Con la firma dell’Ordinanza Sindacale n. 30/2026, la sindaca di Borgia Elisabeth Sacco ha revocato con effetto immediato il divieto temporaneo di balneazione che era stato emesso lo scorso 16 agosto. La decisione giunge a seguito dei risultati delle nuove analisi effettuate da Arpacal il 17 agosto sui campioni prelevati nei punti critici del litorale: Lido San Salvador, Villaggio Comunale, Cammello Grigio e Lido Acquatica. Tutte le rilevazioni hanno dato esito pienamente conforme, confermando che i parametri microbiologici sono rientrati all’interno dei limiti stabiliti dalla normativa vigente. L’amministrazione comunale esprime grande soddisfazione per poter restituire alla piena fruizione di residenti e turisti la bellezza delle proprie acque, sottolineando al contempo che l’attenzione della macchina amministrativa resta altissima. Nonostante la riapertura delle spiagge, proseguiranno infatti le attività di verifica e di approfondimento già avviate sul territorio e lungo il corso del fiume Corace. Questo lavoro d’indagine condotto in stretta sinergia con Arpacal, la Regione Calabria e gli altri enti preposti mira a chiarire in modo definitivo le possibili cause che avevano determinato l’anomalia registrata il 15 agosto. Rafforzando l’impegno verso la tutela della salute pubblica e la sicurezza della comunità, la sindaca Elisabeth Sacco ha voluto esprimere il proprio sincero ringraziamento ad Arpacal per la tempestività e il rigore dimostrati nel monitoraggio, oltre che a tutti gli enti coinvolti nelle operazioni di controllo. Il mare di Borgia torna così completamente accessibile e sicuro, supportato da un sistema di vigilanza costante a garanzia dell’ambiente e dei bagnanti. Carmela Commodaro
Un grave incidente stradale si è verificato lungo la strada provinciale che collega Cropani a Sersale, dove due vetture sono rimaste coinvolte in un violento scontro frontale. Il bilancio complessivo dell’impatto è di tre persone ferite. All’arrivo della squadra dei Vigili del Fuoco, un primo occupante era già stato preso in cura dal personale sanitario del 118 e trasportato in ospedale a bordo di un’ambulanza. All’interno della seconda vettura, una Fiat Punto, una coppia di anziani si trovava ancora incastrata nell’abitacolo con traumi di varia entità. Per consentire un’estrazione protetta mediante tavola spinale ed evitare ulteriori traumi ai due occupanti, i Vigili del Fuoco hanno utilizzato cesoie idrauliche per rimuovere gli sportelli della vettura e mettere in sicurezza l’area. A seguito delle operazioni di disincastro, la signora è stata trasferita d’urgenza in ospedale tramite elisoccorso, mentre il coniuge è stato trasportato in ambulanza. Sul luogo del sinistro sono intervenuti i Vigili del Fuoco, tre ambulanze, l’eliambulanza e i Carabinieri per l’esecuzione dei rilievi di rito e la gestione della viabilità.
Alecci: “escamotage amministrativi per coprire i ritardi nella realizzazione delle strutture.”
