‘Ndrangheta, blitz in 8 province: 15 arresti per omicidi, estorsioni e armi da guerra

Blitz dei Carabinieri contro la ‘ndrangheta tra Calabria e diverse regioni italiane. Nella mattinata odierna, 15 aprile 2025, i militari del Comando provinciale di Vibo Valentia, con il supporto dello Squadrone eliportato Cacciatori di “Calabria” e dell’8° Nucleo elicotteri, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip del Tribunale di Catanzaro, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 15 persone, di cui 5 già detenute.
Le misure sono state eseguite nelle province di Vibo Valentia, Catanzaro, Cosenza, Torino, Sassari, Teramo, Terni e Viterbo. Gli indagati sono gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione mafiosa, omicidio, tentato omicidio, estorsione aggravata dal metodo mafioso e detenzione e porto illegale di armi comuni e da guerra.
L’indagine, coordinata dalla Dda di Catanzaro e condotta dai Carabinieri di Vibo Valentia, si è sviluppata in un ampio arco temporale attraverso attività tecniche e riscontri alle dichiarazioni di collaboratori di giustizia. Gli accertamenti hanno consentito di delineare, nella fase delle indagini preliminari – che dovrà essere verificata nel contraddittorio con la difesa – la gravità indiziaria nei confronti di mandanti ed esecutori di due gravi episodi legati alla faida tra le ‘ndrine Loielo ed Emanuele, entrambe riconducibili alla locale di Ariola.
In particolare, gli inquirenti hanno ricostruito l’omicidio di Zupo Antonino, classe 1981, affiliato alla cosca Emanuele, avvenuto il 22 settembre 2012, e il tentato omicidio di Tassone Domenico, classe 1985, anch’egli legato alla stessa cosca, avvenuto il 25 ottobre 2012. In quest’ultimo episodio rimase ucciso accidentalmente Filippo Ceravolo, classe 1993, estraneo a contesti di criminalità organizzata. Secondo quanto emerso, la ‘ndrina Loielo avrebbe tentato di riacquisire il controllo dell’area delle Preserre vibonesi, territorio nel quale dal 2002 risultava egemone la cosca Emanuele, dopo gli omicidi di Giuseppe e Vincenzo Loielo.
Nel corso delle indagini sono stati inoltre ricostruiti, sul piano della gravità indiziaria, due tentati omicidi ai danni dello stesso Zupo, poi effettivamente assassinato. Tra i reati contestati figura anche un’estorsione aggravata dal metodo mafioso: un imprenditore locale sarebbe stato costretto a versare 20 mila euro alla cosca Loielo, oltre a ulteriori somme mensili non quantificate. Documentata anche una tentata estorsione ai danni di una ditta edile impegnata in lavori pubblici a Sorianello.Rilevante anche il capitolo relativo alle armi: nel corso delle attività investigative sono state sequestrate cinque pistole e sette fucili, tra cui un Kalashnikov AK-47.
Contestualmente all’esecuzione delle misure cautelari, i militari hanno eseguito perquisizioni personali e domiciliari nei confronti di ulteriori soggetti ritenuti appartenenti alla struttura criminale.
Gli sviluppi dell’inchiesta si inseriscono nel quadro delle attività di contrasto alla criminalità organizzata condotte dalla Dda di Catanzaro, con l’obiettivo di disarticolare le dinamiche mafiose attive nel territorio vibonese.
L’articolo ‘Ndrangheta, blitz in 8 province: 15 arresti per omicidi, estorsioni e armi da guerra proviene da S1 TV.






