Tg Giovani – 26/4/2026
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:– Assorbenti gratis nelle scuole di Torino
– Due murales dedicati al Servizio Civile Universale
– Torna “Banca Generali Un Campione per Amico”
fsc/azn
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
ROMA (ITALPRESS) – Un pesto con il tofu, l’alternativa vegetale al formaggio. Lo prepara Angelica Amodei, nella nuova puntata di Sorsi di Benessere.
Il Comitato San Roberto Bellarmino, in collaborazione con la Parrocchia San Roberto Bellarmino, è lieto di annunciare la quarta edizione della “Festa di Primavera”, che si terrà domenica 10 maggio a partire dalle ore 18:00 presso la Struttura Sportiva dietro la chiesa a Davoli Marina. L’evento, ormai appuntamento atteso dalla comunità, si propone come un momento di aggregazione, condivisione e intrattenimento per tutte le età, con un ricco programma di attività.
ore 18:00 sarà aperta l’area stand gastronomici
ore 18:00 Grande attenzione è riservata ai più piccoli con “Pompieropoli – Diventa un piccolo pompiere per un giorno”, un percorso ludico-educativo attrezzato che coinvolgerà bambini dai 3 ai 13 anni.
I partecipanti potranno cimentarsi in attività ispirate al mondo dei Vigili del Fuoco ed al termine, riceveranno l’ambito diploma di “Vigile del Fuoco Junior”.
ore 19:00 Laboratorio Artistico, a cura dell’Associazione di Volontariato Creativi Indipendenti Davolesi, con l’aiuto dell’Azione Cattolica Italiana–Davoli.
Un’attività pensata per stimolare creatività e partecipazione, aperta a i bambini.
ore 20:30 Concerto live degli ONDAQUADRA, che offriranno uno spettacolo musicale coinvolgente.
Il Comitato SRB garantisce oltre 300 posti a sedere, per accogliere al meglio tutti i partecipanti, per godere delle prelibatezze culinarie preparate al momento. La “Festa di Primavera” rappresenta un’importante occasione di incontro per la comunità locale e per il territorio, promuovendo valori di socialità, volontariato e partecipazione attiva. Il Comitato San Roberto Bellarmino invita cittadini, famiglie e visitatori a prendere parte a questa iniziativa, contribuendo a rendere l’evento un momento di festa e condivisione per tutti.
L’articolo Davoli, la quarta edizione della “Festa di Primavera proviene da S1 TV.

Si sono svolte a Catanzaro, nella Basilica “Maria SS. Immacolata” gremita di gente, le esequie di Anna Democrito e dei suoi figli, i piccoli Giuseppe e Nicola Trombetta. Un silenzio denso, quasi tangibile, ha avvolto ogni parola, ogni gesto, ogni respiro.
A presiedere la celebrazione è stato l’Arcivescovo Metropolita di Catanzaro-Squillace, S.E. Mons. Claudio Maniago, che ha scelto di iniziare proprio dal silenzio: «Il silenzio potrebbe bastare. Il silenzio e le lacrime, il fiume di lacrime sgorgate dagli occhi di chi ha conosciuto e amato Anna e i piccoli Giuseppe e Nicola…». Parole che non cercano spiegazioni, ma accolgono lo smarrimento. Perché le domande, come ha ricordato l’Arcivescovo, ci sono, insistono, graffiano: «Sono molte e difficili le domande che salgono dal cuore davanti alle bare di Anna, Giuseppe e Nicola». Eppure, davanti a un dolore così vasto, anche le domande sembrano inadeguate, quasi fuori luogo. Rimane una consapevolezza: «non ci sono più…non c’è niente da fare; non si può tornare indietro e scrivere in un altro modo gli eventi».
Tra i banchi, volti segnati, mani strette, occhi bassi. Non solo chi conosceva la famiglia, ma anche tanti che non avevano mai incontrato Anna o i suoi figli. Una partecipazione che travalica i legami personali e diventa comunità nel senso più autentico. Il pensiero, inevitabilmente, è andato a Francesco, marito e padre, e alla piccola Maria Luce, ricoverata e in lotta tra la vita e la morte. A loro si è rivolto un passaggio particolarmente intenso dell’omelia: «Ci stringiamo a loro due con tutto l’amore di cui siamo capaci, perché ci auguriamo che sentano di non essere soli in questo momento così tragico».
Nel cuore della celebrazione, la fede ha provato a farsi spazio tra le macerie del dolore. Non come risposta facile, ma come appiglio fragile e necessario. L’Arcivescovo ha richiamato la preghiera dei discepoli di Emmaus: «Resta con noi, Signore, perché si fa sera». E ancora, nella luce della Pasqua, ha ricordato: «Non abbiate paura! Voi cercate Gesù Nazareno, il crocifisso. È risorto, non è qui». Parole che non cancellano il dolore, ma lo attraversano. Come una luce lontana che non scalda ancora, ma indica una direzione.
