MILANO (ITALPRESS) – Una staffetta colorata d’argento per Arianna Fontana, Arianna Sighel, Elisa Confortola e Chiara Betti e festeggiata a Casa Italia. Le azzurre si sono dimostrate consapevoli dei propri mezzi.
gm/gsl
MILANO (ITALPRESS) – Si chiudono con la parola “bellezza” le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina 2026. La cornice è quella iconica dell’Arena di Verona, tempio dell’opera e simbolo della cultura italiana. “Beauty in action” il titolo della cerimonia, tra lirica, danza e grande spettacolo.
L’ingresso del tricolore e dei medagliati azzurri accompagna l’inno di Mameli, alla presenza della premier Giorgia Meloni e delle massime cariche dello Stato. La fiamma olimpica arriva in una goccia di vetro di Murano, portata dai campioni di Lillehammer ’94, prima della sfilata degli atleti guidati dai portabandiera azzurri Lisa Vittozzi e Davide Ghiotto.
Momenti di celebrazione sulle note dei classici italiani, l’omaggio ai volontari e la danza di Roberto Bolle che precede il passaggio di consegne alle Alpi Francesi, sede dei Giochi 2030.
Poi i discorsi. Il presidente del Comitato organizzatore Giovanni Malagò rivendica: “Missione compiuta, l’Italia ha mantenuto le promesse”. Parole di elogio anche dalla presidente del CIO Kirsty Coventry, che definisce l’edizione italiana “un nuovo standard per i Giochi Invernali”.
Si spengono i bracieri di Milano e Cortina, cala il sipario con un blackout scenografico e la festa finale. Per l’Italia sono i Giochi dei record: 30 medaglie, di cui 10 ori, e quarto posto nel medagliere. Un’Olimpiade che si chiude tra orgoglio e spettacolo.
gm/gtr
MILANO (ITALPRESS) – Un sogno da coltivare. Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina si sono appena concluse con lo spegnimento dei bracieri, ma si guarda già al futuro. Dopo il successo organizzativo e sportivo dei Giochi invernali in Italia, torna a farsi strada l’ipotesi di una candidatura del nostro Paese per i Giochi estivi. Un sogno che, tra prudenza e ambizione, inizia a prendere forma. E la conferma è autorevole perché arriva dal ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.
gm/gsl
ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Milano-Cortina chiude tra Opera e orgoglio: “Missione compiuta”
– Olimpiadi estive in Italia, Abodi “Un sogno da costruire nei tempi giusti”
– Short track staffetta d’argento: Arianna Fontana e il futuro senza pressione
MILANO (ITALPRESS) – Secchezza vaginale, dolori durante i rapporti sessuali, e la cistite in una fase successiva. Nel centoventiquattresimo numero di Focus Salute, format tv dell’Italpress, la professoressa Alessandra Graziottin, ginecologa e oncologa, continua ad analizzare le diverse modalità con cui il tumore al seno, e le terapie necessarie per curarlo, possono ledere desiderio ed eccitazione, oltre a illustrare le strategie ottimali per proteggere questi aspetti fondamentali della qualità della vita e dell’intimità di coppia.
MILANO (ITALPRESS) – Centoventitrè anni di storia, 42.000 soci e un autodromo costruito in soli 120 giorni che ancora oggi ospita il Gran Premio d’Italia. L’Automobile Club Milano è molto più di un’associazione: è un pezzo d’identità della città e del motorsport mondiale. A raccontarne presente e futuro è Pietro Meda, 18º presidente dell’AC Milano, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
“Siamo l’Automobile Club che ha espresso più campioni del mondo di Formula 1”, esordisce Meda con orgoglio. Un primato che affonda le radici in una tradizione unica: fu proprio un gruppo di visionari legati all’AC Milano a realizzare l’autodromo di Monza in appena 120 giorni. “Un mio predecessore con un gruppo di matti, definiamoli così, in poco più di cento giorni realizzò l’autodromo di Monza e ancora oggi il Gran Premio d’Italia si tiene lì: è un fiore all’occhiello della nostra storia”. Numeri e aneddoti che testimoniano una vitalità intatta, confermata dai 42 mila soci attuali.
