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Squillace, due serate di magia: la Tarantella accende il borgo e unisce migliaia di persone

Si chiudono due serate che hanno regalato immagini bellissime, restituendo la fotografia di una Squillace viva, attraversata da musica, sorrisi e da migliaia di persone arrivate per condividere la magia della Tarantella al Borgo. Il 13 e il 14 agosto, piazza Castello si è trasformata in un grande palcoscenico a cielo aperto, ai piedi del monumento più importante della città, dove tradizione e spettacolo hanno trovato un equilibrio perfetto. A mettere a punto questa festa è stata l’amministrazione comunale, con il vicesindaco e assessore allo spettacolo Tommaso Cristofaro, che ha guidato l’organizzazione con impegno, passione e dedizione. Con le mura dell’antico castello normanno-svevo a fare da sfondo, la piazza è diventata un crocevia di emozioni: musica, sapori, mercatini, dj set e un pubblico variegato, unito dalla voglia di trascorrere ore di spensieratezza. La prima serata, giovedì 13 agosto, ha visto protagonista il Taranta Sona Dance, che ha entusiasmato tutti grazie agli esperti della tarantella, alle ballerine e all’animazione, ai Giganti di Taurianova, alla performer Noemi Russo, a dj Beatman e ad Alvin Tripodi. Una vera festa folkdance, arricchita da effetti speciali, ospiti a sorpresa, cam live sul palco, gadget e un coinvolgimento totale. L’attesa è stata scandita dal dj Vincenzo P, mentre fino a tarda notte Gennaro Santillo ha dato energia alla piazza, soprattutto ai più giovani. La seconda serata, venerdì 14 agosto, ha portato sul palco l’attesissimo Mimmo Cavallaro, una delle voci più amate della tradizione calabrese, capace di trasformare ogni esibizione in un viaggio emotivo tra radici e contemporaneità. Prima del concerto, il dj Funky Jr ha intrattenuto il pubblico con la dance anni Settanta, Ottanta e Novanta, mentre in chiusura Mr. Funky Sr ha fatto ballare la piazza fino a notte inoltrata. Non è stato soltanto un evento musicale, ma un vero viaggio fra tradizione e divertimento, dove ogni vicolo si è trasformato in una pista da ballo e ogni nota ha raccontato l’anima più autentica della Calabria. Gli stand gastronomici sono stati presi d’assalto, le bancarelle del mercatino hanno attirato tantissimi visitatori con prodotti tipici e solidali, e grande interesse hanno suscitato le botteghe artistiche della ceramica squillacese, con dimostrazioni dal vivo della lavorazione dell’argilla. Molto partecipate anche le visite al castello e alle mostre artistiche presenti nella zona. Riguardo all’ordine pubblico, tutto è filato liscio grazie a carabinieri, polizia locale, protezione civile Angeli Blu e volontari. Le due serate sono state condotte dal presentatore Luciano Scicchitano, mentre nel finale il sindaco Enzo Zofrea e gli assessori Tommaso Cristofaro, Natascia Mellace e Gerardo Bertolotti con il consigliere Mimmo Facciolo, sono saliti sul palco per omaggiare Mimmo Cavallaro e salutare le migliaia di spettatori che hanno affollato il borgo, veri protagonisti di una manifestazione che ha saputo unire comunità, tradizione e bellezza.
Carmela Commodaro

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“Cùntami” raddoppia in Via De Luca: la bellezza tra passato, futuro e l’arte dell’ascolto con Antonella Beatrice Bongarzone

