Domani scuole chiuse a Catanzaro, Soverato, Squillace, Chiaravalle C.le, Petrizzi, Cardinale, Badolato e altri centri della provincia a causa dell’allerta meteo arancione diramata dalla Protezione civile regionale. Il sindaco Nicola Fiorita sta per diramare un’ordinanza con cui dispone la sospensione delle attività didattiche per l’intera giornata di lunedì 16 marzo, in via precauzionale e a tutela della sicurezza degli studenti, del personale scolastico e delle famiglie. Il provvedimento arriva sulla base del messaggio di allertamento unificato diffuso dalla Protezione civile della Regione Calabria, che prevede condizioni meteorologiche avverse su tutto il territorio regionale con un livello di criticità arancione per rischio idrogeologico e idraulico. Secondo il bollettino, dalla tarda mattinata di oggi e per le successive 24-36 ore sono attese precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, con fenomeni che potranno essere accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e attività elettrica. I fenomeni potrebbero risultare più intensi nelle aree montane e sui rilievi. Lo scenario di criticità indicato nel documento regionale segnala inoltre la possibilità che i temporali evolvano in nubifragi anche persistenti, con conseguenze rilevanti sul territorio e possibili fenomeni di esondazione in corrispondenza dei corsi d’acqua con bacini idrografici di dimensioni rilevanti.
Riflettori accesi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro nel Catanzarese. I locali dell’ufficio di Poste Italiane situato in via Risorgimento a Olivadi, sono stati oggetto di un intervento ispettivo da parte dello Spisal, il Servizio prevenzione igiene e sicurezza ambienti di lavoro dell’Asp di Catanzaro. L’attività di verifica non è stata casuale, ma è scattata a seguito di una denuncia formale presentata dalla segreteria territoriale della UilPoste di Catanzaro. Tre ispettori dell’Asp hanno setacciato la struttura per valutare lo stato degli spazi destinati sia al personale che all’utenza. Presente sul posto durante i controlli anche Vincenzo Mazzei, coordinatore della UilPoste Catanzaro, che ha sottolineato come le problematiche dell’edificio fossero note da tempo. «La situazione della sede – è stato rilevato – è quella di un colabrodo. L’ultima segnalazione ufficiale risale a lunedì scorso, quando abbiamo comunicato telefonicamente alla direzione di filiale il deposito dell’esposto all’Asp». Il sopralluogo dello Spisal segue di pochi giorni un altro intervento delicato, quello dei vigili del fuoco, chiamati per accertamenti tecnici sull’area esterna della sede che risulta transennata. Secondo quanto reso noto dal sindacato, l’ispezione ha fatto emergere diverse criticità riconducibili a presunte violazioni del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro. Gli ispettori hanno quindi proceduto a redigere un verbale di prescrizione notificato al datore di lavoro e a richiedere ulteriore documentazione integrativa a Poste Italiane per approfondire gli accertamenti. In concomitanza con gli accertamenti, Poste Italiane ha comunicato la chiusura temporanea dell’ufficio per la giornata di venerdì scorso, motivata dalla necessità di eseguire lavori indifferibili all’interno della struttura. La ripresa delle attività è prevista subito dopo il completamento degli interventi. La vicenda di Olivadi riapre il dibattito sulla condizione degli uffici postali nelle aree periferiche, proprio mentre Poste Italiane è impegnata nel Progetto Polis. Il piano, finanziato anche con fondi Pnrr, mira alla modernizzazione delle sedi nei piccoli comuni, ma il sindacato incalza affinché la sicurezza resti la priorità assoluta rispetto ai tempi di attuazione dei programmi. Mentre gli organismi competenti proseguono le verifiche, la UilPoste assicura che continuerà a monitorare la situazione affinché i lavoratori e i cittadini di Olivadi possano usufruire di un ambiente sano e sicuro. Carmela Commodaro
