Ricerca per:

Focus ESG – Episodio 74

MILANO (ITALPRESS) – Le sfide sono sempre più numerose. Industria, finanza, anche sostenibile, energia e politica sono chiamate a un cambio di passo per ritrovare competitività europea. In questo mese di marzo, i bilanci dei 4 grandi Gruppi automobilistici del Vecchio Continente (Gruppo Volkswagen, Porsche, Mercedes e BMW), evidenziano difficoltà, tutti con utili in contrazione. Porsche ha avuto un crollo dell’utile operativo, con meno 92,7%; Il Gruppo Volkswagen ha un margine operativo del 2,8% contro il 5,9% del 2024 e il brand Audi ha chiuso lo stabilimento bandiera sull’impegno nella riduzione della CO2 di Bruxelles, promosso per anni; Mercedes-Benz archivia il 2025 con un colpo secco alla redditività: l’EBIT di Gruppo scende a 5,8 miliardi di euro (-57%); BMW tiene meglio, il margine EBIT al 5,3% dal 6,3% ma taglia su R&D. Il momento è difficile. E in Germania il top management e anche i consigli di amministrazione hanno i fari puntati addosso sulle remunerazioni, soprattutto per i KPI ESG dati al top management nel passato. Altro tema importante sempre in ottica di sostenibilità gli ETS, l’Emissions Trading System che incidono sui costi dell’energia: una parte d’Europa spinge per una rivisitazione, un’altra parte per mantenerli. La Politica se ne deve occupare e lo farà questa settimana nel Consiglio Europeo. Ma non sarà facile perché ci sono tanti interessi diversi e divergenti tra i 27 membri e trovare la quadra non è facile. Bisognerebbe stabilire le priorità in base all’importanza e ai ruoli. Come nei condomini in base ai millesimi, considerando gli impianti produttivi per Paese. Quando riusciremo a cambiare passo? Il fulcro per ritrovare competitività e per non finire agli inferi è l’energia i cui consumi in tutto il mondo sono visti in forte crescita. Oramai è chiaro a tutti che l’energia rappresenta una leva strategica indispensabile soprattutto per l’AI, ma anche che è uno dei nervi scoperti dell’Europa. Il gasolio è aumentato del 60% perché per anni l’Europa ha guardato solo un lato della medaglia, sottovalutando il rischio di approvvigionamento. Oggi ne paghiamo le conseguenze: il trasporto su gomma si muove con il gasolio e questo si rifletterà sul costo delle merci in tutti i settori, con una probabile ripresa dell’inflazione. Con un effetto domino molto pericoloso. Nella puntata di Focus ESG 74 la Professoressa Monica Billio dell’Università Cà Foscari Venezia e Coordinatrice del Centro di Competenza Transpareens, il CFO di Lucart Andrea Fano, il Presidente di UNEM Gianni Murano con il giornalista Marco Marelli entrano nel merito degli indirizzi strategici per finanza, industria ed energia.
fsc/gsl

Petrizzi, “La Ritornanza”, il romanzo di Vincenzo Ursini arriva in libreria ad aprile

