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Stabilimenti balneari, Montuoro illustra l’esito del vertice in Regione

“La Regione sosterrà tutti i Comuni e gli operatori con l’obiettivo di garantire una stagione turistica regolare”

“Nell’incontro in Regione abbiamo affrontato insieme, con grande senso di responsabilità, la vicenda delle concessioni demaniali a Soverato, una problematica che desta non poche preoccupazioni, considerando che a breve quella che tutti conosciamo come la Perla dello Ionio sarà invasa da migliaia di turisti che, ogni anno, trascorrono a Soverato il periodo di ferie estive. Ci sono diverse opzioni al vaglio dell’amministrazione comunale, alla quale stiamo cercando di dare supporto anche noi tramite le nostre strutture, che verranno valutate nelle prossime ore per cercare di trovare la soluzione migliore per salvaguardare la stagione balneare, gli investitori e il turismo in generale”. È quanto afferma in una nota il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Antonio Montuoro, al termine del tavolo in Regione convocato, dietro sua sollecitazione, per affrontare la tematica relativa all’annullamento deciso dal Tar del rinnovo delle concessioni demaniali a Soverato. Presenti all’incontro, insieme a Montuoro, l’assessore regionale al Turismo e all’ambiente, Giovanni Calabrese, gli uffici regionali, il sindaco di Soverato, Daniele Vacca e l’assessore al Demanio del Comune di Soverato, Giusy Altamura. “Nell’individuare possibili vie d’uscita in questa fase – spiega Montuoro – siamo partiti da un atto molto importante, cioè la deliberazione di Giunta regionale n.258 del 28 maggio 2024 sulle concessioni demaniali marittime, fluviali e lacuali, secondo cui in Calabria non ci sarebbe scarsità di risorse del demanio marittimo, con conseguente inapplicabilità della direttiva Bolkestein da parte degli Enti locali, salvo che questi ultimi non rilevino l’esistenza di determinati criteri oggettivi. L’incontro in Cittadella – continua Montuoro – è stato un momento di confronto e di sinergia tra i vari livelli istituzionali; ed è questa, senza ombra di dubbio, la strada migliore da percorrere per fare fronte alle criticità che interessano i territori.

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Stabilimenti balneari a Soverato, la Lega impegnata per superare il fermo

“La situazione, creatasi in un momento di ripresa delle attività turistiche-economiche non può essere sospesa pena la crisi del settore con riflessi su tutto il comparto”

La procedura di annullamento delle Concessioni Demaniali a cura del T.A.R. Calabria, pervenuta con sentenza del 16 maggio us, riguardante il Comune di Soverato, riferita a una società privata che opera nel settore dei servizi balneari del soveratese non può non far riflettere sulle conseguenze economiche e di sviluppo di un’intera comunità per i riscontri economici di tutto il settore turistico balneare in fase di avvio della stagione. Il T.A.R. non esprime valutazioni politiche ma giuridiche, quindi la sentenza va rispettata anche se collide con le aspettative dei proponenti il ricorso e le aspettative dell’Amministrazione comunale guidata dal Sindaco Arch. Daniele Vacca. Ciò non toglie di poter effettuare una valutazione politica su quanto accaduto per attivare ogni utile azione per l’avvio delle attività economiche, che se sospese, causerebbero una crisi del settore con riflessi sull’immagine turistica del territorio. La Lega Calabria, attraverso i vertici regionali: On.le Filippo Mancuso Presidente del Consiglio Regionale della Calabria, Il Responsabile delle Infrastrutture e Trasporti della Lega, Giuseppe Macrì e il Commissario Cittadino della Lega di Soverato, Antonino Romeo, si stanno attivando per superare il fermo
amministrativo necessario all’avvio della stagione balneare di prossima apertura. La situazione, creatasi in un momento di ripresa delle attività turistiche-economiche non può essere sospesa pena la crisi del settore con riflessi su tutto il comparto. Ciò premesso, l’amministrazione comunale, dovendo rappresentare interessi collettivi che devono essere assicurati a tutti i cittadini e in questo caso a tutti gli operatori economici del settore si attiverà nei termini di Legge per garantire la ripresa economica attraverso l’azione del Presidente della Giunta Regionale On.le Roberto Occhiuto, già attenzionata dal Presidente del Consiglio Regionale On.le Filuppo Mancuso. Al momento non è chiara la motivazione giuridica che ha prodotto la sospensione delle concessioni demaniali marittime, lacunali e fluviali, dal momento che sono prorogate di diritto, per legge fino al 30 Settembre 2027, al fine di consentire l’espletamento delle nuove procedure di gara. In presenza di ragioni oggettive, quali possono essere la sussistenza di contenziosi o di difficoltà oggettive alla conclusione della procedura, l’Amministrazione comunale, può disporre la proroga tecnica, con durata limitata al tempo necessario. Purtroppo siamo in una situazione transitoria, tant’è vero che il D.L. n. 131/2024, convertito in L. n. 166/2024, ha previsto un’ulteriore proroga delle concessioni demaniali marittime fino al 30 settembre 2027 per consentire di riorganizzare il settore. In ogni caso, la proroga tecnica non potrà mai consentire l’estensione della durata dell’affidamento fino al 31 marzo 2028, salvo nuove determinazioni di Legge. La Regione Calabria ha stabilito che, in base alla sua estensione costiera, la risorsa del demanio marittimo non può essere definita scarsa, per cui procederà ad individuare ulteriori aree demaniali per la balneazione turistica da assegnare agli operatori economici del settore per soddisfare nuova domanda.

