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Assemblea generale di Confcommercio, focus su crescita, lavoro e imprese

ROMA (ITALPRESS) – Il terziario si conferma il motore dell’economia italiana: dal 1995 a oggi ha generato quasi 4 milioni di nuovi posti di lavoro e contribuisce oggi per oltre la metà del valore aggiunto nazionale. Numeri che raccontano un settore sempre più centrale per la crescita del Paese, come ha ricordato oggi il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, nella sua relazione in occasione dell’assemblea generale all’auditorium della Conciliazione, davanti a imprenditori e istituzioni.
col3/azn
(Fonte video: Confcommercio, Quirinale)

Lupo “Serve un’Europa più forte per affrontare le nuove sfide”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Parlamento Europeo chiede un bilancio da 2.000 miliardi di euro per il ciclo 2028-2034, circa il 10% in più rispetto alla proposta avanzata dalla Commissione von der Leyen, ferma a 1.800 miliardi. È la posizione approvata nell’ultima plenaria di Strasburgo. Ne parla Giuseppe Lupo, eurodeputato del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Bilancio del Parlamento Ue, intervistato da Claudio Brachino per Primo Piano Europa, format televisivo dell’agenzia Italpress.
“Noi proponiamo un incremento del 10% del bilancio europeo per i prossimi sette anni, distribuito su quattro grandi capitoli”: fondi di coesione territoriale e sociale; la competitività; l’azione esterna attraverso il programma Global Europe; l’amministrazione pubblica europea.

sat/mrv

Conte “Col Pd diversità su Ucraina, tema che chiariremo nel campo progressista”

ROMA (ITALPRESS) – “Riteniamo che continuare a scommettere sulla vittoria militare sia una follia, oggi è imprescindibile essere protagonisti di una svolta negoziale”. Lo ha dichiarato il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, intervenendo a Bruxelles a margine della seconda edizione di ‘Parlami d’Europa’. Il leader pentastellato ha evidenziato le differenze con le altre forze del centrosinistra sulla politica estera, sottolineando che “c’è una diversità con il Partito Democratico in particolare” sulla gestione del conflitto in Ucraina, ma ribadendo che “sono temi che chiariremo all’interno del campo progressista perché lo riteniamo fondamentale”.

xf4/col4/mca1

Parisi “Le politiche europee si fanno dialogando con i territori”

