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Nuoto, ottimi riscontri per il GAS Squillace al Meeting Federal Swimming di Crotone

Weekend intenso e ricco di soddisfazioni, quello appena trascorso, per gli atleti della squadra di nuoto di Squillace del Gruppo Atletico Sportivo, protagonisti il 13 e 14 giugno al Meeting Federal Swimming di Crotone. La manifestazione ha rappresentato una tappa fondamentale nel percorso di preparazione verso i prossimi Campionati Regionali Estivi, che si svolgeranno proprio nella stessa location. L’appuntamento crotonese ha fornito importanti indicazioni sul lavoro svolto durante la stagione e sugli obiettivi da raggiungere nella fase conclusiva dell’anno sportivo. Numerosi gli atleti che hanno fatto registrare significativi miglioramenti cronometrici, confermando la bontà del percorso intrapreso. Molti ragazzi, inoltre, si sono messi alla prova in gare diverse da quelle abituali, affrontando nuove sfide con impegno, determinazione e una crescente maturità tecnica. Particolarmente positiva la crescita del settore Esordienti, che continua a mostrare evidenti progressi grazie al lavoro quotidiano svolto in vasca, alla preziosa sinergia tra le allenatrici Germana Critelli e Simona D’Andrea e a uno straordinario spirito di squadra che caratterizza l’intero gruppo. Un ringraziamento speciale va anche alle famiglie degli atleti, sempre presenti e collaborative, il cui sostegno rappresenta un valore aggiunto fondamentale per la crescita sportiva e umana dei giovani nuotatori. Tra i risultati più significativi del weekend spicca la conferma delle qualificazioni ai Campionati Italiani nelle gare dei 50 e 100 metri farfalla e dei 50 e 100 metri dorso. Un traguardo tutt’altro che scontato, che certifica la qualità del lavoro svolto e la solidità del progetto tecnico portato avanti dalla società. A rendere ancora più prestigiosa la trasferta di Crotone è arrivato il secondo posto nella classifica di società, risultato che riempie di orgoglio l’intero ambiente e che conferma, ancora una volta, come la realtà sportiva squillacese rappresenti un autentico punto di riferimento per il nuoto della provincia di Catanzaro. Con entusiasmo e fiducia, il Gruppo Atletico Sportivo guarda ora ai prossimi Campionati Regionali Estivi, consapevole del percorso di crescita compiuto e determinato a continuare a raccogliere risultati di prestigio.
Carmela Commodaro

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Interviste SottoTraccia di Davide Mercurio. La 55.ma è con Mirko Perri sul Color Fest 2026: la visione che diventa identità

Ci sono festival che seguono le mode e festival che, invece, costruiscono un percorso. Il Color Fest appartiene con decisione alla seconda categoria: in oltre dieci anni è passato dall’essere una piccola rassegna nata dal basso a diventare uno dei riferimenti nazionali della musica indipendente, senza mai perdere la propria anima originaria. Un risultato che non nasce per caso, ma da una filosofia chiara, coltivata con cura dal direttore artistico Mirko Perri e da un gruppo di giovani che, prima ancora di organizzare un festival, erano semplicemente appassionati in cerca di un luogo dove riconoscersi. Con Perri ne ha parlato Davide Mercurio, del Collettivo OndaRock, nella 55.ma Intervista SottoTraccia. Il Color Fest prende forma da un’esigenza semplice e radicale: portare la musica che si ama nella propria terra, senza dover macinare chilometri per assistere ai concerti delle band preferite. Da quella intuizione iniziale, la rassegna si è trasformata in un festival vero e proprio, mantenendo però intatta la sua natura indipendente, libera da logiche commerciali e guidata da una ricerca artistica costante. La costruzione del cartellone è uno degli elementi che più definiscono l’identità del festival. Ogni anno la selezione nasce da migliaia di ascolti, da un lavoro di scouting che intreccia artisti italiani e internazionali, generi diversi, date esclusive e proposte che non seguono il mercato, ma lo anticipano. Una cura che ha permesso al Color Fest di distinguersi nel panorama nazionale, diventando un luogo dove il pubblico sa di poter scoprire qualcosa di nuovo. Oltre la metà del pubblico arriva da fuori regione: un dato che racconta meglio di qualsiasi slogan la capacità del festival di generare turismo culturale e di contribuire alla costruzione di un’immagine positiva della Calabria. Per Perri, Lamezia Terme è la casa naturale del progetto: una città viva, ricca di fermento culturale, che merita di essere raccontata e valorizzata. La sfida, oggi, è coinvolgere sempre di più il territorio in un percorso condiviso, affinché il festival non sia solo un evento, ma un processo di crescita collettiva. Il claim scelto per il 2026 è un omaggio a Franco Battiato: “Summer on a Solitary Beach”. Non una semplice citazione, ma un riferimento che rispecchia la profondità artistica e spirituale del maestro siciliano, da sempre fonte di ispirazione per il festival. La collocazione geografica, sulla costa lametina e nella Riviera dei Tramonti, rende questo richiamo ancora più evocativo: un dialogo tra musica, paesaggio e immaginario che è parte integrante dell’esperienza Color Fest. Organizzare un festival indipendente in Italia è diventato sempre più complesso. I costi crescenti impongono una gestione attenta, una dedizione totale e una capacità di resistere alle pressioni del mercato. In Calabria, queste difficoltà si amplificano per ragioni demografiche e strutturali. Eppure, il settore sta maturando una nuova consapevolezza e continua a chiedere un riconoscimento adeguato per il lavoro dei professionisti dello spettacolo. Il Color Fest, in questo scenario, rappresenta un esempio virtuoso di resilienza e visione. Perri non si sbilancia sul futuro. L’obiettivo è concentrarsi sull’edizione che verrà, con la stessa filosofia che ha guidato il festival fin dall’inizio: un passo alla volta, consolidando ogni conquista prima di guardare oltre. I sogni ci sono, ma restano custoditi, come si fa con ciò che ha bisogno di tempo per crescere.
Il Color Fest dimostra che anche lontano dai grandi centri culturali è possibile costruire qualcosa di duraturo, credibile e significativo. È la prova concreta che un progetto nato dal basso può affermarsi a livello nazionale senza snaturarsi, mantenendo un equilibrio raro tra qualità artistica, identità e radicamento territoriale. Forse è proprio questa la sua conquista più grande: aver dimostrato che la visione, quando è autentica, può diventare comunità.
Carmela Commodaro

