Naturium celebra l’Earth Day con degustazioni gratuite di prodotti biologici
Il 22 aprile, nelle sedi di Montepaone e Rende, il progetto culturale fondato da Giovanni Sgrò porta in piazza un messaggio che anticipa i tempi: la filiera corta non è nostalgia, è risposta strategica alla crisi energetica globale

Mentre il mondo discute di petrolio, Stretto di Hormuz e dipendenze geopolitiche, in Calabria c’è chi da oltre un decennio ha già indicato una strada. Il 22 aprile 2026, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, il progetto culturale Naturium apre le porte delle sue sedi di Montepaone e Rende per un’intera giornata di degustazioni gratuite di prodotti biologici, con un focus dichiarato su territorio e filiera corta.
Cos’è la Giornata della Terra e perché il 2026 è diverso
La Giornata Mondiale della Terra — celebrata ogni anno il 22 aprile in oltre 190 Paesi — è diventata nel tempo il principale appuntamento globale per la sensibilizzazione ambientale. Il tema scelto per il 2026 è “Our Power, Our Planet”: un invito a riscoprire il potere collettivo dei cittadini come leva primaria di cambiamento. Un tema che, quest’anno più che mai, risuona in modo particolare alla luce delle tensioni internazionali che stringono in una morsa i mercati energetici e, di riflesso, l’intero sistema alimentare mondiale.
Naturium in campo: degustazioni aperte a tutti
Per l’intera giornata del 22 aprile, Naturium accoglierà il pubblico nelle due sedi calabresi di Montepaone e Rende con degustazioni gratuite di prodotti biologici selezionati nel segno della stagionalità e della provenienza locale. Un’occasione per assaggiare — letteralmente — cosa significa filiera corta: prodotti che non hanno attraversato oceani né percorso migliaia di chilometri in celle frigorifere, ma che portano con sé il sapore e la storia di un territorio.
L’iniziativa non è un evento isolato, ma l’espressione più immediata di un percorso culturale che Naturium porta avanti da oltre un decennio sotto la guida del suo fondatore, Giovanni Sgrò.
Sgrò: “Non nostalgia, architettura del futuro”
“La filiera corta non è il ritorno romantico a un passato pre-industriale”, afferma Sgrò con chiarezza. “È un’architettura produttiva e distributiva ad alta resilienza, progettata per minimizzare le dipendenze energetiche esterne. Ogni chilometro percorso in meno da un prodotto alimentare è un grammo di CO₂ risparmiato, un litro di carburante non consumato, un nodo della catena globale in meno su cui la crisi può far leva”.
Parole che acquistano un peso specifico inedito nel contesto attuale. Il sistema alimentare globale è responsabile di oltre il 30% delle emissioni mondiali di gas serra, e la logistica del trasporto ne rappresenta una quota tutt’altro che trascurabile. “Ridurre la distanza tra produzione e consumo non è un gesto simbolico”, sottolinea Sgrò. “È un atto di sovranità energetica”.
Hormuz, petrolio e grano: quando la geopolitica entra in cucina
Il fondatore di Naturium individua tre dinamiche convergenti che rendono la filiera corta non più una scelta virtuosa ma una necessità strategica. La prima è economica: l’aumento dei costi energetici ha progressivamente eroso la competitività dei grandi modelli distributivi basati su trasporti a lunga percorrenza. Il prodotto locale, a lungo percepito come “più caro”, si sta riposizionando su una parità di costo reale rispetto all’equivalente industriale importato.
La seconda è geopolitica, e tocca nervi scoperti. La dipendenza occidentale da grano ucraino, olio di palma indonesiano e soia brasiliana ha mostrato tutta la sua fragilità strutturale. Ma è lo Stretto di Hormuz a rappresentare oggi la variabile più critica: quel corridoio marino largo appena 33 chilometri attraverso cui transita circa il 20% del petrolio mondiale e una quota rilevante del gas naturale liquefatto globale. Le tensioni crescenti tra Iran e Occidente — con il rischio concreto di un blocco a tempo indeterminato — hanno riportato all’attenzione dei governi una verità che non si può più ignorare: un singolo punto critico delle rotte energetiche è sufficiente a paralizzare fertilizzanti, carburanti agricoli, trasporti refrigerati. L’intera catena del cibo globale. “Un sistema alimentare costruito sulla prossimità e sulla stagionalità – osserva Sgrò, – non è esposto a questo rischio nella stessa misura. E questa non è filosofia: è strategia”.
La terza dinamica è culturale: le crisi accelerano la consapevolezza. Sempre più consumatori associano il cibo locale non solo alla qualità organolettica, ma a un atto di resistenza civile nei confronti dei meccanismi di dipendenza energetica globale.
Un impegno che precede le emergenze
Ciò che distingue Naturium nel panorama della comunicazione sulla sostenibilità è precisamente questo: mentre molti “scoprono” la filiera corta sull’onda dell’emergenza, Naturium ha costruito nel corso di un decennio un pensiero organico e coerente attorno ai temi dell’alimentazione naturale, della stagionalità, del rispetto ambientale e del legame con il territorio.
Il progetto fondato da Giovanni Sgrò ha attraversato anni in cui parlare di cibo stagionale e filiera corta era ancora considerato un discorso di nicchia. Oggi quella nicchia è diventata il centro del dibattito geopolitico, economico e ambientale.
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Per far defluire il traffico più agevolmente, soprattutto nelle ore di punta e nelle aree vicino alle scuole, nella città cinese di Hangzhou sono state introdotte corsie spartitraffico robotizzate. Un sistema intelligente per gestire la congestione della circolazione, capace di riconfigurare le corsie – quando necessario – in soli a 40 secondi. (XINHUA/ITALPRESS)


GELA (CALTANISSETTA) (ITALPRESS) – “Svolgeremo a breve attività di sequestro della documentazione nella disponibilità di alcuni degli indagati, continueremo l’acquisizione presso altri uffici pubblici che è in corso e abbiamo in programma anche di interrogare i soggetti attualmente iscritti nel registro degli indagati. Rilevato che le attività istruttorie potrebbero portare a fughe di notizie con alterazione dei fatti, ricostruzioni parziali, nomi di indagati o fake news, abbiamo ritenuto opportuno fare un punto stampa per una ricostruzione più lineare possibile”. Lo ha detto il procuratore capo di Gela, Salvatore Vella, in una conferenza stampa in merito all’inchiesta sulla frana di Niscemi. “Sottolineo che siamo in fase di indagini preliminari e queste non sono ancora concluse”. xa9/vbo/mca1
CATANIA (ITALPRESS) – Si ferma in Sicilia il comparto dell’autotrasporto legato all’intermodalità. La protesta interessa principalmente i porti dell’isola collegati con navi di tipo ro-ro. Al centro della mobilitazione, spiega il portavoce regionale del Comitato trasportatori siciliani, Salvatore Bella, ci sono i costi ritenuti insostenibili per le imprese del settore. “Ci fermiamo perché non possiamo più andare avanti con il costo della polizza d’imbarco, che ormai ha raggiunto seicento euro in più rispetto a quanto era prima. Non siamo più nelle condizioni di viaggiare”, spiega Bella, al porto di Catania, nel corso di una conferenza stampa.