Quattordici racconti che si intrecciano in un’unica, intensa narrazione. È “La Ritornanza”, il nuovo romanzo di Vincenzo Ursini, destinato a vedere la luce nella prima decade di aprile dopo un percorso straordinario nei concorsi letterari nazionali. Da inedito, infatti, ha conquistato alcuni dei premi più prestigiosi del panorama italiano: il Teseo di Milazzo, il riconoscimento dell’ANPCI – Associazione Nazionale dei Piccoli Comuni d’Italia a Villafranca (Cuneo) e l’Aurea Nox – Città di Chiaravalle Centrale. Un palmarès che consente di affermare, senza esitazioni, che La Ritornanza è il romanzo più premiato ai concorsi letterari per opere inedite. Il protagonista è un docente universitario che, dopo anni trascorsi al Nord, decide di fare ritorno nel suo paese natale (luoghi, tradizioni e paesaggi richiamano in parte quelli del borgo di Petrizzi). È qui che l’uomo intraprende un percorso di riscoperta personale, cercando risposte che solo le proprie radici possono offrire. Il paese diventa così molto più di un semplice sfondo narrativo, è un luogo dell’anima, un microcosmo fatto di tradizioni, paesaggi, comunità e memorie condivise. Attraverso incontri, ricordi e sensazioni, il protagonista ritrova affetti sopiti, sapori dimenticati, odori che riportano all’infanzia, suoni che riaprono porte interiori. Ursini affronta con delicatezza temi universali come la nostalgia e il richiamo del passato, il contrasto tra modernità e tradizione, il bisogno di autenticità in un mondo sempre più frenetico, il valore della comunità e della condivisione. Il tutto senza rinunciare a momenti di ironia e leggerezza, che alleggeriscono le riflessioni più profonde e rendono la lettura scorrevole e coinvolgente. Il viaggio del protagonista trova il suo compimento nell’incontro con Maria, il primo amore mai dimenticato. Con lei riprende un dialogo interrotto anni prima, riscoprendo non solo un sentimento rimasto intatto, ma anche il senso stesso della propria esistenza. Il ritorno alle radici diventa così una forma di riconciliazione con sé stessi, con il proprio passato e con ciò che davvero conta. Il romanzo è arricchito da due contributi critici di grande valore. Biancamaria Folino, nella prefazione, mette in luce il ruolo centrale della memoria e delle radici, considerate elementi essenziali per definire l’identità umana; e Francesca Misasi, nella postfazione, sottolinea come La Ritornanza superi i confini della semplice narrazione, trasformandosi in un vero e proprio patrimonio culturale, capace di offrire strumenti per comprendere il passato e interpretare il presente. Con La Ritornanza, Vincenzo Ursini firma un’opera che è insieme romanzo, mosaico di racconti e dichiarazione d’amore per la propria terra. Una Calabria autentica, fatta di comunità vive, di storie che resistono, di legami che non si spezzano. Un libro che parla a chiunque abbia sentito, almeno una volta nella vita, il bisogno di tornare a casa per ritrovarsi.
Carmela Commodaro

L’articolo Petrizzi, “La Ritornanza”, il romanzo di Vincenzo Ursini arriva in libreria ad aprile proviene da S1 TV.

Sharada, l’impatto prima di tutto: la 35ª puntata di “Interviste SottoTraccia”

Nella 35ª puntata della rubrica Interviste SottoTraccia, curata da Davide Mercurio, del Collettivo OndaRocK di Squillace, i riflettori si accendono su una band che, dal vivo, non lascia scampo: gli Sharada. Una realtà che non passa inosservata, anzi, che sembra fatta apposta per scuotere, travolgere, mettere in moto qualcosa. Chi li ha visti sul palco, come nell’ultima occasione del 14 marzo scorso al Rock Helps Marina, conosce bene quella sensazione: energia pura, diretta, senza filtri. Gli Sharada non amano le definizioni rigide. Preferiscono lasciare che sia il suono a parlare o, meglio, come dicono loro stessi, l’impatto. Il progetto nasce con un obiettivo preciso, cioè arrivare dritto allo stomaco di chi ascolta. Nessuna sovrastruttura, nessun orpello. Solo l’essenziale: basso, voce e batteria. «Saliamo sul palco, diciamo le nostre cose e ce ne andiamo», raccontano a Davide, sintetizzando una filosofia musicale fatta di immediatezza e autenticità. Le influenze ci sono e non vengono nascoste: gli anni ’90, l’alternative che oscillava tra alt-rock e alt-metal, quella terra di mezzo dove convivevano Soundgarden, Korn, Deftones. Un’eredità importante, certo, ma non un recinto. Gli Sharada non vogliono replicare un genere già scritto, perché partono da quelle radici per cercare una propria evoluzione, un linguaggio che appartenga solo a loro. Questa identità di confine ha spesso reso difficile incasellarli. Troppo pesanti per il rock più classico, non abbastanza metal per chi cerca sonorità estreme. Eppure, proprio questa ambiguità è diventata un punto di forza, in quanto li rende riconoscibili, soprattutto nei contesti live. Per gli Sharada il live non è un momento, “è” il momento. Club, festival, palchi ampi o stretti: l’importante è il contatto, il volume, il sudore. In Calabria, spiegano nell’intervista con Davide, gli spazi non mancano, ma le occasioni per suonare si sono ridotte negli ultimi anni, complice un cambiamento nell’approccio agli eventi musicali. Una tendenza che non li scoraggia, ma che li spinge a difendere ancora di più l’importanza del concerto come esperienza reale, fisica, condivisa. Oggi, dicono, generi come alt-rock e alt-metal hanno quasi un sapore vintage. Un po’ come quando qualcuno parlava con nostalgia dei Creedence Clearwater Revival, perché ogni epoca ha la sua rivoluzione sonora e quella degli anni ’90 è ormai parte della memoria collettiva. Ma questo non significa che l’alternative sia morto. Si è trasformato, ha cambiato pelle, continua a vibrare in forme nuove. Sul futuro gli Sharada mantengono un velo di mistero. Esiste già un brano che rappresenta perfettamente il loro momento attuale, ma non è ancora stato pubblicato. Nessuna fretta, nessuna corsa al contenuto, preferiscono aspettare il momento giusto, quello in cui la musica potrà fare ciò che deve fare. Per gli Sharada, restare “SottoTraccia” non è un atto di invisibilità. È una scelta. Significa seguire un percorso autentico, fatto di vibrazioni che oscillano tra fragilità e impatto. Una musica che non chiede etichette, che non cerca scorciatoie, che continua a risuonare anche quando l’ultima nota si spegne.
Una presenza che, proprio perché non urla, finisce per farsi sentire ancora di più.
Carmela Commodaro

