Sono stati circa trenta gli interventi effettuati dai Vigili del fuoco del Comando di Vibo Valentia nelle ultime 12 ore per incendi di vegetazione e macchia mediterranea. Per fronteggiare le numerose richieste di intervento, a partire dalle ore 14 il dispositivo di soccorso è stato potenziato con il richiamo di cinque unità libere dal servizio, chiamate a rafforzare un organico già fortemente impegnato. Gli incendi di maggiore entità si sono registrati nei comuni di Mileto, dove il rogo è ancora in atto, e di Jonadi, che hanno richiesto l’intervento di un mezzo aereo. Altri interventi significativi sono stati effettuati a Filandari, Dasà, Filadelfia e Briatico, dove le fiamme hanno lambito alcune abitazioni, generando momenti di forte apprensione tra i residenti ed a Francavilla Angitola, Gerocarne, Stefanaconi, Monterosso, Joppolo, e Spilinga.
Domenica 19 luglio la parrocchia di San Nicola Vescovo di Squillace Lido ha vissuto un momento significativo di vita comunitaria con la celebrazione eucaristica delle ore 19, durante la quale sono stati presentati ai fedeli il nuovo vicario parrocchiale e un accolito che svolgerà in parrocchia il suo anno di formazione verso il diaconato e il presbiterato. Il parroco padre Piero Puglisi ha comunicato che l’arcivescovo ha nominato don Andrea Arcuri, 47 anni, nuovo vicario parrocchiale. Don Andrea è stato ordinato sacerdote il 28 giugno scorso ed è originario di Gimigliano, dove ha prestato servizio come diacono nell’ultimo periodo, operando anche presso il Santuario della Madonna di Porto. Il nuovo vicario affiancherà padre Piero nella guida pastorale della parrocchia e nel servizio al Santuario della Madonna del Ponte. «La sua esperienza pastorale, la sua età e la forte devozione verso la Vergine Maria – ha sottolineato il parroco – saranno risorse importanti che valorizzeremo in parrocchia e al Santuario, in continuità con quanto operato in questo territorio già da tanti anni». Padre Piero ha poi presentato alla comunità Giuseppe Carioti, di 27 anni, di Catanzaro, accolito, che vivrà l’intero anno pastorale nella parrocchia per prepararsi al diaconato e successivamente al sacerdozio. Giuseppe affiancherà i due sacerdoti nell’evangelizzazione e nel servizio liturgico, con particolare attenzione ai ragazzi e ai giovani, curando catechesi, oratorio e dimensione liturgica. «Giuseppe vivrà stabilmente in canonica – ha precisato padre Piero – e si occuperà principalmente dei ragazzi e dei giovani. Insieme ci occuperemo degli ammalati, degli anziani e delle categorie più fragili». La celebrazione ha visto una numerosa partecipazione di fedeli, riuniti per accogliere i due nuovi collaboratori pastorali. Padre Piero ha rivolto alla comunità l’invito ad aiutare don Andrea e Giuseppe a sentirsi subito a casa, respirando il clima fraterno ed evangelico che caratterizza la parrocchia. Don Andrea e l’accolito Giuseppe hanno rivolto il loro saluto ai presenti, esprimendo gratitudine, disponibilità al servizio e l’impegno a costruire con padre Piero e tra loro una relazione fraterna e virtuosa, segno di una comunità viva e in cammino. Carmela Commodaro
