Lungo la pietra antica di Salita Tirone, nel centro storico di Squillace, si è accesa una luce nuova. È la luce di “Ode alla Luna”, l’esposizione artistica di Francesco Libero Pancari, inaugurata all’aperto nel percorso che conduce al castello, trasformando il borgo in un teatro naturale dove arte e luogo non si incontrano soltanto, ma si riconoscono. Venti opere, frutto di una ricerca che intreccia classico e moderno, compongono un itinerario che non procede per tappe ma per stati d’animo. Pancari non rappresenta la luna, ma la evoca, la lascia filtrare nelle forme, nelle ombre, nei vuoti. La luna diventa simbolo di attesa, di ritorno, di un chiarore che non ferisce ma accompagna. Il Tirone, con le sue pietre vissute, non ospita le opere, ma le accompagna. L’arte non si espone, ma si incastra, si appoggia, respira insieme al luogo. È un attraversamento, un rito di luce che invita a guardare ciò che spesso sfugge. Il percorso si è acceso al tramonto, quando la luce naturale comincia a cedere il passo a quella interiore. È in questo passaggio che l’arte di Pancari trova la sua dimensione più autentica: un dialogo silenzioso tra ciò che appare e ciò che resta. Tra le opere, il visitatore s’imbatte in un omaggio a San Francesco, figura che richiama la semplicità, la natura, la gratitudine. Un richiamo spirituale che si inserisce nel cammino come pausa meditativa, come respiro. Il viaggio prosegue con una delle opere più intime, “Lettera a mio Padre”, dedicata da Francesco al padre Paolo Pancari Doria, artista e docente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, scomparso nel 2022. L’opera è un dialogo attraverso i quattro elementi: aria, il respiro del padre, ciò che resta e continua; acqua, il tempo che scivola, ritorna, leviga ed è la parte emotiva della lettera; fuoco, l’origine che accende, il figlio che dice “ti porto con me”; terra, il padre come fondamento, ciò su cui poggia tutto il resto. Nasce come lettera e si manifesta come materia: non solo omaggio, ma confessione, ponte, chiarore che tenta di raggiungere. A Paolo Pancari Doria è stata intitolata la nuova associazione culturale fondata dal figlio Francesco, nata per realizzare ciò che il padre desiderava: creare opportunità per i giovani artisti del territorio. La missione comprende incentivi e premi artistici, borse di studio per liceo artistico e Accademia di Belle Arti, concorsi adeguati e iniziative culturali mirate. Sulla nuova associazione si è soffermata la giornalista Carmela Commodaro, evidenziandone il valore sociale e comunitario. La direzione artistica della mostra è firmata da Daniele Cristofaro e Giovanni Spadaro, mentre la grafica di comunicazione è stata curata da Fabio Covelli. A guidare il percorso immersivo è stato il professore Pino Vitaliano, accompagnato dalle musiche del maestro sassofonista Pietro Riga, che hanno trasformato la salita in un flusso sonoro capace di amplificare emozioni e percezioni. “Ode alla Luna” non è solo una mostra: è un’esperienza. Un invito a rallentare, a guardare, a lasciarsi attraversare dalla luce che non abbaglia ma rivela. Un gesto d’amore verso l’arte, verso la memoria, verso Squillace. Carmela Commodaro
SOVERATO, – È stato l’attore Can Yaman, amatissimo Sandokan dell’omonima produzione della Calabria Film Commission, il primo ospite d’eccezione della ventitreesima edizione del Magna Graecia Film Festival, sabato 25 luglio, inaugurata ieri nella splendida cornice del lungomare di Soverato. La kermesse, ideata e diretta da Gianvito Casadonte, è stata aperta dalla conversazione d’autorecon l’attore turco Can Yaman, star internazionale accolta con calore dal pubblico di Soverato sia in Arena che alla precedente conferenza stampa, tenutasi presso la sala consiliare del Comune di Soverato, alla quale hanno preso parte anche Anton Giulio Grande e Gianpaolo Calabrese, rispettivamente presidente e direttore della Calabria Film Commission.
