NAPOLI (ITALPRESS) – Dall’1 luglio nuove tasse sulle vendite dell’e-commerce. Viene eliminata la franchigia per i pacchi di valore inferiore ai 150 euro e si applica un dazio fisso di 3 euro per ogni articolo contenuto nella spedizione proveniente da paesi extra Ue. Il punto dell’economista Gianni Lepre.
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Rapporto Caritas, povertà in aumento in Italia
– Enrica Mammucari confermata alla guida della Uila-Uil
– Assofondipensione rilancia la previdenza complementare
– Assidipost-Federmanager, Alfano nuovo segretario generale. Palmieri presidente
sat/azn
ROMA (ITALPRESS) – “Illumina è un progetto che traguarda due aspetti molto importanti: il primo, è cercare di accelerare i processi dell’impiantistica sportiva in Italia, perché oggi la media di realizzazione è di sette anni; l’altro, è il tema dell’inclusione e proprio grazie ad Illumina si consente di far praticare sport a tutti quotidianamente”. Dopo il ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio, il Presidente del CIP De Sanctis e il Presidente della Fondazione Milano-Cortina Giovanni Malagò, nella nona puntata di ASI Play, la piattaforma multimediale di ASI ( Associazioni Sportive e Sociali Italiane), l’ex direttore di Raisport Jacopo Volpi ha intervistato in esclusiva Diego Nepi Molineris, Amministratore Delegato di Sport e Salute. Nepi ha fatto poi il punto su alcuni dei temi più importanti che animano l’agenda attuale di Sport e Salute, dalla bellezza della prossima America’s Cup di Napoli alla centralità del Foro Italico: “Il Parco del Foro Italico riesce ad essere sempre contemporaneo nonostante sia stato realizzato cent’anni fa, e qui sta la sua grande bellezza. La sua polivalenza non si rispecchia solo nei grandi eventi ma anche nella quotidianità. Ciò che mi rende più felice è vedere le nuove generazioni avere in testa, e negli occhi, una visione moderna dello sport. Quello che invece non mi rende felice è il tempo: a volte è il nostro peggior nemico, e vederlo sprecare per motivi futili, personalismi o dettagli è qualcosa che farò fatica a superare in futuro”.
gtr/gm
(Fonte: ASI)
NAPOLI (ITALPRESS) – Oltre 400 giovani, più di 70 delegazioni territoriali provenienti da tutta Italia, decine di organizzazioni del terzo settore e tantissimi cittadini coinvolti. Con Orizzonti26, andato in scena in Piazza Municipio a Napoli, il CNGEI – Corpo Nazionale Giovani Esploratori ed Esploratrici Italiani ha portato per la prima volta la voce dello scautismo laico nel cuore dello spazio pubblico partenopeo, trasformando una delle piazze più simboliche del Paese in un luogo aperto di confronto, ascolto e partecipazione. L’iniziativa rappresenta una delle attività centrali del progetto “Insieme Per…” ammesso a finanziamento a valere sulle risorse dell’Avviso 2 2025 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Non una semplice manifestazione associativa, ma una dichiarazione d’intenti. Un invito rivolto alla città e all’intero Paese a immaginare insieme nuove forme di cittadinanza attiva, inclusione e responsabilità collettiva.
«Abbiamo scelto di scendere in piazza perchè crediamo che lo scautismo debba abitare il presente e confrontarsi apertamente con la società», afferma Filomena Grasso, Presidente del CNGEI. «Orizzonti26 è stato molto più di una celebrazione: è stato un invito rivolto a tutta la cittadinanza a costruire comunità più inclusive, aperte e solidali. Da Napoli parte un
percorso che coinvolgerà tutto il Paese e che vedrà il CNGEI impegnato con ancora maggiore determinazione nella promozione delle pari opportunità e nel contrasto a ogni forma di discriminazione».