Il viaggio di “Cùntami – Storie di bellezza”, la rassegna ideata e condotta dal giornalista Domenico Marcella, è proseguito con uno straordinario secondo appuntamento. Nella suggestiva cornice di Via De Luca, incastonata nel cuore del centro storico di Palermiti, la comunità si è ritrovata ancora una volta per condividere una serata di profonda riflessione e valore culturale. Ospite della serata è stata Antonella Beatrice Bongarzone, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabria e direttrice della Biblioteca Casa Museo Gullo di Casali del Manco. Con la sua travolgente ironia, grande simpatia e un’umiltà genuina, la professoressa Bongarzone, che ha ironicamente sottolineato di preferire il titolo istituzionale di “Direttore” per indicare la funzione e il ruolo piuttosto che il genere, ha saputo conquistare fin dalle prime battute l’attenzione e l’affetto del folto pubblico presente. Guidata dalla sensibilità di Domenico Marcella, la conversazione ha intessuto un dialogo intenso tra vita personale, impegno professionale, territorio e futuro, fondato sulla convinzione che antico e contemporaneo non siano dimensioni opposte, ma linguaggi paralleli capaci di compensarsi e arricchirsi a vicenda. La tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale regionale sono state ripercorse attraverso tappe di grande fascino, compresa una parentesi avvincente dedicata al mistero dei Bronzi di Riace: dalle ipotesi sull’esistenza di una terza statua al doloroso tema dei reperti trafugati e dispersi nel mercato clandestino prima dell’intervento delle autorità. Nel corso dell’incontro si è riflettuto a lungo anche sul valore della bellezza, per troppo tempo considerata un lusso per pochi e che deve invece tornare a essere uno strumento accessibile a tutti per nutrire la conoscenza. Richiamando la celebre massima di Dostoevskij «La bellezza salverà il mondo», la professoressa Bongarzone ha offerto una chiave di lettura profonda: la bellezza da sola non basta a salvare il mondo; può ispirare, consolare e indicare una direzione, ma il vero cambiamento richiede responsabilità etica e impegno civile. Non è mancata una brillante provocazione linguistica e storica, quando si è affrontata la pessima abitudine contemporanea di definire genericamente ogni centro interno come “borgo”. Un inciso su cui la prof.ssa Bongarzone ha voluto far chiarezza: la Calabria è una terra fatta storicamente di paesi e casali, legati alla vita contadina, alla struttura sociale della terra e all’aggregazione comunitaria. Ridurre questa ricchezza identitaria alla moda di marketing del “borgo” rischia di svuotare i luoghi della loro storia reale. Da qui l’invito accorato all’Amministrazione comunale e al Sindaco affinché si continui a investire sulle autentiche potenzialità e sulle peculiarità storiche del paese. Tra i momenti più toccanti, il racconto del rapporto con gli studenti dell’Accademia: «Dai giovani ho imparato soprattutto una cosa: l’ascolto», ha confidato Antonella Beatrice Bongarzone. «In un mondo in cui le parole si sovrappongono sempre e ognuno cerca di prevaricare l’altro, l’ascolto è una ricchezza immensa. Ed è la stessa ricchezza che ho trovato alla base di questa rassegna qui a Palermiti». Alla domanda finale di Domenico Marcella su cosa portasse con sé da questo incontro, la docente ha risposto con emozione: «Porto con me l’accoglienza straordinaria di Palermiti, l’affetto, la grande attenzione e gli applausi spontanei di questa sera. Spesso si dice che “nemo propheta in patria”, ma qui a Palermiti mi sono sentita a casa e amata». Come da tradizione formativa della rassegna, l’autore Domenico Marcella ha scelto di affidare la conclusione della serata a una “voce terza” del luogo: Vincenzo Sica, libero pensatore oggi in pensione, che con la sua spiccata dialettica e simpatia ha regalato al pubblico un ultimo momento di acuta e genuina condivisione. La seconda tappa di “Cùntami” si chiude con una certezza: il racconto della bellezza appartiene a tutti e serve, soprattutto, a ricordarci che certe storie, per restare vive, vanno ascoltate insieme.
Dopo aver restituito, nella prima serata, una piazza alla sua comunità, “Cùntami” questa volta ha provato a fare qualcosa di diverso ma altrettanto necessario: insegnare a guardare ciò che abbiamo intorno con occhi nuovi. Perché la bellezza non è soltanto ciò che vediamo. È ciò che impariamo a riconoscere, a comprendere e, infine, a difendere.
E forse è proprio questo il senso più autentico di “Cùntami”: raccontare storie di bellezza perché una comunità, ascoltandole, possa tornare a riconoscere la propria.
Maria Luisa Iezzi

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Squillace Lido, XIX edizione di “Golfo in festa”: due serate di gusto, tradizione e solidarietà

