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Satriano, l’Osservatorio Minori e IA si allarga: firmato l’accordo di rete nella giornata inaugurale del III Congresso Nazionale

Con l’ingresso del Comune guidato dal sindaco Massimiliano Chiaravalloti si rafforza il lavoro culturale dell’Osservatorio sui territori. L’incontro, moderato dal giornalista Giorgio De Filippis, ha aperto il percorso congressuale che proseguirà il 9, 10 e 11 luglio tra San Vito sullo Ionio, Torre di Ruggiero e Cardinale.

Si è aperto a Satriano (CZ) il percorso del III Congresso Nazionale dell’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale, con una giornata inaugurale che ha unito confronto pubblico, partecipazione istituzionale e rafforzamento della rete territoriale promossa dall’Osservatorio. Il momento iniziale dell’incontro è stato rappresentato dalla firma dell’accordo di rete e dall’ingresso del Comune di Satriano nell’Osservatorio. A sottoscrivere l’adesione il sindaco di Satriano, Massimiliano Chiaravalloti, insieme al sindaco di Torre di Ruggiero, Vito Roti, in qualità di rappresentante del Comune capofila dell’Osservatorio. Presenti anche l’assessore comunale di Cardinale, Massimo Rotiroti, e il vicesindaco di San Vito sullo Ionio, Vittoria Parretta, a conferma di un progetto che continua a crescere attraverso il coinvolgimento diretto delle amministrazioni locali.

L’iniziativa di Satriano ha confermato la natura dell’Osservatorio come spazio di confronto culturale e istituzionale capace di portare sui territori i grandi temi dell’innovazione tecnologica, dell’educazione digitale, della responsabilità pubblica e del rapporto tra intelligenza artificiale e bene comune.

Nel corso dell’incontro sono intervenuti Francesco Pungitore, direttore tecnico dell’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale, e Alessandro Carellario, amministratore delegato di Soluzioni Integrate Maggioli. I due relatori hanno affrontato i temi dell’AI Act, dell’alfabetizzazione all’intelligenza artificiale, dell’uso consapevole delle nuove tecnologie e dell’impatto concreto che l’IA sta già producendo nella pubblica amministrazione, nelle imprese, negli enti locali e nella vita quotidiana dei cittadini. L’attenzione non si è concentrata soltanto sugli aspetti normativi, ma anche sulla necessità di costruire strumenti culturali e organizzativi adeguati per governare questa trasformazione. L’intelligenza artificiale, è emerso dal confronto, non può essere ridotta a una questione tecnica: richiede competenze, responsabilità, partecipazione e una nuova consapevolezza collettiva. Numerosi e qualificati anche gli interventi del pubblico, che hanno arricchito il dibattito con domande e osservazioni sui rischi, sulle opportunità e sulle implicazioni sociali dell’intelligenza artificiale. Tra i presenti è intervenuto anche Pino Soriero, presidente dell’Associazione degli ex Parlamentari della Repubblica, portando un contributo di riflessione sul rapporto tra innovazione, politica, istituzioni e democrazia. Un plauso particolare è stato rivolto all’assessore alle Politiche Sociali del Comune di Satriano, Pietro Curatola, per l’impegno organizzativo e per il lavoro svolto nella costruzione dell’appuntamento. Apprezzata anche la conduzione del giornalista Giorgio De Filippis, che ha moderato l’incontro favorendo un confronto ordinato, concreto e partecipato. Dopo la tappa inaugurale di Satriano, il Congresso entrerà nel vivo con tre giornate tematiche. Il 9 luglio a San Vito sullo Ionio, nella Sala consiliare comunale, sarà affrontato il tema “AI e scuola: educare nell’epoca dell’intelligenza artificiale”, con accoglienza dei partecipanti alle ore 16:30 e apertura dei lavori alle ore 17:00. L’incontro sarà dedicato al rapporto tra IA, scuola, didattica, educazione e nuove generazioni, con la possibilità di rilascio dell’attestato di partecipazione UCIIM per gli interessati. Il 10 luglio a Torre di Ruggiero, presso il Centro Policulturale, si svolgerà la giornata dedicata a sanità digitale, innovazione del sistema sanitario e centralità della persona, con un programma articolato dalle ore 8:30 fino alla compilazione dei questionari ECM. L’evento è accreditato con 11,4 crediti ECM per diverse professioni sanitarie, tra cui medici, infermieri, farmacisti, psicologi, fisioterapisti e tecnici sanitari. La chiusura è prevista l’11 luglio a Cardinale, nella Biblioteca comunale, con la sessione “Intelligenza artificiale e mondo delle professioni. Innovazione, responsabilità e nuove competenze”. La giornata sarà dedicata al rapporto tra IA, professioni tecniche, diritto, lavoro, responsabilità e nuove competenze, con il patrocinio degli Ordini professionali e crediti formativi per avvocati, ingegneri e architetti, secondo le indicazioni dei rispettivi Ordini. Con la giornata di Satriano, il III Congresso Nazionale dell’Osservatorio conferma così la propria impostazione: partire dai territori per costruire una riflessione nazionale sull’intelligenza artificiale, mettendo al centro la persona, la formazione, le istituzioni e la responsabilità condivisa davanti a una trasformazione che riguarda tutti.

