Chiaravalle, scuola di via Martelli: interrogazione di Maida e Foti
I consiglieri chiedono al sindaco chiarimenti su sicurezza, ispezioni sanitarie e infiltrazioni d’acqua: “Interrogativi e preoccupazioni legittime”

I consiglieri comunali Vito Maida e Claudio Foti annunciano la presentazione di una interrogazione consiliare sulla situazione del plesso scolastico di via Martelli, “con l’obiettivo di fare piena e definitiva chiarezza su una vicenda che, pur non presentando profili di allarmismo eccessivo, non può e non deve in alcun modo essere sottovalutata”. “Sono tanti – ricordano i due consiglieri – i segnali emersi già all’indomani dell’apertura del nuovo anno scolastico, che hanno costretto l’Amministrazione comunale a ricorrere con urgenza a interventi tampone per sopperire a carenze che non garantivano le condizioni minime ed elementari di sicurezza per alunni e personale”. A distanza di pochi mesi, tuttavia, nuovi elementi continuano ad alimentare “interrogativi e preoccupazioni legittime”. In particolare, viene segnalata “un’ispezione da parte degli uffici dell’Azienda sanitaria, i cui esiti e risultati non sono mai stati comunicati pubblicamente, così come restano poco chiare le problematiche connesse alla presenza di acqua in alcuni ambienti, rispetto alle quali non si comprende se si tratti di infiltrazioni e di quale natura esse siano, il rigonfiamento della pavimentazione, ecc.”. “Si tratta forse di singoli aspetti – osservano Maida e Foti – ma che, nei panni di genitori, non possono non generare dubbi, perplessità e preoccupazione, soprattutto quando riguardano una struttura scolastica appena inaugurata e destinata ad accogliere quotidianamente bambini”. Il problema principale, secondo i consiglieri, non è solo tecnico, “ma profondamente politico e istituzionale”. “Ciò che colpisce – affermano – è l’atteggiamento della maggioranza, che continua a non esporsi, a non comunicare, e a tenere il problema sottocoperta, come se il silenzio potesse sostituire la trasparenza. Quanto emerso in questi giorni non è un attacco alla politica, ma una richiesta di chiarimenti legittima e doverosa, nell’interesse esclusivo della comunità e soprattutto di quei genitori che ogni mattina accompagnano i propri figli a scuola affidandoli a una struttura pubblica”. Genitori che poi, nel pomeriggio, si sentono raccontare dai propri bambini episodi che nessuna famiglia dovrebbe mai ascoltare: “Mamma, oggi è caduto – o stava per cadere – il controsoffitto”. “Parole semplici – scrivono – dette con l’innocenza di un bambino, ma che possono gelare il sangue a qualsiasi madre o padre. Basta fermarsi un attimo e mettersi nei panni di quel genitore, immaginare lo smarrimento, la paura, le domande che inevitabilmente seguono. È proprio da qui che nasce la richiesta di chiarezza. Non dal sospetto, non dall’allarmismo, ma dal bisogno di essere rassicurati con fatti, atti e responsabilità assunte apertamente. Ed è per questo che un amministratore non può permettersi di restare in silenzio. Quando in gioco ci sono scuole, bambini e famiglie, tacere non è neutralità, ma una scelta che rischia di amplificare ansia e sfiducia. La trasparenza, in questi casi, non è un’opzione politica: è un dovere umano e istituzionale”. Sul punto l’ex assessore Foti, chiarisce il proprio approccio: “Non ho mai messo piede nel cantiere, né durante i lavori, né per fare propaganda, né al momento dell’inaugurazione. Questo perché sono convinto che la politica non possa e non debba sostituirsi ai progettisti, all’impresa, ai direttori dei lavori o al responsabile unico del procedimento”. Proprio per questo, però, Foti sottolinea come la politica non possa oggi sottrarsi alle proprie responsabilità: “Se al momento delle scelte la politica ha ritenuto di dover intervenire e investire su quel bene pubblico, oggi la stessa politica deve intervenire di nuovo, attraverso un atto di coraggio, di indirizzo chiaro, capace di avviare tutte le procedure e le attività necessarie per fare luce su quanto accaduto, tranquillizzare la comunità amministrata e tenere alta l’attenzione su una struttura pubblica strategica come una scuola. La comunità ha bisogno di sapere la verità”. I consiglieri Maida e Foti concludono rivolgendo un invito esplicito alla maggioranza: “Serve un confronto sereno, pubblico e documentato in Consiglio comunale o qualunque altro luogo, con carte e atti alla mano, per rassicurare i genitori, gli utenti della struttura e l’intera cittadinanza. La trasparenza non è una concessione, ma un dovere. Tacere o minimizzare non rafforza l’Amministrazione: la indebolisce e francamente questo non è il giusto approccio per affrontare una tema così sensibile quanto delicato”.
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