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Dove inizia l’Italia. In Calabria da Omero a Sandokan

Dal 17 al 23 giugno “Where Italy Begins” porta buyer, travel creator, chef e vip nei luoghi dell’Italia ancestrale. Mito, cibo identitario, vino, cinema e dialoghi, lontani dalle folle

“In quel tratto che primitivamente portava esso solo il nome dell’Italia”, scrisse a fine Ottocento l’archeologo viaggiatore François Lenormant a Squillace, borgo della costa jonica catanzarese, lungo il suo viaggio nella Magna Grecia. Da questa tradizione mitica nasce l’ispirazione per Where Italy Begins, una serie di itinerari in cui il cibo è interpretato come atto culturale e strumento di conoscenza dei luoghi, che convergeranno proprio al castello medievale di Squillace, lungo l’Istmo di Catanzaro, il punto più stretto d’Italia. Qui, alcuni studi collocano l’isola dei Feaci, il cui re offrì ospitalità a Odisseo naufrago e sconosciuto, che, al banchetto imbandito in suo onore, rivelò per la prima volta la sua identità.

Piccole Odissee contemporanee, e globali
Un simposio itinerante attende circa cento tra buyer, chef italiani affermatisi all’estero, giornalisti, travel creator, personaggi dello spettacolo e villeggianti da ogni parte del mondo, dagli Stati Uniti alla Grecia, dall’Ungheria al Regno Unito. Il programma prevede, dal 17 al 23 giugno, itinerari su misura per piccoli gruppi, con differenti focus, sviluppati intorno a diverse tematiche, con base a Soverato. Un tour è dedicato alla grecità della Calabria jonica, abbinata alle atmosfere da metropoli mediterranea di Reggio, un altro esplora i sapori di costa, mezzacosta e aree interne, con visite in agriturismi, cantine, caseifici e frantoi, insieme alla preparazione di pasta e pane, sia con le nonne sia con giovani chef. Ci sarà un fam-trip per operatori turistici – una dozzina, soprattutto d’Oltreoceano – alla scoperta del quiet luxury calabrese e delle ricette della tradizione tra territorialità e alta cucina, sviluppato come azione del progetto Le Montagne del Sole, con capofila il GAL Serre Calabresi. Trasversalmente, prenderanno vita escursioni tematiche legate al cinema, esplorando il legame tra scenografia e destinazione nelle location di film girati in Calabria sviluppato con la Film Commission regionale, tra Le Castella, set di Sandokan e La Buona Stella, Palmi (The Good Mothers, miglior serie alla Berlinale), Pizzo e Tropea sfondo di Hey Joe e The Marvels, e all’enoturismo, con site visit tra cantine e vigneti, eroici e primordiali, vestigia viventi dell’eredità ellenica della Calabria. I tour convergeranno al castello medievale di Squillace il 20 e 21 giugno, in sinergia col Comune, per due giorni di festa in esclusiva per gli ospiti, con sonorità del Mediterraneo eseguite da giovani musicisti locali, laboratori di ceramiche artistiche, degustazioni di prodotti di aziende calabresi, conversazioni simposiali e una cena di gala accompagnata da un concerto di musica classica.

