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JTI al Festival dell’Economia, Valle “La vera innovazione parte dalle persone”

JTI al Festival dell’Economia, Valle “La vera innovazione parte dalle persone”

TRENTO (ITALPRESS) – L’innovazione tecnologica è essenziale, ma la vera trasformazione di un’azienda passa anzitutto dalle sue persone. La chiave del successo risiede nella capacità di intercettare, coltivare e trattenere i talenti, nella consapevolezza che oggi il mondo del lavoro non segue più una direzione unica, ma si è trasformato in uno spazio di scelta reciproca. Questo il fulcro dell’intervento di Adriana Valle, Corporate Affairs & Communication Director di JTI Italia, al panel “Chi sceglie chi nel mercato del lavoro”, che si è svolto al Festival dell’Economia di Trento.
Analizzando le sfide di un contesto lavorativo che richiede risposte nuove, Valle ha sottolineato come le competenze delle persone siano parte integrante della strategia aziendale nel guidare il cambiamento. “La nostra azienda sta attraversando una fase di profonda evoluzione, sostenuta da importanti investimenti in ricerca e sviluppo per realizzare una nuova generazione di prodotti nel modo più avanzato possibile. E’ un percorso di lungo periodo, basato su studio, sperimentazione e ascolto dei consumatori adulti – ha spiegato la manager -. Le persone sono al centro di questo cambiamento: i nostri talenti giocano un ruolo attivo e li valorizziamo come leva per guidare l’evoluzione. Siamo convinti che l’innovazione nasca da loro”.
Questo approccio si riflette in una scala di priorità dove la coerenza tra visione aziendale e benessere personale diventa l’elemento discriminante per attrarre e trattenere le migliori risorse, ha osservato Valle. “Per le nuove generazioni, il lavoro non è più un semplice impiego, ma un progetto di affinità. Soluzioni come lo smart working, l’inclusione e l’attenzione alla salute mentale non sono più benefit accessori, ma elementi essenziali. Il nostro compito come azienda è quindi quello di intercettare questi bisogni in modo costante, garantendo un ambiente di lavoro stimolante e inclusivo, in cui le aspirazioni individuali possano trovare spazio e riconoscimento. In questo contesto, il mercato del lavoro è sempre più una scelta reciproca: per attrarre nuove professionalità è fondamentale una piena coerenza tra i valori e la cultura dell’organizzazione e ciò che il candidato considera davvero importante”.
Per tradurre questi principi in azioni tangibili, ha concluso la manager, JTI Italia ha implementato un ecosistema di welfare d’avanguardia premiato con certificazioni come Top Employer e la Gold Accreditation di Investors in People. “Il nostro impegno per il benessere valorizza la diversità come motore di crescita – ha concluso Valle -. Dalle 20 settimane di congedo parentale retribuito al 100% per tutti i neo genitori, fino all’Employee Assistance Program per il supporto psicologico anonimo, lavoriamo per costruire con le nostre persone un legame di fiducia e di valore che si rinnova ogni giorno”.

– foto ufficio stampa JTI Italia –
(ITALPRESS).

Oltre 1,5 milioni di pellegrini alla Mecca, ingenti le misure di sicurezza

LA MECCA (ARABIA SAUDITA) (ITALPRESS) – Sono oltre 1,5 milioni le persone per il grande pellegrinaggio islamico alla Mecca, che ogni anno richiama musulmani da ogni angolo del mondo per uno degli eventi religiosi e logistici di maggiore portata sul pianeta. I riti si svolgono ogni anno nella città santa della Mecca e nelle aree circostanti di Mina, Muzdalifa e Arafat. Il direttore della Pubblica sicurezza, generale Mohammed al-Bassami, ha dichiarato che il Regno “non permetterà alcuna pratica che distolga l’Hajj dai suoi obiettivi religiosi”. Negli ultimi anni l’Arabia Saudita ha investito miliardi di dollari nell’ampliamento delle infrastrutture e nella gestione digitale dei flussi, ricorrendo all’intelligenza artificiale e a sistemi di monitoraggio avanzati per prevenire le emergenze. Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa SPA, il ministero dell’Hajj e dell’Umra ha completato i preparativi operativi per la gestione dei flussi nelle aree sacre.
ia/ads/azn
(Fonte video: SPA)