L’articolo Sharada, l’impatto prima di tutto: la 35ª puntata di “Interviste SottoTraccia” proviene da S1 TV.

REGGIO CALABRIA, FRANA A STILO: IN CORSO INTERVENTO VIGILI DEL FUOCO

Dalle ore 6:35 intervento dei vigili del fuoco in loc. Cattolica di Stilo, nella provincia di Reggio Calabria, per una frana a ridosso di alcune abitazioni che ha investito anche alcune automobili.
Al momento sono in atto operazioni per escludere la presenza di eventuali persone coinvolte nello cedimento.
Disposto invio sul posto di team USAR (Urban Search and Rescue nucleo specializzato del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco dedicato alla ricerca e soccorso di persone disperse in macerie) e nucleo Cinofili

L’articolo REGGIO CALABRIA, FRANA A STILO: IN CORSO INTERVENTO VIGILI DEL FUOCO proviene da S1 TV.

L’influenza di Venezia sulla democrazia americana nel libro di Vicinanza

ROMA (ITALPRESS) – Prima che ci fosse la Costituzione americana, c’era Venezia. Prima dei Padri Fondatori, c’era la Serenissima e un uomo, Filippo Mazzei, lega con una sorta di filo invisibile il Canal Grande alla Casa Bianca. Da questo assunto prende spunto il libro “La Costituzione americana? È nata a Venezia” di Giancarmine Vicinanza, pubblicato dalla casa editrice veneziana Supernova Edizioni che in un’intervista alla Italpress spiega come “i padri fondatori degli Stati Uniti cominciarono a guardare al passato arrivando alle repubbliche rinascimentali italiane e a Venezia in particolare”.
ads/mrv

Soverato protagonista a Milano: il turismo lento e la Marcia Acquatica conquistano “Fai la Cosa Giusta!”

MILANO,  Soverato si conferma eccellenza del turismo outdoor sul palcoscenico nazionale. In occasione della fiera “Fai la Cosa Giusta!” di Milano, la prestigiosa vetrina nazionale dedicata agli stili di vita consapevoli e punto di riferimento per gli amanti del turismo lento, la città ionica è stata protagonista all’interno dello stand della Regione Calabria – Calabria Straordinaria.
L’iniziativa, fortemente voluta dal Vice Sindaco di Soverato, Emanuele Amoruso, ha visto il sostegno attivo dell’Amministrazione Comunale in una strategia di promozione territoriale mirata a posizionare la città come meta d’elezione per il benessere e lo sport all’aria aperta 365 giorni l’anno.
Il momento di massimo rilievo istituzionale si è tenuto sabato 14 marzo, durante un convegno dedicato ai nuovi modelli di sviluppo turistico. Domenico e Francesca Rotella, fondatori dell’associazione Soveratoincammino, hanno presentato una visione innovativa di territorio capace di unire mare e storia attraverso due progetti chiave:
La Marcia Acquatica: una disciplina sportiva altamente attrattiva che trasforma il litorale di Soverato in una palestra naturale fruibile in ogni stagione, favorendo una concreta destagionalizzazione dei flussi turistici.
Il Sentiero Soverato #711: un percorso di 15 km dal titolo “Tremila anni di Storia”. Un itinerario che fonde Storia, Natura, Arte e Cultura, offrendo ai viaggiatori un’esperienza immersiva nell’eredità culturale dell’entroterra soveratese.
All’evento ha partecipato con un intervento di rilievo anche il Presidente del Comitato Regionale FIE Calabria (Federazione Italiana Escursionismo), Paolo Latella, che ha sottolineato l’importanza della sinergia tra associazionismo e istituzioni per la valorizzazione della rete sentieristica regionale.
“La partecipazione a questa fiera rappresenta un passo fondamentale per il posizionamento di Soverato nel mercato del turismo outdoor” – è stato rimarcato durante l’incontro. “Grazie al supporto dell’Amministrazione e al lavoro di Soveratoincammino, investiamo in un’offerta turistica integrata, colta e autentica, capace di generare valore per l’intera comunità e per le realtà ricettive locali.”
Il successo della missione milanese ribadisce il ruolo di Soverato come cuore pulsante di una Calabria che innova e promuove il proprio patrimonio ambientale e storico con standard di livello nazionale.
Contatti per la stampa:
Comune di Soverato / Associazione Soveratoincammino