Il Commissario cittadino dell’area Soveratese:
Antonino Romeo – Soverato

Il responsabile del Dipartimento Regionale
Infrastrutture e trasporti – Lega Calabria Salvini Premier
Giuseppe MACRI

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Von der Leyen “Con SAFE nuovi investimenti per la difesa con UK”

LONDRA (REGNO UNITO) (ITALPRESS) – “E’ il primo passo verso la partecipazione del Regno Unito al programma europeo di investimenti per la difesa. Lo chiamiamo SAFE. Si tratta di 150 miliardi di euro di prestiti per appalti congiunti.”. Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, che oggi ha preso parte a Londra al primo vertice Regno Unito-Ue insieme al premier britannico Keir Starmer e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.

lcr/gsl (Fonte video: Commissione Europea)

Accordo UK-UE, Starmer “Accesso senza precedenti a mercato europeo”

LONDRA (REGNO UNITO) (ITALPRESS) – “Oggi abbiamo raggiunto questo storico accordo con l’UE: una nuova partnership tra una Gran Bretagna indipendente e i nostri alleati in Europa”. Lo ha detto il premier britannico, Keir Starmer, nel primo vertice Regno Unito-UE he si è tenuto oggi a Londra. Al vertice hanno preso parte anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa.

lcr/gsl (Fonte video: Commissione Europea)

La pizza costa sempre di più

ROMA (ITALPRESS) – Aumenta il costo della pizza in Italia. Il prezzo di un pasto in pizzeria è salito del 18% negli ultimi sei anni, attestandosi a una media di 12 euro a persona. La margherita è la più consumata. Lo afferma il Centro di formazione e ricerca sui consumi, che ha realizzato una indagine sui listini dell’alimento tipico del Made in Italy conosciuto in tutto il mondo. Analizzando i dati Istat, si scopre che la pizza più costosa d’Italia è quella servita a Reggio Emilia, dove il prezzo medio di un pasto che include una pizza e una bevanda si attesta a 17 euro. Al secondo posto si piazza Siena, seguita da Macerata. Sul lato opposto della classifica, la città con la pizza più economica è Livorno, con un costo medio di 8 euro a pasto, preceduta da Reggio Calabria, Pescara e Catanzaro, uniche province con una spesa inferiore ai 10 euro a consumazione. Il Centro di formazione e ricerca sui consumi spiega che
prima la pandemia Covid, poi il caro-energia, hanno determinato una crescita dei costi. In un secondo tempo la guerra in Ucraina e la crisi di alcune materie prime, a partire da farina e olio utilizzati per la preparazione della pizza, hanno causato ulteriori rialzi dei listini al pubblico che non sono rientrati.
abr/azn