Parisi “Le politiche europee si fanno dialogando con i territori”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Essere sindaco di Ginosa significa rappresentare e leggere quello che accade nelle periferie, nei territori che danno la misura reale di come le politiche europee si traducono nella vita delle persone”. Vito Parisi, primo cittadino di Ginosa, in provincia di Taranto, ed esponente del Movimento 5 Stelle nel Comitato Europeo delle Regioni (CdR), traccia un bilancio a tutto campo della sua doppia veste istituzionale in un’intervista a Claudio Brachino per Primo Piano Europa, format televisivo dell’agenzia Italpress.
Il CdR, ricorda Parisi, è il luogo in cui viene esercitata la cosiddetta “governance multilivello”: circa il 70% della legislazione europea, infatti, è applicata a livello locale e regionale. Quelli votati dal Comitato “non sono pareri vincolanti – spiega – ma nel corso del tempo lo sono diventati di fatto, soprattutto quelli che riguardano i territori”.
Tra i dossier più delicati su cui Parisi è direttamente impegnato c’è il Patto Europeo sulla Migrazione e l’Asilo, che entrerà in vigore il 12 giugno. Il sindaco ricopre il ruolo di relatore ombra del parere del CdR, una funzione che – precisa – serve a garantire l’equilibrio tra le diverse famiglie politiche nella fase di preparazione e presentazione del documento: “Il relatore ombra appartiene a un gruppo politico diverso rispetto a quello del relatore, per bilanciare le opinioni”.
Sul merito del Patto, Parisi, che è anche vicepresidente dell’Anci, sottolinea come la riforma punti al riconoscimento di ciò che accade ai confini dell’Unione, alla definizione di una politica di gestione dei flussi migratori condivisa tra i paesi membri e alla costruzione di relazioni strutturate con i paesi extra-UE. Ma il punto critico, per lui, resta la distanza tra le scelte centrali e la realtà dei territori: “C’è una tendenza a centralizzare le decisioni, mentre sui territori le cose accadono in modo molto concreto. Come Comitato abbiamo chiesto una decentralizzazione di quelle scelte e il pieno coinvolgimento delle autorità locali e regionali in tutti i processi di gestione migratoria”.
La prospettiva del sindaco di Ginosa è profondamente radicata nell’esperienza diretta. Nel suo territorio, come in molte aree del Mezzogiorno agricolo, la mancanza di manodopera è una delle emergenze più sentite dagli imprenditori: “Non trovano persone per lavorare, nè in agricoltura nè nel turismo. Questo è un tema che dovrebbe essere oggetto di dialogo serio a livello europeo”.
L’orizzonte si allarga quando si parla del cosiddetto Patto dell’UE per il Mediterraneo. Parisi lo descrive come un quadro di politiche condivise su energia, lavoro e giovani che coinvolge i paesi dell’area mediterranea, con un’attenzione particolare ai paesi del Nord Africa. Centrale, in questo contesto, è il tema dell’acqua. “La siccità è un problema che riguarda il Nord Africa come molte regioni del sud Europa – afferma il sindaco di Ginosa -. Noi quest’anno abbiamo avuto problemi, così come ne abbiamo avuti l’anno scorso. La gestione delle risorse idriche è un tema non banale che deve entrare nelle politiche condivise”.
Sul versante agricolo, Parisi avanza una proposta ambiziosa: anzichè subire la concorrenza dei prodotti provenienti dai paesi del Nord Africa, l’Europa potrebbe favorire, attraverso un dialogo istituzionale strutturato, l’estensione delle proprie produzioni anche in quei paesi: “Un dialogo serio potrebbe portare a esportare non solo merci, ma modelli produttivi, standard qualitativi e catene del valore condivise. Questa è la direzione giusta”.
Nell’intervista spazio anche al tema dei giovani. “Serve una politica condivisa che non parli solo di lavoro in senso astratto, ma che si interroghi su cosa vogliono i giovani e come coinvolgerli. Il Patto per il Mediterraneo deve rispondere anche a questa domanda”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Lupo “No alla frammentazione del bilancio Ue, serve un’Europa forte”

