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Premio Ischia, Crosetto “La sicurezza passa anche da un’informazione seria”

ISCHIA (NAPOLI) (ITALPRESS) – “La minaccia ibrida è una guerra continua che colpisce giorno e notte 24 ore su 24, campagne di disinformazione, notizie costruite ad arte possono raggiungere in poche ore milioni di persone. L’obiettivo di chi agisce in questo modo è chiaro: alterare il dibattito pubblico rendere sempre più difficile distinguere ciò che è vero da ciò che falso. Perciò la sicurezza passa anche da un’informazione seria”. E’ questo uno dei concetti centrali espressi dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel suo videomessaggio che ha aperto la 47esima edizione del Festival di giornalismo internazionale di Ischia. “Per questo sono contento – ricorda il Ministro Crosetto – che il Premio Europeo sia stato assegnato a Ukrainska Pravda. Rivolgo i miei complimenti alla direttrice, alla redazione, ai giornalisti che anche nei momenti più difficili del conflitto hanno continuato a raccontare la realtà con coraggio e professionalità”. vbo/mca1
(Fonte video: Premio Ischia Internazionale di giornalismo)

Palermo, Ferrandelli “Donna che vive in Germania riconsegna alloggio popolare”

PALERMO (ITALPRESS) – “Sono qui con la signora Claudia: è una storia umanamente triste perché ha perso la mamma, ma bella per la nostra città. La signora vive in Germania, la sua mamma è venuta a mancare e la signora Claudia da palermitana doc, anche se vive in Germania, ha deciso di fare una cosa bella e giusta per la sua città. Ha chiamato il Comune di Palermo e ha riconsegnato le chiavi di casa della sua mamma a Borgo Nuovo, consentendo a una nuova famiglia di vivere nella casa familiare in cui aveva vissuto la propria mamma”. Lo ha dichiarato l’Assessore all’Abitare Sociale del Comune di Palermo, Fabrizio Ferrandelli, commentando le operazioni concluse nella giornata odierna. “Una Palermo bella c’è, anche se una parte vive in Germania. Le radici sono palermitane e l’educazione è quella palermitana”, ha aggiunto. vbo/mca1
(Fonte video: Fabrizio Ferrandelli)

“Fatta la città, facciamo i cittadini”: il messaggio del sindaco Zofrea e il valore di una comunità che costruisce Squillace

“Fatta la città, facciamo i cittadini”. Con queste parole, il sindaco Enzo Zofrea ha scelto di rivolgersi alla comunità di Squillace, condividendo una riflessione che va oltre l’attualità amministrativa e tocca il senso profondo dell’essere parte di una città. Un messaggio che diventa occasione per ribadire un principio: Squillace l’hanno fatta, prima di tutto, i suoi cittadini. Il sindaco richiama con forza il ruolo decisivo di chi, negli anni, ha contribuito a costruire Squillace: chi ha lavorato e sacrificato tempo e energie; chi ha avuto il coraggio di restare quando era più facile partire; chi è partito senza mai dimenticare le proprie radici; chi ha scelto di tornare per investire qui il proprio futuro. Una comunità che non si è limitata ad abitare un territorio, ma lo ha plasmato, custodito, difeso. E per questo, sottolinea Zofrea, gli amministratori hanno un dovere preciso: servire la città, non dividerla. Il sindaco affronta poi un tema delicato, quello del confine tra critica costruttiva e denigrazione. La critica, afferma, è legittima, persino necessaria, perché aiuta una comunità a crescere. Ma esiste una differenza sostanziale tra chi critica per migliorare e chi scredita per convenienza. Zofrea denuncia l’atteggiamento di chi racconta solo ciò che non va, trasforma ogni iniziativa in un fallimento, ridicolizza ogni progetto, semina sfiducia. Secondo il sindaco, questo non significa fare opposizione: significa fare un danno alla città. Ogni parola pesa, e descrivere Squillace come una città senza prospettive ferisce chi ogni giorno investe, lavora, crea, partecipa: commercianti, giovani, associazioni, volontari, imprenditori, famiglie. Zofrea rivendica il valore del lavoro amministrativo, ricordando che governare non significa scrivere un post o un commento sui social. Amministrare significa assumersi responsabilità, firmare atti, reperire risorse, rispettare le regole, risolvere problemi spesso radicati da decenni. Dietro una tastiera, osserva, è facile sentirsi esperti di tutto, di urbanistica, bilanci, turismo, cultura. Molto più difficile è portare il peso delle decisioni, ogni giorno, senza scorciatoie e senza promettere miracoli. Il sindaco non nasconde le criticità ancora presenti. Squillace, dice, ha problemi da risolvere, e l’amministrazione non li ha mai celati. Ma esiste anche un patrimonio umano, culturale e storico straordinario, che merita di essere valorizzato, non mortificato. Per questo Zofrea ribadisce la volontà di ascoltare tutti, anche chi non condivide le scelte dell’amministrazione. Ma aggiunge che non resterà in silenzio quando, per colpire un sindaco o una giunta, si tenta di colpire l’immagine dell’intera comunità. Il messaggio si chiude con una visione chiara, e cioè che le amministrazioni cambiano, le maggioranze cambiano, le opposizioni cambiano. Squillace resta. Ed è a lei, e solo a lei, che chi governa deve rendere conto. Per questo, conclude Zofrea, il lavoro continuerà con serietà, determinazione e passione. Perché chi ama davvero una città non vive di polemiche, ma la costruisce.
Carmela Commodaro