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Sit-in a Chiaravalle Centrale: “La salute è un diritto, non una promessa”

La mobilitazione arriva in un momento delicato per il territorio e punta dritta al cuore del dibattito sulla sanità pubblica. Giovedì 9 luglio, alle ore 17.30, davanti all’ex Casa della Salute di Chiaravalle Centrale, oggi trasformata in ospedale di comunità, si terrà un sit-in promosso da “Potere al Popolo”, con l’obiettivo di denunciare una situazione definita “insostenibile e pericolosa per cittadini e operatori”. Nella nota diffusa dagli organizzatori si sottolinea come, mentre si moltiplicano comunicati e celebrazioni di nuove strutture territoriali, la quotidianità vissuta da chi ha bisogno di cure racconti tutt’altro. Secondo il movimento, l’ex Casa della Salute di Chiaravalle, ora “nuovo” ospedale di comunità, sarebbe quasi priva di personale, con la conseguente impossibilità di garantire servizi essenziali. La denuncia è netta: in alcune fasce orarie il presidio resterebbe senza medici, lasciando un solo infermiere a gestire situazioni che richiederebbero un’équipe completa. Una condizione che, secondo gli organizzatori, “mette a rischio la sicurezza degli utenti e la dignità del lavoro degli operatori”. Con l’arrivo dell’estate il comprensorio registra un incremento significativo di presenze: turisti, famiglie in vacanza, cittadini che rientrano nei paesi d’origine. In questo contesto, continuare a garantire il servizio con un organico ridotto viene definito “irresponsabile”. Gli attivisti insistono su un punto, e cioè sul fatto che una struttura sanitaria senza personale è solo un contenitore vuoto. Non bastano inaugurazioni, etichette o trasformazioni nominali, ma servono professionisti, turni completi, servizi realmente operativi. Il sit-in sarà anche un momento di pressione istituzionale. “Potere al Popolo” chiede all’Asp di Catanzaro di ripristinare immediatamente la piena operatività del punto di primo intervento, coprendo le carenze di organico e garantendo ai cittadini un’assistenza pubblica, dignitosa e accessibile. La nota si chiude con un messaggio che vuole essere un monito: “La salute non può essere affidata alla buona volontà di chi continua a lavorare in condizioni sempre più difficili. Il diritto alla cura viene prima della propaganda”.
Carmela Commodaro

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Roccelletta di Borgia, grave incidente sulla Statale 106: cinque feriti, un 19enne in rianimazione(AGGIORNAMENTO)