Pmi, la burocrazia costa 80 miliardi

ROMA (ITALPRESS) – La burocrazia rappresenta un vero e proprio nemico invisibile che pesa sul sistema delle Pmi, drenando almeno 80 miliardi di euro all’anno. È un fardello che “schiaccia” soprattutto le microimprese, costrette a destreggiarsi tra moduli da compilare, documenti da produrre, timbri da apporre e file agli sportelli pubblici. E’ quanto rileva l’Ufficio studi della CGIA. I tempi medi per il rilascio di permessi e autorizzazioni in Italia da parte della Pubblica Amministrazione restano tra i più elevati d’Europa. Di conseguenza, a pagare il conto sono le aziende che sottraggono tempo prezioso e risorse economiche fondamentali alla loro attività produttiva. Dal confronto con gli altri Paesi, emerge che la Pubblica amministrazione in Italia sconta dei differenziali di inefficienza preoccupanti. Secondo una recente indagine condotta dalla Banca Europea degli Investimenti, il 90 per cento delle imprese della penisola ha dichiarato di avere del personale impiegato per adempiere agli obblighi normativi. Se in Francia il dato si è attestato all’87 per cento, in Germania è sceso all’84 e in Spagna all’82.
abr/azn

Tg News – 19/5/2025

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Trump sente Zelensky e poi telefona a Putin
– Intesa tra Ue e Gb su sicurezza e lavoro
– Terzo mandato, Governo impugna la legge contro la Provincia di Trento
– Ponte sullo Stretto, Salvini annuncia l’avvio dei cantieri entro l’Estate
– Delitto di Garlasco, domani interrogatori per Stasi e Sempio
– Delitto di Carmela Quaranta, arrestato l’ex compagno
– Assalto ai furgoni portavalori sull’Aurelia, 11 arresti
– Milano, alle Gallerie d’Italia “Look at me like you love me” di Dugan
– Previsioni 3B Meteo 20 Maggio
/gtr

Nasce partnership tra Sviluppo Lavoro Italia e sette Università italiane

Nasce partnership tra Sviluppo Lavoro Italia e sette Università italiane

ROMA (ITALPRESS) – Nasce la partnership strategica tra Sviluppo Lavoro Italia e 7 atenei italiani: un progetto innovativo per ottimizzare i servizi di placement universitario attraverso l’analisi dei percorsi occupazionali dei laureati. “Oggi presentiamo un’attività su cui stiamo lavorando tra un pò di mesi con sette atenei e speriamo di allargare la platea “ha detto Paola Nicastro, presidente e Ad Sviluppo Lavoro Italia ” noi seguiremo, integrando le banche dati delle nostre università con le nostre di fonte ministero del lavoro, i percorsi occupazionali dei laureati e quindi andremo a verificare la tipologia di contratto di lavoro, i tempi di inserimento e anche quanto sono prossimi questi posti di lavoro, quanto sono adeguati rispetto al percorso formativo e titolo conseguito”.

L’accordo è finalizzato ad analizzare in modo innovativo i percorsi occupazionali dei laureati e permetterà di realizzare azioni specifiche di contrasto al mismatch, attraverso un’analisi puntuale dei percorsi lavorativi dei laureati, così da poter rendere l’offerta formativa degli atenei sempre più prossima alle richieste del mercato del lavoro.

“E’ fondamentale che l’università lavori sempre di più anche insieme al mondo produttivo per essere in grado di offrire percorsi formativi rispondenti alle nuove esigenze del mercato del lavoro che è sempre in più rapida trasformazione “le parole di Marina Brambilla, rettrice università degli Studi di Milano “anche rispetto alle sfide date dalla transizione digitale e green, e dell’intelligenza artificiale, senza mai dimenticare che gli atenei, da un lato, devono essere sempre in grado di rispondere alle esigenze del mercato del lavoro dall’altro devono restare in presidio do conoscenza”.

Sviluppo Lavoro Italia, nell’ambito del programma “Operativo giovani, donne e lavoro”, in qualità di soggetto in house del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha avviato un’iniziativa strategica rivolta alle università italiane che prevede l’attuazione di un protocollo tra gli atenei italiani e Sviluppo Lavoro Italia, con l’obiettivo di analizzare in modo innovativo i percorsi occupazionali dei laureati, grazie all’integrazione tra le banche dati interne alle università e le informazioni contenute nel sistema formativo statistico delle comunicazioni obbligatorie.

