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Harakiri Milan, perde col Cagliari e dice addio alla Champions

Harakiri Milan, perde col Cagliari e dice addio alla Champions

MILANO (ITALPRESS) – Il Milan completa l’harakiri, perde in casa con il Cagliari per 2-1 e dice addio all’obiettivo Champions League. Nonostante il vantaggio immediato targato Saelemaekers, i rossoneri si fanno rimontare dai gol di Borrelli e Rodrìguez ed escono clamorosamente sconfitti.
La gara inizia in un clima di contestazione da parte della Curva Sud nei confronti di proprietà e dirigenza. I padroni di casa sbloccano subito il match, dopo nemmeno due minuti. Tomori lancia per Gimenez, il quale effettua una buona sponda di testa in area raccolta poi da Saelemaekers, che con il piatto destro trafigge Caprile per l’1-0. I sardi si fanno vedere dalle parti di Maignan al 19′, con il portiere francese abile a salvare in corner un destro a giro di Gaetano. Dagli sviluppi dell’angolo, Mina arriva per primo sul pallone e la palla finisce poi sul sinistro di Borrelli, che anticipa Gabbia e firma l’1-1 in girata con il sinistro. Gli uomini di Allegri si rivedono al 40′, quando Rabiot entra di prepotenza in area di rigore e serve al centro Gimenez, che si trova però il pallone troppo arretrato e non impatta bene. Il primo tempo si chiude tra i fischi del pubblico. I calci piazzati sono ancora letali per i sette volte campioni d’Europa e i rossoblù ne approfittano, passando in vantaggio al 12′. Borrelli lavora un pallone sporco in area e ci prova da posizione defilata, Maignan respinge ma Rodrìguez è il più lesto di tutti a ribadire in rete di testa a porta vuota per il clamoroso 2-1. I rossoneri sono in totale confusione e al 28′ ci vuole Maignan a salvare prima su Borrelli e poi su Palestra nel giro di pochi istanti. La prima vera occasione dei padroni di casa arriva alla mezz’ora, quando Rabiot calcia alto da ottima posizione, trovandosi forse il pallone troppo arretrato, vanificando un assist dalla sinistra del neo entrato Leao. Un minuto più tardi, Athekame deve mettere il corpo per fermare una conclusione a botta sicura di Adopo da pochi passi che sarebbe certamente finita in fondo al sacco. Al 41′, Maignan è ancora decisivo sbarrando la strada a Mendy, lanciato a rete da un evidente buco difensivo di Saelemaekers. Il forcing finale della squadra di Allegri non sortisce gli effetti sperati e il risultato non cambierà più. Il Milan, sommerso dai fischi e dai cori contro Cardinale, disputerà l’Europa League. In Champions, oltre a Inter e Napoli, vanno Roma e Como.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Il Como piega 4-1 la Cremonese e vola in Champions

