Ricerca per:

Alle Gallerie d’Italia di Napoli la mostra “Angelica e E’lisabeth”

Alle Gallerie d’Italia di Napoli la mostra “Angelica e E’lisabeth”

NAPOLI (ITALPRESS) – Intesa Sanpaolo apre al pubblico dal 6 novembre 2026 al 7 marzo 2027 alle Gallerie d’Italia di Napoli la mostra Angelica e E’lisabeth. L’età delle donne pittrici, dedicata ad Angelica Kauffmann e E’lisabeth Louise Vigèe Le Brun, due tra le più importanti pittrici della storia dell’arte, protagoniste di una straordinaria affermazione professionale e sociale tra la fine dell’Antico Regime e la nascita dell’Europa moderna. Realizzata con il patrocinio del Comune di Napoli e in collaborazione con l’Accademia Nazionale di San Luca ETS, la mostra è curata da Francesco Leone, Fernando Mazzocca ed Elisabetta Rasy.
Colte, indipendenti e cosmopolite, Kauffmann e Vigèe Le Brun seppero conquistare una clientela internazionale e il favore delle corti europee, affermandosi in un mondo dell’arte ancora dominato dagli uomini. La mostra mette per la prima volta a confronto le loro vite e le loro opere, seguendo due percorsi artistici accomunati da una naturale genialità, dalla professionalità e dalla volontà di emancipazione, ma profondamente diversi per formazione, sensibilità e scelte artistiche.
Con 73 opere tra dipinti, disegni, incisioni e sculture, provenienti da importanti collezioni pubbliche e private italiane e internazionali – tra cui Gallerie degli Uffizi, Musèe du Louvre, Musei Capitolini, National Portrait Gallery di Londra, Accademia Nazionale di San Luca ETS, Liechtenstein – The Princely Collections, Museo e Real Bosco di Capodimonte, National Museum of Women in the Arts di Washington, Musèe des Beaux-Arts di Rouen e Galleria Nazionale della Pilotta di Parma – l’esposizione ricostruisce le sorprendenti analogie e le profonde differenze dei percorsi delle due artiste.
Tra le opere più significative spiccano i due autoritratti delle protagoniste provenienti dalle Gallerie degli Uffizi: quello di E’lisabeth Louise Vigèe Le Brun, realizzato nel 1789 e donato dalla stessa artista, e quello di Angelica Kauffmann, del 1787. Attraverso questi dipinti la mostra introduce uno dei temi centrali del progetto: la consapevolezza con cui entrambe le artiste seppero costruire e governare la propria immagine pubblica.
“Le Gallerie d’Italia proseguono il percorso di valorizzazione delle grandi protagoniste della storia dell’arte portando, per la prima volta a Napoli, un progetto dedicato ad Angelica Kauffmann ed E’lisabeth Vigèe Le Brun, due artiste straordinarie che seppero affermarsi sulla scena europea del loro tempo – afferma Michele Coppola, Executive Director Arte, Cultura e Beni Storici di Intesa Sanpaolo -. Grazie al contributo di importanti studiosi e alla collaborazione con istituzioni prestigiose, come l’Accademia Nazionale di San Luca, realizziamo una mostra di grande valore scientifico, arricchita da prestiti eccezionali. Si conferma così il ruolo delle Gallerie d’Italia nel dialogo tra realtà internazionali, contribuendo alla vitalità culturale di Napoli”.
Napoli rappresenta uno dei luoghi privilegiati di questo confronto. Terra del Grand Tour, crocevia di artisti, intellettuali e collezionisti provenienti da tutta Europa, la città fu per entrambe le pittrici un importante centro di committenza e di confronto con la cultura internazionale. Kauffmann e Vigèe Le Brun lavorarono infatti, in momenti diversi, per la corte borbonica, lasciando attraverso i loro ritratti due interpretazioni della famiglia reale e della società napoletana.
Il percorso mette così in dialogo due personalità profondamente diverse. Angelica Kauffmann, nata a Coira nel 1741, fu un’artista estremamente versatile, capace di misurarsi con il ritratto, la pittura sacra, l’allegoria e soprattutto la pittura di storia. La sua cultura filosofica, letteraria e musicale e la conoscenza di più lingue contribuirono a farne una figura cosmopolita, capace di affrontare soggetti tratti dalla mitologia, dalla storia antica e moderna e dalla letteratura, da Omero a Shakespeare.
E’lisabeth Louise Vigèe Le Brun, nata a Parigi nel 1755, concentrò invece il proprio talento soprattutto sul ritratto, raggiungendo risultati di altissima qualità. La sua carriera fu segnata dal rapporto privilegiato con Maria Antonietta, di cui divenne una delle principali interpreti, e dalla capacità di costruire una clientela internazionale tra corti, aristocrazie e ambienti culturali.
Una delle differenze più significative tra le due artiste riguarda proprio la scelta dei generi. Kauffmann si confrontò con la pittura di storia, considerata il genere più elevato nella gerarchia accademica, oltre a cimentarsi con una grande varietà di soggetti; Vigèe Le Brun fece invece del ritratto il centro della propria ricerca, sviluppando una straordinaria capacità di cogliere la personalità dei modelli e di costruirne al tempo stesso l’immagine pubblica.
