Ore di altissima tensione e grande preoccupazione quelle vissute tra la serata di mercoledì scorso e la notte successiva nella periferia di Borgia. Un vasto incendio è divampato nell’area collinare compresa tra Roccelletta e Vallo di Borgia, propagandosi rapidamente a causa del vento e della vegetazione secca. Le fiamme hanno raggiunto in poco tempo dimensioni e livelli di pericolosità tali da far temere il peggio; in diversi momenti il fronte del fuoco ha pesantemente minacciato le abitazioni della zona di Vallo di Borgia e alcuni insediamenti produttivi situati nell’area di Roccelletta, costringendo i soccorritori a un monitoraggio costante e serrato. La macchina dei soccorsi fortunatamente ha risposto con prontezza. La sindaca di Borgia Elisabeth Sacco ha voluto esprimere a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza un profondo ringraziamento a tutti coloro che hanno lottato contro il fuoco. «Un ringraziamento – afferma – va alle numerose squadre dei vigili del fuoco che per ore hanno operato senza sosta, con professionalità, competenza e straordinario spirito di servizio. Grazie al loro tempestivo e instancabile intervento e alla prontezza di alcuni cittadini presenti è stato possibile contenere l’incendio ed evitare conseguenze ben più gravi per le persone, le abitazioni e le attività presenti nelle aree interessate». Sul posto, per coordinare le operazioni e pronti ad attuare le procedure di evacuazione e messa in sicurezza della popolazione, sono rimasti presenti per tutta la notte la stessa prima cittadina, la giunta comunale, il consigliere Zaccone e i dipendenti comunali Danieli, Lacava e Sinatora. Un ringraziamento speciale è stato rivolto anche agli “Angeli blu” della Protezione civile, accorsi immediatamente a dare supporto. L’emergenza è stata ufficialmente superata, non si registrano feriti e le case sono state salvate. Tuttavia il bilancio per il territorio è pesante. I danni ambientali sono ingenti, con numerosi ettari di macchia mediterranea e vegetazione andati completamente distrutti. Dietro il rogo, con ogni probabilità, si nasconde la mano dell’uomo. «Resta purtroppo l’amarezza – ha concluso la sindaca Sacco – per i numerosi ettari di vegetazione andati distrutti. Un patrimonio ambientale che appartiene a tutti noi e che è stato gravemente danneggiato, molto probabilmente per l’azione irresponsabile di chi continua a non comprendere il valore del nostro territorio e i rischi che certi comportamenti possono provocare. Quanto accaduto deve far riflettere tutti sull’importanza della prevenzione, del rispetto dell’ambiente e della tutela del bene comune». Carmela Commodaro
Con il taglio del nastro, per mano del commissario dell’Asp di Catanzaro, il generale Antonio Battistini e del sindaco di Squillace, Sig. Enzo Zofrea, alla presenza dei consiglieri regionali Enzo Bruno e Giampaolo Bevilacqua e di numerose autorità civili e militari del circondario, lunedì 1 giugno, è stata ufficialmente inaugurata la Casa della Comunità di Squillace. E’ questa la nuova denominazione utilizzata per indicare le nuove aggregazioni di servizi socio-sanitari, finanziate dal PNRR, allo scopo di realizzare una nuova modalità con cui il territorio si prende cura della salute della popolazione, ed hanno tra le parole d’ordine termini quali: prossimità, domiciliarietà, integrazione, prevenzione. Lo scopo prioritario è di passare da un modello organizzativo centrato sulle prestazioni erogate da ospedali ed ambulatori, a servizi in cui saranno gli operatori a dover andare incontro ai bisogni del cittadino, privilegiando le prestazioni di tipo domiciliare. Non a caso, tra le novità introdotte da queste strutture, vi è la figura dell’infermiere di comunità il quale, in stretto coordinamento con le indicazioni dei medici di famiglia e dei pediatri, figure anch’esse presenti nella Casa della Comunità, garantirà una presa in carico continuativa, proattiva e personalizzata dei pazienti, soprattutto cronici e fragili, direttamente nel proprio domicilio. Non è esagerato affermare che le Case della Comunità costituiscono la vera sfida delle politiche della salute dei prossimi decenni. E’ stata questa la visione strategica portata avanti dalla precedente amministrazione comunale di Squillace, con Pasquale Muccari sindaco, concorde nel sostenere la mia proposta, in qualità di assessore alla Programmazione e Sviluppo, di creare a Squillace un centro avanzato di servizi socio-sanitari. Un tassello fondamentale di quella intuizione passava dall’individuazione di una diversa sede dove