Com’è noto, ad oggi molti Ospedali e Case di comunità in Calabria sono in ritardo rispetto ai tempi previsti dal PNRR. Una gestione della sanità approssimativa ha reso impossibile rispettare le scadenze europee, generando una problematica diffusa sui territori con alcuni cantieri addirittura ancora nemmeno partiti. Per questo motivo, la Regione Calabria ha pensato bene di dare vita ad un escamotage amministrativo che se da un lato proverà a “salvare” la rendicontazione europea, dall’altro non farà altro che penalizzare ancora i calabresi che, oltre ai ritardi e ai dubbi sulla realizzazione finale delle strutture, vedranno sottratte altre risorse destinate invece ad altri obiettivi. Il modo migliore per spiegare la situazione è rendere noto quello che sta succedendo all’interno della Casa della Salute di Chiaravalle Centrale, tenendo ben presente che questo è solo uno dei tanti esempi presenti nella nostra regione. Una recente delibera dell’Asp di Catanzaro ha, infatti, fissato all’interno di uno dei piani della struttura di Chiaravalle la nuova posizione dell’Ospedale di Comunità di Botricello con decorrenza dell’attività a partire dal 20 giugno 2026. Sembra uno scherzo, ma è tutto vero: il nuovo Ospedale di Comunità di Botricello è attivo, o dovrebbe esserlo, nella Casa della Salute di Chiaravalle. Per verificare la situazione ho voluto fare un sopralluogo. A Chiaravalle non ho trovato targhe o insegne, né medici, né infermieri e nemmeno, naturalmente, pazienti. Ho trovato solo una corsia di ospedale che già c’era ed era destinata alla riabilitazione. Quindi ecco svelato il bluff: l’Ospedale di Comunità di Botricello esiste solo sulla carta! Una parte dei fondi del PNRR previsti per l’Ospedale di Botricello sono stati destinati ad ammodernare in qualche modo un’area della Casa di Comunità di Chiaravalle, rinominando formalmente quell’area, comunicando l’apertura del nuovo Ospedale, in modo da provare a “salvare” il finanziamento che sarebbe andato perso a causa dei ritardi nella realizzazione della struttura prevista. Questo “giochino” creativo, se mai dovesse andare a buon fine, in ogni caso, tra qualche tempo però presenterà il suo conto ai calabresi, perché in questo modo le risorse del PNRR da utilizzare per portare a termine il “vero” Ospedale di Botricello non basteranno più. E, quindi, per Botricello e per i tanti altri cantieri in ritardo si dovranno recuperare altre economie da fondi che sarebbero serviti per altro. E, alla fine, a pagarne le conseguenze saranno ancora una volta i cittadini calabresi.
Al via la seconda edizione dello Scolacium Docu Film Fest, che da domani mercoledì 19 fino al 23 agosto, con inizio alle 19.30, porterà in piazza Maria Ausiliatrice a Soverato un viaggio attraverso alcune delle figure più importanti e rappresentative della musica italiana. Cinque serate in cui cinema, musica e memoria si incontrano per restituire al pubblico storie, percorsi artistici e umani di protagonisti che, attraverso le loro canzoni, hanno contribuito a costruire la nostra identità culturale. Lo Scolacium Docu Film Fest, ideato da Gianvito e Alessandro Casadonte, si inserisce nella programmazione estiva della Città di Soverato, con il sostegno della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo del Ministero della Cultura e del Comune di Soverato. Un vero e proprio percorso nella memoria della canzone italiana che parte domani mercoledì 19 agosto con “Signor Faletti”, docufilm diretto da Michele Truglio e Alessandro Galluzzi. L’opera, ripercorre la straordinaria ed eclettica carriera di Giorgio Faletti, artista eclettico che ha attraversato comicità, cabaret, musica, cinema e letteratura. La serata sarà accompagnata dall’incontro-dibattito con i due registi. Giovedì 20 agosto sarà protagonista il mondo di Edoardo Bennato con “Edoardo Bennato. Sono solo canzonette”, scritto e diretto da Stefano Salvati. Il documentario ripercorre la vita e la carriera del celebre cantautore napoletano, raccontandone l’animo ribelle, il rapporto con il rock e il blues e quel successo che lo ha reso un pioniere dei grandi live negli stadi. Salvati è una figura di riferimento nel mondo del videoclip e dell’audiovisivo musicale italiano. Venerdì 21 agosto sarà la volta di “Brunori Sas – Il tempo delle noci”, docufilm diretto da Giacomo Triglia, incentrato sull’universo creativo e personale del cantautore Dario Brunori, artista calabrese diventato una delle voci più riconoscibili della musica italiana contemporanea. Se ne parlerà col regista che ha costruito una parte importante del proprio percorso proprio nell’incontro tra cinema, musica e audiovisivo. Sabato 22 agosto spazio a “Il mio nome è Riccardo Cocciante”, ancora diretto da Stefano Salvati. Il documentario rappresenta il primo ritratto biografico ufficiale in forma di docufilm dedicato alla vita e alla straordinaria carriera di Riccardo Cocciante, protagonista di una lunga stagione della musica italiana e internazionale. Anche in questo caso la proiezione sarà arricchita dall’incontro con il regista. La chiusura, domenica 23 agosto, sarà affidata a “Rino Gaetano, Sempre più blu”, docufilm diretto da Giorgio Verdelli. Presentato alla Festa del Cinema di Roma, il film restituisce un ritratto approfondito del celebre e irriverente cantautore calabrese attraverso lo sguardo del regista e produttore di documentari e programmi musicali che da decenni racconta i grandi protagonisti della musica italiana e internazionale. Gli appuntamenti con gli autori saranno moderati da Maria Francesca Gagliardi, responsabile Scouting e acquisizioni letterarie di FremantleMedia Italy Group. “Il valore di un progetto come lo Scolacium Docu Film Fest – sottolinea il direttore artistico Gianvito Casadonte – è innanzitutto culturale e formativo. Vogliamo costruire occasioni capaci di coinvolgere il pubblico di ogni età, parlando soprattutto ai più giovani attraverso un linguaggio, quello del cinema, che può diventare uno straordinario strumento di conoscenza. E’ importante continuare a tenere vivo e valorizzare il grande patrimonio della canzone italiana, creando opportunità di dialogo dal vivo con gli autori e permettendo al pubblico di conoscere le storie, le tecniche e le scelte che stanno dietro ogni opera”. La manifestazione è realizzata con la collaborazione dei partner Webgenesys, G.B. Spadafora, Banca Montepaone – Gruppo BCC Iccrea, Calabria Motori, Gioielleria Megna, BB Promo Service, Assodue, L’Aurora, Biba e Lavanderia Ecologica.
