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Union Volley Soverato, ritorno da protagonista: conquistata la Serie C

Soverato torna a respirare grande pallavolo femminile. L’Union Volley Soverato centra la promozione in Serie C al termine di una stagione straordinaria, riportando entusiasmo e orgoglio in una piazza storicamente legata a questo sport. Un risultato che assume un significato ancora più profondo se si considera il recente passato. Dopo la scomparsa della realtà che fino a pochi anni fa militava stabilmente in Serie A2, la nuova società guidata dal presidente Luigi Del Negro dai dirigenti e da un ottimo staff tecnico era ripartita con obiettivi chiari ma prudenti: valorizzare le giovani, costruire un gruppo solido e rispettare una tradizione importante. Quella che doveva essere una stagione di crescita in Serie D si è invece trasformata in un percorso vincente, culminato con la promozione. Un traguardo costruito passo dopo passo, grazie al lavoro del tecnico Antonio Scarfone, capace di dare identità e continuità alla squadra fin dal primo giorno. La società si affaccia ora alla nuova categoria con fiducia, consapevole di aver posto basi solide per il futuro. Intanto, lo sguardo è già rivolto ai prossimi impegni: la Coppa Calabria, che si disputerà il 18 e 19 a Soverato, rappresenterà un’ulteriore occasione per confermare quanto di buono fatto finora. Grande soddisfazione anche nelle parole della dirigente Serena Del Negro: «È stata una stagione ricca di emozioni, vissuta in continua crescita. Questo gruppo ha dimostrato compattezza e qualità, regalando grandi soddisfazioni». Un ringraziamento speciale va a tutte le atlete che hanno contribuito a questo successo: dal capitano Malena, protagonista in attacco, a Sposato, passando per Liotta al centro, Murru decisiva nell’ultima vittoria contro Pianopoli, fino ai liberi Macrina e Lioi, all’opposto Vella e a tutte le altre, comprese le palleggiatrici Sara e Viola. Un gruppo unito, che rappresenta al meglio lo spirito della società. Fondamentale anche il supporto del territorio, che ha accompagnato la squadra in questo percorso, confermando ancora una volta quanto la pallavolo sia parte integrante dell’identità sportiva di Soverato.

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DUE PERSONE DENUNCIATE PER TENTATO FURTO DI CAVI ELETTRICI SULLA SPIAGGIA DI ROCCELLETTA DI BORGIA

In data 11 aprile 2026, la Squadra Motociclisti della Sezione Radiomobile di Catanzaro, su segnalazione della Centrale Operativa dei Carabinieri, è intervenuta, sorprendendo due uomini intenti a tagliare cavi elettrici sulla spiaggia di Roccelletta di Borgia, utilizzando una tronchese e un seghetto.
Le verifiche sul posto hanno permesso di accertare che i cavi asportati erano alloggiati all’interno di tubazioni interrate collegate a cassette elettriche posizionate sulla spiaggia e destinate all’alimentazione dei lidi balneari in fase di ripristino per la stagione estiva. I due uomini, dopo aver tagliato i cavi, li avevano sezionati in piccoli pezzi accumulandoli nella vicina pineta, con l’intenzione evidente di caricarli successivamente sull’autovettura
Per questo motivo, i due sono stati denunciati in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria per il reato di tentato furto aggravato. Gli attrezzi utilizzati per il taglio sono stati invece sottoposti a sequestro penale. Il materiale asportato immesso nel mercato poteva fruttare diverse centinaia di euro.
Il procedimento penale è tuttora pendente nella fase delle indagini preliminari.

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‘Ndrangheta, blitz in 8 province: 15 arresti per omicidi, estorsioni e armi da guerra