trasferire i servizi sanitari, non solo quelli erogati in quel momento all’interno del polo sanitario territoriale ma, soprattutto, avendo ben presente l’evoluzione futura dell’offerta socio-sanitaria legata ai cambiamenti demografici ed epidemiologici della popolazione residente nel nostro comprensorio. La sede per la Casa della Comunità è stata pertanto individuata nella struttura del centro servizi per l’artigianato, immobile di oltre 4000 metri quadri, mai utilizzato fin dagli anni novanta, con elevate possibilità che lo stesso diventasse un pericoloso rudere. In stretto raccordo con l’ufficio tecnico comunale, guidato dall’arch. Antonio Macaluso, sono state all’epoca messe in atto tutte le procedure e gli interventi per consentire lo spostamento dei servizi del Polo sanitario territoriale, come noto, ubicato in via D. Assanti, in una zona angusta, poca accessibile e priva di parcheggi. Una scelta che si è concretizzata, in tempi brevi, nell’approvazione della delibera di giunta comunale n. 73 del 16.07.2022, con cui si è formalizzata l’assegnazione all’Asp di Catanzaro di detti locali per la realizzazione dei nuovi servizi per la salute. Nel recepire la volontà dell’amministrazione comunale pro-tempore, l’Asp di Catanzaro ha proceduto, speditamente e con particolare efficienza gestionale, alle fasi di progettazione ed esecuzione dei lavori di adeguamento dei locali, destinando un finanziamento pubblico di ben € 1.875.906,00. Attraverso la lungimiranza di quella scelta, è stato così possibile coniugare due grandi obiettivi: rigenerare un bene pubblico abbandonato e restituirlo alla collettività come moderno presidio sociosanitario. Oggi, a completamento dei citati lavori, salutiamo tutti, con orgoglio e soddisfazione, l’apertura della nuova sede in cui sono fruibili i nuovi servizi per la salute. I cittadini sono, finalmente, accolti in una struttura moderna, dotata di spazi ampi, luminosi e totalmente accessibili, inseriti in un contesto con ampie aree per il parcheggio delle auto, un contesto senza dubbio ideale per consentire la fruizione facilitata dei servizi per la salute. Il tutto è stato chiaramente possibile grazie alla concreta sinergia instaurata, nel corso degli anni, tra il comune di Squillace, il management e l’ufficio tecnico dell’azienda sanitaria di Catanzaro. È lecito affermare che, nel suo piccolo, a Squillace è stato realizzato un progetto esemplare da cui trarre insegnamento di come, la politica e le istituzioni, quando operano con qualità di visione strategica e con un’adeguata sinergia organizzativa, possano essere uno strumento prezioso per il rilancio e la promozione del territorio. La Casa della Comunità di Squillace, la prima ad essere inaugurata nell’Asp di Catanzaro, a cui è stata chiamata al ruolo di responsabile il medico squillacese, la d.ssa Carmen Mercurio, si candida a diventare un fiore all’occhiello. Sono infatti tante le potenzialità di crescita futura dell’offerta dei servizi per la salute, resi possibili dall’ampia dotazione di spazi utilizzabili di cui dispone il nuovo immobile. Tra i nuovi servizi rientra il potenziamento del servizio di dialisi, su cui l’ufficio tecnico dell’Asp di Catanzaro si è già attivato, che potrà trovare sede nei piani superiori a quello destinato alla Casa della Comunità. Un impegno a cui l’attuale amministrazione comunale, sono certo, saprà dare il giusto impulso perché, quanto in precedenza avviato, possa crescere sotto il segno della continuità, della qualità e dell’innovazione. Franco Caccia Già assessore alla Programmazione e Turismo del Comune di Squillace
Con l’arrivo dell’estate, l’associazione La Rete Odv di Squillace rafforza il proprio impegno per la salvaguardia della Zona speciale di conservazione (Zsc) Oasi di Scolacium, uno dei tratti costieri più preziosi e fragili della Calabria. In questi giorni i volontari hanno provveduto alla sistemazione delle nuove tabelle informative, fondamentali per segnalare i confini dell’area protetta e ricordare ai visitatori le corrette norme di comportamento. La cartellonistica è stata realizzata sotto il coordinamento dell’Ente Parchi marini Calabria, gestore ufficiale delle Zsc regionali. Un intervento semplice ma essenziale, perché la tutela di un ecosistema così delicato passa anche dalla consapevolezza di chi lo frequenta. L’Oasi di Scolacium rappresenta una delle ultime zone dunali integre della Calabria, un ambiente raro dove è ancora possibile osservare l’intera biodiversità tipica delle coste non antropizzate, con vegetazione pioniera, dune