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Ristorazione, Cerea “Prodotti italiani invidiati in tutto il mondo”

MILANO (ITALPRESS) – La stella Michelin è “la massima aspirazione” di ogni cuoco, perché rappresenta “la consacrazione del proprio lavoro e della propria dedizione. Non bisogna lavorare solo per questo fine, ma se tutti i giorni” lavori “con passione e talento, dimostri la tua qualità. Quando arrivi a certi risultati è davvero bello e gratificante, e anche economicamente c’è un risvolto importante”. Lo ha detto Enrico Cerea, Executive Chef del ristorante “Da Vittorio”, che di stelle Michelin può vantarne tre, intervistato da Claudio Brachino per il magazine televisivo Italpress Economy.
“I nostri genitori sono stati bravi a trasmetterci l’importanza della famiglia e dei valori familiari ai quali non possiamo rinunciare, anche una volta che ci siamo ingranditi. Papà e mamma aprirono nel 1966 a Bergamo, poi nel 2005 ci siamo spostati a Brusaporto e da lì siamo arrivati ad aprire ristoranti a St Moritz, a Shanghai, a Portofino, a Milano, a Parigi e poi con il catering giriamo tutto il mondo”, spiega Cerea.
“Chi fa il mio mestiere è fortunato a farlo in Italia” perché abbiamo “dei prodotti che tutto il mondo ci invidia e una cucina che tutto il mondo conosce, che forse fino a qualche anno fa era considerata troppo semplice ma che, con le ultime generazioni – sottolinea lo chef -, ha avuto una svolta decisiva e ha dimostrato professionalità, capacità e tecnica e si è rivelata vincente rispetto ad altre cucine anche molto blasonate perché non stanca e ti emoziona”.

sat/gsl

Scoperte transazioni di rottami ferrosi “in nero” nel nord Italia

TORINO (ITALPRESS) – La Guardia di finanza Torino, in seguito a una verifica fiscale nei confronti di una società canavesana, attualmente in liquidazione, ha individuato, abilmente occultata in forma digitale all’interno dei sistemi informatici aziendali, una contabilità “parallela”, grazie alla quale è stato possibile ricostruire acquisti e cessioni di oltre 54.000 tonnellate di materiale ferroso effettuati “in nero” dall’Azienda, per un controvalore di circa 10 milioni di euro (oltre la metà dei quali, peraltro, regolati per contanti, in violazione alla normativa sulla circolazione valutaria). Le indagini dei militari hanno, inoltre, consentito di appurare che le cessioni dei materiali ferrosi (tutti prodotti di scarto, considerati dalla vigente normativa alla stregua di rifiuti) erano state realizzate senza attenersi alle prescrizioni imposte dalle norme ambientali, nonché in assenza dei requisiti di conformità e tracciabilità previsti dalla legislazione nazionale ed europea. Sono complessivamente 51 gli amministratori di società (in particolare, 4 della società canavesana ispezionata e 47 di ulteriori soggetti economici), operanti soprattutto nel nord Italia, indiziati a vario titolo per le ipotesi di reato di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, attività di gestione di rifiuti non autorizzata e occultamento o distruzione di documenti contabili quali “formulari rifiuti” e relativi documenti di trasporto. Nei loro confronti, l’Autorità Giudiziaria ha proceduto a emettere l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Per quanto riguarda, infine, le persone ritenute promotori del sodalizio criminale (i 4 amministratori canavesani più 1 brianzolo), la Procura della Repubblica ne ha già richiesto al Giudice per le Indagini Preliminari il rinvio a giudizio.
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Satriano, inaugurazione del Punto ORienta Giovani

