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Albergoni “Da Agrigento Capitale Cultura eredità servizi per la città”

AGRIGENTO (ITALPRESS) – “Il lavoro che sarà fatto nel 2025 per offrire dei servizi di qualità fa parte del progetto, servirà a lasciare in dono una struttura per gli anni successivi”. Lo ha detto Roberto Albergoni, direttore generale della Fondazione Agrigento Capitale Italiana Cultura 2025, a margine della conferenza stampa di presentazione del nuovo logo e della campagna di comunicazione.

col/sat/gsl

Manovra, Cgil Sicilia “Continuo taglio a risorse per il Mezzogiorno”

PALERMO (ITALPRESS) – “Assistiamo a un continuo taglio rispetto alle risorse destinate al Mezzogiorno, in particolare per quanto riguarda le politiche di sviluppo. È inaccettabile che il governo nazionale abbia cancellato due delle misure che avevano consentito a questa regione di crescere come la decontribuzione sud, che per com’è formulata determina un taglio per le imprese siciliane, e il taglio al superbonus, che ha avuto sulla Sicilia un impatto significativo: in tutto sono 2,6 miliardi in meno per il nostro apparato economico e produttivo”. Lo ha detto il segretario della Cgil Sicilia Alfio Mannino che sulla Finanziaria regionale dice: “Dei 950 milioni nessuno va a favore di sviluppo e occupazione, ma piuttosto verso la moltiplicazione dei centri di spesa”.
xd8/pc/gtr

Sequestrati a Roma diversi quintali di botti illegali. Tre denunciati

ROMA (ITALPRESS) – In queste ore che precedono la fine dell’anno, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno intensificato i controlli mirati al contrasto del fenomeno della detenzione illecita, della fabbricazione e del traffico di botti, fuochi pirotecnici e materiale esplosivi, in linea con l’azione fortemente voluta dal Prefetto di Roma Lamberto Giannini in seno al Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. In tale contesto, con verifiche eseguite dal centro storico alle periferie, fino ai comuni limitrofi, i Carabinieri hanno denunciato 3 persone e hanno sequestrato diversi quintali di materiale pirotecnico.

tvi/gtr

(fonte video Carabinieri)

Ancelotti a Fonseca “Esonero fa parte del lavoro di tecnico”

Ancelotti a Fonseca “Esonero fa parte del lavoro di tecnico”

