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Marc Marquez trionfa nella prima sfida della MotoGp in Thailandia

Marc Marquez trionfa nella prima sfida della MotoGp in Thailandia

BURIRAM (THAILANDIA) – Stesso podio e stesse posizioni della Sprint. Marc Marquez, in sella alla Ducati Lenovo, vince il Gran Premio della Thailandia, disputato sul circuito di Chang. Secondo posto per Alex Marquez (Ducati Gresini): per la prima volta nella storia in top class due fratelli occupano le prime due posizioni di un gran premio. Terzo, invece, Francesco Bagnaia (Ducati Lenovo). Non è stata una gara semplice per Marc Marquez, alle prese con un problema di pressione della gomma anteriore, probabilmente troppo bassa. Per evitare la penalità, dunque, l’otto volte iridato si è accodato volontariamente al fratello Alex per cercare di rimettere in temperatura lo pneumatico. A quattro giri dal termine lo spagnolo è poi ritornato in testa e ha trionfato con margine. Franco Morbidelli (Ducati Pertamina) e il rookie Ai Ogura (Aprilia Trackhouse) sono rispettivamente quarto e quinto. Nell’ordine, completano la top ten Marco Bezzecchi, Johann Zarco, Brad Binder, Enea Bastianini e Fabio Di Giannantonio. Sono caduti Acosta e Mir.

– Foto: Ipa Agency –

(ITALPRESS)

Tajani “Se l’Occidente si divide a vincere sono solo le autocrazie”

Tajani “Se l’Occidente si divide a vincere sono solo le autocrazie”

