Squillace, tutela dell’Oasi di Scolacium: l’impegno dell’associazione La Rete

Con l’arrivo dell’estate, l’associazione La Rete Odv di Squillace rafforza il proprio impegno per la salvaguardia della Zona speciale di conservazione (Zsc) Oasi di Scolacium, uno dei tratti costieri più preziosi e fragili della Calabria. In questi giorni i volontari hanno provveduto alla sistemazione delle nuove tabelle informative, fondamentali per segnalare i confini dell’area protetta e ricordare ai visitatori le corrette norme di comportamento. La cartellonistica è stata realizzata sotto il coordinamento dell’Ente Parchi marini Calabria, gestore ufficiale delle Zsc regionali. Un intervento semplice ma essenziale, perché la tutela di un ecosistema così delicato passa anche dalla consapevolezza di chi lo frequenta. L’Oasi di Scolacium rappresenta una delle ultime zone dunali integre della Calabria, un ambiente raro dove è ancora possibile osservare l’intera biodiversità tipica delle coste non antropizzate, con vegetazione pioniera, dune consolidate, avifauna costiera e microhabitat che altrove sono ormai scomparsi. I volontari ricordano che per preservare questo equilibrio è necessario usufruire dell’area con rispetto, evitando comportamenti che possano danneggiare flora, fauna e dune. Negli ultimi anni il tratto di litorale compreso tra i comuni di Squillace e Borgia è diventato un punto di riferimento sempre più frequente per la nidificazione della Caretta caretta. Proprio in questi giorni sono iniziate le attività di monitoraggio dei nidi da parte dei volontari de La Rete, un lavoro prezioso che accompagna l’intera stagione estiva e che contribuisce alla protezione di una specie simbolo del Mediterraneo. Alla nuova cartellonistica si affiancherà a breve l’ordinanza comunale che recepisce la nota del dipartimento regionale competente sulla “tutela della specie Caretta caretta e salvaguardia degli habitat costieri”. Un provvedimento che rafforzerà le regole già in vigore e che aiuterà a garantire maggiore protezione durante i mesi più critici per la riproduzione delle tartarughe. La cura dell’Oasi di Scolacium non è solo un’azione ambientale, ma anche un gesto di responsabilità verso un patrimonio naturale che appartiene alla comunità e che può diventare un valore aggiunto per il territorio, anche in chiave educativa e turistica. La Rete, insieme agli enti competenti, continua così a costruire un modello di tutela partecipata, dove cittadini, volontari e istituzioni collaborano per proteggere ciò che rende unico questo tratto di costa.
Carmela Commodaro

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