ROMA (ITALPRESS) – “Allenare il Real Madrid è un onore e un piacere. Ho detto che vincere non è facile, ma vincere col Real Madrid è un pò più facile che da altre parti”. Così carlo Ancelotti, tecnico del Real Madrid, ospite di ‘Radio Anch’io Sport’ su Rai Radio 1, sul suo ennesimo titolo vinto in Coppa Intercontinentale. “Rivincita col Milan in Champions? L’obiettivo è arrivare a giocare la finale, ci siamo prefissati questo traguardo anche quest’anno – prosegue il mister dei Blancos – Il cammino non è stato semplice finora, mancano due partite per qualificarsi e poi si vede. In Europa l’unica squadra che ha fatto percorso netto è stato il Liverpool, in testa in Champions e in Premier League. Però poi è a marzo-aprile che devi essere pronto per cercare di vincere”. L’ex allenatore del Milan si esprime anche sull’esonero di Fonseca: “Rimango dell’idea che l’esonero di un allenatore è parte del lavoro di un tecnico. Io sono stato esonerato mille volte. Quando ci sono problemi in una squadra, la responsabilità ricade sull’uomo solo. Purtroppo, è così. Nel suo lavoro, l’allenatore è un uomo solo, soprattutto nei momenti di difficoltà. Si può discutere sulle modalità, però alla fine il risultato è che l’allenatore viene mandato via, è un momento di tristezza per un tecnico. Fonseca sa che può succedere quando si fa questo tipo di lavoro. Si dice che quando si chiude la porta si apre un portone. A noi allenatori dispiace quando si viene esonerati, ma ce ne facciamo una ragione”. “Che cosa è mancato a questo Milan? Difficile dirlo – prosegue nella disamina Ancelotti – Quando ci abbiamo giocato contro, il Milan ha giocato molto bene e meritato di vincere, probabilmente non ha trovato la continuità che la dirigenza chiedeva. Quando non si trova la continuità ci sono tanti motivi: allenatore nuovo, nuovi acquisti, necessità di avere tempo di adattare tutte le novità. Purtroppo, l’adattamento va in linea con i risultati, soprattutto in una società grande come il Milan. Rapporto con Theo e Leao? Il rapporto non è detto che sia buono solo se si fanno giocare i giocatori, altrimenti sarebbe impossibile, perchè in campo ci vanno solo in 11 e poi altri 15 vanno in panchina. Un buon rapporto si basa sul quotidiano e sul rispetto dei ruoli. Se li ha lasciati fuori, avrà avuto le sue buone ragioni”. L’ex coach di Juventus e Napoli trova la Serie A un campionato “avvincente, ci sono tante squadre davanti. L’Inter è la più collaudata, ha una rosa competitiva. L’Atalanta sta facendo ottimamente, mentre il Napoli è rinato con il lavoro e la serietà di Antonio Conte”. Claudio Ranieri, che dalla prossima stagione diventerà dirigente con ‘pieni poterì della Roma, ha fatto il suo nome per la panchina giallorossa: “Leggo sempre, ma non ci voglio assolutamente pensare. Sto molto bene qua e lavoro per rimanerci il più possibile. Claudio è un amico, sta facendo molto bene alla Roma e sono molto contento, sono molto legato al club giallorosso: non posso scordare gli anni che ho passato lì da giovane, Roma è sempre un ottimo ricordo. Però tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare, adesso sto bene qua e non ci voglio pensare a quello che sarà il mio futuro. Il cerchio non si chiude mai a Madrid. Il giorno che vinci un titolo già si pensa al prossimo che puoi vincere. E questo è un bene, mi tiene motivato. Allenare una Nazionale? Non l’ho ancora presa in considerazione, mi piace allenare tutti i giorni”. Un altro suo club, la Juventus, soffre di ‘pareggitè: “Una squadra che non hai mai perso è un aspetto positivo. Se avesse vinto qualche partita in più sarebbe stato meglio, ma Motta è arrivato quest’anno, la squadra è cambiata moltissimo, ha avuto qualche infortunio in difesa come noi. C’è bisogno di tempo e di essere pazienti, anche se la pazienza non è una qualità nel mondo del calcio”. Dettosi contrario all’idea delle dieci sostituzioni (“Basta giocare meno partite. Uefa, Fifa e leghe nazionali devono trovare un accordo”), Ancelotti si sofferma sull’evoluzione del calcio: “E’ cambiato, sta cambiando e cambierà ancora. L’arbitraggio è migliorato, come il rapporto arbitri-giocatori, è cambiato in meglio. Quello che va rivisto il numero delle partite: il calendario è esagerato e troppo esigente per i calciatori. Non c’è più possibilità di allenarsi. Deve cambiare il calendario, non si può andare avanti così, perchè mette a rischio la salute dei giocatori”. Il nuovo format della Champions League trova il suo gradimento: “Ci sono molte più sorprese. Squadre più accreditate come noi, City e Psg hanno avuto più problemi rispetto a squadre meno forti come Lille o Brest, ora nelle prime posizioni. Questo nuovo formato ha portato un pò più di incertezza. Ma c’è ancora spazio per recuperare”. In Italia stanno trovando spazio due giovani ‘merengues’, Jimenez del Milan e Nico Paz del Como: “Jimenez ha molte potenzialità ed è molto veloce. A livello personale l’ho seguito poco, perchè non ho avuto modo di allenarlo, dal settore giovanile è passato direttamente al Milan. Ma è un ragazzo con potenzialità. Paz è un giocatore che seguiamo molto, è molto bravo, è un grande talento, quest’anno di formazione fuori dal Real gli fa molto bene. Crediamo – conclude Ancelotti – sia un giocatore che possa essere il futuro del Real Madrid”.
– Foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).

Morico “Educazione sportiva obiettivo da perseguire senza timore”

