ROMA (ITALPRESS) – Si è conclusa con grande partecipazione l’edizione 2026 del Mundialido, il torneo targato ASI che da 28 edizioni trasforma il calcio in un’occasione di incontro tra popoli e culture. L’evento, svolto nel quartiere romano de La Rustica, ha coinvolto comunità straniere residenti a Roma, dando vita a un autentico momento di integrazione attraverso lo sport. Dopo la sfilata inaugurale delle delegazioni, il torneo ha regalato emozioni dentro e fuori dal campo, tra tradizioni, colori e grande entusiasmo del pubblico. La finale ha incoronato il Paraguay, vincitore sulla Colombia per 2-1, al termine di una sfida intensa e spettacolare. Un’edizione che conferma ancora una volta come lo sport sia un linguaggio universale, capace di abbattere le barriere e rafforzare il senso di comunità, nel segno dei valori dell’inclusione e della partecipazione.
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(Fonte video: ASI PLAY)
ROMA (ITALPRESS) – Mare, montagna o isole: d’estate cambiano i luoghi, ma non la voglia di restare informati e seguire i propri programmi preferiti. Nei mesi estivi il consumo della televisione via satellite registra una crescita consistente nelle località di villeggiatura. In molte zone di vacanza, infatti, il segnale del digitale terrestre può risultare meno stabile, mentre la connessione Internet non è sempre disponibile o abbastanza veloce da garantire una visione in streaming continua e di qualità. E’ in questi contesti che il satellite conferma la propria efficacia: nei piccoli centri di montagna, nelle aree costiere e sulle isole, senza dipendere dalla banda larga. La piattaforma satellitare gratuita italiana di tivusat propone un’offerta che supera i 130 canali, tra cinema, canali per ragazzi, sport e informazione, con contenuti disponibili anche in 4K, senza la necessità di sottoscrivere abbonamenti. Per chi ha un televisore di ultima generazione, il satellite è l’unica possibilità di ricevere canali in 4k gratuitamente. Più di dieci milioni di italiani seguono regolarmente la televisione via satellite, per la qualità , sia audio che video, e per la sua semplicità di installazione. “Durante il periodo estivo, la possibilità di raggiungere qualunque zona del Paese, si conferma uno dei principali motivi della crescita degli utenti satellitari – sottolinea tivusat in una nota -. Quando il digitale terrestre è incerto e Internet non basta, il satellite diventa così il compagno ideale delle vacanze: semplice, stabile e accessibile”.
ROMA (ITALPRESS) – I momenti che hanno segnato la storia dello sport italiano, dalla vittoria ai Mondiali di calcio del 2006 a quella di Sinner al Foro Italico degli Internazionali di Tennis, ma anche le immagini di atletica, equitazione e paralimpiadi: sono alcune delle opere della mostra “Tra sport e trasporto” del fotografo Ferdinando Mezzelani, realizzata in collaborazione con ATAC. Fotoreporter legato storicamente a CONI, Sport e Salute e CIP, Mezzelani ha documentato quarant’anni di campionati di calcio e dodici edizioni dei Giochi olimpici. Oggi l’atrio della stazione Metro Spagna sarà completamente brandizzato con immagini e contenuti della mostra, con la collaborazione di IGPDecaux, che metterà a disposizione in esclusiva tutti gli spazi dell’atrio della stazione. La domination visiva interessa l’intero atrio di Vicolo del Bottino, dove le immagini e i contenuti vengono trasmessi in loop su tutti gli impianti digitali presenti: i maxi LED e gli schermi LCD creando un’esperienza immersiva e di forte impatto per i viaggiatori. Fino ad ottobre prossimo, poi, la mostra proseguirà su uno dei treni in linea che sarà allestito con le riproduzioni delle foto. All’esposizione hanno partecipato anche la presidente di ATAC, Barbara Marinali e l’Amministratore delegato di Sport e Salute, Diego Nepi Molineris. “Una mostra veramente particolare, a partire dal titolo, che unisce una dimensione bellissima come lo sport e i mezzi di trasporto. La mostra sarà presente su tutta la linea A fino ad ottobre. Atac con questa mostra vuole riconoscere i valori dello sport e della comunità e unirli con i trasporti nelle grandi città. Si tratta di un momento di arte, con le immagini della mostra che trasportano emotivamente lo spettatore”, ha detto Marinali. “Vedendo gli scatti di Mezzelani – ha affermato Nepi Molineris -, abbiamo riconosciuto quello che lo sport può dare: il massimo della gioia di una vittoria, ma anche la sofferenza di una sconfitta, e dopo una sconfitta un atleta che si rialza e che comunque va avanti a affrontare la vita”. “Sono molto felice, in 40 anni non avevo mai fatto una mostra. Vedere un treno arredato in questa maniera mi fa venire i brividi, ringrazio ATAC che ha avuto questa brillante idea e Sport e Salute”, ha sottolineato Mezzelani.