Identità, comunità, convivio
Il mito insegna che a tavola nasce il senso di comunità e trova espressione l’identità. Le tendenze del turismo, a loro volta, incorniciano l’Italia come una delle mete più ambite in fatto di turismo enogastronomico, forte anche del recente riconoscimento della Cucina Italiana come patrimonio UNESCO. Where Italy Begins – organizzato da Sognare Insieme Viaggi, partner del progetto Le Montagne del Sole, come edizione 2026 del Calabria Food Fest, nato nel 2025 in seno a un progetto finanziato dal Ministero del Turismo – vuole svelare l’anima profonda della Calabria, partendo da un concetto semplice: in Calabria esistono ancora le piazze, i paesi si presentano nella loro autenticità, la tavola gioca un ruolo sociale fondamentale, la filiera corta esprime eccellenze sempre più riconosciute, la festa è festa, senza sovrastrutture, l’arte è una trama millenaria di commerci, invasioni e conquiste, partenze e restanze. I prodotti identitari e il contatto diretto con le comunità locali, protagoniste della co-creazione delle esperienze, sono il punto di partenza di un viaggio collettivo e intimo insieme. Un esempio, insieme a Squillace, è la tappa di Montauro, borgo di mezzacosta affacciato sul Golfo di Squillace, che farà rivivere le atmosfere mistiche legate al patrono San Pantaleone, medico martire e santo guaritore, unendole alle antiche sapienze culinarie e alle sonorità rituali della ultracentenaria banda del paese, con visita in esclusiva alla Grangia di Sant’Anna, meraviglioso complesso monastico fortificato medievale, testimone anch’esso di una Calabria cosmopolita, avendo ospitato nei secoli Basiliani, Benedettini e Certosini. E oggi, viaggiatori consapevoli e rispettosi.

Originale e originaria
Alla luce anche del recente report del Ministero del Turismo, che pone la Calabria al terzo posto tra le regioni più attrattive per il turismo di fascia alta, l’obiettivo è creare un ponte emozionale tra l’ospite e chi accoglie, lontani dal turismo di massa, mettendo in luce, insieme al territorio, l’attrattività della filiera agroalimentare, dal vino al miele, dalle nocciole al bergamotto, tutti elementi presenti in Where Italy Begins grazie al sostegno dell’ARSAC.

“Il progetto Le Montagne del Sole, sostenuto dal MIT, sta per trasformare le Serre Calabresi in una nuova meta turistica, unendo paesaggi mozzafiato, comunità vivaci e tradizioni uniche. Con il supporto di Sognare Insieme Viaggi e di tutti gli altri fondamentali partner di progetto, stiamo creando un turismo autentico, lento e rispettoso, che dà luce alla bellezza e la cultura della Calabria. Where Italy Begins non è solo un evento; è un manifesto del nostro impegno per un futuro sostenibile, dove i visitatori diventano ambasciatori del nostro territorio. Questa manifestazione offre l’opportunità di immergersi nella storia, nei sapori e nei paesaggi che rendono la Calabria un luogo da vivere. Siamo entusiasti di guidare il progetto che la incornicia, insieme a un partenariato qualificato. Invitiamo tutti a unirsi a noi in questa avventura, per scoprire insieme dove l’Italia davvero inizia”, commenta Marziale Battaglia, presidente del GAL Serre Calabresi

“Un progetto itinerante, ma allo stesso tempo radicato nei luoghi di realizzazione, è una scommessa sia imprenditoriale che collettiva, grazie anche al supporto del comparto istituzionale, in cui il visitatore vive il territorio per com’è realmente, accolto da una comunità intera che lo include nella sua galassia di sapori, arti, storie e memorie. E per gli operatori, un’occasione per investire” evidenzia Angela Donato, titolare di Sognare Insieme Viaggi, tour operator di Soverato con 25 anni di esperienza, alla guida di una giovane squadra di quasi sole donne. Se tutti gli aggettivi abbinati al turismo sono ormai esausti, una formula può avvicinarsi allo spirito dell’iniziativa: turismo d’atmosfera, che protegge e dà vita, tanto ai luoghi quanto ai ricordi. E forse anche turismo radicale, non solo per la forte leva del turismo delle radici sull’aumento delle presenze ma anche per la volontà di far conoscere i luoghi nella loro identità originaria e originale.

Dove l’Italia inizia, la Calabria – “l’isola senza il mare tutt’intorno” secondo lo studioso Predrag Matvejevic – trova un nuovo spazio, fatto di mito e contemporaneità.

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Il GAL Serre Calabresi ha preso parte alle attività organizzate dal CREA – Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente, svoltosi tra Puglia e Basilicata, nell’ambito del progetto “TAGsTwo”