«Non è mai stato il mio sogno primario fare l’attore» – ha esordito Yaman stimolato dalle domande del giornalista Antonio Capellupo – «Studiavo alla facoltà di legge con profitto, ma dentro di me sentivo che non era quella la mia strada. La recitazione è nata quasi per caso, inizialmente persino come uno strumento in università per perfezionare il linguaggio del corpo in vista della professione forense. Poi, l’incontro con le persone giuste e la passione hanno trasformato quello studio in qualcosa di travolgente: oggi mi ritrovo attore internazionale invece che avvocato». Una carriera decollata in Turchia, Paese che ha un mercato competitivo in tema di produzione cinematografiche che l’attore descrive come un vero e proprio banco di prova: «Il ritmo delle produzioni turche ti trasforma in una macchina da guerra. Io però mi annoio facilmente e sono sempre alla ricerca di nuove avventure». Da qui la decisione di fare il salto verso l’Italia, forte della conoscenza della lingua e dell’affetto di un pubblico che già lo seguiva: «Non avendo legami familiari la sensazione di libertà mi ha spinto a rischiare. È stato un atto di coraggio che mi ha aperto mondi straordinari».
L’attenzione si è poi spostata sul progetto che lo vede protagonista nei panni della Tigre della Malesia, forte di numeri record al suo esordio (5 milioni di spettatori e oltre il 34% di share). Yaman ha sottolineato il valore dei temi trattati – dal rispetto per la natura all’emancipazione femminile, fino alla convivenza tra culture diverse – ma anche l’umanità del personaggio, capace di mantenere una nota di dolcezza e speranza anche nelle scene più intense, attraverso il caratteristico sorriso. Uno dei passaggi più significativi dell’incontro ha riguardato la scelta della location per alcune scene della fiction grazie al ruolo strategico della Calabria Film Commission. La Malesia del nuovo Sandokan è stata infatti interamente ricostruita tra le bellezze paesaggistiche della Calabria, una decisione produttiva che Yaman ha applaudito con entusiasmo. «Non conoscevo a fondo la regione, ma fin dai primi giorni ho capito che era la scelta perfetta» – ha raccontato l’attore. «L’Italia ha dimostrato una genialità produttiva incredibile: il 90% della serie è stato girato qui, valorizzando un territorio unico e ottimizzando ogni risorsa». Yaman ha infine ricordato le cinque settimane trascorse sul territorio calabrese come un momento di profonda immersione artistica: «Sono stati giorni solitari, trascorsi a vivere dentro il personaggio, ma davanti a un mare e a spiagge infinite ho trovato la serenità e la concentrazione di cui avevo bisogno. La bellezza di questa terra ha influenzato positivamente la mia interpretazione del personaggio».
Ad aprire la serata sul palco, condotta da Carolina Di Domenico e Marco Maccarini, era stato il direttore Gianvito Casadonte: «Abbiamo aiutato a promuovere il cinema in una regione in cui prima mancava e il cinema ci ha donato il triplo dell’amore che abbiamo dato. Siamo bombardati da talmente tante cose che il sistema e il pubblico sono disattenti al talento. La missione del festival, da 23 anni ormai, è proprio questa: mettere in luce i giovani talenti che saranno i maestri del domani».
Sul palco anche il professore Massimo Osanna, capo dipartimento del Ministero della Cultura che definisce il Magna Graecia Film Festival «Il Festival dei nuovi sguardi che guarda al futuro». Presentata poi l’ambassador di quest’edizione, l’attrice italiana Fotinì Peluso, che ha sottolineato l’essenza della manifestazione: «Noi abbiamo il potere di costruire dei ponti, abbattere delle barriere e arricchirci grazie all’umanità e alla conoscenza del prossimo. Solo connettendoci alla nostra umanità possiamo essere veramente liberi», ha dichiarato l’attrice citando l’Epitaffio di Pericle agli Ateniesi del 461 a.C.
Il Magna Graecia Sport è stato il preambolo della serata. Condotto da Tommaso Labate e Massimo Mauro, il panel di apertura della manifestazione ha visto la presenza dell’ospite d’eccezione Piero Ausilio, direttore sportivo dell’Inter, che ha ripercorso alcune tappe della sua lunga e ricca carriera all’interno della squadra campione d’Italia, condividendo con il pubblico anche alcune riflessioni sul momento del calcio italiano, prima di essere insignito della Colonna d’Oro. Il programma della serata è poi terminato con la proiezione del primo titolo della sezione opere prime e seconde italiane, “Lo chiamava Rock ‘n Roll” di Saverio Smeriglio. Presenti in arena per il dibattito con il pubblico, il regista insieme a Ivana Lotito, Andrea Montovoli e Federico Villa.