Si è concluso con il salvataggio di due bambini un intervento di soccorso in mare effettuato nel tardo pomeriggio di ieri, sulla spiaggia antistante il lungomare di Melito Porto Salvo, in prossimità della Chiesa. Protagonista dell’intervento l’ing. Sebastiano Rotta, vice dirigente del Comando dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria, che, mentre si trovava in spiaggia con la propria famiglia, durante una nuotata ha notato un gruppo di cinque bambini, di età compresa tra i 5 e i 10 anni, a circa 50 metri dalla riva, a bordo di una tavola SUP. Avendo percepito che i bambini non avessero particolare dimestichezza con la pagaia e che la tavola potesse essere stata trascinata dalla corrente, l’ing. Rotta si è avvicinato con l’intento di accompagnarli verso la riva. Giunto a circa 20 metri dal gruppo, uno dei bambini, di circa 5-6 anni, si è improvvisamente tuffato in acqua, iniziando ad annaspare e chiedendo aiuto. L’ing. Rotta è intervenuto immediatamente, raggiungendolo e mettendolo in sicurezza. Poco dopo, anche una bambina più grande, spaventata dalla situazione, si è tuffata in acqua e ha iniziato a chiedere aiuto. Il vice dirigente ha quindi raggiunto anche la bambina e, mantenendo entrambi i minori in condizioni di sicurezza, li ha accompagnati fino a un gommone ormeggiato nelle vicinanze, consentendo loro di aggrapparsi e di attendere l’arrivo dei soccorsi dalla riva. Nel frattempo, diversi bagnanti, richiamati dalla situazione, sono intervenuti dalla spiaggia e hanno contribuito a riportare i bambini sul bagnasciuga, dove sono stati tutti messi in salvo. L’episodio evidenzia l’importanza della tempestività dell’intervento e della capacità di valutare rapidamente le situazioni di potenziale pericolo, soprattutto quando sono coinvolti bambini, contribuendo a evitare conseguenze che avrebbero potuto risultare ben più gravi.
