Ricerca per:

Tg Economia – 30/6/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Autostrade e trafori, rinnovato il contratto di lavoro della filiera
– Cresce il turismo delle radici
– Summer Fancy Food Show, 300 aziende italiane a New York
– La lotta all’evasione diventa sempre più sofisticata

sat/gsl

Ettorre “La Federvela si appresta a vivere un biennio magico”

OMA (ITALPRESS) – “Quello della vela è un movimento sicuramente in salute, che si appresta a vivere un biennio magico, pieno di attività sportive di altissimo livello. Ricordiamo l’America’s Cup su tutte, ma anche la SailGp e, ovviamente, le Olimpiadi di Los Angeles 2028. Un movimento in grande salute anche per l’attività giovanile: con l’estate le nostre scuole di vela ed i tanti circoli sono impegnati in tutta Italia nel far provare le sensazioni di questa disciplina, sia tradizionale che foiling. Ci aspettiamo dunque un’estate molto positiva”. Il presidente della Federazione Italiana Vela, Francesco Ettorre, è certo che sarà un’estate ricca di soddisfazioni per un movimento già proiettato al 2027, anno del centenario della Fiv e decisivo ai fini della presenza azzurro ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.

mc/azn

Tg Sport – 30/6/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Mondiali 2026: clamorosa eliminazione di Germania ed Olanda
– Scatto Inter per Khalaili, la Juve tratta per Kolo Muani e il giovane Ekhator
– Inter, Yann Sommer saluta i nerazzurri dopo tre stagioni
– Premier League, Enzo Maresca è il nuovo allenatore del Manchester City
– Wimbledon 2026: gioia Paolini e Grant al secondo turno, eliminato Arnaldi
– Blitz a Bergamo contro gli “Ultras Italia”, 7 avvisi di garanzia
– Giochi Mediterraneo: Foti “Le opere resteranno ai cittadini, lo sport unisce”
azn

Maxi sequestro di 1,17 milioni di euro falsi e documenti contraffatti a Trieste

TRIESTE (ITALPRESS) – Maxi operazione della Guardia di Finanza di Trieste, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha portato al sequestro di oltre 1,17 milioni di euro in banconote false e di numerosi documenti contraffatti destinati al mercato europeo. L’intervento è scaturito da un’attività di analisi sui flussi logistici in ingresso nel porto giuliano, nell’ambito del dispositivo permanente di vigilanza doganale e contrasto ai traffici illeciti. Il carico è stato intercettato a bordo di un tir proveniente dal porto turco di Akçansa/Gemlik e diretto ad Amburgo, formalmente spedito da una società turca attiva nel settore delle telecomunicazioni e destinato a un’azienda olandese di servizi alle imprese. Le verifiche hanno consentito di rinvenire 23.400 banconote da 50 euro false, per un valore complessivo superiore a 1,17 milioni di euro, insieme a 25 documenti di identità contraffatti tra carte d’identità, passaporti, permessi di soggiorno e visti riconducibili a diversi Paesi europei ed extra UE. All’interno del mezzo sono stati inoltre sequestrati un hard disk e una chiavetta USB contenenti circa 10.000 file digitali, tra cui modelli grafici, fotografie, font, codici alfanumerici e software utilizzati per la produzione di documenti falsi. Tra i materiali rinvenuti figurano anche 110 certificati relativi a visti, carte d’identità, permessi di soggiorno e patenti di guida di vari Paesi, inclusa una patente italiana intestata a un cittadino russo richiedente asilo e segnalato per possibili collegamenti con ambienti radicalizzati. Secondo gli investigatori, il fenomeno della contraffazione documentale e monetaria si inserisce in reti criminali transnazionali che sfruttano piattaforme digitali criptate e canali del dark web per la produzione e distribuzione dei materiali illeciti. In tale contesto, aree come la Turchia e diversi Paesi dell’Europa orientale rappresentano snodi strategici per la produzione e lo smistamento. Il sequestro eseguito nel porto di Trieste conferma il ruolo del territorio italiano come possibile punto di accesso per l’introduzione di tali prodotti nel mercato europeo. Il materiale è stato posto sotto sequestro su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste, che ha avviato ulteriori approfondimenti investigativi anche attraverso la cooperazione internazionale tra autorità giudiziarie e forze di polizia.

