BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Anche in Iran sosteniamo una trattativa per concludere la guerra. L’Iran non può avere l’arma nucleare e serve liberare lo stretto di Hormuz per garantire il passaggio di materie prime come petrolio e fertilizzanti. Siamo pronti a fare la nostra parte, anche per sminare lo stretto”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Consiglio Ue Affari Esteri, a Bruxelles.
BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Il negoziatore lo sceglie l’Europa. Dovrà essere scelto collegialmente dai Paesi dell’Unione Europea, l’importante è che l’Europa sia parte del negoziato per arrivare alla pace. Anche perchè avendo imposto le sanzioni alla Russia, per toglierle in caso della fine della guerra, serve l’intervento dell’Unione Europea, quindi sarà il miglior rappresentante possibile, non lo sceglie di certo la Russia il mediatore da parte europea. Valuteranno gli Stati membri, la Commissione e il Consiglio”. Così il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a Bruxelles, sulla scelta del negoziatore per l’Unione Europea nel caso prendano il via i negoziati di pace tra Ucraina e Russia.
NAPOLI (ITALPRESS) – In occasione della fiera TuttoFood, a Milano, martedì 12 maggio alle ore 11, presso lo stand della Regione Campania, si terrà l’iniziativa “NoFakeFood”, promossa dalla rete Ecodigital con Sos Terra e Regione Campania con la partecipazione di Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde, promotore della rete Ecodigital e già ministro dell’Ambiente e dell’Agricoltura. “Dobbiamo difendere la qualità dei prodotti italiani nell’interesse degli agricoltori, dei produttori ma soprattutto dei consumatori – dichiara Pecoraro Scanio –. Le persone hanno diritto a un cibo sano e a conoscere la provenienza di ciò che mangiano. È la grande battaglia che abbiamo rilanciato anche al Brennero contro il falso Made in Italy che arriva in modo scandaloso alle frontiere”.
MILANO (ITALPRESS) – Qonto, la soluzione di gestione finanziaria per PMI e liberi professionisti leader in Europa con oltre 600.000 clienti, amplia la propria offerta a supporto delle piccole e medie imprese che devono affrontare gap di liquidità, lanciando in Italia la carta di credito e il fido. L’obiettivo delle nuove soluzioni, che si inseriscono nel percorso che porterà l’istituto di pagamento a diventare una banca (dopo aver presentato a luglio 2025 domanda per la licenza bancaria presso l’Autoritè de Controle Prudentiel et de Resolution, l’autorità di vigilanza bancaria francese) risponde a una chiara domanda di mercato. Secondo indagini interne, infatti, il 50% dei clienti Qonto deve far fronte a gap di liquidità di breve periodo, mentre l’84% prevede di aver bisogno di soluzioni di finanziamento a breve termine nei prossimi 12 mesi. Inoltre, quasi il 45% dei clienti ha esplicitamente richiesto l’introduzione di prodotti di carta di credito. Un segnale coerente emerge anche dall’analisi dei comportamenti di utilizzo: in Italia, l’11% di tutte le carte ordinate tramite Qonto è una carta di credito, contro appena l’1% in Francia – a conferma di una necessità particolarmente marcata delle aziende italiane di questo strumento. “Nel panorama italiano, gli strumenti di credito tradizionali – factoring, leasing, fondi di garanzia – coprono prevalentemente esigenze strutturate a medio-lungo termine – si legge in una nota -. Il credito a breve, immediato e non programmato, rimane invece un segmento poco presidiato dal digitale: Qonto è oggi l’unico operatore del settore a offrire in Italia una suite integrata che copre interamente queste esigenze, direttamente all’interno del conto business”. Con questi nuovi strumenti, Qonto consolida in Italia una suite completa per il credito a breve termine – carta di credito, fido e Pay Later (lanciato nel 2024) – interamente integrata nel conto business digitale, compiendo un ulteriore passo verso l’obiettivo di diventare il punto di riferimento per la gestione finanziaria di PMI e liberi professionisti in Europa”. “Il tema del finanziamento