Electrolux, Urso “Il piano dell’azienda è inaccettabile, faremo la nostra parte”
BOLOGNA (ITALPRESS) – “Il piano dell’azienda è inaccettabile e noi faremo la nostra parte con determinazione”. Così il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, sulla crisi dell’Electrolux per la quale l’azienda ha annunciato 1.700 esuberi e la chiusura dello stabilimento di Cerreto D’ Esi. A margine della prima edizione di R21, evento promosso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e organizzato dalla Regione Emilia Romagna, Urso ha annunciato: “Ho convocato già stamattina l’azienda, i sindacati e le Regioni per il 25 maggio per affrontare anche questa crisi con la consapevolezza che l’azienda ha già chiuso lo stabilimento negli Stati Uniti, attraversa una crisi che è frutto anche delle scelte ideologiche del green deal, che ha esposto il mercato europeo alla concorrenza selvaggia e sleale della Cina. Noi ci siamo mossi in Europa a tutela della ripresa del lavoro europeo con una revisione radicale delle regole del green deal e per ottenere misure di salvaguardia dalla concorrenza sleale, come quelle ottenute recentemente per il settore dell’acciaio. Per questo ho posto il tema dell’elettrodomestico ai commissari competenti, perché ritengo che anche questo sia un settore strategico a cui l’Europa non può rinunciare. Inoltre l’Italia da sola non può fronteggiare un fenomeno globale e che purtroppo deriva anche dalle regole europee che lasciano campo libero alla concorrenza cinese. Noi faremo la nostra parte con assoluta determinazione perché il piano presentato dall’azienda è inaccettabile. Affronteremo l’azienda con i sindacati e con le Regioni e sono certo che riusciremo a salvaguardare, per quanto possibile dato che il contesto è sfidante, i lavoratori e gli stabilimenti”.
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NAPOLI (ITALPRESS) – Con il pignoramento del conto corrente da parte dell’Agenzia delle Entrate-Riscossione, il fisco può prelevare il saldo attuale e somme future entro 60 giorni, con limiti specifici su stipendi e pensioni. Il punto dell’economista Gianni Lepre.
ROMA (ITALPRESS) – “Vorrei far miei alcuni degli slogan che hanno accompagnato questo impegno negli anni passati, per riassumerne il valore. L’infermiere è vita. L’infermiere è ovunque, per il bene di tutti. La salute è un diritto di civiltà. Ancora: la salute vi aveva abbandonati, gli infermieri mai. Perché l’infermiere prende in prestito la vita di una persona, la accudisce per il tempo necessario con l’obiettivo di restituirla in buona salute. La declinazione di questi temi ci richiama con forza le fragilità e i divari tuttora esistenti”. Così il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella nel suo discorso all’assemblea di Fnopi in occasione della Giornata Internazionale degli Infermieri all’Auditorium Antonianum di Roma. “La forte etica personale, di cristiana solidarietà, che aveva animato Nightingale, aveva trovato espressione sui campi di battaglia prima ancora che nelle epidemie che si manifestavano. L’innesco per la creazione di un Diritto internazionale umanitario durante i conflitti fu prezioso e meriterebbe ben diverso rispetto”. “Tengo particolarmente a ricordare il contributo decisivo, l’appassionata dedizione che vi ha contraddistinto in occasione della pandemia da Covid, drammatica, lunga emergenza – che voi avete vissuto con sacrifici immani e con diverse vittime – e che qualcuno, con sprezzo dei defunti di quei tragici giorni, cerca di derubricare a poco più di una leggera influenza. Portando a dimenticare gli sforzi spesso eroici e le sofferenze di medici e infermieri, di tutto il personale sanitario. In questa giornata, desidero doverosamente ribadire la gratitudine della Repubblica per ciò che avete fatto. E per quello che continuate a fare ogni giorno, infondendo fiducia, testimoniando umanità e solidarietà, preziose insieme ai trattamenti di terapia”.
ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo cercare di lavorare uniti per consolidare i rapporti e costruire una prospettiva condivisa del Mediterraneo. In quest’area si concentrano alcune tra le più grandi sfide del nostro tempo, che devono essere affrontate attraverso il dialogo e la cooperazione multilaterale. È questa una necessità fondamentale in un mondo che è ormai interconnesso. Le crisi stanno assumendo una dimensione planetaria e non sono mai circoscritte ai singoli attori coinvolti. È essenziale quindi elaborare strategie e linee di intervento che siano coordinate”. Così il Presidente della Camera dei deputati, Lorenzo Fontana, aprendo a Montecitorio i lavori della seconda giornata di lavori del Seminario del Gruppo Speciale Mediterraneo e Medio Oriente dell’Assemblea parlamentare della NATO. “Non bisogna mai dimenticare – ha sottolineato Fontana – che le diverse realtà del Mediterraneo non sono isolate, ma fanno parte di un quadro più ampio. L’Assemblea parlamentare della NATO da sempre nutre questa consapevolezza. Grazie all’operato delle sue strutture interne, ha contribuito a un progressivo allargamento del raggio d’azione dell’Alleanza. In questa direzione occorre promuovere in ogni sede la diplomazia parlamentare per difendere e promuovere i valori della pace e della libertà. In un tempo segnato da tensioni e incertezze, auspico che il confronto di queste giornate contribuisca a rafforzare la cooperazione tra i Parlamenti e, soprattutto, il dialogo tra i popoli”.
BOLOGNA (ITALPRESS) – Sulla crisi Electrolux, che riguarda 1.700 lavoratori, è intervenuto anche il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Massimiliano Fedriga, presente oggi a Bologna alla due giorni di R21. Fedriga ha annunciato che sono in corso già le prime interlocuzioni con l’azienda e ha dichiarato: “La situazione ci preoccupa molto, capiamo che il settore è in crisi, ma questa crisi non possono pagarla solo i lavoratori. Dobbiamo trovare delle soluzioni e anche in questo caso, ad esempio, l’innovazione può essere un fattore importante. Oltre il caso specifico, drammatico perché riguarda 1.700 lavoratori, servono strategie nazionali per far sì che sia indifferente dove produrre, perché su questo saremo sempre perdenti. Per questo motivo la capacita di fare innovazione e di creare un legame con il territorio e’ fondamentale, altrimenti da un giorno all’altro noi permettiamo alle aziende di portare la produzione in Paesi in cui i costi del lavoro e dell’energia sono più bassi e dove ci sono regole più blande per quanto riguarda l’impatto ambientale: questo significherebbe ridurre l’Europa e l’Italia a Paesi di consumo e non di produzione”.
ROMA (ITALPRESS) – Nella decima puntata di “Power Talks, il potere della comunicazione”, format editoriale nato dalla collaborazione tra Italpress e Philia Associates, Jessica Nicolini intervista Primo Maronati, Senior Manager di Cinello, società benefit italiana che sta ridefinendo il rapporto tra patrimonio artistico e tecnologia. Un confronto su uno dei temi più delicati e affascinanti di oggi: portare l’arte nell’era digitale senza tradirne l’essenza. Dalle serigrafie digitali certificate alle mostre internazionali, fino alla possibilità di rendere accessibili opere che non potrebbero mai lasciare i musei, la direzione è chiara: proteggere il patrimonio culturale ampliandone la fruizione.
BOLOGNA (ITALPRESS) – “Dare alle Regioni un ruolo maggiore non significa non significa separare e frammentare, centralizzare è un errore capitale”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Emilia Romagna, Michele De Pascale, in occasione della prima edizione di R21 – Research to Innovate Italy, evento promosso dalla Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome e organizzata dalla Regione Emilia Romagna insieme ad Art-ER. “Le Regioni – ha dichiarato De Pascale – sono gli enti che per la nostra Costituzione e per come è organizzato il nostro Paese hanno le leve per trasformare le politiche europee e nazionali in fatti concreti che entrano nella vita delle persone, quindi le Regioni vogliono lavorare insieme, il messaggio di oggi è molto forte, dare un ruolo maggiore alle Regioni non significa fare il Paese Arlecchino, non significa separare e frammentare: oggi dimostriamo che le Regioni lavorano insieme, ma per mettere a terra una politica, per gestire i bandi, per costruirli in modo sartoriale, per lavorare con Università e centri di ricerca e per mettere insieme la formazione la dimensione regionale e’ essenziale, non saperla leggere e, anzi, voler centralizzare sarebbe un errore capitale.