Lupo “No alla frammentazione del bilancio Ue, serve un’Europa forte”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – Il Parlamento Europeo chiede un bilancio da 2.000 miliardi di euro per il ciclo 2028-2034, circa il 10% in più rispetto alla proposta avanzata dalla Commissione von der Leyen, ferma a 1.800 miliardi. E’ la posizione approvata nell’ultima plenaria di Strasburgo. Ne parla Giuseppe Lupo, eurodeputato del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Bilancio del Parlamento Ue, intervistato da Claudio Brachino per Primo Piano Europa, format televisivo dell’agenzia Italpress.
“Noi proponiamo un incremento del 10% del bilancio europeo per i prossimi sette anni, distribuito su quattro grandi capitoli”: fondi di coesione territoriale e sociale; la competitività; l’azione esterna attraverso il programma Global Europe; l’amministrazione pubblica europea.
“Le famiglie politiche europeiste spingono per un bilancio che abbia una dotazione finanziaria maggiore, mentre quelle più di destra e sovraniste spingono per un bilancio più ristretto””, sintetizza Lupo. La posta in gioco, per il parlamentare dem, va ben oltre i numeri: “Abbiamo nuove emergenze da fronteggiare – la transizione verde, digitale, la difesa comune, gli investimenti, come dice Mario Draghi. Un’Europa debole non è in grado di rispondere a queste sfide”.
La critica più dura non riguarda però solo i saldi di bilancio, ma l’architettura stessa proposta dalla Commissione. Il nodo centrale è quello dei fondi di coesione, della politica agricola e della pesca – che nella proposta von der Leyen verrebbe gestita attraverso 27 piani nazionali, uno per ogni Stato membro. “Questa, a nostro avviso, è una rinazionalizzazione del bilancio europeo – sottolinea Lupo -. Le Regioni interloquirebbero semplicemente con i governi nazionali, un pò sul modello del PNRR, e poi sarebbero gli Stati membri a negoziare con l’Europa. Siamo contrari a questa frammentazione. Vogliamo un bilancio che sia davvero europeo e che garantisca una governance multilivello, rendendo partecipi le regioni”.
Uno dei fronti più caldi del negoziato riguarda la politica comune della pesca. Su questo dossier Lupo è stato relatore nel Parlamento Europeo e non nasconde la propria insoddisfazione per la proposta della Commissione. Il Parlamento chiede 7,3 miliardi per il settore nella programmazione 2028-2034; la Commissione ne propone appena 2. “Adesso tocca al Consiglio dire la propria. Confidiamo che il Governo italiano faccia sentire la propria voce a sostegno del settore della pesca, per sostenere l’attività dei pescatori, ma soprattutto per garantire la sicurezza alimentare”, sottolinea l’esponente dem.
Lupo si sofferma poi sul Patto del Mediterraneo, rilancio trentennale del Processo di Barcellona attraverso cui l’Europa vuole investire nei rapporti con i dieci paesi extra-UE che si affacciano sul bacino mediterraneo. L’iniziativa si regge su tre pilastri: persone, economia e sicurezza.
Sul primo pilastro – le persone – Lupo segnala in particolare l’idea dell’Università del Mediterraneo: un campus diffuso, finalizzato a mettere in rete le principali università del bacino per favorire la mobilità degli studenti. “Un progetto di pace e prosperità per il Mediterraneo”, lo definisce Lupo.
Sul fronte economico, la proposta punta su energie rinnovabili e rafforzamento dei rapporti commerciali tra i 27 membri Ue e i paesi della sponda Sud ed Est del Mediterraneo. Quanto alla sicurezza, Lupo è netto: “L’Europa, come l’Italia, ripudia la guerra, ma dobbiamo garantire sicurezza ai nostri cittadini”.
Chiude l’intervista un tema particolarmente sensibile per Sicilia e Sardegna: la strategia europea per le isole, che trova fondamento nell’articolo 174 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, il quale impegna l’UE a dedicare maggiore attenzione ai territori insulari in ragione delle loro “condizioni di svantaggio strutturale e oggettivo”.
Lupo spiega che, facendo leva sul bilancio 2028-2034, l’Europa potrebbe finalmente tradurre quell’impegno in finanziamenti e norme concrete. L’esempio che porta è eloquente: la Sardegna spende circa 100 milioni di euro del proprio bilancio regionale per garantire la continuità territoriale – cioè per calmierare i prezzi dei biglietti aerei – ma non può fare di più, perchè incontra il limite degli aiuti di Stato e del regime de minimis, che la tratta alla pari della Lombardia.
“La Sardegna e la Sicilia sono equiparate alla Germania, alla Francia o alla Lombardia: non c’è alcun riconoscimento delle condizioni di svantaggio”, sottolinea l’europarlamentare. Al contrario, le regioni ultraperiferiche come Azzorre e Canarie godono di regimi fiscali e normativi più favorevoli, in considerazione della loro distanza dal centro europeo.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Ue, Torselli “Sulla competitività no all’ideologia”