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Longevity Magazine – Puntata del 11/7/2026

MILANO (ITALPRESS) – Tutto per una sana e lunga vita. Nella tredicesima puntata di Longevity Magazine, format Tv dell’agenzia di stampa Italpress, Antonino Di Pietro, direttore dell’Istituto Dermoclinico Vita Cutis di Milano del Gruppo San Donato, intervista Maurizio Lombardo, presidente nazionale della SIDCO (Società Italiana di Dermatologia Chirurgica, Oncologica, Correttiva ed Estetica), e ⁠Giuseppe Valente, dermatologo e chirurgo plastico a La Spezia. La nuova frontiera delle cura del melanoma e le competenze interspecialistiche nella dermatologia oncologica i temi al centro del format.

sat/gsl

Addio a Peppino di Capri, il re della melodia italiana è morto a 87 anni

ROMA (ITALPRESS) – Quindici partecipazioni al Festival di Sanremo (con due vittorie, nel 1973 e nel 1976), quattro partecipazioni al Festival della Canzone Napoletana (con una vittoria, nel 1970) e nove partecipazioni a Canzonissima. E, ancora, una serie di successi indimenticabili come “Un grande amore e niente più”, “St Tropez twist”, “Roberta”, “Luna caprese” e “Champagne”, forse la più famosa e la più ballata. Questo e molto altro è stato Peppino Di Capri, scomparso all’età di 87 anni, dopo una carriera durata più di un sessantennio e iniziata a soli quattro anni, sì perché Giuseppe Faiella, questo il suo vero nome, si esibì in pubblico da piccolissimo, suonando il pianoforte per le truppe americane durante la Seconda guerra mondiale. È scomparso nella sua amata isola, a villa Castiglione, dopo una lunga malattia. La musica ce l’aveva nel sangue grazie alla sua famiglia: il nonno, membro della banda musicale di Capri, e il papà, titolare di un negozio di strumenti musicali che, nel tempo libero, si dilettava suonando il clarinetto, il sassofono, il contrabasso e il violoncello. Dall’età di sei anni inizia a studiare pianoforte e a 14 anni comincia a esibirsi nei night club di Capri e Ischia con l’amico Ettore Falconieri. Si chiamano il Duo Caprese e si esibiscono anche in tv, nel programma “Primo applauso” condotto da Enzo Tortora. Con Falconeri e altri amici alla fine degli anni Cinquanta forma anche un gruppo, i Capri Boys, ispirato alla musica rock che arriva dall’America. È proprio durante una di queste serate che il gruppo viene notato da un dirigente della casa discografica milanese Carisch: arriva il primo contratto e Giuseppe, su suggerimento del chitarrista Mario Cenci, Giuseppe cambia il suo nome in Peppino, come lo chiamano gli amici, e il cognome in Di Capri, come omaggio all’isola in cui è nato il 27 luglio 1939. Nascono Peppino Di Capri e i suoi Rockers che, nel giro di qualche anno, ottengono un notevole successo. Siamo, ormai, negli anni Sessanta e Peppino diventa anche attore, prendendo parte agli indimenticabili musicarelli. Nel frattempo ha sposato Roberta Stoppa, dalla quale si separerà nel 1970, poco dopo la nascita del primogenito Igor.

