Premio “Cora randa” 2026: a Squillace la celebrazione della gentilezza che cambia la comunità

La piazza Duomo di Squillace ha accolto la decima edizione del premio “Cora randa”, iniziativa nata dalla sensibilità e dalla visione di Seby Spanò, educatore professionale impegnato nel mondo della disabilità e del volontariato. “Cora randa”, in dialetto, significa cuore grande: un nome che racchiude l’essenza del riconoscimento, dedicato a chi, nella vita quotidiana, si mette al servizio degli altri con gesti gratuiti, silenziosi e profondi. Nei mesi precedenti all’evento vengono raccolte le segnalazioni dei cittadini. È la comunità stessa a indicare chi, con piccoli gesti di gentilezza, rappresenta un esempio concreto di solidarietà. Il sottotitolo del premio ne esprime la filosofia: “Ho scoperto che sono le piccole cose, le azioni quotidiane della gente comune che tengono a bada l’oscurità. Semplici atti di gentilezza e amore”. Per l’edizione 2026, il maggior numero di segnalazioni è andato a Domenico Sinopoli, squillacese, figura conosciuta per la sua vicinanza e disponibilità verso chi soffre. Sulla targa consegnata durante la serata è incisa una frase della poetessa Maya Angelou, che Spanò ha voluto come messaggio guida: “Ho imparato che le persone possono dimenticare ciò che hai detto, le persone possono dimenticare ciò che hai fatto, ma le persone non dimenticheranno mai come le hai fatte sentire”. Tra i momenti più intensi della serata, il racconto di Debora Rizzo, vincitrice del premio lo scorso anno, che ha condiviso le sue esperienze di volontariato in Siria, Nepal e Africa. Le sue parole hanno incantato il pubblico, restituendo la forza di un impegno che attraversa confini geografici e culturali. A rendere ancora più suggestiva l’atmosfera è stata la voce di Cristina Romeo, che ha accompagnato l’evento con un’esibizione canora apprezzata da tutti i presenti. Anche quest’anno il premio “Cora randa” si è confermato un momento di incontro tra associazioni, volontari, operatori del sociale e cittadini. Come ha spiegato Spanò, l’obiettivo dell’iniziativa è far emergere l’esempio visivo e reale di chi opera nel silenzio, rendendo “assordante” il valore del bene fatto senza chiedere nulla in cambio. Un messaggio che, nel cuore di Squillace, continua a crescere e a generare nuove relazioni, nuove energie e nuove storie di altruismo.
Carmela Commodaro

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