ROMA (ITALPRESS) – “Se l’Occidente si divide vincono le autocrazie”. Così, in una intervista al Messaggero, il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, evidenziando che “i nostri valori sono comuni: libertà, pace, democrazia. Non si cancellano con un contrasto diplomatico”. E spiega: “Una divisione tra l’Europa e gli Stati Uniti significherebbe il tramonto dell’Occidente, che porterebbe alla vittoria di autocrazie, populismi e radicalismi. Questa vittoria sarebbe un danno gravissimo non soltanto per l’Occidente ma per tutto il mondo”.
Alla luce dello scontro tra Trump e Zelensky, aggiunge, “l’Italia chiede un vertice tra l’Europa e gli Stati Uniti. In questa fase storica, non è in gioco soltanto una questione politica. E’ in ballo l’unità dell’Occidente e il ruolo dell’Occidente nel mondo, per difendere i suoi valori fondanti. Quei principi di libertà, centralità della persona, difesa dello Stato di diritto, libero mercato, tutela della pace e della democrazia a proposito dei quali non potrà e non dovrà mai esserci spaccatura tra l’Europa e gli Stati Uniti che sono due facce della stessa medaglia”. “Io credo – osserva – che l’Occidente abbia tutte le potenzialità giuste per contare e una storia che è la sua forza ed è declinabile al futuro. Ma occorre stare insieme. Una divisione tra l’Europa e gli Stati Uniti significherebbe il tramonto dell’Occidente, che porterebbe alla vittoria di autocrazie, populismi e radicalismi. Questa vittoria sarebbe un danno gravissimo non soltanto per l’Occidente ma per tutto il mondo. L’Occidente ha vinto quando hanno vinto i suoi valori contro il nazismo e il comunismo che sono proprio la negazione dei valori occidentali”. “Ricordiamoci che gli americani sono quelli che ci hanno permesso di liberarci dai totalitarismi del ‘900, a prezzo di sacrifici enormi – ricorda Tajani -. Non dobbiamo dimenticare che, tra i tanti caduti dell’esercito alleato, c’erano tanti italo-americani e tanti europei. E’ impensabile i mettere in discussione il rapporto transatlantico perchè a Washington c’è un governo che non piace a tutti. L’Europa è un’identità che va ben oltre le questioni politiche. E quindi anche le scelte contingenti devono essere finalizzate a garantire l’unità dell’Occidente. L’Alleanza Atlantica non è soltanto un’alleanza militare, è molto di più. E’ una scelta, allo stesso tempo, ideale e strategica”. “Anche quando ci sono delle discussioni – prosegue il ministro degli Esteri -, dobbiamo tutti lavorare sapendo che c’è un patrimonio culturale e valoriale che è comune da sempre, da Tocqueville in poi. C’è un filo ideale che collega la democrazia di Atene a George Washington. D’altronde era stato Cristoforo Colombo a far da ponte tra i continenti. Condividiamo con l’America lingua e religione. Anche loro hanno un’identità giudaico-cristiana. Proprio come la nostra Europa che ora più che mai è il luogo della modernità e della libertà. Voglio dire, parlando di storia, che il vincolo spirituale euro-atlantico non può essere eliminato dal contrasto in un colloquio diplomatico o da dichiarazioni conflittuali. La diplomazia ha bisogno di tempo per risolvere i problemi ma sono sicuro che l’Occidente sarà unito anche per la trattativa di pace nell’Ucraina”.
In merito al summit di oggi a Londra, “in questo vertice, l’Italia farà sentire la sua voce per portare tutti al tavolo della pace – dichiara -. E tutti significa Europa, Stati Uniti, Ucraina e Russia”. “Noi, davanti a tutti, non dobbiamo avere paura di essere ciò che siamo – aggiunge -. Dobbiamo comportarci secondo la nostra bussola e tenendo sempre aperta la nostra scatola dei valori. Questo è il modo migliore per farci rispettare nel mondo. L’Europa e l’Occidente in generale significano apertura, curiosità, progresso. Pensiamo ai grandi viaggiatori come Marco Polo e Matteo Ricci, come Amerigo Vespucci e Vasco de Gama, come i naviganti delle Repubbliche marinare e si potrebbe continuare all’infinito con gli esempi. Avevano tutti una visione aperta della loro identità, volevano conoscere e farsi conoscere, crescere e far crescere. Potrei parlare anche dei grandi mercanti veneziani, inventori delle moderne assicurazioni. Ecco, la modernità è ciò che contraddistingue l’Europa e l’Occidente”. “Non dobbiamo assolutamente vivere con timore la nostra identità – prosegue Tajani -. Ma esercitarla nei fatti. Difendendo il nostro modello, difendiamo anche gli interessi dell’Italia, che è un Paese commerciale e aperto per vocazione. Così dev’essere tutta l’Europa. Il nostro esempio chi è? E’ Ulisse, un grande viaggiatore che poi ritorna sempre alla sua dimora, dove ci sono la moglie, il figlio e il cane Argo. C’è la sua famiglia e la sua patria. Questa è l’Europa, questo è l’Occidente. Bisogna farlo capire, perchè noi troppo spesso non parliamo dei valori che ci rappresentano”. Alla domanda se gli americani non stanno mollando l’Europa, risponde: “Credo che questo non potrà mai accadere. Anche perchè la nostra sicurezza e stabilità geopolitica dipendono da questo rapporto indissolubile tra i nostri due continenti”. “La Germania di Merz – dice – si ispira a quel popolarismo europeo di Adenauer, De Gasperi e Schuman che ha dato vita all’Europa del secondo dopoguerra. E voglio ricordare che, nei rapporti tra la Germania e l’Italia, le relazioni tra i partiti del Ppe sono state fondamentali. Lo saranno ancora grazie ai legami tra Forza Italia e Cdu-Csu”.
“Putin – ricorda Tajani – si era avvicinato alla Nato e all’Occidente con l’accordo di Pratica di Mare, propiziato da Berlusconi. Poi il presidente russo ha scelto di allontanarsi, spinto da sue strategie geo-politiche. Non mi sento di fare grandi rimproveri all’Occidente, per quanto riguarda il rapporto con la Russia. Ora guardiamo avanti, e lavoriamo tutti per la pace giusta che non può significare la sconfitta dell’Ucraina. Guardi, le dico un’ultima cosa: la speranza fa parte dell’identità occidentale”. “La speranza deve darci la forza di fare scelte coraggiose e di non rinchiuderci in una sindrome d’impotenza che non può minimamente appartenerci”, conclude il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani.
– foto Ipa agency –
(ITALPRESS).