Il loro riconoscimento raggiunse anche istituzioni tradizionalmente precluse alle donne. Kauffmann fu, insieme a Mary Moser, l’unica donna tra i membri fondatori della Royal Academy di Londra, mentre Vigèe Le Brun fu ammessa all’Acadèmie Royale de Peinture et de Sculpture di Parigi. Entrambe furono così riconosciute ai massimi livelli della gerarchia artistica del loro tempo.
Il confronto tra le due pittrici trova uno dei suoi momenti più significativi nella rappresentazione della corte napoletana. Tra le opere esposte figurano il Modello per il ritratto di re Ferdinando IV di Napoli e della sua famiglia di Angelica Kauffmann, proveniente dalle Princely Collections del Liechtenstein, e i ritratti realizzati da Vigèe Le Brun delle principesse borboniche Maria Cristina di Borbone, principessa delle Due Sicilie, mentre coglie delle rose in un giardino, e Maria Teresa Carolina Giuseppina di Borbone, principessa delle Due Sicilie e futura imperatrice d’Austria, entrambi provenienti dal Museo e Real Bosco di Capodimonte.
Il nucleo napoletano permette di osservare come le due artiste abbiano interpretato, in momenti differenti, gli stessi ambienti e protagonisti, restituendo immagini diverse della corte e della società del tempo. Alla Kauffmann si deve inoltre una nuova concezione del ritratto di famiglia, attenta alla natura, alla dimensione affettiva e ai valori della morale illuminista.
Particolarmente significativo è il confronto tra i numerosi autoritratti delle due artiste, attraverso i quali emerge la consapevolezza della propria identità professionale. Dall’autoritratto come artista affermata alla rappresentazione della donna, madre e intellettuale, entrambe seppero utilizzare la propria immagine come strumento di autorappresentazione e di legittimazione sociale.
Il soggiorno italiano di Vigèe Le Brun, tra il 1789 e il 1792, rappresentò una svolta decisiva nella sua carriera. Costretta a lasciare la Francia allo scoppio della Rivoluzione, la pittrice riuscì a ricostruire in Italia la propria rete di committenze. Fu ammessa all’Accademia di San Luca a Roma e all’Accademia di Parma e trovò nella corte napoletana uno dei suoi principali sostegni, lavorando per Maria Carolina, sorella di Maria Antonietta.
Accanto alla committenza aristocratica, Vigèe Le Brun entrò in rapporto con i protagonisti della cultura del Grand Tour, con intellettuali e musicisti, tra cui Carlo Gastone della Torre di Rezzonico e Giovanni Paisiello. Il suo percorso proseguì poi attraverso Vienna, San Pietroburgo e Berlino, dove fu ammessa nelle rispettive Accademie di Belle Arti e continuò a lavorare per sovrani e aristocratici.
Anche per Kauffmann l’Italia rappresentò il cuore della propria esperienza artistica. Dopo i soggiorni a Milano, Bologna e Firenze, fu soprattutto Roma a diventare il centro della sua vita e della sua fama internazionale. Dal 1781 vi si stabilì definitivamente, trasformando il proprio studio e il proprio salotto in uno dei più importanti luoghi di incontro della capitale pontificia.
La sua rete di relazioni comprendeva artisti, intellettuali e collezionisti europei, tra cui Johann Wolfgang Goethe e soprattutto Antonio Canova, con il quale ebbe un rapporto privilegiato. Tra le opere presenti in mostra figura anche il Ritratto di Antonio Canova con il modellino di “Ercole furioso scaglia Lica in mare”, testimonianza del rapporto tra i due protagonisti della cultura artistica romana di fine Settecento.
La mostra dedica poi particolare attenzione alle fonti che hanno tramandato la memoria delle due artiste. Per Vigèe Le Brun un ruolo fondamentale è svolto dai celebri Souvenirs e dall’epistolario, nel quale il soggiorno napoletano occupa uno spazio importante; per Kauffmann la vasta documentazione contemporanea permette di ricostruire la sua straordinaria affermazione e il prestigio raggiunto negli ambienti culturali europei.
Il percorso si apre inoltre alla più ampia presenza delle donne pittrici tra Settecento e primo Ottocento, mostrando come il successo di Kauffmann e Vigèe Le Brun si inserisca in un panorama nel quale altre artiste seppero affermarsi in un sistema ancora fortemente segnato dal predominio maschile. Sono presenti, tra le altre, opere di Adèlaìde Labille-Guiard, Sofia Clerk Giordano, Maria Callani, Adèle Romanee, Marie-Geneviève Bouliard, Marie Guilhelmine Benoist e Constance Mayer.
Angelica e E’lisabeth. L’età delle donne pittrici propone così non soltanto il confronto tra due straordinarie personalità artistiche, ma anche una riflessione sul ruolo delle donne nella società e nel mondo dell’arte tra Settecento e primo Ottocento. Attraverso le loro opere e le loro vicende personali emerge il ritratto di un’Europa cosmopolita in trasformazione, nella quale talento, ambizione e indipendenza permisero a due donne di costruire carriere internazionali e di conquistare uno spazio autorevole in un sistema artistico prevalentemente maschile.