Per tre giorni Napoli è diventata il punto cardinale di una riflessione nazionale sul futuro. Oltre 70 delegazioni territoriali hanno raggiunto il capoluogo partenopeo per confrontarsi sulle grandi trasformazioni che stanno ridefinendo il nostro tempo: salute mentale, cambiamento climatico,
educazione, innovazione tecnologica, partecipazione democratica e nuove forme di cittadinanza.
Una scelta che conferma il ruolo di Napoli come uno dei più importanti laboratori italiani di rinascita urbana e innovazione sociale. Una città che negli ultimi anni ha saputo trasformare luoghi segnati dall’abbandono in presìdi di cultura, educazione, inclusione e sviluppo. In questa prospettiva, i giovani partecipanti hanno avuto l’opportunità di conoscere da vicino alcune delle esperienze più significative di rigenerazione urbana del Paese, attraverso attività realizzate a favore di realtà come La Santissima Community Hub, Fondazione Morra Greco, FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli e Quartiere Intelligente.
Progetti diversi ma accomunati dalla capacità di dimostrare che la lotta al degrado non passa soltanto attraverso il recupero fisico degli spazi, ma soprattutto attraverso la crescita culturale, educativa e civile delle comunità che li abitano. Luoghi che oggi rappresentano esempi concreti di come la
partecipazione possa trasformarsi in sviluppo, inclusione e opportunità.
«Napoli ci insegna che la rigenerazione non è soltanto una questione urbanistica. E’ un processo culturale, educativo e umano», sottolinea Mariano Iadanza, Capo Scout del CNGEI e attivamente impegnato nelle attività della Fondazione Morra Greco. «Nei luoghi che abbiamo illustrato durante Orizzonti26 abbiamo visto come sia possibile trasformare il degrado
in opportunità e l’esclusione in partecipazione. Portare centinaia di giovani a conoscere queste esperienze significa offrire loro una prova concreta che il cambiamento non solo è possibile, ma è già in corso».
Il momento più simbolico della manifestazione si è consumato proprio in Piazza Municipio, dove centinaia di ragazze e ragazzi hanno affidato a post-it e messaggi personali le proprie speranze, paure e aspettative sul futuro, trasformando la piazza in un grande esercizio collettivo di ascolto. Un gesto
semplice ma potente, capace di restituire la voce di una generazione troppo spesso raccontata dagli altri e troppo raramente ascoltata direttamente.
«In questi giorni abbiamo capito che non siamo una generazione
disinteressata o rassegnata», racconta Paride Fiori, giovane scout laziale e portavoce dei partecipanti. «Siamo una generazione che vuole essere ascoltata. Abbiamo parlato di ambiente, salute mentale, tecnologia, diritti e
futuro perchè sono questioni che riguardano la nostra vita. Da Napoli portiamo a casa un messaggio semplice: nessuno deve sentirsi escluso dalla possibilità di contribuire a costruire la società di domani».
Da Napoli, Orizzonti26 lascia così in eredità qualcosa che va oltre l’evento stesso. Le idee emerse nei gruppi di lavoro e negli incontri pubblici costituiranno la base di una nuova stagione associativa destinata a coinvolgere tutto il territorio nazionale. Una stagione che pone al centro inclusione, partecipazione e pari opportunità.
-foto ufficio stampa CNGEI –
(ITALPRESS).