La notizia dell’incendio divampato sabato pomeriggio tra Copanello e Squillace ha scosso profondamente l’intera comunità del litorale catanzarese. Le fiamme, violente e alimentate dal vento, hanno colpito uno dei luoghi simbolo della costa, la Copa Bay Surf Asd, realtà associativa che da anni rappresenta molto più di una scuola di surf. Per chi vive e frequenta la spiaggia squillacese, Copa Bay è un punto di riferimento sociale, educativo e ambientale. I ragazzi dell’associazione hanno costruito nel tempo un modello virtuoso di gestione del territorio: promozione degli sport acquatici (surf, Sup, wake surf), cura quotidiana del palmeto e della duna costiera, iniziative di sensibilizzazione come il Green Rock per la Giornata della Terra, progetti di inclusione con associazioni del terzo settore e attività dedicate ai ragazzi con disabilità. Un’oasi pulita, accogliente, aperta a tutti: un esempio concreto di come il mare possa diventare comunità. L’incendio ha devastato l’area dell’associazione, causando perdite pesanti sia dal punto di vista logistico che ambientale: distruzione totale dei bagni e delle docce, servizi essenziali per sportivi e famiglie; perdita del magazzino, dove erano custoditi attrezzi e macchinari utilizzati ogni giorno per la manutenzione del giardino e del palmeto; danneggiamento irreparabile della pozza Imhoff, l’impianto di depurazione che garantiva la sostenibilità ambientale dell’intera struttura. Ridurre in cenere anni di lavoro, sacrifici e cura fa male. Fa male a chi ha costruito tutto questo con le proprie mani, ma anche a chi, in quel tratto di costa, ha trovato un luogo sicuro, pulito, inclusivo. La risacca del mare torna sempre. E così farà anche la Copa Bay Surf. I volontari, i surfisti, gli amici dell’associazione hanno già espresso la volontà di ripartire, di ricostruire ciò che è stato distrutto, di restituire alla costa quel presidio di bellezza e rispetto che tutti conoscono. Oggi più che mai, però, c’è bisogno del sostegno di tutti: cittadini, sportivi, famiglie, associazioni, attività del territorio. La ricostruzione sarà lunga, ma possibile se condivisa. Chi desidera contribuire può farlo in diversi modi, attraverso questi contatti utili: tel. 371 4772551, tel. 328 2725954, Instagram: @copabay, Iban IT90T0306909606100000167511. Carmela Commodaro
Nella giornata di ieri i Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro, distaccamento di Lamezia Terme, sono stati impegnati in un vasto intervento per un incendio di vegetazione sviluppatosi in località Acconia di Curinga. Il rogo ha interessato una vasta area boscata, distruggendo sottobosco, sterpaglie, numerose piante di eucalipto e coinvolgendo l’intera pineta, con un fronte di fiamma che ha richiesto un prolungato intervento di spegnimento e di bonifica. Le operazioni di spegnimento sono risultate particolarmente complesse. Non è stato possibile impiegare mezzi aerei antincendio poiché la fitta copertura delle chiome della pineta non consentiva un’efficace azione di lancio dell’acqua dall’alto. L’intervento è stato pertanto condotto esclusivamente con personale e mezzi a terra. Sul posto ha operato per l’intera giornata una squadra boschiva dei Vigili del Fuoco. In tarda serata, con il cambio turno, le operazioni sono proseguite a cura della squadra del distaccamento di Lamezia Terme, supportata da un’autobotte, fino alla completa estinzione dei focolai residui e alla messa in sicurezza dell’area. A supporto delle attività di spegnimento è intervenuta anche una squadra di Calabria Verde. Presenti inoltre il Direttore delle Operazioni di Spegnimento (DOS), che ha coordinato le attività antincendio boschivo, e i Carabinieri, che hanno provveduto a interdire l’accesso all’area interessata dall’incendio, impedendo ai civili di avvicinarsi alle zone operative e garantendo lo svolgimento in sicurezza delle operazioni di soccorso. Le operazioni di spegnimento e bonifica si sono concluse intorno alle ore 03:00 della notte. Sono in corso gli accertamenti per stabilire l’origine dell’incendio.