Oltre mille finanzieri e 440 pattuglie impiegati tra luglio e agosto. Sequestrati anche 1,3 chili di droga e 500 piante di canapa, che avrebbero fruttato più di 400mila euro
Il Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Catanzaro, in linea con le direttive fornite anche dalla Prefettura del capoluogo calabrese e coinvolgendo i dipendenti Reparti, ha disposto su tutto il territorio di competenza, un rafforzamento del dispositivo di contrasto ai fenomeni di illegalità economico-finanziaria, in particolare nelle località ad alta vocazione turistica catanzaresi, lametine e soveratesi. L’intensificazione dell’attività di controllo del territorio provinciale ha comportato, nel corso del mese di luglio e delle prime settimane di agosto, l’impiego complessivo di oltre 1000 finanzieri, (di cui oltre 780 per il servizio 117) per l’esecuzione di mirati e coordinati interventi relativi, in particolare, alla repressione degli illeciti di natura economico-finanziaria che hanno interessato le strutture turistico-ricettive, gli stabilimenti balneari, le adiacenti aree di sosta e gli esercizi commerciali ambulanti. L’attività di controllo è stata ulteriormente rafforzata lungo le principali arterie stradali e in prossimità dei luoghi maggiormente interessati dalla movida estiva, attraverso l’impiego di oltre 440 pattuglie (di cui oltre 340 per il servizio 117). Grande attenzione è stata dedicata alla salvaguardia delle categorie di lavoratori più vulnerabili sotto il profilo economico-sociale, attraverso l’esecuzione di mirati interventi in materia di lavoro che hanno consentito di elevare sanzioni nei confronti di 4 attività commerciali, resisi responsabili di aver impiegato manodopera irregolare e/o in nero. Complessivamente sono stati 36 i lavoratori in nero/irregolari scoperti (di cui 3 minori e 4 stranieri) nelle aree di Lamezia Terme, Catanzaro Lido e Soverato. In ragione del consistente afflusso turistico, sono stati altresì potenziati i controlli presso l’aeroporto internazionale di Lamezia Terme. I Finanzieri, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nell’ambito delle attività di monitoraggio e vigilanza sulla circolazione transfrontaliera di valuta presso l’aeroporto di Lamezia Terme, hanno eseguito 26 controlli in materia valutaria e doganale intercettando un flusso di denaro contante di oltre 230 mila euro, con 6 soggetti sanzionati. Nell’ottica di contribuire ad assicurare la tutela del “made in Italy” e la “sicurezza prodotti” intesa come salvaguardia del tessuto produttivo italiano, sono stati programmati ed eseguiti due piani di intervento che hanno consentito di sequestrare complessivamente oltre 230.000 prodotti (tra i quali orologi contraffatti, giocattoli, profumi e cosmetici non conformi alla normativa vigente in materia di sicurezza prodotti), denunciare 2 soggetti e segnalare amministrativamente ulteriori 7 persone. Efficaci e periodiche sono state le operazioni volte al contrasto del traffico di sostanze stupefacenti, spesso espletate anche con l’ausilio delle unità cinofile e programmate in prossimità di locali notturni e luoghi di aggregazione della movida locale. Tale impegno ha previsto l’esecuzione di 15 interventi nell’ambito dei quali sono stati segnalati 4 soggetti (di cui 1 tratto in arresto) alla competente A.G. e 8 individui alle competenti Prefetture. Le attività hanno permesso il sequestro di circa 1,3 kg di sostanza stupefacente di vario tipo. Inoltre, in collaborazione con la Sezione Aerea della Guardia di Finanza di Lamezia Terme, i baschi verdi del Gruppo di Catanzaro hanno individuato vaste piantagioni di canapa indiana, realizzate su alcuni appezzamenti di terreno ricadenti nel catanzarese. L’attività operativa ha permesso di rinvenire e sequestrare circa 500 piante, di altezza variabile e con infiorescenze in ottimo stato di maturazione. Le illecite piantumazioni, occultate da alti rovi e dalla fitta vegetazione circostante e realizzate con il cosiddetto metodo “a macchia di leopardo”, ovvero sfruttando piccoli terrazzamenti non molto distanti tra loro, venivano annaffiate con ingegnosi sistemi di irrigazione. Tenuto conto del numero e delle dimensioni delle piante rinvenute, oramai prossime alla raccolta e in ottemperanza alle disposizioni impartite dalla locale Autorità Giudiziaria prontamente informata, le stesse sono state estirpate e distrutte in loco. La vendita al dettaglio della marijuana ottenuta dalla successiva essiccazione avrebbe fruttato un illecito guadagno stimato oltre 400 mila euro. L’azione di contrasto all’economia sommersa e all’evasione fiscale è stata sviluppata attraverso 151 controlli sulla regolare emissione di scontrini e ricevute fiscali rilevando irregolarità nel 30% dei casi per 44 esercizi commerciali. Infine, l’attività posta in essere dalla componente Antiterrorismo e Pronto Impiego dei Gruppi di Catanzaro e di Lamezia Terme, impiegata nel controllo economico del territorio, ha permesso di individuare 28 infrazioni al Codice della Strada, elevando sanzioni successivamente oblate per importi pari a circa 16.000 euro. Prevenzione, trasversalità e capillarità sono state le linee strategiche del piano straordinario dei controlli della stagione estiva promosso dal Comando Provinciale di Catanzaro e dai dipendenti reparti, in aggiunta a quelli delle paritetiche Forze di Polizia, in ossequio alle indicazioni della locale Prefettura, al fine di conseguire un effetto deterrente rispetto a condotte illecite che minano la sicurezza della collettività e violano le regole del mercato, salvaguardando sia i cittadini che le imprese che operano legalmente.
