Nel cuore della Calabria cresce l’attesa per il passaggio del Giro d’Italia. Ben sei team della grande carovana rosa, accompagnati da centinaia di persone tra ciclisti, tecnici, dirigenti e staff organizzativi, sono arrivati nelle scorse ore a Badolato, scegliendo l’Aquilia Resort come quartier generale in vista della prestigiosa tappa calabrese Catanzaro-Cosenza, in programma martedì 12 maggio. La partenza ufficiale avverrà alle ore 13.40 dal celebre Parco della Biodiversità, simbolo verde della città capoluogo, pronta ad accogliere uno degli eventi sportivi più attesi dell’anno.
Una donna di 42 anni è deceduta questa mattina in un incidente stradale che si è verificato sulla Ss 109 tangenziale Est non lontano dal quartiere Pontegrande. Il sinistro, che ha provocato anche tre feriti, ha coinvolto tre vetture: una Fiat 600, una Ford Fiesta ed una Peugeot 207. I feriti sono stati affidati al personale sanitario del Suem118 per le cure del caso ed il successivo trasferimento in ospedale. L’intervento di una squadra dei vigili del fuoco del comando centrale di Catanzaro è valso all’estrazione della vittima, rimasta incastrata tra le lamiere dell’abitacolo, nonché alla messa in sicurezza del sito e delle vetture coinvolte. Sul posto la Polizia Stradale per gli adempimenti di competenza. Disagi per la viabilità: la Tangenziale Est, nel tratto interessato dal sinistro, è attualmente chiusa al transito sino al termine delle operazioni di soccorso.
In occasione della Festa della Mamma, la “Casa Protetta Mons. Stanizzi” di Cropani Marina ha vissuto un momento di grande emozione e condivisione, dedicato non solo alle mamme di oggi, ma anche alle anziane ospiti che, nel corso della loro vita, sono state a loro volta mamme, nonne e punto di riferimento per le proprie famiglie. Tra i momenti più toccanti della giornata, il dialogo con una signora di ben 105 anni, nata nel 1920, che ha commosso tutti i presenti. Dopo alcuni mesi trascorsi nella struttura, a causa della sua fragilità, spesso durante la celebrazione della Santa Messa sembrava distante e immersa in un mondo tutto suo. Come raccontano gli stessi ospiti “mentre si celebrava la Messa lei, seduta vicino all’altare, andava per fatti suoi… sembrava dicesse una sua messa personale”. Da qui la decisione condivisa di provare una cura specifica anche per lei. I risultati, con grande sorpresa e gioia, sono stati molto positivi. La stessa anziana ospite ha ripreso a dialogare con lucidità e partecipazione, arrivando a parlare apertamente di un “miracolo”, parole che hanno emozionato quanti erano presenti e che testimoniano quanta attenzione, cura e affetto possano fare la differenza nella vita degli anziani. La Festa della Mamma alla “Casa Protetta Mons. Stanizzi” si è così trasformata in un messaggio di speranza, umanità e valorizzazione della dignità di ogni persona, ad ogni età. Dal sacerdote Don Alfonso Velonà sono partiti gli auguri per tutte le mamme del mondo.