consolidate, avifauna costiera e microhabitat che altrove sono ormai scomparsi. I volontari ricordano che per preservare questo equilibrio è necessario usufruire dell’area con rispetto, evitando comportamenti che possano danneggiare flora, fauna e dune. Negli ultimi anni il tratto di litorale compreso tra i comuni di Squillace e Borgia è diventato un punto di riferimento sempre più frequente per la nidificazione della Caretta caretta. Proprio in questi giorni sono iniziate le attività di monitoraggio dei nidi da parte dei volontari de La Rete, un lavoro prezioso che accompagna l’intera stagione estiva e che contribuisce alla protezione di una specie simbolo del Mediterraneo. Alla nuova cartellonistica si affiancherà a breve l’ordinanza comunale che recepisce la nota del dipartimento regionale competente sulla “tutela della specie Caretta caretta e salvaguardia degli habitat costieri”. Un provvedimento che rafforzerà le regole già in vigore e che aiuterà a garantire maggiore protezione durante i mesi più critici per la riproduzione delle tartarughe. La cura dell’Oasi di Scolacium non è solo un’azione ambientale, ma anche un gesto di responsabilità verso un patrimonio naturale che appartiene alla comunità e che può diventare un valore aggiunto per il territorio, anche in chiave educativa e turistica. La Rete, insieme agli enti competenti, continua così a costruire un modello di tutela partecipata, dove cittadini, volontari e istituzioni collaborano per proteggere ciò che rende unico questo tratto di costa. Carmela Commodaro
Squillace celebra Sant’Antonio con la statua restaurata. Una devozione antica che torna a splendere. Con l’approssimarsi del 13 giugno, la comunità di Squillace si prepara a celebrare la solennità di Sant’Antonio da Padova con un segno particolarmente significativo: il ritorno in chiesa della statua restaurata del Santo, custodita da decenni nella chiesa di San Matteo. Un’opera che non è soltanto un manufatto devozionale, ma un tassello della memoria religiosa e artistica del territorio.
La devozione a Sant’Antonio nella chiesa di San Matteo è antichissima, come attestano i verbali delle visite pastorali dei vescovi che si sono succeduti nel tempo. Una presenza costante, che ha accompagnato generazioni di fedeli e che oggi ritrova nuova luce grazie a un restauro condotto nel pieno rispetto delle norme e della tradizione. Il percorso che ha portato al recupero della statua ha seguito un iter tecnico e istituzionale preciso: richiesta e progetto presentati all’Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace; valutazione e approvazione da parte della Commissione diocesana d’Arte Sacra; autorizzazione della Soprintendenza ai Beni Culturali; intervento eseguito da un restauratore qualificato. Il progetto per la richiesta del contributo ministeriale (ai sensi del D.L. 22 gennaio 2004, n. 42, artt. 21, 31, 35) ha previsto un consolidamento strutturale e un restauro estetico-conservativo della scultura. La statua, alta 165 cm, raffigura Sant’Antonio con il Bambin Gesù ed è realizzata in cartapesta dipinta, una tecnica povera ma di grande tradizione, particolarmente diffusa nel Sud Italia. Per stile e fattura, l’opera è riconducibile agli anni ’30 del Novecento e presenta analogie con la produzione della storica bottega leccese Malecore, tra le più importanti dell’epoca d’oro della cartapesta. A Lecce, tra Ottocento e primo Novecento, la cartapesta raggiunse livelli altissimi grazie a maestri come Giuseppe Malecore (fondatore nel 1898) e Antonio Malecore, suo erede artistico, considerato uno degli ultimi grandi maestri della disciplina. Le loro opere, caratterizzate da realismo, pathos e cura minuziosa dei dettagli, venivano spesso confuse con sculture in legno o terracotta. La statua restaurata raffigura Sant’Antonio in piedi su una base quadrata con il saio bruno dei Frati Conventuali, stretto dal cordone con nodi simbolici mentre sorregge il Bambin Gesù, rappresentato con gesto gioioso e panneggio bianco bordato d’oro con il giglio, simbolo di purezza, posto tra il braccio sinistro e il petto. Il volto giovane e sereno del Santo, i panneggi morbidi e la postura equilibrata richiamano la migliore tradizione della cartapesta meridionale. Il restauro non restituisce soltanto un’opera alla sua bellezza originaria, ma restituisce anche un frammento di identità, un simbolo di fede e una memoria condivisa che continua a parlare al presente. La festa del 13 giugno sarà, dunque, anche un momento di gratitudine verso una tradizione che, ancora una volta, dimostra di essere viva. Carmela Commodaro