Il poeta catanzarese Vincenzo Ursini con la lirica “Le tue mani”, dedicata al padre deceduto a soli 38 anni nel lontano 1966, è il vincitore della 5ª edizione del concorso nazionale “La Poesia è nell’aria”, promosso e organizzato dall’Amministrazione comunale di Castagneto Carducci, presieduta dalla sindaca Sandra Scarpelli. In provincia di Livorno, Castagneto Carducci conta circa 8.600 abitanti, popolazione distribuita tra il capoluogo, Donoratico e Marina di Castagneto. La sua denominazione deriva da castagno, per cui Castagneto ha il significato di bosco di castagni. Nel 1900 fu aggiunta la specificazione Marittimo (nel significato della Maremma), che nel 1907 fu cambiata nell’attuale, in onore di Giosuè Carducci che da bambino vi abitò per alcuni anni presso località Bolgheri, a nord del paese, località ricordata dall’illustre poeta nella poesia “Davanti San Guido”. «Il premio “La poesia è nell’aria”, – spiega Ursini – aperto agli adulti e ai giovani di età inferiore ai 25 anni, vuole sottolineare in effetti il grande legame di questo territorio con la produzione letteraria nazionale, della quale Carducci è stato la “punta di diamante”, al fine di valorizzare il linguaggio poetico come valido strumento di pace, consapevolezza e dialogo tra i popoli. Una bella iniziativa, quindi, che fa onore all’attuale amministrazione e che lo ha ideato e sostenuto sin dalla prima edizione, attribuendo ai vincitori significativi premi in danaro. La Toscana continua, quindi, ad apprezzare la mia produzione letteraria e, di questo, sono particolarmente onorato”. Altamente qualificata la giuria, composta da Letizia Papi, docente scrittrice e cantante, Lorenzo Filipponio, professore universitario di linguistica generale ed Elio Barsotti, componente ed ex presidente dell’associazione Auser Donotarico. Al secondo e terzo posto, nella sezione adulti, si sono classificati rispettivamente Alessandro Mareddu, con la lirica “E venne l’aurora” e Rosanna Spina con “Dialogo con me stesso”, mentre Franca Locci, Paolo Maria Borsoni e Gordiano Lupi hanno ricevuto una menzione speciale. Per la sezione “giovani” il 1° premio è stato assegnato a Kaur Kashmeen con la lirica “A volte basterebbe il mare”, mentre il 2° e 3° premio sono andati a Virginia Tartarini per la poesia “Figli dell’eclissi” e Caterina Spagnoli per “Dagli occhi di una bambina”. In questa sezione sono stati segnalati Amanda Pallini, Francesco Pinna e Lorenzo Cecchi Simoncini. Nato a Petrizzi nel 1954, Vincenzo Ursini vive a Catanzaro. Poeta e paroliere iscritto alla Siae, è presidente dall’Accademia dei Bronzi, associazione culturale da lui fondata nel 1980. Ha pubblicato diversi volumi di liriche e ha in corso di stampa il suo primo romanzo “La Ritornanza”, con il quale lo scorso anno ha vinto il premio “Aurea Nox – Città di Chiaravalle Centrale”. Appena ventiquattrenne, è stato insignito del Premio di Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Medaglia d’oro Presidente del Consiglio dei Ministri al premio “Regium Julii”, nel 1973; medaglia di argento Presidente della Repubblica al premio “San Nicola Arcella”, nel 1982. «“Le tue mani” – scrive la professoressa Francesca Misasi – è una delle stelle più luminose del firmamento poetico, nata dalla feconda creatività e dalla cifra stilistica e distintiva di Vincenzo Ursini. Una stella che affonda le sue radici in versi e parole piene d’incanto, che fanno di questa poesia un’esperienza unica e totalizzante, dalla straordinaria forza suggestiva che attesta, il grande carisma dell’autore. Ma Vincenzo Ursini, personalità forte e decisa, dotata di un’entroterra culturale di notevole spessore, scrittore e poeta pluripremiato a livello nazionale e figura di spicco, a pieno titolo, della letteratura contemporanea, torna a vincere, ancora una volta, con una poesia capace di sfidare il tempo e la memoria. Una poesia custode di un ricordo, di uno spazio interiore in cui navigano, come “tristezze vagabonde” i ricordi di suo padre, visto con gli occhi di una gioventù