Le scene del litorale tra Squillace e Copanello avvolto dalle fiamme, i bagnanti in fuga e il Bivio “Nalini” paralizzato dal fumo non raccontano un’emergenza imprevedibile: mostrano il collasso di un sistema di gestione del territorio che da anni procede per inerzia. Mentre vigili del fuoco e volontari fronteggiavano oltre 150 interventi in tutta la regione, è andato in scena l’ennesimo rimpallo di responsabilità sulle spalle dei cittadini. Il Codacons respinge la retorica dell’evento eccezionale. Mesi fa aveva denunciato lo stato di abbandono dei margini stradali, segnalando cumuli di sterpaglie trasformati ieri nell’autostrada perfetta per il fuoco. Appelli rimasti inascoltati nei cassetti della burocrazia. La mappa delle responsabilità è chiara: Anas deve garantire la sicurezza delle statali e delle loro pertinenze, eliminando la vegetazione secca lungo arterie sensibili come la SS 106; i Comuni devono vigilare sui centri urbani e sanzionare l’incuria dei privati; le Province gestiscono la rete viaria secondaria e le cunette. Ed è proprio sulla Provincia che si consuma il cortocircuito più grave. Rispondendo a una diffida del Codacons, l’Ente ha ammesso di avere solo 15 operai per 1.800 chilometri di strade. Una dichiarazione che equivale a certificare l’impossibilità di adempiere agli obblighi di sicurezza previsti dall’articolo 14 del Codice della Strada. «La Provincia – denuncia Francesco Di Lieto – rincorre i cittadini con cartelle e balzelli, ma poi confessa di non avere nemmeno gli operai per accendere un decespugliatore». Da qui la domanda: ha senso mantenere in vita un ente che non può garantire nemmeno la pulizia delle cunette? La contraddizione esplode anche nei Comuni. I sindaci lamentano i danni ai depuratori, spesso oggetto di costosi interventi pubblici, ma non spiegano perché non abbiano bonificato per tempo le aree circostanti. «La sicurezza si fa a maggio – afferma Di Lieto – non a luglio con comunicati di solidarietà». Sul piano regionale, la narrazione della “tolleranza zero” e dei droni hi‑tech si è sciolta davanti all’inferno di Copanello. I droni riprendono il disastro, ma non puliscono il terreno. La prevenzione si fa con operai forestali e stradali, non con spot e tecnologie da parata. Il Codacons chiede alla Procura di Catanzaro e alla Corte dei Conti di verificare se il comportamento degli enti coinvolti configuri omissione di atti d’ufficio e attentato alla sicurezza dei trasporti, oltre a quantificare il danno erariale. Milioni di euro spesi per rincorrere emergenze che si potevano prevenire a terra. Carmela Commodaro
La squadra dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro, Distaccamento di Sellia Marina, è intervenuta nella tarda serata di ieri lungo la Strada Statale 106, nel territorio del comune di Sellia Marina, a seguito di un incidente stradale. Nel sinistro sono rimaste coinvolte due autovetture, una Fiat Panda e una Fiat 500. A seguito del violento impatto, il giovane conducente della Fiat Panda è rimasto incastrato all’interno dell’abitacolo. I Vigili del Fuoco hanno provveduto alla sua estrazione mediante l’impiego di attrezzature specifiche per il soccorso tecnico urgente, affidandolo successivamente al personale sanitario del SUEM 118 che, dopo le prime cure sul posto, ne ha disposto il trasferimento in ospedale in gravi condizioni. Successivamente è stato appreso che il giovane è deceduto in ospedale. Sono rimasti feriti anche i due occupanti della Fiat 500, anch’essi presi in carico dal personale sanitario. L’intervento dei Vigili del Fuoco ha inoltre consentito la messa in sicurezza dell’area e dei veicoli coinvolti. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri per gli adempimenti di competenza e il personale ANAS per il ripristino delle normali condizioni di sicurezza della sede stradale. La circolazione è stata temporaneamente interrotta per consentire le operazioni di soccorso e successivamente ripristinata al termine delle attività.