Se c’è una priorità che il presidente tiene a sottolineare con forza, è quella legata alle nuove generazioni. “Personalmente tengo molto ai giovani e alla sicurezza dei giovani. Oggi dobbiamo formare dei nuovi automobilisti”, afferma Meda, consapevole che il contesto in cui si impara a guidare è profondamente cambiato. “E’ importante che i nuovi automobilisti imparino a guidare in una realtà diversa da quella in cui abbiamo imparato noi, dove c’erano meno veicoli”.
La sfida, però, non è solo tecnica: è anche comunicativa. “Con i giovani forse dobbiamo imparare a comunicare come lo fanno loro, dobbiamo entrare più nel loro mondo. Siamo molto distanti”.
La risposta dell’AC Milano passa dal motorsport, inteso come strumento educativo oltre che spettacolare. “Abbiamo il vantaggio di avere il motorsport che è un modo per far divertire i ragazzi, avvicinarli a questo mondo e fargli capire le regole con un approccio sportivo e interessante, magari con dei campioni che li aiutino a capire i rischi e come va affrontata la strada”. Un esempio concreto è l’iniziativa “Karting in piazza”, giornate formative con i kart dedicate ai più piccoli. “L’Automobile Club Milano si basa sulla passione dei suoi soci e riuscire a trasmetterla ai giovani sarebbe per me un grande successo”.
Il tema della sicurezza non riguarda solo i giovanissimi. “La sicurezza è un obbligo istituzionale per noi”, sottolinea Meda. L’AC Milano opera su più fronti: attraverso il programma Sara Safe Factor, realizzato in collaborazione con INAIL, viene offerta formazione ai lavoratori che si spostano in auto. Come comitato regionale, l’obiettivo è estendere queste attività anche nelle scuole, con la presenza di rappresentanti del mondo del motorsport capaci di parlare ai ragazzi con autorevolezza e linguaggio diretto.
Tra i nomi che incarnano questo potenziale c’è quello di Kimi Antonelli, il giovane pilota approdato in Formula 1 e sostenuto dalla federazione sportiva: “Ragazzi come lui possono essere un esempio di giovane di successo, un modello per chi ha un sogno”, dice Meda.
Un altro capitolo del mandato di Meda riguarda la valorizzazione del patrimonio automobilistico storico: “Tante delle macchine storiche più belle venivano prodotte in Italia, a Milano l’Alfa Romeo su tutte. Il patrimonio storico automobilistico è una chiave di volta per far apprezzare il Made in Italy”.
Sul fronte delle politiche per la mobilità il giudizio di Meda sul Green Deal dell’Ue è netto: “Il Green Deal ha messo in crisi l’industria automobilistica, è innegabile, lo dicono i numeri. E’ stata fatta una norma che il mondo sta cercando di inseguire, con un obiettivo troppo vicino e troppo grande, ma siamo totalmente mancanti di infrastrutture in Italia e in Europa per reggere un passaggio del genere. Se l’obiettivo è irraggiungibile, è naturale e intelligente fare retromarcia e saper cambiare idea”.
I biocarburanti, a suo avviso, rappresentano al momento la risposta più concreta: “Dalla visuale che abbiamo, i biocarburanti sono la soluzione più logica e semplice, anche se oggi hanno costi alti, risolvibili con il mercato. Anche l’elettrico può essere una soluzione, ma non abbiamo infrastrutture. La soluzione più semplice è migliorare quello che abbiamo, rendendo i tempi plausibili. Gli Stati si devono impegnare a fare le infrastrutture, il mondo dell’auto non può creare sia l’infrastruttura che il veicolo”.
MILANO (ITALPRESS) – MILANO (ITALPRESS) – Centoventitrè anni di storia, 42.000 soci e un autodromo costruito in soli 120 giorni che ancora oggi ospita il Gran Premio d’Italia. L’Automobile Club Milano è molto più di un’associazione: è un pezzo d’identità della città e del motorsport mondiale. A raccontarne presente e futuro è Pietro Meda, 18º presidente dell’AC Milano, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
“Siamo l’Automobile Club che ha espresso più campioni del mondo di Formula 1”, esordisce Meda con orgoglio. “Personalmente tengo molto ai giovani e alla sicurezza dei giovani. Oggi dobbiamo formare dei nuovi automobilisti”, afferma il presidente di AC Milano, consapevole che il contesto in cui si impara a guidare è profondamente cambiato. “È importante che i nuovi automobilisti imparino a guidare in una realtà diversa da quella in cui abbiamo imparato noi, dove c’erano meno veicoli”.