Blitz dei Carabinieri contro la ‘ndrangheta tra Calabria e diverse regioni italiane. Nella mattinata odierna, 15 aprile 2025, i militari del Comando provinciale di Vibo Valentia, con il supporto dello Squadrone eliportato Cacciatori di “Calabria” e dell’8° Nucleo elicotteri, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 15 persone, di cui 5 già detenute.
Le misure sono state eseguite nelle province di Vibo Valentia, Catanzaro, Cosenza, Torino, Sassari, Teramo, Terni e Viterbo. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione mafiosa, omicidio, tentato omicidio, estorsione aggravata dal metodo mafioso e detenzione e porto illegale di armi comuni e da guerra.
L’indagine, coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dai Carabinieri di Vibo Valentia, si è sviluppata in un ampio arco temporale attraverso attività tecniche e riscontri alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia. Gli accertamenti hanno consentito di delineare, nella fase delle indagini preliminari – che dovrà essere verificata nel contraddittorio con la difesa – la gravità indiziaria nei confronti di mandanti ed esecutori di due gravi episodi legati alla faida tra le ‘ndrine Loielo ed Emanuele, entrambe riconducibili alla locale di Ariola.
In particolare, gli inquirenti hanno ricostruito l’omicidio di Zupo Antonino, classe 1981, affiliato alla cosca Emanuele, avvenuto il 22 settembre 2012, e il tentato omicidio di Tassone Domenico, classe 1985, anch’egli legato alla stessa cosca, avvenuto il 25 ottobre 2012. In quest’ultimo episodio rimase ucciso accidentalmente Filippo Ceravolo, classe 1993, estraneo a contesti di criminalità organizzata. Secondo quanto emerso, la ‘ndrina Loielo avrebbe tentato di riacquisire il controllo dell’area delle Preserre vibonesi, territorio nel quale dal 2002 risultava egemone la cosca Emanuele, dopo gli omicidi di Giuseppe e Vincenzo Loielo.
Nel corso delle indagini sono stati inoltre ricostruiti, sul piano della gravità indiziaria, due tentati omicidi ai danni dello stesso Zupo, poi effettivamente assassinato. Tra i reati contestati figura anche un’estorsione aggravata dal metodo mafioso: un imprenditore locale sarebbe stato costretto a versare 20 mila euro alla cosca Loielo, oltre a ulteriori somme mensili non quantificate. Documentata anche una tentata estorsione ai danni di una ditta edile impegnata in lavori pubblici a Sorianello.Rilevante anche il capitolo relativo alle armi: nel corso delle attività investigative sono state sequestrate cinque pistole e sette fucili, tra cui un Kalashnikov AK-47.
Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, i militari hanno eseguito perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di ulteriori soggetti ritenuti appartenenti alla struttura criminale.
Gli sviluppi dell’inchiesta si inseriscono nel quadro delle attività di contrasto alla criminalità organizzata condotte dalla Dda di Catanzaro, con l’obiettivo di disarticolare le dinamiche mafiose attive nel territorio vibonese.

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ARRESTO PER EVASIONE ED ESECUZIONE DI PROVVEDIMENTO A.G. EFFETTUATO DAI CARABINIERI DELLA STAZIONE DI CATANZARO SANTA MARIA

I Carabinieri della Stazione di Catanzaro Santa Maria, nel corso di mirati servizi di controllo del territorio, hanno eseguito negli ultimi due giorni due distinti provvedimenti restrittivi nei confronti di un uomo e una donna, entrambi già sottoposti a misure limitative della libertà personale disposti dall’Autorità Giudiziaria.
Nel primo caso, i militari hanno arrestato per evasione una 33enne, di origini straniere. La donna era sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari presso una comunità del capoluogo, dalla quale si era arbitrariamente allontanata lo scorso 29 marzo. A seguito di tempestive attività di ricerca, la donna è stata rintracciata dai militari dell’Arma all’interno di un’abitazione nel quartiere Santa Maria ed arrestata in flagranza per evasione. All’esito del giudizio direttissimo, il Giudice, convalidando l’arresto, ha condannato la donna alla pena di 5 mesi di reclusione e ne ha disposto nuovamente gli arresti domiciliari presso la medesima struttura.
Per quanto riguarda l’uomo, invece, le violazioni alle prescrizioni imposte dalla misura cui era sottoposto hanno determinato la revoca del beneficio da parte del Magistrato di Sorveglianza di Catanzaro e la contestuale emissione di un ordine di carcerazione. Pertanto, il 43enne è stato trasferito presso la Casa Circondariale “U. Caridi” di Catanzaro, come disposto dall’Autorità Giudiziaria.
Il procedimento penale è tuttora pendente nella fase delle indagini preliminari.

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Vallefiorita, campagna di sensibilizzazione sullo spettro dell’autismo