Nel 1973, dopo alcuni anni di stop (e di scioglimento del gruppo), arriva la prima vittoria al Festival di Sanremo con “Un grande amore e niente più”. Da quel momento la carriera e il successo di Peppino non si fermano più. Arrivano nuovi brani come “E mo’ e mo’” e “Il sognatore” e decine e decine di partecipazioni televisive, tra cui quella al Festival di Sanremo 2023. Al Festival era stato anche nel 1995 come componente del Trio Melody, un trio formatosi per l’occasione: oltre a Peppino ne facevano parte Gigi Proietti e Stefano Palatresi; il brano proposto si intitolava “Ma che ne sai… (se non hai fatto il piano-bar)”. Il 26 maggio del 2005 viene anche insignito dall’allora presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi dell’onorificenza di Commendatore Ordine al merito della Repubblica Italiana. Nel 2019 ha perso la seconda moglie, Giuliana Gagliardi, con cui è stato più di quarant’anni e con cui ha avuto gli altri due figli, Edoardo e Dario.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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E’ morto Peppino Di Capri, aveva 87 anni

E’ morto Peppino Di Capri, aveva 87 anni

ROMA (ITALPRESS) – E’ morto Peppino Di Capri, aveva 87 anni e scompare dopo una lunga malattia. Ne dà notizia Il Mattino online. E’ scomparso nella sua amata isola, a villa Castiglione. Lascia il figli Igor con la prima moglie e Edoardo e Daria con Giuliana Gagliardi.
Se ne va uno degli ultimi grandi protagonisti della canzone italiana del Novecento. Pianista raffinato, interprete elegante e autore di brani entrati nella memoria collettiva, ha attraversato oltre sessant’anni di musica, riuscendo a parlare a generazioni diverse senza mai rinunciare al proprio stile.
– – foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

La Spagna batte 2-1 il Belgio, è in semifinale contro la Francia

La Spagna batte 2-1 il Belgio, è in semifinale contro la Francia

INGLEWOOD (STATI UNITI) (ITALPRESS) – La Spagna batte il Belgio per 2-1 e vola in semifinale ai Mondiali, dove sfiderà la Francia di Mbappè. E’ una rete nel finale – un’altra – di Merino, già decisivo contro il Portogallo, a regalare agli iberici il passaggio del turno, dopo il vantaggio firmato da Fabian Ruiz e il momentaneo 1-1 siglato da De Ketelaere.
Nel riscaldamento Tielemans si ferma per un problema fisico e Garcia mette dentro Vanaken al suo posto. De la Fuente, invece, rinuncia per scelta tecnica a Pedri, preferendogli Fabian Ruiz. I campioni d’Europa in carica partono meglio ma senza riuscire a impensierire Courtois (costretto a uscire poi nella ripresa). Al 21′ Yamal ci prova con un mancino dal limite ma la palla esce alla destra del portiere. La partita si sblocca improvvisamente alla mezzora. Porro mette una palla a rimorchio dalla destra, Olmo calcia di prima intenzione e trova pronto Courtois, che respinge, ma Ruiz è il più lesto di tutti sulla ribattuta e mette dentro a porta quasi vuota.
Cinque minuti dopo Yamal ci prova con un mancino su punizione ma Courtois si oppone in tuffo. Al 41′, poi, al primo affondo dei belgi, arriva il pareggio. Castagne crossa dalla destra e De Ketelaere anticipa Cubarsi per poi trafiggere di testa Unai Simon, al primo gol subito in questo Mondiale. Si va al riposo sull’1-1. All’8′ della ripresa Baena conclude con il sinistro dal limite trovando la deviazione fortuita di Mechele, con la palla che esce di poco. Nel giro di un minuto, tra il 15′ e il 17′, Courtois è decisivo prima su Yamal e poi su Oyarzabal. Lo stesso Courtois saluta poco dopo per un guaio fisico. Il match sembra indirizzato verso i supplementari ma al 43′ le furie rosse trovano la rete che vale la semifinale. Cubarsi calcia dalla lunga distanza, il neo entrato Lammens respinge corto e Merino, in campo da pochi istanti, lo punisce con un tap-in ravvicinato. L’assalto finale degli uomini di Garcia non sortisce gli effetti sperati e il risultato non cambierà più. La Spagna può così festeggiare il passaggio del turno. Adesso la sfida con i transalpini.
– foto Image –
(ITALPRESS).