La XIX edizione di Golfo in festa, svoltasi l’11 e il 12 agosto nel piazzale antistante la chiesa di San Nicola Vescovo, ha confermato ancora una volta la capacità della comunità di Squillace Lido di trasformare l’estate in un’occasione di incontro, condivisione e partecipazione. La manifestazione, organizzata dalla parrocchia guidata da padre Piero Puglisi insieme al vicario don Andrea Arcuri, ha richiamato residenti, turisti e visitatori dei villaggi vicini, offrendo un clima di festa semplice e autentico, radicato nella tradizione e aperto alla convivialità. Il cuore dell’evento è stato, come sempre, l’aspetto gastronomico, curato con dedizione dalle donne della parrocchia e dai cuochi della Fondazione Città Solidale, da anni partner della comunità nella realizzazione della festa. Oltre 1500 persone hanno potuto degustare piatti tipici che raccontano l’identità del territorio: dalla tradizionale pasta ceci e finocchietto selvatico ai panini con salsiccia e wurstel accompagnati da verdure, dalle crepes alla frutta fresca, fino alle bibite che hanno rinfrescato le due serate. Molto atteso, nella seconda giornata, il cuoppo di gamberi e calamari e il panino con pesce spada, vere specialità che hanno arricchito l’offerta culinaria e attirato numerosi visitatori. La festa non si è limitata al gusto, ma ha intrecciato musica, cultura e spettacolo. Le esibizioni live di Anna La Croce e Vittorio Vono hanno animato la piazza con canti, balli e cori che hanno coinvolto il pubblico in un clima di allegria spontanea. A impreziosire la manifestazione è stato anche il momento culturale con il teatro “Re Pipuzzu fattu a manu”, melologo calabrese scritto, diretto e interpretato da Dario De Luca, accompagnato dalle musiche dal vivo di Gianfranco De Franco; un racconto teatrale che ha portato sul palco tradizioni, linguaggi e sensibilità della nostra terra. Quest’anno la festa ha assunto un significato ancora più profondo grazie alla sua finalità solidale. Il ricavato delle vendite dei prodotti culinari contribuirà infatti a completare le rifiniture della nuova chiesa, consacrata lo scorso dicembre nel quartiere marinaro. Un obiettivo condiviso che ha mobilitato l’impegno di quaranta volontari, soddisfatti per la riuscita delle serate e per la risposta calorosa della comunità. Golfo in festa si è confermata così non solo come appuntamento estivo di tradizione e divertimento, ma come un vero gesto collettivo di solidarietà. Due serate che hanno unito gusto, musica, cultura e impegno, rafforzando legami di amicizia e offrendo a tutti un’occasione per sentirsi parte di una comunità viva e generosa.
Carmela Commodaro

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Squillace e la Dormitio Virginis: quando il 15 agosto la Calabria parla la lingua di Costantinopoli

Il 15 agosto, a Squillace, il tempo sembra sospendere il suo corso normale per riannodare i fili di una storia antica e profondamente radicata. È la giornata in cui la tradizione romana celebra la solennità dell’Assunzione di Maria e in cui la comunità festeggia anche la dedicazione della sua concattedrale. Eppure, sotto le navate e tra le pietre di questa storica città calabrese, l’aria d’agosto profuma di un’eredità ancora più remota e affascinante, quella della Dormitio Virginis, la grande festa che il mondo bizantino consacra al transito della Madre di Dio. Nella Cappella dell’Assunzione della Beata Vergine Maria, la cui presenza è attestata nei documenti almeno tra il 1703 e il 1705, è custodito un prezioso simulacro ligneo. Nonostante sia un’opera di età moderna, questa scultura conserva intatta una forma iconografica squisitamente orientale, facendosi interprete di una memoria immateriale che ha attraversato i secoli e le generazioni. L’origine di questo culto non si lascia definire con un’esatta precisione cronologica, ma trova il suo terreno più autentico nel lungo periodo compreso tra l’VIII e il XI secolo, quando la diocesi di Squillace seguiva il rito greco ed era direttamente subordinata al Patriarcato di Costantinopoli. A differenza dell’arte occidentale, che già tra il X e l’XI secolo ha iniziato a raffigurare la Vergine accolta in Cielo già assunta in anima e corpo, le Chiese d’Oriente hanno prediletto fin dalla Tarda Antichità la rappresentazione della Dormitio. In essa si contempla il transito di Maria, il suo addormentarsi circondata dagli Apostoli e avvolta dalla tenerezza del Figlio, che ne raccoglie l’anima come un’infantina. Questa divergenza iconografica non è un semplice dettaglio estetico, ma nasce da una diversa sensibilità teologica e da una differente concezione della memoria liturgica: se l’Occidente celebra il compimento glorioso della Salvezza, l’Oriente contempla il mistero della morte come il passaggio dolce e luminoso verso la vita eterna. Nel rito bizantino la Dormitio Virginis costituisce una delle Dodici Grandi Feste dell’anno liturgico. Il fatto che a Squillace questa memoria combaci con le celebrazioni dell’Assunzione dimostra come la Calabria sia stata nel tempo uno straordinario laboratorio di sintesi e di incontro tra culture e sensibilità spirituali diverse. Questa profonda impronta orientale affonda le sue radici nella storia politica e religiosa del Mediterraneo. All’indomani della guerra greco-gotica, la Calabria entrò stabilmente nell’orbita dell’Impero Romano d’Oriente e Squillace, prezioso presidio del versante ionico, divenne parte integrante del Tema di Calabria. In quella stagione la città non era un’isolata periferia, ma un centro vitale del mondo bizantino, dove il rito greco si affermò come forma liturgica ufficiale, la lingua greca risuonava nei documenti e nei sacri uffici, e la vita spirituale era scandita dalla presenza del monachesimo orientale, dagli asceti e dai padri basiliani. Un contributo decisivo a questa feconda mediazione culturale era stato offerto, ancora prima, da una delle figure più illustri della terra squillacese, cioè Cassiodoro. Dopo una brillante carriera politica alla corte di Ravenna, Cassiodoro fece ritorno nella sua terra natìa per fondare il Vivariense, un celebre centro di studio e di copiatura dei codici sacri e classici. Attraverso la sua opera, egli introdusse in Calabria la spiritualità monastica orientale, valorizzò la lectio divina secondo la tradizione greca e plasmo un modello di pensiero capace di dialogare apertamente con i Padri della Chiesa d’Oriente, rendendo il Vivarense un vero e proprio ponte tra la cultura latina e quella bizantina. Oggi, mentre la comunità celebra la festa del quindici agosto, la presenza del simulacro della Dormitio nella sua cappella appare come una traccia viva e concreta di quell’orizzonte spirituale. Le rappresentazioni della Dormitio nell’arte sacra squillacese non sono semplici reperti del passato, ma un filo rosso che lega la sensibilità moderna della Calabria all’Oriente cristiano. La Dormitio Virginis di Squillace è un frammento di storia mediterranea, una testimonianza tangibile della pluralità di riti, teologie e linguaggi che hanno arricchito questa terra. Custodire questo simulacro e rinnovarne il culto significa preservare un’eredità che parla di dialogo e di integrazione, ricordando che Squillace, pur essendo una piccola città, racchiude una storia grande e plurale, capace di parlare correntemente il greco, il latino e i molteplici linguaggi del Mediterraneo.
Carmela Commodaro