Un nuovo vessillo della Croce Rossa Italiana sventola sul territorio della provincia di Catanzaro. Con una cerimonia carica di emozione, sono state consegnate ufficialmente le chiavi della sede di Sellia Marina, che diviene a tutti gli effetti una nuova Unità Territoriale del Comitato di Catanzaro. L’apertura di questa sede non rappresenta soltanto un traguardo logistico, ma un segnale di forte crescita e radicamento. Lo spazio è concepito per essere un fulcro operativo polivalente: un luogo di incontro per i volontari, un centro di formazione permanente e una base logistica per le attività di emergenza e assistenza. Tra i pilastri della nuova sede spicca l’attivazione dello Sportello Sociale. Si tratta di un presidio di umanità volto a offrire supporto diretto, orientamento e vicinanza alle persone e alle famiglie che vivono situazioni di fragilità. L’obiettivo è trasformare la nuova sede in un punto di riferimento per l’ascolto e la risposta concreta ai bisogni della comunità locale. Il raggiungimento di questo obiettivo è stato reso possibile grazie alla sinergia tra istituzioni e Terzo Settore. A margine della consegna, la Presidente della Croce Rossa Italiana – Comitato di Catanzaro, Alessandra Sorrento, ha dichiarato: «La consegna di queste chiavi segna l’inizio di un nuovo capitolo per la nostra Associazione e per l’intera comunità di Sellia Marina. Ogni porta che apriamo è una promessa che facciamo al territorio: quella di non lasciare indietro nessuno. Questa sede sarà un laboratorio di umanità e competenza, dove la dedizione dei nostri volontari trasformerà ogni sfida in un’opportunità di servizio. Ringrazio sentitamente l’Amministrazione Comunale per aver creduto in questo progetto e per la preziosa collaborazione che ci permette, oggi, di essere ancora più vicini a chi soffre». «L’UT di Sellia Marina, un anno fa era solo un’idea raccontata davanti a un caffè al tavolo di un bar. Oggi quell’idea si è concretizzata in un presidio che rappresenterà un punto di riferimento importante per tutto il nostro territorio e i Comuni vicini sono state le parole di Chiara Bonofiglio, Vicesindaca di Sellia Marina. «La presenza della CRI significherà maggiore supporto, sicurezza e vicinanza ai cittadini, soprattutto nei momenti di bisogno – ha continuato-. È un traguardo che nasce soprattutto dalla passione dei volontari e con l’obiettivo di costruire una comunità sempre più partecipe». Il Comitato di Catanzaro rivolge un sentito ringraziamento all’Amministrazione Comunale di Sellia Marina per la sensibilità e la disponibilità dimostrate, oltre a tutti i volontari che, con il loro impegno quotidiano, rappresentano il motore instancabile di ogni nuovo traguardo. Perché ogni chiave consegnata non apre solo una porta, apre nuove opportunità di servizio e di speranza.
