Interviste SottoTraccia di Davide Mercurio. La 52.ma è con Laripa, la forza gentile di una musica che nasce dalle emozioni

Ci sono progetti che seguono una rotta già tracciata e altri che, invece, si formano lentamente, come se avessero bisogno di respirare prima di trovare la propria voce. Laripa appartiene a questa seconda categoria. Il trio composto dai fratelli Mattia e Chiara Scalise insieme ad Alessandro Nisticò costruisce canzoni che sembrano emergere da un luogo interiore, dove le sensazioni arrivano prima delle parole e diventano materia viva da trasformare in musica. Ne hanno parlato con Davide Mercurio, del Collettivo OndaRock, nella 52.ma intervista SottoTraccia. La scrittura di Laripa si muove con naturalezza tra delicatezza e introspezione. Non cerca effetti, non rincorre mode: punta invece a un linguaggio capace di parlare a tutti senza perdere autenticità. Le loro canzoni sono spazi aperti, luoghi sospesi in cui chi ascolta può riconoscere frammenti della propria storia, piccole verità che affiorano tra una melodia e un silenzio. Il legame personale tra i tre musicisti è parte essenziale di questo processo. Composizione e arrangiamento non seguono schemi rigidi, ma si sviluppano come un dialogo spontaneo, fatto di fiducia e ascolto reciproco. È un modo di creare che privilegia la sincerità rispetto alla perfezione, la ricerca rispetto alla velocità. In una scena musicale spesso dominata dal rumore, dalla corsa alla novità e dalla necessità di imporsi, Laripa sceglie un’altra strada: quella della sospensione. Le loro canzoni invitano a rallentare, a fermarsi dentro un momento, a lasciare che le emozioni trovino il tempo di farsi sentire. È una musica che non pretende di essere capita subito, ma che si insinua lentamente, lasciando una traccia profonda. Persino il nome della band racconta qualcosa di questo percorso. Nato quasi per caso durante il Color Fest del 2019, è diventato nel tempo un luogo da abitare, una parola che ha preso forma insieme alla loro identità artistica. Un nome che non vuole spiegare, ma evocare: un suono che accoglie, che lascia spazio. Laripa non cerca di imporsi all’ascoltatore. Preferisce restare in sottofondo, arrivare piano, farsi scoprire. Ed è proprio in questa discrezione che risiede la forza della loro musica: nella capacità di trasformare emozioni e immagini interiori in un’esperienza condivisa, intima e universale allo stesso tempo.
Carmela Commodaro

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