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NOI CHE… 2026: LUCIANO GAGGIA E CICCIOLINA ACCENDONO LA NOTTE DI SOVERATO

Al Mama’s Beach Club lunedì 17 agosto torna la festa più longeva d’Italia dedicata agli anni ’80, tra grandi ospiti, musica, scenografie e un viaggio negli anni ’80 e ’90.

SOVERATO – Una leggenda della consolle e un’icona assoluta della cultura pop degli anni Ottanta. Sono Luciano Gaggia e Ilona Staller, in arte Cicciolina, i due nomi che accendono l’edizione 2026 di NOI CHE… Amiamo gli Anni ’80, la festa a tema anni Ottanta più longeva d’Italia, pronta a tornare lunedì 17 agosto in una delle location più suggestive dell’estate: il Mama’s Beach Club di Soverato.

Un appuntamento che negli anni è diventato un vero fenomeno, capace di richiamare il grande pubblico amante degli anni ’80 e che anche quest’anno si prepara a trasformare una notte d’estate in una grande macchina del tempo, attraversando musica, personaggi, costume, immaginario e tutto ciò che ha reso irripetibili quei mitici anni.

E per questa edizione NOI CHE… ha scelto di alzare ancora una volta l’asticella.

LUCIANO GAGGIA, UNA VITA DI NOTTI

Il primo grande protagonista di NOI CHE… 2026 è Luciano Gaggia, autentico punto di riferimento del clubbing italiano e uno dei personaggi che hanno contribuito a scrivere la storia della notte dagli anni Settanta a oggi.

Gaggia ha iniziato il proprio percorso alla fine degli anni Settanta tra radio locali e discoteche del Veneto, arrivando nei primi anni Ottanta alla mitica Discoteca Nordest, uno dei locali simbolo della nightlife italiana.

Da allora sono trascorsi oltre 45 anni di musica, migliaia di serate e una carriera che lo ha portato nei più importanti club e palcoscenici internazionali, da Ibiza a Miami, da Londra alla Germania, dall’Austria alla Svizzera fino all’Azerbaigian.

Ma definirlo semplicemente DJ sarebbe riduttivo. Gaggia ama definirsi un “musicante”: un interprete della consolle capace di trasformare la musica in spettacolo, mescolando selezione musicale, intrattenimento, ironia e rapporto diretto con il pubblico.

A raccontare una vita intera dedicata alla musica c’è anche una collezione impressionante: oltre 25.000 vinili e più di 7.000 CD originali, un patrimonio che testimonia decenni di ricerca e passione.

