PALERMO (ITALPRESS) – “Siamo rimasti tutti colpiti, sorpresi e scioccati dal fatto che una commissione che ha avuto qualche anno per lavorare abbia preferito dar seguito ai suggerimenti del loro ideologo, il prefetto Mori, e concentrarsi su questa pista mentre la Gip di Caltanisetta ha indicato decine e decine di approfondimenti investigativi che andrebbero assolutamente fatti, con la conferma anche della Cassazione che bisogna indagare in questa direzione: questi approfondimenti sono gli unici che riuscirebbero a squarciare le complicità della massoneria eversiva, dei servizi deviati, degli apparati dello Stato infedeli e ovviamente del terrorismo neofascista”. Così il leader del M5s Giuseppe Conte a margine dell’incontro pubblico Però parlatene, tenutosi al Parco Piersanti Mattarella a Palermo. (ITALPRESS)
PALERMO (ITALPRESS) – “C’è assolutamente una questione etica. In tanti paesi, lo vedo tra gli Stati membri del parlamento europeo, ci si dimette per molto meno rispetto a quello che vediamo qui: in Italia non si dimette più nessuno, si vuole anormalizzare l’anormale: noi non vogliamo questo, io penso che il paese abbia bisogno di segnali e dobbiamo dirlo soprattutto in giornate come questa. Borsellino teneva tanto all’etica e l’etica oggi è veramente molto instabile”. A dirlo è l’europarlamentare del M5s Giuseppe Antoci a margine dell’incontro pubblico Però parlatene, tenutosi al Parco Piersanti Mattarella a Palermo.
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PALERMO (ITALPRESS) – “L’incompiutezza della verità che riguarda la strage Borsellino non aiuta a considerare questo momento solo ed esclusivamente quello che dovrebbe essere, cioè un momento che unisca tutti nella memoria attiva e propositiva rispetto al futuro, che faccia tesoro di quel drammatico periodo della storia italiana, perché tutto ciò non si ripeta. Il Primo Ministro Meloni ha assolutamente avvertito autorevolmente sulla esigenza di giungere alla verità e sul fatto che nulla sarà, diciamo, “non fatto” da parte dello Stato per giungervi. È chiaro che però dobbiamo trovare il senso comune e il bandolo comune di una matassa difficile da sbrogliare fino in fondo, ma che certamente oggi fa prevalere ampiamente la scelta di chi sta dalla parte giusta”. Così il sindaco di Palermo, Roberto Lagalla, a margine della tradizionale deposizione di una corona d’alloro presso la lapide collocata all’interno dell’Ufficio Scorte della Questura di Palermo, dedicata ai Caduti delle stragi di Capaci e di via D’Amelio.
PALERMO (ITALPRESS) – “La Commissione Parlamentare Antimafia lavora dal mio insediamento in modo continuo e costante sulla strage di via D’Amelio, che è stata considerata e scritta in sentenza come il più grande depistaggio della storia italiana. Lo ha fatto desecretando carte, annullando teoremi mai riscontrati, anche sulla presenza di eventuali persone della destra eversiva. Ovviamente il nostro lavoro è un lavoro che è, innanzitutto, un lavoro che si è basato sulla richiesta di verità e giustizia dei figli del giudice Borsellino”. Così la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, a margine della tradizionale deposizione di una corona d’alloro presso la lapide collocata all’interno dell’Ufficio Scorte della Questura di Palermo, dedicata ai Caduti delle stragi di Capaci e di via D’Amelio. “Se l’assenza dell’Agenda Rossa non deve fermare la ricerca della verità? È quello che penso, e per cui ringrazio la voce forte di Lucia Borsellino. È evidente che la sparizione dell’Agenda Rossa rimarrà a monito di quanti hanno voluto depistare, ma è altrettanto evidente che non può essere una scusa per non andare fino in fondo. Ed è quello che noi abbiamo fatto, ed è quello che noi faremo con la relazione che verrà votata in autunno”.