Un nuovo grave incidente ha segnato la notte tra sabato e domenica lungo la Statale 106, vecchio tracciato, al km 180, nel territorio di Borgia. Intorno alle 2 del mattino, in viale Magna Grecia, località Roccelletta, tre autovetture sono rimaste coinvolte in un impatto particolarmente serio che ha provocato cinque feriti, tra cui un giovane di 19 anni ricoverato in condizioni critiche. Secondo le prime ricostruzioni, ancora in corso di accertamento da parte delle autorità, lo scontro ha interessato una Volkswagen Passat, un’Audi e una Fiat 600, con sette persone a bordo complessivamente. L’incidente si è verificato nel tratto antistante un autosalone, lungo una delle arterie più trafficate della zona. Tra i feriti, il più grave è risultato il 19enne, trasferito d’urgenza all’ospedale di Catanzaro e ricoverato nel reparto di rianimazione. Sul posto sono intervenuti i carabinieri e squadre dei vigili del fuoco di Catanzaro, sia dalla sede centrale sia dal distaccamento di Soverato, attivate dal personale sanitario del 118. All’arrivo dei vigili del fuoco, i feriti erano già stati estratti dalle lamiere dai sanitari e trasferiti nelle strutture ospedaliere per le cure necessarie. L’azione dei vigili del fuoco si è concentrata sulla messa in sicurezza dell’area e dei veicoli coinvolti, operazione indispensabile per ripristinare condizioni di sicurezza in un tratto stradale particolarmente sensibile. La Statale 106 è rimasta temporaneamente chiusa al traffico per consentire le operazioni di soccorso e bonifica. La circolazione è stata ripristinata solo al termine dell’intervento, concluso intorno alle 5 del mattino. L’episodio riaccende l’attenzione sulla sicurezza della Statale 106, arteria spesso teatro di incidenti gravi e al centro di un dibattito che coinvolge istituzioni, comunità locali e associazioni.
Carmela Commodaro

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Incidente stradale tra Squillace Lido e Roccelletta di Borgia: cinque feriti

Nella notte odierna, intorno alle ore 2:20, squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro, sede centrale e distaccamento di Soverato, sono intervenute nel comune di Borgia, lungo la SS106 al km 180, a seguito di un incidente stradale, su richiesta del personale sanitario del 118.
Per cause in corso di accertamento, il sinistro ha coinvolto tre autovetture: una Volkswagen Passat, un’Audi e una Fiat 600. Complessivamente erano presenti sette occupanti. Cinque persone sono rimaste ferite, di cui una in gravi condizioni; all’arrivo delle squadre dei Vigili del Fuoco i feriti erano già stati estratti dai sanitari del 118 e trasferiti presso le strutture ospedaliere per le cure del caso.
L’intervento dei Vigili del Fuoco è stato finalizzato alla messa in sicurezza dell’area interessata e dei veicoli coinvolti, al fine di ripristinare le condizioni di sicurezza.
La SS106 è rimasta temporaneamente chiusa al traffico per consentire le operazioni di soccorso, con riapertura della circolazione al termine dell’intervento, conclusosi intorno alle ore 5:00.

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IL GRANDE JAZZ PER UN’APERTURA DI LIVELLO: ARMONIE D’ARTE TRAVOLGE SOVERATO CON JOE LOVANO 4TET