Cina, a Guiyang la trasformazione digitale cambia il volto della città

Cina, a Guiyang la trasformazione digitale cambia il volto della città

GUIYANG (CINA) (XINHUA/ITALPRESS) – Su invito del Dipartimento internazionale del Comitato centrale del Partito comunista cinese (IDCPC), una delegazione di rappresentanti di partiti politici e media provenienti da 21 Paesi si è recata in visita per quattro giorni a Guiyang, nella provincia sud-occidentale cinese del Guizhou, dal 3 al 6 luglio.

Durante il tour, i delegati hanno esplorato il settore dei big data di Guiyang, in rapida crescita, assistendo dal vivo alle applicazioni dell’intelligenza artificiale e sperimentando in prima persona i veicoli a guida autonoma. Il viaggio ha offerto loro uno sguardo ravvicinato sui notevoli progressi compiuti dal Guizhou nella lotta alla povertà e sulla sua profonda trasformazione urbano-rurale.

Uno dei momenti principali del viaggio è stato il futuristico shuttle a guida autonoma ad alta tecnologia soprannominato “Potato Bus”, che percorre lo scenografico itinerario turistico “Wonder Loop” di Guiyang. Il veicolo ha subito attirato l’attenzione del capo delegazione Francesco Maringiò, membro del Comitato centrale e responsabile dell’Asia Desk del Dipartimento internazionale del Partito comunista italiano (PCI).

A bordo del veicolo, Maringiò ha esaminato attentamente le procedure di avvio, il sistema di frenata d’emergenza e il meccanismo di funzionamento automatico. E’ rimasto colpito per tutta la durata del tragitto e ha scattato molte foto e girato diversi video della guida autonoma.

Per Maringiò si è trattato del primo viaggio nel Guizhou. E’ rimasto entusiasta del modello di sviluppo della provincia illustrato al National Big Data (Guizhou) Comprehensive Pilot Zone Exhibition Center. In particolare, lo ha colpito il modo in cui i big data contribuiscono a migliorare la vita della popolazione locale.

“E’ stata anche la prima volta che sono salito su un veicolo a guida autonoma, e questa tecnologia d’avanguardia mi è sembrata davvero straordinaria”. Secondo Francesco, l’obiettivo ultimo dello sviluppo industriale delle tecnologie emergenti in Cina è garantire una vita migliore alla popolazione.

“Lo sviluppo tecnologico alimenta la crescita economica, aumenta i redditi e migliora in modo sostanziale i mezzi di sussistenza delle persone su larga scala. Libera le persone da noiose mansioni di routine, dando loro più tempo per godersi la vita, proteggendo al contempo gli ambienti ecologici urbani e la salute pubblica”, ha spiegato.

Commentando il drastico passaggio del Guizhou da regione un tempo profondamente povera a polo nazionale dell’industria digitale, Francesco ha osservato che l’approccio allo sviluppo del Guizhou è pragmatico, sempre radicato nei mezzi di sussistenza della popolazione e ancorato alle sue aspirazioni originarie.