Il suo motto è diventato quasi una filosofia: “Divertito io, divertiti tutti.”

Ed è difficile immaginare una frase più adatta allo spirito di NOI CHE….

E POI ARRIVA CICCIOLINA

Se Gaggia rappresenta la storia della notte e della musica, l’altro grande nome dell’edizione 2026 arriva direttamente dall’immaginario più irriverente degli anni Ottanta.

Ilona Staller, in arte Cicciolina, sarà infatti la superospite di NOI CHE… 2026.

Icona pop, personaggio televisivo, protagonista del cinema e figura capace di attraversare costume e politica, Cicciolina è stata una delle presenze più riconoscibili e provocatorie dell’Italia degli anni Ottanta.

La sua storia è inseparabile da un’epoca nella quale televisione, spettacolo, trasgressione e politica cominciavano a incontrarsi in modo completamente nuovo. Una parabola che l’ha portata anche in Parlamento, rendendola un personaggio entrato a pieno titolo nell’immaginario collettivo italiano.

La sua presenza a NOI CHE… non è dunque soltanto quella di un’ospite: è un incontro diretto con una delle figure che più hanno incarnato lo spirito irriverente, anticonformista e provocatorio degli anni Ottanta.

E proprio questo sarà uno degli elementi distintivi dell’edizione 2026.

UNA NOTTE TRA MUSICA, POP CULTURE E MACCHINA DEL TEMPO

Accanto a Gaggia e Cicciolina, la notte di NOI CHE… vedrà protagonisti Januaria Carito con le sue performance live, Freddy e Andrea Tassoni, all’interno di una lineup che accompagnerà il pubblico in un viaggio musicale e spettacolare attraverso due decenni entrati nella memoria collettiva.

Ma NOI CHE… non sarà soltanto musica.

Il tema scelto per questa edizione guarda infatti anche all’Italia degli anni Ottanta e Novanta, alla politica, ai manifesti elettorali, ai personaggi, ai simboli, ai costumi e ai tabù di un’epoca nella quale la comunicazione politica e quella televisiva erano già parte integrante dell’immaginario popolare.

Il pubblico sarà invitato ancora una volta a diventare parte dello spettacolo, con costumi, riferimenti, scenografie ed elementi capaci di ricreare quella particolare atmosfera che ha reso NOI CHE… un appuntamento unico nel suo genere.

A fare da cornice sarà il Mama’s Beach Club di Soverato, location scelta per il 2026: uno spazio che permetterà alla festa di ampliare ulteriormente la sua dimensione spettacolare e di trasformare la notte del 17 agosto in una vera esperienza immersiva.

LA FESTA CHE CONTINUA A FARE STORIA

Dopo tanti anni, NOI CHE… continua così a fare quello che sa fare meglio: riportare insieme il pubblico dentro un’epoca che non smette di generare musica, personaggi, mode e ricordi.

Ma l’edizione 2026 vuole andare oltre il semplice amarcord. Gaggia e Cicciolina rappresentano due facce diverse e complementari di quegli anni: da una parte la notte, le discoteche e la musica; dall’altra la televisione, il costume, la provocazione e una società che cambiava rapidamente.

Due mondi che si incontreranno sullo stesso palco, nella stessa notte.

Lunedì 17 agosto Soverato sarà dunque il punto d’incontro di una grande comunità che, per una notte, tornerà a parlare la lingua degli anni Ottanta e Novanta.

Il conto alla rovescia è quasi finito.

INFO E TICKET

I biglietti per NOI CHE… Amiamo gli Anni ’80 – Edizione 2026 sono disponibili online sulla piattaforma ClubReservation:

🎟 https://clubreservation.app/evento.php?id_evento=316

Ma il NOI CHE… mantiene anche una delle sue consuetudini più riconoscibili: le storiche prevendite cartacee.

La prevendita è disponibile presso:

📍 Il Gianduiotto – Porto, Catanzaro Lido
📍 Timberland – Centro Commerciale Le Fontane
📍 DaDaDa – Montauro
📍 Pacifico – Soverato

È inoltre possibile riservare il proprio tavolo contattando il numero 345.9261154, anche su WhatsApp.

UNA NOTTE DESTINATA AD ENTRARE NELLA STORIA.

Tutte le info sul sito ufficiale di Noi Che:  https://noiche.com/2025/?page_id=7

E sui canali social ufficiali dell’evento: @noiche_amiamoglianni80 (Instagram) e https://www.facebook.com/noicheacatanzaro (Facebook).