Il Como piega 4-1 la Cremonese e vola in Champions

CREMONA (ITALPRESS) – Il Como vince 4-1 contro la Cremonese e, grazie alla sconfitta del Milan in casa contro il Cagliari, conquista per la prima volta nella sua storia la qualificazione alla Champions League. Nulla da fare per la Cremonese, che retrocede in Serie B.
E’ stata una partita piena di emozioni: Fabregas ha schierato il classico 4-2-3-1 con Douvikas unica punta, Nico Paz invece è rimasto in panchina a causa del problema al ginocchio accusato in settimana. I padroni di casa hanno risposto con un 3-5-2, con Vardy e Bonazzoli a comporre la coppia d’attacco. Giampaolo, dopo un quarto d’ora, è stato costretto al cambio per via di un problema muscolare di Maleh. I grigiorossi hanno alzato i giri del motore per spaventare i lariani che hanno avuto diversi problemi sulle corsie esterne: nessuna azione pericolosa soprattutto nella prima metà, ma soprattutto poca imprevedibilità negli ultimi 20 metri. Lo scacchiere dei padroni di casa ha impedito i consueti scambi agli uomini di Fabregas, soltanto una doppia conclusione di Baturina ha impensierito Audero, ma il tiro è stato smorzato da una deviazione.
Al 36′ il Como è passato in vantaggio: Douvikas è stato murato dal portiere della Cremonese, sulla respinta è arrivato Jesus Rodriguez che, grazie a un’altra deviazione, ha trovato l’1-0.
Il Como ha cominciato il secondo tempo con lo stesso piglio, al 6′ è arrivato il raddoppio di Douvikas, servito dall’assist perfetto di Jesus Rodriguez dopo un recupero palla sulla trequarti avversaria. Due minuti più tardi è stato assegnato un calcio di rigore alla Cremonese per un fallo di Ramon su Vardy, il penalty è stato confermato anche dopo un check da parte del Var: sul dischetto si è presentato Bonazzoli, che ha riaperto la sfida. Al 23′ della ripresa è stato assegnato un rigore al Como per un fallo di Bianchetti su Douvikas (dopo una lunga revisione al video): in campo e fuori è successo di tutto, Grassi è stato espulso per proteste, Okereke e Djuric dalla panchina, hanno contestato l’operato di Maresca subendo la stessa sorte del compagno. Dal dischetto Da Cunha ha firmato il 3-1 condannando di fatto la Cremonese alla retrocessione. Con l’uomo in più è arrivata la quarta rete, sempre con Da Cunha, che ha trovato l’angolo alla destra di Audero con un tiro dal limite. In pieno recupero è arrivato anche il 5-1 di Sergi Roberto, ma il gol è stato annullato per una posizione irregolare da parte di Morata, che aveva servito l’assist al centrocampista ex Barcellona. Al triplice fischio scatta la festa per i lariani.
– foto Ipa Agency –
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La Roma non trema: vince a Verona e ritrova la Champions dopo 7 anni

La Roma non trema: vince a Verona e ritrova la Champions dopo 7 anni

VERONA (ITALPRESS) – L’astinenza è finita: la Roma ritrova la Champions League dopo sette anni. I giallorossi battono il Verona per 2-0 nella 38^ e ultima giornata di Serie A, conquistando il terzo posto e centrando una qualificazione nella massima competizione europea dove mancava dalla stagione 2018/2019. Decisive le reti di Malen e di El Shaarawy nel secondo tempo, su doppio assist di uno scatenato Dybala. I giallorossi impiegano qualche minuto per carburare, così la prima occasione capita tra i piedi di Bowie, che al 2′ calcia su assist di Suslov ma trova la respinta di Svilar. Da quel momento si vedono soltanto i giallorossi. Al 14′ Cristante riceve da Ghilardi e calcia di poco fuori, mentre al 33′ è Montipò a negare a Dybala la gioia del gol. La Joya cresce con il passare dei minuti, così come tutta la squadra di Gasperini, che però rischia tantissimo al 40′. Bowie riceve da Lovric e si invola verso la porta giallorossa, dove trova uno strepitoso Svilar a evitare l’1-0. I capitolini rallentano negli ultimi minuti della prima frazione e il match torna equilibrato. Si va all’intervallo sul risultato di 0-0. La svolta del match arriva al 51′. Valentini, già ammonito, trattiene Dybala e riceve il secondo giallo che lo manda anticipatamente fuori dal campo. Al 53′ Bowie tocca di mano il pallone nella sua area; Sozza inizialmente lascia correre, ma viene richiamato al Var e cambia la sua decisione, indicando il dischetto. Dagli undici metri va Malen, ma il suo destro viene intercettato da Montipò; la palla finisce tra i piedi di Dybala, che la rimette in mezzo dove l’olandese stavolta non fallisce. Nel finale la Roma trema di fronte a un Verona che, già in Serie B, si gioca le sue carte fino all’ultimo. In pieno recupero arriva il raddoppio giallorosso. Dybala si invola in contropiede, entra in area e appoggia di tacco per El Shaarawy, che batte Montipò e sigla l’ultimo gol della sua avventura in giallorosso. Il settore ospiti esplode: la Roma torna in Champions League.
– foto Ipa Agency –
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Iran, Trump “I negoziati procedono in modo ordinato e costruttivo, il tempo è dalla nostra parte”. Media: “Prevista una tregua di 60 giorni”