ROMA (ITALPRESS) – Vercelli ospiterà dall’11 al 13 settembre 2026 Risò, il Festival Internazionale del Riso. Un evento di caratura internazionale giunto alla sua seconda edizione, nato per valorizzare la cultura risicola e dare voce a chi ogni giorno la custodisce, la evolve e la porta nel mondo. Questa edizione sarà aperta dal presidente del Consiglio Giorgia Meloni e si tratta di una importante occasione per far sì che persone di tutto il mondo possano scoprire il territorio vercellese, attraverso le sue radici e le sue eccellenze agroalimentari. La presentazione del Festival si è tenuta oggi a Roma, presso il Palazzo dell’Agricoltura, la sede del Ministero dell’Agricoltura e della sovranità alimentare.
Molti gli eventi in programma per i tre giorni in Piemonte, sia di approfondimento sul riso e sia più legati al mondo culinario e quello del lavoro agricolo. Saranno protagoniste le mondine, le lavoratrici stagionali delle risaie.
Oltre alle principali istituzioni di Vercelli, tra cui il sindaco Roberto Scheda e il presidente della Provincia Davide Gilardino, e l’assessore all’Agricoltura e Cibo della Regione Piemonte Paolo Bongioanni, alla conferenza stampa ha partecipato anche il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida. Quest’ultimo ha sottolineato il lavoro che il Ministero sta svolgendo sul tema della risicoltura: “Stiamo svolgendo un grande lavoro sinergico per difendere le nostre produzioni, per svilupparle, per creare campagne che possano incentivare il consumo interno dei nostri prodotti straordinari come quello proveniente dalla risicoltura”. E sul prodotto italiano e sulle necessità dell’intera filiera aggiunge: “Siamo i primi produttori in Europa, siamo leader mondiali nella qualità su questo eccezionale prodotto. Anche il riso però ha bisogno di essere curato con infrastrutture idonee, per esempio per garantirgli acqua che è uno degli elementi strategici nella produzione”.
Prima della conferenza stampa Lollobrigida ha partecipato con un lungo intervento al tavolo tecnico di filiera dove era presente anche il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti. “Vogliamo migliorare e favorire l’istituzione di un Consorzio del Riso Aromatico Italiano e contestualmente valorizzare gli accordi di filiera al 100% italiani – ha detto Giansanti -. In questo settore è necessario un controllo della produzione in capo ad Ente Risi, il quale deve pianificare in maniera attenta, anche rispetto agli andamenti di mercato e evitare forti oscillazioni nel prezzo”. Infine ha toccato il tema dell’approvvigionamento di acqua: “C’è una fondamentale necessità di acqua e su questo serve un programma di lungo periodo per poter garantire a un settore fondamentale come quello del riso di poter continuare nelle sue produzioni tanto in Piemonte quanto in Lombardia, in Veneto o nel ferrarese”.