Foti “Per le spese militari partiamo dal 2% del Pil”

Foti “Per le spese militari partiamo dal 2% del Pil”

ROMA (ITALPRESS) – “Non è che in un anno si riesce a fare quello che non si è fatto negli ultimi dieci”. Così, in un colloquio con la Repubblica, il ministro degli Affari Ue, Tommaso Foti, parlando dell’aumento delle spese militari, così come pretende Donald Trump. “Ma lo chiedevano anche altri presidenti, compreso Biden – osserva – e noi ogni volta trovavamo una scusa per aggirare l’asticella”. Il tema, però, “va affrontato”, spiega il fedelissimo di Meloni, che dà ragione al collega Giancarlo Giorgetti, “che non interviene per slogan e fa bene a dire che dovremo valutare anche quanto l’aumento degli investimenti impatterà sulla crescita economica”. Per l’Italia, comunque, “è fondamentale lo scorporo” di queste spese “dal patto di stabilità”. Che da solo però non basta. Quanto all’ipotesi che il governo voglia arrivare al 2,5% del Pil, il ministro invoca prudenza: “Intanto rispettiamo l’impegno del 2% che, ricordo, aveva sottoscritto Giuseppe Conte”. Mentre l’Ue nel suo complesso “deve accelerare, da domani” sulla difesa comune. In merito al ‘duellò Trump a Zelensky alla Casa bianca, per Foti “c’è qualcosa che non ha funzionato dal punto di vista diplomatico, non è stato un capolavoro, ma il discorso vero è che Trump, che non viene dalla politica e ha un approccio da imprenditore, vuole raggiungere l’obiettivo della pace, come aveva promesso”. E Zelensky? “Ha il timore che ci sia una pace ingiusta e quindi ci sta una frizione. C’è chi sostiene che Zelensky abbia anche sbagliato approccio, alla Casa bianca, dicendo che invece di discutere dell’accordo è andato su altri temi”. Ma la situazione “si può recuperare” a patto che “l’Occidente resti compatto”.
L’ex capogruppo di FdI rilancia dunque l’idea di Meloni di un vertice unitario Ue-Usa e spiega che quando la premier parla di allargare il tavolo ad altri alleati, “non lo fa riferendosi all’Ucraina, ma a paesi fuori dall’Unione come il Regno Unito”.
“L’appello di Meloni – sottolinea – non è per sgattaiolare dal sostegno a Kiev. E’ stata chiarissima alla Cpac. Il centrodestra italiano è sempre stato netto”. Tranne la Lega “hanno sempre votato gli aiuti all’Ucraina, semmai è l’opposizione che non riesce nemmeno a organizzare una piazza insieme”. E gli attacchi di Salvini a von der Leyen? “Lui è all’opposizione, in Ue”.
Per quanto riguarda i dazi, per il ministro “bisogna evitare un’escalation che porti a una guerra commerciale, che non interessa nemmeno a Trump. Perchè dazi esasperati poi possono portare problemi d’inflazione negli Usa”. l’Unione europea deve “farsi trovare pronta, senza un approccio muro contro muro”, sottolinea Foti, anche perchè molti dei ragionamenti del presidente americano poi, aggiunge, “sono legati al fatto che serve da parte dell’Europa un impegno serio sulla difesa, su cui l’Ue oggi non sta al passo”. Foti critica anche il piano di Macron di truppe solo europee in Ucraina: “Prima ho letto l’ipotesi di 30 mila, poi 100 mila, poi 200 mila… Mi pare siano cifre un pò confuse. E poi oggi dove li mandiamo? In guerra? Ancora si deve arrivare a una pace. Anche in quel caso, comunque, noi ci saremmo solo in una missione Onu”.
– foto Ipa agency –
(ITALPRESS).