– foto ufficio stampa Intesa Sanpaolo –
(ITALPRESS).

Intesa Sanpaolo, 10 anni di legge antispreco valgono 10,3 mld

Intesa Sanpaolo, 10 anni di legge antispreco valgono 10,3 mld

MILANO (ITALPRESS) – A dieci anni dall’approvazione della Legge 166/2016 contro lo spreco alimentare e farmaceutico, oltre 10,3 miliardi di euro di valore economico sono stati generati grazie al recupero e alla redistribuzione di eccedenze alimentari e farmaceutiche. E’ il principale risultato della ricerca presentata oggi nel corso dell’evento “Donazione delle eccedenze: un’alleanza circolare con nuove opportunità per le imprese”, promosso da Fondazione Valore e Fondazione Terzjus in collaborazione con Intesa Sanpaolo, socio fondatore della Fondazione Valore, e con il sostegno di Fondazione Cariplo.
L’incontro ha presentato anche prospettive future e opportunità di sviluppo per le donazioni, evidenziando come il potenziale delle eccedenze non riguardi soltanto alimenti e farmaci, ma anche altre categorie di beni che possono generare valore sociale attraverso la donazione, con l’obiettivo di favorire nuove collaborazioni e coinvolgere ulteriori aziende nei processi di donazione.
Nell’evento, ospitato presso la Sala Convegni di Intesa Sanpaolo a Milano e moderato da Maria Carla De Cesari, Caporedattrice di Norme e Tributi del Sole 24 Ore, si sono incontrati rappresentanti delle istituzioni, del Terzo Settore e del mondo imprenditoriale per riflettere sull’impatto della “Legge Gadda” e sulle prospettive future delle politiche antispreco. Al confronto hanno preso parte importanti realtà impegnate nella sostenibilità e nel recupero delle eccedenze che hanno presentato alcuni dei loro progetti sul tema come Amazon Italia, Lidl, Granarolo, GLS, Banco Alimentare, Equoevento e Altroconsumo, che per l’occasione ha presentato l’indagine “Cibo e sostenibilità, l’indagine sui comportamenti di consumo dei cittadini”.
All’evento ha partecipato anche il cantante Stash, Frontman dei The Kolors e voce del video istituzionale realizzato per l’occasione.
Da oggi è inoltre ufficialmente disponibile online la nuova piattaforma HUB 166 di Fondazione Valore dedicata alla gestione delle donazioni. La procedura di iscrizione è semplice e guidata e consente agli enti del Terzo Settore interessati di accreditarsi e accedere alle opportunità di donazione che verranno progressivamente pubblicate sulla piattaforma. Gli enti troveranno l’elenco dei beni disponibili e potranno prenotarli per il ritiro presso un hub centrale o di prossimità.
Secondo la ricerca di Fondazione Valore e Fondazione Terzjus, tra il 2016 e il 2025 sono state donate 3,7 milioni di tonnellate di eccedenze alimentari, per un valore di 9,9 miliardi di euro, a cui si aggiungono oltre 40 milioni di confezioni di farmaci recuperate, pari a 423 milioni di euro. Il valore economico complessivo supera così i 10,3 miliardi di euro.
La ricerca evidenzia inoltre come le donazioni alimentari siano cresciute del 95% nell’ultimo decennio, confermando l’efficacia degli strumenti introdotti per incentivare le donazioni e il recupero delle eccedenze da parte delle imprese e quindi raggiungere più persone fragili.
Il peso delle imprese è confermato anche dall’indagine, tuttora in corso, che ha coinvolto 623 enti del Terzo settore impegnati nel recupero e nella distribuzione delle eccedenze. L’81,2% degli enti che hanno risposto alla domanda sulla provenienza dei beni riceve prodotti donati dalle aziende, mentre il 66% delle organizzazioni coinvolte raccoglie due o tre tipologie di beni, dagli alimenti ai farmaci fino ad altri prodotti non alimentari e non sanitari. Un’attività che richiede rapporti stabili tra imprese ed enti, soprattutto quando le donazioni riguardano categorie di prodotti differenti.