Nel pomeriggio invece, al Teatro Comunale di Soverato hanno avuto inizio le proiezioni del MGFF. Ad aprire “Mister TV: SUPER Pippo Baudo Story”, documentario fuori concorso a cura del giornalista Rai Leonardo Metalli. Un viaggio emozionante, andato in onda più volte su Rai Uno, che intreccia la storia personale di Pippo Baudo con la nascita del varietà e della grande cultura dello spettacolo italiano. Un omaggio affettuoso a un pilastro dell’intrattenimento nazionale che continua a rimanere un punto di riferimento insostituibile per il pubblico e per il mondo dello spettacolo. A seguire un altro fuori concorso con “Lacerazioni” di Massimiliano Pacifico, con Sergio Rubino e Ivana Lotito.
Stasera domenica 26 luglio sul palco del MGFF si racconterà una tra le registe italiane più amate dal pubblico, Valeria Golino. L’ospite della seconda conversazione d’autore sarà invece l’attore Marco D’Amore. Secondo film in concorso sarà “La Gioia” di Nicolangelo Gelormini (Sezione Opere Prime e Seconde Italiane) ospiti per il dibattito lo stesso regista, Valeria Golino e Francesco Colella.
In apertura il panel “Le grandi fiction Rai in Calabria” a cui prenderanno parte Maria Pia Ammirati, Direttrice Rai Fiction, Giampaolo Calabrese, Direttore Calabria Film Commission, Maria Francesca Gagliardi, Responsabile Scouting e Acquisizioni Letterarie, FremantleMedia Italy Group, Edmondo Amati, Line Producer, FremantleMedia Italy Group. Nell’ Area Talk sul lungomare alle ore 19.00 sarà inaugurato il Magna Graecia Book a cura di Maria Francesca Gagliardi con “Un popolo di ombre” di Gianni Canova. Al Teatro Comunale, dalle ore 18.00, “Radio Solaire” di Francesco Eppesteingher e Federico Bacci (Sezione Documentari). A seguire, alle ore 19.30 “Brunori Sas – Il tempo delle noci” di Giacomo Triglia (Bella Come il Cinema – Calabria Film Commission) preceduto da un incontro con il regista. In chiusura alle ore 21.30 “Nino” di Pauline Loquès (Sezione Opere Prime e Seconde Internazionali). Il MGFF è sostenuto dal Ministero della Cultura, Calabria Straordinaria – brand della Regione Calabria – Assessorato al Turismo – Calabria Film Commission e Comune di Soverato. Le Colonne d’Oro assegnate durante il festival sono realizzate dal Brand GB Spadafora. Grandi brand nazionali e regionali abbracciano la sfida culturale del Magna Graecia Film Festival: Webgenesys, Vecchio Amaro del Capo, Cinzano, Michele Placido Foundation, Banca Montepaone, Calabria Motori, Silpa Piscine, Gioielleria Megna, L’Aurora.
L’ingresso a tutti gli eventi del Magna Graecia Film Festival, in arena e al Teatro Comunale, è gratuito, senza prenotazione, sino ad esaurimento posti. Nello specifico, in arena, si potrà accedere dalle ore 20 e la serata avrà inizio alle ore 21. Tutto il programma è consultabile sul sito del festival all’indirizzo https://www.mgff.eu/programma.html.