tvi/mca1

(Fonte video: Guardia di Finanza)

Maxi sequestro di 1,17 milioni di euro falsi e documenti contraffatti a Trieste

TRIESTE (ITALPRESS) – Maxi operazione della Guardia di Finanza di Trieste, in collaborazione con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che ha portato al sequestro di oltre 1,17 milioni di euro in banconote false e di numerosi documenti contraffatti destinati al mercato europeo. L’intervento è scaturito da un’attività di analisi sui flussi logistici in ingresso nel porto giuliano, nell’ambito del dispositivo permanente di vigilanza doganale e contrasto ai traffici illeciti. Il carico è stato intercettato a bordo di un tir proveniente dal porto turco di Akçansa/Gemlik e diretto ad Amburgo, formalmente spedito da una società turca attiva nel settore delle telecomunicazioni e destinato a un’azienda olandese di servizi alle imprese. Le verifiche hanno consentito di rinvenire 23.400 banconote da 50 euro false, per un valore complessivo superiore a 1,17 milioni di euro, insieme a 25 documenti di identità contraffatti tra carte d’identità, passaporti, permessi di soggiorno e visti riconducibili a diversi Paesi europei ed extra UE. All’interno del mezzo sono stati inoltre sequestrati un hard disk e una chiavetta USB contenenti circa 10.000 file digitali, tra cui modelli grafici, fotografie, font, codici alfanumerici e software utilizzati per la produzione di documenti falsi. Tra i materiali rinvenuti figurano anche 110 certificati relativi a visti, carte d’identità, permessi di soggiorno e patenti di guida di vari Paesi, inclusa una patente italiana intestata a un cittadino russo richiedente asilo e segnalato per possibili collegamenti con ambienti radicalizzati. Secondo gli investigatori, il fenomeno della contraffazione documentale e monetaria si inserisce in reti criminali transnazionali che sfruttano piattaforme digitali criptate e canali del dark web per la produzione e distribuzione dei materiali illeciti. In tale contesto, aree come la Turchia e diversi Paesi dell’Europa orientale rappresentano snodi strategici per la produzione e lo smistamento. Il sequestro eseguito nel porto di Trieste conferma il ruolo del territorio italiano come possibile punto di accesso per l’introduzione di tali prodotti nel mercato europeo. Il materiale è stato posto sotto sequestro su delega della Direzione Distrettuale Antimafia di Trieste, che ha avviato ulteriori approfondimenti investigativi anche attraverso la cooperazione internazionale tra autorità giudiziarie e forze di polizia.

tvi/mca1

(Fonte video: Guardia di Finanza)

Attacchi cyber, Ranzato (Deas) “La vera sfida è comprendere la minaccia”

Attacchi cyber, Ranzato (Deas) “La vera sfida è comprendere la minaccia”