Domenica 10 maggio Squillace Lido ha ospitato la 5ª edizione della gara podistica Corri a Squillace, un appuntamento ormai atteso dagli appassionati di corsa provenienti da tutta la Calabria e dalle regioni vicine. Nonostante una partenza segnata dalla pioggia, il cielo si è presto aperto regalando una mattinata ideale per una competizione che ha unito sport, territorio e comunità. Organizzata dall’Asd Run for Catanzaro, in collaborazione con il Comitato Regionale C.S.A.In. Calabria, Fidal Calabria e con il patrocinio del Comune di Squillace, la manifestazione ha visto 220 atleti al traguardo e circa 30 società sportive rappresentate. Il percorso, omologato Fidal, si è sviluppato interamente sul suggestivo lungomare Ulisse, con un circuito di 2,5 km da ripetere quattro volte, per un totale di 10 km. La gara era valida anche come Campionato Regionale C.S.A.In. Individuale. Il presidente dell’Asd Run for Catanzaro, Francesco Benefico, ha espresso grande soddisfazione per la riuscita dell’evento. «Il lungomare – ha affermato – è da anni il campo di allenamento degli atleti della provincia di Catanzaro. Da qui nasce l’idea di una gara proprio su questo percorso. La bellezza del golfo di Squillace e il tracciato pianeggiante e omologato rendono la competizione tra le più apprezzate in Calabria». A sottolineare il legame tra sport e promozione territoriale, è stato proposto l’intervento della professoressa Teresa Iona sul tema “Identità territoriale attraverso la natura e lo sport”, un contributo che ha arricchito il valore culturale della giornata. Presenti anche il presidente Fidal Calabria Vincenzo Caira, il sindaco di Squillace Enzo Zofrea e la consigliera delegata all’istruzione Daniela Lioi, che hanno premiato i vincitori assoluti e di categoria. Il podio degli atleti uomini è stato il seguente: Antonino Maggisano, Salvatore Curcio e Giovanni Canino; per le atlete donne: Francesca Paone, Rosa Ciccone e Rosanna Amendola. Premiati dal consigliere regionale Csain Francesco Benefico, i vincitori del titolo regionale sono Larissa Votano, Rosanna Amendola, Stefano Procopio, Emanuele Loprete, Andrea Grande, Salvatore Privitera, Ettore Gualtieri, Federico Brancatelli, Antonio Capicotto, Andrea Gualtieri, Emanuele Costa e Alessio Servino. La Corri a Squillace si conferma un evento capace di unire sport, turismo e identità locale, valorizzando il lungomare e il golfo come luoghi di incontro, competizione e bellezza naturale. Una manifestazione che cresce ogni anno e che contribuisce a rafforzare il ruolo di Squillace nel panorama podistico regionale. Carmela Commodaro
Sulla linea del traguardo il colpo di reni del Roccella ha permesso ai reggini di conquistare la vetta della classifica del girone ” C” della prima categoria calabrese. Accesso diretto in Promozione con 64 punti, 19 vittorie, sette pareggi e solo due sconfitte : onore ai ragazzi di Mister Galati che hanno meritato la vittoria finale completando l’opera andando a vincere per 2 – 0 in casa del Città di Guardavalle. Seconda piazza, e play – off con il Bivongi Pazzano 1968, per il Real Montepaone. Il pareggio per 1- 1 sul terreno della Nuova ADA ha determinato lo scivolone, inopinato, negli ultimi centimetri della corsa. Il secondo Play – off sarà Città di Siderno, sconfitta a Bivongi, contro Città di Guardavalle. Pioggia di goal, 5 – 2, nel match Locri Next Gen – Laureana 2021. Il Palermiti Girifalco ha avuto ragione per 3 – 1 sulla Seles Gioiosa, relegandola al quindicesimo posto in graduatoria, mentre il Prasar ha perso nettamente, 6 – 1 in casa della Stella Mileto. È del Roccella Campione la miglior difesa del torneo con sole 20 reti subite; miglior attacco, 66 marcature, quello del Città di Guardavalle 1975. Una stagione esaltante che, adesso, aspetta la degna conclusione degli spareggi.
Nel solco del progetto Cassiodoro e la cultura della restanza, promosso dal Comune di Squillace nell’ambito dell’avviso pubblico “Sostegno e promozione turistica e culturale – Linea 2 Progetti culturali” finanziato dalla Regione Calabria attraverso il Programma Operativo Complementare, si è svolto un convegno di alto profilo scientifico organizzato dall’Istituto di Studi su Cassiodoro e sul Medioevo in Calabria. Dopo i saluti istituzionali dell’assessora comunale al Turismo Natascia Mellace, il presidente dell’Istituto, Domenico Benoci, docente di Archeologia Cristiana al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum, ha introdotto i lavori chiarendo la cornice concettuale: la restanza non è inerzia, né ripiegamento nostalgico, ma una scelta