La Vice Presidente commissione Agricoltura della Camera
Maria Chiara Gadda, prima firmataria della Legge 166/2016, ha affermato: “A dieci anni dalla sua entrata in vigore, possiamo affermare anzitutto che la legge 166 ha cambiato il vocabolario pubblico ma anche nelle aziende: non si parla più di spreco come problema, ma di eccedenze come risorsa da valorizzare. Quelle che si sono messe in campo, attraverso semplificazioni e vantaggi fiscali, sono soluzioni per chi produce, vende, somministra. La legge consente di realizzare a pieno e concretamente la responsabilità sociale delle imprese consentendo al contempo la risposta a bisogni sociali, la riduzione degli sprechi e l’ottimizzazione dei costi e dei processi. La 166 promuove il lavoro in rete, dentro le aziende, tra ruoli e funzioni diverse, e con il mondo del Terzo Settore. I dati dimostrano che ancora molto si può fare, soprattutto per i beni diversi da alimenti e farmaci”.
Gabriele Sepio, Presidente Fondazione Valore, ha dichiarato: “A dieci anni dalla Legge 166, la sfida è trasformare le opportunità offerte dalla normativa in pratiche sempre più diffuse e strutturate all’interno delle imprese. Donare le eccedenze non significa soltanto evitare uno spreco, ma rimettere in circolo risorse ancora utili, generando valore economico, sociale e ambientale. E’ in questa prospettiva che opera Fondazione Valore, con l’obiettivo di rendere la donazione un processo semplice, accessibile e sostenibile, rafforzando il collegamento tra il mondo profit e gli enti del Terzo settore. L’incontro di oggi ha segnato un passo concreto in questa direzione, anche con la presentazione di HUB 166, la nuova piattaforma di Fondazione Valore, pensata per facilitare l’incontro tra chi dispone di beni da donare e gli enti che possono trasformarli in risposte ai bisogni della collettività. Uno strumento che punta ad ampliare la partecipazione delle imprese e a contribuire alla costruzione di un modello di economia circolare e sociale sempre più inclusivo e strutturato”.
Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer di Intesa Sanpaolo, ha commentato: “In questi dieci anni la legge ha dimostrato che ciò che nasce come eccedenza può diventare una risorsa di grande valore per le persone e le comunità. Per Intesa Sanpaolo, socio fondatore di Fondazione Valore, questa visione si lega alla scelta di fare dell’impegno sociale una componente etica e strategica del proprio ruolo. Sostenere iniziative come quella di oggi significa contribuire a creare connessioni tra imprese, Terzo Settore e territori, affinchè la solidarietà si traduca in interventi concreti e duraturi a favore di chi è più fragile”. Luigi Bobba, Presidente Fondazione Terzjus, ha aggiunto: “Questa prima rilevazione, frutto dell’indagine ancora in corso realizzata grazie al contributo della Fondazione Cariplo, rende visibile una rete di enti spesso piccoli, fortemente radicati nelle comunità e sostenuti in larga misura dal volontariato, che ogni giorno trasforma beni destinati allo spreco in aiuti concreti per le persone più fragili. Il fatto che più della metà delle organizzazioni abbia iniziato questa attività dopo il 2016 mostra quanto la cultura del recupero e della donazione sia cresciuta nell’ultimo decennio. La sfida ora è consolidare questa rete, investendo nella formazione, negli strumenti digitali, nelle campagne di informazione sulla legge antispreco e nella collaborazione tra Terzo settore, imprese e istituzioni”.
– foto f50/Italpress –
(ITALPRESS).