Qualità vita, Firenze prima per bambini, Bolzano per giovani, Trieste per anziani

Qualità vita, Firenze prima per bambini, Bolzano per giovani, Trieste per anziani

TRENTO (ITALPRESS) – Presentata al Festival dell’Economia di Trento la sesta edizione della Qualità della vita dei bambini, dei giovani e degli anziani del Sole 24 Ore, l’indagine che misura il benessere generazionale nelle province italiane e che rappresenta una delle tappe di avvicinamento alla storica classifica di fine anno sulla Qualità della vita, che quest’anno giunge alla sua 37ª edizione. A conquistare il primato nella Qualità della vita dei bambini è Firenze, davanti a Milano e Aosta. Bolzano guida invece la graduatoria dedicata ai giovani, seguita da Trento e Gorizia. Infine Trieste è prima nell’indice sulla Qualità della vita degli anziani, davanti a Trento e Milano. In evidenza anche il buon posizionamento trasversale di territori come Trento, Trieste e Aosta, presenti stabilmente nelle parti alte delle tre classifiche.

L’indagine conferma però anche una forte frattura territoriale: il Mezzogiorno occupa gran parte delle ultime posizioni delle tre graduatorie. Trapani chiude la classifica dei bambini, Taranto quella dei giovani e Vibo Valentia quella degli anziani. Le province del Sud rappresentano infatti 18 delle ultime 20 posizioni sia nell’indice dei bambini sia in quello dei giovani. Quest’anno l’indagine si arricchisce di nuove dimensioni legate alle relazioni sociali e ai servizi di prossimità: salgono infatti da 15 a 20 gli indicatori per ciascuna fascia generazionale, per un totale di 60 statistiche territoriali certificate che misurano condizioni economiche, servizi, opportunità, salute, istruzione, sicurezza e qualità delle relazioni.

Nell’edizione 2026 debutta la misurazione dell’accessibilità dei servizi raggiungibili in 15 minuti a piedi dall’abitazione: negozi, farmacie, servizi ricreativi e strutture dedicate alle diverse generazioni diventano così una nuova chiave per leggere la qualità della vita urbana grazie allo studio Urban Pulse del Centro studi Tagliacarne. Proprio questo indicatore favorisce le grandi città metropolitane, che migliorano soprattutto nella graduatoria dei bambini e degli anziani: Milano è seconda tra i bambini e terza tra gli over 65, mentre Roma sale fino al quarto posto nella classifica degli anziani.

I dati territoriali raccontano anche alcuni dei principali fenomeni sociali in corso. Da un lato aumentano le stabilizzazioni dei contratti a termine (+2,7%) e diminuisce la disoccupazione giovanile; dall’altro cresce il peso degli affitti sul reddito disponibile, che nelle grandi città supera anche il 40% per gli under 35. Peggiorano inoltre le competenze scolastiche misurate dai test Invalsi: risultano inadeguate per il 44% degli studenti quelle numeriche e per il 39,9% quelle alfabetiche, livelli ancora peggiori rispetto al periodo pre-pandemia. Sul fronte demografico prosegue il calo della natalità: la fecondità scende a 1,14 figli per donna, mentre l’età media delle madri sale a 32,7 anni.

Crescono anche le persone che vivono sole (+7,9%) e aumenta il disagio psicologico: nel 2025 il consumo di antidepressivi cresce del 3,3%. Emergono forti differenze territoriali anche nei singoli indicatori. Nella graduatoria dei bambini spiccano Aosta, prima per la presenza di mense scolastiche, e Cagliari, che conquista il primato per numero di pediatri e per il minor peso economico delle rette scolastiche sulle famiglie. Milano si distingue invece per servizi di prossimità, scuole con palestra e presenza di infermieri pediatrici, ma sconta gli ultimi posti per spazio abitativo disponibile e investimenti Pnrr per l’istruzione. Tra i giovani, Bolzano primeggia grazie alla bassa disoccupazione e all’alto livello di istruzione, mentre Bologna si conferma capitale universitaria con un giovane laureato su due. Sul fronte opposto, Taranto registra il tasso più elevato di disoccupazione giovanile del Paese (44%). Per gli anziani si mettono in luce Trento, prima per assistenza domiciliare e partecipazione civile, Milano per l’importo medio delle pensioni di vecchiaia e Cagliari per l’accessibilità dei servizi sanitari e assistenziali. Bari, Napoli e Palermo ottengono invece buoni risultati nei servizi di prossimità dedicati agli over 65.

