“Ode alla Luna”: a Squillace l’arte diventa rito, cammino, respiro

Lungo la pietra antica di Salita Tirone, nel centro storico di Squillace, si è accesa una luce nuova. È la luce di “Ode alla Luna”, l’esposizione artistica di Francesco Libero Pancari, inaugurata all’aperto nel percorso che conduce al castello, trasformando il borgo in un teatro naturale dove arte e luogo non si incontrano soltanto, ma si riconoscono. Venti opere, frutto di una ricerca che intreccia classico e moderno, compongono un itinerario che non procede per tappe ma per stati d’animo. Pancari non rappresenta la luna, ma la evoca, la lascia filtrare nelle forme, nelle ombre, nei vuoti. La luna diventa simbolo di attesa, di ritorno, di un chiarore che non ferisce ma accompagna. Il Tirone, con le sue pietre vissute, non ospita le opere, ma le accompagna. L’arte non si espone, ma si incastra, si appoggia, respira insieme al luogo. È un attraversamento, un rito di luce che invita a guardare ciò che spesso sfugge. Il percorso si è acceso al tramonto, quando la luce naturale comincia a cedere il passo a quella interiore. È in questo passaggio che l’arte di Pancari trova la sua dimensione più autentica: un dialogo silenzioso tra ciò che appare e ciò che resta. Tra le opere, il visitatore s’imbatte in un omaggio a San Francesco, figura che richiama la semplicità, la natura, la gratitudine. Un richiamo spirituale che si inserisce nel cammino come pausa meditativa, come respiro. Il viaggio prosegue con una delle opere più intime, “Lettera a mio Padre”, dedicata da Francesco al padre Paolo Pancari Doria, artista e docente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, scomparso nel 2022. L’opera è un dialogo attraverso i quattro elementi: aria, il respiro del padre, ciò che resta e continua; acqua, il tempo che scivola, ritorna, leviga ed è la parte emotiva della lettera; fuoco, l’origine che accende, il figlio che dice “ti porto con me”; terra, il padre come fondamento, ciò su cui poggia tutto il resto. Nasce come lettera e si manifesta come materia: non solo omaggio, ma confessione, ponte, chiarore che tenta di raggiungere. A Paolo Pancari Doria è stata intitolata la nuova associazione culturale fondata dal figlio Francesco, nata per realizzare ciò che il padre desiderava: creare opportunità per i giovani artisti del territorio. La missione comprende incentivi e premi artistici, borse di studio per liceo artistico e Accademia di Belle Arti, concorsi adeguati e iniziative culturali mirate. Sulla nuova associazione si è soffermata la giornalista Carmela Commodaro, evidenziandone il valore sociale e comunitario. La direzione artistica della mostra è firmata da Daniele Cristofaro e Giovanni Spadaro, mentre la grafica di comunicazione è stata curata da Fabio Covelli. A guidare il percorso immersivo è stato il professore Pino Vitaliano, accompagnato dalle musiche del maestro sassofonista Pietro Riga, che hanno trasformato la salita in un flusso sonoro capace di amplificare emozioni e percezioni. “Ode alla Luna” non è solo una mostra: è un’esperienza. Un invito a rallentare, a guardare, a lasciarsi attraversare dalla luce che non abbaglia ma rivela. Un gesto d’amore verso l’arte, verso la memoria, verso Squillace.
Carmela Commodaro

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