Il momento più umano, forse, è arrivato nel finale, quando il dolore si è trasformato in invito, quasi in responsabilità: «queste bare questa sera ci chiedono un rispettoso silenzio… ma al tempo stesso ci chiedono di non lasciar passare invano questo dolore, ma di trasformarlo in una attenzione più concreta e una maggior cura reciproca, nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità, nella nostra società». È forse questo il lascito più difficile e più vero di una tragedia che lascia senza fiato: non distogliere lo sguardo, non restare indifferenti e, come è stato detto con forza dall’Arcivescovo, «costruire insieme una società più accogliente, dove sia sempre più difficile sentirsi soli».
L’articolo Catanzaro, il giorno del dolore e del silenzio: l’ultimo saluto ad Anna Democrito, Giuseppe e Nicola Trombetta proviene da S1 TV.
VERONA (ITALPRESS) – Pareggio senza gol tra Verona e Lecce, sfida di bassa classifica tra due squadre che giocano sull’equilibrio precario di situazioni diverse, ma entrambe complicate. Per i veneti retrocessione di fatto solo rimandata, per i salentini un punto che muove la classifica e che permette alla squadra di mister Di Francesco di guadagnare un punto sulla Cremonese e di lasciare, a 4 giornate dalla fine del campionato, il terzultimo posto che vale la B.
La prima occasione della gara ce l’ha il Verona, con il lancio lungo di Bernede per Belghali che dentro l’area serve a rimorchio Akpa Akpro, rapido nella conclusione che Falcone è reattivo a respingere. Buon approccio del Verona che gestisce la sua presenza nella metà campo del Lecce con un giro palla avvolgente, ma privo di sbocchi. L’equilibrio permane per tutto il primo tempo, senza particolari lampi da una parte e dall’altra. Nella ripresa è ancora il Verona a crearsi maggiore spazio in avanti, con Suslov che sulla trequarti salentina libera il sinistro rasoterra parato in tuffo da Falcone. Il Lecce manca di incisività e Di Francesco prova così a scuotere i suoi, inserendo Ngom e Cheddira.
E’ proprio l’attaccante marocchino ad avere la palla del vantaggio, al 73′, sull’iniziativa di Banda che scappa sulla corsia di sinistra e mette il cross per Cheddira, che di piatto non inquadra la porta. Alza il ritmo il Lecce, con Banda che un minuto più tardi spaventa ancora Montipò con un tiro cross che il portiere scaligero alza in corner. Finale in cui entrambe le strade provano a ribaltare il fronte, con il Verona che nel recupero troverebbe la rete del vantaggio: punizione dalla trequarti di Lovric e colpo di testa di Edmundsson che termina in rete, salvo poi essere annullato dopo il check al Var di Massa per fallo dello stesso Edmundsson su Falcone. Si chiude così la gara, con la matematica che non condanna ancora il Verona alla retrocessione, mentre il Lecce conquista un punto che lo tiene appena fuori dalla zona rossa della classifica.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).
MILANO (ITALPRESS) – Un’altra bufera si è abbattuta sul mondo arbitrale. Il designatore della Can A e B, Gianluca Rocchi, è indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva, accusa formulata dal pm Maurizio Ascione. L’ex arbitro, già al centro delle polemiche per la gestione arbitrale nell’attuale stagione di Serie A tra errori e un protocollo Var poco chiaro, è sotto accusa, ma si difende respingendo le accuse. Sereno e deciso ad andare avanti in un primo momento, poi in serata la decisione di autosospendersi dall’incarico per difendersi al meglio e per non togliere tranquillità agli arbitri in questo finale di stagione. Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori ci sono diverse sfide avvenute nelle scorse stagioni, tra cui Udinese-Parma. Una gara già menzionata dall’assistente Domenico Rocca, dismesso dalla Can: l’ex collaboratore, in una lettera di dominio pubblico, aveva segnalato quanto secondo lui avveniva a Lissone, sede centrale dove operano gli assistenti Var di tutte le partite di campionato.
Dopo la denuncia, Antonio Zappi – l’allora presidente dell’Aia -, inoltrò immediatamente la segnalazione alla Procura della Figc (la vicenda fu poi arhiviata dalla giustizia sportiuva) e predispose un cambio di regolamento, nel quale si obbligava chiunque andasse a Lissone, Rocchi compreso, a redigere una relazione su tutte le attività svolte all’interno della sede.
Zappi, nel frattempo, è stato squalificato dalla giustizia sportiva per 13 mesi per aver indotto alle dimissioni due designatori, Maurizio Ciampi e Alessandro Pizzi.