Ci sono brani che nascono per necessità, non per scelta. “Gaza”, il nuovo lavoro di Francesco Tomaino, in arte Skorpio, appartiene a quella categoria di canzoni che non cercano di piacere, ma di esistere. Di farsi spazio in un presente che spesso anestetizza, confonde, distoglie. Un presente che, davanti al dolore, preferisce voltarsi altrove. Skorpio, cantautore pop-rock dalla scrittura diretta, viscerale, senza sconti, costruisce da anni un percorso artistico fondato sulla volontà di raccontare ciò che brucia. Le contraddizioni del nostro tempo, le ingiustizie che si ripetono, le fragilità che ci attraversano. La sua poetica è un equilibrio inquieto tra energia e introspezione, rabbia e vulnerabilità, sempre al servizio di una ricerca di verità che non accetta compromessi. Il suo manifesto è chiaro: “Non cerco consenso, faccio rumore”. E Gaza è rumore che diventa eco. La canzone nasce circa un mese dopo il 7 ottobre 2023, quando le immagini provenienti dalla Striscia di Gaza iniziano a circolare con insistenza, spesso lontano dai grandi canali di informazione. Per Skorpio, l’impatto emotivo è immediato e devastante. «Mi sono imbattuto nei primi video che mi hanno fatto tremare. Mi hanno scosso l’anima». A colpirlo non è solo la violenza, ma la presenza dei bambini. Bambini che avrebbero potuto essere i suoi figli. O i figli di chiunque. Bambini appartenenti alla stessa specie: quella umana. Da quella frattura emotiva nasce l’urgenza di scrivere. Chitarra alla mano, Skorpio compone il brano in un unico flusso, senza filtri, senza sovrastrutture. Una melodia essenziale, un testo volutamente diretto, quasi retorico nella sua immediatezza. Un pianto trasformato in canzone. “Gaza” non è un brano neutrale. Non vuole esserlo. È una denuncia contro ogni forma di potere che agisce in mala fede, contro una violenza che offende la dignità umana, l’intelligenza e l’integrità morale di chi la osserva. Nel testo emerge una riflessione amara: la storia continua a ripetersi, nonostante il progresso culturale e tecnologico dell’umanità. Una contraddizione che diventa ancora più dolorosa quando a perpetrare certe scelte sono persone considerate istruite, influenti, colte. Eppure, al centro del messaggio di Skorpio non c’è solo la rabbia. C’è soprattutto la ricerca di una responsabilità collettiva. La consapevolezza che nessuno può cambiare il mondo da solo, ma che ogni gesto, ogni parola, ogni presa di coscienza può contribuire a generare un cambiamento. Da bambino, Skorpio immaginava di essere un supereroe capace di fare giustizia. Oggi quella fantasia si traduce in un gesto adulto: scrivere, esporsi, prendere posizione. Perché la musica, per lui, non è intrattenimento. È uno spazio di resistenza culturale. Un luogo in cui le emozioni diventano coscienza e la coscienza può trasformarsi in azione. In un’epoca dominata da un flusso continuo di informazioni, paure e tensioni, Skorpio invita a riflettere sull’impatto psicologico della realtà contemporanea. La costante esposizione a contenuti negativi rischia di generare sfiducia, rabbia, rassegnazione. Rischia di spegnere l’empatia. “Gaza” nasce anche per questo: per ricordare che non possiamo permetterci di restare indifferenti. Che il dolore degli altri non è un rumore di fondo da ignorare. Con questo brano, Skorpio conferma la sua identità artistica: autentica, scomoda, necessaria. Una voce che sceglie di non restare neutrale e che continua a utilizzare parole e musica come strumenti per scuotere le coscienze. Perché, a volte, fare rumore è l’unico modo per non restare in silenzio. Carmela Commodaro
CAGLIARI (ITALPRESS) – “Siamo passati da 90 milioni a 123 milioni con l’Fsc, ma è un progetto che parte da lontano con le due precedenti amministrazioni ed è importantissimo. Farà in modo di restituire al Brotzu modernità, accessibilità e ovviamente una risposta ad alta specializzazione. Dimostriamo che quando si trovano dei buoni progetti li portiamo avanti. Questo è un primo passo per rispondere alla domanda di Sanità di tutta la Sardegna”. Così la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, a margine della presentazione del progetto per la nuova piastra dell’ospedale Brotzu di Cagliari. “Per quanto riguarda l’edilizia sanitaria – prosegue – stiamo pensando a un progetto che coinvolga tutta la Sardegna. Stiamo investendo sul nuovo ospedale di San Gavino, stiamo lavorando nell’Aou di Sassari, ma stiamo ragionando anche su come i nuovi ospedali devono essere pensati. Da questo punto di vista vogliamo capire l’impatto che avrà il dm 77 sulla medicina territoriale, in maniera da poter pensare a strutture su quello che serve alla Sardegna”.