Ue, Torselli “Sulla competitività no all’ideologia”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Competitività europea” non è solo uno slogan. E’ la parola chiave attorno a cui ruota l’intera legislatura appena iniziata al Parlamento europeo, e per Francesco Torselli, eurodeputato di Fratelli d’Italia, rappresenta il punto di svolta rispetto a un decennio di scelte “ideologiche” che hanno indebolito il sistema produttivo del Vecchio Continente. Intervistato da Claudio Brachino per Primo Piano Europa, format televisivo dell’agenzia Italpress, Torselli traccia un bilancio critico delle politiche comunitarie passate e indica le priorità della nuova agenda: energia, sovranità digitale e semplificazione normativa.
“Questa legislatura si è aperta, a differenza della precedente, introducendo la parola competitività”, spiega Torselli. “Arriva dal report di Mario Draghi e si fonda su un ragionamento che i conservatori portavano già avanti nella scorsa legislatura: l’Europa non può imboccare strade cieche innamorandosi di un’ideologia. Il principio della decarbonizzazione è valido, rendere il pianeta più sostenibile è giusto, ma non puoi perseguire questo obiettivo senza tener conto delle conseguenze sulle nostre industrie”.
A supporto della sua tesi, Torselli parla del settore tessile. “L’Europa aveva previsto una norma che tassava chi immette sul mercato capi di abbigliamento nuovi, con la logica che un giorno quei capi andranno smaltiti. Principio giusto, ma chi produce un capo ‘nuovò utilizzando fibre ricavate dal riciclo di indumenti vecchi non sta davvero immettendo un capo nuovo. Siamo riusciti a far rinviare di 60 mesi l’applicazione di quella norma per tutelare le aziende del riciclo tessile”.
Sul fronte energetico, Torselli è netto nel rifiutare ogni approccio ideologico. “C’è chi dice di puntare solo sulle rinnovabili e dice no al nucleare, ma vale anche per il contrario, chi dice sì al nucleare a tutti i costi. Non sono battaglie su cui piantare bandiere. C’è la necessità di un mix energetico”.
Il concetto chiave, per l’eurodeputato di FdI, è la neutralità tecnologica: “Vuol dire puntare all’obiettivo senza innamorarsi del mezzo. L’Europa sta prendendo coscienza che non puoi ancora distaccarti completamente dal fossile. La guerra ideologica al fossile non te la puoi permettere, o meglio, la puoi fare, ma si torna all’inizio del discorso: scelte con ricadute negative sulla competitività del tuo sistema produttivo”.
“La tecnologia dell’energia nucleare ha fatto passi da gigante. Può stare nel mix energetico”, prosegue.
La sovranità tecnologica è l’altro grande tema sollevato dall’eurodeputato toscano, con dati che definisce “disastrosi”.
“Un grande economista e informatico inglese dice che i dati oggi sono il nuovo petrolio, perchè chi possiede i dati possiede il potere. L’Europa si è resa conto tardi – meglio tardi che mai – che il 92% dei dati pubblici europei si trova su server fisicamente in Europa, ma di proprietà di aziende americane, che rispondono quindi alla legge degli Usa”.
Inoltre “le infrastrutture sulle quali i dati corrono sono fatte di componentistica elettronica prodotta in gran parte in Cina, Corea del Sud, Taiwan, Stati Uniti e Giappone. L’unico pezzetto che cerchiamo di tenere in Europa – e in Italia siamo bravi – è quello della cybersicurezza, gli strumenti per controllare la sicurezza dei dati. L’obiettivo è raggiungere quanta più autonomia possibile”.
Torselli è l’unico relatore italiano del Digital Network Act, il nuovo regolamento europeo per le comunicazioni fisse e mobili. “Ho cercato di portare attorno a un tavolo tutte le aziende italiane coinvolte, insieme alle istituzioni. C’è un ecosistema enorme dietro le comunicazioni digitali”. Uno dei problemi strutturali che il regolamento prova ad affrontare è la frammentazione del mercato interno. “L’Europa ha 27 mercati differenti. Un’azienda italiana che vuole investire in Germania deve confrontarsi con regole completamente diverse da quelle italiane. E’ inaccettabile nel 2026. Dobbiamo andare verso un mercato unico. Avrei voluto più coraggio su questo punto, ma intanto si pongono le basi di un regolamento unico per tutte le comunicazioni in Europa”. Il Digital Network Act traccerà le strade per fibra, 5G e già guarda al 6G. I benefici attesi sono misurabili: “Si stima che la transizione digitale, solo dal punto di vista della semplificazione burocratica, farà risparmiare 270 miliardi alle aziende europee una volta portata a termine. E’ un risultato che merita di essere conseguito”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).

Sanità del futuro, Relazioni rilancia il dialogo Associazioni pazienti-Istituzioni

Sanità del futuro, Relazioni rilancia il dialogo Associazioni pazienti-Istituzioni