La Giornata dello Sport, in programma a Squillace Lido, domenica 7 giugno, su iniziativa dell’asd Skylletion di Squillace, si prepara a diventare una grande festa collettiva dedicata al benessere, alla condivisione e ai valori più autentici dello sport. Un appuntamento pensato per tutte le età, dove il movimento diventa occasione di incontro, crescita e gioia condivisa. L’Asd Skylletion invita famiglie, bambini, giovani e adulti a vivere un pomeriggio all’insegna di ciò che lo sport sa regalare: amicizia, perché correre, giocare e muoversi insieme crea legami veri, benessere, come invito a prendersi cura di sé attraverso attività semplici e alla portata di tutti; inclusione, perché ogni persona, indipendentemente dall’età o dall’esperienza, trova il proprio spazio; e condivisione, in quanto lo sport è un linguaggio universale che unisce la comunità. «Sport, movimento e condivisione: gli ingredienti perfetti per una giornata da vivere insieme» è lo slogan che accompagnerà l’evento, pensato come un grande contenitore di attività dinamiche e momenti di socialità. L’obiettivo è di riportare le persone al piacere del movimento, trasformando il lungomare in un luogo di energia positiva. La Giornata dello Sport non è solo un evento, ma un messaggio, e cioè che lo sport è vita, relazione, crescita. È un ponte che unisce generazioni e storie diverse, un’occasione per riscoprire il piacere di stare insieme all’aria aperta. Carmela Commodaro
Prosegue l’attività dei Vigili del Fuoco finalizzata alle verifiche tecniche sugli edifici e sulle infrastrutture a seguito dell’evento sismico registrato nella notte in Calabria. Dalle ore 08.00 della mattinata sono stati effettuati circa dieci interventi di verifica tra le province di Catanzaro e Cosenza, a seguito di segnalazioni pervenute alle Sale Operative. Al momento, gli accertamenti eseguiti non hanno evidenziato danni strutturali di particolare rilievo né criticità tali da compromettere la sicurezza degli edifici ispezionati. Le attività di controllo e monitoraggio del territorio proseguono comunque in maniera costante, al fine di garantire una tempestiva risposta ad eventuali ulteriori richieste di verifica da parte della popolazione. I Vigili del Fuoco continuano a mantenere elevato il livello di attenzione sull’intero territorio regionale, assicurando la piena operatività dei dispositivi di soccorso e di verifica tecnica.
Prima ha ignorato l’alt dei militari, poi ha dato vita a una breve fuga nella notte, convinto di farla franca. Ma la corsa di un giovane automobilista, già noto alle forze dell’ordine, si è conclusa sul lungomare di Sellia marina, dove è stato bloccato. Tutto è iniziato intorno alle 02:00 della scorsa notte lungo la Statale 106. I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile hanno notato un’auto sospetta e hanno intimato l’alt per un controllo. Il conducente, invece di fermarsi, ha spinto sull’acceleratore alla vista della paletta, riuscendo in un primo momento a far perdere le proprie tracce. La reazione delle forze dell’ordine è stata immediata: l’intera zona è stata setacciata, con il supporto di altri equipaggi di Cropani e di Catanzaro. Le ricerche serrate hanno dato i loro frutti poco dopo sul lungomare locale: il giovane aveva nascosto l’auto nei pressi di una pineta, sperando di non essere scoperto. I controlli scattati sul posto hanno subito chiarito il motivo di tanta fretta. Il ragazzo si era messo alla guida con un tasso alcolemico ben oltre il limite consentito e, come se non bastasse, nascondeva nell’abitacolo alcune dosi di sostanza stupefacente pronte all’uso. Dai controlli sui documenti è emerso anche che il veicolo era già sottoposto a un fermo amministrativo fiscale. Un mix di infrazioni che gli è costato carissimo: ritiro immediato della patente, una maxi-multa da 3.000 euro e la segnalazione alla Prefettura. Il controllo rientra nel più ampio piano di prevenzione estiva predisposto dal Comando Provinciale lungo le arterie principali e nei punti caldi della movida della costa jonica