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Sydney Sibilia a Giffoni Film Festival
– Un centro contro le dipendenze digitali
– Quando il corpo diventa linguaggio
abr/azn
ROMA (ITALPRESS) – Una crema di banane, ideale per un dessert fresco nelle calde giornate estive. E’ la ricetta proposta da Angelica Amodei nella nuova puntata di Sorsi di Benessere
sat/azn
Piazza Duomo è pronta a trasformarsi, ancora una volta, nel grande palcoscenico del divertimento comunitario. L’11 agosto, a partire dalle ore 18, tornano i Giochi popolari, seconda edizione, un appuntamento che lo scorso anno ha conquistato grandi e piccoli e che la Consulta giovanile di Squillace rilancia con entusiasmo e nuove sorprese. La Consulta giovanile punta a far rivivere l’atmosfera genuina dei giochi di una volta: competizione sana, collaborazione, voglia di stare insieme. Un evento pensato per coinvolgere tutta la comunità, con un’organizzazione strutturata in due momenti distinti: torneo ragazzi (6-12 anni) dalle 18 e torneo adulti (13-99 anni) dalle 20. Le squadre dovranno essere composte da 5 partecipanti. Per i minorenni è richiesta l’autorizzazione dei genitori. Per i bambini sotto i 6 anni sarà allestita un’area riservata, così anche loro potranno vivere la festa in sicurezza, tra giochi adatti alla loro età e animazione dedicata. La partecipazione è libera, ma i posti sono limitati. Le iscrizioni resteranno aperte fino al raggiungimento del numero massimo previsto. Sul profilo Facebook della Consulta giovanile sono disponibili i link per registrarsi e formare la propria squadra. In palio ci saranno numerosi premi, pensati per rendere ancora più coinvolgente la sfida tra le squadre. Ma il vero premio sarà la possibilità di vivere una serata di aggregazione, tradizione e allegria, nel cuore del borgo storico di Squillace. La seconda edizione dei Giochi popolari conferma la volontà della Consulta giovanile di investire in eventi capaci di unire generazioni diverse, valorizzare la socialità e animare la piazza con iniziative semplici, autentiche e partecipate. Non perdere l’occasione di metterti in gioco. L’11 agosto, la festa è in piazza Duomo. Carmela Commodaro
Grande partecipazione alla serata pubblica del Festival delle nanoscienze fondato da Mauro e Paola Ferrari. Nel borgo catanzarese ricercatori di fama mondiale, cittadini, famiglie e docenti universitari per un’esperienza che da quasi vent’anni unisce ricerca, divulgazione e sviluppo del territorio
Una piazza gremita, tante famiglie e numerosi bambini seduti ad ascoltare scienziati e ricercatori provenienti da diverse parti del mondo. La grande serata pubblica di NanoGagliato ha confermato ancora una volta la forza di un progetto capace di trasformare un piccolo centro della provincia di Catanzaro in uno dei luoghi più originali della divulgazione scientifica internazionale.
Piazza Domenico Vitale è diventata il punto d’incontro tra la ricerca più avanzata e una comunità che, negli anni, ha imparato a riconoscersi nella propria vocazione di “Paese delle nanoscienze”. Non un pubblico occasionale o semplicemente incuriosito dalla presenza di ospiti prestigiosi, ma una platea attenta, partecipe, abituata ormai a confrontarsi con argomenti complessi come la nanomedicina, le biotecnologie, la ricerca oncologica, le neuroscienze e il trasferimento delle innovazioni dai laboratori ai pazienti.
In prima fila c’erano anche tanti bambini che, nel corso della giornata, avevano già preso parte alle attività laboratoriali di NanoPiccola. Esperimenti pratici, osservazioni e giochi scientifici avevano permesso loro di avvicinarsi al mondo dell’infinitamente piccolo non attraverso formule astratte, ma mediante l’esperienza diretta. NanoPiccola, rivolta ai bambini e ai ragazzi tra i 5 e i 14 anni, nasce infatti per stimolare curiosità, metodo scientifico e interesse per le discipline STEM, offrendo l’opportunità di incontrare ricercatori e professionisti della scienza.
La loro presenza durante la serata pubblica è forse l’immagine che meglio racconta il significato profondo di NanoGagliato: bambini che, dopo aver sperimentato la scienza con le proprie mani, restano in piazza per ascoltare chi quella scienza la pratica nei maggiori centri di ricerca internazionali. È in questa continuità tra laboratorio, racconto e confronto pubblico che il festival manifesta la propria originalità.
Tra gli ospiti presenti al tavolo dei relatori figuravano, tra gli altri, accademici e manager come Lorenzo Pradella, imprenditori delle biotecnologie, neuroscienziati statunitensi, esperti di innovazione nel settore delle scienze della vita e oncologi di fama internazionale come Andrew C. von Eschenbach, già direttore del National Cancer Institute americano e già commissario della Food and Drug Administration.
Nel pubblico erano presenti anche docenti dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, a testimonianza di un dialogo che coinvolge non soltanto gli ospiti internazionali e la popolazione, ma anche il sistema universitario e scientifico calabrese. Un confronto particolarmente importante per un territorio che può trovare nella ricerca, nell’alta formazione e nelle reti internazionali leve concrete di crescita culturale ed economica.