ribelle, in piena fase di transizione da un’età all’altra e incapace di cogliere tutto il valore di un genitore dedito al lavoro e alla famiglia in tempi di povertà e sacrifici. Una contrapposizione generazionale e conflittuale non superata perché il padre “come rondine nel cielo di settembre” muore ancora giovane. Un dolore misto a rimorso che solo nel tempo il poeta riesce a trasformare in rimpianto attraverso la poesia che, trasmutata in fragranza di memoria, diventa cura per un’anima abitata da velati stati di coscienza. La memoria diventa così paesaggio, luogo, radici, il tempo diventa fuga, e la parola trasparenza delle sue inquietudini. Ma il poeta come Neruda, trasformando il dolore e l’assenza in materia viva di poesia, si sente ancora figlio nel ricordo di un padre come una luce nel buio. Una riconciliazione matura ma che porta il poeta a una comprensione profonda delle sue radici, a una conciliazione riappacificante con la figura paterna. E nella lirica la parola, saggia, potente, scolpita nella narrazione, scorre come un fiume in piena, si poggia sulle simmetrie anguste della sua anima, richiamando una forma di introspezione in cui il poeta si confronta con le sue emozioni e con un passato da riscattare. Versi di elevatezza culturale i suoi, che affidati alla ricchezza semantica della parola, si miscelano in un susseguirsi di immagini sensoriali, di vibrazioni, di voci che si insinuano sottopelle con una forte sensualità emotiva, cercando di scavare e lenire il tormento in quel concatenarsi di descrizioni che assurgono a simboli di una verità per troppo tempo tenuta nascosta. Una lirica che, accostandosi per certi aspetti alla tenerezza aulica delle atmosfere pascoliane, ne accoglie il flusso emotivo, muovendosi attraverso simboli, metafore e sensazioni che provocano contaminazioni plurisensoriali ed emotive che fanno vibrare l’anima prima del cuore. E del Pascoli la lirica riflette la stessa precisione terminologica. Si ritrovano altresì nel lirismo evocativo de “Le tue mani”, echi dell’io, malinconico e struggente dell’abbandono (Saba); l’immagine di dignità e autenticità di un padre che torna stanco dalla vigna (Sinisgalli) e il ricordo del padre trasformato in profonda nostalgia (Gatto). Una lirica questa, che, attraverso un corposo e a volte crudo realismo, traccia una trama di sentimenti dando vita ad un logos, ad una tessitura poetica vibrante e mesmerizzante, e a un corpus scrittorio che diventa una pagina stampata con l’anima. Versi e parole di luce declinati e miscelati con incommensurabile finezza estetica e sentimenti umanissimi, si riversano in un’eco che si evolve in maliosa sinfonia per chi sa ascoltare. Raffinate metafore ben orchestrate inoltre, rivelano un pullulare di immagini icastiche che declinano verità e lirismo laddove la tensione espressiva ed emotiva, si salda con la vocazione comunicativa. Una poesia intensa, dalla sensibilità estrema nell’analizzare le dinamiche del cuore umano, una composizione di inusitata profondità, scaturita dalla sapienza, dall’uso ortodosso della parola e dall’onestà radicale del poeta. Versi calibrati su una gamma multiforme di simbolismi e sentimenti che recuperano, con competenza e saggezza, la migliore tradizione lirica del novecento. Il linguaggio, nitido, sobrio e la struttura sintattica, rispecchiano il ritmo poetico e, tra la parola che resta concentrata nel verso e la realtà, vi è una profonda e corroborata corrispondenza. Lo stile, lirico, emozionale e intimo, risulta concreto, raffinato, fluido e la versificazione, chiara, profonda e tagliente, sa assumere la cadenza ritmica della vera essenza della poesia». La chiusa, di rara, inestimabile ed eloquente intensità espressiva, diventa ricomposizione esistenziale da una ferita emarginata, dando vita ad un crogiolo di versi sublimi, che vibrano come un antico carillon, richiamando immagini che sembrano rincorrersi tra luce e ombra trasformando il componimento, in una inimitabile e autentica poesia.