L’apertura della XXVI edizione di Armonie d’Arte a Soverato si è caratterizzata fin da subito per un’impronta di forte intensità artistica e simbolica, trasformando l’Orto Botanico in uno spazio vivo di ascolto e relazione, dove musica e natura si sono intrecciate in un’unica esperienza immersiva.
La serata inaugurale ha visto, infatti, protagonista il progetto “Explorations”, affidato a una formazione di assoluto prestigio internazionale, guidata da sassofonista statunitense Joe Lovano, considerato il più importante sax tenore e che di fatto ha svolto un ruolo da protagonista nella storia del jazz degli ultimi decenni.
Sul palco, insieme a lui, un quartetto di straordinaria coesione, creatività e tecnica: il pianista Antonio Faraò, il contrabbassista Ira Coleman e il batterista Johnathan Blake, co-autori di un dialogo musicale continuo, aperto e imprevedibile, capace di attraversare registri espressivi molto diversi senza mai perdere unità narrativa.
La serata si è aperta nel segno di una riflessione forte sul senso stesso del brand Armonie d’Arte, con il richiamo a un’idea di cultura come spazio di condivisione, capace di opporsi simbolicamente alle tensioni del presente attraverso il linguaggio universale della bellezza. Un’impostazione che ha trovato piena corrispondenza nella natura del concerto, costruito come un viaggio sonoro in costante trasformazione.
Fin dalle prime battute, infatti, il quartetto ha dato vita a un flusso musicale ricco di contrasti e sfumature: momenti di grande lirismo si sono alternati a improvvise vivacità ritmiche, passaggi rarefatti a esplosioni di energia, restituendo tutta la vitalità di un jazz contemporaneo nella sua forma più libera.
Joe Lovano ha guidato l’ensemble con autorevolezza ma misura, scegliendo una presenza mai invadente ma costantemente generativa. Il suo sax ha disegnato traiettorie melodiche dense e mutevoli, alternando cantabilità, tensione e improvvisazione pura, con una naturale attitudine al dialogo e all’ascolto degli altri musicisti.
Accanto a lui, Antonio Faraò ha confermato una volta di più la sua cifra stilistica fatta di eleganza, brillantezza strumentale e raffinatezza armonica. Il suo pianoforte ha agito come motore creativo e insieme come controcanto, ampliando le possibilità del discorso musicale e sostenendo con grande sensibilità le evoluzioni del quartetto.
Fondamentale l’apporto della sezione ritmica composta da Ira Coleman e Johnathan Blake, solida e al tempo stesso estremamente flessibile. Coleman ha garantito profondità e coerenza al tessuto sonoro, mentre Blake ha spinto costantemente il gruppo verso nuove traiettorie ritmiche, con una stupefacente maestrìa tecnica che ha spesso acceso l’entusiasmo del pubblico.
Il repertorio ha attraversato composizioni originali, standard e omaggi alla grande tradizione del jazz, con richiami a figure come John Coltrane, Miles Davis e Tony Bennett, per il loro centenario dalla nascita, sempre filtrati attraverso una sensibilità e visione coerente alle dinamiche musicali contemporanee.
É apparso che ci fosse un unico cuore pulsante dell’intero concerto, restituendo la sensazione di fluire musicale naturale, vivo e irripetibile.
Il bis conclusivo, affidato a un dialogo essenziale tra pianoforte e sax, ha rappresentato un momento di particolare intensità emotiva, chiudendo la serata tra lunghi applausi e una percezione condivisa di evento speciale, destinato a restare tra i più significativi di questa edizione.
Il pubblico ha partecipato numeroso alla serata inaugurale, che ha segnato un inizio d’estate particolarmente riuscito, caratterizzato non solo dalla grande affluenza ma anche da un clima ideale, e contribuendo a rendere l’atmosfera dell’Orto Botanico ancora più suggestiva.
A suggellare il senso profondo della manifestazione, le parole della direttrice artistica Chiara Giordano:
«In un tempo segnato dalla conflittualità, scegliamo la mitezza, la condivisione, l’inclusione e la bellezza. L’armonia è una forza che genera positività e benessere, e la bellezza ne è il percepito: ciò che ci permette di viverla e riconoscerla. È questo lo spirito con cui nasce Armonie d’Arte, perché crediamo che la magia dello spettacolo dal vivo possa ancora creare luoghi di incontro, emozione e autentica condivisione.»
Il festival proseguirà con i prossimi appuntamenti in programma all’Orto Botanico di Soverato: il 10 luglio con “K R 7 0 M 1 6 – N A U F R A G O S E N Z A N O M E”, e il 12 luglio con “NON CHIAMATELE STREGHE – Donne di lirica nella parola contemporanea”, due nuovi capitoli che confermano la natura multidisciplinare della programmazione di Armonie d’Arte e la sua attenzione alla sperimentazione nei diversi linguaggi della scena contemporanea.
Tutte le informazioni e il programma completo su www.armoniedarte.com e sui canali social dedicati.

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Rendiconto 2025, il Consiglio comunale approva tra contestazioni e letture politiche: maggioranza compatta, opposizioni divise sul “caso Episcopio”