emerge spesso dal confronto quotidiano con i nostri clienti in Italia, poichè le imprese devono costantemente bilanciare la gestione delle spese ordinarie con la necessità di assicurare che i pagamenti più critici vengano eseguiti senza intoppi – commenta Lorenzo Pireddu, Managing Director Sud Europa di Qonto -. Dopo Pay Later, l’introduzione della carta di credito e del fido ci permette di ampliare ulteriormente la nostra suite di soluzioni efficaci sia per spese come viaggi o approvvigionamenti di magazzino, sia per garantire la continuità di pagamenti fondamentali come stipendi e fornitori, anche nei momenti di maggiore pressione sulla liquidità. Questi nuovi prodotti riflettono, inoltre, il livello di maturità che abbiamo raggiunto nella gestione del rischio di credito e nello sviluppo di soluzioni di finanziamento articolate, tasselli centrali nel nostro percorso verso la licenza di istituto di credito”. I tre strumenti di financing offerti da Qonto – carta di credito, fido e Pay Later – rispondono a momenti e bisogni distinti: la carta per le spese operative ricorrenti senza intaccare la liquidità, il fido come rete di sicurezza per l’imprevisto, Pay Later per anticipare le fatture fornitori e navigare i cicli di pagamento a 60-90 giorni. Con la prima carta di credito di Qonto i clienti possono passare dalla modalità credito a quella di debito sulla stessa carta, scegliendo di volta in volta come pagare ogni transazione. La carta consente di effettuare acquisti durante il mese con un unico addebito il 1° giorno del mese successivo, offrendo fino a 30 giorni di flessibilità nei pagamenti. Il plafond mensile può arrivare fino a 15.000 euro. Gli interessi si applicano solo nel caso in cui l’intero importo non venga addebitato alla data prevista. Il fido consente alle imprese di continuare a effettuare pagamenti anche quando il saldo del conto raggiunge lo zero. Il conto può andare in negativo fino a un limite pre-approvato, garantendo che operazioni critiche, come il pagamento degli stipendi, dei fornitori o dell’affitto, non vengano mai rifiutate. Gli interessi vengono applicati esclusivamente sull’importo negativo effettivamente utilizzato e per i giorni di utilizzo, senza costi di attivazione. Questo lancio si inserisce nel percorso intrapreso da Qonto “per supportare sempre più efficacemente la gestione della liquidità delle PMI europee”, prosegue la nota. Nel 2024, Qonto ha introdotto Pay Later, il suo primo prodotto di finanziamento sviluppato internamente, che consente alle imprese di finanziare le fatture dei fornitori. La carta di credito e il fido rappresentano la naturale evoluzione di queste soluzioni “e testimoniano i progressi di Qonto nel percorso verso la licenza di istituto di credito, per la quale la società ha presentato domanda nel 2025 all’ACPR, l’autorità di vigilanza bancaria francese”.
– News in collaborazione con Qonto – – Foto ufficio stampa Qonto –
VARESE (ITALPRESS) – Nell’ambito della costante attività di presidio del territorio per la tutela della legalità economico-finanziaria, i militari della Guardia di Finanza di Varese hanno individuato, nel comune di Brusimpiano (VA), un allevamento abusivo di cani. L’attività, svoltasi con il supporto del Dipartimento Veterinario dell’ATS Insubria, ha consentito di verificare come l’allevamento, concernente prevalentemente cani di razza “yorkshire” e “maltese”, fosse gestito da due cittadine italiane senza alcun tipo di autorizzazione amministrativa ed in violazione delle più basilari norme igienico-sanitarie. Al momento dell’accesso presso il sito, la scena che si è presentata agli operanti è apparsa fin da subito critica: gli esemplari, giacenti tra feci, urine e rifiuti, risultavano in evidente stato di denutrizione manifestando, tra l’altro, lesioni diffuse, dermatiti ed evidenti ferite ai padiglioni auricolari. In particolare, hanno da subito destato preoccupazione le condizioni di dieci cuccioli rinvenuti ammassati all’interno di un’unica gabbia dalle dimensioni del tutto insufficienti a garantirne uno stato di salute accettabile.