Iran, Trump “I negoziati procedono in modo ordinato e costruttivo, il tempo è dalla nostra parte”. Media: “Prevista una tregua di 60 giorni”

WASHINGTON (ITALPRESS) –  “Uno dei peggiori accordi mai conclusi dal nostro Paese è stato l’accordo sul nucleare iraniano, proposto e firmato da Barack Hussein Obama e dai dilettanti della sua amministrazione. Rappresentava una strada diretta verso lo sviluppo di un’arma nucleare da parte dell’Iran. Non è così per l’accordo attualmente in fase di negoziazione con l’Iran da parte dell’amministrazione Trump: anzi, è esattamente il contrario! I negoziati stanno procedendo in modo ordinato e costruttivo e ho informato i miei rappresentanti di non affrettare la conclusione dell’accordo, dato che il tempo è dalla nostra parte”. Lo scrive sul social Truth il presidente americano Donald Trump aggiungendo che “il blocco rimarrà in vigore fino al raggiungimento, alla certificazione e alla firma di un accordo. Entrambe le parti devono prendersi il tempo necessario e fare le cose per bene. Non ci possono essere errori. Il nostro rapporto con l’Iran sta diventando molto più professionale e produttivo. Devono però capire che non possono sviluppare o procurarsi un’arma o una bomba nucleare. Desidero ringraziare, finora, tutti i Paesi del Medio Oriente per il loro sostegno e la loro cooperazione, che saranno ulteriormente rafforzati e consolidati dalla loro adesione alle Nazioni degli storici Accordi di Abramo e, chissà, forse anche la Repubblica Islamica dell’Iran vorrà aderire! Grazie per l’attenzione che ci avete dedicato”, conclude nel post.

NETANYAHU “HO PARLATO CON TRUMP, L’IRAN NON AVRA’ L’ARMA NUCLEARE”

 “Ieri sera ho parlato con il presidente Usa Donald Trump del memorandum d’intesa per riaprire lo Stretto di Hormuz e delle imminenti trattative verso un accordo finale sul programma nucleare iraniano. Ho espresso la mia profonda gratitudine al presidente Trump per il suo impegno incrollabile nella sicurezza di Israele”. Lo ha scritto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, su X. “Il presidente Trump e io siamo d’accordo che qualsiasi accordo finale con l’Iran debba eliminare il pericolo nucleare. Ciò significa smantellare i siti di arricchimento nucleare dell’Iran e rimuovere il suo materiale nucleare arricchito dal suo territorio”, ha aggiunto. “Il presidente Trump ha anche riaffermato il diritto di Israele di difendersi dalle minacce su ogni fronte, incluso il Libano”, ha poi precisato il premier israeliano, secondo il quale la partnership tra Israele e Stati Uniti “è stata dimostrata sul campo di battaglia” e non è mai stata più forte. “La mia politica, come quella del presidente Trump, rimane invariata: l’Iran non avrà armi nucleari”, ha concluso Netanyahu. Poco prima, il premier aveva postato un’immagine generata con l’IA in cui era assieme al presidente Trump. “L’Iran non avrà mai un’arma nucleare”, recitava la didascalia.

MEDIA “LA BOZZA D’ACCORDO PREVEDE UNA PROROGA DELLA TREGUA DI 60 GIORNI”

L’accordo che Stati Uniti e Iran “sono prossimi alla firma prevede una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco”. Lo scrive il sito Axios citando un funzionario statunitense. Nel corso di questo periodo, prosegue il sito, lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto, l’Iran potrebbe vendere liberamente il petrolio e si terrebbero negoziati per limitare il programma nucleare iraniano. L’accordo, precisa Axios, eviterebbe un’escalation della guerra e ridurrebbe la pressione sull’offerta globale di petrolio, ma non è chiaro se porterà a un accordo di pace duraturo che affronti anche le richieste del presidente Trump in materia nucleare.