ROMA (ITALPRESS) – “Per oltre un decennio la cybersicurezza è stata raccontata come una disciplina della difesa. Un approccio necessario, ma che oggi non basta più: il problema non è soltanto proteggere le infrastrutture, è comprendere la minaccia”. Lo afferma Stefania Ranzato, fondatrice di Deas (Difesa e Analisi Sistemi), società italiana di cybersicurezza nata nel 2018, alla testata Open (https://www.open.online/2026/06/30/cybersicurezza-italia-stefania-ranzato-deas). Secondo l’ultimo rapporto Clusit l’Italia concentra il 9,6% degli attacchi cyber globali, una quota superiore al suo peso economico e demografico. Nel mirino soprattutto i servizi essenziali: sanità, trasporti, banche. Nel 2025, secondo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, gli attacchi alla sanità sono cresciuti del 40%. “Le capacità offensive, intese come capacità di comprendere l’offesa per neutralizzarla, si sviluppano attraverso ricerca e confronto con problemi reali – aggiunge Ranzato -. Formare e trattenere queste professionalità significa presidiare una porzione di autonomia nazionale”.
Un approccio che, per funzionare davvero, dovrebbe essere accompagnato anche da una maggiore consapevolezza dei cittadini: aggiornare i dispositivi, utilizzare password intelligenti, riconoscere i tentativi di truffa via sms o mail. Insomma, conoscere i rischi della rete e saperli gestire, seguendo le buone prassi della cyber literacy, perchè anche nella cybersicurezza prevenire è meglio che curare. “La difesa più efficace – osserva ancora Ranzato – non nasce dalla protezione delle infrastrutture, ma dalla capacità di comprendere come ragiona chi intende comprometterle”. Perchè il vantaggio competitivo, soprattutto nel settore cyber, “appartiene a chi capisce prima”.
Se i reati informatici preoccupano e sono in aumento, la ragione più immediata è che il valore economico dei dati è enorme. Proprio per questo, sostiene Ranzato, servono investimenti non soltanto nelle tecnologie, ma soprattutto nelle persone: “Le capacità offensive, intese come capacità di comprendere l’offesa per neutralizzarla, non si trovano sugli scaffali. Si sviluppano attraverso ricerca, sperimentazione continua e confronto con problemi reali». E’ il principio che regge gli ecosistemi cyber più maturi a livello internazionale, nei quali la ricerca offensiva è uno strumento ordinario per migliorare la resilienza complessiva dei sistemi.
Da questo discende una conseguenza che la politica industriale italiana farebbe bene a interiorizzare: in un settore dove il fattore decisivo è il capitale umano, la dipendenza tecnologica dall’esterno non è un dettaglio operativo ma una vulnerabilità strategica. “Formare, trattenere e valorizzare professionalità capaci di operare a questo livello significa, in ultima istanza, presidiare una porzione di autonomia nazionale”, sottolinea Ranzato.

– Foto ufficio stampa Deas –

(ITALPRESS).

Attacchi cyber, Ranzato (Deas) “La vera sfida è comprendere la minaccia”

Attacchi cyber, Ranzato (Deas) “La vera sfida è comprendere la minaccia”

ROMA (ITALPRESS) – “Per oltre un decennio la cybersicurezza è stata raccontata come una disciplina della difesa. Un approccio necessario, ma che oggi non basta più: il problema non è soltanto proteggere le infrastrutture, è comprendere la minaccia”. Lo afferma Stefania Ranzato, fondatrice di Deas (Difesa e Analisi Sistemi), società italiana di cybersicurezza nata nel 2018, alla testata Open (https://www.open.online/2026/06/30/cybersicurezza-italia-stefania-ranzato-deas). Secondo l’ultimo rapporto Clusit l’Italia concentra il 9,6% degli attacchi cyber globali, una quota superiore al suo peso economico e demografico. Nel mirino soprattutto i servizi essenziali: sanità, trasporti, banche. Nel 2025, secondo l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, gli attacchi alla sanità sono cresciuti del 40%. “Le capacità offensive, intese come capacità di comprendere l’offesa per neutralizzarla, si sviluppano attraverso ricerca e confronto con problemi reali – aggiunge Ranzato -. Formare e trattenere queste professionalità significa presidiare una porzione di autonomia nazionale”.
Un approccio che, per funzionare davvero, dovrebbe essere accompagnato anche da una maggiore consapevolezza dei cittadini: aggiornare i dispositivi, utilizzare password intelligenti, riconoscere i tentativi di truffa via sms o mail. Insomma, conoscere i rischi della rete e saperli gestire, seguendo le buone prassi della cyber literacy, perchè anche nella cybersicurezza prevenire è meglio che curare. “La difesa più efficace – osserva ancora Ranzato – non nasce dalla protezione delle infrastrutture, ma dalla capacità di comprendere come ragiona chi intende comprometterle”. Perchè il vantaggio competitivo, soprattutto nel settore cyber, “appartiene a chi capisce prima”.
Se i reati informatici preoccupano e sono in aumento, la ragione più immediata è che il valore economico dei dati è enorme. Proprio per questo, sostiene Ranzato, servono investimenti non soltanto nelle tecnologie, ma soprattutto nelle persone: “Le capacità offensive, intese come capacità di comprendere l’offesa per neutralizzarla, non si trovano sugli scaffali. Si sviluppano attraverso ricerca, sperimentazione continua e confronto con problemi reali». E’ il principio che regge gli ecosistemi cyber più maturi a livello internazionale, nei quali la ricerca offensiva è uno strumento ordinario per migliorare la resilienza complessiva dei sistemi.
Da questo discende una conseguenza che la politica industriale italiana farebbe bene a interiorizzare: in un settore dove il fattore decisivo è il capitale umano, la dipendenza tecnologica dall’esterno non è un dettaglio operativo ma una vulnerabilità strategica. “Formare, trattenere e valorizzare professionalità capaci di operare a questo livello significa, in ultima istanza, presidiare una porzione di autonomia nazionale”, sottolinea Ranzato.