Satriano –  Presso la Sala Consiliare del Comune di Satriano, si è tenuta la conferenza stampa di inaugurazione del Punto ORienta Giovani, un progetto nato in Consiglio Comunale e approvato all’unanimità, che rappresenta un esempio concreto di collaborazione e visione politica a sostegno del territorio.
Durante l’evento è stata sottolineata l’importanza di questa nuova iniziativa, che si pone come punto di riferimento e supporto per i giovani, spesso costretti ad abbandonare i propri borghi in cerca di opportunità professionali e di vita. Il Punto ORienta Giovani nasce con l’obiettivo di invertire questa tendenza, offrendo strumenti concreti per la crescita personale e professionale e informando sui programmi e le opportunità disponibili per il futuro dei giovani.L’obiettivo del progetto è duplice: da un lato, fornire ai giovani calabresi informazioni preziose sulle opportunità presenti, dall’altro, rafforzare le competenze necessarie per affrontare con successo il mercato del lavoro.
Le prime attività inizieranno a gennaio 2025 e includeranno una programmazione ricca e diversificata di incontri, laboratori di formazione, networking e orientamento professionale. Il calendario completo e i dettagli delle iniziative sono disponibili sulla nuova piattaforma ufficiale del progetto: www.orientagiovanisatriano.it.
Il taglio del nastro della nuova sede è stato un momento simbolico che ha sancito l’inizio di un progetto ambizioso, ideato per rispondere alle esigenze di una generazione che rappresenta il futuro del nostro territorio. L’Amministrazione Comunale di Satriano ringrazia tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa iniziativa e invita i giovani a scoprire e partecipare attivamente alle attività del Punto ORienta Giovani.

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Pastore “Per Palermo ci sarò sempre, resterò nel mondo del calcio”

Pastore “Per Palermo ci sarò sempre, resterò nel mondo del calcio”