ROMA (ITALPRESS) – “L’Italia ha fatto una bella figura, ha valorizzato il nostro territorio grazie a questi Giochi diffusi. C’è stato l’impegno di tutti: territorio, comuni, regioni, tedofori e volontari. Hanno funzionato i trasporti, la sicurezza, un plauso anche a tutti i servizi militari, di polizia, con una sicurezza presente ma non visibile, al contrario di tante altre manifestazioni olimpiche. E poi i villaggi olimpici, il cibo: abbiamo ricevuto complimenti da tutti”. Intervenuto a Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, il presidente del Coni Luciano Buonfiglio traccia un bilancio finale dei Giochi Olimpici invernali di Milano-Cortina 2026. “E cosa ci voleva per enfatizzare questa ottima organizzazione? I risultati. Ecco perchè ieri ho esordito con il 30 e lode. Con i risultati abbiamo reso grande l’Italia. Bravissimi i due presidenti federali, Andrea Gios e Flavio Roda, come i gruppi sportivi militari dai quali provengono i nostri atleti. E davvero eccezionale il supporto della preparazione olimpica del Coni, dell’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport, come il supporto sanitario a tutte le nostre squadre e atleti. Con tutti questi ingredienti e con un supporto economico del governo, siamo riusciti a fare qualcosa che rimarrà nella storia. Non abbiamo lavorato per battere i record, ma per fare bella figura e arrivare puntuali all’appuntamento”. Buonfiglio parte da Vancouver 2010, il momento più critico per l’Italia degli sport invernali. “Sta venendo fuori il metodo di lavoro: non abbiamo lasciato nulla al caso e abbiamo messo al centro l’atleta con le sue esigenze, evidenziando le caratteristiche sulle quali lavorare. Abbiamo costruito un’armonia, con passi indietro, avanti e di lato. Ma quando c’è un obiettivo comune chiaro, allora diventa tutto più facile. L’impegno che ci deve essere è quello di rendere partecipi tutti per l’obiettivo da raggiungere. Non bisogna appropriarsi del successo, ma verificare dove ancora possiamo migliorare. Ed è quello che tra pochi giorni cominceremo a fare ed è quello che già stiamo facendo per Los Angeles 2028”. L’unica nota negativa è che durante Milano-Cortina non è stata rispettata la tregua olimpica: “E’ una vergogna, mi dispiace molto a livello umano e personale. Mi dispiace per gli atleti che non possono partecipare, non ne hanno nessuna colpa. Dobbiamo continuare a impegnarci, sperando che prima o poi prevalga il buonsenso”. “Cercheremo di non perdere queste eccellenze e di farli rimanere nel mondo sportivo – continua Buonfiglio – Sarebbe una perdita buttare via esperienze così eccellenti. Se sono arrivati all’età dei 35 anni, vuol dire che sono stati gestiti e si sono gestiti bene, supportati dalle federazioni. Mi preoccupa solo la difficoltà delle società sportive nell’andare avanti: hanno impegni burocratici e sofferenze economiche non semplici da superare. Con il ministro Abodi e Sport e Salute stiamo cercando di intervenire in maniera differenziata per tutelare e salvaguardare questo patrimonio. Ruolo dirigenziale per Pellegrino? “Sì, ma non solo Pellegrino. Abbiamo Vittozzi, Fontana, Lollobrigida e tanti altri. Dobbiamo capire cosa vogliono fare. Sarebbe banale e da stupidi non tener conto di queste realtà e non dialogare con loro. Può darsi anche che vogliano continuare a vincere”. Alle Paralimpiadi al via il 6 marzo potranno partecipare atleti russi e bielorussi: “Penso che qualsiasi decisione doveva essere concordata e condivisa tra CIO (Comitato Olimpico Internazionale) e IPC (Comitato Paralimpico Internazionale) Sono due organismi che hanno sempre viaggiato insieme. Ci si doveva ricordare che lo stop alla partecipazione di atleti russi e bielorussi alle Olimpiadi fu perchè la Russia ruppe la tregua olimpica durante i Giochi Paralimpici. Mi sembra strano che IPC prenda una decisione senza averla condivisa il CIO”. Sul caso dello skeletonista ucraino Heraskevych, escluso per il suo casco commemorativo con i volti degli atleti ucraini caduti in guerra: “Purtroppo la presidente del CIO Coventry è stata chiara, si è vista anche umanamente la sua sofferenza. Ma se deroghi per un caso, devi essere pronto a derogare per altri 10, 50, 100”. Sulle possibilità di una candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2040? Buonfiglio dice: “Ricordiamoci come non abbiamo avuto le Olimpiadi di Roma e ricordiamoci il successo che abbiamo avuti qui a Milano-Cortina. Se tutte le parti in causa condividono e si confrontano per un percorso che deve partire da subito, allora l’Italia non ha paura di candidare nessuno. Abbiamo territorio, innovazione, impianti: avremmo il tempo. Costruire una candidatura forte in un momento in cui abbiamo una credibilità internazionale, penso che si possa fare. Ma deve essere un discorso chiaro, trasparente, condiviso con i numeri e non solo con la passione. Dobbiamo aggiungere competenza, determinazione e guai ad essere superficiali. Abbiamo le carte in regola per poter immaginare altro percorso da protagonisti”. Sulla possibilità di un coinvolgimento di Torino per il pattinaggio di velocità al Lingotto in occasione di Alpi Francesi 2030: “Sono molto sincero, non ne so nulla”. Ora evitare che le infrastrutture diventino cattedrali nel deserto: verrà rinnovata la pista da bob di Cortina intitolata a Eugenio Monti? Verrà utilizzata per altri eventi? “Assolutamente sì. Anche a Milano l’attuale palazzo del ghiaccio alla Fiera di Rho rimarrà in essere finchè non si sarà trovata una soluzione per fare un centro di preparazione definitivo. Milano è giusto che abbia un impatto, visto la partecipazione del pubblico che ci ha seguito”. Tornando sulle 30 medaglie Buonfiglio sottolinea: “Più che delle medaglie, mi piacerebbe parlare dei quarti, quinti, sesti posti, per i pochi centesimi che hanno diviso i nostri atleti da una medaglia o per qualche infortunio di troppo. Mi sento di abbracciare tutti i nostri atleti. Perdonatemi ma non voglio fare una classifica delle medaglie”. Infine sui “Giochi diffusi” come futuro delle Olimpiadi: “Se ci sono città con queste caratteristiche lo facciano, ma non credo che saranno brave come quelle italiane” conclude.