Accanto alle classifiche territoriali, Il Sole 24 Ore presenta anche un sondaggio qualitativo realizzato da Eumetra, in collaborazione con la Fondazione Fair, su mille giovani tra 18 e 35 anni. L’indagine restituisce il ritratto di una generazione meno focalizzata esclusivamente sul lavoro e più attenta all’equilibrio personale: salute mentale, relazioni affettive e tempo libero vengono oggi considerati prioritari più dell’occupazione e del reddito. Quattro giovani su cinque si dichiarano soddisfatti della propria qualità della vita, ma emerge un forte divario tra ciò che viene ritenuto importante e il livello di soddisfazione reale, soprattutto sul fronte economico, lavorativo e della salute mentale. Il rapporto con l’intelligenza artificiale appare ambivalente: prevale la percezione dei benefici in termini di produttività e risparmio di tempo, ma restano forti i timori legati alla dipendenza tecnologica e alla perdita di posti di lavoro.

Foto: Ipa Agency
(ITALPRESS).

Lagarde “Non siamo in austerity, ma dobbiamo attenerci alle regole. Nel 2026 crescita in Europa sotto 1%”

Lagarde “Non siamo in austerity, ma dobbiamo attenerci alle regole. Nel 2026 crescita in Europa sotto 1%”

ROMA (ITALPRESS) – “Se guardiamo alla posizione fiscale dei paesi europei non siamo in una condizione di austerità assolutamente. Nel 2025, per esempio, abbiamo avuto un’espansione dal punto di vista fiscale. Ora questo significa che possiamo semplicemente dimenticarci delle regole e andare oltre i limiti e le discipline che ci siamo autoimposti? No. Dobbiamo spendere dove possiamo generare crescita, fare le riforme che porteranno alla crescita, che ci aiuteranno ad essere più produttivi in Europa, che garantiranno maggior reddito per i cittadini europei”. Lo ha detto la presidente della Banca Centrale Europea Christine Lagarde ospite della trasmissione “Che tempo che fa” alla domanda su una possibile deroga al patto di Stabilità per affrontare la crisi energetica.
“Io penso che ciò che è importante attualmente è anzitutto agire tutti insieme in qualità di europei, anziché cercare percorsi diversi perché i nostri nemici sarebbero entusiasti della frammentazione – ha sottolineato -. In secondo luogo, dobbiamo attenerci alle regole. Abbiamo delle regole in termini di bilancio, in termini di deficit, abbiamo dei processi che funzionano e dobbiamo operare all’interno di queste regole. Se le regole valgono per tutta Europa e vengono seguite correttamente, allora automaticamente i mercati apprezzeranno e capiranno che questo o quest’altro paese è un paese nel quale investire perché il rischio non esiste”.

E poi ha aggiunto: “Nel 2026 la crescita di tutta l’Europa sarà al di sotto dell’1%. La Commissione ha appena pubblicato le previsioni per il 2026, indicando lo 0,9 per il 2026 per arrivare a 1,3 nel 2027. Questo però è un anno difficile per il prezzo dell’energia e per l’enorme incertezza”.