PALERMO (ITALPRESS) – Javier Pastore e il Palermo. Un legame che col passare degli anni sembra rafforzarsi. Presente per la storica inaugurazione del Cfa di Torretta, poi anche per la sfida contro lo Spezia che ha visto dal vivo al Barbera. Il fantasista argentino, dopo aver iniziato nel suo paese è arrivato in Sicilia nell’estate del 2009 dall’Huracan, club con il quale aveva disputato una stagione eccezionale. In rosanero due stagioni incredibili tra grandi giocate e gol pesanti, con l’apice raggiunto nella finale di Coppa Italia contro l’Inter. Intervistato in esclusiva a Torretta Cafè, il nuovo talk show prodotto interamente dal Palermo FC, in oltre un’ora di talk a cuore aperto il Flaco ha messo a nudo le proprie emozioni come mai fatto prima. Le prime parole, però, sono dedicate proprio al centro sportivo di Torretta. ‘Sono stato qui per l’inaugurazione, è stata una bellissima giornata. Sto vedendo crescere un Palermo diverso rispetto a quello che ho vissuto io. Mi fa tanto piacere vedere un Palermo così con un centro sportivo dotato ad esempio di una sala da pranzo, una palestra ma anche di un posto come Torretta Cafè. Quando mi allenavo io a Boccadifalco era una cosa completamente diversa. Ho rivisto vecchi compagni di squadra all’inaugurazione. Stare insieme e ricordare i momenti vissuti è stato bellissimo. Ho vissuto due anni bellissimi qui a Palermo.
Ho costruito relazioni belle dentro e fuori dal campo. Ormai sono sposato (con la palermitana Chiara, ndr) e sono padre, quando sono arrivato a Palermo ero un bambino. Diversi calciatori più grandi mi hanno insegnato tante cose e hanno contribuito alla mia crescita come uomo – prosegue Pastore -. Mi ha fatto piacere vedere Migliaccio, quando sono arrivato a Palermo mi ha aiutato tanto, mi ha trasmesso tante cose. Sento Balzaretti, Migliaccio, Liverani. Con Miccoli ogni tanto scambiamo messaggi. Anche Hernandez, Santi Garcia, Munoz, Bertolo e Cavanì. Col Palermo è stato anche a New York per il lancio della nuova maglia: ‘Un’esperienza meravigliosa, non me lo sarei mai aspettato di fare questa pubblicità della maglia a New York. E’ stato bellissimo, abbiamo vissuto dei giorni che ci hanno portato tantissimi ricordi. Palermo è stata la mia porta per l’Europa e per la Nazionale argentina. Per questo club io ci sarò semprè. Adesso che ha più tempo per guardarsi indietro, Pastore si rende conto che il suo sogno lo ha realizzato. ‘Ho cominciato a pensare di avercela fatta soltanto adesso che non gioco più a calcio. Il mio percorso da calciatore l’ho vissuto normalmente, ogni cosa che mi succedeva credevo fosse normale. Arrivare a Palermo, giocare in una squadra con dei campioni o affrontare campioni di squadre come Inter, Juventus e Milan…L’ho vissuto come una normalità, come se stessi giocando con i miei amici in Argentina. Oggi mi rendo conto che ho fatto una carriera importante. Sono stato 7 anni al Psg con giocatori che hanno segnato in maniera profonda il calcio mondiale”. Il club dell’allora presidente Zamparini aveva messo gli occhi su di lui nel 2009. Su Pastore c’era anche l’interesse di Chelsea, Milan e Porto. ‘Al mio arrivo c’erano giocatori come Miccoli e Cavani, quest’ultimo era giovane ma con un talento incredibile. Il livello era veramente alto in allenamento. Il giorno che sono arrivato ho subito giocato un’amichevole contro una squadra austriaca – racconta il Flaco -. Una volta sceso dalla macchina con Sabatini e il mio procuratore si è avvicinato Zamparini che mi ha proposto di giocare la partita dopo aver fatto un viaggio di 14 ore da Buenos Aires a Milano. Non avevo neanche le scarpe, il presidente mi ha accompagnato in un centro commerciale lì vicino. Mi ha detto prendi tutto quello che vuoi, ho preso un paio di scarpe da calcio, i parastinchi e basta. Una volta tornati alla partita il magazziniere Pasquale mi ha dato il materiale per giocare. Zamparini ha detto al mister che sarei dovuto entrare nel secondo tempo. Il mister non capiva perchè dopo un viaggio così lungo sarei dovuto subito scendere in campo. Ho giocato una ventina di minuti e ho subito fatto un sombrero, un tunnel, un passaggio lungo a Miccoli che ha fermato la palla di petto e fatto gol. Zamparini si mise a piangere in tribuna, era innamorato delle mie giocate. Me lo hanno raccontato persone che stavano lì come il mio procuratore”. Ambientarsi in Italia non è stato semplice. Ad aiutare Pastore, però, ci hanno pensato anche i compagni di squadra, con i quali all’inizio c’è stato anche qualche momento particolare, che è stato utile per la sua crescita. “All’inizio ho avuto problemi per il mio modo di giocare. Non erano abituati ad avere in squadra un compagno che facesse 5 tunnel ogni allenamento. Non lo facevo per prendere in giro, era il mio modo di giocare. Due mesi dopo il mio arrivo feci un tunnel a Migliaccio, mi diede un calcio, così una seconda e una terza volta. Noi come argentini abbiamo una forma di insultare che non è riguardo la persona ma riguardo la situazione. Allora mi è uscito un insulto, non contro di lui. Lui ha sentito questo insulto, lo ha capito e si è diretto verso di me mentre ero ancora a terra. Mi ha alzato dal collo in piedi dicendomi di non insultarlo più. Mi chiedevo in che posto fossi arrivato. Il giorno dopo abbiamo fatto una riunione con Zamparini e Sabatini. Abbiamo parlato, ci siamo capiti, da quel momento in poi il mio miglior compagno è stato Giulio. Pirlo e Gattuso? Erano idoli, ma gli ho fatto il tunnel. Quello che mi mettevo in testa mi riusciva, in allenamento facevo tanti scherzi… contavo i tunnel, facevo scommesse”. Resta il rammarico per la finale di Coppa Italia persa contro l’Inter all’Olimpico di Roma. ‘Abbiamo giocato contro squadre come Roma e Milan. Abbiamo eliminato squadre forti. Non ho mai rivisto la finale contro l’Inter però resta il ricordo, tutta la mia famiglia è venuta a vedere questa partita. Quei tre giorni a Roma tutte le piazze erano rosanero. Non lo so quante persone sono rimaste fuori dallo stadio, forse 10-20 mila persone. Il risultato conta sempre, ma il percorso che abbiamo fatto in Coppa Italia è stato bellissimo. Le emozioni delle persone non le leva nessuno, quell’anno è sato magico. Potevamo vincere o meno, ma il percorso è stato pazzescò, dice Pastore che ha giocato con tanti campioni, Messi in primis. “Il miglior giocatore di sempre, in allenamento e in partita fa delle cose che non puoi neanche immaginare. Quando vuole una cosa e si accende è finita per gli altri. Ho 35 anni, Maradona non l’ho visto giocare ma l’ho avuto come allenatore. Ho avuto la fortuna di vivere Maradona e Messi nello stesso spogliatoio. Incredibile, una cosa unicà. Tra i rimpianti per la carriera la sua avventura alla Roma. ‘Gli ultimi due anni non sono stati quelli che avrei voluto, il fisico non mi ha accompagnato. Mi faceva tanto male arrivare a Trigoria e non poter dare quello che potevo dare. Quella è stata la frustrazione più grande provata nel mondo del calcio, mi sentivo proprio malè. Pastore ha anche parlato del suo futuro: ‘Non gioco più a calcio da un anno e sette mesi. Mi sono operato 8 mesi fa, adesso sto benissimo non ho più dolori però ho perso tanto tempo. Non ho continuato ad allenarmi in un modo professionale. Ogni anno il calcio cambia tantissimo. Oggi è più importante il fisico, i giocatori sono atleti. Non ho in testa di tornare in campo, penso che prima di giugno 2025 annuncerò ufficialmente il mio ritiro dal calcio giocato, ma sto studiando per restare in questo mondo che amò. Ancora presto per capire cosa farà. ‘Non lo so, mi piacerebbe restare nel calcio perchè lo amo e mi piacerebbe tanto aiutare i bambini a crescere e a formarsi. E’ qualcosa che mi interessa fare, mi sto preparando. Sto facendo un corso di management con la Fifa, è molto interessante perchè mi dà la possibilità di conoscere le persone che lavorano in diversi ambiti dei club. Mi sto riempiendo di informazioni per capire veramente in che momento mi senta pronto per fare qualcosa nel calcio. Farò anche il corso di direttore sportivo, però per il momento non ho deciso bene che strada prendere nel mondo del calcio. Mi sto preparando per decidere nei prossimi annì. Di sicuro c’è che per Palermo ci sarà sempre e che il popolo palermitano porterà il ‘Flacò Pastore sempre nel cuore.
– Foto ufficio stampa Palermo Fc –
(ITALPRESS).