Domenica 10 maggio Squillace Lido ha ospitato la 5ª edizione della gara podistica Corri a Squillace, un appuntamento ormai atteso dagli appassionati di corsa provenienti da tutta la Calabria e dalle regioni vicine. Nonostante una partenza segnata dalla pioggia, il cielo si è presto aperto regalando una mattinata ideale per una competizione che ha unito sport, territorio e comunità. Organizzata dall’Asd Run for Catanzaro, in collaborazione con il Comitato Regionale C.S.A.In. Calabria, Fidal Calabria e con il patrocinio del Comune di Squillace, la manifestazione ha visto 220 atleti al traguardo e circa 30 società sportive rappresentate. Il percorso, omologato Fidal, si è sviluppato interamente sul suggestivo lungomare Ulisse, con un circuito di 2,5 km da ripetere quattro volte, per un totale di 10 km. La gara era valida anche come Campionato Regionale C.S.A.In. Individuale. Il presidente dell’Asd Run for Catanzaro, Francesco Benefico, ha espresso grande soddisfazione per la riuscita dell’evento. «Il lungomare – ha affermato – è da anni il campo di allenamento degli atleti della provincia di Catanzaro. Da qui nasce l’idea di una gara proprio su questo percorso. La bellezza del golfo di Squillace e il tracciato pianeggiante e omologato rendono la competizione tra le più apprezzate in Calabria». A sottolineare il legame tra sport e promozione territoriale, è stato proposto l’intervento della professoressa Teresa Iona sul tema “Identità territoriale attraverso la natura e lo sport”, un contributo che ha arricchito il valore culturale della giornata. Presenti anche il presidente Fidal Calabria Vincenzo Caira, il sindaco di Squillace Enzo Zofrea e la consigliera delegata all’istruzione Daniela Lioi, che hanno premiato i vincitori assoluti e di categoria. Il podio degli atleti uomini è stato il seguente: Antonino Maggisano, Salvatore Curcio e Giovanni Canino; per le atlete donne: Francesca Paone, Rosa Ciccone e Rosanna Amendola. Premiati dal consigliere regionale Csain Francesco Benefico, i vincitori del titolo regionale sono Larissa Votano, Rosanna Amendola, Stefano Procopio, Emanuele Loprete, Andrea Grande, Salvatore Privitera, Ettore Gualtieri, Federico Brancatelli, Antonio Capicotto, Andrea Gualtieri, Emanuele Costa e Alessio Servino. La Corri a Squillace si conferma un evento capace di unire sport, turismo e identità locale, valorizzando il lungomare e il golfo come luoghi di incontro, competizione e bellezza naturale. Una manifestazione che cresce ogni anno e che contribuisce a rafforzare il ruolo di Squillace nel panorama podistico regionale. Carmela Commodaro
Sulla linea del traguardo il colpo di reni del Roccella ha permesso ai reggini di conquistare la vetta della classifica del girone ” C” della prima categoria calabrese. Accesso diretto in Promozione con 64 punti, 19 vittorie, sette pareggi e solo due sconfitte : onore ai ragazzi di Mister Galati che hanno meritato la vittoria finale completando l’opera andando a vincere per 2 – 0 in casa del Città di Guardavalle. Seconda piazza, e play – off con il Bivongi Pazzano 1968, per il Real Montepaone. Il pareggio per 1- 1 sul terreno della Nuova ADA ha determinato lo scivolone, inopinato, negli ultimi centimetri della corsa. Il secondo Play – off sarà Città di Siderno, sconfitta a Bivongi, contro Città di Guardavalle. Pioggia di goal, 5 – 2, nel match Locri Next Gen – Laureana 2021. Il Palermiti Girifalco ha avuto ragione per 3 – 1 sulla Seles Gioiosa, relegandola al quindicesimo posto in graduatoria, mentre il Prasar ha perso nettamente, 6 – 1 in casa della Stella Mileto. È del Roccella Campione la miglior difesa del torneo con sole 20 reti subite; miglior attacco, 66 marcature, quello del Città di Guardavalle 1975. Una stagione esaltante che, adesso, aspetta la degna conclusione degli spareggi.