– Foto ufficio stampa Deas –

(ITALPRESS).

Montepaone, Luigi Quintieri al Na turium: l’alleanza del gusto che parla calabrese

La visita dello chef conferma il valore di una proposta alimentare sempre più richiesta da consumatori, ristoranti e strutture ricettive: prodotti salutistici, vegani, fermentati, senza latte, senza uova, senza zucchero e per dieta chetogenica, con al centro la biodiversità regionale

Lo chef Luigi Quintieri, tra i nomi più autorevoli della cucina calabrese, ha fatto visita al Naturium di Montepaone Lido, confermando ancora una volta un rapporto di stima e collaborazione nato sin dai primi passi dell’attività. Una presenza non casuale, ma il segno di un dialogo ormai consolidato tra chi interpreta la cucina come cultura, territorio e salute, e chi da anni lavora per rendere accessibile una proposta alimentare moderna, specializzata e profondamente legata alla Calabria.

Quintieri, arrivato per scegliere alcuni prodotti, in particolare pasta e novità selezionate dallo store, ha avuto modo di conoscere più da vicino le ultime referenze introdotte dal progetto culturale Naturium. Una visita che assume un significato particolare perché lo chef, nel tempo, ha sempre sostenuto il progetto, apprezzandone la coerenza: attenzione alla qualità, alla salute, alle esigenze alimentari contemporanee e alla filiera calabrese.

Non si tratta soltanto di vendita di prodotti, ma di una visione. Naturium rilancia infatti un messaggio sempre più attuale: anche in Calabria è possibile trovare un assortimento completo per chi cerca un’alimentazione sana, consapevole e specifica. Prodotti vegani, fermentati, senza latte, senza uova, senza zucchero, alimenti pensati per la dieta chetogenica e soluzioni dedicate a chi ha esigenze nutrizionali particolari non sono più una nicchia lontana o difficile da reperire. Possono diventare, al contrario, un valore aggiunto concreto per ristoranti, hotel, catene alberghiere e professionisti della cucina.

Il punto è proprio questo: il consumatore di oggi è sempre più informato, attento ed esigente. Chiede gusto, ma anche benessere. Cerca identità territoriale, ma anche innovazione. Pretende qualità, ma spesso anche risposte precise a bisogni alimentari particolari. Per gli chef e per le strutture ricettive, poter contare su un riferimento specializzato diventa quindi una risorsa strategica.