Al centro dell’esperienza rimane il lavoro portato avanti da Mauro e Paola Ferrari. Scienziato di fama mondiale e tra i pionieri della nanomedicina il primo, fondatrice e instancabile anima culturale e organizzativa del progetto la seconda, i coniugi Ferrari hanno costruito nel tempo qualcosa che va ben oltre un convegno specialistico. Dal 2008, NanoGagliato riunisce infatti ricercatori, medici, innovatori e professionisti con l’obiettivo di favorire il confronto scientifico, sostenere le collaborazioni internazionali e rendere accessibili al pubblico le nuove frontiere della medicina e delle tecnologie.
La ricerca nelle nanoscienze sta modificando profondamente il modo di affrontare alcune delle patologie più difficili. In campo oncologico, per esempio, nanoparticelle e nanodispositivi possono essere progettati per trasportare principi attivi in maniera più selettiva verso i tumori, migliorare l’imaging diagnostico, monitorare la risposta alle terapie e ridurre, almeno potenzialmente, l’esposizione dei tessuti sani agli effetti tossici dei farmaci.
Il National Cancer Institute statunitense indica proprio nella diagnosi più precoce, nel miglioramento delle immagini cliniche e nella somministrazione mirata dei trattamenti alcuni dei principali campi di applicazione della nanotecnologia contro il cancro. La ricerca punta inoltre a superare la resistenza ai farmaci e alcune barriere biologiche che ostacolano l’arrivo delle terapie all’interno dei tumori. Non si tratta, dunque, di una scienza distante dalla vita quotidiana, ma di un insieme di tecnologie che può incidere concretamente sulla prevenzione, sulla diagnosi e sulla cura.
Gli studi coordinati negli anni da Mauro Ferrari hanno esplorato, tra gli altri ambiti, i sistemi multistadio e i materiali in silicio nanoporoso per trasportare farmaci verso le metastasi. È una delle sfide decisive della medicina contemporanea: non soltanto individuare una molecola efficace, ma riuscire a farla arrivare nella giusta quantità, nel punto corretto e nel momento più opportuno, attraversando le complesse barriere fisiche e biologiche create dalla malattia.
Il sindaco Salvatore Sinopoli, intervenendo nel corso della manifestazione, ha sottolineato come la nanomedicina stia producendo avanzamenti in molti settori della ricerca, compreso quello dei farmaci. Ma il primo cittadino ha anche guardato oltre la singola edizione, richiamando i progetti legati all’Accademia di Gagliato e la necessità di costruire condizioni affinché questa straordinaria esperienza «non sia soltanto quattro giorni d’estate».
È questo il passaggio decisivo per il futuro: trasformare un evento di altissimo profilo in una presenza stabile, capace di generare formazione, ricerca, residenze scientifiche, turismo culturale e opportunità per i giovani durante tutto l’anno. L’Amministrazione comunale sta lavorando da tempo affinché la vocazione scientifica del borgo possa diventare un modello permanente di attrattività e sviluppo per l’intero comprensorio.
Un risultato che sarebbe impensabile senza il sindaco Sinopoli, senza Mauro e Paola Ferrari, ma anche senza la partecipazione della comunità di Gagliato. Dietro l’arrivo degli scienziati, l’accoglienza degli ospiti, i laboratori, gli allestimenti e la gestione delle giornate c’è infatti il lavoro di cittadini, volontari e associazioni. Tra queste, la Pro Loco, parte attiva negli aspetti organizzativi e nell’accoglienza, insieme alle altre realtà del paese che contribuiscono a rendere NanoGagliato un’esperienza realmente comunitaria.
La popolazione non svolge una funzione marginale o puramente logistica. È parte integrante del progetto. Negli anni gli abitanti hanno accolto ricercatori e ospiti anche nelle proprie abitazioni, trasformando l’ospitalità in uno degli elementi distintivi della manifestazione. Proprio questa alleanza tra comunità locale e comunità scientifica ha permesso a un borgo di poche centinaia di abitanti di acquistare una riconoscibilità internazionale.
NanoGagliato è unico perché non trasferisce semplicemente un congresso universitario in una piazza. Costruisce un linguaggio comune tra persone che, normalmente, vivono in ambienti lontanissimi: lo scienziato abituato ai laboratori internazionali, il docente universitario, il medico, l’amministratore locale, il cittadino e il bambino che osserva per la prima volta un esperimento.