“Non esisteva un’analisi oggettiva di quello che era il flusso dei nostri studenti sul mercato del lavoro “ha commentato Stefano Paolo Cargnati, rettore Politecnico di Torino “dobbiamo saper indirizzare il futuro, soprattutto in un mercato del lavoro che vedrà le professioni che ci sono oggi , probabilmente totalmente mutate tra 10 anni, e questo rivedere una possibilità di indirizzare il mercato del lavoro, significa anche indirizzare tutti quello che sono i nuovi asset formativi”.

Tra le università che hanno aderito alla fase sperimentale dell’iniziativa ci sono quella di Pisa, degli Studi di Palermo, degli Studi di Milano, l’università di Modena e Reggio Emilia, l’Università degli Studi di Parma, il Politecnico di Torino, l’Università degli Studi di Salerno. L’iniziativa prevede, altresì, la realizzazione della piattaforma di data intelligence al livello nazionale che consente di esplorare, in modo semplice e interattivo, i percorsi lavorativi dei laureati. Lo strumento rappresenta un supporto strategico per la programmazione delle politiche formative e per il rafforzamento del raccordo tra mondo universitario e mercato del lavoro.

Il sottosegretario al ministero del Lavoro, Claudio Durigon, ha ricordato che “Possiamo fare le sinergie giuste, oggi presentiamo una sinergia tra il nostro istituto e le università, un valore aggiunto per tutti. Da parte del nostro governo metteremo in campo azioni per far sì che i giovani decidano di restare in Italia e non andare all’ estero, l’obiettivo è quello di non disperdere queste risorse”.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Il Salone “Gusto d’Italia” a RoWine 2025