Dal funzionamento dei modelli generativi fino alla domanda filosofica decisiva sulla differenza tra uomo e intelligenza artificiale. Una serata tra tecnologia, psicologia, filosofia e antropologia promossa dalla Pro Loco
L’intelligenza artificiale è già entrata nella vita quotidiana di miliardi di persone, viene utilizzata nella medicina, nel lavoro, nella comunicazione e nell’educazione, ma il fatto che funzioni – anche molto bene – non significa che pensi, comprenda o possieda una coscienza. Da questa distinzione è partito il percorso proposto da Francesco Pungitore durante la presentazione del suo libro Complessità umana. Linearità artificiale, svoltasi a Chiaravalle Centrale nell’Auditorium dell’IC “Corrado Alvaro”.
Francesco Pungitore è docente di Psicologia, Scienze umane, Filosofia, Storia e Tecniche della comunicazione negli istituti secondari di secondo grado del Piemonte. Giornalista e formatore esperto di Intelligenza Artificiale, con master e perfezionamenti post-laurea in Comunicazione digitale e Tecnologie per l’Insegnamento, svolge una intensa attività di formazione per scuole e aziende anche nell’ambito di due enti formativi nazionali con sede in Piemonte, concentrando da anni la propria ricerca sul rapporto tra innovazione tecnologica, processi educativi e trasformazioni culturali.
È coordinatore nazionale della Consulta per l’Intelligenza Artificiale dell’UCIIM – Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Educatori e Formatori e direttore tecnico dell’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale, incarichi nei quali approfondisce in particolare le implicazioni educative, sociali ed etiche dell’IA e la necessità di costruire una nuova cultura della consapevolezza digitale.
Il suo interesse per le tecnologie applicate all’educazione e alla diffusione della conoscenza precede di molti anni l’attuale rivoluzione dell’Intelligenza Artificiale. Già nel 2000, durante il ministero di Giovanna Melandri, collaborò infatti nell’ambito del progetto ministeriale “Mediateca 2000” del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, contribuendo concretamente alla nascita e allo sviluppo di mediateche nel Mezzogiorno, tra cui quelle di Crotone, San Vito sullo Ionio e Vibo Valentia. Un percorso che lega idealmente le prime esperienze di digitalizzazione dell’accesso alla cultura alle attuali riflessioni sull’Intelligenza Artificiale: tecnologie diverse, in epoche diverse, ma una stessa domanda di fondo su come l’innovazione possa essere posta al servizio della conoscenza, della scuola e delle persone.
La serata di Chiaravalle è stata costruita attorno a due interrogativi strettamente collegati: che cosa fa realmente l’intelligenza artificiale e, soprattutto, che cosa distingue ancora radicalmente l’essere umano dalla macchina?
Nella prima parte dell’incontro Pungitore ha scelto di partire dai dati e dalle applicazioni concrete, evitando tanto l’entusiasmo acritico quanto le letture apocalittiche. I numeri della diffusione dei sistemi di intelligenza artificiale, l’impiego crescente in settori ad alta complessità e le esperienze già in corso anche nel campo della medicina mostrano, secondo l’autore, come la domanda “IA sì o IA no” sia ormai sostanzialmente superata. L’intelligenza artificiale è già presente. La questione diventa allora comprendere come utilizzarla, in quali contesti e secondo quali regole.
Dietro la “magia” dell’IA: probabilità, token e algoritmi
Una parte significativa della presentazione è stata dedicata proprio a smontare quella sorta di rappresentazione magica che spesso accompagna i sistemi generativi.
Attraverso alcune slide, Pungitore ha illustrato in forma divulgativa il funzionamento dei grandi modelli linguistici: dalla trasformazione del testo in token agli embedding, dai meccanismi di attenzione alla previsione probabilistica dell’elemento successivo.
Alla base rimane infatti un sistema statistico di enorme complessità, addestrato su immense quantità di dati e capace di stimare, all’interno di un determinato contesto, quale token abbia la maggiore probabilità di seguire quelli precedenti. Nel libro il processo viene descritto come quello di una macchina capace, semplificando, di prevedere il token successivo, pur all’interno di architetture dalle quali emergono prestazioni estremamente sofisticate.