ROMA (ITALPRESS) – Le Associazioni dei pazienti sono oggi interlocutori sempre più autorevoli nel dialogo con le Istituzioni e il settore privato: rappresentano bisogni e istanze di milioni di persone, partecipano ai tavoli decisionali e contribuiscono attivamente alla trasformazione del sistema salute. In questa cornice, Lilly ha avviato nel 2024 il progetto Relazioni, una piattaforma istituzionale pensata per costruire un dialogo autentico, continuativo e paritario con Associazioni Pazienti attive in molte aree terapeutiche: neuroscienze, oncologia ed ematologia, diabete e obesità, patologie autoimmuni.
Dopo la prima edizione incentrata sull’evoluzione del sistema salute e la seconda, svoltasi a Roma nel maggio 2025, dedicata al valore strategico della comunicazione delle Associazioni – da cui è scaturito un Manifesto condiviso – la terza edizione si configura come un laboratorio orientato all’azione: trasformare il confronto tra pari in una visione comune, da portare nel dialogo con le Istituzioni attraverso un documento di indirizzo concreto.
Oggi, presso il MoMeC – Montecitorio Meeting Center di Roma, le 16 Associazioni del network hanno incontrato alcuni esponenti del mondo istituzionale per presentare le proposte elaborate nel corso di una sessione di lavoro tenutasi lo scorso 22 aprile. I rappresentanti delle Associazioni, guidati dalla giornalista Annalisa Chirico, Direttore Responsabile di Fortune Italia, si sono confrontati con Elena Murelli, membro della X Commissione Affari Sociali, Sanità, Lavoro e Previdenza Sociale del Senato; Matilde Siracusano, Sottosegretaria di Stato ai Rapporti con il Parlamento, Ylenia Lucaselli, membro della V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera, e con Francesco Zaffini, Presidente della X Commissione Affari Sociali, Sanità, Lavoro e Previdenza Sociale del Senato
Le Associazioni (AIL, AIMA, AIPAF ODV, Amici Oltre il Peso ETS, ANMAR ODV, APIAFCO ETS, APMARR APS-ETS, CONACUORE ODV, Diabete Italia Rete Associativa ODV, Europa Donna Italia APS, FAND
ODV, Fondazione IncontraDonna ETS, La Mattina Dopo APS, La Lampada di Aladino ETS, Salute Donna – Salute Uomo ODV, WALCE APS) hanno presentato delle proposte di policy condivise nell’ambito del Testo Unico della Legislazione Farmaceutica, articolate su cinque assi: criteri trasparenti per l’inclusione di nuove patologie nel Piano Nazionale delle Cronicità e allineamento rapido dei LEA; riduzione dei tempi di accesso alle terapie innovative, dall’approvazione EMA alla rimborsabilità nazionale fino all’accesso regionale; potenziamento della medicina territoriale per la gestione della cronicità, con un ruolo rafforzato per il medico di medicina generale e il farmacista; nuovi modelli di rimborsabilità per garantire la disponibilità delle opzioni terapeutiche innovative; standard nazionali per i programmi di screening e prevenzione.
“La piattaforma istituzionale Relazioni è nata dalla convinzione che il dialogo tra pazienti e Istituzioni non sia solo auspicabile, ma necessario per costruire un sistema salute più equo ed efficace – afferma Federico Villa, Associate Vice President Corporate Affairs & Patient Access di Lilly Italia -. Le Associazioni del network rappresentano oltre 20 milioni di persone con diverse patologie: ascoltarle significa ascoltare l’Italia che ha bisogno di cure. Siamo orgogliosi di offrire uno spazio in cui questa voce si trasformi in proposta concreta, capace di orientare le politiche sanitarie del domani”.
“Quest’anno giungiamo alla terza edizione di Relazioni che definirei come una piattaforma di dialogo, collaborazione e costruzione comune delle associazioni pazienti e con il supporto di Lily – afferma Benedetta Bitozzi, Associate director di Lilly Italia -. Abbiamo fatto un percorso di tre anni con l’obiettivo di mettere in relazione le voci delle istituzioni dei pazienti con le istituzioni e quest’anno arriviamo ad un dialogo di policy tra istituzioni, enti privati e le associazioni. Proposte che andranno ad incidere sul Testo Unico farmaceutico”.
“RELAZIONI è una piattaforma di dialogo con le associazioni, i pazienti e le famiglie, deve servire a risolvere i problemi che queste persone vivono ogni giorno all’interno del nostro sistema sanitario – evidenzia Elena Murelli -. Dalla prenotazione fino al percorso di diagnosi e cura dobbiamo capire quali sono le problematiche e cercare di risolvere assieme. Il mio motto è “prevenire è meglio che curare” e lo abbiamo fatto già nella legge di Bilancio inserendo 260 milioni per prevenzione di tumori al seno e mammella. Ora vogliamo allargare questa visione inserendo anche i test genomici e genetici per alcune patologie, come la sordità o altre malattie rare. Questi test ci permettono di andare ad intercettare prima la malattia e quindi andare sempre di più verso una terapia personalizzata del paziente”.
In merito alle proposte delle associazioni sui nuovi modelli di rimborsabilità, “chiaramente dobbiamo trovare un punto di caduta comune, nel senso che ci sono già una serie di piani che dobbiamo ampliare e migliorare”, le parole di Ylenia Lucaselli. “Tutto questo – aggiunge – rientra anche e soprattutto nella gestione delle risorse da parte della Conferenza Stato-Regioni per evitare che ci sia disparità sul territorio nazionale così da dare la stessa risposta ad ogni paziente sul territorio nazionale. Sicuramente è un percorso che si può fare, ma l’incontro di oggi è da considerare come un punto di partenza per iniziare un dialogo costruttivo”.
A chiudere la giornata, l’incontro con Davide Bendotti, atleta paralimpico e testimonial Lilly per Milano Cortina 2026, che ha portato la sua testimonianza di resilienza e determinazione nel confronto con le Associazioni.
“Lo sport paralimpico mi ha insegnato che i limiti esistono per essere ridefiniti – dice Bendotti -. Essere qui oggi, accanto alle Associazioni pazienti e alle Istituzioni, mi ricorda che quella stessa determinazione che porto in gara è la stessa che milioni di persone mettono ogni giorno nel convivere con unapatologia. Spero che il mio percorso possa essere un messaggio di possibilità”.