È stato inaugurato a Squillace il nuovo “FM Barber Studio”, il salone di barberia creato dal giovane professionista Francesco Montirosso. Alla cerimonia erano presenti il sindaco Enzo Zofrea e il vice parroco padre Modeste Djafanony, che hanno voluto testimoniare con la loro presenza l’importanza di questa nuova attività per la comunità locale. Il Barber Studio si trova in viale Cassiodoro 17, in uno spazio che per la famiglia Montirosso custodisce un valore affettivo profondo. L’idea di aprire un barber shop è maturata nel tempo, alimentata dalla passione di Francesco per l’hair style maschile e dal desiderio di trasformare una vocazione in una professione solida e riconosciuta. Alla base del progetto c’è un percorso formativo strutturato, consolidato presso la Formaconsult di Catanzaro, dove Francesco ha acquisito competenze tecniche e professionali nel settore dell’acconciatura. Successivamente ha arricchito la propria preparazione con corsi di aggiornamento dedicati al barbering moderno, ai tagli classici e innovativi e alle più recenti metodologie di cura dell’immagine maschile, unendo qualità, precisione e continua ricerca. FM Barber Studio non è soltanto un nuovo spazio professionale, ma anche un omaggio alla storia familiare. Francesco, infatti, ha voluto dedicare il suo progetto ai nonni paterni, Ciccio e Ida Montirosso, che per moltissimi anni hanno gestito, proprio negli stessi locali, il celebre “Bar-Rosticceria Montirosso”. Un gesto che intreccia memoria e innovazione, trasformando un luogo ricco di ricordi in un ambiente moderno, accogliente e pensato per offrire servizi di alta qualità. Il nuovo Barber Studio si presenta come uno spazio contemporaneo, elegante e funzionale, progettato per mettere a proprio agio ogni cliente. L’attenzione ai dettagli, la scelta degli arredi, la cura delle postazioni e l’atmosfera ricercata riflettono la volontà di Francesco di offrire un’esperienza professionale completa, dove stile, tecnica e accoglienza si incontrano. Durante l’inaugurazione, visibilmente emozionato come i suoi genitori Agazio e M. Concetta, Francesco ha condiviso il significato di questo traguardo. «Da oggi – ha detto – diamo vita a un sogno che ho coltivato per anni. Vedere le luci accese e le poltrone pronte è un’emozione indescrivibile. Un grazie immenso a chi ha creduto in me fin dal primo giorno: alla mia famiglia, agli amici e a chi ha lavorato duramente per rendere questo spazio perfetto. E ovviamente, grazie a voi che ci sceglierete ogni giorno. La porta è aperta. Vi aspetto per scrivere insieme il primo capitolo di FM Barber Studio». Con l’apertura di FM Barber Studio, Squillace accoglie un’attività che unisce professionalità, passione e radici familiari. Un luogo dove ogni cliente può trovare competenza, stile e un’atmosfera che fa sentire a casa. Carmela Commodaro
Il Comune di Stalettì partecipa all’iniziativa nazionale “Tutti a scuola a piedi o in bici”, promossa da Fiab (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta) che si svolgerà in tutta Italia dal 16 al 21 marzo, in occasione dell’arrivo della primavera. L’obiettivo è semplice e ambizioso allo stesso tempo: promuovere stili di vita più sani, sostenibili e rispettosi dell’ambiente, invitando studenti e famiglie a lasciare l’auto a casa e a raggiungere la scuola camminando o pedalando. Scegliere di andare a scuola a piedi o in bicicletta non è solo un gesto simbolico. È un’abitudine che porta vantaggi concreti: migliora la qualità dell’aria, riducendo le emissioni e l’inquinamento nei pressi degli istituti scolastici; diminuisce il traffico davanti alle scuole, rendendo gli ingressi più sicuri e vivibili; favorisce il benessere fisico e mentale dei ragazzi, che iniziano la giornata con movimento e aria aperta; rafforza il legame tra genitori e figli, trasformando il tragitto casa-scuola in un momento di condivisione, dialogo e scoperta. In un’epoca in cui i ritmi quotidiani sono sempre più frenetici, questa iniziativa invita a rallentare, a vivere lo spostamento non come un obbligo ma come un’esperienza educativa e piacevole. Con l’adesione a “Tutti a scuola a piedi o in bici”, Stalettì conferma la propria attenzione ai temi della sostenibilità, della salute e della mobilità dolce, promuovendo un cambiamento culturale che parte dai più giovani e coinvolge l’intera comunità. L’amministrazione comunale invita famiglie, studenti e personale scolastico a partecipare con entusiasmo, trasformando questa settimana in un’occasione per sperimentare nuove abitudini e, magari, farle diventare parte della quotidianità. Carmela Commodaro