È proprio l’efficacia dei risultati a creare l’equivoco. Una risposta coerente, una poesia, un testo complesso, una traduzione o persino un dialogo apparentemente empatico possono generare nell’utente la sensazione che dall’altra parte vi sia “qualcuno”. Ma prestazione e coscienza non sono sinonimi, così come la capacità di produrre linguaggio non dimostra automaticamente l’esistenza di un’esperienza soggettiva.
Da qui anche il richiamo all’argomento filosofico di John Searle: la manipolazione corretta dei simboli secondo determinate regole non implica necessariamente la comprensione del loro significato. La sintassi, in altri termini, non coincide automaticamente con la semantica.
La questione centrale: la differenza
È stato però nella seconda parte dell’incontro che la riflessione si è spostata dal piano tecnologico a quello più propriamente filosofico e antropologico.
Il vero tema di Complessità umana. Linearità artificiale non è infatti stabilire quanto una macchina possa diventare brava a imitare alcune capacità cognitive umane. La domanda è un’altra: che cosa resta dell’umano quando molte delle competenze che per secoli abbiamo considerato esclusivamente nostre diventano riproducibili artificialmente?
La risposta proposta da Pungitore passa dal concetto di differenza categoriale. L’essere umano non coincide con le sue prestazioni. Non è soltanto un soggetto che calcola, scrive, risolve problemi o organizza informazioni. È un essere biologico e biografico, attraversato da memoria, emozioni, desideri, paure, contraddizioni, relazioni e dalla continua ricerca di un significato.
Una macchina può produrre un testo sul dolore. Ma non soffre quel dolore. Può descrivere la paura senza avere nulla da perdere. Può generare parole sull’amore senza avere mai atteso il ritorno di qualcuno.
È in questo senso che nel libro viene ripreso un passaggio di Searle particolarmente efficace: la simulazione di un temporale non bagna. Simulare un fenomeno e viverlo appartengono a due categorie differenti.
L’uomo può perdersi. La macchina no
Il confronto proposto dall’autore si è così allargato alla filosofia dell’esistenza. L’essere umano può dubitare di sé, cambiare direzione, pentirsi, essere attraversato dall’angoscia, interrogare il proprio passato e chiedersi quale significato abbia il proprio futuro. Può perdersi e tentare di ritrovarsi. La macchina no.
Non perché sia necessariamente meno efficiente, ma perché non possiede una biografia da perdere o da riconquistare. Nel libro questa differenza viene espressa attraverso un’immagine netta: un sistema artificiale non può perdersi perché non si è mai trovato; quando dialoga con noi non sta mettendo in gioco se stesso, ma elaborando una risposta probabile.
Da qui una delle tesi che hanno segnato maggiormente la presentazione: “La macchina può fare tutto, fuorché esistere”.
Una formula volutamente radicale che non intende sminuire la potenza tecnologica dell’IA, ma riportare al centro il significato dell’esistenza umana: vivere significa essere esposti al tempo, alle scelte, alla perdita, alla relazione, all’errore, alla responsabilità e alla ricerca di senso.
“Lo specchio che non specchia”
Tra le immagini filosofiche più suggestive emerse durante la serata anche quella che dà il titolo a un capitolo del volume: “Lo specchio che non specchia”.
Dialogando con un’intelligenza artificiale si ha spesso la percezione di incontrare un interlocutore. Il sistema restituisce il nostro linguaggio in forma ordinata, pertinente e talvolta sorprendente. Eppure, sostiene Pungitore, dietro quella superficie linguistica non compare un altro volto nel significato umano della parola.
C’è linguaggio. C’è efficacia. C’è coerenza. Ma la questione filosofica è se vi sia davvero qualcuno dall’altra parte. Ed è proprio questo paradosso a trasformare l’intelligenza artificiale in una straordinaria occasione per ripensare l’uomo. Perché, come sostiene il libro, mai come oggi una tecnologia capace di imitare alcune delle nostre funzioni cognitive ci aveva costretto a precisare che cosa appartenga invece alla dimensione irriducibile dell’esistenza. Non dunque una battaglia dell’uomo contro la macchina, ma un esercizio di distinzione.