Il GAL Serre Calabresi ha preso parte alle attività organizzate dal CREA – Centro di ricerca Agricoltura e Ambiente, svoltosi tra Puglia e Basilicata, nell’ambito del progetto “TAGsTwo”, finanziato dal Programma Interreg VI-A Grecia–Italia. Agricoltura di precisione, innovazione e cooperazione transfrontaliera sono stati i temi al centro delle visite di scambio e del workshop, al quale oltre al GAL, hanno partecipato gli altri partner: l’Università di Patrasso e Agrifood West Greece e il CETMA, Centro di progettazione, design e tecnologie dei materiali, con sede a Brindisi. E’ stata un’importante occasione di confronto su innovazione tecnologica e prospettive di sviluppo condiviso, con un programma articolato in quattro visite tecniche, tra cui quella presso la Società Agricola Dimitra, nel Metapontino, realtà d’eccellenza nel campo del precision farming applicato alla coltivazione del kiwi. Ad accogliere i partner sono stati Egidio Lardo, amministratore unico dell’azienda, e il professor Bartolomeo Dichio dell’Università della Basilicata. Durante la visita sono state presentate soluzioni avanzate per l’irrigazione di precisione basate su sensori, stazioni meteo e sistemi automatizzati.
Un’opportunità concreta per osservare tecnologie già operative e trarre spunti utili in vista della realizzazione del Decision Support System, DSS, previsto dal progetto nei siti pilota. Fondamentale è stata anche la presenza e partecipazione attiva di Fabio Vetrano e Francesca Ierace, titolari dell’azienda agricola Quattrò sita in Guardavalle, che sarà protagonista della sperimentazione del DSS TAGsTwo. Le visite di scambio sono proseguite presso ALSIA, Agenzia Lucana di Sviluppo e Innovazione in Agricoltura, centro di riferimento per la ricerca e il trasferimento tecnologico nel settore agroalimentare. Il direttore Francesco Cellini e i ricercatori del centro Metapontum Agrobios hanno illustrato le attività e l’avanguardia struttura che ospita l’ALSIA. Rilevante è stato il confronto con il progetto BIOCHAIN, che ha rafforzato l’obiettivo comune di promuovere sistemi agricoli più sostenibili e innovativi.
Il direttore del GAL Serre Calabresi, Carolina Scicchitano. ha dichiarato l’importanza della prima giornata “che ha confermato il valore strategico della cooperazione transfrontaliera come leva per la crescita condivisa dei territori. Attraverso lo scambio di esperienze e la valorizzazione delle buone pratiche – ha sottolineato – il progetto TAGsTwo interpreta pienamente la missione del Programma Interreg Grecia–Italia: rafforzare le reti di collaborazione e sviluppare soluzioni innovative per uno sviluppo sostenibile e competitivo”.
Innovazione agricola e cooperazione transfrontaliera sono stati anche al centro del workshop “Servizi innovativi per il comparto agricolo e consolidamento delle reti di cooperazione tra GAL”, durante il quale i partner hanno contribuito attivamente ai lavori. La direttrice del CREA, Luisa Maria Manici, ha aperto il primo Workshop di progetto, alla presenza del Coordinatore del Segretariato Congiunto, Gianfranco Gadaleta, e della Programme Communication Officer, Maristella Mantuano. Nel corso dell’incontro, i partner hanno presentato lo stato di avanzamento del progetto, evidenziando i principali elementi di innovazione e le attività di ricerca e sviluppo in corso. Il presidente del GAL Serre Calabresi, Marziale Battaglia, ha sottolineato come il workshop sia stato un’importante occasione di confronto tra enti pubblici, università, centri di ricerca, associazioni di categoria, imprese agricole e GAL, con l’obiettivo di favorire lo scambio di esperienze e il trasferimento tecnologico verso le PMI agricole. “ Il progetto TAGsTwo – ha concluso il Presidente Battaglia – si inserisce in un più ampio percorso di cooperazione tra Grecia e Italia volto alla creazione di un cluster congiunto che coinvolga ricerca, imprese e decisori pubblici. L’obiettivo è sviluppare soluzioni tecnologiche avanzate e modelli di business innovativi per il settore agricolo, rafforzando la competitività delle imprese e promuovendo la sostenibilità ambientale”.
Rosanna Paravati

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Palermiti, Roberto Giorla torna alla guida del Comune: insediato il nuovo Consiglio in un clima di correttezza e partecipazione

Cambio della guardia alla guida del Comune di Palermiti. Roberto Giorla, già sindaco in passato e capogruppo dell’opposizione uscente, è stato eletto nuovamente primo cittadino con il 59,34% dei voti, pari a 448 preferenze, sostenuto dalla lista civica “Uniamo Palermiti”. Lo sfidante, Antonio Truglia, vicesindaco uscente e candidato di “Vivere Palermiti”, si è fermato al 40,66%. L’affluenza si è attestata al 49,11%, in lieve calo rispetto al 51,06% della precedente tornata, ma comunque significativa in un contesto di generale disaffezione al voto.

La vittoria di Giorla ridisegna gli equilibri politici del paese: la lista “Uniamo Palermiti” conquista tutti e sette i seggi di maggioranza, attribuiti a Monica Aiello, Giandomenico Aloisi, Dayana Curcillo, Maurizio Mazza, Giuseppe M. Molea, Egidio Pregoni e Sandra Sica. La minoranza sarà rappresentata da Antonio Truglia, Ilaria Fulciniti ed Elisabetta Aiello.

Per Giorla si tratta di un ritorno alla guida del Comune dopo la prima elezione del 2015 e gli anni trascorsi all’opposizione, fino alla nuova affermazione nelle amministrative del 24 e 25 maggio 2026.

Il primo Consiglio comunale della nuova amministrazione si è svolto il 12 giugno all’aperto, nella Villa Comunale, una scelta che ha voluto trasformare un adempimento istituzionale in un momento di comunità. L’obiettivo era garantire la massima visibilità e partecipazione, rendendo l’istituzione fisicamente vicina ai cittadini.