Con il voto favorevole della maggioranza e quello contrario dei quattro consiglieri dei due gruppi di opposizione, il Consiglio comunale di Squillace, presieduto da Claudio Panaia, ha approvato stamattina (sabato 4 luglio) il rendiconto 2025. La relazione è stata illustrata dal consigliere delegato alle finanze Mimmo Facciolo, che ha definito il documento «una fotografia complessa, ma chiara». Facciolo ha sottolineato che il Comune non è in dissesto, non presenta condizioni di deficit strutturale e che l’organo di revisione non ha rilevato irregolarità. Il risultato di amministrazione ammonta a circa 9,65 milioni di euro, con una parte disponibile di circa 550 mila euro. Elemento centrale del dibattito è stato il finanziamento regionale di 753 mila euro per i lavori dell’Episcopio, revocato dalla Regione Calabria nel 2019. Facciolo ha spiegato che la vicenda è stata inserita negli accantonamenti, scelta motivata dalla volontà di «rappresentare il problema nel documento contabile» e garantire un rendiconto più trasparente. Il sindaco Enzo Zofrea ha ricordato che la sua amministrazione ha ereditato la questione, mai evidenziata nei bilanci della precedente consiliatura, e che si sta lavorando per una soluzione definitiva. Il consigliere di CivitaSquillace Pasquale Muccari, già sindaco, ha chiesto chiarimenti sulla revoca del finanziamento, rimasto “dormiente” per sette anni, rivendicando la buona gestione dei conti durante il suo mandato. Ha poi accusato l’attuale amministrazione di limitarsi all’ordinario, sostenendo che gli interventi in corso siano possibili solo grazie all’avanzo libero ereditato, ai mutui precedenti e ai fondi Pnrr. Il collega Stefano Carabetta ha affermato che «ora il Comune deve restituire 750 mila euro per la disinvoltura con cui è stato gestito il bilancio negli anni passati», proponendo l’istituzione di una commissione d’inchiesta per accertare eventuali responsabilità e interrompere i termini di prescrizione. I consiglieri di Progessto Squillace Anna Maria Mungo e Luca Occhionorelli hanno motivato il voto contrario sollevando dubbi sulla conformità del rendiconto ai principi contabili. Le criticità erano già state espresse in una istanza di annullamento della delibera di Giunta n. 79/2026 e in una nota del 26 giugno indirizzata al responsabile finanziario e al sindaco. Secondo i due consiglieri, il debito verso la Regione per l’Episcopio è un’obbligazione certa, liquida ed esigibile, e non può essere trattato come rischio. Contestano, inoltre, l’accantonamento a fondi rischi per una passività già definita; l’utilizzo di 800 mila euro con vincolo di destinazione per coprire la passività, in contrasto con l’art. 187 del Tuel; e l’effetto contabile che avrebbe generato un incremento fittizio della parte disponibile, mentre una corretta imputazione avrebbe probabilmente evidenziato un disavanzo. Da qui il monito ai consiglieri sulle possibili conseguenze dell’approvazione del documento «a fronte delle anomalie evidenziate».
Carmela Commodaro

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Giornalismo e Sostenibilità: a Maria Chiara Voci (di origini squillacesi) il Premio Pentapolis 2026