STARMER “BENE PROGRESSI, RIAPRIRE HORMUZ SENZA RESTRIZIONI”

Accolgo con favore i progressi compiuti verso un accordo tra Stati Uniti e Iran. È fondamentale raggiungere un accordo che ponga fine al conflitto e riapra lo Stretto di Hormuz, garantendo la libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni. È vitale che all’Iran non venga mai permesso di sviluppare un’arma nucleare. Il mio governo continuerà a fare tutto il possibile per proteggere i cittadini britannici dalle conseguenze di questo conflitto. Collaboreremo con i nostri partner internazionali per cogliere questa opportunità e raggiungere una soluzione diplomatica a lungo termine“. Lo scrive su X il primo ministro britannico Keith Starmer.

-foto Ipa Agency –
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Il Lecce batte 1-0 il Genoa e resta in Serie A

Il Lecce batte 1-0 il Genoa e resta in Serie A

LECCE (ITALPRESS) – Apoteosi Lecce al Via del Mare. I ragazzi di Eusebio Di Francesco stendono 1-0 il Genoa nel match valevole per la trentottesima e ultima giornata di Serie A 2025/2026 e conquistano la salvezza. A firmare la rete decisiva è Banda.
Grande avvio di gara da parte dei padroni di casa che, dopo appena 6′, passano in vantaggio grazie proprio all’attaccante zambiano, che si avventa sulla corta respinta di Leali e scarica un potente destro sotto la traversa. Lo stesso Banda si rende protagonista di una bella giocata personale al 16′, saltando Marcandalli e andando alla conclusione sul primo palo, dove trova la deviazione di Leali. Dopo un inizio complicato, i rossoblù si fanno vedere dalle parti di Falcone con un colpo di testa di Marcandalli che, sugli sviluppi di corner, spedisce di poco alto. Nel finale di primo tempo arriva un grosso spavento per il Lecce con il gol di Frendrup, che però viene subito annullato per un fuorigioco di Colombo. Al termine di un minuto di recupero, le due squadre vanno a riposo sul parziale di 1-0.
Nella ripresa il Genoa torna in campo con il piede giusto, ritagliandosi una buona chance con un tiro di Sabelli che si spegne di poco a lato. Al 63′ i ragazzi di Daniele De Rossi sfiorano il pareggio con Masini che, imbeccato da Colombo, si fa ipnotizzare da Falcone sciupando una grande occasione. La risposta del Lecce non tarda ad arrivare, poichè al 68′ va vicinissimo al raddoppio: cross di Gallo e colpo di testa a botta sicura di Pierotti, che centra un clamoroso palo. Nella fase finale del match i ritmi di gioco si abbassano notevolmente e favoriscono i giallorossi che, forti anche della contemporanea sconfitta della Cremonese contro il Como, si limitano ad amministrare il vantaggio. Il triplice di Doveri sancisce la vittoria per 1-0 dei pugliesi e fa esplodere di gioia il Via del Mare: in virtù di questo successo, il Lecce sale a 38 punti e centra la sua quarta storica salvezza consecutiva, mentre il Genoa chiude il campionato a quota 41.
– foto Ipa Agency –
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Squillace, Ama Calabria e il ritorno al sapere delle mani: un modello educativo che unisce tradizione, sostenibilità e comunità