ROMA (ITALPRESS) – “Nell’ottocentesimo anniversario della morte di San Francesco, presentare questo cammino significa mettere insieme i percorsi che riguardano soprattutto tre regioni che sono percorsi fisici, ma anche che attraversano luoghi della memoria e dello spirito”. Lo ha detto il sottosegretario alla Cultura, Giampiero Cannella, a margine della conferenza stampa di presentazione del ” Cammino di Francesco”. Per Cannella “quello che in realtà si realizza con questa iniziativa è una unificazione di percorsi che renda ancora più visibile il Cammino di Francesco”.
TARANTO (ITALPRESS) – “Per noi l’impegno continua e la nostra soddisfazione massima sarà poter dire che, fra qualche anno, è andato tutto ancora una volta come era previsto”. Così il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, a margine della conferenza stampa dedicata alla visita ai nuovi impianti dei Giochi del Mediterraneo Taranto 2026. Il ministro ha ricordato le perplessità che avevano accompagnato il percorso di realizzazione delle opere. “C’era lo scetticismo. Non ricorderemo alcuni pensieri espressi, legittimamente, in questi anni perché fanno parte della dialettica e siamo in democrazia. Mi auguro però che chi in questi anni ha avuto parole poco rispettose oggi possa riconoscere con onestà intellettuale il lavoro di squadra che è stato fatto”.
Abodi ha quindi sottolineato le ricadute che le nuove infrastrutture potranno avere sul territorio anche dopo la conclusione della manifestazione. “Sicuramente ci sarà un rilancio sportivo, ma anche occupazionale, perché la città ha bisogno di questo. Ogni infrastruttura dovrà essere gestita, ma soprattutto questi impianti richiameranno a Taranto turismo sportivo ed eventi anche di livello internazionale. È un’economia che si rigenera: un contributo certamente limitato rispetto alle esigenze complessive della città, ma che lo sport saprà dare al benessere del territorio”.
Nell’ambito dei controlli intensificati durante la stagione estiva per la tutela della salute pubblica e della sicurezza alimentare, i Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (Nas) di Catanzaro hanno sequestrato 521 chilogrammi di alimenti detenuti in cattivo stato di conservazione all’interno di un supermercato di grandi dimensioni ubicato nel Soveratese. L’ispezione è stata eseguita con il supporto del personale del Servizio Veterinario Area B e del Servizio Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (Sian) dell’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro.
Alimenti alterati nel banco frigorifero Nel corso degli accertamenti, i militari hanno riscontrato che un banco frigorifero non funzionava correttamente. Al suo interno erano conservati circa 405 chilogrammi di alimenti confezionati di origine animale, tra cui carne, pesce, prodotti lattiero-caseari e derivati, che presentavano evidenti alterazioni delle caratteristiche igienico-sanitarie, con presenza di condensa e muffe riconducibili all’inadeguata conservazione. Tutti i prodotti sono stati immediatamente sottoposti a sequestro.
Gravi carenze nella macelleria Ulteriori irregolarità sono emerse nel reparto macelleria, dove gli operatori hanno rilevato gravi carenze igieniche all’interno della cella frigorifera. In particolare, erano presenti un contenitore di rifiuti indifferenziati pieno e un secondo contenitore destinato agli scarti di lavorazione, entrambi collocati a diretto contatto con carni sfuse. A tutela della salute pubblica sono stati sequestrati altri 116 chilogrammi circa di carne, portando il quantitativo complessivo dei prodotti sequestrati a 521 chilogrammi.
Denuncia e sospensione del reparto Al termine dell’attività ispettiva, il titolare del supermercato è stato deferito all’Autorità giudiziaria con l’accusa di aver detenuto alimenti destinati alla vendita in cattivo stato di conservazione. Alla luce delle gravi carenze igienico-strutturali riscontrate nel reparto macelleria, l’Autorità sanitaria competente ha inoltre disposto la sospensione dell’attività del reparto fino al ripristino delle condizioni previste dalla normativa vigente.