Il Salone “Gusto d’Italia” a RoWine 2025

BUCAREST (ITALPRESS) – L’edizione primaverile di RoWine Bucarest 2025, che celebra quest’anno i suoi primi 10 anni, ha consacrato ancora una volta il successo del Salone Gustul Italiei, organizzato da ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, da sempre al fianco delle imprese italiane nel percorso di internazionalizzazione verso nuovi mercati e traguardi.
Dal 16 al 18 maggio, 21 aziende italiane hanno presentato l’eccellenza agroalimentare del Belpaese, registrando il forte interesse del mercato romeno e internazionale verso il Made in Italy.
I produttori italiani presenti al Salone Gustul Italiei, che hanno presentato una selezione di vini e prodotti alimentari tradizionali convenzionali ed ecologici, sono stati: Agriment Italia, Audarya, Aziende Agricole D’Addario, Bakes’N’Grains, Azienda Agricola Bianchin Alessandro, Cantina Colle Moro, Cantina Valpolicella Negrar, Cantina Ventiventi, Cantine Bosco, Collefrisio, Divolio, Feudo Solarìa, Fontanassa, Giuliani Vino Italiano, Il Poggio, J.Rose, Pastificio Minardo, Ridolfi, Silvio Carta, The Wine Net, Vasari 1628.
In occasione del Salone Gustul Italiei, i 21 produttori giunti appositamente dall’Italia per presentare i propri prodotti agli esperti del settore enogastronomico romeno, hanno offerto un autentico valore aggiunto all’evento. Per la migliore narrazione della qualità e della tradizione italiana, è stata allestita una speciale show area, animata per tutte e tre le giornate da professionisti, che hanno guidato il pubblico alla scoperta dei prodotti italiani. I momenti food, curati dallo chef Marco Favino e dal maestro pizzaiolo Giovanni Santarpia, hanno conquistato i visitatori con una selezione di specialità pensate per accompagnare i vini in esposizione ed esaltarne le caratteristiche, valorizzando gli ingredienti tipici della tradizione italiana.
Presente in sala per i tre giorni anche il sommelier, Aurelian Luca, dedicato alle aziende italiane ed alla migliore presentazione delle loro etichette.
Tra gli appuntamenti più apprezzati, la degustazione guidata Viaggio in Italia: Paese di Grandi Formaggi, tenutasi venerdì 16 maggio presso la Sala Masterclass, che ha offerto ai partecipanti un viaggio sensoriale tra i migliori prodotti della tradizione lattiero-casearia italiana.
Moderata dall’esperta di enogastronomia Marinela Ardelean e condotta dai Maestri Assaggiatori dell’ONAF-Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi-, Marco Benedetti e Giorgio Telmon, la sessione si è svolta seguendo la metodologia ufficiale dell’ONAF, presentando i principali tipi di latte (vaccino, ovino, bufalino e caprino) e illustrando le regioni d’origine.
I formaggi in degustazione sono stati: Fontina DOP – Valle d’Aosta (latte vaccino); Gorgonzola piccante DOP – Lombardia (latte vaccino); Pecorino Romano DOP – Lazio (latte ovino); Mozzarella di Bufala Campana DOP – Campania (latte di bufala); Formaggio di capra stagionato – Sardegna (latte caprino).
‘Siamo molto orgogliosi di aver accompagnato per il quarto anno consecutivo le eccellenze italiane al RoWine di Bucarest, un evento che si conferma una delle vetrine per promuovere il Made in Italy nel settore vinicolo e agroalimentare. La partecipazione delle 21 aziende italiane dimostra la vitalità e la qualità delle nostre imprese, capaci di adattarsi e capire i mercati internazionali con l’intenzione di costruire relazioni solide sul mercato romeno. Il successo di questa edizione conferma l’importanza del nostro lavoro quotidiano a supporto dell’internazionalizzazione delle PMI italiane che producono tanto di alta qualità e con alti standard di sostenibilità. Continueremo su questa strada con ancora più energia e passione”, ha dichiarato Micaela Soldini, Direttrice ICE-Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane – Ufficio di Bucarest.
Il Salone Gustul Italiei si è confermato non solo una vetrina di prodotti d’eccellenza, ma soprattutto una piattaforma privilegiata per creare relazioni commerciali: numerosi rappresentanti del settore HoReCa hanno partecipato attivamente agli incontri, sono stati facilitate connessioni preziose tra i produttori italiani e gli operatori professionisti presenti in fiera.
L’Ambasciatore d’Italia a Bucarest, S.E. Alfredo Durante Mangoni, ha sottolineato che: “Negli ultimi anni abbiamo registrato un balzo di posizione dell’export agroalimentare italiano in Romania. Il Paese è infatti passato in tre anni dal 17^ al 14^ posto tra i mercati di destinazione del nostro export di settore. Registriamo una crescita costante sia per il cibo che nei vini, e in particolare il Prosecco, prodotti che si collocano generalmente nella fascia medio-alta del mercato. In tale contesto appare quindi fondamentale consolidare la presenza italiana entro qualificati canali di presentazione della nostra offerta, al fine di presidiare il mercato con prodotti di qualità e di varietà crescente, che sappia anche far leva sulle preferenze dei romeni residenti in Italia. La diaspora romena infatti, quando rientra in Romania, cerca la stessa qualità e varietà disponibili in Italia. Le loro scelte ed esperienze di acquisto possono fungere da volano anche per orientare le preferenze di acquisto di una cerchia più ampia di soggettì.