Italia e Guizhou hanno avviato molteplici progetti di cooperazione. Lo shuttle bus autonomo su cui Francesco è salito è stato impiegato in operazioni commerciali su larga scala a Torino, in Italia. Parlando della cooperazione bilaterale esistente e delle prospettive future, Maringiò si è detto molto ottimista.

“I Paesi europei, tra cui l’Italia, hanno un vasto potenziale di cooperazione con il Guizhou. Di fronte a sfide globali complesse, rafforzare la cooperazione multilaterale è l’unico modo per superare le difficoltà in un panorama internazionale instabile”, ha aggiunto.
L’esperienza di guida autonoma ha ricevuto grandi elogi anche da parte di Vincent Cziesla, responsabile della sezione editoriale di “Our Time”, il giornale ufficiale del Partito comunista tedesco. Al termine del viaggio, ha condiviso il suo entusiasmo.

“Per me è stata un’esperienza del tutto nuova. All’inizio ero curioso di scoprirne il design tecnologico. Il veicolo presenta numerose applicazioni ad alta tecnologia e una disposizione interna unica, con i passeggeri seduti rivolti in avanti o all’indietro. Circola in modalità completamente autonoma, offrendo un viaggio emozionante ma al tempo stesso affidabile e sicuro. I finestrini panoramici consentono ai passeggeri di godere di una vista completa dell’ambiente circostante”, ha affermato Vincent.

“E’ incredibile. Decenni fa, il Guizhou era isolato dalle montagne e da infrastrutture poco sviluppate, che lo rendevano difficile da raggiungere. Oggi vanta una mobilità intelligente, orientata al futuro e all’avanguardia a livello mondiale. La sua velocità di sviluppo è davvero sorprendente”, ha dichiarato.

“La situazione geopolitica globale resta estremamente complessa. La Germania deve adeguare il proprio orientamento allo sviluppo e perseguire una coesistenza pacifica e una cooperazione reciprocamente vantaggiosa. Speriamo di assistere a cambiamenti positivi di questo tipo, per i quali la Germania deve impegnarsi attivamente, poichè la Cina ha dimostrato che il suo percorso di sviluppo è valido e praticabile”, ha concluso Vincent.

Attualmente, l’IA e l’analisi dei big data sono ampiamente utilizzate per migliorare i settori industriale, agricolo, dei trasporti e del turismo culturale del Guizhou. Paul Ilado, direttore editoriale del gruppo keniota Radio Africa Group, che si occupa di sviluppo agricolo, si è soffermato a lungo davanti allo schermo che mostrava i big data sull’agricoltura intelligente del Guizhou, osservando immagini in tempo reale e dati operativi degli allevamenti locali.

“E’ davvero illuminante. Prima avevamo soltanto letto di queste tecnologie nei libri. Sperimentarle sul posto rende concreti i dati astratti, permettendoci di vedere le loro funzioni pratiche nella vita quotidiana. I dati supportano le attività quotidiane e ci aiutano a prendere decisioni in modo più scientifico”, ha osservato Paul.
(ITALPRESS).
-Foto Xinhua-

Ucraina, Brusylo “Contro missili balistici russi serve sostegno nostri alleati”

ISCHIA (ITALPRESS) – “Adesso l’Ucraina ha il vantaggio sulla linea del combattimento. L’unico vantaggio che la Russia adesso ha è quello dei missili balistici che lancia contro l’Ucraina quasi ogni giorno, contro obiettivi civili. Questo non possiamo ancora contrastarlo da soli. Ci sono programmi in sviluppo, in lavorazione, missili antibalistici di nostra produzione, però non possono ancora soddisfare le nostre esigenze. È per questo che dobbiamo contare sull’aiuto degli alleati, soprattutto gli Stati Uniti, ma anche l’Italia”. Così Ihor Brusylo, ambasciatore d’Ucraina in Italia, a margine del Premio Ischia Internazionale di Giornalismo.

sat/mca3
(fonte: Premio Ischia Internazionale di Giornalismo)