Lazio ai quarti di Coppa Italia, Noslin elimina il Napoli

Lazio ai quarti di Coppa Italia, Noslin elimina il Napoli

ROMA (ITALPRESS) – La Lazio batte il Napoli 3-1 all’Olimpico e accede ai quarti di finale di Coppa Italia, dove troverà una tra Inter e Udinese (in campo il prossimo 19 dicembre). Decisiva la tripletta di uno scatenato Noslin, che sfrutta al meglio la chance concessa da Baroni in una partita caratterizzata dall’ampio turn over delle due squadre, che torneranno a sfidarsi in campionato domenica sera al ‘Maradonà. L’allenatore biancoceleste fa sette cambi rispetto alla sconfitta di Parma, mentre Conte ne fa addirittura undici, lasciando in panchina per novanta minuti Kvaratskhelia. Normale quindi che sia la Lazio, con alcuni big come Zaccagni, Rovella (squalificato in campionato), Pedro e Lazzari, a fare la voce grossa, controllando il gioco e alzando la pressione sin dai primi minuti. Ed è proprio la formazione biancoceleste ad avere la prima palla dell’1-0: al 19′ Pedro in area salta Caprile che sbaglia i tempi dell’uscita bassa e lo stende. L’arbitro Pairetto indica il dischetto ma è il portiere partenopeo ad uscire vincitore dal duello dagli undici metri con Zaccagni. Il vantaggio è solo rinviato al 32’: sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Gigot fa da torre per Noslin che da due passi appoggia in rete di testa.
Al Napoli però basta una fiammata per pareggiare: al 36′ Neres ruba palla a Tchaouna e calcia dal limite, Mandas respinge corto e Simeone in scivolata, anticipando Patric, segna il suo nono gol in carriera contro i biancocelesti. Un errore in uscita al 41′ però punisce il Napoli: Zaccagni pesca Pedro, che col tacco libera al tiro Noslin: l’ex Verona manda a vuoto Spinazzola e col piattone batte Caprile. La serata perfetta di Noslin non è finita e al 50′ si gode la tripletta con un colpo di testa corretto in rete da Juan Jesus nel tentativo di togliere la palla dalla porta. La Lazio si conferma tra le migliori otto del torneo: la squadra biancoceleste ha superato gli ottavi di finale in tutte le ultime 14 stagioni. Il Napoli, senza coppe europee, si concentrerà invece solo sul campionato, a partire dallo scontro diretto di domenica contro gli uomini di Baroni.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Francia, Macron “A giorni nominerò il nuovo primo ministro”