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Amaroni, l’ex sindaco Rocco Devito lancia l’allarme sulla SP 162/2: «Erbacce e vegetazione incolta mettono a rischio la sicurezza stradale»

Torna a far sentire la propria voce l’ex sindaco di Amaroni, il cavaliere Rocco Devito, facendosi portavoce dei tanti cittadini e automobilisti costretti quotidianamente ad affrontare i pericoli della strada provinciale 162/2. Al centro dell’accorato appello lanciato alle istituzioni competenti c’è il tratto stradale che dalla parte alta del centro abitato di Amaroni conduce verso Girifalco, oggi ridotto in condizioni critiche a causa della totale assenza di manutenzione ordinaria. La SP 162/2 rappresenta una via di comunicazione cruciale per il territorio. Non si tratta di una semplice strada secondaria, ma di un’arteria ad alto flusso di traffico, percorsa ogni giorno da decine di vetture, pendolari e lavoratori. Non solo, la strada è regolarmente attraversata dai mezzi di soccorso (ambulanze e vigili del fuoco) per i quali la tempestività negli spostamenti può fare la differenza tra la vita e la morte. Oggi tuttavia chi percorre questo tratto deve fare i conti con veri e propri muri di vegetazione incolta. Erbacce alte e folti arbusti hanno ormai invaso i cantoni e i bordi della carreggiata, azzerando quasi del tutto la visibilità nelle curve e nei punti più critici. L’assenza di sfalcio e pulizia sta trasformando la viabilità ordinaria in un percorso ad ostacoli, aumentando esponenzialmente il rischio di incidenti frontali e tamponamenti. La carreggiata, ristretta dall’avanzare delle piante, costringe spesso i guidatori a spostarsi verso il centro della strada o ad arrestare improvvisamente la marcia. I disagi lamentati dalla comunità sono enormi: dall’impossibilità di vedere i veicoli provenienti dal senso opposto nelle curve strette, all’ostacolo ai mezzi di soccorso con ambulanze costrette a rallentare vistosamente in situazioni d’emergenza; al rischio per la fauna selvatica, in quanto la fitta vegetazione a bordo strada nasconde l’improvviso attraversamento di animali. «Non si può attendere che accada l’irreparabile prima di prendere provvedimenti» è il senso del sollecito promosso dal cav. Rocco Devito. La richiesta indirizzata agli enti responsabili della gestione e della cura della rete stradale provinciale è chiara e non più procrastinabile. Occorre un intervento tempestivo di sfalcio delle erbacce, potatura degli arbusti e pulizia completa dei cantoni. Garantire la sicurezza di un’arteria così frequentata è un dovere nei confronti dei cittadini. La speranza è che l’allarme lanciato dall’ex primo cittadino trovi questa volta un riscontro rapido e concreto da parte delle istituzioni, restituendo all’arteria la piena agibilità e la massima sicurezza per chiunque la percorra.
Carmela Commodaro

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Squillace, Memorial Carabetta: ventunesima edizione nel segno del ricordo e dell’amicizia

Si è conclusa la ventunesima edizione del Memorial Simone Carabetta, un appuntamento che a Squillace Lido continua a rappresentare molto più di un semplice torneo. Da oltre due decenni, infatti, la manifestazione rinnova il ricordo di Simone, scomparso nel 2005 a soli venticinque anni, trasformando la memoria in un momento collettivo di sport, amicizia e condivisione. Sul campo di calcetto del Cassiodoro Sporting Center, giocatori, amici, organizzatori e appassionati si sono ritrovati per due giornate intense, vissute con il desiderio di stare insieme e di far rivivere, attraverso il gioco, l’affetto che lega la comunità al giovane Simone. Questa edizione ha confermato ancora una volta la forza di un legame che non si è mai affievolito. A renderla particolarmente significativa è stato il saluto, in collegamento video, di Daniele Massaro, campione del mondo con la Nazionale italiana nel 1982, che ha voluto dedicare un pensiero ai componenti dell’Associazione Amici di Simone Carabetta, promotrice della manifestazione. Un gesto semplice ma carico di valore, capace di unire idealmente la grande storia del calcio italiano con quella di un memorial nato per custodire un ricordo familiare e comunitario. Sul campo non sono mancati agonismo, spettacolo e sano divertimento. A conquistare il primo posto è stata l’Atletico Baldaia, guidata da David Citraro, protagonista di un torneo di alto livello. La coppa è stata consegnata dall’architetto Enrico Pasqua, mentre per Citraro è arrivato anche il riconoscimento personale come miglior giocatore della manifestazione, un premio che ha coronato la sua prestazione e quella dei suoi compagni. Il trofeo di quest’anno è stato dedicato a Franco Baresi, figura indimenticabile del calcio rossonero e della Nazionale italiana. Una scelta dal forte valore simbolico, legata a un ricordo personale di Simone, una fotografia scattata insieme a Milanello, durante gli anni della malattia, quando ebbe l’opportunità di incontrare il campione. Un’immagine che oggi diventa ponte tra passato e presente, testimonianza di quanto il Memorial continui a essere un luogo dove la memoria si trasforma in incontro, amicizia e festa. Anche la ventunesima edizione si chiude con un bilancio positivo e con la consapevolezza che, dopo oltre vent’anni, il nome di Simone Carabetta continua a riunire tante persone, custodendo un ricordo che non smette di vivere.
Carmela Commodaro