– foto xs6/Italpress –
(ITALPRESS).

Caporalato, contratti e redistribuzione, le sfide Uila per l’agroalimentare

Caporalato, contratti e redistribuzione, le sfide Uila per l’agroalimentare

ROMA (ITALPRESS) – Mettere al centro il lavoro, il rinnovo dei contratti, il reddito e la redistribuzione della ricchezza prodotta. Sono queste le parole d’ordine al centro dell’8^ congresso nazionale Uila Uil in corso a Roma che ha come titolo “Il lavoro, l’anima che ci tiene insieme”, alla presenza, tra gli altri, del segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri; del presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti; del presidente CIA-Agricoltori Italiani, Cristiano Fini. Ed è proprio sul valore del lavoro e dell’agire insieme che la segretaria generale Uila Uil, Enrica Mammucari, ha incentrato la sua relazione introduttiva. “Il lavoro se lo impoverisci, restituisce fragilità. Se lo sfrutti, restituisce disuguaglianze. Ma se lo rispetti e te ne prendi cura, restituisce dignità, futuro, comunità. Ed è questo, in fondo, il nostro compito: prenderci cura del lavoro, della terra, delle persone. Solo cosi il lavoro resterà davvero l’anima che ci tiene insieme”, ha affermato. Una lunga relazione che non poteva che partire dalla piaga del caporalato e nel ricordo dei quattro lavoratori bruciati vivi ad Amendolara, in Calabria. “In quelle fiamme non sono stati consumati solo dei corpi, trattati come sterpaglia, come scarti. In quelle fiamme abbiamo visto bruciare anche la nostra coscienza, la nostra idea di lavoro, la nostra stessa anima. Non serve accusarsi a vicenda, nè cedere a generalizzazioni ingiuste che feriscono un intero settore. Serve essere forti e stare tutti dalla stessa parte”. Il caporalato, spiega Mammucari, si insinua nei punti più deboli del sistema colpendo i lavoratori più vulnerabili, in particolare migranti, e irregolari, che hanno meno strumenti per difendersi. “La qualità agroalimentare non si misura solo nel prodotto finito, ma in tutto ciò che lo rende possibile: le condizioni di lavoro, la trasparenza dei processi, il rispetto dei contratti, la sicurezza. Tanto è stato fatto, grazie soprattutto all’azione pressante e continua del sindacato, ma tanto resta ancora da fare”. Il lavoro è ciò che, secondo Mammucari, tiene insieme una società, una comunità, un Paese, una democrazia. “Il lavoro non può essere ridotto a una semplice prestazione. Per contribuire a una crescita sana deve, infatti, essere considerato come uno strumento essenziale di dignità, relazione, partecipazione, responsabilità, cura, riconoscimento reciproco, costruzione del sè e appartenenza”.
In questo scenario, secondo la segretaria generale, il settore agroalimentare occupa un ruolo strategico. E’ un pilastro fondamentale dell’economia nazionale, capace di integrare economia, territorio, ambiente, cultura, identità e relazioni sociali in un unico, vitale organismo. Un sistema che coinvolge quasi 2 milioni di lavoratori e che produce, oltre che beni, valori collettivi. “E’ questa la forza del nostro settore: l’eccellenza del prodotto generata dal legame profondo tra qualità, storia, territorio e lavoro umano. Per questo diciamo con chiarezza che per esistere il Made in Italy non può distaccarsi da valori e da principi di eticità, deve diventare Made in Human”. Ma anche contrattazione e Pac. “La contrattazione è il perno dove si costruiscono le tutele e si redistribuisce la ricchezza. In questi quattro anni, abbiamo rinnovato tutti i contratti nazionali, migliorando diritti e tutele e trovando soluzioni adeguate alle specificità dei diversi settori – ha ricordato la segretaria – Un contratto inclusivo che guarda al futuro del settore, alla sua attrattività anche rafforzando lo strumento delle convenzioni per favorire una maggiore stabilità e che dà risposte in tema di diritti sociali e permessi ai lavoratori non italiani. Il compito del sindacato è decisivo: riportare il potere dentro una dimensione di giustizia, attraverso la contrattazione e la rappresentanza”. Mammucari, infine, ha sottolineato che l’Europa “deve compiere un salto di qualità in termini di consapevolezza e responsabilità. Non può limitarsi a inseguire gli eventi. In tempi straordinari servono misure straordinarie, come quelle recentemente approvate dalla Commissione Europea con lo stop ai dazi doganali sui fertilizzanti e che dovrebbero portare a rivedere le regole del bilancio europeo, a favore della tenuta sociale ed economica della nostra confederazione di stati. Servono investimenti comuni, una visione industriale, una politica energetica integrata, una strategia capace di governare le grandi transizioni, senza scaricarne i costi sui lavoratori, sulle famiglie, sui territori. E serve anche il coraggio di dire che non possono esistere deroghe e margini di intervento solo per un’economia di guerra mentre non si trovano fondi per difendere la coesione sociale, la competitività produttiva, la sicurezza energetica e alimentare, la qualità della vita delle persone. Crediamo che la Politica Agricola Comune (PAC) debba essere rafforzata e ripensata nella sua funzione strategica, che va ben oltre quella di mero strumento di sostegno, per diventare una vera agenda per il futuro. E nell’ambito di questa agenda ribadiamo la necessità di difendere e rafforzare la condizionalità sociale della PAC”, ha concluso.