Intervento di soccorso nel pomeriggio odierno nel comune di Roccaforte del Greco, in località Cascata del Maesano, dove un uomo di 49 anni è scivolato lungo un dirupo riportando traumi e diverse fratture agli arti inferiori. Ricevuta la richiesta di soccorso, la Sala Operativa del Comando dei Vigili del Fuoco di Reggio Calabria ha inviato sul posto la squadra del Distaccamento di Gambarie – Santo Stefano d’Aspromonte. Considerata la particolare conformazione dell’area, caratterizzata da vegetazione fitta e da un terreno particolarmente impervio, è stato richiesto il supporto del mezzo aereo. Sul luogo dell’intervento è giunto l’elicottero Drago VF68 del Reparto Volo dei Vigili del Fuoco di Lamezia Terme. L’equipaggio, dopo una ricognizione dell’area e la valutazione delle condizioni operative, ha effettuato il recupero dell’infortunato mediante manovre di elisoccorso in ambiente impervio. Una volta recuperato e issato a bordo dell’aeromobile, il 49enne è stato trasportato in una zona idonea, dove è stato affidato al personale sanitario per le cure del caso e il successivo trasferimento in ospedale. Sul posto hanno operato, in sinergia con i Vigili del Fuoco, anche i volontari del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e i Carabinieri, che hanno fornito il proprio supporto nelle operazioni contribuendo alla positiva riuscita dell’intervento. L’intervento si è concluso con esito positivo, consentendo il rapido recupero dell’infortunato in un’area difficilmente raggiungibile via terra e confermando l’efficacia del coordinamento tra le diverse componenti del sistema di soccorso.
Un violento incendio si è sviluppato nel pomeriggio di oggi nella zona di Copanello, alimentato dalle elevate temperature e dal forte vento che hanno favorito una rapidissima propagazione delle fiamme. Il rogo ha interessato un’ampia porzione di territorio, raggiungendo anche le aree abitate e mettendo a serio rischio persone, abitazioni e infrastrutture pubbliche.
Determinante è stato il tempestivo intervento della macchina dei soccorsi. I Vigili del Fuoco, supportati da numerosi mezzi aerei, squadre operative di terra e personale specializzato, sono riusciti a contenere l’avanzata delle fiamme e a scongiurare conseguenze ben più gravi.
Fondamentale anche l’azione della Polizia Locale che, durante la normale attività di controllo del territorio, ha individuato tempestivamente l’incendio, lanciando immediatamente l’allarme e consentendo l’attivazione dei soccorsi nelle primissime fasi dell’emergenza. Al loro fianco hanno operato gli uffici comunali, impegnati fin dalle prime ore nella gestione dell’emergenza.
L’incendio ha provocato danni anche al depuratore comunale, impianto sul quale il Comune aveva recentemente completato importanti lavori di efficientamento, propedeutici alla richiesta di dissequestro. I tecnici comunali sono già al lavoro per effettuare una ricognizione dettagliata dei danni e avviare con la massima urgenza tutte le procedure necessarie al ripristino delle strutture interessate.
L’Amministrazione Comunale rivolge un sentito ringraziamento al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, intervenuto con uomini, mezzi terrestri e mezzi aerei, alla Polizia Locale per la tempestività con cui ha individuato e segnalato l’emergenza, all’Assessore Francesco Pellegrino, presente sul posto sin dalle prime fasi delle operazioni e costantemente impegnato nel coordinamento delle attività, e al Responsabile dell’Area Tecnica, Ing. Antonio Ferrarelli, che ha seguito l’emergenza e ha già attivato la ricognizione dei danni e le procedure necessarie per il ripristino delle infrastrutture comunali colpite. Un ringraziamento, infine, va a tutto il personale comunale e a quanti, con professionalità, senso del dovere e spirito di servizio, hanno contribuito a mettere in sicurezza il territorio e a tutelare l’incolumità della cittadinanza.