L’amministrazione comunale di Vallefiorita e l’asilo nido “La Maruca” promuovono un appuntamento di grande valore sociale e culturale. Un incontro pubblico dedicato alla consapevolezza sullo spettro dell’autismo, con particolare attenzione al riconoscimento precoce dei segnali nei primi anni di vita. Un momento pensato per genitori, educatori, operatori del settore e per l’intera cittadinanza, con l’obiettivo di rafforzare la cultura dell’inclusione e costruire una rete territoriale più attenta e preparata. L’appuntamento è per il 16 aprile, alle ore 15.30, nei locali dell’asilo nido “La Marca” di Vallefiorita. L’incontro offrirà un dialogo multidisciplinare tra competenze cliniche, ricerca accademica e testimonianza diretta. La dott.ssa Maria Caterina Anoja, neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta per l’età evolutiva, interverrà su “I segnali sentinella: l’importanza fondamentale dell’identificazione e dell’intervento clinico tempestivo”; un approfondimento sui primi indicatori dello sviluppo atipico e sul ruolo cruciale della diagnosi precoce. La dott.ssa Maria Rosaria Juli, PhD psicologa e psicoterapeuta, docente a contratto all’Università “Magna Graecia” di Catanzaro, svolgerà l’intervento su “Sviluppo neuro-psicologico e strategie inclusive nel contesto educativo”; un contributo dedicato alla comprensione dei processi evolutivi e alle buone pratiche per un ambiente educativo realmente inclusivo. Pia Russo, già assessore comunale alle Politiche sociali di Badolato e mamma di un bambino autistico, porterà l’esperienza del genitore tra sfide quotidiane, diritti e impegno istituzionale: una testimonianza autentica che intreccia vissuto personale e impegno civico. I punti chiave dell’incontro sono l’identificazione precoce: comprendere e riconoscere i “campanelli d’allarme” nei primi anni di vita; il ruolo del nido: l’asilo come primo osservatorio dello sviluppo e luogo privilegiato per favorire socializzazione e inclusione; comunità educante: rafforzare la collaborazione tra famiglie, scuola, medici e istituzioni per costruire un territorio più attento e solidale. Un’occasione preziosa per informarsi, confrontarsi e contribuire a una comunità più consapevole, accogliente e inclusiva.
Carmela Commodaro

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Squillace-Borgia-Gasperina-Stalettì, Innesti Contemporanei 2026: il teatro che mette radici nei borghi calabresi

Portare il teatro dove la cultura non arriva per caso, ma si coltiva giorno dopo giorno. Con questa filosofia torna “Innesti Contemporanei”, il festival curato dall’Associazione Nastro di Möbius che nel 2026 taglia il traguardo dell’undicesima edizione. Un progetto che trasforma Borgia, Gasperina, Squillace e Stalettì in palcoscenici vivi, dimostrando che il teatro non ha bisogno dei grandi centri urbani per essere necessario. Dopo il successo delle scorse stagioni, il festival ribadisce la sua identità: non una semplice rassegna di spettacoli, ma un processo di “innesto” culturale. «Qui il teatro non si limita ad arrivare: si innesta», spiegano dall’associazione. Grazie al cofinanziamento della Regione Calabria (Piano di Sviluppo e Coesione 6.02.02), l’iniziativa punta a rendere l’arte un bene accessibile e gratuito per tutti, favorendo un dialogo serrato con le comunità locali. Il sipario si è alzato il 13 aprile alla Casa delle Culture di Squillace. Protagonista fino al 19 aprile è Gerri Cucinotta con il suo nuovo lavoro, Gratta e vinci (produzione Con i Miei Occhi). Il monologo è un viaggio vertiginoso tra le nevrosi e le fragilità del quotidiano, una ricerca di tenerezza che si rifugia in isole tropicali immaginate e nei ricordi d’infanzia legati ai cartoni animati. Per permettere a chiunque di trovare il proprio spazio di ascolto, lo spettacolo segue una programmazione particolare con tre repliche giornaliere (ore 17.00, 18.00 e 19.00), invitando il pubblico a tornare e rivedere l’opera sotto luci sempre diverse. Il festival proseguirà il 23 aprile a Palazzo Mazza (Borgia) con Tre donne e uno sciatore. La commedia, diretta da Saverio Tavano e interpretata da Fedora Cacciatore, Angela Gaetano e Sabrina Pugliese, promette dialoghi serrati e ironia tagliente per mettere a nudo le dinamiche delle relazioni umane. Il viaggio di “Innesti Contemporanei” non si ferma qui: per tutto il mese di maggio sono previsti nuovi spettacoli e performance che continueranno a tessere la rete culturale tra i borghi. Tutti gli appuntamenti del festival sono a ingresso gratuito, una scelta precisa per rendere il teatro contemporaneo un patrimonio realmente condiviso e aperto a ogni cittadino.
Carmela Commodaro

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Il territorio calabrese si arricchisce di una nuova realtà, dedicata al servizio e alla solidarietà: nasce il Rotary Club Aurora Jonica di Isola di Capo Rizzuto