La seduta si è svolta in un clima sereno e composto, confermando l’impressione diffusa che questa tornata elettorale e il successivo insediamento abbiano rappresentato uno dei passaggi più corretti e civili della storia politica recente di Palermiti. Un dato che molti cittadini hanno interpretato come un segnale di maturità e rinnovato senso istituzionale.

Nel corso della seduta sono stati espletati tutti gli adempimenti previsti per l’avvio della nuova consiliatura: dall’insediamento del Consiglio comunale al giuramento del sindaco, passando per la nomina del presidente del Consiglio comunale — ruolo affidato all’avv. Monica Aiello — e la costituzione dei gruppi consiliari con i rispettivi capigruppo. Sono seguite l’elezione della Commissione elettorale comunale e l’approvazione del regolamento sulla definizione agevolata delle entrate, la cosiddetta “rottamazione quinques”.

Nel suo intervento, Roberto Giorla ha ribadito alcuni principi cardine del mandato appena iniziato. «La casa comunale è dei cittadini», ha dichiarato, sottolineando che l’amministrazione sarà sempre disponibile ad affrontare i problemi della comunità nei limiti del possibile e con spirito di servizio.

Ha poi aggiunto: «Sono il sindaco di tutti: di chi mi ha votato e di chi non mi ha votato. Non è una frase fatta: un primo cittadino deve sentirlo davvero, e io lo sento».

Giorla ha inoltre evidenziato la volontà di mantenere un dialogo costante con la popolazione, fondato sull’ascolto e sulla presenza, e ha espresso l’intenzione di coltivare un confronto costruttivo anche con la minoranza, riconoscendone il ruolo essenziale nel corretto equilibrio democratico.

Nei primi giorni di attività è stata rimodulata la distribuzione delle deleghe, con una squadra che punta a lavorare con continuità, sobrietà e spirito collaborativo: Giandomenico Aloisi seguirà personale, sport e spettacolo; Egidio Pregoni, vicesindaco, avrà bilancio, cultura e attività produttive.

Un assetto che, nelle intenzioni del sindaco, dovrà garantire efficienza amministrativa e un rapporto diretto con la cittadinanza.

A conclusione dei lavori, il consigliere regionale Enzo Bruno ha rivolto un breve augurio di buon percorso; lo stesso ha fatto il parroco di Palermiti, don Alessandro Nicastro, che ha aggiunto una benedizione alla nuova amministrazione invocando la Madonna della Luce, protettrice del paese.

Maria Luisa Iezzi

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Evento formativo sul gioco d’azzardo patologico: Forze dell’Ordine, istituzioni e terzo settore uniti per la prevenzione

Si è svolto venerdì 12 giugno, nel Centro Polivalente “M. Rossi” di Catanzaro, l’importante incontro formativo rivolto alle Forze dell’Ordine nell’ambito del progetto GAP (Gioco d’Azzardo Patologico), annualità 2022, ormai prossimo alla conclusione prevista per luglio. Un appuntamento che ha riunito mondo della sicurezza, istituzioni civili e religiose, professionisti della salute mentale e realtà del privato sociale, con l’obiettivo di costruire una cultura condivisa della prevenzione e rafforzare gli interventi di contrasto al gioco illegale e alle dipendenze. Ad aprire i lavori è stato il Questore Giuseppe Linares, che ha inquadrato il fenomeno dal punto di vista della pubblica sicurezza, evidenziando come il gioco d’azzardo patologico rappresenti oggi una minaccia sociale complessa, con ricadute sulla legalità e sulla coesione delle comunità. Il maggiore Mario Petrosino, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Catanzaro, ha sottolineato il ruolo dell’Arma, la cui forza – ha ricordato – risiede nella capillarità sul territorio, elemento decisivo per intercettare situazioni a rischio e attività clandestine. Il maggiore Cosimo Nacci, Capo Ufficio Operazioni del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza, ha rimarcato la duplice funzione del Corpo: prevenzione e repressione, con controlli mirati nei contesti di gioco legale e illegale. Una agente della Polizia Locale ha portato i saluti del Comandante generale del Corpo, confermando l’impegno del Comune di Catanzaro nel fronteggiare un fenomeno che incide sulla sicurezza urbana. Erano presenti anche rappresentanti della Capitaneria di Porto. Il direttore del Dipartimento di Salute Mentale e Dipendenze dell’Asp di Catanzaro, dottor Michele G. Rossi, ha ribadito il valore del progetto GAP come strumento di prevenzione e presa in carico. L’introduzione scientifica è stata affidata al professor Alberto Scerbo, Ordinario di Filosofia del Diritto all’Università di Catanzaro, che ha definito il gioco d’azzardo un problema sociale, non più individuale. Ha evidenziato i legami con reati, usura e infiltrazioni mafiose, lanciando un appello forte: lo Stato deve perseguire il bene comune, non solo quello economico. La presentazione del progetto è stata curata dalla direttrice del Ser.D., dottoressa M. Giulia Audino, responsabile scientifica dell’intervento. La psicologa Mariarita Notaro, coordinatrice del progetto, ha delineato i profili dei giocatori, illustrando disturbi, dati statistici, distorsioni cognitive, impatto familiare, finalità terapeutiche e quadro normativo. Il dottor Emiliano Contini, esperto del gruppo del dottor Filippo Torrigiani e referente del Coordinamento nazionale comunità accoglienti, ha fornito un quadro allarmante: 17 milioni di conti di gioco attivi in Italia, 13 miliardi di euro sottratti all’economia reale, normativa definita “a spezzatino”, frammentata e poco efficace. «Alla fine a vincere è sempre il banco», ha affermato Contini, sintetizzando la sproporzione tra giocatori e sistema. La dottoressa Graziella Viscomi, Sostituto Procuratore della Repubblica di Catanzaro, presentata e moderata dalla dottoressa Carmela Zagari, medico principale della Polizia di Stato, ha affrontato il tema dell’incidenza delle dipendenze nei reati di genere: violenza psicologica, sessuale, economica, revenge porn, spaccio e circuiti criminali. Ha fatto riferimento ai protocolli investigativi e sottolineato l’importanza della prevenzione come strumento di tutela. L’ultimo intervento è stato quello di don Giacomo Panizza, presidente della Comunità Progetto Sud ETS, moderato dal dottor Alberto Floridia, psicologo e luogotenente dei Carabinieri. Panizza ha insistito sulla necessità di un gioco di squadra tra sicurezza pubblica e sicurezza sociale, unica via per una prevenzione realmente efficace. All’iniziativa hanno preso parte anche i referenti del GAP del settore pubblico (oltre a Notaro, le dottoresse Carla Sorrentino e Aida Rizzo) e del privato sociale (i dottori Francesco Piterà del Centro Calabrese di Solidarietà, Vittoria Curcio di Progetto Sud e Ampelio Anfosso della Cooperativa Zarapoti). In chiusura, ogni partecipante ha ricevuto una moneta in argilla realizzata dai detenuti della casa circondariale di Siano, guidati dal maestro squillacese Pino Cerullo, nell’ambito del progetto di ceramica “Vita con-creta” della cooperativa sociale Homo Faber. Un gesto simbolico che unisce arte, riabilitazione e comunità.
Carmela Commodaro