“Sollecitiamo le autorità preposte ad effettuare i dovuti controlli per garantire un regolare commercio, privo di forme di speculazione che non hanno nulla a che vedere con i fatti politici del Medioriente, ma che vengono utilizzati per lucrare in maniera spregiudicata e meschina sulle spalle degli agricoltori prima e dei consumatori poi”, è questo l’accorato ma deciso appello di Francesco Macrì presidente della Confederazione produttori agricoli (Copagri) della Calabria. “Il tessuto agricolo italiano e ancor più quello del Mezzogiorno – premette Macrì – è fatto di realtà aziendali medio piccole, con aziende anche di pochi ettari che tuttavia assicurano la cura del territorio dal degrado e dal dissesto. A questo già delicato e fragile comparto, viene oltre tutto chiesto di rimanere nel rispetto delle norme con continue azioni di adeguamento; l’unica arma per affrontare queste quotidiane tribolazioni è la vendita dei prodotti ottenuti dalla terra o dalla stalla, che purtroppo frequentemente paga gli effetti del clima e del mercato politico, con ricavi modesti a volte inadeguati. Già con questo – sottolinea il presidente della Confederazione produttori agricoli Francesco Macrì – ce ne sarebbe abbastanza per avere un quadro preoccupante sul futuro del comparto, ma altre minacce incombono, come gli accordi Mercosur, che sono stati per adesso solo rinviati, con la strategia dell’abbassare il volume e rimandare a quando il polverone sarà di nuovo sedimentato e potrà essere fatto passare alla votazione in modo silente, magari sotto le festività o nel periodo estivo, quando notoriamente l’attenzione si abbassa e vengono fatti scivolare sui tavoli decisionali emendamenti, decreti legislativi e integrazioni canaglia con il voto dei pochi presenti che, tuttavia, sono sufficienti perché diventi esecutivo, con il conseguente arrivo di prodotti alimentari da altre nazioni, che non hanno le stesse nostre regole di produzione e dove sono ancora in uso prodotti fitoterapici banditi da decenni nel nostro Paese. Oggi – mette in rilievo il barone Macrì numero uno di Copagri – se il quadro non fosse ancora abbastanza difficile, si aggiunge la delicata e mai sopita questione Mediorientale e, a seguito dei bombardamenti dei siti strategici militari e delle petroliere, i listini dei sottoprodotti petroliferi ha cominciato a salire: per ora di solo 11 dollari al barile (che in euro sono 11 dollari su 159 litri, ovvero €0,0069 al litro) ma inspiegabilmente i sui derivati, specialmente il gasolio, è in 10 giorni passato da 0,92 €/litro a 1,35€/litro vale a dire di ben 0,43€/litro che in altri termini sono un aumento del 46%. Analogamente, i concimi azotati semplici e binari hanno seguito la scia. Verrebbe da pensare che siano stati incoraggiati dalla stagione che, canonicamente, in questo periodo li vede protagonisti per favorire il risveglio vegetativo, ma atteniamoci ai fatti: è un proliferare di segnalazioni in cui i rivenditori (che avevano preventivamente messo in magazzino i concimi) dopo una indicazione di prezzo, con lo scoppio del conflitto Mediorientale hanno accampato scuse per non consegnare il prodotto. E rinviando ad un futuro scarico la disponibilità del prodotto ma con prezzi più cari del 25-30%. Si vuole portare il comparto, già in ginocchio, al tracollo? Questi i fatti registrati e registrabili – conclude il presidente della Copagri Calabria Francesco Macrì – il nostro Sindacato vuole attirare e invitare le autorità preposte ad effettuare i dovuti controlli, per garantire un regolare commercio privo di queste forme di speculazione, che non hanno nulla a che vedere con i fatti politici del Medioriente. Ma che sono stati utilizzati per lucrare in maniera spregiudicata e meschina, sulle spalle degli agricoltori prima e dei consumatori poi”.