Francia, Macron “A giorni nominerò il nuovo primo ministro”

PARIGI (FRANCIA) (ITALPRESS) – “Oggi si apre una nuova epoca. Dobbiamo agire per la Francia, dovremo costruire nuovi compromessi. Dobbiamo essere ambiziosi e non possiamo permetterci l’immobilismo. Per questo, nei prossimi giorni nominerò un primo ministro incaricato di formare un governo di interesse nazionale rappresentante tutte le forze politiche. La priorità sarà il bilancio dello Stato: una legge speciale verrà sottoposta al parlamento e questa legge temporanea permetterà prima della fine del mese la continuità dei servizi pubblici e la vita del Paese”. Lo ha dichiarato il presidente francese Emmanuel Macron nel suo discorso alla nazione dopo la caduta del governo Barnier, senza citare esplicitamente chi sarà il nuovo primo ministro. “I deputati hanno scelto una mozione di censura che insulta gli elettori, scegliendo il disordine che è l’unico progetto che unisce estrema destra ed estrema sinistra. Hanno agito così perchè pensano solo alle elezioni presidenziali. Così nascondono la realtà della Costituzione: non ci potranno essere nuove elezioni legislative fino all’anno prossimo”, ha aggiunto. “Voi mi avete conferito democraticamente un mandato che dura 5 anni e io lo eserciterò fino alla fine”, ha spiegato Macron, sottolineando poi che “non mi potrò ripresentare nel 2027. L’unico calendario che conta per me è quello della Nazione. Abbiamo davanti a noi 30 mesi affinchè il governo possa agire per fare della Francia un paese più forte e più giusto”, ha concluso.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency –

Soverato sabato 7 dicembre l’arrivo di Babbo Natale

A Soverato prende vita la Casa di Babbo Natale, allestita in Piazza Maria Ausiliatrice dal 7 Dicembre al 6 gennaio.

Il percorso rinnovato accoglie i visitatori con un narratore speciale che guida gli ospiti in un mondo incantato, tra musica, teatro e animazioni fiabesche.

All’interno elfi laboriosi e musiche natalizie faranno da cornice all’emozione di incontrare Babbo Natale in persona e consegnargli la letterina.

𝐏𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞𝐫𝐚𝐧𝐧𝐨 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞 𝐚𝐥𝐥’𝐞𝐯𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐢𝐧𝐚𝐮𝐠𝐮𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞,𝐠𝐢𝐨𝐫𝐧𝐨 𝟕 𝐝𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐝𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟖:𝟑𝟎, 𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐫𝐚𝐛𝐢𝐥𝐢𝐚𝐧𝐭𝐞 𝐎𝐭𝐭𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐬𝐭𝐫𝐞𝐞𝐭 𝐛𝐚𝐧𝐝, 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐓𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐒𝐩𝐚𝐳𝐢𝐨 𝐒𝐜𝐞𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐞 𝐥𝐚 𝐬𝐜𝐮𝐨𝐥𝐚 𝐝𝐢 𝐝𝐚𝐧𝐳𝐚 𝐀𝐭𝐞𝐫 𝐁𝐚𝐥𝐥𝐞𝐭.

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Automotive, Fidanza “L’Europa cambi rotta rispetto agli ultimi 5 anni”

Automotive, Fidanza “L’Europa cambi rotta rispetto agli ultimi 5 anni”