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Squillace, il 20 e il 21 giugno fa tappa il “Where Italy Begins” nell’ambito del progetto “Le Montagne del Sole”

“In quel tratto che primitivamente portava esso solo il nome dell’Italia”, scrisse a fine Ottocento l’archeologo viaggiatore François Lenormant a Squillace, durante il suo viaggio nella Magna Grecia. Nasce da qui l’ispirazione per Where Italy Begins, una serie di itinerari in cui il cibo è interpretato come atto culturale e strumento di conoscenza dei luoghi, che convergeranno proprio al castello medievale di Squillace. Un simposio itinerante attende circa cento tra buyer, chef italiani affermatisi all’estero, giornalisti, travel creator, personaggi dello spettacolo e villeggianti da ogni parte del mondo, dagli Stati Uniti alla Grecia, dall’Ungheria al Regno Unito. Il programma prevede, dal 17 al 23 giugno, itinerari su misura per piccoli gruppi, con differenti focus, sviluppati intorno a diverse tematiche, con base a Soverato. Un tour è dedicato alla grecità della Calabria ionica, abbinata alle atmosfere da metropoli mediterranea di Reggio, un altro esplora i sapori di costa, mezzacosta e aree interne, con visite in agriturismi, cantine, caseifici e frantoi, insieme alla preparazione di pasta e pane, sia con le nonne sia con giovani chef. Ci sarà un fam-trip per operatori turistici, una dozzina, soprattutto d’Oltreoceano, alla scoperta del quiet luxury calabrese e delle ricette della tradizione tra territorialità e alta cucina, sviluppato come azione del progetto Le Montagne del Sole, con capofila il GAL Serre Calabresi. Trasversalmente, prenderanno vita escursioni tematiche legate al cinema, esplorando il legame tra scenografia e destinazione nelle location di film girati in Calabria. I tour convergeranno al castello medievale di Squillace il 20 e 21 giugno, in sinergia col Comune, per due giorni di festa in esclusiva per gli ospiti, con sonorità del Mediterraneo eseguite da giovani musicisti locali, laboratori di ceramiche artistiche, degustazioni di prodotti di aziende calabresi, conversazioni simposiali e una cena di gala accompagnata da un concerto di musica classica. Where Italy Begins, organizzato da Sognare Insieme Viaggi, partner del progetto Le Montagne del Sole, come edizione 2026 del Calabria Food Fest, nato nel 2025 in seno a un progetto finanziato dal Ministero del Turismo, vuole svelare l’anima profonda della Calabria, Si farà tappa anche a Montauro, con visita in esclusiva alla Grangia di Sant’Anna. Il presidente del Gal Serre Calabresi Marziale Battaglia commenta così: «Il progetto Le Montagne del Sole, sostenuto dal MIT, sta per trasformare le Serre Calabresi in una nuova meta turistica, unendo paesaggi mozzafiato, comunità vivaci e tradizioni uniche. Con il supporto di Sognare Insieme Viaggi e di tutti gli altri fondamentali partner di progetto, stiamo creando un turismo autentico, lento e rispettoso, che dà luce alla bellezza e la cultura della Calabria. Where Italy Begins non è solo un evento, ma è anche un manifesto del nostro impegno per un futuro sostenibile, dove i visitatori diventano ambasciatori del nostro territorio». Angela Donato, tour operator di Sognare Insieme Viaggi, evidenzia che è «un progetto itinerante, ma allo stesso tempo radicato nei luoghi di realizzazione, è una scommessa sia imprenditoriale che collettiva, grazie anche al supporto del comparto istituzionale, in cui il visitatore vive il territorio per com’è realmente, accolto da una comunità intera che lo include nella sua galassia di sapori, arti, storie e memorie. E per gli operatori, un’occasione per investire».
Carmela Commodaro