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Tra Sacro e Profano: un dialogo tra cielo e terra nella storica bottega Conca

Nella storica bottega Conca, oggi patrimonio comunale e luogo che custodisce memorie artigiane e identitarie, si apre un varco simbolico: “Tra Sacro e Profano”, la mostra dedicata a due figure centrali dell’arte squillacese, Giuseppe Mercurio e Paolo Pancari Doria. Un titolo che non è semplice cornice, ma dichiarazione d’intenti; un invito a sostare in quella soglia sottile dove spiritualità e materia non si oppongono, ma dialogano. Il confine che non divide, siamo abituati a immaginare il sacro e il profano come due mondi separati: da una parte il divino, l’eterno, la contemplazione; dall’altra la quotidianità, la fragilità, la carne. Eppure l’arte, con la sua capacità di scardinare le categorie, ci mostra che quel confine non è un muro, ma un passaggio. Il “tra” del titolo diventa così uno spazio fertile, un luogo di incontro, di tensione creativa, di rivelazione. È proprio in questa terra di mezzo che Mercurio e Pancari Doria hanno scelto di muoversi, ognuno con la propria sensibilità, ognuno con la propria visione. Due artisti, un dialogo che continua oltre la vita terrena Le opere esposte molte delle quali inedite, grazie alla generosa disponibilità dei figli dei due artisti, Antonio Mercurio e Francesco Pancari, non cercano di definire cosa sia sacro e cosa sia profano. Piuttosto ci invitano a osservare come questi due poli si sfiorino, si contaminino, si illuminino a vicenda. Antonio e Francesco, con un gesto di profonda cura e responsabilità culturale, hanno scelto di condividere le opere dei loro padri, artisti che non vivono più nella dimensione terrena ma che continuano a parlare attraverso la materia, il colore, la forma. Le loro mani non creano più, ma le loro opere continuano a generare significato. Le sculture e i dipinti di Giuseppe Mercurio sembrano emergere dalla materia per farsi simbolo, gesto, evocazione. Le opere di Paolo Pancari Doria attraversano la dimensione terrena per aprirsi a una spiritualità che non è dogma, ma vibrazione. Insieme creano un corto circuito visivo ed emotivo, non si sovrappongono, ma si completano; non competono, ma dialogano; non spiegano, ma suggeriscono. La mostra è nata dall’iniziativa dell’Archeoclub “Guido Rhodio” di Squillace, che ancora una volta conferma il proprio ruolo di presidio culturale del territorio, capace di custodire, valorizzare e rilanciare la memoria artistica e storica della comunità. La presenza delle istituzioni ha sottolineato il valore dell’iniziativa: il sindaco Enzo Zofrea e il consigliere comunale Mimmo Facciolo, il quale ha portato i saluti dell’intera amministrazione comunale, ribadendo con convinzione l’impegno dell’Archeoclub e la volontà di sostenere percorsi culturali che uniscono identità, bellezza e partecipazione. Promuovere ancora oggi l’arte di Mercurio e Pancari Doria non è solo un atto di memoria, ma un gesto di responsabilità culturale. Le loro opere continuano a parlarci, sono ponti, sono soglie, sono fili che collegano materia e spirito, uomo e infinito. Questa mostra vuole essere proprio questo, un luogo dove chi ha amato la loro arte possa ritrovarla, e chi non la conosce ancora possa scoprirla nella sua forma più autentica. Con questo spirito, si dichiara ufficialmente aperta la mostra “Tra Sacro e Profano”. Che sia per tutti un viaggio di visione, ascolto e riflessione. Buona visione e buon viaggio.
Carmela Commodaro

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IL PRIMATO DELLA CALABRIA: I TRENI SOPPRESSI!