generativa, capace di produrre senso, cura e futuro. In questo orizzonte, la figura di Cassiodoro e l’esperienza del Vivarium diventano un modello di infrastruttura culturale: un dispositivo che custodisce, trasmette e rende durevole ciò che vale: testi, competenze, pratiche, comunità. Lo stesso prof. Benoci ha relazionato su Pratiche, economie, materialità della restanza monastica, mostrando come la scelta cassiodorea possa essere letta come un modello di Restanza ante litteram. Tre i livelli analizzati: la scelta biografica, come radicamento attivo; le economie materiali che sostenevano il Vivarium; le infrastrutture della conoscenza, esito più duraturo dell’opera cassiodorea. La dimensione monastica emerge così come spazio produttivo, educativo e di cura: un laboratorio di futuro. Ilaria Pagani, che ha parlato del conservatorismo delle forme artistiche bizantine come Restanza culturale, ha evidenziato come l’arte bizantina dell’Italia meridionale non sia un corpo estraneo importato, ma una forma radicata e dinamica. Attraverso codici iconografici e teologici, essa esprime un’epifania dell’intellegibile che innova nella continuità, mostrando come la Restanza possa essere un motore creativo. Lorenzo Simeoni (La Restanza nelle pratiche produttive: il caso del Recioto), partendo da una lettera delle Variae, ha ricostruito il rito di messa a riposo delle uve per il vino Acinaticium, tecnica che sopravvive oggi nel Recioto della Valpolicella. Una Restanza delle tecniche produttive che, basata su tempi lenti e cura delle materie prime, genera eccellenza ieri come oggi. Carmelo Pandolfi, trattando la stabilitas come categoria filosofica, ha approfondito la triade disciplina-libertà-durata, mostrando come non siano in conflitto ma complementari nella ricerca del bene. La Restanza autentica nasce da un equilibrio etico che permette di essere, sapere e amare, generando progettualità stabile per i territori. Stefano Monti (Il paradosso produttivo dei centri locali) ha analizzato il ruolo dei piccoli centri in un mondo polarizzato sulle grandi città. Valore culturale, qualità della vita, relazioni, artigianato d’eccellenza diventano strutture immateriali forti, capaci di rendere la Restanza un processo attrattivo anche per orizzonti sovralocali. Paolo Mighetto (Riabitare, restare, ritornare), attraverso il caso di Mileto e del suo parco archeologico, ha mostrato come la Restanza possa diventare un laboratorio di continuità abitativa e di memoria operativa, generando circolazione del sapere e ricadute educative ed economiche. Giuseppe Pace (Oltre il deficit infrastrutturale) ha invitato a superare la lettura della Restanza come mancanza. Le piccole comunità possono attivare processi partecipativi per individuare bisogni reali ed evitare modelli calati dall’alto, costruendo soluzioni su misura. Infine, don Domenico Concolino (Memoria ecclesiale e futuro dei territori) ha proposto una teologia della Restanza fondata su cura e parola, capaci di generare speranza nei territori fragili. Il futuro non si programma soltanto, ma si profetizza, accogliendo l’imprevedibilità come spazio di possibilità. Il convegno ha mostrato come la Restanza non sia un concetto astratto, ma una pratica culturale, economica, educativa e spirituale. Cassiodoro, con il suo Vivarium, continua a parlare al presente e invita a custodire ciò che vale, a generare comunità, a trasformare i territori non fuggendo dalle fratture, ma abitandole con intelligenza e cura. Carmela Commodaro
Una Festa della Mamma speciale ha animato Vallefiorita, grazie all’iniziativa della Pro Loco, realizzata in collaborazione con la parrocchia di San Sergio e Soci, l’Avis Vallefiorita e il Comune. Una celebrazione semplice ma intensa, capace di unire spiritualità, comunità e affetto verso una delle figure più importanti della nostra vita: la mamma. La giornata si è aperta con la santa messa celebrata dal parroco don Salvatore Gallelli, che ha impartito una benedizione speciale a tutte le mamme presenti. Un momento raccolto, carico di emozione, che ha ricordato il valore quotidiano dell’amore materno e il ruolo fondamentale che le mamme svolgono all’interno delle famiglie e della comunità. Dopo la celebrazione la comunità si è ritrovata in piazza per un aperitivo condiviso, occasione per stare insieme, scambiarsi auguri e vivere un momento di serenità collettiva. Un gesto semplice, ma capace di rafforzare il senso di appartenenza che caratterizza Vallefiorita. Il sindaco Salvatore Megna ha rivolto un pensiero affettuoso e riconoscente a tutte le