ROMA (ITALPRESS) – Sulla transizione “siamo nel pieno della battaglia, sicuramente ci sono le condizioni oggi per cambiare rotta rispetto ai 5 anni precedenti. Abbiamo uno spostamento dell’asse politico sia a livello di Consiglio, sia a livello di Parlamento Europeo: sulla questione della crisi del settore auto, l’Italia e la Repubblica Ceca hanno prodotto un documento che sta mietendo consensi anche negli altri governi per fare in modo di anticipare la revisione del regolamento che prevederebbe la fine del motore endotermico al 2035 e per la sospensione delle multe ai produttori di auto che non si adeguano a questi nuovi standard che sta già portando alla chiusura anticipata di molti impianti produttivi. Siamo al paradosso che, per evitare di pagare le multe, si chiudono gli impianti quindi la gente rimane a casa”. Lo ha detto Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo, intervistato da Claudio Brachino per la rubrica Primo Piano dell’agenzia Italpress.
“Un’altra cosa importantissima è la riapertura del tema della neutralità tecnologica: c’è la possibilità che si continuino a produrre auto con tutti i carburanti e tutte le energie che possono consentire di ridurre le emissioni che non sono solo l’elettrico”, ma anche di aprire “a tecnologie per noi fondamentali come i biocarburanti, che sono una filiera industriale che consentirebbe di salvare il motore termico e tutta la filiera della componentistica che in Italia è fatta di una miriade di piccole e medie imprese. E’ un’urgenza massima su cui scontiamo resistenze: è chiaro che c’è chi tende a voler mantenere quello che è stato deciso nei 5 anni precedenti”, ma “bisogna combattere, siamo assolutamente sul pezzo per fare questo che è stato un nostro impegno anche in campagna elettorale”.
Quanto alla vicenda Stellantis, per Fidanza “Tavares di fatto ha marginalizzato il Paese, abbiamo una produzione auto ridotta al minimo e ci salviamo solo grazie alla componentistica, motivo per cui a maggior ragione dobbiamo combattere per salvarla”.
Ora “c’è un problema occupazionale che va affrontato, i lavoratori non hanno colpa e devono essere naturalmente assistiti e accompagnati, questo è inevitabile – ha sottolineato l’europarlamentare -, ma dall’altro lato serve una prospettiva industriale diversa e serve anche superare l’ideologia dell’elettrico che si è dimostrata fallimentare”. “Non mi convince neanche l’idea di prendere i nostri impianti che prima producevano le auto a motore endotermico e consegnarli ai cinesi per produrre le auto elettriche, anche perchè poi l’elettrico non parte e quegli impianti vengono acquisiti a poco prezzo magari per ritornare a fare l’endotermico e fare competizione al ribasso”, ha aggiunto.
A proposito di Cina, “per l’America di Trump è il nemico pubblico numero uno sul piano commerciale. Mi auguro che l’Europa torni a guardare al di là dell’Atlantico e smetta di fare favori a Pechino” e che la presidenza Trump “ci aiuti a riallinearci dal punto di vista industriale perchè, per paradosso, quello che è stato fatto in Europa negli ultimi anni è stato andare in bocca ai cinesi: non controlliamo le materie prime e nemmeno le tecnologie e, di fatto, ci stiamo andando a consegnare alla Cina”.
Anche sulla difesa, “l’Europa deve cominciare ad assumersi le proprie responsabilità – e anche i costi – per difendere le proprie democrazie e la propria sicurezza. Ci siamo risvegliati da un lungo torpore, con la guerra a poche centinaia di chilometri dai nostri confini, e ci siamo resi conto che quella libertà potrebbe non esserci più”. Ora per Fidanza bisognerà “fare una politica industriale europea della difesa”, ma “non è semplicissimo, perchè negli anni tutti i Paesi hanno sviluppato i propri campioni industriali che sono in competizione con gli altri Paesi europei”.
In Europa preoccupa la situazione di instabilità politica in Francia. “Credo che ci sia stato un azzardo di Macron dopo le elezioni europee, con la convocazione delle elezioni politiche: quello è stato il momento in cui da un lato si è certificato il declino di Macron e, dall’altro lato, si è aperta una crisi politica difficilmente risolvibile – ha sottolineato il capodelegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento Europeo -, perchè adesso si andrà verso un governo ancora più composito e variegato, ancora una volta senza una maggioranza politica vera. Ricordiamo che non si può votare prima di un anno dalle ultime elezioni fatte a luglio, quindi è una situazione che rischia di trascinarsi e non è positivissima, perchè noi comunque non abbiamo interesse ad avere una crisi del debito in Europa, anche se non dovesse partire dall’Italia”.
Nella definizione della nuova Commissione Ue secondo Fidanza “Giorgia Meloni è stata bravissima perchè è riuscita ad affermare un principio che noi diamo per scontato ma che non ci volevano far affermare, cioè che nella nuova architettura l’Italia avesse un ruolo identico a quello della Francia e della Spagna e un gradino sotto quello della Germania. In questo assetto Fitto è vicepresidente esecutivo, un ruolo importantissimo, avrà da coordinare gli altri commissari che si occuperanno di materie molto importanti come agricoltura, trasporti e turismo”.

– Foto Italpress –

(ITALPRESS).