Con profondo rammarico constatiamo che la giunta regionale della Calabria non garantisce il diritto alla mobilità per i pendolari e lavoratori calabresi. Le criticità che si registrano in questi giorni sono le innumerevoli soppressioni di treni regionali che hanno un impatto devastante sulla quotidianità dei cittadini, i quali sono costretti a rincorrere delle soluzioni per gestire il ripetersi di eventi, che in alcune circostanze, interessano la stessa giornata. Solo nella mattinata di mercoledì scorso, Trenitalia ha soppresso n* 8 treni regionali. Sinistra Italiana – AVS vuole stigmatizzare la gravità dei fatti, soprattutto evidenziare la pessima gestione degli interventi di manutenzione ordinaria effettuata sulla rete ferroviaria da parte del gestore RFI S.p.A., che non potendo essere considerati straordinari o eccezionali, risulta incomprensibile elaborare le dinamiche che si sviluppano. L’attivazione di servizi sostitutivi, come bus e taxi, pensati per fronteggiare situazioni di criticità, appare sempre più frequente e pone inevitabilmente alcuni interrogativi. Le cancellazioni dei treni determinano disagi particolarmente pesanti per i passeggeri. Si tratta di una dinamica che riteniamo meriti la massima attenzione e trasparenza e che, proprio per le ricadute sull’utenza, dovrebbe essere attentamente valutata dalle strutture competenti. Sinistra Italiana, in altre circostanze ha sollecitato il Presidente della Giunta Regionale a mettere in atto i controlli previsti dal Contratto di Servizio allo scopo di identificare le responsabilità ed avviare un confronto sano e costruttivo tra RFI (responsabile della rete) e Trenitalia (gestore dei servizi). È bene precisare che a favore dei passeggeri del trasporto ferroviario vige il Regolamento Europeo (1371/2007) che sancisce i diritti dei viaggiatori e per loro prevede varie tutele per i casi di disservizio; diritti che vengono definiti irrinunciabili e non possono essere esclusi o limitati dal Contratto di Servizio. È estremamente preoccupante che qualcuno possa pensare di collocare la Calabria fuori dall’Europa e di conseguenza gestire i diritti fondamentali in deroga alla normativa esistente. In considerazione di ciò, chiediamo al Presidente Occhiuto di convocare una seduta del Consiglio Regionale per trattare l’argomento con tutti i Partiti, i Sindacati e le Associazioni dei Consumatori al fine di individuare le giuste azioni correttive. Come Sinistra Italiana – AVS continueremo a vigilare e a mantenere alta l’attenzione su queste dinamiche, affinché si possa arrivare a una gestione più efficiente e orientata alla tutela dei viaggiatori. Lamezia Terme, 14 Agosto 2026 Il Segretario Regionale Sinistra Italiana / AVS – Calabria (On.le Fernando Pignataro)

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Torre di Ruggiero, stasera il cinema sotto le stelle: in Piazza del Popolo arriva “Toy Story 5”

Appuntamento alle 22 con “Cinema in Piazza”, l’iniziativa promossa dal Comune e dalla Pro Loco. Proiezione gratuita e aperta a tutti nel cuore del paese

Una serata d’estate da trascorrere insieme, nel cuore del paese, riscoprendo il piacere del grande cinema all’aperto. Stasera, venerdì 14 agosto, alle ore 22, Piazza del Popolo a Torre di Ruggiero si trasformerà in una sala cinematografica sotto le stelle per un nuovo appuntamento di “Cinema in Piazza”. L’iniziativa, promossa dal Comune di Torre di Ruggiero e dalla Pro Loco di Torre di Ruggiero, propone la proiezione di “Toy Story 5”, nuovo capitolo della celebre saga Disney-Pixar che ha accompagnato diverse generazioni di spettatori. Una scelta pensata in particolare per le famiglie e per i più giovani, ma capace di richiamare anche il pubblico adulto legato alle avventure dei personaggi che hanno reso “Toy Story” uno dei titoli più conosciuti del cinema d’animazione contemporaneo. La cornice sarà quella suggestiva di Piazza del Popolo, dove il cinema diventerà anche occasione di incontro e socialità in una delle serate centrali dell’estate. L’obiettivo è infatti quello di vivere gli spazi pubblici del paese attraverso momenti di aggregazione semplici e accessibili, capaci di coinvolgere residenti, famiglie e visitatori. L’ingresso è gratuito e la partecipazione è aperta a tutti. L’appuntamento è dunque per questa sera alle 22, nel centro di Torre di Ruggiero, per una serata di cinema sotto il cielo d’agosto.

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