Nel frattempo sulla vicenda è intervenuto anche il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi: “C’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo in tutte le sue articolazioni e rispettare i tifosi – si legge sui profili social – gli appassionati e gli innamorati dello sport, a partire dal calcio: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme sportive, tanto più quando hanno possibili risvolti penali. E farlo sempre e con chiunque! Leggo, come tutti voi, i risvolti che stanno emergendo sull’indagine della Procura di Milano, partita dalla denuncia di un ex tesserato dell’Associazione Italiana Arbitri”. Abodi ha poi aggiunto: “Lasciando all’autorità giudiziaria il compito di svolger il proprio lavoro e senza voler entrare nel merito dell’operato del designatore della Can Rocchi, l’aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico. Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza”. “Mi aspetto, quindi – conclude il ministro Abodi -, di ricevere formalmente dal Coni, prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze”. L’interrogatorio di garanzia di Gianluca Rocchi è stato fissato per giovedì 30 aprile, alle ore 10.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS)
ROMA (ITALPRESS) – “Ricapitolando. Durante alcune delle manifestazioni per il 25 aprile, cioè manifestazioni che dovrebbero celebrare la libertà contro ogni oppressione: aggressioni contro chi portava una bandiera ucraina (tra cui anche esponenti politici), cioè la bandiera di un popolo che combatte per la sua libertà contro un invasore. Si sono viste addirittura immagini indegne di un anziano a cui viene impedito di partecipare alla manifestazione; sindaci democraticamente eletti, di ogni schieramento politico, contestati e insultati; cartelli e targhe in ricordo delle Foibe imbrattati; la Brigata ebraica insultata in piazza e costretta ad allontanarsi dal corteo sotto scorta delle Forze dell’ordine. Se questi sono quelli che dicono di difendere libertà e democrazia, direi che abbiamo un problema”. Così il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, su Facebook.
– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).
BOLOGNA (ITALPRESS) – La Roma sbanca il “Dall’Ara” di Bologna. I giallorossi di Gasperini battono 2-0 la formazione di Italiano nel match valido per la 34esima giornata di Serie A e restano in corsa per il quarto posto che vale la Champions, mentre continua il momento non facile per i rossoblù ormai lontani dall’Europa. Succede tutto nel primo tempo con il vantaggio del solito Malen (7′) e il raddoppio nel finale di frazione di El Aynaoui. Nei secondi quarantacinque minuti i rossoblù provano a reagire ma la Roma è solida e centra il terzo risultato utile consecutivo, tornando a vincere in trasferta dopo più di tre mesi (18 gennaio contro il Torino). In classifica la squadra di Gasperini sale al quinto posto – allungando virtualmente a +3 sul Como – a 61 punti, a -2 dalla quarta piazza occupata dalla Juventus, impegnata domani sera a San Siro contro il Milan. Il Bologna resta inchiodato in ottava posizione a 48 punti e si espone al sorpasso della Lazio, che lunedì sera ospiterà l’Udinese all’Olimpico.
Ritmi subito alti in avvio di primo tempo ed è la Roma a portarsi in vantaggio dopo soli sette minuti. Break sulla trequarti di Wesley, la palla arriva a El Aynaoui: il marocchino verticalizza per Malen, che controlla a seguire e batte di destro Ravaglia per l’1-0 al 7′.
Prova a reagire il Bologna, ma sono i giallorossi a sfiorare il raddoppio in contropiede sempre con Malen, che mette sul fondo un pallonetto toccato non perfettamente a tu per tu con Ravaglia. I padroni di casa scaldano i guantoni di Svilar con un destro in diagonale di Orsolini, ma nel finale di frazione gli uomini di Gasperini trovano il 2-0. Ripartenza partita da un corner bolognese, Malen mette in mezzo per El Aynaoui, che trafigge Ravaglia al volo di destro per il 2-0 al 45+1′.