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Il contributo della Copagri Calabria presieduta da Francesco Macrì al futuro della Politica Agricola Comune post 2027 nell’ottica del mercato globale

Concluso l’evento dedicato al futuro della Politica Agricola Comune dal titolo “La PAC post 2027 alla prova dei fatti”, promosso congiuntamente dalle Regioni Calabria, Basilicata, Campania, Molise e Puglia. L’iniziativa è stata articolata in più sessioni di lavoro, che hanno visto la partecipazione di funzionari del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (Masaf) e delle Autorità di Gestione regionali. Al vertice ha partecipato la Confederazione Produttori Agricoli della Calabria presieduta da Francesco Macrì che, impossibilitato ad essere presente, ha delegato i
vicepresidenti Vincenzo Lentini e Salvatore Pignataro, oltre a Mauro D’Acri. Teatro dell’incontro, il Centro Congressi Una Hotels di Matera. Nel corso dei lavori sono stati affrontati i principali temi legati alla PAC: dalla visione europea all’attuazione nazionale, fino alle priorità territoriali e ai nodi applicativi.
L’evento ha rappresentato anche un importante momento di confronto, tra gli assessori regionali delle cinque amministrazioni coinvolte e le principali organizzazioni agricole, con la partecipazione delle quattro sigle di rappresentanza del settore.
Per la Copagri Calabria come accennato hanno partecipato Vincenzo Lentini, Salvatore Pignataro, accompagnato da una delegazione di dirigenti regionali dell’associazione. Per il presidente Francesco Macrì infatti <

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Riqualificazione dell’ex campo da tennis: a Squillace parte un nuovo progetto di sport e comunità

È ufficiale: sono iniziati i lavori di riqualificazione dell’ex campo da tennis di località Micciulla, un’area rimasta per anni in stato di abbandono e che oggi torna al centro dell’attenzione grazie a un intervento che punta a restituirle funzione, dignità e valore sociale. L’annuncio arriva direttamente dal sindaco di Squillace, Enzo Zofrea, attraverso un video diffuso sui social. «Oggi – afferma – condividiamo una bellissima notizia per la nostra comunità: sono ufficialmente iniziati i lavori per la riqualificazione dell’ex campo da tennis, una struttura che per tanti anni è stata lasciata nell’abbandono e nel degrado». Per il sindaco, questo intervento rappresenta un vero cambio di passo. «Da oggi – dice – si volta pagina. Questo spazio tornerà ad essere un punto di riferimento per lo sport e per i nostri ragazzi». Il progetto prevede interventi strutturali e funzionali di grande rilievo: campo polifunzionale in erba sintetica, adatto sia al calcetto che al tennis, per un utilizzo multidisciplinare; recupero degli spazi esistenti, con la sistemazione delle aree oggi inutilizzate; nuovi spogliatoi moderni, funzionali e adeguati alle esigenze delle attività sportive; impianto di illuminazione rinnovato, per garantire sicurezza e fruibilità anche nelle ore serali. «Non stiamo solo riqualificando una struttura sportiva – sottolinea Zofrea – ma stiamo restituendo alla città un luogo di aggregazione, di crescita e di divertimento. Vogliamo vedere questo campo tornare a riempirsi di ragazzi, di famiglie e di sorrisi». L’intervento nasce da una proposta avanzata lo scorso anno dall’amministrazione comunale, che ha scelto di candidare l’opera al bando nazionale “Sport e Periferie 2025” del Dipartimento dello Sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri. La Giunta ha infatti approvato un atto di indirizzo finalizzato alla partecipazione al bando, con l’obiettivo di ottenere risorse per la riconversione dell’ex campo da tennis in un moderno campo polivalente; la realizzazione di aree parcheggio dedicate; la costruzione degli spogliatoi; la riqualificazione complessiva dell’area sportiva. Un progetto che non si limita alla semplice ristrutturazione, ma che punta a creare un vero polo sportivo e sociale, capace di diventare punto di riferimento per giovani, famiglie e associazioni. L’avvio dei lavori rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di rinnovamento avviato dall’amministrazione Zofrea, che negli ultimi mesi ha messo in campo diversi interventi su infrastrutture, sicurezza e spazi pubblici. «Questo intervento – conclude il sindaco – rappresenta un altro passo concreto per una Squillace che guarda al futuro».
Carmela Commodaro