Musica, memoria e nuove tecnologie: dal dialogo tra Massimiliano Capalbo e Francesco Pungitore alle testimonianze degli ospiti, fino alla canzone generata dal vivo con l’IA e al momento conviviale conclusivo
La creatività non nasce mai nel vuoto. Prima ancora di diventare parola, musica, immagine o racconto, è un movimento interiore: un modo attraverso il quale l’essere umano riorganizza ciò che ha vissuto, immaginato, perduto o desiderato. Gli strumenti possono cambiare, diventare più potenti e persino sorprendentemente autonomi nelle loro risposte, ma all’origine rimane sempre una domanda umana. È forse proprio questa la frontiera più interessante aperta dall’intelligenza artificiale: non stabilire se la macchina possa sostituire l’artista, ma comprendere in che modo le nuove tecnologie stiano modificando le possibilità dell’immaginazione. È stato questo il filo conduttore della serata “L’evoluzione della creatività umana. Tra radici, linguaggi e intelligenza artificiale”, svoltasi al Giardino Epicureo di Montauro. Un appuntamento costruito non come una conferenza tradizionale, ma come una conversazione nel verde, nella quale filosofia, musica, narrazione, memoria e sperimentazione tecnologica si sono incontrate in un autentico simposio contemporaneo. A guidare il confronto è stato Massimiliano Capalbo, che ha intervistato il professore Francesco Pungitore, accompagnando il pubblico dentro le trasformazioni generate dall’intelligenza artificiale. Il dialogo ha permesso di affrontare il tema con un linguaggio accessibile, evitando tanto gli entusiasmi acritici quanto le paure apocalittiche che spesso condizionano il dibattito pubblico. Pungitore ha spiegato concretamente che cosa sia l’intelligenza artificiale generativa, come funzionino i modelli capaci di produrre testi, immagini, musica e altri contenuti e quale supporto possano offrire nei processi creativi. Il suo intervento si è concentrato sulle potenzialità di questi sistemi, ma anche sui loro limiti: l’IA non possiede un’esperienza del mondo, non vive emozioni e non attribuisce autonomamente un senso a ciò che produce. Può elaborare, combinare e trasformare una grande quantità di dati, ma la direzione, l’intenzione e la responsabilità restano umane. La tecnologia, dunque, non è stata presentata come una sorgente indipendente di creatività, bensì come un nuovo strumento di mediazione. Uno strumento capace di ampliare le possibilità espressive, purché dietro il suo utilizzo vi siano consapevolezza, competenza e una visione riconoscibile. Di particolare intensità è stato l’intervento della giornalista e scrittrice Vittoria Camobreco, che ha raccontato il lavoro di ricerca bibliografica e documentale condotto anche attraverso il supporto dell’intelligenza artificiale. Un percorso che le ha consentito di collegare fonti, ricostruire passaggi complessi e riportare alla luce una vicenda familiare destinata a diventare il cuore di un suo libro di prossima pubblicazione. La sua testimonianza ha mostrato come l’IA possa diventare uno strumento al servizio della memoria, senza sostituire la sensibilità di chi indaga e racconta.