Nel solco del progetto Cassiodoro e la cultura della restanza, promosso dal Comune di Squillace nell’ambito dell’avviso pubblico “Sostegno e promozione turistica e culturale – Linea 2 Progetti culturali” finanziato dalla Regione Calabria attraverso il Programma Operativo Complementare, si è svolto un convegno di alto profilo scientifico organizzato dall’Istituto di Studi su Cassiodoro e sul Medioevo in Calabria. Dopo i saluti istituzionali dell’assessora comunale al Turismo Natascia Mellace, il presidente dell’Istituto, Domenico Benoci, docente di Archeologia Cristiana al Pontificio Ateneo Regina Apostolorum, ha introdotto i lavori chiarendo la cornice concettuale: la restanza non è inerzia, né ripiegamento nostalgico, ma una scelta generativa, capace di produrre senso, cura e futuro. In questo orizzonte, la figura di Cassiodoro e l’esperienza del Vivarium diventano un modello di infrastruttura culturale: un dispositivo che custodisce, trasmette e rende durevole ciò che vale: testi, competenze, pratiche, comunità. Lo stesso prof. Benoci ha relazionato su Pratiche, economie, materialità della restanza monastica, mostrando come la scelta cassiodorea possa essere letta come un modello di Restanza ante litteram. Tre i livelli analizzati: la scelta biografica, come radicamento attivo; le economie materiali che sostenevano il Vivarium; le infrastrutture della conoscenza, esito più duraturo dell’opera cassiodorea. La dimensione monastica emerge così come spazio produttivo, educativo e di cura: un laboratorio di futuro. Ilaria Pagani, che ha parlato del conservatorismo delle forme artistiche bizantine come Restanza culturale, ha evidenziato come l’arte bizantina dell’Italia meridionale non sia un corpo estraneo importato, ma una forma radicata e dinamica. Attraverso codici iconografici e teologici, essa esprime un’epifania dell’intellegibile che innova nella continuità, mostrando come la Restanza possa essere un motore creativo. Lorenzo Simeoni (La Restanza nelle pratiche produttive: il caso del Recioto), partendo da una lettera delle Variae, ha ricostruito il rito di messa a riposo delle uve per il vino Acinaticium, tecnica che sopravvive oggi nel Recioto della Valpolicella. Una Restanza delle tecniche produttive che, basata su tempi lenti e cura delle materie prime, genera eccellenza ieri come oggi. Carmelo Pandolfi, trattando la stabilitas come categoria filosofica, ha approfondito la triade disciplina-libertà-durata, mostrando come non siano in conflitto ma complementari nella ricerca del bene. La Restanza autentica nasce da un equilibrio etico che permette di essere, sapere e amare, generando progettualità stabile per i territori. Stefano Monti (Il paradosso produttivo dei centri locali) ha analizzato il ruolo dei piccoli centri in un mondo polarizzato sulle grandi città. Valore culturale, qualità della vita, relazioni, artigianato d’eccellenza diventano strutture immateriali forti, capaci di rendere la Restanza un processo attrattivo anche per orizzonti sovralocali. Paolo Mighetto (Riabitare, restare, ritornare), attraverso il caso di Mileto e del suo parco archeologico, ha mostrato come la Restanza possa diventare un laboratorio di continuità abitativa e di memoria operativa, generando circolazione del sapere e ricadute educative ed economiche. Giuseppe Pace (Oltre il deficit infrastrutturale) ha invitato a superare la lettura della Restanza come mancanza. Le piccole comunità possono attivare