Ucraina, Meloni “L’Unione Europea parli con una voce sola”

Ucraina, Meloni “L’Unione Europea parli con una voce sola”

ROMA (ITALPRESS) – “Alla luce dei più recenti sviluppi, sono costretta a tornare su un tema che ho più volte sollevato in
Consiglio Europeo. Mi riferisco alla necessità, per l’Europa, di parlare con una sola voce sulla questione ucraina. Necessità ormai improcrastinabile”. Così il premier Giorgia Meloni in una lettera al presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa.
“Consentimi, al riguardo, di ripercorrere solo quanto accaduto nell’ultimo mese – spiega Meloni -. A Miami un incontro “informale” tra i Consiglieri per la sicurezza nazionale di alcuni Stati europei, Ucraina, e rappresentanti NATO e UE è stato confermato solo successivamente, da fonti statunitensi. Poi ci siamo riuniti a Oslo. Pochi giorni dopo, a Helsinki, durante la sessione del Consiglio Nordico, il Presidente Stubb e il Primo Ministro Store hanno sospeso i lavori per una telefonata “a titolo nazionale” con il Presidente russo Putin. Immediatamente dopo è stata convocata per il 19 novembre, a Berlino, una riunione della Coalizione dei Volenterosi, che riunisce 37 Stati. Ma, una settimana prima, cioè il 12 novembre – a margine della riunione della Comunità Politica Europea – siamo stati convocati a una riunione del cosiddetto “formato Berlino”, che ha una composizione ancora diversa da tutte le altre che ho citato. Come se non bastasse, apprendo che in questi giorni hanno luogo riunioni di livello tecnico a Bruxelles, e che è prevista una non meglio precisata presenza europea ai colloqui previsti ad Abu Dhabi tra ucraini e russi con la mediazione americana”.
“E, nel frattempo, ci saremo visti al Consiglio Europeo informale di Dublino. Ho rimesso in fila gli esempi solo dell’ultimo mese perchè penso che spieghino più di qualsiasi parola quanto tutto questo ci stia rendendo poco credibili nella gestione di uno dei dossier più complicati con i quali le nostre Nazioni si confrontano – sottolinea il presidente del Consiglio -. E sono convinta che tutti ci rendiamo conto di come, dando l’immagine di un’Europa che va in ordine sparso, non facciamo altro che l’interesse di chi vuole che questa guerra continui. E penso che sia inaccettabile, atteso che in gioco ci sono vite umane e il futuro della nostra sicurezza. Metto nero su bianco queste parole, Antonio, perchè voglio che rimanga agli atti che non mi presto a questa dinamica, nè intendo restare a guardare mentre si consuma. Allo stesso tempo, voglio sgombrare il campo da qualsiasi equivoco: non sto chiedendo un posto per l’Italia in questo o in quel formato. Tutt’altro: se può rendere la mia richiesta più credibile, sono pronta a dire che non chiedo questo ruolo nè per me nè per l’Italia”.
“Quando abbiamo potuto, non abbiamo mai fatto mancare il nostro contributo, e non lo faremo domani. Ma non siamo disposti ad accettare che si negozino, in assenza di un mandato, impegni che anche la nostra Nazione sarà poi chiamata ad assumere. Inoltre, il risultato ci sta molto più a cuore del formato, e perchè l’Europa possa ambire a determinarlo deve parlare con una voce sola, e autorevole – scrive ancora Meloni nella lettera a Costa -. Quello che continuo a chiedere è che si decida una volta per tutte chi siede al tavolo negoziale in rappresentanza dell’Unione Europea, e con quale mandato. Perchè procedere in ordine sparso, con iniziative che si rincorrono e si accavallano non ci aiuterà, nè con i nostri partner, nè con chi dobbiamo convincere a
fermare un’aggressione insensata. Pertanto, Antonio, chiedo formalmente che nel prossimo Consiglio Europeo informale di Dublino la questione venga discussa, affinchè il Consiglio Europeo di dicembre sia in grado di formalizzare una decisione sul punto, anche dopo un raccordo con Regno Unito, Norvegia e gli altri partner europei interessati. In caso contrario, temo che rischiamo di condannare l’Europa all’irrilevanza nel processo negoziale. Confido che metterai la questione tra le tue priorità e sai che potrai sempre contare sul mio sostegno”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Women Value Company compie 10 anni, a Firenze premiate 33 Pmi del Centro Italia