Nel secondo tempo i ritmi si abbassano e la Roma lascia il pallino del gioco nelle mani del Bologna, che sfiora il 2-1 con una traversa colpita da Orsolini al 60′ su sviluppi di calcio d’angolo. La squadra di Italiano non crea particolari pericoli dalle parti di Svilar, mentre Gasperini getta nella mischia Dybala al posto di Malen. Ritorno in campo per l’argentino, che non giocava dalla 22esima giornata contro il Milan (25 gennaio). Gioco spezzettato nel finale con la Roma che torna a vincere in trasferta dopo oltre tre mesi e che dimostra carattere e mente lucida, in una settimana complicata con il divorzio da Claudio Ranieri arrivato alla vigilia della sfida di Bologna.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Il cavaliere Rocco Devito ha preso parte questa mattina alla sentita celebrazione del 25 aprile, Festa della Liberazione, svoltasi davanti al monumento ai caduti di Amaroni. Un momento di raccoglimento e memoria che ha unito la comunità nel ricordo dei valori fondanti della Repubblica. Nel suo intervento, Devito ha voluto innanzitutto richiamare, con profonda commozione, la recente tragedia di Catanzaro e la scomparsa del professore Luigi A. Macrì, figura di riferimento che tanto ha contribuito alla crescita civile e culturale delle comunità locali. Il suo discorso si è poi concentrato sul significato autentico delle celebrazioni del 25 aprile, sottolineando come esse non debbano ridursi a semplici occasioni formali o rituali. Secondo Devito, questi momenti rappresentano invece un’opportunità fondamentale per imprimere nella memoria collettiva il valore degli eventi storici, affinché possano fungere da guida per il presente e da monito contro scelte che conducono a conseguenze drammatiche. La Liberazione dal nazifascismo, ha ricordato, non è solo una pagina di storia, ma un insegnamento vivo: essa richiama i valori della libertà, della democrazia e della pace tra i popoli. Valori che, però, non possono essere considerati acquisiti una volta per tutte, né vissuti passivamente. Devito ha messo in guardia dal rischio dell’assuefazione e dell’indifferenza, evidenziando come tali principi debbano essere praticati quotidianamente per evitare che vengano svuotati o, peggio, sostituiti da egoismi e logiche oppressive. Nel suo intervento non è mancato un riferimento al contesto internazionale, segnato da conflitti e tensioni che dimostrano quanto fragile possa essere l’equilibrio della pace. In questo scenario, Devito ha richiamato il costante appello del Pontefice contro le guerre, sottolineando come non sia sufficiente esprimere solidarietà a parole, ma sia necessario tradurre quei richiami in azioni concrete e coerenti. Il cavaliere ha quindi invitato tutti a sentirsi parte attiva della società, ricordando che ogni cittadino contribuisce, con il proprio comportamento, alla tenuta dei valori democratici. Il sacrificio di quanti hanno lottato per la libertà, ha aggiunto, impone una responsabilità quotidiana: quella di non tradire quei principi con atteggiamenti contraddittori o dettati da interessi personali. La celebrazione del 25 aprile, ha concluso, deve diventare anche un momento di riflessione profonda e costruttiva, affinché i valori della Liberazione continuino a essere il motore del progresso civile. Solo attraverso un impegno concreto e condiviso sarà possibile preservare la libertà, la democrazia e la pace, rendendosi davvero degni del sacrificio di chi ha reso possibile il futuro di oggi.
Carmela Commodaro
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La comunità di Vallefiorita si stringe attorno al ricordo del prof. Luigi Antonio Macrì, figura luminosa che per decenni ha rappresentato un punto fermo nella crescita culturale, umana e civile del paese. L’amministrazione comunale lo ricorda come un uomo che ha dedicato ogni istante del suo cammino al bene della collettività, lasciando un’impronta profonda e indelebile in tutti coloro che hanno avuto il privilegio di incontrarlo. Per generazioni di studenti, il prof. Macrì non è stato soltanto un insegnante: è stato una guida, un esempio, un maestro di vita. Le sue lezioni andavano oltre i libri e oltre le aule. Attraverso gli scacchi, una delle sue più grandi passioni, ha trasmesso il valore del pensiero strategico, l’importanza del rispetto delle regole, la responsabilità delle scelte. Ogni partita diventava un esercizio di lucidità, pazienza e visione; ogni mossa, un invito a riflettere sul significato più profondo delle decisioni quotidiane. Il suo impegno nella vita pubblica è stato segnato da dedizione, senso del dovere e amore autentico per la comunità. Non ha mai cercato riconoscimenti, né privilegi, ma ha semplicemente scelto di esserci, con discrezione e fermezza, contribuendo alla crescita di Vallefiorita con la forza silenziosa delle persone che credono davvero nel valore del servizio. La sua scomparsa lascia un vuoto che non potrà essere colmato facilmente. Eppure, come sottolinea l’amministrazione comunale, il suo insegnamento continua a vivere in ogni cittadino che ha avuto la fortuna di incrociare il suo cammino. Vallefiorita custodirà con orgoglio il ricordo di un uomo che ha saputo seminare intelligenza, umanità e speranza. «Grazie, professore – scrivono il sindaco e l’amministrazione comunale di Vallefiorita – per aver insegnato a tutti noi il valore di ogni mossa giusta, senza mai chiedere nulla in cambio». I funerali del prof. Luigi Antonio Macrì saranno celebrati domenica 26 aprile, alle ore 11.30, nella chiesa di San Sergio e Soci, a Vallefiorita.
Carmela Commodaro
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