Litorale in fiamme, territorio allo sbando. Codacons: il fallimento annunciato della prevenzione

Le scene del litorale tra Squillace e Copanello avvolto dalle fiamme, i bagnanti in fuga e il Bivio “Nalini” paralizzato dal fumo non raccontano un’emergenza imprevedibile: mostrano il collasso di un sistema di gestione del territorio che da anni procede per inerzia. Mentre vigili del fuoco e volontari fronteggiavano oltre 150 interventi in tutta la regione, è andato in scena l’ennesimo rimpallo di responsabilità sulle spalle dei cittadini. Il Codacons respinge la retorica dell’evento eccezionale. Mesi fa aveva denunciato lo stato di abbandono dei margini stradali, segnalando cumuli di sterpaglie trasformati ieri nell’autostrada perfetta per il fuoco. Appelli rimasti inascoltati nei cassetti della burocrazia. La mappa delle responsabilità è chiara: Anas deve garantire la sicurezza delle statali e delle loro pertinenze, eliminando la vegetazione secca lungo arterie sensibili come la SS 106; i Comuni devono vigilare sui centri urbani e sanzionare l’incuria dei privati; le Province gestiscono la rete viaria secondaria e le cunette. Ed è proprio sulla Provincia che si consuma il cortocircuito più grave. Rispondendo a una diffida del Codacons, l’Ente ha ammesso di avere solo 15 operai per 1.800 chilometri di strade. Una dichiarazione che equivale a certificare l’impossibilità di adempiere agli obblighi di sicurezza previsti dall’articolo 14 del Codice della Strada. «La Provincia – denuncia Francesco Di Lieto – rincorre i cittadini con cartelle e balzelli, ma poi confessa di non avere nemmeno gli operai per accendere un decespugliatore». Da qui la domanda: ha senso mantenere in vita un ente che non può garantire nemmeno la pulizia delle cunette? La contraddizione esplode anche nei Comuni. I sindaci lamentano i danni ai depuratori, spesso oggetto di costosi interventi pubblici, ma non spiegano perché non abbiano bonificato per tempo le aree circostanti. «La sicurezza si fa a maggio – afferma Di Lieto – non a luglio con comunicati di solidarietà». Sul piano regionale, la narrazione della “tolleranza zero” e dei droni hi‑tech si è sciolta davanti all’inferno di Copanello. I droni riprendono il disastro, ma non puliscono il terreno. La prevenzione si fa con operai forestali e stradali, non con spot e tecnologie da parata. Il Codacons chiede alla Procura di Catanzaro e alla Corte dei Conti di verificare se il comportamento degli enti coinvolti configuri omissione di atti d’ufficio e attentato alla sicurezza dei trasporti, oltre a quantificare il danno erariale. Milioni di euro spesi per rincorrere emergenze che si potevano prevenire a terra.
Carmela Commodaro
L’articolo Litorale in fiamme, territorio allo sbando. Codacons: il fallimento annunciato della prevenzione proviene da S1 TV.