In questa prospettiva, la presenza di Luigi Quintieri rappresenta una conferma importante. La sua carriera racconta un percorso lungo e prestigioso: chef, docente tecnico-pratico di cucina, consulente per ristoranti, alberghi, villaggi, banchetti, eventi e cene di gala, Quintieri ha portato la cucina calabrese in contesti nazionali e internazionali, con esperienze in fiere, ambasciate, consolati e manifestazioni dedicate alla valorizzazione dei prodotti identitari. Nel suo curriculum emergono anche l’impegno per la formazione, la collaborazione con scuole alberghiere, i riconoscimenti ricevuti dalla Federazione Italiana Cuochi e il costante lavoro di promozione del patrimonio enogastronomico regionale.

Proprio per questo, il suo apprezzamento verso Naturium assume un peso particolare. Perché arriva da un professionista abituato a confrontarsi con cucine internazionali, grandi eventi, prodotti di alto livello e pubblici differenti. Un cuoco che conosce bene l’evoluzione del gusto e che sa quanto sia importante, oggi, rispondere con competenza alle nuove domande del mercato.

Naturium, da parte sua, intende rafforzare questo ruolo di riferimento. L’obiettivo è offrire serenità a chef, ristoratori e operatori del settore: chi riceve richieste specifiche da clienti con esigenze particolari può trovare nella struttura un interlocutore capace di fornire soluzioni rapide, anche nel giro di pochi giorni. Un supporto utile per chi lavora nella ristorazione e vuole ampliare la propria proposta senza rinunciare alla qualità.

Al centro resta la Calabria, non come semplice etichetta geografica, ma come patrimonio vivo di biodiversità, materie prime, aziende selezionate e saperi alimentari. Naturium rivendica infatti la scelta compiuta sin dall’inizio: puntare su una proposta il più possibile legata al territorio, capace però di dialogare con le nuove tendenze della nutrizione e con una cucina ormai senza barriere.

La visita dello chef Quintieri diventa così il simbolo di un incontro virtuoso: da una parte la grande esperienza professionale di chi ha fatto della cucina calabrese una missione culturale; dall’altra un progetto commerciale e alimentare che guarda al futuro senza perdere le radici. Una collaborazione che conferma come salute, gusto, innovazione e identità territoriale possano camminare insieme.

L’articolo Montepaone, Luigi Quintieri al Na turium: l’alleanza del gusto che parla calabrese proviene da S1 TV.

Premio Don Mottola 2026. La carità operosa e la promozione umana nel ricordo del Beato tropeano