Le scene del litorale tra Squillace e Copanello avvolto dalle fiamme, i bagnanti in fuga e il Bivio “Nalini” paralizzato dal fumo non raccontano un’emergenza imprevedibile: mostrano il collasso di un sistema di gestione del territorio che da anni procede per inerzia. Mentre vigili del fuoco e volontari fronteggiavano oltre 150 interventi in tutta la regione, è andato in scena l’ennesimo rimpallo di responsabilità sulle spalle dei cittadini. Il Codacons respinge la retorica dell’evento eccezionale. Mesi fa aveva denunciato lo stato di abbandono dei margini stradali, segnalando cumuli di sterpaglie trasformati ieri nell’autostrada perfetta per il fuoco. Appelli rimasti inascoltati nei cassetti della burocrazia. La mappa delle responsabilità è chiara: Anas deve garantire la sicurezza delle statali e delle loro pertinenze, eliminando la vegetazione secca lungo arterie sensibili come la SS 106; i Comuni devono vigilare sui centri urbani e sanzionare l’incuria dei privati; le Province gestiscono la rete viaria secondaria e le cunette. Ed è proprio sulla Provincia che si consuma il cortocircuito più grave. Rispondendo a una diffida del Codacons, l’Ente ha ammesso di avere solo 15 operai per 1.800 chilometri di strade. Una dichiarazione che equivale a certificare l’impossibilità di adempiere agli obblighi di sicurezza previsti dall’articolo 14 del Codice della Strada. «La Provincia – denuncia Francesco Di Lieto – rincorre i cittadini con cartelle e balzelli, ma poi confessa di non avere nemmeno gli operai per accendere un decespugliatore». Da qui la domanda: ha senso mantenere in vita un ente che non può garantire nemmeno la pulizia delle cunette? La contraddizione esplode anche nei Comuni. I sindaci lamentano i danni ai depuratori, spesso oggetto di costosi interventi pubblici, ma non spiegano perché non abbiano bonificato per tempo le aree circostanti. «La sicurezza si fa a maggio – afferma Di Lieto – non a luglio con comunicati di solidarietà». Sul piano regionale, la narrazione della “tolleranza zero” e dei droni hi‑tech si è sciolta davanti all’inferno di Copanello. I droni riprendono il disastro, ma non puliscono il terreno. La prevenzione si fa con operai forestali e stradali, non con spot e tecnologie da parata. Il Codacons chiede alla Procura di Catanzaro e alla Corte dei Conti di verificare se il comportamento degli enti coinvolti configuri omissione di atti d’ufficio e attentato alla sicurezza dei trasporti, oltre a quantificare il danno erariale. Milioni di euro spesi per rincorrere emergenze che si potevano prevenire a terra. Carmela Commodaro
ROMA (ITALPRESS) – “La strage di via D’Amelio, due mesi dopo quella di Capaci, ha segnato in profondità la coscienza del Paese. Rappresentò il culmine di un disegno eversivo che mirava a piegare le istituzioni democratiche e la stessa libertà degli italiani. Paolo Borsellino pagò con la vita il proprio impegno di magistrato, e con lui vennero uccisi cinque servitori dello Stato, i cui nomi sono iscritti per sempre nella memoria della Repubblica: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina, Claudio Traina.
A trentaquattro anni dall’eccidio restano intatti i nostri sentimenti di solidarietà e di vicinanza con i familiari di tutti coloro – uomini e donne delle forze di polizia, della magistratura, delle istituzioni – che hanno difeso la nostra comunità dal cancro mafioso.
Quel disegno eversivo, con il loro contributo, è stato sconfitto. La Repubblica ha dimostrato di essere più forte. Catturando e condannando carnefici e mandanti.
Borsellino e Falcone sono simboli della riscossa civile del Paese”. Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella in un messaggio in occasione dell’anniversario della strage di via D’Amelio.
“Con la loro professionalità e il loro coraggio hanno istruito processi che prima non si riuscivano a celebrare.
Con il loro impegno nelle istituzioni hanno dato allo Stato nuovi e più avanzati strumenti nella lotta alle mafie. Con la loro passione hanno seminato la cultura di legalità, insegnando ai giovani che la logica mafiosa va contrastata fin dai comportamenti quotidiani e dalla scuola.
Il loro impegno è parte della coscienza democratica della Repubblica”.(ITALPRESS).