L’informazione ambientale in Italia ha le sue linee guida, ma soprattutto ha i suoi interpreti d’eccellenza. Nel corso degli Stati Generali dell’Informazione Ambientale, il più importante appuntamento annuale del settore nel Paese, svoltisi a Roma presso la sede italiana del Parlamento Europeo, è stato assegnato il prestigioso Premio Pentapolis “Giornalisti per la Sostenibilità” 2026. A trionfare nella sezione assoluta per la carta stampata è la giornalista Maria Chiara Voci, di origini di Squillace (è figlia del cardiologo Tommaso Diego Voci) ed esperta di architettura ed edilizia. Il riconoscimento corona il suo straordinario lavoro per la rivista Casa Naturale (Morelli Edizioni), la prima testata interamente dedicata a costruire, arredare e vivere ecologico. Maria Chiara Voci, nota firma che collabora anche con Il Sole 24 Ore, si è distinta nel panorama nazionale non solo per la sua attività pubblicistica, ma per aver saputo tradurre la sostenibilità in un’idea concreta da mettere a terra. È l’ideatrice del progetto culturale Home Health & Hi-Tech (HHH), nato per promuovere la salubrità indoor, il benessere e la sostenibilità dell’abitare attraverso la comunicazione, la formazione e l’informazione. In occasione della premiazione, il team di HHH ha voluto sottolineare come questa intuizione si regga su un lavoro preciso fatto di metodo, scelte oculate, rigore scientifico e confronto continuo: «Giorni come questo ricordano che non esistono traguardi definitivi, ma passaggi che aprono nuove responsabilità e nuovi passi avanti». Un premio che non è, quindi, solo un punto d’arrivo, ma una spinta verso un racconto sempre più consapevole di cosa debba essere davvero una casa salubre. Il premio si inserisce nella cornice della presentazione del Rapporto Eco Media 2025, promosso da Pentapolis Institute ETS e dal web magazine Eco in Città, con l’adesione del Presidente della Repubblica e il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Dall’ampia ricerca emerge un’attenzione costante e continuativa dei media italiani per i temi “eco”, con tre macro-aree a fare da padrone: innovazione sociale (oltre un milione di citazioni complessive nel 2025, guidata dal racconto del ruolo delle imprese sociali, delle aziende e del terzo settore. Prevale soprattutto in TV e sul Web), crisi climatica e ambientale (anch’essa sopra la soglia del milione di citazioni, è la tematica più trattata in assoluto sulla carta stampata); economia circolare ed energia (al terzo posto si posizionano i temi economici e di riciclo, seguiti da risorse, biodiversità, istituzioni, finanza sostenibile e trasporti). I dati mostrano una netta predominanza delle piattaforme digitali: il 66,21% delle citazioni compare sul Web. Seguono la carta stampata (15,07%), la TV (14,65%) e infine la radio (4,07%). Un dato estremamente interessante riguarda il ruolo della prossimità: sia sulla carta stampata che nei palinsesti televisivi, sono le fonti locali a diffondere in misura maggiore l’informazione legata all’ambiente. Il Forum romano ha visto confrontarsi oltre 40 speaker tra massimi esperti, rappresentanti politici, accademici e della società civile, articolati su cinque tavoli di riflessione (dall’energia alla mobilità, passando per l’innovazione digitale, l’agroalimentare e l’economia circolare). In un ecosistema informativo che cerca faticosamente di declinare la transizione ecologica, figure dal rigore scientifico come quella di Maria Chiara Voci tracciano la strada per un giornalismo ambientale costruttivo, d’impatto e profondamente utile per i cittadini.
Carmela Commodaro

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L’UFFICIO CENTRALE PER IL REFERENDUM ACCOGLIE IL RICORSO DELLA MINORANZA IN CONSIGLIO REGIONALE RIGUARDO LA NECESSITA’ DI INDIRE IL REFERENDUM POPOLARE SULLA NOMINA DEI SOTTOSEGRETARI

La minoranza in Consiglio Regionale: “Oggi hanno vinto i calabresi. Basta decisioni sulla loro testa. Saranno loro a decidere se sprecare ancora risorse per moltiplicare le poltrone.”

Oggi è una giornata importante! E’ appena arrivata una notizia che aspettavamo con ansia e di fronte alla quale non possiamo certamente restare “MUTI”, come il Presidente Occhiuto magari vorrebbe: l’Ufficio Centrale Regionale per il Referendum, istituito presso la Corte d’Appello di Catanzaro, ha accolto il nostro ricorso e ci ha dato ragione riguardo la necessità di indire un referendum popolare per la nomina dei Sottosegretari alla Giunta regionale in Calabria. Nelle settimane scorse, più volte dentro e fuori dal Consiglio regionale, avevamo avvisato il Presidente e la maggioranza riguardo l’opportunità di dare seguito alla decisione di nominare altre figure politiche non elette, pagate per centinaia di migliaia di euro all’anno senza nessuna reale mansione, solo per moltiplicare le poltrone e dare risposte ai vari partiti della coalizione. Il Presidente Occhiuto aveva, anche, provato a togliere la parola ai calabresi quando il 28 aprile il Segretario Generale, da lui nominato, aveva rigettato la nostra richiesta di referendum sulla modifica dello Statuto. Ma non ci siamo arresi davanti a questa azione antidemocratica e abbiamo fatto ricorso, con i Professori Andrea Lollo e Paolo Falzea e l’Avvocato Antonio Ionà e oggi l’Ufficio centrale regionale per il referendum ci ha dato completamente ragione. Non si può modificare lo Statuto regionale passando sulla testa dei calabresi. Ora la scelta spetta al Presidente Occhiuto che può tornare in aula per ripristinare lo strumento del referendum ed eliminare le figure dei Sottosegretari, oppure indire il referendum e chiedere al popolo calabrese di decidere se sprecare ancora soldi per altre poltrone inutili.