In un tempo in cui molti piccoli centri combattono contro lo spopolamento e la perdita di servizi, Gagliato ha scelto di non inseguire modelli estranei alla propria identità. Ha costruito, invece, una nuova identità attorno alla conoscenza. La scienza non è stata utilizzata come semplice richiamo promozionale, ma è diventata una pratica collettiva, una forma di educazione permanente e una prospettiva di futuro.
Dalla nascita dell’iniziativa nel 2008 sono trascorsi diciotto anni: un arco temporale ormai prossimo ai vent’anni, durante il quale l’esperienza è cresciuta fino a raggiungere nel 2026 la sua sedicesima edizione. Una durata che testimonia come non si sia trattato di un’intuizione estiva o di una manifestazione effimera, ma di una costruzione culturale paziente e tenace.
La piazza gremita della grande serata pubblica rappresenta perciò molto più del successo di un evento. È la dimostrazione che anche dalla Calabria interna può nascere un progetto internazionale credibile; che la ricerca può uscire dai luoghi riservati agli specialisti senza perdere rigore; che i bambini possono essere considerati interlocutori della scienza e non semplici spettatori; che una comunità, quando riconosce e sostiene una visione, può trasformare la propria marginalità geografica in una centralità culturale.
Per alcuni giorni, scienziati provenienti da tutto il mondo non sono arrivati a Gagliato soltanto per parlare delle tecnologie del futuro. Sono arrivati per costruire relazioni, condividere conoscenza e riconoscere in un piccolo paese calabrese un luogo nel quale il futuro può essere immaginato insieme.
Semaforo verde per l’attesa XXIII edizione del MGFF: Gianvito Casadonte, ideatore e Nume Tutelare della kermesse, ancora una volta ha approntato un menù degno di un pranzo festivo calabrese, di quelli che non finiscono mai e che ingolosiscono tutti, ai quali vorresti essere invitato per tutta la vita. Il lungomare di Soverato ha accolto il palcoscenico, il megaschermo e la possente struttura dove si svolgerà il concorso cinematografico; abbiamo visto, nel giro di pochi giorni, sorgere la postazione di Rai Radio 2, l’ingresso, il backstage, con annessa “zona ristoro di qualità” : Soverato ha “indossato” il mitico tappeto rosso e le comode poltrone per godersi i più famosi divi internazionali ed italiani, direttamente dal cinema, dalla Tv, tutti felici di trovarsi sul lungomare della Perla dello Jonio. Una manifestazione allestita, preparata, studiata, curando ogni particolare: un’onda anomala di goliardica gioventù, effervescente fantasia ed altissima professionalità organizzativa. Decine di testate giornalistiche accreditate, migliaia di fans disposti a tutto per un selfie, tantissimi cinefili pronti a competere in materia di conoscenze cinematografiche presenti, passate e future. E’ la Sky line di Soverato che cambia grazie all’intuizione del “ragazzo che si è costruito il treno del successo da solo”, unitamente all’Amministrazione Comunale, targata Daniele Vacca e Lele Amoruso (Sindaco e vice Sindaco). Dei visionari che sin dai tempi della Scuola sapevano organizzare feste ed happening ed ora, giovani esperti ma non ancora boomer, si ritrovano ad incastonare con decine di pietre preziose un diadema pregiato e di grande valore. Un ingranaggio perfettamente funzionante e solo apparentemente casuale: un esercito di operatori, ognuno con il proprio compito e con la voglia di spaccare il mondo, capace di dimostrare come la Calabria sia straordinariamente viva e pulsante. Rassegne collaterali, incontri e talk show, semplici cittadini e personaggi importanti gli uni accanto