– Foto Ipa Agency –
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Vlahovic non basta alla Juve: pari nel derby, sarà Europa League

Vlahovic non basta alla Juve: pari nel derby, sarà Europa League

TORINO (ITALPRESS) – Serata amara per la Juve che pareggia il derby della Mole e vede sfumare il treno Champions. Il 2-2 finale arriva al termine di una partita iniziata con un’ora di ritardo per problemi di ordine pubblico. A causa dello slittamento del calcio d’inizio, il secondo tempo si è giocato in un clima surreale con gli ospiti già consci di aver fallito l’obiettivo. Per la Juve il protagonista della serata è Dusan Vlahovic, autore di una doppietta in quella che, sulla carta, potrebbe essere stata la sua ultima presenza in bianconero. I gol dei neoentrati Casadei e Adams, invece, permettono al Torino di agguantare il pareggio.
Dopo una buona partenza del Toro, la Juve si scioglie e inizia a rendersi pericolosa dalle parti di Paleari. Su corner di Boga, al 16′, prima Vlahovic non riesce ad impattare, poi Gatti sul secondo palo scivola al momento decisivo. Il vantaggio bianconero è nell’aria e arriva al 24′. Nasce tutto da una progressione di Thuram che spacca in due il Torino e serve in area di rigore Vlahovic: il serbo controlla, si gira e col destro sigla l’1-0. Il Toro torna pericoloso nel quarto d’ora finale di frazione: dopo una chance di testa fallita da Zapata, al 42′ Obrador serve Ginetis in area, ma la sua girata di prima intenzione si spegne di poco a lato. Mentre la Juve è negli spogliatoi arrivano le ufficialità dagli altri campi: sono Roma e Como a volare in Champions. I ragazzi di Spalletti rientrano così in campo, consapevoli del traguardo ormai sfumato. In avvio di ripresa, però, la Juve sembra inizialmente non subire il contraccolpo psicologico. Dopo le occasioni di Cambiaso e Locatelli, al 54′ è ancora Vlahovic a bucare Paleari per il 2-0: questa volta è Conceicao a guidare il contropiede e a innescare il numero 9 bianconero che segna aprendo il piattone destro. Sembra finita per il Torino, ma i cambi di D’Aversa scuotono i granata. La Juve paga a caro prezzo la scarsa attenzione sulle palle inattiva. I due gol dei padroni di casa nascono tutti da calcio d’angolo. Al 60′ prima segna Casadei di testa, poi all’84’, dopo la risposta di Perin sempre sull’italiano, è Adams a segnare il 2-2 sulla ribattuta. La Juve termina così il proprio campionato al sesto posto con 69 punti, il Torino, invece, è dodicesimo, a quota 45.
– foto Ipa Agency –
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Antonelli vince anche in Canada, Russell fuori, 2° Hamilton

Antonelli vince anche in Canada, Russell fuori, 2° Hamilton

MONTREAL (CANADA) (ITALPRESS) – Andrea Kimi Antonelli (Mercedes) vince il Gran Premio del Canada, quinto appuntamento del Mondiale di F1 2026. Il pilota bolognese si prende il quarto successo consecutivo e approfitta del ritiro di George Russell (per problemi alla sua Mercedes) per salire a quota 131 punti in classifica, a +43 proprio sul compagno di squadra. Gara vintage di Lewis Hamilton, che la spunta su Max Verstappen (Red Bull) nella lotta per il secondo posto e centra il miglior risultato in carriera in Ferrari. In quarta piazza c’è uno spento Charles Leclerc (Ferrari), che riesce a limitare i danni in un weekend aperto e chiuso con il piede sbagliato.
Ritiro per Lando Norris (McLaren), costretto a fermarsi per un problema al cambio. Fuori dai primi dieci Oscar Piastri, che paga la scelta di McLaren di partire con le gomme intermedia. Completano la top ten Isack Hadjar (Red Bull), quinto, Franco Colapinto (Alpine), sesto, Liam Lawson (Racing Bulls), settimo, Pierre Gasly (Alpine), ottavo, Carlos Sainz (Williams), nono, e Oliver Bearman (Haas), decimo.
– foto Ipa Agency –
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Harakiri Milan, perde col Cagliari e dice addio alla Champions