Sono in totale 9 le persone destinatarie di Avvisi di conclusione delle indagini preliminari emessi dalla Procura della Repubblica lametina che ha coordinato l’indagine “IRA”, condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile di Lamezia Terme, da personale della Polizia di Stato del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Lamezia Terme e da Militari della Stazione Carabinieri di Lamezia Terme Sambiase. I fatti contestati riguardano la violenta rissa verificatasi lo scorso aprile tra una frangia della tifoseria della squadra calcistica “Vigor Lamezia Calcio 1919” e una della “A.S.D. Sambiase 2023”, oggi entrambe militanti nel campionato calcistico di serie “D”. I destinatari dei provvedimenti giudiziari sono, nello specifico, 5 supporters vigorini e 4 sambiasini, tutti ritenuti responsabili del reato di rissa aggravata e, a vario titolo, dei reati di porto abusivo di oggetti atti ad offendere, lancio di oggetti pericolosi, esplosioni in luogo pubblico e calunnia. Erano circa le 22:30 del 6 aprile 2025 quando diversi cittadini hanno segnalato al Numero Unico di Emergenza 1 1 2 due distinti gruppi di persone, armate di bastoni e cinghie, alcune travisate e vestite con vessilli delle squadre calcistiche lametine della “Vigor” e del “Sambiase”, che si stavano muovendo per le vie del quartiere Sambiase, dando l’impressione di cercarsi vicendevolmente, per poi dar vita ad una vera e propria guerriglia urbana accompagnata da forti esplosioni e lancio di oggetti. Sul posto giungevano immediatamente i Militari di una Gazzella del Nucleo Operativo e Radiomobile e della Stazione Carabinieri di Lamezia Terme Sambiase: dopo un fuggi-fuggi disordinato, uno dei facinorosi fermati, tentando di opporsi ai Carabinieri intervenuti, armato di una cintura con una grossa fibbia in metallo li ha colpiti violentemente, cagionandogli delle lesioni agli arti superiori. Il soggetto, tifoso della “A.S.D. Sambiase 2023”, veniva arrestato in flagranza di reato per resistenza a Pubblico Ufficiale. Considerata la gravità dei fatti occorsi, è stato costituito un pool investigativo formato da personale dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato, coordinato dalla Procura: in brevissimo tempo sono stati acquisiti i video di decine di sistemi di videosorveglianza pubblici e privati, analizzate oltre 100 ore di filmati e raccolte numerose testimonianze oculari. La meticolosa attività svolta, unita alla profonda conoscenza del territorio, ha consentito di ricostruire l’intera vicenda culminata in uno scontro delineatosi come già pianificato ed organizzato. È stata, infatti, dimostrata la premeditazione degli scontri, anche tenuto conto dei movimenti dei tifosi, armati di bastoni, spranghe e cinghie con fibbie in metallo, per le vie del quartiere Sambiase e le successive fasi degli scontri. Il risultato raggiunto, che vede oggi indagati i 9 supporters delle due squadre, evidenzia la capacità dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato di operare sinergicamente per la tutela dell’Ordine e della Sicurezza Pubblica nel territorio di Lamezia Terme. Sarà rimessa al Questore della Provincia di Catanzaro la valutazione circa l’emissione nei confronti dei soggetti coinvolti nella rissa del c.d. D.A.Spo. Fuori Contesto.
Con riferimento a quanto riportato da alcune testate giornalistiche e riferito alle dichiarazioni del Consigliere Regionale Ernesto Alecci, l’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro intende da subito rassicurare la cittadinanza e il personale dipendente, precisando che la notizia di trasferimento di posti letto di ambito riabilitativo dall’ospedale di Soverato all’ospedale o ad altre strutture di Lamezia Terme è del tutto infondata. Gli elementi di dettaglio della situazione verranno forniti dagli Organi istituzionali competenti nell’ambito dell’interrogazione chiesta dallo stesso Consigliere.
Si terrà lunedì 16 marzo alle ore 18:00, presso la sala consiliare “Bruno Manti” di Soverato, l’incontro-dibattito pubblico intitolato “Sì Riforma”. L’evento, promosso da Fratelli d’Italia, rappresenta un importante momento di confronto e di approfondimento sui temi caldi della riforma sul sistema giudiziario, con l’obiettivo di informare i cittadini sulle ragioni del “Sì” al quesito referendario.
Il dibattito sarà guidato dal giornalista e saggista Massimo Tigani Sava, in veste di moderatore.
Ad arricchire il confronto sarà un parterre di relatori di altissimo profilo, espressione sia del mondo forense che delle Istituzioni.