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Squillace, inaugurazione della IV campagna archeologica del Vivarium Project: un nuovo passo nella ricerca internazionale sui “luoghi cassiodorei”

Il 30 giugno scorso, nella località Ceraso di Squillace, è stata inaugurata la IV campagna archeologica del Vivarium Project, un’iniziativa che negli ultimi anni ha trasformato il territorio in un laboratorio di ricerca internazionale dedicato alla storia romana e alla figura di Cassiodoro. L’area degli scavi, situata nelle proprietà della famiglia Lopez-Pascali, custodisce i resti di un insediamento romano suburbano, oggi al centro di un progetto scientifico che unisce archeologia, paesaggio, comunità e formazione. La campagna è promossa dal Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana del Vaticano (PIAC), in convenzione con l’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace e con l’autorizzazione della Soprintendenza Abap di Catanzaro e Crotone. L’evento inaugurale è stato organizzato dai Rotary Club di Catanzaro, Catanzaro Tre Colli, Soverato e Cropani, insieme all’Ordine degli Architetti e alla Fondazione dell’Ordine degli Architetti, confermando la crescente rete di realtà che riconoscono nel progetto un valore culturale e territoriale strategico. I partecipanti hanno visitato l’area dell’insediamento romano rurale di Ceraso, per poi riunirsi nell’ex frantoio, dove si è svolto un approfondimento dedicato alle ville e terme romane della Calabria, un tema che intreccia storia, paesaggio e identità. L’incontro, moderato dall’architetto Francesca Ferraro, ha visto alternarsi contributi di alto profilo scientifico. Il prof. Giuseppe Lonetti ha evidenziato come il paesaggio calabrese rappresenti un marcatore di resilienza culturale, dove ambiente, storia e archeologia concorrono alla costruzione di un patrimonio materiale e immateriale di valore straordinario. Il prof. Domenico Benoci, invece, ha presentato la squadra internazionale della quarta campagna: giovani ricercatori provenienti da Italia, Spagna, Portogallo, Inghilterra, Polonia, Austria e Turchia. Una conferma della vocazione del Vivarium Project come scuola professionalizzante dal respiro globale, sostenuta da una rete di enti che collaborano stabilmente. Benoci ha inoltre contestualizzato l’insediamento di Ceraso nel sistema agricolo della colonia romana di Scolacium, evidenziandone il ruolo nello sfruttamento intensivo del territorio. Il prof. Alfredo Focà ha poi delineato la figura poliedrica di Cassiodoro Senatore, uomo dalla visione lunga, scienziato e inventore, la cui opera continua a influenzare la società contemporanea, spesso senza che essa ne sia consapevole. La quarta annualità del Vivarium Project proseguirà fino al 25 luglio, dietro concessione della Soprintendenza. Anno dopo anno, il progetto si conferma come un polo di attrazione per giovani studiosi da tutto il mondo, trasformando Squillace in un punto di riferimento per la ricerca archeologica e per la valorizzazione dei “luoghi cassiodorei”. L’inaugurazione della IV campagna non è solo un evento scientifico, ma anche un segnale di come la Calabria stia riscoprendo il proprio paesaggio come archivio vivo, capace di generare conoscenza, identità e futuro. Località Ceraso, con il suo insediamento romano, diventa così un tassello fondamentale di un percorso che unisce comunità, archeologia, cultura e formazione.
Carmela Commodaro

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Torre di Ruggiero, gli sgraffiti di Pagliarulo diventano racconto vivo della Civitas Mariae

Il progetto entra nella fase avanzata: non semplici decorazioni murali, ma un itinerario d’arte e memoria dedicato alla Madonna delle Grazie. L’artista riscopre una tecnica antica per sottrarla all’equivoco con la graffitara urbana e trasformare il borgo in un laboratorio a cielo aperto