Nel 2024, secondo i dati Trade Data Monitor, le esportazioni totali di prodotti agroalimentari italiani in Romania sono aumentate del 10,6%, superando 1 miliardo di euro, la Romania posizionandosi al quattordicesimo posto come Paese di destinazione dei prodotti italiani.
Nel 2024 l’Italia ha mantenuto la sua posizione di quinto fornitore della Romania, con una quota di mercato del 7,15% (+14,9% rispetto al 2023) dopo Germania (quota: 16,2%, incremento: +9,6%), Ungheria (quota: 11,5%, in calo dello 0,32%), Polonia (quota 9,6%, incremento +6,5%) e Paesi Bassi (quota: 8,5%, incremento +13,2%).
Nel complesso, il mercato alimentare romeno si è dimostrato dinamico, con importazioni totali di prodotti agricoli e alimentari che nel 2024 hanno superato i 14,2 miliardi di euro, registrando un aumento del 4,7% rispetto al 2023.
Anche il mercato del vino in Romania è in costante evoluzione, con un crescente interesse per i prodotti importati. Dopo un rallentamento temporaneo dovuto alla pandemia, le importazioni di vino hanno ripreso a salire.
Nel periodo 2019-2024 vi è stato un notevole incremento delle importazioni romene di vini dal mondo: +110,9% in valore e +69% in quantità. Le importazioni dall’Italia, nello stesso periodo, sono aumentate del 171,4% in valore e del +134% in quantità. L’aumento più significativo è stato registrato per le importazioni dall’Italia di vini spumanti (incluso prosecco) che sono aumentati del 202% in valore e del 171,8% in quantità.
Sebbene la quota importata sia in valore assoluto ancora contenuta, il vino italiano si sta affermando sul mercato, grazie al crescente interesse della Romania verso i prodotti italiani (27° mercato di sbocco nel 2024), in particolare per gli spumanti (18° mercato) e i vini fermi imbottigliati (28° mercato).
Secondo i dati relativi al 2024, l’Italia si è confermata il primo fornitore di vino per la Romania, con una quota di mercato del 31,3% e un aumento del 9,9% rispetto al 2023 seguito dalla Repubblica Moldova (con quota 26,8%). Primo paese fornitore anche per vini spumanti (prosecco incluso), con una quota delle importazioni pari a 50,7%, in aumento del 16,5% rispetto al 2023. Per il vino fermo imbottigliato, l’Italia si trova al secondo posto come paese fornitore con una quota di mercato del 24,8% (in aumento del 6,1% rispetto al 2023), dopo la Repubblica Moldova con una quota del 43,6% delle importazioni romene.
L’Italia è leader anche per diverse categorie di prodotti importati in Romania, che rappresentano anche i prodotti italiani più acquistati al mondo, essendo il primo fornitore di pomodori in scatola (con una quota del 39,1% del totale delle importazioni romene di tali prodotti), olio d’oliva (quota del 37%) e pasta (quota del 32%). Si colloca al 2° posto come fornitore di caffè (quota 22%) e al 3° come fornitore di salumi e prodotti di carne essiccati e conservati (prosciutti, speck, ecc. – quota 19%), formaggi, latticini (quota 14,6%) e prodotti da forno e pasticceria (quota 13,6%).
Questo successo è dovuto sia alla qualità e varietà dell’offerta italiana sia alla reputazione del marchio ‘Made in Italy’, sinonimo di eccellenza nel settore agroalimentare ed enogastronomico (e non solo!).
A confermarlo è anche il prezzo medio del vino italiano importato (3,75 euro/litro), decisamente superiore alla media globale ( 2,27 euro/litro).
La Romania rappresenta per l’Italia un mercato strategico in cui consolidare la propria posizione e conquistare nuovi consumatori.
L’Italia ha ufficialmente presentato la candidatura della sua ricca e variegata tradizione culinaria per il riconoscimento come Patrimonio Immateriale dell’Umanità da parte dell’UNESCO. Questo passo storico mira a celebrare e proteggere un elemento fondamentale dell’identità culturale italiana, profondamente radicato nella storia, nelle pratiche sociali e nel saper fare delle sue comunità.
La cucina italiana non è semplicemente un insieme di ricette; essa rappresenta un complesso tema culturale che abbraccia: La diversità territoriale, Le pratiche e i saperi tradizionali, La convivialità e la socialità, L’identità culturale. L’esito della valutazione è atteso per dicembre 2025. RoWine Bucarest 2025 ha brindato così a un nuovo e grande successo italiano, rafforzando il ruolo dell’Italia come ambasciatrice mondiale del gusto, della cultura e dell’eccellenza enogastronomica.
Attraverso la sua rete internazionale e il coordinamento delle attività, l’Agenzia ICE si è confermata partner strategico per l’internazionalizzazione delle imprese italiane, promuovendo qualità, innovazione e tradizione nei mercati esteri più promettenti.
– foto ufficio stampa Salone Gustul Italiei –
(ITALPRESS).