Bombardamenti e terremoto. Non c’è scampo per il regime iraniano, che oltre ai massicci bombardamenti dell’ottava notte consecutiva di raid americani, ha subito all’alba un violento terremoto di magnitudo 5.0 nella strategica regione petrolifera del Khuzestan. La provincia nella quale si è registrato il violento sisma è una delle più importanti dell’Iran perchè oltre ai maggiori giacimenti petroliferi del Paese, comprende importanti raffinerie e terminal di greggio tra cui quelli di Abadan e Bandar Shahpur , poi ribattezzata Bandar Imam Khomeini, ed è attraversata dagli oleodotti che collegano i campi petroliferi ai porti sul Golfo Persico. Secondo le prime valutazioni satellitari i danni sarebbero ingenti. L’epicentro del terremoto è stato localizzato a 12 chilometri di profondità nella zona di Saland. La Mezzaluna Rossa iraniana ha inviato squadre di soccorso. Contemporaneamente al sisma, proprio all’imboccatura dello Stretto di Hormuz le forze aeronavali degli Stati Uniti hanno bombardato di l’isola di Qeshm . Il Comando Centrale Usa ha reso noto che gli ultimi raid si sono concentrati sui reparti delle guardie della rivoluzione islamica che hanno lanciato missili balistici e droni contro la base americana in Giordania, provocando la morte di due militari, le prime vittime dall’inizio della nuova fase del conflitto. Ripresa della guerra che registra una continua escalation, come evidenzia il rischieramento da parte dell’Usair Force di caccia F-16 e F-35 in Medio Oriente. Si tratta di aerei dotati della tecnologia più avanzata dell’arsenale militare statunitense. Gli F-16 sono caccia multifunzionali di grande esperienza e versatilità, mentre gli F-35 costituiscono la piattaforma di quinta generazione più moderna, dotata di capacità stealth e sistemi di aeronautici superiori, in grado di colpire con precisione gli impianti radar che consentono ai pasdaran di guidare i missili balistici e i droni che vengono lanciati contro i Paesi del Golfo e le basi americane. (ITALPRESS).
MILANO (ITALPRESS) – “Al presidente Mattarella mi rivolgo come moglie e come madre, con il massimo rispetto per il suo ruolo di capo dello Stato. Gli chiedo soltanto di guardare oltre le carte processuali, di considerare l’età di Mario, i traumi che ha subito e il fatto che non è un pericolo per la società. Gli chiedo un atto di clemenza e di umanità per permettere a un uomo anziano di trascorrere gli ultimi anni della sua vita insieme alla sua famiglia”. Lo dice Mariangela Sandrone, moglie di Mario Roggero, chiedendo la grazia per il marito al presidente della Repubblica Sergio Mattarella in un’intervista a La Stampa in edicola oggi. “Mi sento sospesa in un incubo che è diventato realtà. Mario è un uomo profondamente legato alla sua famiglia, un lavoratore instancabile, un marito e un nonno premuroso. E’ una persona che ha sempre messo la protezione dei suoi cari al di sopra di tutto. Non è il ‘giustizierè che alcuni descrivono”. aggiunge.(ITALPRESS).
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Divulgare l’arte con JesuisSabrine
– La Campania a difesa delle “caretta caretta”
– Un premio ai Comuni che sfidano lo spopolamento
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La squadra dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro, Distaccamento di Sellia Marina, è intervenuta nella tarda serata di ieri lungo la Strada Statale 106, nel territorio del comune di Sellia Marina, a seguito di un incidente stradale. Nel sinistro sono rimaste coinvolte due autovetture, una Fiat Panda e una Fiat 500. A seguito del violento impatto, il giovane conducente della Fiat Panda è rimasto incastrato all’interno dell’abitacolo. I Vigili del Fuoco hanno provveduto alla sua estrazione mediante l’impiego di attrezzature specifiche per il soccorso tecnico urgente, affidandolo successivamente al personale sanitario del SUEM 118 che, dopo le prime cure sul posto, ne ha disposto il trasferimento in ospedale in gravi condizioni. Successivamente è stato appreso che il giovane è deceduto in ospedale. Sono rimasti feriti anche i due occupanti della Fiat 500, anch’essi presi in carico dal personale sanitario. L’intervento dei Vigili del Fuoco ha inoltre consentito la messa in sicurezza dell’area e dei veicoli coinvolti. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri per gli adempimenti di competenza e il personale ANAS per il ripristino delle normali condizioni di sicurezza della sede stradale. La circolazione è stata temporaneamente interrotta per consentire le operazioni di soccorso e successivamente ripristinata al termine delle attività.