mamme, a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza. «Con amore, sacrificio e forza – ha affermato – accompagnate ogni giorno la crescita delle famiglie e trasmettete valori fondamentali come il rispetto, la solidarietà e la speranza. Siete il cuore delle nostre case e un esempio prezioso per le nuove generazioni». Il primo cittadino ha poi dedicato un pensiero speciale alle mamme che stanno vivendo momenti difficili, a quelle che lavorano instancabilmente per i propri figli, a chi custodisce nel cuore il ricordo della propria mamma. Un messaggio che ha toccato corde profonde, ricordando che la maternità è fatta di gesti silenziosi, coraggio quotidiano e amore infinito. A rendere ancora più significativa la giornata è stato il nuovo murale realizzato da Mauro Murgida, artista della Pro Loco di Vallefiorita. Un’opera simbolica, intensa, che celebra la figura materna e resterà come segno tangibile di questa giornata speciale. La Festa della Mamma a Vallefiorita si è trasformata così in un momento di comunità autentica, dove fede, arte e gratitudine si sono intrecciate per rendere omaggio a chi, ogni giorno, con discrezione e forza, costruisce il futuro. Carmela Commodaro
Nelle giornate del 6 e 7 maggio si è svolta a Roma-Montelibretti, presso la Scuola di Formazione Operativa (SFO), l’importante esercitazione nazionale “Italian Rescue Training”, che ha visto la partecipazione di squadre dei Vigili del Fuoco provenienti da diverse regioni italiane. L’attività addestrativa è stata dedicata alle più moderne tecniche di estricazione e decarcerazione di vittime coinvolte in scenari incidentali complessi con più autovetture. Per la Calabria ha partecipato un team composto da sette Vigili del Fuoco dei Comandi di Crotone, Catanzaro e Cosenza, accompagnati da un Ispettore Antincendi della Direzione Regionale Calabria. Durante l’esercitazione, le squadre si sono confrontate con molteplici scenari operativi, focalizzando l’attenzione sulla stabilizzazione sanitaria primaria delle vittime coinvolte — interpretate da figuranti della Croce Rossa Italiana — e mettendo in pratica innovative tecniche di taglio, apertura e stabilizzazione dei veicoli incidentati. Particolare attenzione è stata dedicata anche alle nuove tipologie di autovetture presenti sul mercato, come veicoli elettrici, ibridi e plug-in, grazie alle competenze approfondite nel corso di specifici seminari informativi organizzati durante la manifestazione. L’addestramento svolto rappresenta un momento fondamentale per il personale dei Vigili del Fuoco, chiamato quotidianamente a operare in scenari complessi che richiedono elevata preparazione tecnica, rapidità d’intervento e piena conoscenza delle attrezzature, al fine di garantire le migliori possibilità di soccorso e sopravvivenza alle persone coinvolte.
La parrocchia di San Nicola Vescovo di Squillace Lido ha vissuto un momento di particolare intensità spirituale e comunitaria con la celebrazione eucaristica dedicata a Sant’Agazio, patrono di Squillace e compatrono dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace. A presiedere il rito è stato il parroco padre Piero Puglisi, affiancato dal viceparroco don Saverio Menniti, in una serata che ha intrecciato fede, cultura e memoria collettiva. Nell’omelia padre Piero ha chiarito che non si trattava della festa liturgica del santo, celebrata solennemente il 7 maggio in cattedrale con l’arcivescovo, ma di un momento di preghiera e conoscenza, arricchito quest’anno da una significativa novità, cioè la presenza della nuova statua di Sant’Agazio, donata da tre famiglie di Squillace residenti nella zona marina, in occasione della costruzione della nuova chiesa parrocchiale. Il parroco ha raccontato come proprio i bambini, vedendo la statua, abbiano iniziato a porre domande: Chi è Sant’Agazio? Cosa ha fatto? Perché è diventato santo? Da qui è nata l’esigenza di far conoscere meglio la figura del patrono, un patrimonio spirituale che appartiene a tutta la città, dal borgo alla marina. A seguire, il sacerdote don Davide Marino ha guidato una riflessione dal titolo “Sant’Agazio: un cristiano d’altri tempi per i nostri tempi”, offrendo una lettura attuale della testimonianza del giovane soldato cristiano martirizzato. Il suo intervento ha proposto spunti concreti per la vita quotidiana dei credenti, mostrando come la coerenza, il coraggio e la fede del santo possano ancora oggi illuminare il cammino delle comunità. Alla celebrazione ha preso parte anche il sindaco Enzo Zofrea, insieme ad altri amministratori locali. Nel suo saluto il primo cittadino