L’esperienza proposta dall’associazione Ama Calabria di Squillace, presieduta dalla psicologa Rosa Conca, è semplice e rivoluzionaria allo stesso tempo, con lo scopo di rimettere al centro il fare, in un’epoca in cui l’apprendimento passa quasi esclusivamente dagli schermi. L’associazione ha costruito negli anni un vero e proprio ecosistema pedagogico fondato sulla partecipazione attiva, dove bambini e ragazzi imparano attraverso la materia, il gesto, la relazione. Le attività proposte da Ama Calabria sono un viaggio nella tradizione artigianale e nella consapevolezza ecologica. Ogni laboratorio è pensato per restituire dignità al lavoro manuale e per mostrare ai giovani che dietro ogni oggetto esiste una storia, una filiera, un sapere antico: tessitura al telaio, i ragazzi osservano la trasformazione del filo in tessuto, scoprendo la complessità nascosta dietro un gesto che per secoli ha rappresentato la vita quotidiana delle comunità; cucito creativo, un’introduzione al rammendo e alla creazione artigianale, per educare alla cura degli oggetti e alla cultura del recupero; saponificazione, olio d’oliva, agrumi e un pizzico di scienza: così nasce un sapone naturale che racconta il territorio e insegna il valore del riciclo intelligente; cerafusione, la cera prende forma tra le mani dei bambini, diventando candele e piccoli oggetti che stimolano fantasia e precisione. Per rendere tangibile il concetto di filiera, Ama Calabria ha realizzato, grazie a quasi dieci anni di cura e a un terreno donato da una famiglia caregiver, una mini piantagione di cotone. Qui i bambini possono osservare il seme, il germoglio, la pianta adulta, il fiore e il batuffolo pronto per la filatura. Un percorso che culmina al telaio a quattro licci, dove i ragazzi comprendono quanto lavoro, tempo e delicatezza siano necessari per ottenere un semplice pezzo di stoffa. Dietro il successo del progetto c’è un gruppo straordinario di volontarie di Ama Calabria, donne di età diverse, molte delle quali in pensione, che hanno trovato in questi laboratori un luogo per rimettersi in gioco e trasmettere saperi preziosi. Il loro contributo non è solo tecnico, ma è anche un ponte intergenerazionale, un passaggio di valori, un modo per riaffermare il ruolo educativo della comunità. Durante la pausa, un semplice trancio di pizza o della frutta fresca diventano occasione di dialogo, confronto e crescita. La socialità non è un elemento accessorio: è parte integrante del metodo educativo, perché imparare insieme significa anche condividere. La prima parte del 2026 è stata straordinaria, con più di 800 studenti che hanno partecipato ai laboratori, confermando la forza di un modello che unisce tradizione, sostenibilità e creatività. Le istituzioni scolastiche coinvolte sono il Comprensivo Squillace, il “V. Vivaldi” Catanzaro Lido, il Patari – Rodari – Pascoli – Aldisio Catanzaro, il “G. Sabatini” Borgia, il Comprensivo Soverato 1, il “Don G. Maraziti” Settingiano, l’Istituto Palazzolo delle Suore delle Poverelle Santa Maria di Catanzaro e il Gruppo Associazione Italiana di Scautismo Raider Catanzaro Lido. L’esperienza di Ama Calabria dimostra che l’apprendimento pratico, fatto di materia, gesti, relazioni, rimane uno strumento insostituibile per formare giovani consapevoli, creativi e socialmente responsabili. È un ritorno alle origini che parla al presente e costruisce il futuro; un invito a riscoprire la bellezza del fare insieme, con le mani e con il cuore.
Carmela Commodaro

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Hojlund decide la gara con l’Udinese, il Napoli chiude secondo

Hojlund decide la gara con l’Udinese, il Napoli chiude secondo

NAPOLI (ITALPRESS) – Il Napoli chiude la stagione con il sorriso e batte 1-0 l’Udinese al “Maradona”. Decisivo il 12esimo gol in campionato di Hojlund (24′), che permette ai partenopei di chiudere l’annata al secondo posto con 76 punti. Due brutte notizie per Antonio Conte, che perde nel primo tempo per infortunio sia Alisson Santos che Lobotka. Buona prova dell’Udinese: i bianconeri di Runjaic chiudono il torneo 2025/26 al decimo posto in classifica con 50 punti.
Tanta intensità in avvio di match con diversi ribaltamenti di fronte, ma nessun concreto rischio per le difese. Il grande caldo e i ritmi non da ultima giornata di campionato mandano ko dopo 10 minuti Alisson Santos, che lascia spazio a De Bruyne per un problema al flessore. Il fantasista belga fa subito la differenza in fase di rifinitura, imbuca Hojlund, che al 24′ supera Okoye per l’1-0 dei padroni di casa. Al 35′ si ferma anche Lobotka, che deve abbandonare il terreno di gioco per una noia muscolare. Nel finale di frazione si abbassano i ritmi, con il Napoli che conserva il vantaggio fino all’intervallo. Nel secondo tempo girandola di cambi con Runjaic che prova il tutto per tutto mandando dentro una punta (Buksa) per un mediano (Karlstrom). I tentativi di rimonta dell’Udinese svaniscono al 65′ con Kabasele che scalcia Hojlund a palla lontana e induce il fischietto Zanotti ad andare alla video review: il verdetto è rotto diretto per il centrale bianconero, che lascia in inferiorità i suoi. Il match si stappa e le squadre si allungano. La squadra di Conte sfiora il raddoppio: Hojlund sguscia via a tutta la difesa dell’Udinese, serve in piena area di rigore McTominay ma lo scozzese manda alto da pochi passi. Nel finale spazio anche al terzo portiere Contini, che subentra per Meret a dieci minuti dalla fine.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Amaroni supera il quorum: verso il terzo mandato per Gino Ruggiero