Harakiri Milan, perde col Cagliari e dice addio alla Champions

MILANO (ITALPRESS) – Il Milan completa l’harakiri, perde in casa con il Cagliari per 2-1 e dice addio all’obiettivo Champions League. Nonostante il vantaggio immediato targato Saelemaekers, i rossoneri si fanno rimontare dai gol di Borrelli e Rodrìguez ed escono clamorosamente sconfitti.
La gara inizia in un clima di contestazione da parte della Curva Sud nei confronti di proprietà e dirigenza. I padroni di casa sbloccano subito il match, dopo nemmeno due minuti. Tomori lancia per Gimenez, il quale effettua una buona sponda di testa in area raccolta poi da Saelemaekers, che con il piatto destro trafigge Caprile per l’1-0. I sardi si fanno vedere dalle parti di Maignan al 19′, con il portiere francese abile a salvare in corner un destro a giro di Gaetano. Dagli sviluppi dell’angolo, Mina arriva per primo sul pallone e la palla finisce poi sul sinistro di Borrelli, che anticipa Gabbia e firma l’1-1 in girata con il sinistro. Gli uomini di Allegri si rivedono al 40′, quando Rabiot entra di prepotenza in area di rigore e serve al centro Gimenez, che si trova però il pallone troppo arretrato e non impatta bene. Il primo tempo si chiude tra i fischi del pubblico. I calci piazzati sono ancora letali per i sette volte campioni d’Europa e i rossoblù ne approfittano, passando in vantaggio al 12′. Borrelli lavora un pallone sporco in area e ci prova da posizione defilata, Maignan respinge ma Rodrìguez è il più lesto di tutti a ribadire in rete di testa a porta vuota per il clamoroso 2-1. I rossoneri sono in totale confusione e al 28′ ci vuole Maignan a salvare prima su Borrelli e poi su Palestra nel giro di pochi istanti. La prima vera occasione dei padroni di casa arriva alla mezz’ora, quando Rabiot calcia alto da ottima posizione, trovandosi forse il pallone troppo arretrato, vanificando un assist dalla sinistra del neo entrato Leao. Un minuto più tardi, Athekame deve mettere il corpo per fermare una conclusione a botta sicura di Adopo da pochi passi che sarebbe certamente finita in fondo al sacco. Al 41′, Maignan è ancora decisivo sbarrando la strada a Mendy, lanciato a rete da un evidente buco difensivo di Saelemaekers. Il forcing finale della squadra di Allegri non sortisce gli effetti sperati e il risultato non cambierà più. Il Milan, sommerso dai fischi e dai cori contro Cardinale, disputerà l’Europa League. In Champions, oltre a Inter e Napoli, vanno Roma e Como.
– foto Ipa Agency –
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Il Como piega 4-1 la Cremonese e vola in Champions

Il Como piega 4-1 la Cremonese e vola in Champions

CREMONA (ITALPRESS) – Il Como vince 4-1 contro la Cremonese e, grazie alla sconfitta del Milan in casa contro il Cagliari, conquista per la prima volta nella sua storia la qualificazione alla Champions League. Nulla da fare per la Cremonese, che retrocede in Serie B.
E’ stata una partita piena di emozioni: Fabregas ha schierato il classico 4-2-3-1 con Douvikas unica punta, Nico Paz invece è rimasto in panchina a causa del problema al ginocchio accusato in settimana. I padroni di casa hanno risposto con un 3-5-2, con Vardy e Bonazzoli a comporre la coppia d’attacco. Giampaolo, dopo un quarto d’ora, è stato costretto al cambio per via di un problema muscolare di Maleh. I grigiorossi hanno alzato i giri del motore per spaventare i lariani che hanno avuto diversi problemi sulle corsie esterne: nessuna azione pericolosa soprattutto nella prima metà, ma soprattutto poca imprevedibilità negli ultimi 20 metri. Lo scacchiere dei padroni di casa ha impedito i consueti scambi agli uomini di Fabregas, soltanto una doppia conclusione di Baturina ha impensierito Audero, ma il tiro è stato smorzato da una deviazione.
Al 36′ il Como è passato in vantaggio: Douvikas è stato murato dal portiere della Cremonese, sulla respinta è arrivato Jesus Rodriguez che, grazie a un’altra deviazione, ha trovato l’1-0.
Il Como ha cominciato il secondo tempo con lo stesso piglio, al 6′ è arrivato il raddoppio di Douvikas, servito dall’assist perfetto di Jesus Rodriguez dopo un recupero palla sulla trequarti avversaria. Due minuti più tardi è stato assegnato un calcio di rigore alla Cremonese per un fallo di Ramon su Vardy, il penalty è stato confermato anche dopo un check da parte del Var: sul dischetto si è presentato Bonazzoli, che ha riaperto la sfida. Al 23′ della ripresa è stato assegnato un rigore al Como per un fallo di Bianchetti su Douvikas (dopo una lunga revisione al video): in campo e fuori è successo di tutto, Grassi è stato espulso per proteste, Okereke e Djuric dalla panchina, hanno contestato l’operato di Maresca subendo la stessa sorte del compagno. Dal dischetto Da Cunha ha firmato il 3-1 condannando di fatto la Cremonese alla retrocessione. Con l’uomo in più è arrivata la quarta rete, sempre con Da Cunha, che ha trovato l’angolo alla destra di Audero con un tiro dal limite. In pieno recupero è arrivato anche il 5-1 di Sergi Roberto, ma il gol è stato annullato per una posizione irregolare da parte di Morata, che aveva servito l’assist al centrocampista ex Barcellona. Al triplice fischio scatta la festa per i lariani.
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La Roma non trema: vince a Verona e ritrova la Champions dopo 7 anni