Numerosi incendi di vegetazione si sono verificati oggi lungo la costa ionica catanzarese per le alte temperature e per il vento, impegnando i vigili del fuoco in un’intensa attività di contrasto per proteggere la popolazione, le abitazioni e le aree boschive. Nel pomeriggio un incendio di notevoli dimensioni si è sviluppato nella zona verde a pochi metri dalla rotatoria che collega Copanello di Stalettì con Squillace Lido, propagandosi rapidamente a causa del vento proveniente da occidente. Sul posto sono intervenute più squadre del Comando dei vigili del fuoco di Catanzaro, provenienti sia dalla sede centrale sia dal distaccamento di Soverato, affiancate da una squadra boschiva e da un’autobotte per il rifornimento idrico. A coordinare le operazioni è stato presente un Direttore delle Operazioni di Spegnimento (DOS), incaricato di gestire le fasi più delicate dell’intervento. Per contenere l’avanzata delle fiamme e impedire che raggiungessero due villaggi turistici situati nelle vicinanze, è stato necessario l’intervento di un Canadair, che ha effettuato ripetuti lanci d’acqua a supporto delle squadre a terra. In volo anche l’elicottero Drago VF68 del Reparto Volo di Lamezia Terme, impegnato nelle operazioni di ricognizione e spegnimento. A causa dell’incendio, la strada litoranea che collega Squillace Lido a Copanello è stata temporaneamente chiusa al traffico per garantire la sicurezza degli automobilisti e facilitare le operazioni di spegnimento. Il vento ha trasportato lapilli incandescenti fino alla vegetazione del lungomare di Squillace, provocando nuovi focolai. Infatti, sono andati a fuoco alcuni alberi e palme, e le fiamme hanno raggiunto l’area dove opera un’associazione sportiva dilettantistica. Lo scenario, visibile anche dalla spiaggia affollata, ha sorpreso i bagnanti che hanno assistito all’insolito e preoccupante fenomeno. I vigili del fuoco rinnovano l’invito alla cittadinanza a mantenere comportamenti responsabili, evitando qualsiasi azione che possa favorire l’innesco di incendi e segnalando tempestivamente ogni principio di rogo ai numeri di emergenza. Un richiamo alla collaborazione che, in giornate caratterizzate da caldo intenso e vento, diventa fondamentale per proteggere il territorio e la comunità. Carmela Commodaro
Le produzioni artigianali della cooperativa sociale approdano al Naturium di Montepaone Lido. Un incontro tra accoglienza, lavoro, cultura e valorizzazione dei piccoli borghi calabresi
Le ceramiche e le altre creazioni artigianali di Jungi Mundu, la cooperativa sociale di Camini diventata negli ultimi anni uno dei simboli più significativi della rigenerazione dei borghi calabresi, sono arrivate a Montepaone Lido. I prodotti sono ora disponibili negli spazi del Naturium, grazie a una nuova collaborazione nata nell’ambito del progetto culturale che da tempo promuove le eccellenze, le esperienze e le storie più autentiche della Calabria. Non si tratta soltanto dell’ingresso di una nuova linea di manufatti all’interno di un punto vendita. Dietro ogni ceramica ci sono percorsi di integrazione, formazione professionale, recupero delle tradizioni e costruzione di nuove opportunità lavorative. A raccontare la nascita dell’iniziativa è Rosario Antonio Zurzolo, fondatore e presidente della cooperativa Eurocoop Servizi “Jungi Mundu”. «La conoscenza con Giovanni Sgrò è nata attraverso i campi promossi da Libera – spiega Zurzolo –. Tra giugno e luglio abbiamo organizzato quattro campi, durante uno dei quali abbiamo avuto anche la presenza di don Luigi Ciotti. In quell’occasione il Comune di Camini ha inaugurato una piazza dedicata a Vincenzo Grasso e abbiamo accompagnato don Ciotti e i rappresentanti di Libera Calabria alla scoperta del centro storico e dei nostri laboratori». Sono state proprio le immagini diffuse sui social durante quella giornata a far conoscere a Giovanni Sgrò le ceramiche prodotte nel borgo reggino. Da lì, il contatto e la decisione di portare le creazioni artigianali fino al Naturium di Montepaone Lido. Tra i protagonisti del laboratorio di ceramica c’è Amsa, giovane siriano arrivato a Camini