ROMA (ITALPRESS) – “Credo che educare allo sport sia un obiettivo estremamente ambizioso di fronte al quale non possiamo permetterci di essere timorosi. Le sue difficoltà vengono compensate dai risultati che si raggiungono, oggi abbiamo il riconoscimento della nostra costituzione con l’ultimo comma dell’articolo 33 che ci ricorda come essa stessa riconosce il valore educativo e sociale di promozione e benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme. Noi che siamo un ente di promozione sportiva abbiamo il dovere di perseguire questi obiettivi e lo facciamo quotidianamente attraverso la rete di competenza”. Lo ha detto Juri Morico, presidente dell’Opes, ente di promozione sportiva e terzo settore riconosciuto dal Coni e dal Cip, nel corso di un’intervista presso la sede romana dell’Italpress. “Siamo agevolati dalla relazione che avviene tra i tecnici, che non sono dei semplici allenatori al movimento, ma sono dei veri e propri educatori, e i ragazzi – ha proseguito il numero uno dell’Opes rieletto lo scorso 1° dicembre – Educare allo sport significa attribuirsi una missione molto importante non come uno strumento fine a sé stesso, ma come utile per raggiungere obiettivi molto più importanti. E non può non prescindere dall’interagire con le altre agenzie educative che sono la scuola, la famiglia, la chiesa, l’oratorio e gli altri organismi sportivi”. Un processo che trova nel suo percorso sia solidarietà che ostacoli: “La prima la troviamo da tutti coloro che riconoscono il nostro ruolo sussidiario, siamo un terzo settore operante nel sociale e nello sport. Gli ostacoli che troviamo sono quelli del pensare che questo mondo sia un volontariato che corrisponda ad un approccio improvvisato in cui non c’è un’acquisizione di competenza ed una serietà nel perseguimento degli obiettivi. Oggi però ci troviamo di fronte ad un mercato più maturo con la pubblica amministrazione pronta ad assumersi la responsabilità di aiutare coloro che vengono chiamati ad operare in prima linea”. Per l’Opes si prospetta un futuro ambizioso con grandi appuntamenti: “In piena continuità con il nostro percorso ricordo che il 1° luglio 2025 Opes compirà il quarantacinquesimo anno di età – ha aggiunto Morico – C’è una grande attività di rilancio della formazione, le competenze a carico degli operatori (tecnici, dirigenti e animatori sportivi) sono fondamentali. E senza dimenticare la nostra volontà di metterci la faccia con delle progettualità ambiziose. Vogliamo redigere il nostro piano di sostenibilità strategica 2026-2028 in cui Opes si impegnerà a raggiungere determinati obiettivi ed a farlo con un percorso ben definito”, ha concluso.

gm/mrv

La Russa “Meloni è la Messi della politica”

La Russa “Meloni è la Messi della politica”

ROMA (ITALPRESS) – “Da Presidente del Senato, per rispondere alla domanda, prendo a prestito i giudizi non della maggioranza, non dell’opposizione, ma degli osservatori stranieri. I giornali stranieri testimoniano tutti la novità di questo governo italiano che è credibile e nello stesso tempo stabile”. Lo dice il Presidente del Senato Ignazio La Russa in una intervista a “Il Giornale” su come giudica i due anni del governo Meloni. Quindi alla domanda se è merito della Presidente del Consiglio se l’Italia non è in crisi come tutte le altre grandi nazioni europee, afferma: “Il merito è sempre anche un pò figlio del confronto. Il più grande calciatore del mondo è quello che è più bravo di un altro altrettanto bravo o quasi. La Meloni sicuramente è un Ronaldo o un Messi della politica. Quello che lei chiama fortuna è che non ne vedo altri in Europa al suo livello in questo momento. Oltre a essere una top, nel confronto emerge come una gigante”, infine conclude: “La cosa che caratterizza l’esecutivo Meloni è la stabilità e la credibilità che lei ha saputo dare a questo governo”.

foto: Agenzia Fotogramma

(ITALPRESS).

Musica: “Calabria, terra mia” è il nuovo singolo dell’artista calabrese Michele Ligarò

È uscito il nuovo singolo del cantautore Michele Ligarò. Il titolo è “Calabria, terra mia”, interamente dedicato alla nostra terra e ai tanti calabresi sparsi nel mondo. Le melodie calabre unite al sentimento dell’emigrazione fanno sì che questo brano, eseguito in dialetto, arrivi dritto al cuore dei tanti emigrati che, per svariati motivi, hanno lasciato la Calabria. «Ho voluto trattare il tema dell’emigrazione a me molto caro – sottolinea Ligarò – avendola anche io vissuta sulla mia pelle. Ovunque sono stato, nei tanti anni, lontano dalla mia amata Calabria, ho sempre portato con me i valori di questa terra a cui mi sono sempre vantato di appartenere». Michele Ligarò, nei vari concerti svolti in giro per l’Italia ha sempre concluso gli spettacoli con un brano regionale con cui invita i calabresi presenti a dire con forza e orgoglio ovunque si trovino: “io sono calabrese!”, perché, sottolinea il cantautore, «essere calabrese è un vanto». Il video di questo brano è stato girato nei fantastici borghi di Belcastro, Chianalea di Scilla e Reggio Calabria, ed è stato un omaggio che Michele ha voluto fare al grande Mino Reitano, voce calabrese nota in tutto il mondo. «Mino per me è la Calabria – evidenzia Ligarò – cantavo già da piccolo le sue canzoni, che mi hanno accompagnato nei miei tanti anni lontano dalla nostra terra». Il brano “Calabria, terra mia” è stato registrato alla Yara Records, di Lucio Ranieri, che ne ha curato gli arrangiamenti, mentre il video, la cui regia è dello stesso Michele Ligarò, è stato realizzato da Angelo Compagnone con l’ausilio di Ezio Froio.
Carmela Commodaro

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