Women Value Company compie 10 anni, a Firenze premiate 33 Pmi del Centro Italia

ROMA (ITALPRESS) – Parte da Firenze la decima edizione del Premio Women Value Company Intesa Sanpaolo, organizzato dal Gruppo bancario guidato da Carlo Messina in collaborazione con Fondazione Marisa Bellisario e con la partecipazione di Intesa Sanpaolo Innovation Center. L’iniziativa, riconosciuta come categoria speciale del Premio Marisa Bellisario, ha valorizzato nell’ultima decade le migliori esperienze di imprenditoria femminile, protagoniste della crescita economica e sociale del Paese grazie alla capacità di innovare, creare valore e favorire l’inclusione. A sostegno di questo percorso, Intesa Sanpaolo ha confermato anche quest’anno il proprio impegno di 1 miliardo di euro riservato, dalla Divisione Banca dei Territori diretta da Stefano Barrese, agli investimenti delle imprese femminili e messo a disposizione circa 34 miliardi di euro di nuovo credito a medio-lungo termine a famiglie e PMI del Paese nei primi nove mesi del 2026.
Sono circa un migliaio le candidature al Premio pervenute quest’anno da tutta Italia, di queste sono quasi 90 le imprese selezionate e premiate in tre incontri – oggi a Firenze, il primo dicembre a Napoli e il 2 dicembre a Milano – oltre a due le Mele d’Oro assegnate da Fondazione Bellisario e Intesa Sanpaolo lo scorso giugno, durante la cerimonia della 38^ edizione del Premio Marisa Bellisario.
In dieci anni Women Value Company Intesa Sanpaolo ha, inoltre, raccolto fino ad oggi oltre 8.500 candidature, assegnato 20 mele d’oro, premiato circa 950 PMI grazie a oltre 26 incontri di valorizzazione sul territorio. Il sostegno finanziario di Intesa Sanpaolo alle imprese e start up attive nella parità di genere ha raggiunto, dal 2016 al 2026, quasi 8 miliardi di euro di finanziamenti affiancando l’intervento della Banca alle iniziative di incentivazione pubblica nazionale e locale che tempo per tempo sono state previste.
Nell’incontro fiorentino presso l’Innovation Center Fondazione CR Firenze si è svolta la premiazione di 33 imprese del Centro Italia, tra le quasi 90 vincitrici del Premio Women Value Company Intesa Sanpaolo 2026, e l’assegnazione delle menzioni speciali: Menzione per l’innovazione, istituita sotto l’egida di Intesa Sanpaolo Innovation Center, ad Alessia Melasecche Germini, Socio e Amministratore Delegato META Group Srl (TR) www.meta-group.com; Menzione per il Made in Italy a Roberta Alessandri, Amministratore Unico della Tomassini Srl (FC) www.tomassinibags.com.
Anna Roscio, Executive Director Sales & Marketing Imprese Intesa Sanpaolo: “Celebriamo la decima edizione del Premio Women Value Company con la consapevolezza di rappresentare un acceleratore per le PMI che ambiscono all’eccellenza attraverso welfare al femminile, conciliazione vita e lavoro insieme a una visione in grado di definire un nuovo standard per una maggiore competitività del sistema produttivo italiano. Per questo abbiamo stanziato anche nel 2026 un ulteriore miliardo di euro a supporto delle imprese che concentrano sempre maggior attenzione all’inclusione, innovazione e imprenditorialità femminile. E’ con questo spirito che abbiamo scelto per il Centro Italia di far partire dalla Toscana il tour celebrativo della manifestazione, rendendo omaggio a centinaia di storie di donne che, con il loro talento, la loro visione e capacità di fare impresa, contribuiscono ogni giorno alla crescita del Paese”.
Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario, aggiunge: “Il Premio Women Value Company in collaborazione con Intesa Sanpaolo compie dieci anni. Era un progetto all’avanguardia allora ed è di cruciale rilevanza oggi che il contributo femminile alla governance e gestione aziendale ha assunto la centralità che merita. Dieci anni di straordinario successo non solo in termini numerici ma di qualità ed eccellenza delle imprese candidate. Dieci anni che ci hanno radicate ancora di più nella convinzione che la parità rappresenti un asset di crescita e innovazione vitale per l’imprenditoria italiana. In un momento tanto complesso per gli assetti economici e politici globali, questo Premio riparte da noi, dal nostro patrimonio di talenti, dalla forza e resilienza delle nostre PMI, che anno dopo anno puntano con sempre maggiore decisione sul valore del contributo femminile”.