Consapevoli che i temi della giustizia richiedono competenze specifiche per essere sviscerati, dopo i saluti istituzionali e delle cariche partitiche di Fratelli d’Italia e Gioventù Nazionale di Soverato, la prima parte degli interventi sarà dedicata a un’analisi puramente tecnica. A fare chiarezza sui dettagli normativi e sulle reali ricadute della riforma saranno professionisti autorevoli del mondo forense: l’Avv. Matteo Caridi, stimato avvocato del Foro di Catanzaro, già Amministratore della nostra Città, e l’Avv. Francesco Iacopino, Presidente della Camera Penale di Catanzaro, impegnato in prima linea in queste settimane in un’intensa campagna informativa sul territorio.
A questa fondamentale e necessaria disamina tecnica si affiancherà la prospettiva politica. Gli esponenti istituzionali di Fratelli d’Italia illustreranno la visione del partito e le ragioni a sostegno della Riforma. Interverranno: l’On. Antonio Montuoro, Assessore della Regione Calabria con deleghe in materia di Ambiente, Valorizzazione del capitale umano e innovazione nel lavoro pubblico, Legalità e Sicurezza, Valorizzazione dei beni confiscati alla mafia, e l’On. Fausto Orsomarso, Senatore della Repubblica, già Assessore regionale con deleghe al Lavoro, Sviluppo Economico e Turismo.
A tirare le fila del dibattito sarà l’On. Wanda Ferro, Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Interno, che concluderà i lavori portando la prospettiva del Governo sull’impegno per una giustizia più efficiente.
L’incontro è pensato per andare oltre i semplici slogan, unendo l’accuratezza tecnica alla direzione politica.
La cittadinanza è invitata a partecipare.
Giuseppe Pellegrino – Coordinatore cittadino Circolo FdI Soverato
Sono partite da alcuni mesi, in maniera strutturata e coordinata, le attività del progetto “Infanzia al Centro”, un’iniziativa strategica dedicata al potenziamento dei servizi educativi rivolti alla prima infanzia nei territori del Basso Ionio Catanzarese e delle Preserre Calabresi. Il progetto è finanziato attraverso le risorse ministeriali del Pnrr – Missione 5, nell’ambito dell’annualità 2023 dell’Avviso pubblico dell’Agenzia per la Coesione Territoriale. A promuovere e realizzare l’iniziativa è la cooperativa sociale “La Cicogna”, in partenariato con la cooperativa sociale “LiberaMente” e l’asilo nido-ludoteca “Imparare Giocando”, una rete virtuosa di realtà esperte nel settore educativo che hanno scelto di collaborare per rispondere in modo concreto e innovativo ai bisogni delle famiglie e dei bambini del territorio. “Infanzia al Centro” punta alla creazione di una rete integrata territoriale di servizi educativi e di sostegno per la fascia 0-6 anni, con interventi mirati al contrasto alla povertà educativa minorile; al potenziamento e ampliamento dei servizi educativi esistenti; alla creazione dell’hub dell’infanzia, uno spazio dedicato a crescita, inclusione e partecipazione; allo sportello “SOS Genitori”, per supporto, ascolto e consulenza alle famiglie; e a laboratori educativi e relazionali rivolti a bambini e nuclei familiari. Un programma articolato che, nei prossimi due anni, mira a rafforzare la qualità dell’offerta educativa, migliorare l’accessibilità ai servizi e favorire il benessere delle famiglie, con un approccio inclusivo e comunitario. A sostenere il progetto vi è una rete ampia di enti pubblici e scolastici, tra cui i Comuni di Soverato, Isca sullo Ionio, Badolato, Davoli e San Sostene, oltre all’Istituto Comprensivo Davoli–San Sostene e all’Unione dei Comuni “Versante Ionico”. Una collaborazione che rafforza il legame tra terzo settore, istituzioni e comunità educante. Grazie alla sinergia tra realtà sociali, amministrazioni comunali e istituzioni scolastiche, “Infanzia al Centro” avrà una ricaduta significativa sull’intera area del Basso Ionio Catanzarese e delle Preserre. L’obiettivo è contribuire alla costruzione di una comunità educante più inclusiva, capace di rispondere ai bisogni dell’infanzia e di sostenere le famiglie attraverso servizi innovativi, accessibili e di alto valore sociale. Il progetto rappresenta un passo importante verso un territorio che investe sul futuro, mettendo davvero l’infanzia al centro. Carmela Commodaro