Domenica 12 aprile si è tenuta a Vibo Valentia la solenne cerimonia di insediamento del Rotary Club Aurora Jonica di Isola di Capo Rizzuto, durante il Seminario Distrettuale:” La Famiglia Rotariana – Radici, valori e futuro di una comunità che serve”. Il Governatore del Distretto 2102 Dino De Marco ha consegnato formalmente la Carta Costitutiva al Presidente del Club Emanuela Capalbo, segnando l’ingresso ufficiale del Club nella grande famiglia del Rotary International.
Un momento significativo che segna la nascita di questo nuovo presidio di impegno sociale nel Distretto 2102 Calabria.
L’evento, che ha visto la partecipazione delle autorità rotariane e dei rappresentanti delle istituzioni locali, rappresenta il culmine di un percorso di formazione, condivisione, amicizia e l’inizio di una sfida entusiasmante.
Il Club si propone come punto di incontro tra idealità e azione concreta, un luogo dove competenze e visioni si trasformano in progetti reali al servizio della comunità. Tra gli obiettivi principali promuovere innovazione e progettualità condivisa, valorizzare le radici storiche, culturali e spirituali del territorio, favorire inclusione sociale e dialogo interculturale, sostenere lo sviluppo economico attraverso agricoltura, turismo e formazione.
Il nome “Aurora” simboleggia non solo la posizione geografica del club, rivolto verso il primo sole dello Jonio, ma anche una rinnovata energia nel promuovere i valori di etica e pace che contraddistinguono il Rotary da oltre un secolo.

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Zagarise, torna in patria il lavoro in argilla “Torso di donna” di Luigi Verrino dopo l’esposizione al Marca di Catanzaro

Conclusa la trasferta catanzarese del “Torso di donna” tornato nella sua sede naturale di Zagarise, al Museo di Arte Contemporanea.
L’opera è stata esposta per una mostra collettiva al Museo delle Arti di Catanzaro (Marca), suscitando interesse e ammirazione fra visitatori e critici d’arte.  Luigi Verrino è una firma, sia come scultore che come pittore.
Oltre che a collezioni private il suo nome è legato a importanti opere pubbliche in diversi paesi. Inoltre, alla Galleria Arte Spazio di Catanzaro sta portando avanti una formidabile promozione delle arti, fortemente implementata grazie all’incessante e mirata campagna di comunicazione strategica diretta anche all’estero dal giornalista Francesco Stanizzi, mediatore interculturale. Verrino ha realizzato i busti in bronzo di Mimmo Rotella, di Vittorio De Seta, di Giordano Tizianel, di Pancrazio Opipari. Il busto di Rotella è collocato al Parco della Biodiversità Mediterranea di Catanzaro . Una sua statua di grandi dimensioni che rappresenta la Madonna di Porto Salvo verrà collocata sul molo principale, al porto di Catanzaro. A Zagarise, suo paese natale, ha ultimato una fontana artistica che presto verrà inaugurata vicino alla Piazza dell’Emigrante. Un percorso artistico per visitare le sue numerose opere è riportato in una guida cartacea.
A Sellia Marina sono collocate diverse opere, anche la scultura monumentale di Giuditta Levato, immortalata nel momento struggente in cui viene colpita al ventre (incinta al settimo mese)  da una fucilata.
Ora, l’opera  “Torso di donna”‘  è tornata in patria, al Museo d’Arte Contemporanea di Zagarise “Luigi Verrino”, che custodisce tante sculture e pitture di diversi autori per la gioia dei Zagaritani e delle persone che arrivano in visita da fuori. Era stata esposta nell’ambito di una mostra collettiva al Museo delle Arti (Marca) della Provincia di Catanzaro presieduta da Mario Amedeo Mormile; responsabile del Museo l’apprezzata ingegnera  Paola Fragale. Qualcuno forse ha anche temuto che il “Torso di donna” non facesse più ritorno in patria ma, come previsto dall’autore, ha fatto puntualmente ritorno al Museo di Zagarise. In una sua visita al paese Presilano, organizzata e promossa anche su diversi mezzi d’informazione dal giornalista Francesco Stanizzi, il Principe Fulco Ruffo di Calabria, nipote di Paola Ruffo di Calabria già Regina del Belgio, aveva chiesto allo scultore Luigi Verrino di potere acquistare l’opera “Torso di donna”, perché rimasto incantato dalla bellezza artistica, ma Verrino suo malgrado non ha potuto accogliere favorevolmente la gentile richiesta del Principe Fulco Ruffo di Calabria, che peraltro è un raffinato collezionista ed esperto d’arte, in quanto, come gli rispose con il suo solito grande garbo e stile “l’opera non è in vendita, poiché fa parte e arricchisce il patrimonio del Museo di Arte Contemporanea di Zagarise. Al Principe, che annuì con compiacimento, non restò che ammirare, carezzare il “Torso di donna” e fotografarlo.