Women Value Company di Intesa Sanpaolo fa parte del più ampio Premio Marisa Bellisario dell’omonima Fondazione: ogni anno una Commissione esaminatrice, presieduta da Lella Golfo e da Gianni Letta, seleziona e assegna le Mele d’Oro a imprenditrici, manager, donne delle istituzioni, della cultura e della scienza che si sono particolarmente distinte e che con il loro impegno hanno creato valore. Le Mele d’oro Women Value Company 2026 sono state assegnate ad Antur per la categoria piccole imprese, polo di ricerca scientifica e industriale che unisce sostenibilità ambientale, benessere organizzativo e normativa europea guidando imprese, enti e amministrazioni in percorsi concreti di transizione ESG per il benessere collettivo. Per la categoria media impresa la Mela d’oro è stata riconosciuta a 3TI Progetti, società di ingegneria employee owned che sviluppa soluzioni per la mobilità sostenibile, luoghi sociali ed inclusivi per le comunità e soluzioni per la salvaguardia e la valorizzazione del territorio.
Le quasi 90 PMI vincitrici sono per il 26% Micro-imprese, 49% Piccole Imprese e per il 25% Medie Imprese, distribuite per il 38% nel Nord Italia, il 37% nel Centro e il 25% al Sud. L’ 80% ha avviato iniziative volte a conciliare vita professionale e vita personale dei dipendenti (smart working, asili, flessibilità, mensa, permessi, agevolazioni trasporto). Il 77% ha attivato iniziative volte ad incrementare il benessere dei dipendenti (premi, benefit, assistenza sanitaria, agevolazioni tempo libero e genitorialità). 34 PMI hanno già ottenuto, o fatto domanda per ottenere, la certificazione per la parità di genere.
La decima edizione del Premio conferma che investire sulle persone e il loro benessere, sul welfare e sulla formazione genera un contesto favorevole per la crescita dell’impresa e del business: il 70% ha stimato il fatturato in aumento (YoY); ben oltre la metà (57%) sono PMI con più di venti anni di attività alle spalle; manifatturiero, servizi e commercio sono i settori più rappresentati.
Oltre al miliardo di euro messo a disposizione per le imprese femminili che avviano una nuova attività o investono nel rafforzamento della propria impresa agendo sui filoni quali la digitalizzazione, l’innovazione e l’ampliamento delle competenze, Intesa Sanpaolo aggiunge supporto finanziario attraverso S-Loan Diversity, una soluzione innovativa abbinabile ad alcuni finanziamenti a medio lungo termine che premia con una riduzione di tasso gli sforzi delle imprese nella direzione della parità di genere, nello sviluppo di programmi di incremento del welfare, nell’incremento di nuove assunzioni di dipendenti donne.
Ad oggi sono stati erogati oltre 190 finanziamenti per circa 500 milioni di euro. La Banca ha inoltre strutturato un’offerta per agevolare l’accesso ai benefici statali:Business Gemma è il finanziamento a medio e lungo termine dedicato alle imprese femminili e alle lavoratrici autonome, che beneficia del Fondo di Garanzia per le PMI e della sospensione fino a un anno della quota capitale delle rate; mamma@work, il finanziamento a condizioni vantaggiose per le mamme lavoratrici, anche autonome, che integra le disponibilità economiche per favorire la conciliazione tra vita professionale e impegni familiari; Welfare Hub, il servizio con cui le aziende possono incrementare il benessere personale e familiare dei propri dipendenti, grazie all’accesso a una piattaforma digitale in cui è possibile spendere il proprio “credito welfare” scegliendo tra beni e servizi nelle aree di maggiore interesse (casa e famiglia, salute e benessere, risparmio e tempo libero).