agli altri in un confronto culturale ad ingresso libero, sui temi della giustizia della salute, dello sport, che ha saputo mantenere le proprie caratteristiche fondamentali sin dalla prima edizione . Il mondo cambia, si evolve, matura e si differenzia: il MGFF ne racconta la storia, insieme alla propria, fatta di passi in avanti, variazioni di temi e, soprattutto, caratterizzata da un Amore smisurato verso il Cinema, l’Arte e la Cultura. Uno spaccato del mondo meraviglioso dei Sogni e delle idee con opere prime e seconde, documentari e panel dedicati al cinema ed alla fiction insieme a tanto, tanto altro. Può servire dire che, nella giornata di apertura siano arrivati Can Yaman, Fotinì Peluso, Piero Ausilio, Massimo Mauro, Tommaso Labate, Carolina di Domenico e Marco Maccarini, il “corto” “Lacerazioni” di Massimiliano Pacifico, ” lo chiamava Rock ‘n Roll” di Saverio Smeriglio, “Mister Tv : Pippo Baudo Story”, di Leonardo Metalli ? È importante ma non decisivo : ciò che conta è l’essenza del MGFF, vale a dire riuscire a rendere internazionale Soverato inserendola in un contesto culturale mondiale. Lo spazio del MGFF è aperto: Gianvito e la Sua Crew vi aspettano per continuare a vivere, insieme ed intensamente, un’emozione che dura da ventitré anni e vive per dodici mesi. Sarà un cenone calabrese di quelli di cui non ti pentirai mai e che vorresti durassero in eterno … … to be continued … Giorgio de Filippis S1 Tv
L’affollatissima conferenza stampa, tenutasi nella Sala Comunale Bruno Manti, ha dimostrato quanto fosse atteso l’arrivo di “Sandokan” insieme all’inizio della XXIII edizione del Magna Graecia Film Festival. Una piazza Maria Ausiliatrice gremita all’inverosimile ha applaudito l’arrivo dell’ attore turco che si è subito prestato a selfie con il pubblico ed alle risposte alle domande dei giornalisti. Dopo i saluti di Gianvito Casadonte, del Sindaco di Soverato, Daniele Vacca, di Anton Giulio Grande e Giampaolo Calabrese per la Film Commission Calabria, Yaman ha ricordato quanto sia stato bene in Calabria nelle cinque settimane in cui ha girato le storie di Salgari. Yam si è dichiarato cittadino del mondo, che ha ampiamente percorso, anche se” sono sempre le persone a rendere bella o brutta una location”. Quando Antonio Cappellupo ha ricordato che l’attore è laureato in giurisprudenza, Caman ha sottolineato come gli studi intrapresi gli siano stati utili per acquisire un metodo nell’affrontare l’ attività lavorativa. Da lunedì Yan Caman inizierà una nuova produzione per Prime Video : e con questa anticipazione si è chiusa la prima Conferenza stampa del MGFF. Giorgio de FilippisS1 tv
BUDAPEST (UNGHERIA) (ITALPRESS) – Cambia la griglia di partenza del Gran Premio d’Ungheria. Com’era prevedibile, Lewis Hamilton è stato retrocesso di tre posizioni. Il pilota della Ferrari è stato sanzionato per impeding nei confronti di Oscar Piastri, che era nel giro lanciato nel corso dell’ultima manche delle qualifiche. Hamilton scivola così in quinta posizione ma ci sarà comunque una Ferrari in prima fila, quella di Charles Leclerc, che passa da terzo a secondo e affiancherà Lando Norris. Dovrà scontare tre posizioni in griglia anche Andrea Kimi Antonelli, “colpevole” di non aver rallentato sufficientemente in regime di bandiera gialla. Il pilota italiano della Mercedes, leader del Mondiale, scatterà dunque dalla settima casella. A beneficiare delle penalizzazioni sono Oscar Piastri e Max Verstappen, che si ritrovano catapultati in seconda fila, con Hamilton in terza ci sarà George Russell mentre Antonelli scatterà con Isack Hadjar accanto. – foto Ipa Agency – (ITALPRESS).