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Padre Antonio da Olivadi: luce di Calabria, apostolo delle missioni

Nella parrocchia Santa Maria delle Grazie di Olivadi sono in corso, dal 2 giugno al 26 luglio, gli “Incontri sul Venerabile Padre Antonio di Olivadi”, un cammino di approfondimento spirituale e storico dedicato alla figura del grande cappuccino missionario. Il percorso prevede catechesi sulle sue virtù e sui suoi scritti, mentre il 5 luglio si terrà un pomeriggio di spiritualità intitolato “Sulle orme del Venerabile Padre Antonio”: una partenza da Olivadi verso Squillace, per sostare in preghiera davanti alla sua tomba, custodita nella Cattedrale, nella navata dove oggi si trova la Cappella del Crocifisso.
L’auspicio condiviso da fedeli e sacerdoti è che questo rinnovato fervore possa contribuire a riaprire il processo di beatificazione e canonizzazione del venerato Padre Antonio. Il Venerabile Servo di Dio Padre Antonio da Olivadi, al secolo Giuseppe Antonio Punteri, nacque a Olivadi provincia di CZ il 1° gennaio 1653. La tradizione racconta che, nella notte della sua nascita, una luce prodigiosa brillò sul tetto della casa, vista da molti come segno della sua futura missione: essere “lume dei popoli e fiaccola di ardente zelo”.Fu battezzato il 5 gennaio nella chiesa di Sant’Elia e ricevette la Cresima dal vescovo di Squillace, mons. Rodolfo Dulcino. Entrato giovanissimo nell’Ordine dei Cappuccini, ricevette gli Ordini Minori il 17 dicembre 1667 nella Cattedrale di Squillace, per mano del vescovo Francesco Terotti, e fu ordinato sacerdote il 13 marzo 1677 dal vescovo Tommaso Perrone, già Vicario generale della diocesi.Fin dai primi anni, la sua vita si distinse per un ardore ascetico fuori dal comune e per una predicazione capace di scuotere e convertire. Per oltre trent’anni, Padre Antonio percorse la Calabria, il Regno di Napoli e la Sicilia, annunciando Cristo Crocifisso e i Dolori di Maria. Le folle lo seguivano con entusiasmo, lo veneravano come santo, e la sua parola penetrava nel cuore della gente semplice come dei potenti. Durante le missioni, al termine degli esercizi spirituali, era solito piantare croci una, cinque o sette che divennero segno di protezione e di miracoli. I testimoni raccontano che “non li conterrebbe un volume” i prodigi attribuiti a quelle croci e alla sua intercessione.La sua predicazione fu sostenuta da numerosi vescovi del Meridione e in particolare dal cardinale Vincenzo Orsini, futuro Papa Benedetto XIII, al quale Padre Antonio avrebbe persino predetto il pontificato. Tra i frutti più preziosi della sua missione vi sono due testi di grande diffusione: Anno doloroso di Gesù, Anno doloroso di Maria stampati a Napoli mentre egli era ancora in vita, divennero strumenti di meditazione sulla Passione del Signore e sui dolori della Madre. La morte e la fama di santità“Colmo di meriti, coronato di doni e consumato dalle fatiche”, Padre Antonio morì il 22 febbraio 1720 nel Convento di Squillace. La sua morte era stata preannunciata da un fanciullo, secondo la tradizione, e il popolo lo chiamava già Beato. Fu sepolto nella Cappella di Sant’Antonio del convento e la sua tomba divenne subito meta di devozione. Il Martyrologium Calabricum del 1743 lo ricorda come uomo:“confixus Cruci Jesu mentis meditatione, & corporis afflictatione… dono lacrymarum, prophetiae lumine, occultorum cognitione, miraculorum operatione insignitus”. Il vescovo Michele Abbati avviò il processo canonico il 31 luglio 1736, inviandolo poi alla Congregazione dei Santi nel 1746. Le vicende politiche ne interruppero l’iter, ma nuovi documenti mostrano che il processo fu ripreso sotto il vescovo Nicola Notaris e che la devozione popolare non venne mai meno. Per lungo tempo si credette che i resti del Servo di Dio fossero andati perduti nel terremoto del 1783. Ma il 10 dicembre 1995 avvenne un fatto inatteso: le reliquie furono ritrovate nella Cattedrale di Squillace, nascoste nel monumento funebre del vescovo Notaris, che probabilmente le aveva custodite durante la ricostruzione del tempio nel 1798. Il 23 dicembre 1995, dopo la ricognizione canonica dell’arcivescovo Antonio Cantisani, i resti furono solennemente ricomposti nella Cappella del Crocifisso. Oggi, mentre la comunità di Olivadi dedica incontri, preghiere e pellegrinaggi alla sua memoria, cresce il desiderio che la Chiesa possa riconoscere ufficialmente la santità di questo figlio della Calabria, missionario ardente e consolatore dei sofferenti.La sua vita, segnata da zelo, penitenza e amore per il Crocifisso, continua a illuminare il cammino dei fedeli.
E la speranza condivisa è che presto si possa dire: Padre Antonio da Olivadi, Beato e Santo della nostra terra.

Carmela Commodaro

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