«La carità è la nostra grande missione». Si è chiusa con queste emblematiche parole del Beato don Francesco Mottola la cerimonia di conferimento del Premio Don Mottola, un riconoscimento nato con l’obiettivo profondo di valorizzare persone, enti e iniziative capaci di incarnare i valori della carità attiva, del servizio silenzioso e della promozione umana. Organizzato dalla Fondazione Don Mottola di Tropea nel Salone della Casa della Carità e coordinato da Vittoria Saccà, il Premio riconosce progetti nazionali e internazionali che testimoniano concretamente il messaggio evangelico attraverso opere di carattere sociale, educativo e culturale. “Il Premio nasce per promuovere e incoraggiare iniziative di solidarietà e crescita umana, nel pieno rispetto degli insegnamenti ricevuti dal Beato”. Per comprendere appieno la genesi del Premio Don Mottola, come spiegato da Vittoria Saccà, è necessario ripercorrere la storia e lo straordinario carisma del sacerdote tropeano. Don Mottola possedeva la rara capacità di aggregare e ispirare numerosi giovani provenienti da ogni territorio, coinvolgendoli in incontri, eventi e seminari nati dalla sua fervida mente e guidati da una spiccata predilezione per le nuove generazioni. La sua scomparsa, avvenuta il 29 giugno 1969, lasciò un profondo vuoto nella comunità di Tropea e tra i suoi innumerevoli estimatori. Al fine di preservarne intatta la memoria e l’opera, un gruppo di laici romani legati al Gruppo Ecclesiale Calabrese, tra i quali figurava Nicola Di Napoli, già dirigente nazionale di Azione Cattolica, costituì ufficialmente con atto notarile, il 2 dicembre 1988, la Fondazione don Francesco Mottola. L’anno successivo, nel 1989, l’istituzione diede vita al Premio omonimo, fissandone la ricorrenza il 29 giugno, data della salita in cielo del Beato. Nel corso degli anni, la Fondazione ha visto l’ingresso di nuove figure e collaboratori, espandendo le proprie attività: la presidenza del Comitato del Premio è oggi affidata a Vittoria Saccà, che opera in stretta sinergia con il presidente della Fondazione, il prof. Paolo Martino, e con un comitato composto da Luciano Meligrana, Antonino Crea, Ernesto Lamanna, Rocco Pititto, Marina Santacroce, don Francesco Sicari e Francesco Stivala. Il Premio si articola in due sezioni principali, ciascuna dotata di un contributo economico di 1.000 euro, regolamentate dallo statuto ufficiale. Un premio di 1.000 euro riservato a tesi di laurea o di dottorato discusse negli ultimi cinque anni presso università italiane o estere, oppure Istituti Superiori di scienze religiose, incentrate sull’opera del Beato Don Mottola o sulla storia della Chiesa calabrese; un premio di 1.000 euro destinato a persone, enti, associazioni o cooperative operanti nel campo della beneficenza e della formazione (con preferenza per il territorio della Calabria, ma aperto a candidature su scala nazionale). La medesima sezione include la possibilità di candidare seminaristi calabresi che necessitano di sostegno economico. Le proposte di candidatura possono essere liberamente presentate dai membri della Fondazione stessa, da Vescovi, Parroci, dalle Caritas diocesane, dalle Amministrazioni Comunali, da enti e associazioni del settore, nonché da singoli cittadini. L’albo d’oro del Premio vanta nel tempo figure e realtà di grande rilievo sociale e civile, tra cui spiccano i nomi di Mamma Africa, l’associazione “Insieme per…”, il giudice Rosario Livatino, don Saverio Gatti, Giuseppe Lo Cane, il Centro di solidarietà don Mottola, don Giuseppe Florio, Gabriele Vallone, le sorelle della Compagnia della Croce di Reggio Calabria, il Coro Polifonico don Giosuè Macrì e Giovanni Giordano. L’edizione n. 34 del 2026 ha celebrato il trentaquattresimo anniversario del Premio ed assegnato i prestigiosi riconoscimenti a due figure di alto profilo culturale e sociale: per la Sezione Cultura ad Eugenio Attanasio, legale rappresentante della Cineteca della Calabria («Il regista e autore Eugenio Attanasio con il suo documentario e libro “In Cammino con Gioacchino” traccia un legame tra l’Abate medioevale Gioacchino da Fiore e il Beato Don Francesco Mottola. Per entrambi, la Calabria è terra di incontro con Dio e riscatto degli ultimi»); per la Sezione Beneficenza a Bruna Sacchi, legale rappresentante dell’associazione “Nati per Amare Odv” («Con la sua instancabile attività, si pone al fianco di chi ha bisogno sostenendolo lungo il cammino. Nel tendere la mano a chi chiede aiuto, “Nati per Amore” continua l’opera del Beato don Francesco Mottola che accoglieva nel suo cuore e sotto il suo tetto tutti “I nujiu du mundu”»). La Cerimonia di Consegna si è svolta il 28 giugno scorso con un evento impreziosito da un importante convegno di studi sul tema “L’enciclica di Leone XIV Magnifica Humanitas”, con la relazione di Mons. Attilio Nostro, Vescovo della Diocesi di Mileto-Nicotera-Tropea.
Carmela Commodaro

L’articolo Premio Don Mottola 2026. La carità operosa e la promozione umana nel ricordo del Beato tropeano proviene da S1 TV.