nel 2016 quando era ancora minorenne. Dopo aver incontrato alcuni artigiani provenienti da Lamezia Terme, il ragazzo si è appassionato alla lavorazione dell’argilla, ha imparato il mestiere e oggi gestisce il laboratorio di ceramica della cooperativa. Ogni oggetto viene realizzato artigianalmente e presenta caratteristiche proprie. Non esistono due pezzi perfettamente identici: forme, colori e decorazioni raccontano la creatività degli artigiani e l’incontro tra culture differenti. Il nome “Jungi Mundu”, espressione calabrese che significa “unire il mondo”, sintetizza la filosofia di un progetto iniziato nel 1999 e sviluppatosi, a partire dal 2011, attraverso l’accoglienza di persone migranti. In quegli anni Camini attraversava una situazione comune a molti centri delle aree interne: popolazione in diminuzione, case vuote, servizi ridotti e una scuola destinata progressivamente a scomparire. La cooperativa decise allora di coinvolgere anche i tanti emigrati originari del paese, chiedendo la disponibilità delle abitazioni non utilizzate per ospitare nuove famiglie. «Nel 2011 la scuola materna era chiusa da tempo e rimaneva una sola pluriclasse – ricorda Zurzolo –. Oggi abbiamo due sezioni della scuola dell’infanzia e cinque classi della scuola primaria. All’interno dell’istituto lavoravano soltanto un collaboratore scolastico e un insegnante; nel 2026 le persone impiegate tra docenti e personale scolastico sono circa venti». Il progetto ha quindi prodotto conseguenze che vanno ben oltre l’accoglienza: ha contribuito alla riapertura delle scuole, alla nascita di laboratori artigianali, alla creazione di posti di lavoro e alla ricostruzione di una comunità. Complessivamente, secondo quanto riferito dai promotori, sono circa sessanta le persone che lavorano nelle diverse attività legate alla cooperativa e ai progetti sviluppati sul territorio. Un’esperienza che ha colpito profondamente anche Giovanni Sgrò, promotore del progetto culturale Naturium. «Avevo sentito spesso parlare di Camini come di un’importante esperienza internazionale di accoglienza – racconta – ma non immaginavo di trovare una realtà così viva. Sono arrivato intorno alle 23.30 e ho visto più di sessanta bambini giocare insieme in piazza, in maniera armoniosa e felice, senza cellulari. Camini sembra un paese vivo degli anni Settanta, con l’energia di una comunità che ha saputo ricostruire il proprio futuro». Il borgo, situato tra Stilo e Riace, è diventato così un laboratorio sociale e territoriale osservato anche al di fuori dei confini regionali. «Un paese che sembrava non avere prospettive è rinato grazie a Jungi Mundu – continua Sgrò –. Rosario Zurzolo ha dimostrato capacità imprenditoriale e visione, perché creare lavoro per decine di persone attraverso progetti europei, affrontando burocrazia e difficoltà organizzative, non è affatto semplice. Sarebbe importante che anche altri amministratori del nostro comprensorio conoscessero e studiassero questa esperienza». L’arrivo delle ceramiche al Naturium di Montepaone rappresenta ora un ulteriore passo nella costruzione di una rete territoriale capace di collegare produzioni, comunità e consumatori. «Non chiediamo a nessuno un gesto di beneficenza – sottolinea Sgrò –. Questi sono prodotti belli, originali e di qualità, che meritano di essere acquistati per il loro valore. Ogni creazione è unica e porta con sé il lavoro di tanti artigiani. Sceglierla significa sostenere concretamente una comunità che ha saputo creare occupazione e futuro». Le ceramiche e gli altri manufatti di Jungi Mundu sono dunque disponibili presso il Naturium di Montepaone Lido, dove potranno essere conosciuti e acquistati dal pubblico. Un incontro, quello tra Naturium e la cooperativa di Camini, che dimostra come cultura, accoglienza e attività produttive possano diventare strumenti concreti di rigenerazione. Da un piccolo borgo della Locride alla costa ionica catanzarese, ogni pezzo racconta una storia diversa, ma porta con sé lo stesso messaggio: i paesi possono tornare a vivere quando le persone, le competenze e le opportunità vengono messe in relazione.