La Roma non trema: vince a Verona e ritrova la Champions dopo 7 anni

VERONA (ITALPRESS) – L’astinenza è finita: la Roma ritrova la Champions League dopo sette anni. I giallorossi battono il Verona per 2-0 nella 38^ e ultima giornata di Serie A, conquistando il terzo posto e centrando una qualificazione nella massima competizione europea dove mancava dalla stagione 2018/2019. Decisive le reti di Malen e di El Shaarawy nel secondo tempo, su doppio assist di uno scatenato Dybala. I giallorossi impiegano qualche minuto per carburare, così la prima occasione capita tra i piedi di Bowie, che al 2′ calcia su assist di Suslov ma trova la respinta di Svilar. Da quel momento si vedono soltanto i giallorossi. Al 14′ Cristante riceve da Ghilardi e calcia di poco fuori, mentre al 33′ è Montipò a negare a Dybala la gioia del gol. La Joya cresce con il passare dei minuti, così come tutta la squadra di Gasperini, che però rischia tantissimo al 40′. Bowie riceve da Lovric e si invola verso la porta giallorossa, dove trova uno strepitoso Svilar a evitare l’1-0. I capitolini rallentano negli ultimi minuti della prima frazione e il match torna equilibrato. Si va all’intervallo sul risultato di 0-0. La svolta del match arriva al 51′. Valentini, già ammonito, trattiene Dybala e riceve il secondo giallo che lo manda anticipatamente fuori dal campo. Al 53′ Bowie tocca di mano il pallone nella sua area; Sozza inizialmente lascia correre, ma viene richiamato al Var e cambia la sua decisione, indicando il dischetto. Dagli undici metri va Malen, ma il suo destro viene intercettato da Montipò; la palla finisce tra i piedi di Dybala, che la rimette in mezzo dove l’olandese stavolta non fallisce. Nel finale la Roma trema di fronte a un Verona che, già in Serie B, si gioca le sue carte fino all’ultimo. In pieno recupero arriva il raddoppio giallorosso. Dybala si invola in contropiede, entra in area e appoggia di tacco per El Shaarawy, che batte Montipò e sigla l’ultimo gol della sua avventura in giallorosso. Il settore ospiti esplode: la Roma torna in Champions League.
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Iran, Trump “I negoziati procedono in modo ordinato e costruttivo, il tempo è dalla nostra parte”. Media: “Prevista una tregua di 60 giorni”

Iran, Trump “I negoziati procedono in modo ordinato e costruttivo, il tempo è dalla nostra parte”. Media: “Prevista una tregua di 60 giorni”