L’ITS Academy Cadmo di Soverato ha partecipato al convegno nazionale “Cyber e AI: ITS Academy, imprese e Polizia Postale per la modernizzazione della PA”, svoltosi a Roma presso l’Auditorium della Tecnica nella prestigiosa sede di Confindustria, alla presenza di oltre 700 studenti provenienti da tutta Italia.
A rappresentare l’Istituto erano presenti il Presidente Pasqualino Serra, il componente del CdA e Vice Sindaco Emanuele Amoruso, insieme a una delegazione di studenti e docenti dell’ITS Cadmo di Soverato.
L’evento ha segnato un momento di grande rilievo nel panorama della formazione tecnica superiore, ponendo al centro la promozione della cybersecurity e dell’intelligenza artificiale tra i giovani. Cuore dell’iniziativa è stata l’intesa siglata tra la Polizia Postale e delle Comunicazioni e la rete nazionale ITS Italy – filiera ICT – finalizzata a rafforzare la sinergia tra sistema della pubblica sicurezza, alta formazione tecnica e imprese, in coerenza con la Strategia Nazionale di Cybersicurezza 2022-2026.
All’incontro ha preso parte anche Ivano Gabrielli, direttore del Servizio Polizia Postale e per la Sicurezza Cibernetica, sottolineando l’importanza di costruire un ecosistema nazionale della sicurezza digitale sempre più integrato, competente e resiliente.
L’accordo prevede il coinvolgimento diretto dei vertici nazionali e dei responsabili dei Centri Regionali e delle Sezioni Distrettuali per la Sicurezza Cibernetica nei percorsi ITS, con attività formative operative svolte in aula accanto alle imprese, rafforzando il collegamento tra istituzioni, sistema formativo e mondo produttivo.
«La partecipazione dell’ITS Academy Cadmo a questo importante appuntamento nazionale – ha dichiarato il Presidente Pasqualino Serra – conferma il nostro impegno nel promuovere percorsi di eccellenza nel settore ICT e della cybersecurity, ambiti strategici per il futuro del Paese e per l’occupabilità dei nostri giovani».
Soddisfazione è stata espressa anche dal Vice Sindaco e componente del CdA Emanuele Amoruso: «La sinergia tra pubblico e privato rappresenta la chiave per colmare il divario tra domanda e offerta di competenze digitali. Investire nella formazione tecnica superiore significa offrire ai nostri studenti opportunità concrete di inserimento professionale in settori ad alta specializzazione».
Durante la giornata, gli studenti dell’ITS Cadmo hanno preso parte a workshop tematici e momenti di confronto diretto con rappresentanti istituzionali e professionisti del settore, approfondendo percorsi di specializzazione e opportunità di inserimento nel comparto ICT e della sicurezza cibernetica, inclusa la nuova figura professionale dell’ispettore cyber della Polizia di Stato.
La presenza dell’ITS Academy Cadmo di Soverato all’evento nazionale testimonia la volontà dell’Istituto di essere protagonista nei processi di innovazione e di contribuire attivamente alla formazione delle competenze strategiche richieste dalla trasformazione digitale in atto