Per il Papa notte tranquilla, ora sta riposando

Per il Papa notte tranquilla, ora sta riposando

ROMA (ITALPRESS) – La sala stampa vaticana rende noto che la notte è stata tranquilla, il Papa riposa ancora. Il Santo Padre è ricoverato dal 14 febbraio al Policlinico Gemelli ed ieri ha alternato la ventilazione meccanica non invasiva a lunghi periodi di ossigenoterapia ad alti flussi, mantenendo sempre una buona risposta agli scambi gassosi, ha riferito sempre la sala stampa vaticana, sottolineando che le condizioni cliniche del Papa sono rimaste stabili. Il Pontefice, hanno fatto sapere, è apiretico e non mostra leucocitosi. I parametri emodinamici si sono sempre mantenuti stabili; ha continuato ad alimentarsi e ha regolarmente effettuato la fisioterapia respiratoria, collaborando attivamente. Non ha presentato episodi di broncospasmo. E’ sempre vigile ed orientato. Ieri pomeriggio ha ricevuto l’Eucarestia, quindi si è dedicato alla preghiera. La prognosi rimane riservata.
– foto Ipa agency, il Policlinico Gemelli –
(ITALPRESS).

Squillace, “cose carine” all’interno del collettivo OndaRocK

Da questo mese prende corpo una nuova iniziativa all’interno dell’evento “OndaRock” promosso ogni anno dall’associazione La Rete. Si chiama “Intervista SottoTraccia” e nasce da un’idea di Francesco Marcella, collaboratore esterno palermitese di OndaRocK: con il supporto di Davide Mercurio e Claudio Rijllo, per qualche mese fino ad arrivare alla manifestazione principale di agosto, si dialogherà con tutte le figure che ruotano intorno al mondo musicale, dagli artisti, ai fonici, a qualche produttore. Una serie di interviste che avverranno in maniera molto free ovunque, una o due al mese, dal lungomare mentre si passeggia, al Copa Bay Surf Asd, luogo molto intimista ed evocativo, al bar mentre si sorseggia qualcosa, a casa di qualche organizzatore del Festival OndaRocK, o a casa dell’intervistato. Insomma qualcosa di originale e probabilmente senza alcuna diretta Facebook, ma con qualche pubblicazione dell’intervista sui social. Tutto improvvisato, tutto “natural mystic”. Il primo appuntamento è previsto per l’8 marzo, in mattinata al Copa Bay Surf. In virtù dell’uscita del loro nuovo disco, si parte coi Nimby, che racconteranno a tutti di questa nuova perla che sta per venire fuori.
Carmela Commodaro

L’articolo Squillace, “cose carine” all’interno del collettivo OndaRocK proviene da S1 TV.

Zelensky “Accordo con Gran Bretagna per prestito per rafforzare capacità difesa Ucraina”

Zelensky “Accordo con Gran Bretagna per prestito per rafforzare capacità difesa Ucraina”

LONDRA (ITALPRESS) – “Nel corso dei nostri colloqui abbiamo discusso delle sfide che attendono l’Ucraina e l’intera Europa, del coordinamento con i partner, delle misure concrete per rafforzare la posizione dell’Ucraina e della fine della guerra con una pace giusta, insieme a solide garanzie di sicurezza.
Una dichiarazione di principio di sostegno da parte del Primo Ministro e una decisione importante: oggi, in nostra presenza, l’Ucraina e il Regno Unito hanno firmato un accordo di prestito. Questo prestito rafforzerà le capacità di difesa dell’Ucraina e sarà rimborsato utilizzando le entrate dei beni russi congelati. I fondi saranno destinati alla produzione di armi in Ucraina. Questa è vera giustizia: chi ha iniziato la guerra deve essere colui che paga”. Lo ha scritto su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky al termine dell’incontro con il Primo Ministro inglese Keir Starmer. “Ringrazio il popolo e il governo del Regno Unito per il loro enorme supporto fin dall’inizio di questa guerra. Siamo felici di avere partner così strategici e di condividere la stessa visione di come dovrebbe essere un futuro sicuro per tutti” conclude Zelensky.

Foto: IPA Agency

(ITALPRESS).