Ad Amaroni la soglia decisiva è stata superata con largo anticipo: alle ore 19 avevano votato 704 elettori, ben oltre il quorum del 40% necessario nei comuni con una sola lista in corsa. Un dato che mette al sicuro la validità delle elezioni del 24 e 25 maggio e apre la strada alla conferma dell’amministrazione guidata da Gino Ruggiero, che si avvia così al terzo mandato consecutivo. Ruggiero è alla guida della lista civica “Democrazia è partecipazione”, che presenta una squadra ampia e rinnovata, composta da Felicia Caccamo, Teresa Lagrotteria, Giuseppe Laugelli, Francesco Muzzì, Maria Perroncello, Antonio Scamarcia, Simona Sestito, Domenico Sorrentino, Mariarosa Tarzia ed Elisabetta Vonella. Con una sola lista presentata, il nuovo Consiglio comunale sarà composto praticamente da tutti i candidati alla carica di consigliere. L’assenza di competizione elettorale diretta ha reso ancora più centrale la partecipazione dei cittadini, che hanno risposto in modo significativo, garantendo la validità del voto. L’ufficialità dell’elezione arriverà lunedì, al termine delle operazioni di scrutinio. Solo allora si potrà parlare formalmente di riconferma, come previsto dalle norme elettorali. Fino a quel momento, ogni dato va considerato come informazione preliminare da verificare con le fonti ufficiali.
Carmela Commodaro

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Lavik corona la fuga e vince a Milano, Vingegaard resta in rosa

Lavik corona la fuga e vince a Milano, Vingegaard resta in rosa

MILANO (ITALPRESS) – Fredrik Dversnes Lavik vince in volata la 15esima tappa del Giro d’Italia 2026, la Voghera-Milano, di 157 chilometri, coronando una inattesa fuga da lontano. Niente arrivo di gruppo, il 29enne corridore norvegese ha beffato gli italiani Mirco Maestri (Team Polti VisitMalta) e Martin Marcellusi (Bardiani Csf) nella volata a quattro, sorpresi anche i velocisti che non sono riusciti a ricucire lo strappo. Quella odierna è stata frazione sostanzialmente piatta e segnata dalla fuga di giornata partita dopo pochi chilometri. Marcellusi, Lavik, Maestri e Mattia Bais (Team Polti VisitMalta) hanno dettato il ritmo in testa, ma non hanno mai guadagnato oltre i 2’30”. Il gruppo, infatti, ha gestito da lontano i quattro battistrada che si sono divisi i punti e gli abbuoni del traguardo volante di Pavia e il chilometro Red Bull. Dopo una serie di confronti col gruppo, la giuria ha deciso di accontentare i corridori e neutralizzare per motivi di sicurezza i tempi non ai -5 chilometri, come di consueto, ma ai -16.3km, ovvero all’ultimo giro del circuito meneghino. Inutile l’inseguimento finale, a giocarsi la vittoria sono stati i quattro fuggitivi, con Lavik alla sua prima vittoria in carriera al Giro. Non cambia nulla per quanto riguarda la maglia rosa: il danese Jonas Vingegaard (Visma-Lease a Bike) sarà nell’ultimo giorno di riposo in testa alla classifica generale. Martedì si ripartirà con la 16esima frazione, la Bellinzona-Carì, di 113 chilometri.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).