L’articolo Soverato protagonista a Milano: il turismo lento e la Marcia Acquatica conquistano “Fai la Cosa Giusta!” proviene da S1 TV.

Referendum, Nordio “Separazione delle carriere una garanzia per i cittadini”

Referendum, Nordio “Separazione delle carriere una garanzia per i cittadini”

ROMA (ITALPRESS) – “La separazione delle carriere” di giudici e pubblici ministeri “è una garanzia per tutti i cittadini”, “distinguere nettamente i ruoli significa rendere il giudice realmente terzo e imparziale”. Lo afferma in un’intervista all’agenzia Italpress il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in vista del referendum costituzionale del 22 e 23 marzo.

Perchè è importante che gli italiani vadano a votare?

E’ importante perchè si tratta di una riforma che incide su uno dei pilastri dello Stato di diritto: la giustizia. Partecipare al voto significa esercitare una responsabilità civica fondamentale. Anche quando non è previsto un quorum, il referendum resta uno strumento di democrazia diretta che merita una partecipazione consapevole e informata”.

La separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri è da decenni al centro del dibattito. Perchè secondo lei è giusto che il sistema giudiziario italiano metta in atto questa riforma?

“La separazione delle carriere è una garanzia per tutti i cittadini. Oggi giudici e pubblici ministeri appartengono allo stesso ordine e condividono percorsi professionali e organi di autogoverno. Questo genera una percezione di contiguità che non aiuta a rafforzare la fiducia nel sistema. Distinguere nettamente i ruoli significa rendere il giudice realmente terzo e imparziale”.

I sostenitori del No sostengono che separare le carriere rischi di isolare il pm, rendendolo più esposto a pressioni politiche. Perchè a suo avviso queste preoccupazioni sono sbagliate?

“Queste preoccupazioni non tengono conto del fatto che l’indipendenza del pubblico ministero è comunque garantita da un assetto costituzionale solido. Separare le carriere non significa subordinare il pm al potere esecutivo, ma chiarire i ruoli. In molti ordinamenti democratici questa distinzione esiste già senza compromettere l’autonomia dell’accusa”.

Il referendum costituzionale non prevede quorum: sarà quindi sufficiente la maggioranza dei voti validi. Questo cambia il peso politico del risultato? Una bassa affluenza come andrebbe interpretata secondo lei?

“Il dato giuridico è chiaro: conta la maggioranza dei voti validi. Tuttavia, sul piano politico è evidente che una partecipazione ampia rafforza il significato della scelta. Una bassa affluenza non delegittimerebbe il risultato, ma imporrebbe a tutti una riflessione sulla capacità delle istituzioni di coinvolgere i cittadini”.

La campagna referendaria ha avuto toni molto accesi, a volte anche troppo. Questo pregiudica un futuro dialogo tra governo e magistrati, indipendentemente dall’esito del voto?

“Il confronto acceso fa parte della dialettica democratica, soprattutto su temi così delicati. Mi auguro che, una volta concluso il voto, si possa tornare a un dialogo costruttivo e rispettoso tra Istituzioni e Magistratura. Le riforme della giustizia devono sempre essere affrontate con senso dello Stato e spirito di collaborazione”.

Da ex sostituto procuratore, lei ha vissuto dall’interno le dinamiche tra pm e giudici. C’è un episodio o una situazione concreta della sua carriera che l’ha convinta che la separazione delle carriere fosse necessaria?

“Nel corso della mia esperienza come pubblico ministero ho avuto modo di osservare dinamiche in cui la contiguità culturale e professionale tra giudici e pm poteva essere percepita come un limite alla piena terzietà del giudizio. Non si tratta di mettere in discussione l’integrità dei magistrati, ma di migliorare il sistema. Le riforme servono proprio a rafforzare la fiducia dei cittadini nella giustizia”.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).