Billing all’87° risponde a Dimarco, Napoli-Inter 1-1

Billing all’87° risponde a Dimarco, Napoli-Inter 1-1

NAPOLI (ITALPRESS) – Un finale di grandi emozioni, il boato del Maradona e gli azzurri che riacciuffano una partita di enorme importanza. Termina 1-1 il match scudetto tra Napoli e Inter. Una rete di Billing all’87° vanifica l’iniziale vantaggio siglato su punizione da Dimarco. Resta quindi invariato il distacco tra le prime tre della classe: la squadra di Simone Inzaghi guida la classifica con 58 punti, uno in più del Napoli e tre in più dell’Atalanta, fermata nel pomeriggio dal Venezia sullo 0-0. Un risultato che non scontenta nessuno e che allunga la striscia di astinenza da vittorie della squadra di Conte, che non ottiene i tre punti dallo scorso 25 gennaio: da quel momento sono arrivati quattro pareggi e una sconfitta, frutto più che altro di disattenzioni nel finale (tre gol su sette subiti negli ultimi 15 minuti). Stavolta è il Napoli a colpire allo scadere dopo una magia nel primo tempo di Dimarco. L’esterno nerazzurro al 22′ si incarica di un calcio di punizione dai 20 metri e con una traiettoria imprendibile lascia di stucco Meret.
Il Napoli – orfano di Neres e Anguissa – reagisce affidandosi a Lukaku: il belga al 33′ colpisce l’esterno della rete con un tiro al volo. Al 44′ è invece un intervento in scivolata di Bastoni a deviare in angolo una conclusione a botta sicura dell’ex nerazzurro. Al 51′ Inzaghi deve effettuare un doppio cambio obbligato: Calhanoglu (contusione) e Dimarco (contrattura ai flessori della coscia destra) lasciano il posto a Zielinski e Pavard. L’Inter in emergenza abbassa il baricentro. E al 65′ è Martinez a tenere a galla i nerazzurri con un grande intervento sul missile di McTominay. Per la prima sostituzione di Conte bisogna aspettare il 77′: fuori Raspadori, dentro Okafor. Poi l’ingresso di Billing, Ngonge e Olivera al posto di Gilmour, Politano e Spinazzola. Meno qualità, più fisicità e presenza in area. Serve però un mix tra le tre qualità per il pareggio: all’87’ Lobotka penetra tra le linee e pesca l’inserimento in area di Billing: Martinez respinge il primo tiro, ma sul tap in il nuovo acquisto non perdona. L’ultima chance ce l’ha Ngonge: la conclusione a botta sicura viene smorzata da Acerbi e finisce tra le braccia di Martinez. La lotta Scudetto resta apertissima.
– Foto Ipa Agency –
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Prete (Unioncamere) “Ponte sullo stretto esigenza reale per il Paese”

SATURNIA (GROSSETO) (ITALPRESS) – “Il Ponte sullo Stretto è ormai una esigenza reale per il nostro Paese. Abbiamo i lavori per l’Alta velocità fino a Reggio Calabria, in Sicilia abbiamo lavori tra Palermo, Catania e Messina, il ponte chiuderà questo cerchio. E’ un’infrastruttura che porterà benessere, assolutamente necessaria”. Lo ha detto Andrea Prete, presidente di Unioncamere, a margine della quinta edizione del “Forum in Masseria”, a Saturnia.
(ITALPRESS).
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Trump-Zelensky, Musumeci “Brutta vicenda, ora lavorare per unità Ue”

SATURNIA (GROSSETO) (ITALPRESS) – Quella di ieri è stata una brutta vicenda, inedita, che non ha precedenti, ma come dice il presidente Meloni bisogna lavorare, già da ora, per mantenere l’unità dell’Europa per guardare a Kiev con tutta l’attenzione che merita, perché se passa il principio che quello che è accaduto è ordinarietà qualunque altro paese può trovarsi i carri armati nelle città. Al tempo stesso bisogna riaprire un dialogo con gli Usa che sia improntato a un rapporto di pari responsabilità e di collaborazione reciproca”. Lo ha detto Nello Musumeci, ministro per la Protezione Civile e le Politiche del mare, a margine della quinta edizione del “Forum in masseria”. “L’Europa arriva tardi a questo appuntamento” ha aggiunto “negli ultimi 30-40 anni non c’è stata una politica di sicurezza e difesa e oggi ne cogliamo i risultati negativi ma non è mai tardi per ricominciare”. (ITALPRESS).
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