Ci sono progetti che seguono una rotta già tracciata e altri che, invece, si formano lentamente, come se avessero bisogno di respirare prima di trovare la propria voce. Laripa appartiene a questa seconda categoria. Il trio composto dai fratelli Mattia e Chiara Scalise insieme ad Alessandro Nisticò costruisce canzoni che sembrano emergere da un luogo interiore, dove le sensazioni arrivano prima delle parole e diventano materia viva da trasformare in musica. Ne hanno parlato con Davide Mercurio, del Collettivo OndaRock, nella 52.ma intervista SottoTraccia. La scrittura di Laripa si muove con naturalezza tra delicatezza e introspezione. Non cerca effetti, non rincorre mode: punta invece a un linguaggio capace di parlare a tutti senza perdere autenticità. Le loro canzoni sono spazi aperti, luoghi sospesi in cui chi ascolta può riconoscere frammenti della propria storia, piccole verità che affiorano tra una melodia e un silenzio. Il legame personale tra i tre musicisti è parte essenziale di questo processo. Composizione e arrangiamento non seguono schemi rigidi, ma si sviluppano come un dialogo spontaneo, fatto di fiducia e ascolto reciproco. È un modo di creare che privilegia la sincerità rispetto alla perfezione, la ricerca rispetto alla velocità. In una scena musicale spesso dominata dal rumore, dalla corsa alla novità e dalla necessità di imporsi, Laripa sceglie un’altra strada: quella della sospensione. Le loro canzoni invitano a rallentare, a fermarsi dentro un momento, a lasciare che le emozioni trovino il tempo di farsi sentire. È una musica che non pretende di essere capita subito, ma che si insinua lentamente, lasciando una traccia profonda. Persino il nome della band racconta qualcosa di questo percorso. Nato quasi per caso durante il Color Fest del 2019, è diventato nel tempo un luogo da abitare, una parola che ha preso forma insieme alla loro identità artistica. Un nome che non vuole spiegare, ma evocare: un suono che accoglie, che lascia spazio. Laripa non cerca di imporsi all’ascoltatore. Preferisce restare in sottofondo, arrivare piano, farsi scoprire. Ed è proprio in questa discrezione che risiede la forza della loro musica: nella capacità di trasformare emozioni e immagini interiori in un’esperienza condivisa, intima e universale allo stesso tempo. Carmela Commodaro
Cresce l’attesa ad Amaroni per i festeggiamenti in onore di Sant’Antonio, una delle ricorrenze più identitarie e partecipate della comunità, che ogni anno rinnova un sentimento di fede radicato e condiviso. In vista della festa, il cav. Rocco Devito, animato da una profonda devozione personale e familiare verso il Santo, ha promosso la realizzazione di pregiate maioliche in terracotta raffiguranti la statua di Sant’Antonio. Le opere, curate dall’artista squillacese Pino Cerullo, uniscono artigianato tradizionale e sensibilità artistica contemporanea, dando vita a manufatti dal forte valore simbolico e culturale. L’iniziativa rappresenta un gesto di autentico attaccamento alle radici religiose del territorio e testimonia il legame profondo che unisce la comunità amaronese alla figura del Santo taumaturgo. Il parroco don Roberto ha espresso parole di sincera riconoscenza verso il cav. Devito e la sua famiglia, sottolineando la dimensione spirituale e comunitaria del dono. «Ringraziamo il cav. Rocco Devito e la sua famiglia – ha affermato – per questo nobile gesto di devozione e generosità, che contribuisce ad arricchire il patrimonio spirituale e culturale della nostra comunità e a rendere ancora più significativa la celebrazione della festa patronale». Un gesto che non solo impreziosisce il patrimonio artistico della parrocchia, ma rafforza il senso di appartenenza e la continuità delle tradizioni che caratterizzano Amaroni. La festa di Sant’Antonio si conferma così un appuntamento che va oltre il momento liturgico: è preghiera condivisa, è memoria viva delle tradizioni, è partecipazione comunitaria, è valorizzazione del patrimonio culturale locale. In un tempo in cui le comunità cercano punti di riferimento e occasioni di coesione, Amaroni ritrova nella figura di Sant’Antonio un simbolo di unità, speranza e identità collettiva. Carmela Commodaro
A seguito di ulteriori accertamenti effettuati presso i Comandi territoriali dei Vigili del Fuoco interessati dall’evento sismico registrato nella notte, si conferma che non sono state segnalate criticità rilevanti né danni a persone o strutture. Gli interventi effettuati risultano limitati a due aperture di porta nel territorio della provincia di Cosenza, richieste a seguito dello stato di apprensione generato dalla scossa, e a due verifiche tecniche su civili abitazioni nei comuni di Catanzaro e Cittanova. Le attività di controllo eseguite dalle squadre dei Vigili del Fuoco non hanno evidenziato problematiche di natura statica né danni strutturali agli edifici interessati. La situazione risulta pertanto sotto controllo e costantemente monitorata dalle strutture operative del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.