L’Asd Saturno è lieta di annunciare la Prima Edizione delle Mini Olimpiadi per Bambini, un grande evento dedicato ai più piccoli che si svolgerà a Chiaravalle Centrale, presso i campi sportivi di località Foresta, nelle giornate di venerdì 31 luglio e sabato 1 agosto, dalle ore 17:00 alle 21:00. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di regalare ai bambini due giornate di sport, socialità, divertimento e condivisione, trasformando il gioco in un’occasione educativa capace di stimolare spirito di squadra, amicizia e partecipazione. L’evento è completamente gratuito e aperto a tutti.
Le Mini Olimpiadi saranno organizzate con percorsi e attività suddivise per fasce d’età (3-5 anni, 6-8 anni e 9-12 anni) per permettere ad ogni bambino di vivere un’esperienza coinvolgente e adatta alle proprie capacità. Durante il pomeriggio i partecipanti potranno cimentarsi in tante attività sportive e ludiche: percorsi a ostacoli, corsa con i sacchi, staffette, mini calcio, giochi di abilità, percorsi motori, mini gare olimpiche, giochi di squadra e sfide divertenti, pensate per coinvolgere tutti in un clima di entusiasmo e sana competizione. Al termine delle attività saranno consegnati premi e medaglie per tutti i partecipanti, perché lo spirito dell’iniziativa non sarà quello della competizione fine a sé stessa, ma della partecipazione e del valore dello stare insieme.L’organizzazione ricorda che è prevista la prenotazione obbligatoria entro il 20 lug lio, necessaria per garantire il gadget ufficiale a tutti i partecipanti. Per informa zioni e prenotazioni: Saverio Barbieri 347 63 66 317. L’Asd Saturno invita famiglie, bambini e comunità a partecipare numerosi a questo appuntamento che punta a diventare un momento fisso di aggregazione, sport e crescita per il territorio. “Sport, gioco, divertimento e amicizia: vi aspettiamo!”.
Ci sono brani che nascono per necessità, non per scelta. “Gaza”, il nuovo lavoro di Francesco Tomaino, in arte Skorpio, appartiene a quella categoria di canzoni che non cercano di piacere, ma di esistere. Di farsi spazio in un presente che spesso anestetizza, confonde, distoglie. Un presente che, davanti al dolore, preferisce voltarsi altrove. Ne ha parlato con lui Davide Mercurio, del Collettivo OndaRock, nella 56.ma Intervista SottoTraccia. Skorpio, cantautore pop-rock dalla scrittura diretta, viscerale, senza sconti, costruisce da anni un percorso artistico fondato sulla volontà di raccontare ciò che brucia. Le contraddizioni del nostro tempo, le ingiustizie che si ripetono, le fragilità che ci attraversano. La sua poetica è un equilibrio inquieto tra energia e introspezione, rabbia e vulnerabilità, sempre al servizio di una ricerca di verità che non accetta compromessi. Il suo manifesto è chiaro: “Non cerco consenso, faccio rumore”. E Gaza è rumore che diventa eco. La canzone nasce circa un mese dopo il 7 ottobre 2023, quando le immagini provenienti dalla Striscia di Gaza iniziano a circolare con insistenza, spesso lontano dai grandi canali di informazione. Per Skorpio, l’impatto emotivo è immediato e devastante. «Mi sono imbattuto – racconta a Davide – nei primi video che mi hanno fatto tremare. Mi hanno scosso l’anima». A colpirlo non è solo la violenza, ma la presenza dei bambini. Bambini che avrebbero potuto essere i suoi figli. O i figli di chiunque. Bambini appartenenti alla stessa specie: quella umana. Da quella frattura emotiva nasce l’urgenza di scrivere. Chitarra alla mano, Skorpio compone il brano in un unico flusso, senza filtri, senza sovrastrutture. Una melodia essenziale, un testo volutamente diretto, quasi retorico nella sua immediatezza. Un pianto trasformato in canzone. “Gaza” non è un brano neutrale. Non vuole esserlo. È una denuncia contro ogni forma di