Camobreco ha emozionato il pubblico rievocando figure appartenenti a un mondo ormai lontano, storie di emigrazione, distacchi e sacrifici, ma soprattutto le vicende delle donne della sua famiglia, capaci di lottare contro le condizioni imposte dal proprio tempo per riscattare se stesse e costruire nuove possibilità per le generazioni successive. La tecnologia, in questo caso, non ha cancellato il passato: ha contribuito a renderne nuovamente leggibili le tracce. Il rapporto tra radici e innovazione è proseguito attraverso la musica. Il musicista Giovanni Donato e la cantante Francesca Donato hanno parlato della scintilla creativa dalla quale nasce un brano, di quel momento iniziale ancora fragile e indefinito in cui una melodia comincia a prendere forma. Alle parole si sono alternate le esecuzioni dal vivo, in un viaggio capace di richiamare melodie antiche e sonorità moderne, dimostrando come la tradizione non sia qualcosa di immobile, ma una materia viva che ogni generazione interpreta nuovamente. Il cantautore Antonio Traversa ha condotto il pubblico dentro il laboratorio concreto della produzione musicale contemporanea. Attraverso l’ascolto di differenti esempi di musica realizzata con l’intelligenza artificiale, ha illustrato le varie fasi del processo creativo, soffermandosi sulla complessità del lavoro necessario per trasformare una prima generazione automatica in un brano professionale, editabile e pubblicabile. Traversa ha evidenziato come sia l’idea a determinare il valore di un progetto, non lo strumento utilizzato per realizzarlo. L’intelligenza artificiale può tuttavia offrire una particolare potenza immaginativa: permette di ascoltare una possibile forma di qualcosa che ancora non esiste, anticipando arrangiamenti, atmosfere e combinazioni sonore che potranno successivamente essere sviluppati in studio attraverso il contributo di musicisti, tecnici e professionisti. Non una sostituzione delle persone, quindi, ma una fase nuova della progettazione creativa. Su un versante complementare si è collocato l’intervento del musicista Francesco Denaro, che ha richiamato l’attenzione sui limiti della tecnologia. Attraverso un esempio fatto ascoltare al pubblico, Denaro ha mostrato come un sistema generativo, in assenza di indicazioni iniziali precise e di un progetto ben definito, possa allontanarsi rapidamente dall’intenzione originaria. Il risultato dipende dalla qualità della richiesta, ma anche dalla capacità dell’autore di riconoscere gli errori, selezionare, correggere e intervenire. Il cosiddetto prompt, in questa prospettiva, non è una formula magica, ma la traduzione di un pensiero. Se manca una visione iniziale, la potenza dello strumento rischia di diventare dispersione. Anche davanti alla macchina, dunque, creare significa innanzitutto sapere quale direzione si vuole percorrere. Particolarmente suggestiva è stata la riflessione proposta dal dottore Giovanni De Giorgio, che ha focalizzato l’attenzione sul concetto di archetipo musicale. Esistono suoni, ritmi e successioni melodiche capaci di raggiungere l’ascoltatore prima ancora che intervenga una comprensione razionale. È una comunicazione immediata, profonda, che sembra precedere la mediazione del concetto e toccare strutture emotive condivise. È anche in questa capacità di attraversare il tempo e di parlare direttamente alla sensibilità delle persone che, secondo De Giorgio, può essere individuata la differenza tra un prodotto costruito unicamente secondo logiche commerciali e una musica capace di ottenere un successo autentico, entrando nella memoria collettiva. La serata è stata arricchita dagli interventi del numeroso pubblico presente, che ha partecipato con domande, osservazioni e testimonianze. Non una platea passiva, ma una comunità temporanea di ascolto e confronto, coerente con lo spirito di un luogo nel quale il pensiero è chiamato a diventare esperienza condivisa. A conclusione del confronto, Francesco Pungitore ha realizzato sul momento una canzone attraverso l’intelligenza artificiale, utilizzando proprio i temi, le parole e le suggestioni emerse durante la serata. Una dimostrazione concreta delle possibilità dello strumento, ma anche della necessità di un’intenzione umana capace di orientarlo e attribuire significato al risultato. L’incontro si è poi trasformato in un momento conviviale, tra amicizia, allegria e condivisione. Un finale che si potrebbe definire pienamente “epicureo”, non nel senso superficiale spesso attribuito al termine, ma in quello più autentico della filosofia del Giardino: il piacere semplice dello stare insieme, della conversazione e della presenza degli altri. La musica di Giovanni e Francesca Donato e di Francesco Denaro ha accompagnato l’ultima parte della serata, alla quale si sono aggiunte le esibizioni musicali e poetiche in vernacolo di Giovanni De Giorgio, accolte dagli applausi dei presenti. Nel Giardino Epicureo di Montauro, per una sera, la filosofia è così diventata amicizia, il pensiero si è fatto condivisione e la tecnologia ha rinunciato al ruolo di protagonista assoluta per tornare a essere ciò che dovrebbe essere: uno strumento nelle mani dell’essere umano. Perché le macchine possono generare infinite possibilità. Ma sono ancora le persone a scegliere quali meritino di diventare parte di una storia.