Più le macchine diventano capaci di produrre prestazioni linguistiche e cognitive sofisticate, più diventa urgente comprendere che la dignità dell’uomo non può essere fatta coincidere semplicemente con la sua capacità di calcolare, scrivere o risolvere problemi. Nel libro la questione viene spinta fino alla sua conseguenza estrema: ciò che conta non è soltanto il pensiero prodotto, ma l’esistenza di “qualcuno” che pensa, sente, soffre, sceglie e si domanda perché stia facendo ciò che fa.
Una presentazione diventata dialogo
L’incontro ha progressivamente assunto la forma di un confronto con il pubblico, attraverso interventi, osservazioni e domande che hanno ampliato i temi proposti dall’autore.
Pungitore ha voluto ringraziare gli organizzatori della Pro Loco di Chiaravalle Centrale e il presidente Marcello Squillace, insieme ad Antonella Drosi, per l’organizzazione e l’attenzione riservata all’iniziativa.
Un ringraziamento è stato rivolto alla moderatrice Maria Patrizia Sanzo, che ha accompagnato il percorso della serata, e al professor Ulderico Nisticò, autore dell’introduzione all’incontro.
Particolarmente apprezzato anche il reading affidato a Lelah Kaur, che ha interpretato alcuni passaggi del libro con una lettura definita dall’autore attenta e sensibile.
Pungitore ha infine ringraziato i numerosi amici presenti, molti dei quali hanno voluto manifestare la propria vicinanza anche attraverso domande e interventi, e gli operatori della stampa che hanno seguito l’appuntamento.
Una serata dedicata all’intelligenza artificiale, dunque, che ha finito inevitabilmente per parlare soprattutto d’altro: dell’uomo.
Perché forse è proprio questo uno degli effetti più interessanti della rivoluzione tecnologica in corso. Quanto più le macchine imparano a fare cose che ritenevamo esclusivamente umane, tanto più siamo costretti a tornare alla domanda originaria.
Non soltanto: che cosa sapranno fare le macchine? Ma soprattutto: che cosa significa, per noi, continuare a essere umani?
Proseguono nella giornata odierna le attività di ricerca del velivolo disperso, coordinate dalla Prefettura di Cosenza. È prevista in mattinata, presso la sede della Prefettura, una riunione di coordinamento finalizzata a fornire ulteriori indicazioni operative e a definire le attività di ricerca. Sono stati effettuati anche riscontri mediante strumentazione IMSI Catcher, finalizzati all’individuazione della possibile area di ricerca attraverso la triangolazione dei segnali delle celle telefoniche. L’attività di ricerca, condotta in cooperazione tra i diversi Enti coinvolti, Vigili del Fuoco Aeronautica Militare, Capitaneria di Porto, e Dipartimento della Protezione Civile, sotto il coordinamento della Prefettura di Cosenza, ha finora dato esito negativo e proseguirà nel corso della giornata. L’ulteriore elaborazione dei dati relativi alle celle telefoniche ha consentito di restringere il campo delle ricerche verso l’area a monte, compresa tra i comuni di Fuscaldo, San Pietro di Fuscaldo e Scarcelli, dove saranno ulteriormente concentrate le attività operative.