processi partecipativi per individuare bisogni reali ed evitare modelli calati dall’alto, costruendo soluzioni su misura. Infine, don Domenico Concolino (Memoria ecclesiale e futuro dei territori) ha proposto una teologia della Restanza fondata su cura e parola, capaci di generare speranza nei territori fragili. Il futuro non si programma soltanto, ma si profetizza, accogliendo l’imprevedibilità come spazio di possibilità. Il convegno ha mostrato come la Restanza non sia un concetto astratto, ma una pratica culturale, economica, educativa e spirituale. Cassiodoro, con il suo Vivarium, continua a parlare al presente e invita a custodire ciò che vale, a generare comunità, a trasformare i territori non fuggendo dalle fratture, ma abitandole con intelligenza e cura. Carmela Commodaro
MILANO (ITALPRESS) – Serata nefasta per il Milan che capitombola sotto i colpi di un’Atalanta stellare e subisce la pesante contestazione della Curva Sud. A San Siro, i ragazzi di Palladino si impongono per 3-2, blindando il settimo posto, grazie alle reti di Ederson, Zappacosta e Raspadori: nel finale i rossoneri hanno provato la rimonta con Pavlovic e Nkunku (a segno su rigore), ma non hanno evitato il ko. Il Milan subisce la quarta sconfitta nelle ultime sei partite, compromettendo la corsa al quarto posto, posizione condivisa ora con la Roma, vittoriosa a Parma (entrambe le squadre sono a 67 punti). Intanto la Juve ha sorpassato gli uomini di Allegri.
Il palo esterno colpito da Rabiot dopo quattro minuti sembrava preannunciare una serata ben diversa per i colori rossoneri. Smaltito il brevissimo empasse iniziale, però, l’Atalanta trova l’1-0 al primo vero affondo. Dopo il tentativo deviato di Raspadori, al 7′ Ederson risolve l’azione offensiva della Dea, calciando di precisione all’angolino e battendo Maignan. Il portiere rossonero è incolpevole sul gol del brasiliano, ma ha il merito di tenere momentaneamente a galla il Milan, parando le insidiose conclusioni successive di Krstovic e Zalewski.
I suoi sforzi, però, vengono vanificati al 29′, quando la difesa del Milan va in tilt sullo scambio tra De Katelaere e Krstovic che produce l’assist per Zappacosta, che, imbucato solo davanti alla porta, sigla il 2-0 senza problemi. L’unico squillo del Milan arriva al 36′, quando Leao spreca calciando addosso a Carnesecchi. All’intervallo Allegri prova a giocarsi l’all-in inserendo Nkunku e passando al tridente offensivo. Non solo il Milan non si scuote, ma subisce anche la rete del 3-0 al 51′: Ederson spacca in due il centrocampo avversario per poi servire Raspadori che di potenza calcia di mancino sotto la traversa. A seguito del terzo gol degli ospiti, la Curva Sud ha iniziato ad abbandonare lo stadio dopo aver intonato dal primo minuto cori contro società e squadra. La partita sembra finita, ma nel finale l’Atalanta si addormenta e subisce la quasi rimonta del Milan.
All’88’ Pavlovic di testa realizza il 3-1: al 94′, invece, Nkunku trasforma il rigore del 3-2, assegnato dopo il mani in area di De Roon. Gli ospiti rischiano la beffa al 97′, ma il colpo di testa disperato di Gabbia sfiora il palo alla sinistra di Carnesecchi. Finale d’orgoglio del Milan, ma che non cancella una prestazione decisamente insufficiente. Per l’Atalanta arriva una vittoria di spessore che potrebbe rafforzare la posizione di Palladino dopo le voci di addio circolate in settimana.
– foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).