ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– La Bce mantiene invariati i tassi d’interesse
– Ue, nuovo quadro temporaneo di aiuti per settori colpiti da crisi Medio Oriente
– Ponte dell’1 maggio, 4 milioni di italiani in viaggio
sat/gsl
È partito puntualmente, nella mattinata del Primo Maggio, il tradizionale pellegrinaggio in onore della Madonna del Ponte, una delle ricorrenze religiose più sentite a Squillace. Il corteo di fedeli è partito da piazza Duomo per dirigersi verso il Santuario della Madonna del Ponte, immerso nella suggestiva valle dell’Alessi. La manifestazione affonda le sue radici in una devozione antichissima, che intreccia storia e tradizione popolare. Le origini del culto risalgono infatti intorno all’anno Mille, quando nella zona sorgeva un eremo bizantino abitato dai monaci basiliani. Nei secoli successivi, la devozione si è arricchita anche di racconti legati a eventi miracolosi del Settecento, contribuendo a consolidare il forte legame tra la comunità e la Madonna del Ponte. Anche quest’anno la tradizione è stata rinnovata con grande partecipazione. Presenti rappresentanti dell’amministrazione comunale, tra cui il vicesindaco, assessori e consiglieri, a testimonianza dell’importanza dell’evento per la vita cittadina. Numerosa soprattutto la presenza di giovani e giovanissimi, che hanno accompagnato la discesa dalla piazza principale lungo i tornanti della strada provinciale 53, fino a raggiungere il piazzale del Santuario. Una volta giunti a destinazione, i fedeli hanno preso parte alla recita del Rosario, seguita dalla solenne celebrazione eucaristica presieduta dal rettore padre Piero Puglisi. Poi momento culturale e musicale, curato dall’associazione Promocultura Ets, con le esibizioni di Vincenzo Gallicchio alla fisarmonica e Filomena Gabriele al flauto, che hanno contribuito a rendere ancora più intensa l’atmosfera della giornata. A concludere il pellegrinaggio, come da tradizione, la benedizione delle automobili, gesto simbolico che unisce fede e quotidianità, rinnovando la protezione della Madonna su tutta la comunità. Carmela Commodaro
MILANO (ITALPRESS) – L’economia e la finanza a portata di tutti. Nella centosettantatreesima puntata di Italpress Economy, Claudio Brachino intervista Roberto Giovenco, Chief Operating Officer di RINA Prime, e con Giuliano Zoppis affronta i principali temi economici del momento.
Il movimento civico denuncia il “deragliamento dei conti”. Sul tavolo, oggi, oltre due milioni di disavanzo certificato
La parola che a Chiaravalle nessuno vorrebbe pronunciare è tornata a circolare con insistenza: dissesto. Anzi, dissesto bis. A pronunciarla, senza giri di parole, è il movimento civico “Radici e Ali”, che dopo la seduta di Consiglio comunale di lunedì sull’approvazione del bilancio di previsione 2026-2028 ha deciso di rompere gli indugi e di parlare ai cittadini con il linguaggio dei fatti. E i fatti, oggi, hanno la forma di numeri: 2.076.631,52 euro di disavanzo tecnico certificato dallo stesso ente, ma una stima reale che — secondo l’opposizione — supererebbe i 3,1 milioni, e un fronte di decreti ingiuntivi pendenti che, tra sorte capitale, interessi di mora e spese legali, può pesare per oltre due milioni ulteriori.
“Un Comune che era appena uscito da un dissesto — è la sintesi del movimento civico — è stato riportato, nel corso dell’ultima consiliatura a guida Donato, a un nuovo deragliamento dei conti. La situazione delle casse comunali è stata taciuta per troppo tempo. Adesso il velo è caduto”.
Le promesse di ieri, i numeri di oggi
Quella di “Radici e Ali” non è una requisitoria astratta. È un confronto, parola per parola, tra ciò che la maggioranza ha raccontato per anni e ciò che le carte ufficiali certificano oggi. Da una parte il sindaco Domenico Donato, che fino a pochi mesi fa, in piazze, comizi e interviste, “annunciava avanzi di amministrazione“.
Dall’altra parte la vicesindaca Pina Rizzo, che in aula consiliare arrivò a gridare: “Non ci sono debiti! Ma quale nuovo dissesto!”. Una frase oggi “schiacciata dal peso del prospetto del risultato di amministrazione presunto, che documenta nero su bianco un disavanzo di oltre due milioni di euro — al netto degli accantonamenti che, se calcolati nelle misure dovute, peggiorerebbero ulteriormente il quadro”.
“Ecco — è il commento di “Radici e Ali” — i debiti ci sono. Eccome se ci sono. E sono debiti che qualcuno ha cercato in ogni modo di comprimere, rinviare per oltre due anni, prima che le carte costringessero la maggioranza ad ammetterli, almeno in parte”.
Il sindaco che tace
C’è poi il dato politico più pesante della seduta. Il sindaco Donato, che detiene personalmente la delega al bilancio, lunedì in aula non ha pronunciato una sola parola di presentazione, di relazione o di replica sul documento più importante che un’amministrazione comunale è chiamata ad approvare nel proprio mandato. Una scena muta che, per “Radici e Ali”, parla più di qualunque dichiarazione: “Quando chi ha la responsabilità politica del bilancio non difende il bilancio, significa che quel bilancio non è difendibile”.
Le due ipotesi possibili
Il movimento civico mette i cittadini di fronte a una domanda semplice, ma dirompente. Se fino a pochi mesi fa la narrazione ufficiale parlava di avanzi e di conti in ordine, e oggi le stesse carte dell’amministrazione certificano un disavanzo che oscilla tra due e tre milioni di euro, delle due l’una: “O nell’arco di pochi mesi questa amministrazione ha prodotto un disastro finanziario senza precedenti, oppure prima si faceva finanza creativa e oggi si sta semplicemente toccando con mano la realtà che era già lì, sotto il tappeto”.
In entrambi i casi, “la responsabilità politica ha nome e cognome: Domenico Donato”.
Chi pagherà?
La conseguenza di un disavanzo di queste dimensioni non è retorica. È materiale. Il principio contabile è chiaro: il disavanzo accertato deve essere applicato al bilancio futuro prima di ogni altra spesa. Significa meno risorse per i servizi, meno spazio per abbassare tributi e tariffe, maggiore rigidità del bilancio, necessità di tagli o di nuove entrate, o di entrambe le cose. Significa, soprattutto, che il piano di rientro — che la legge consente di distribuire negli esercizi della consiliatura — peserà sulle spalle dei cittadini di Chiaravalle Centrale per anni.
“Non si pagheranno questi debiti? Si pagheranno — è l’avvertimento di “Radici e Ali” —. A pagarli sarà la cittadinanza. Un euro alla volta. In bollette, tributi, servizi tagliati, opere mancate”.
L’avvertimento finale
A pochi mesi dalla scadenza del mandato, il movimento civico lancia anche un avvertimento politico esplicito, di quelli che non lasciano spazio a interpretazioni: “Adesso aspettiamo le spese allegre pre-elettorali, quelle con cui qualcuno, pur avendo lasciato un buco da tre milioni, proverà a ripresentarsi davanti agli elettori tra ripetuti flop culturali, con annesse sagre e tarantelle. Oppure — e qui il tono cambia — aspettiamo al varco i colpevoli di questo disastro totale?”.
Perché “un disavanzo di oltre due milioni di euro non è un dato tecnico da archiviare. È un’eredità. E le eredità, prima o poi, qualcuno le accetta o le rifiuta. Davanti agli elettori”.