ha sottolineato che l’iniziativa non rappresenta soltanto un evento religioso e culturale, ma anche un’occasione per sentirsi comunità unita. «Squillace – ha sottolineato – è una sola realtà: borgo, marina e frazioni, unite nel nome del patrono Sant’Agazio». Il devoto Giuseppe Facciolo ha poi presentato l’opuscolo “Sant’Agazio al Lido di Squillace”, un lavoro nato dal desiderio di custodire e trasmettere la memoria del santo patrono, coinvolgendo soprattutto le nuove generazioni. Il libretto si articola in tre parti: la presentazione che parla del senso dell’iniziativa e del legame con la comunità; la sezione storico‑agiografica, con vita, martirio e culto del santo; e la ricostruzione locale sul rapporto tra Sant’Agazio e la storia di Squillace. Arricchito da immagini, documenti e testimonianze, il testo non vuole essere un’opera accademica, ma uno strumento semplice e coinvolgente per rafforzare la devozione popolare, promuovere iniziative culturali e spirituali e mantenere vivo il legame con le radici. Facciolo ha concluso con parole che hanno toccato i presenti. «Sant’Agazio – ha affermato – rappresenta un punto di unità per tutti gli squillacesi, ovunque si trovino. Se l’opuscolo aiuterà a conoscere meglio il santo e a sentirlo vicino, avrà raggiunto il suo scopo». A rendere ancora più suggestivi i vari momenti dell’incontro sono stati gli intermezzi musicali della Corale “Stella Maris” di Squillace Lido, che hanno accompagnato la celebrazione con canti di grande intensità spirituale. Carmela Commodaro
Nati da un intreccio di percorsi diversi e da un legame umano che precede qualsiasi definizione artistica, i Crystal Tea stanno dando forma a un progetto che sfugge alle etichette e si nutre di trasformazione continua. Il trio cosentino, formatosi nel periodo immediatamente successivo alla pandemia, ha scelto di costruire un linguaggio proprio, un territorio sonoro dove psichedelia, grunge, jazz e suggestioni shoegaze convivono senza gerarchie, guidati più dall’istinto che dalla teoria. La pandemia non è stata per loro un punto zero, ma un momento di sospensione fertile. Un’occasione per recuperare idee rimaste in attesa, per trasformare bozze, intuizioni e frammenti in una visione condivisa. Dopo anni trascorsi insieme tra rock’n’roll, reggae, ska, jazz e fusion, i tre musicisti hanno sentito l’urgenza di dare finalmente forma a quel materiale sedimentato nel tempo, lasciato maturare come un seme che aspettava solo il terreno giusto. È da qui che nasce il progetto Crystal Tea: da un’amicizia solida, da un ascolto reciproco profondo, da un modo di stare insieme che precede qualsiasi scelta stilistica. Un approccio che oggi definisce la loro identità più di qualsiasi genere. La definizione di lysergic rock, oggi spesso associata alla band, è nata quasi per scherzo durante le prime jam sperimentali. Eppure, col tempo, è diventata una chiave di lettura efficace: non un genere, ma una condizione creativa. Un modo di vivere la musica come esperienza fluida, aperta, capace di trasportare altrove senza seguire percorsi prevedibili. Questa libertà è la cifra più riconoscibile dei Crystal Tea. Le influenze che attraversano i loro brani non vengono mai forzate: emergono spontaneamente dall’interazione tra i membri, da un’intesa costruita negli anni sui palchi e nelle sale prove. Anche il background jazzistico di due componenti non si manifesta tanto nelle sonorità, quanto nell’approccio: ascolto, interplay, dinamiche, spazio all’imprevisto. La parte più importante della loro scrittura resta l’improvvisazione. Alcuni brani arrivano già strutturati, altri nascono da un riff, da un’idea lanciata quasi per caso, da un’atmosfera che prende forma durante lunghe sessioni collettive. Dal vivo questa natura istintiva si amplifica: arrangiamenti che cambiano, parti che si dilatano o si contraggono, nessuna esecuzione identica alla precedente. È un modo di intendere la musica che restituisce autenticità e movimento, che rifiuta la fissità e abbraccia l’evoluzione continua. Oggi i Crystal Tea sono al lavoro sul loro primo album, un disco che promette atmosfere intense e cinematiche, sospese tra momenti abrasivi e altri più rarefatti. I prossimi singoli saranno solo un assaggio di un percorso che la band vuole svelare gradualmente, mantenendo intatta quella componente visionaria e lisergica che è ormai diventata la loro firma artistica. Il loro viaggio è appena iniziato, ma ha già una direzione chiara: seguire l’istinto, restare fedeli all’imprevisto, trasformare ogni suono in un’esperienza. Carmela Commodaro