– Foto f53/Italpress –
(ITALPRESS).

Diplomacy Magazine – Puntata del 5 novembre 2026

ROMA (ITALPRESS) – Nella quarantaduesima puntata di “Diplomacy Magazine – Il racconto della geopolitica”, il format tv dell’Italpress dedicato alla geopolitica, Claudio Brachino intervista Andor Ferenc Dávid, Ambasciatore d’Ungheria in Italia. L’ambasciatore Ettore Sequi analizza il risultato delle elezioni Usa di metà mandato, definendolo “una sconfitta annunciata” per Trump, dopo che ha “disatteso le promesse” fatte due anni fa ai suoi elettori. L’ambasciatore Giampiero Massolo parte da una domanda provocatoria su “quanto sia arrabbiato Donald Trump” dopo lo tsunami elettorale di metà mandato, non tanto per la sconfitta, osserva il diplomatico, quanto per le dimensioni rilevanti della sconfitta stessa.
lcr/azn

Pecoraro Scanio “Da Malta con l’Onu per il Mediterraneo e il 30% di aree protette”

ROMA (ITALPRESS) – “La tutela del Mediterraneo deve diventare una priorità dell’agenda internazionale. Da Malta arriva un nuovo appello per accelerare il raggiungimento dell’obiettivo di proteggere almeno il 30% delle aree marine entro il 2030, una sfida globale rilanciata anche nel corso della recente conferenza internazionale in Armenia”. Così Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde che promuove, in collaborazione con le Nazioni Unite attraverso il Programma per l’Ambiente (UNEP- Map) anche il tema della sostenibilità dei dissalatori, infrastrutture sempre più importanti per affrontare la crescente scarsità idrica, soprattutto nelle isole e nei territori maggiormente esposti agli effetti dei cambiamenti climatici.
gsl/mrc

Pensioni, Bombardieri “Serve attenzione, la rivalutazione è un diritto”

ROMA (ITALPRESS) – “Bisogna dare più attenzione ai pensionati.
Questo è un Paese che invecchia, abbiamo tutti chiaro il quadro
economico, ma questo non può pesare sui pensionati. Bisogna
affrontare la questione delle rivalutazioni, sono diritti
acquisiti e non possono essere esercitati a seconda delle
condizioni economiche. Ma questo non basta, bisogna trovare un
sistema che possa garantire anche una maggiore assistenza, un
sistema più equo, un sistema che rispetti la storia lavorativa di
chi ha lavorato e dato tanto a questo Paese e continua ad essere
un bancomat per le varie finanziarie”. Così il segretario generale
della Uil, PierPaolo Bombardieri, a margine del convegno
“Abbassare le tasse ai pensionati: una questione di giustizia”
organizzato dalla Uilp.

xb1/sat/gtr

Barbagallo “Serve l’adeguamento delle pensioni all’inflazione”

ROMA (ITALPRESS) – “Chiediamo l’adeguamento al 100% delle
pensioni. Vorremmo far capire a tutti che questo non è un aumento
delle pensioni, è un adeguamento all’inflazione che abbiamo già
pagato. I pensionati non possono essere il bancomat del governo,
dobbiamo fare in modo che possano avere una possibilità di spesa
con la rivalutazione di tutte le pensioni”. Lo afferma il
Segretario generale Uilp, Carmelo Barbagallo, a margine del
convegno “Abbassare le tasse ai pensionati: una questione di
giustizia” organizzato dalla Uilp.

xb1/sat/azn