potere che agisce in mala fede, contro una violenza che offende la dignità umana, l’intelligenza e l’integrità morale di chi la osserva. Nel testo emerge una riflessione amara: la storia continua a ripetersi, nonostante il progresso culturale e tecnologico dell’umanità. Una contraddizione che diventa ancora più dolorosa quando a perpetrare certe scelte sono persone considerate istruite, influenti, colte. Eppure, al centro del messaggio di Skorpio non c’è solo la rabbia. C’è soprattutto la ricerca di una responsabilità collettiva. La consapevolezza che nessuno può cambiare il mondo da solo, ma che ogni gesto, ogni parola, ogni presa di coscienza può contribuire a generare un cambiamento. Da bambino, Skorpio immaginava di essere un supereroe capace di fare giustizia. Oggi quella fantasia si traduce in un gesto adulto: scrivere, esporsi, prendere posizione. Perché la musica, per lui, non è intrattenimento. È uno spazio di resistenza culturale. Un luogo in cui le emozioni diventano coscienza e la coscienza può trasformarsi in azione. In un’epoca dominata da un flusso continuo di informazioni, paure e tensioni, Skorpio invita a riflettere sull’impatto psicologico della realtà contemporanea. La costante esposizione a contenuti negativi rischia di generare sfiducia, rabbia, rassegnazione. Rischia di spegnere l’empatia. “Gaza” nasce anche per questo: per ricordare che non possiamo permetterci di restare indifferenti. Che il dolore degli altri non è un rumore di fondo da ignorare. Con questo brano, Skorpio conferma la sua identità artistica: autentica, scomoda, necessaria. Una voce che sceglie di non restare neutrale e che continua a utilizzare parole e musica come strumenti per scuotere le coscienze. Perché, a volte, fare rumore è l’unico modo per non restare in silenzio. Carmela Commodaro
NEW YORK (STATI UNITI) (ITALPRESS) – Da questa settimana all’Istituto Italiano di Cultura di New York è esposto un modello dell’Amerigo Vespucci donato dalla famiglia di chi l’ha realizzato: Michael Smith, scomparso tempo fa. In occasione dell’inaugurazione del modello è stato organizzato un evento speciale. Ne parla nel nuovo numero del format dell’Italpress Qui New York!, il direttore Claudio Pagliara.
abr/gtr
ROMA (ITALPRESS) – Si avvicinano le elezioni della Federcalcio e Giovanni Malagò, candidato alla presidenza assieme a Giancarlo Abete, svela di apprezzare il fair play con i cui i due contendenti stanno vivendo la lunga attesa: “E’ una competizione atipicamente leale e signorile. E’ questo che lo sport, ed il calcio nello specifico, deve saper esprimere. Se il risultato finale dovesse darmi ragione, ho un obbligo non solo gestionale o sportivo, ma per certi versi anche morale di far sentire tutti uniti su un’unica barca. Dobbiamo remare tutti nella stessa direzione, perché sennò già i presupposti, vista la complessità della sfida, non ci sono”. L’ex presidente del Coni, poi, torna sulla battuta sulla Nazionale del numero uno della Fifa Infantino che ha scatenato critiche da parte dei tifosi azzurri: “Gianni è un collega del Cio e un amico, sa perfettamente, e non c’è neanche bisogno di dirlo, che la sua è stata una battuta che non gli è venuta bene. Gianni, senza poterlo dire, sarà sicuramente la prima persona a essere felice nel momento esatto in cui l’Italia ritornerà protagonista”. Per quanto riguarda il suo stato d’animo sull’ennesima mancata partecipazione dell’Italia ai Mondiali, Malagò ammette che “per certi versi, è come se mi stessi disinteressando al Mondiale, faccio finta che non esista, anche se poi vado a vedere gli highlights, leggo le pagelle di alcuni giocatori o guardo il calendario delle gare. Ma la mia – conclude Malagò – è una reazione totalmente legata a un pò di rabbia e un pò di tristezza”.