HONG KONG (CINA) (ITALPRESS) – “E’ stata un’ottima giornata, poteva essere fantastica ma siamo ugualmente felici”. Le parole del presidente della Fis Luigi Mazzone fotografano alla perfezione lo stato d’animo dell’Italscherma al termine della prima giornata di finali ai Mondiali di Hong Kong: brillano i due argenti messi al collo da Filippo Macchi nel fioretto e da Giulia Rizzi nella spada, anche se resta un pò di amaro in bocca per quel che poteva essere e non si è realizzato. In attesa del tifone Noul, la metropoli cinese fa conoscenza con il ‘ciclone azzurrò che si spegne un pò sul più bello ma che lascia decisamente il segno sulle pedane della Asia-World Arena. Macchi e Rizzi, entrambi tesserati per le Fiamme Oro, vivono poi due finali antitetiche: se il 24enne toscano cede di schianto (15-2) di fronte alla lama del ceco Alexander Choupenitch, al suo primo oro in una manifestazione internazionale dopo un bronzo olimpico e due europei, la 37enne udinese lotta con le unghie contro la quotata Song Sera, perdendo per 9-8 alla priorità. Macchi inizia la sua corsa verso la finale piegando il coreano Kim (15-13), poi eliminando il giapponese Saito (15-10) e l’altro coreano Im (15-12), che aveva estromesso Tommaso Martini. In fiducia, nell’incontro che valeva un posto sul podio il pisano accende il pubblico sconfiggendo all’ultima stoccata (15-14) il russo Kirill Borodachev. In semifinale Macchi domina il giapponese Kazuki Iimura (15-6) prima della controprestazione in finale. “Non penso di aver avuto un calo mentale o di adrenalina – l’analisi più a freddo dell’azzurro del ct Simone Vanni, argento olimpico a Parigi – Ero arrivato in finale per dare tutto come sempre ma ho trovato un avversario che mi ha annientato, ho percepito che sapeva cosa fare in ogni stoccata. Nello sport come nella vita ci sono momenti in cui trovi persone più brave e meritevoli, ed oggi lo è stato il mio avversario. Sono stato perfetto fino alla finale, c’è rammarico perchè proprio nell’ultimo assalto non sono riuscito ad esprimere il livello di scherma fatto vedere durante la giornata”. Ottima gara, chiusa ai piedi del podio, anche per Tommaso Marini. Il campione del mondo di Milano 2023 batte il portacolori di Singapore, Loo (15-13), e il francese Anas Anane (15-7), prima di far suo il derby azzurro degli ottavi contro Guillaume Bianchi per 15-7. Lo stop per l’anconetano è arrivato solo nell’assalto per la medaglia, contro il giapponese Iimura (15-11), che ha decretato il suo sesto posto di Marini; decima posizione per Guillaume Bianchi, 34esima per Tommaso Martini. Sofferto e strameritato anche l’argento nella spada di Giulia Rizzi, che inizia col brivido (15-14) contro l’indiana Lohan per poi sfoggiare in pedana una scherma di alto livello: messo in cascina l’assalto con la svizzera Favre (15-11), la friulana piega 13-12, la cinese Yu e conquista un posto nei quarti di finale contro la connazionale Alberta Santuccio. Un derby tra campionesse olimpiche con la squadra a Parigi che Rizzi si aggiudica per 15-7, mettendo così in ghiaccio la sua prima medaglia iridata a 37 anni. In semifinale Giulia Rizzi lasciato scampo alla polacca Barbara Brych (15-6), in finale sventola bandiera bianca di fronte alla coreana Song solo dopo il minuto supplementare (9-8). “Sono un pò amareggiata ma non posso che essere contenta per l’argento mondiale – le parole dell’azzurra del ct Dario Chiadò – Sono felice per la giornata in generale, sono riuscita a risolvere delle situazioni difficili. Quando ripenso all’ultima botta mi brucia tanto, perdere l’oro alla priorità è farsi sfuggire una bella occasione. A parte questo, che mi ha lasciato l’amaro in bocca, sono soddisfatta del mio Mondiale. Già entrando nelle prime quattro mi ero liberata di un peso e con l’età mi sono sentita meno bloccata. Anche se avessi vinto l’oro, però, non sarei mai stata tanto felice come per il titolo olimpico conquistato a Parigi con la squadra”, conclude la poliziotta friulana. Quinto posto per Santuccio, implacabile negli assalti che l’hanno vista battere la rumena Sont (15-11), la polacca Pawlowska (14-10) e la canadese Xiao (15-13), prima di cedere nei quarti a Giulia Rizzi. Santuccio ai piedi del podio, dunque, e prova da applausi anche per Gaia Caforio, 12esima classificata al suo primo Mondiale e protagonista di due bellissime vittorie con la statunitense Van Brummen (15-9) e l’ucraina Maksymenko (11-10), prima dello stop all’ultima stoccata (15-14) contro la cinese Tang. Termina infine 36esima Rossella Fiamingo. Domani, tifone permettendo, ai Mondiali saranno in palio le medaglie individuali di spada maschile e sciabola femminile. Per l’Italia saliranno in pedana gli spadisti Matteo Galassi, Simone Mencarelli e Davide Di Veroli e le sciabolatrici Michela Battiston, Mariella Viale e Manuela Spica. Tutti con la speranza di regalare altre soddisfazioni alla spedizione azzurra. – Foto Ufficio Stampa Federscherma – (ITALPRESS).