WASHINGTON (ITALPRESS) –  “Uno dei peggiori accordi mai conclusi dal nostro Paese è stato l’accordo sul nucleare iraniano, proposto e firmato da Barack Hussein Obama e dai dilettanti della sua amministrazione. Rappresentava una strada diretta verso lo sviluppo di un’arma nucleare da parte dell’Iran. Non è così per l’accordo attualmente in fase di negoziazione con l’Iran da parte dell’amministrazione Trump: anzi, è esattamente il contrario! I negoziati stanno procedendo in modo ordinato e costruttivo e ho informato i miei rappresentanti di non affrettare la conclusione dell’accordo, dato che il tempo è dalla nostra parte”. Lo scrive sul social Truth il presidente americano Donald Trump aggiungendo che “il blocco rimarrà in vigore fino al raggiungimento, alla certificazione e alla firma di un accordo. Entrambe le parti devono prendersi il tempo necessario e fare le cose per bene. Non ci possono essere errori. Il nostro rapporto con l’Iran sta diventando molto più professionale e produttivo. Devono però capire che non possono sviluppare o procurarsi un’arma o una bomba nucleare. Desidero ringraziare, finora, tutti i Paesi del Medio Oriente per il loro sostegno e la loro cooperazione, che saranno ulteriormente rafforzati e consolidati dalla loro adesione alle Nazioni degli storici Accordi di Abramo e, chissà, forse anche la Repubblica Islamica dell’Iran vorrà aderire! Grazie per l’attenzione che ci avete dedicato”, conclude nel post.

NETANYAHU “HO PARLATO CON TRUMP, L’IRAN NON AVRA’ L’ARMA NUCLEARE”

 “Ieri sera ho parlato con il presidente Usa Donald Trump del memorandum d’intesa per riaprire lo Stretto di Hormuz e delle imminenti trattative verso un accordo finale sul programma nucleare iraniano. Ho espresso la mia profonda gratitudine al presidente Trump per il suo impegno incrollabile nella sicurezza di Israele”. Lo ha scritto il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, su X. “Il presidente Trump e io siamo d’accordo che qualsiasi accordo finale con l’Iran debba eliminare il pericolo nucleare. Ciò significa smantellare i siti di arricchimento nucleare dell’Iran e rimuovere il suo materiale nucleare arricchito dal suo territorio”, ha aggiunto. “Il presidente Trump ha anche riaffermato il diritto di Israele di difendersi dalle minacce su ogni fronte, incluso il Libano”, ha poi precisato il premier israeliano, secondo il quale la partnership tra Israele e Stati Uniti “è stata dimostrata sul campo di battaglia” e non è mai stata più forte. “La mia politica, come quella del presidente Trump, rimane invariata: l’Iran non avrà armi nucleari”, ha concluso Netanyahu. Poco prima, il premier aveva postato un’immagine generata con l’IA in cui era assieme al presidente Trump. “L’Iran non avrà mai un’arma nucleare”, recitava la didascalia.

MEDIA “LA BOZZA D’ACCORDO PREVEDE UNA PROROGA DELLA TREGUA DI 60 GIORNI”

L’accordo che Stati Uniti e Iran “sono prossimi alla firma prevede una proroga di 60 giorni del cessate il fuoco”. Lo scrive il sito Axios citando un funzionario statunitense. Nel corso di questo periodo, prosegue il sito, lo Stretto di Hormuz verrebbe riaperto, l’Iran potrebbe vendere liberamente il petrolio e si terrebbero negoziati per limitare il programma nucleare iraniano. L’accordo, precisa Axios, eviterebbe un’escalation della guerra e ridurrebbe la pressione sull’offerta globale di petrolio, ma non è chiaro se porterà a un accordo di pace duraturo che affronti anche le richieste del presidente Trump in materia nucleare.

STARMER “BENE PROGRESSI, RIAPRIRE HORMUZ SENZA RESTRIZIONI”

Accolgo con favore i progressi compiuti verso un accordo tra Stati Uniti e Iran. È fondamentale raggiungere un accordo che ponga fine al conflitto e riapra lo Stretto di Hormuz, garantendo la libertà di navigazione incondizionata e senza restrizioni. È vitale che all’Iran non venga mai permesso di sviluppare un’arma nucleare. Il mio governo continuerà a fare tutto il possibile per proteggere i cittadini britannici dalle conseguenze di questo conflitto. Collaboreremo con i nostri partner internazionali per cogliere questa opportunità e raggiungere una soluzione diplomatica a lungo termine“. Lo scrive su X il primo ministro britannico Keith Starmer.

-foto Ipa Agency –
(ITALPRESS).