– Foto xb1/Italpress –
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IA, Benifei “Rischi per democrazia, serve app Ue per partecipazione cittadini”

BRUXELLES (ITALPRESS) – “L’Intelligenza artificiale ha dei rischi per la democrazia, pensiamo all’abuso dei deepfake usati per creare disinformazione e manipolazione politica, abbiamo davanti a noi esempi di un abuso dei sistemi per colpire la democrazia. È giusto avere limiti e strumenti come l’IAI Act che intervengono per contenere questi rischi”. Lo ha dichiarato Brando Benifei, eurodeputato del Partito Democratico, intervenendo a Bruxelles al Workshop “Civic AI in the EU: strengthening citizen participation through digital tools and artificial intelligence”.

xf4/col4/mca3

Ue, accordo di partenariato economico con l’Africa subsahariana

ROMA (ITALPRESS) – L’Unione Europea e quattro Stati dell’Africa orientale e meridionale (Comore, Madagascar, Mauritius e Seychelles) hanno concluso i negoziati per un accordo di partenariato economico rafforzato. Si tratta del primo accordo di questo tipo firmato tra l’UE e i partner dell’Africa subsahariana e sarà aperto all’adesione di altri paesi dell’Africa orientale e meridionale. L’intesa mira a promuovere opportunità e diversificazione economica per entrambe le parti, sostenendo anche una più profonda integrazione economica regionale e continentale e lo sviluppo sostenibile negli Stati dell’Africa orientale e meridionale. L’accordo di partenariato economico rafforzato migliorerà la certezza del diritto e le condizioni per le imprese che forniscono servizi nei rispettivi mercati. Le imprese avranno accesso a informazioni chiare e trasparenti sulle opportunità di appalto pubblico, mentre sarà facilitato lo svolgimento di transazioni digitali e il commercio tramite mezzi elettronici senza l’applicazione di dazi doganali. La Commissione Europea deve ora presentare la sua proposta al Consiglio per la firma e la conclusione dell’accordo, prima del passaggio nel Parlamento europeo e la ratifica degli Stati interessati.
sat/azn