del Meeting di Rimini. “Molti agricoltori stanno producendo in perdita”, ha aggiunto Giansanti. Da qui la richiesta di interventi da parte delle istituzioni. “Non è un tema esclusivamente italiano, ma una riflessione che va fatta e affrontata innanzitutto a livello europeo per cercare di dare le giuste risposte alle imprese”, ha concluso.
xi5/lcr/azn

Giochi Mediterraneo, Mazzone “Taranto bella cornice, scherma azzurra orgogliosa”

TARANTO (ITALPRESS) – “È bellissimo essere qui. Taranto è una cornice di pubblico bellissima e i Giochi del Mediterraneo sono
una manifestazione davvero importante e straordinaria”. Lo ha dichiarato il presidente della Federazione Italiana Scherma, Luigi Mazzone, a margine delle gare dei Giochi del Mediterraneo 2026. Il numero uno della Fis ha aggiunto:”I Giochi del Mediterraneo sono una manifestazione importante, per noi della scherma ci sono presenze importanti a rappresentarci”.

xt8/gm/mca3

Beccalli “Istruzione leva per la competitività, investimenti priorità”

RIMINI (ITALPRESS) – “Credo che la leva più efficace oggi per recuperare competitività per l’Italia passi dall’istruzione. E dunque, investimenti importanti in istruzione, anche universitaria, credo siano oggi una priorità per il nostro Paese”. Così Elena Beccalli, rettore dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, a margine del Meeting di Rimini. “La sfida per l’Italia oggi è non solo attrarre talenti, e questo grazie a un sistema universitario qualificato lo riusciamo a fare, ma anche trattenere talenti formati con competenze alte, spesso legate al mondo del digitale e dell’intelligenza artificiale. E per fare questo servono delle politiche pubbliche di incentivazione per il sistema imprenditoriale, così da assegnare valore alle competenze”.

xb1/fsc/mca3

Bucci “Genova candidata per sede Agenzia nucleare, opportunità per la Liguria”

RIMINI (ITALPRESS) – “Oggi si parla molto di solare e di eolico che però richiedono ampie superfici e soprattutto talvolta cozzano contro il paesaggio; quindi, vengono in aiuto l’energia idroelettrica che è importantissima ed è certamente il caso di investire” su questa energia. Infine, “il nucleare, quello del futuro e sicuro, che ci dà la possibilità di avere anche piccole centrali. Noi abbiamo chiesto al Ministero di avere l’Agenzia per il nucleare con sede a Genova, perché a Genova ci sono importanti aziende che oggi fanno servizio per centrali nucleari all’estero e soprattutto abbiamo un know-how”. Così Marco Bucci, presidente della Regione Liguria, nel corso di un punto stampa al Meeting di Rimini. “Ci siamo candidati per essere la sede dell’Agenzia per il nucleare che dovrà controllare tutte le procedure, la sicurezza del territorio, la tecnologia. Questa è un’ottima opportunità per la nostra città e per la nostra Regione”, aggiunge.

xb1/fsc/mca3

Rocca “Ue intervenga per evitare che investimenti farmaceutica vadano in Usa”

RIMINI (ITALPRESS) – L’Europa deve intervenire “con misure strutturali” per evitare che gli investimenti delle grandi aziende farmaceutiche “si spostino verso gli Stati Uniti”, con conseguenze in particolare per regioni come Lazio, Lombardia ed Emilia-Romagna, dove le scienze della vita rappresentano un settore strategico. Lo ha detto il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, parlando con i giornalisti al Meeting di Rimini dopo l’incontro dedicato ai criteri e alle priorità per un nuovo sistema sanitario.
xi5/lcr/azn