ROMA (ITALPRESS) – “In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge. Se invece si capovolgesse questo principio e si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato”. Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia di consegna del Ventaglio da parte della stampa parlamentare.
Grande successo per la 4 serata della 23ª edizione del Magna Graecia Film Festival a Soverato, che ha visto protagonista il celebre attore pugliese Lino Banfi e l’intitolazione di una via di Soverato alla memoria del regista Ettore Scola. Lino Banfi, ha incantato e fatto ridere la platea con le sue battute e, stimolato dal giornalista Antonio Capellupo, ha ripercorso oltre 65 anni di carriera e più di 130 film. Ha ricordato come già a 7 anni, durante i bombardamenti in Puglia, lo chiamavano per far ridere i bambini, spaventati per le sirene e le bombe. E, poi, alcuni tratti più iconici della sua carriera, da Oronzio Canà, de “L’allenatore nel pallone” fino a Nonno Libero in “Un medico in famiglia”. Infine, il grande Lino Banfi ha anticipato un suo progetto futuro e, stimolato dal Direttore Artistico del MGFF, Gianvito Casadonte, ha raccontato di aver voluto incontrare Kevin Spacey per proporgli una sceneggiatura. “Per ora sta tutta nella mia testa e la gireremo in Calabria”, ha detto nella sua maniera ironica. Per l’attore pugliese che, ha festeggiato di recente il traguardo dei 90 anni, è arrivata, poi, la sorpresa della torta sul palco e la consegna della prestigiosa Colonna d’Oro, consegnata dal Questore Giuseppe Linares, dalla famiglia Spadafora e dall’Assessore Gianluca Gallo. E’ seguita, quindi, la proiezione del documentario “Lino d’Italia – Storia di un italieno” introdotta dal regista Marco Spagnoli, un viaggio intimo tra il personaggio pubblico Lino Banfi e l’uomo Pasquale Zagaria. Successivamente, sul palco è stata annunciata l’intitolazione di una strada di Soverato al regista Ettore Scola, un tributo destinato a lasciare un segno permanente nella memoria della città e del cinema italiano. Ad annunciarlo il Patron del Festival Gianvito Casadonte, assieme al Sindaco di Soverato Daniele Vacca ed al Vicesindaco Emanuele Amoruso, i quali con emozione, hanno comunicato l’intitolazione di una strada di Soverato al maestro Ettore Scola, presidente onorario della manifestazione e figura centrale nella storia del festival. L’annuncio è stato dato alla presenza delle istituzioni cittadine e del pubblico che ha affollato l’Arena del Lungomare e rappresenta un segno concreto del legame tra Soverato ed Ettore Scola, un riconoscimento al contributo artistico e umano del grande regista, che ha accompagnato la crescita del Magna Graecia Film Festival fin dalle sue origini, contribuendo a consolidarne il prestigio nazionale e internazionale. Nell’ambito della serata, un momento emozionante è stato quello dedicato al ricordo di Scola, attraverso un omaggio teatrale e musicale realizzato dall’associazione culturale Antroposcene, con la partecipazione dei nipoti Giacomo e Tommaso Lazotti. Un tributo che ha ripercorso la straordinaria eredità culturale del regista nel decennale della sua scomparsa. Rosanna Paravati