All’indomani di Ferragosto, una collaboratrice dell’Osservatorio Permanente Ambiente e Territorio (Opat) ha effettuato una scoperta inquietante all’interno dell’Oasi ZSC Scolacium di Squillace. Nascosto tra le radici di un albero abbattuto, è stato individuato un contenitore apparentemente innocuo, all’apparenza pieno di semplice acqua, ma che a un esame più attento rivelava un contenuto ben diverso, cioè un liquido altamente infiammabile dal forte e inconfondibile odore. L’ipotesi avanzata dall’associazione è che si possa trattare dell’operato di piromani su commissione, intenti a posizionare preventivamente la tanica per poter poi agire indisturbati in un secondo momento. La pronta reazione della collaboratrice, che ha agito da vera e propria sentinella del territorio, preferendo mantenere l’anonimato, ha evitato il peggio. Dopo aver immediatamente allertato l’Opat, la donna ha tratto in salvo l’area rimuovendo il contenitore, il cui contenuto, se esposto a una qualsiasi fonte di calore, avrebbe generato un innesco dalle conseguenze devastanti e letali per l’intero ecosistema locale. L’Opat ricorda come l’Oasi Scolacium versi già al centro di forti tensioni e attenzioni critiche: dai recenti tagli di arbusti al sequestro di un cantiere forestale effettuato dai Carabinieri, fino alle ultime vicende legate alla recinzione di un uliveto adiacente alla pineta tramite una fitta e lunga rete metallica. Di fronte a questo nuovo episodio, l’Osservatorio si interroga con profonda preoccupazione su chi e perché intendesse utilizzare quel carburante in un contesto così delicato, ricco di vegetazione e fauna selvatica, che la comunità umana dovrebbe avere l’unico dovere di custodire e tutelare. Un sentito ringraziamento l’Opat rivolge alla volontaria per il coraggio dimostrato e a tutti i cittadini che quotidianamente supportano l’opera di sorveglianza e salvaguardia del patrimonio naturale. Carmela Commodaro
Ad Amaroni, una serata di musica e memoria ha trasformato il ricordo in presenza. Il primo memorial dedicato a Tony Chillà, cantante amaronese scomparso nell’aprile dello scorso anno, ha riunito amici, familiari, musicisti e cittadini in un abbraccio collettivo che ha saputo mescolare emozione, nostalgia e quella gioia semplice che Tony portava con sé ovunque andasse. L’evento si è aperto con un momento intenso: un video in cui Tony interpretava “Malattia d’amore”, accompagnato da una sequenza di fotografie che lo ritraevano insieme ad altri artisti, compagni di palco e di vita. Un silenzio carico di emozione ha attraversato la piazza, come se la sua voce fosse tornata a riempire lo spazio che per anni aveva animato. Subito dopo, la musica ha ripreso a scorrere dal vivo. Grazie all’impegno di Stefano Marra, più di venti artisti, giovani talenti e musicisti di lunga esperienza, sono saliti sul palco per rendere omaggio all’amico scomparso. Le esibizioni si sono alternate con naturalezza, creando un mosaico di generi, ricordi e affetti che ha restituito la dimensione più autentica di Tony: quella di un uomo capace di unire le persone attraverso la musica. In mezzo alle performance delle band, il palco si è aperto anche al karaoke, che ha visto dieci concorrenti esibirsi davanti a una giuria composta da Tiziana Chillà, figlia di Tony, Maria Perroncello, consigliera comunale, Antonio Ruggiero, già presidente del Comitato per il Gemellaggio “Amici di Risch”, e l’ospite d’onore Frank Laugelli, storico bassista dei New Trolls. È stato proprio Frank a consegnare il premio al vincitore, Alfonso Lagrotteria, emigrato in Svizzera, che con “Se bruciasse la città” ha conquistato pubblico e giuria dedicando la vittoria a Tony, in un gesto semplice e sincero che ha commosso la platea. La serata è stata organizzata dal Comitato per il Gemellaggio Amici di Risch, guidato dalla presidente Maria Rosa Tarzia, che ha presentato l’evento insieme a Carmelo Chillà, figlio di Tony, e ha interpretato alcuni brani in suo onore. Tarzia ha sottolineato come questa iniziativa abbia rappresentato un tributo sentito a una persona che, nel corso della sua vita, ha regalato ad Amaroni momenti di gioia, allegria e condivisione. Ha ricordato il ruolo attivo di Tony all’interno del Comitato e l’onore di poter dedicare a lui una serata costruita attraverso ciò che più amava: la musica. Il memorial ha ricevuto il patrocinio del Comune di Amaroni. Il sindaco Gino Ruggiero ha espresso la propria gratitudine per aver partecipato a un evento dedicato al “Maestro della voce”, sottolineando la forza dei ricordi condivisi e della passione che Tony ha saputo trasmettere a chiunque lo abbia incontrato. Particolarmente toccante l’intervento di Carmelo Chillà, che a nome della famiglia ha ringraziato tutti i presenti. Ha raccontato un anno difficile, segnato da un dolore profondo, ma anche la sensazione che questa serata abbia restituito un sorriso, come se Tony fosse tornato a vivere nelle canzoni, nei racconti e negli occhi di chi lo ha amato. Il primo memorial dedicato a Tony Chillà si è così trasformato in un ponte tra passato e presente, un modo per continuare a far vibrare quella voce che ha accompagnato generazioni di amaronese. L’appuntamento è già fissato al prossimo anno, per ricordarlo ancora una volta attraverso ciò che più lo rappresentava: la musica, l’amicizia e lo stare insieme. Carmela Commodaro