Non è più soltanto un progetto annunciato. A Torre di Ruggiero (CZ) gli sgraffiti di Franco Pagliarulo stanno prendendo forma sulle pareti, tra ponteggi, intonaci freschi, linee incise e colori che emergono lentamente dalla materia. L’iniziativa, già presentata come un ciclo di dieci opere dedicate alla storia locale, al Santuario e alle sue origini, nasce con l’obiettivo di trasformare il borgo in un percorso culturale a cielo aperto. Ma oggi, mentre il lavoro entra in una fase avanzata, il senso dell’operazione appare ancora più chiaro: non si tratta di aggiungere immagini al paese, ma di riportare alla luce una memoria. Gli sgraffiti di Pagliarulo non “decorano” Torre di Ruggiero: la raccontano. E lo fanno a partire dal suo cuore spirituale, dalla devozione alla Madonna delle Grazie, dal legame profondo che ha costruito nei secoli l’identità della comunità come Civitas Mariae. Pagliarulo insiste anche su una precisazione linguistica e culturale. Ha scelto di parlare di “sgraffiti” per recuperare un termine antico e per evitare ogni equivoco con la moderna arte graffitara urbana, quella legata agli spray, ai muri metropolitani, ai linguaggi della street art contemporanea. Qui siamo in un’altra dimensione: lo sgraffito è una tecnica murale antica, legata alla decorazione architettonica medievale e rinascimentale, ottenuta incidendo strati di intonaco di colore diverso per far emergere il disegno dalla superficie. È proprio questa dimensione artigianale, lenta, materica, quasi liturgica, a rendere il cantiere di Torre di Ruggiero qualcosa di diverso da un intervento estetico. Ogni opera nasce da un gesto che non aggiunge semplicemente colore, ma scava. L’immagine non viene appoggiata sul muro: viene fatta emergere. È una metafora potente per un paese che sceglie di interrogare la propria storia non come repertorio nostalgico, ma come risorsa viva. L’artista toscano rivendica questa scelta anche come atto di resistenza culturale. La tecnica dello sgraffito, afferma, rischia di perdersi, anche per effetto di logiche formative e “scolastiche” che in Italia tendono spesso a premiare i linguaggi contemporanei, lasciando ai margini saperi antichi, manualità complesse, discipline che richiedono apprendistato, pazienza e bottega. Il paradosso è che, mentre nel nostro Paese questa tradizione fatica a trovare spazio, nel laboratorio di Pagliarulo arrivano numerosi stranieri desiderosi di apprenderla. Torre di Ruggiero diventa così non solo luogo di destinazione, ma anche luogo di trasmissione. Il borgo non ospita semplicemente un ciclo di opere: si candida a diventare un laboratorio artistico a cielo aperto, un punto di incontro tra memoria religiosa, arte pubblica e formazione. Le pareti diventano pagine; gli edifici, capitoli; il percorso urbano, una narrazione visitabile. Il soggetto centrale è la Madonna delle Grazie, ma intorno alla devozione mariana si compone un racconto più ampio: la comunità, il Santuario, i pellegrinaggi, le origini, i simboli, i passaggi fondativi della storia locale. In questo senso, gli sgraffiti rafforzano l’identità di Torre di Ruggiero come Civitas Mariae non attraverso uno slogan, ma attraverso immagini destinate a restare nello spazio pubblico e nello sguardo di chi attraverserà il paese. C’è anche un valore turistico e culturale evidente. In un tempo in cui molti piccoli centri cercano nuove forme di attrazione, Torre sceglie una strada non effimera: non l’evento che si consuma in pochi giorni, ma l’opera che resta; non l’allestimento provvisorio, ma un patrimonio diffuso; non una comunicazione artificiale del territorio, ma un racconto inciso nei muri. Il risultato, già visibile nei primi lavori, è un dialogo tra antico e presente. La tecnica guarda al passato, ma la scelta di portarla nello spazio urbano contemporaneo parla al futuro. Pagliarulo restituisce allo sgraffito una funzione pubblica: non arte chiusa in un museo, non esercizio accademico, ma racconto condiviso, accessibile, quotidiano. “Quando il ciclo sarà completato – le parole del sindaco, Vito Roti – Torre di Ruggiero potrà offrire ai visitatori non soltanto il suo Santuario e la sua storia, ma un itinerario artistico capace di accompagnare il cammino dentro l’identità del luogo. Una forma di bellezza che non nasce per stupire soltanto, ma per ricordare”. E, soprattutto, per insegnare che anche un’antica tecnica incisa nell’intonaco può diventare una lingua contemporanea, se a parlare è una comunità che riconosce il valore delle proprie radici.

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