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Le “Interviste SottoTraccia” di Davide Mercurio: il viaggio onirico dei Le Hibou tra psichedelia e ricerca sonora

C’è un confine sottile dove la musica smette di essere solo suono e diventa visione. È in questo spazio, sospeso tra sogno e psichedelia, che si muove il percorso dei Le Hibou, protagonisti di un nuovo appuntamento di “Interviste SottoTraccia”, curato da Davide Mercurio per il collettivo OndaRocK. Nati nel 2006 nel cuore della scena progressive calabrese, i Le Hibou tagliano il traguardo dei vent’anni di attività con una coerenza rara. Il loro non è un semplice cammino artistico, ma un’evoluzione biologica che ha trasformato l’urgenza istintiva degli esordi in una consapevolezza matura, senza mai perdere la voglia di restare “aperti alla scoperta”. Il suono dei Le Hibou non è una somma algebrica di influenze, ma un fluire continuo. Nelle loro composizioni la musica classica dialoga con strutture progressive, mentre suggestioni jazz si intrecciano a richiami della tradizione e derive psichedeliche. Questa identità si è forgiata nello spazio condiviso della sala prove, luogo di un dialogo creativo in costante mutamento dove le individualità dei membri della band convivono in un equilibrio dinamico. Pietra miliare di questo percorso resta “Scrivere il Cielo”, un concept album nato quasi per magia tra le sessioni immerse nella campagna. Un lavoro spontaneo, arricchito dall’incontro con Renato Spaventa, capace di catturare un’energia viva che trova la sua massima espressione nella dimensione live. Indimenticabile, a tal proposito, l’apertura ai Marlene Kuntz a Perugia nel 2013: un momento di rottura degli schemi dove il palco è diventato un ponte autentico con il pubblico, all’insegna dell’improvvisazione. Nonostante i naturali cambi di formazione, la band ha vissuto ogni trasformazione come un arricchimento. L’attuale line-up riflette un’armonia capace di esprimersi in modo diretto e senza filtri. Oggi i Le Hibou sono impegnati su due fronti speculari: la costruzione di un nuovo concept album, figlio della loro anima più riflessiva e complessa; la sperimentazione di brani più immediati come “Ready or Not, Here I Come”. Proprio quest’ultimo brano, già testato dal vivo, usa la metafora del nascondino per raccontare un approccio artistico vitale: non aspettare di essere perfetti o “pronti”, ma lasciarsi attraversare dal momento e dalla musica. Inseriti in un contesto calabrese fervido e alimentato da realtà locali, i Le Hibou fuggono dalle direzioni rigide. Il loro viaggio resta aperto, una navigazione a vista guidata dall’inquietudine creativa. Per loro, ogni traguardo non è che una nuova possibilità di immaginare mondi sonori non ancora esplorati. OndaRocK continuerà a seguire le tracce di questa band che, dopo due decenni, ha ancora il coraggio di sognare a occhi aperti e volumi alti.
Carmela Commodaro

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Vallefiorita esprime vicinanza a Papa Leone XIV dopo le recenti dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti

L’amministrazione comunale di Vallefiorita, a nome del sindaco e dell’intera comunità, ha diffuso una nota ufficiale per manifestare vicinanza e affetto a Papa Leone XIV in seguito alle recenti dichiarazioni del Presidente degli Stati Uniti. Nel comunicato, l’amministrazione prende le distanze dalle parole rivolte al Santo Padre da Donald Trump, sottolineando il profondo rammarico suscitato nella cittadinanza. La nota richiama l’importanza di riconoscere nel Pontefice non un interlocutore politico, ma una guida universale, impegnata nel servizio al Vangelo, alla verità e alla pace. In un contesto internazionale segnato da tensioni e conflitti, la voce del Papa viene descritta come un richiamo essenziale al dialogo, alla responsabilità e alla tutela della dignità umana. Per questo motivo, la comunità di Vallefiorita si stringe attorno alla sua persona e al suo ministero, auspicando che ogni leader e istituzione mantenga sempre il massimo rispetto nei confronti del suo ruolo. L’amministrazione conclude ribadendo il valore del messaggio del Santo Padre come punto di riferimento morale in un momento storico complesso, invitando a preservare un clima di rispetto e ascolto reciproco.
Carmela Commodaro

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