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Nasce a Squillace l’associazione culturale “Paolo Pancari Doria”: un tributo al maestro che ha seguito il bello per tutta la vita

A Squillace sta per prendere forma un progetto che unisce memoria, arte e futuro. Nei prossimi giorni sarà costituita l’associazione culturale dedicata a Paolo Pancari Doria, artista di rilievo nazionale e storico docente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, scomparso nel 2022 all’età di 72 anni. Promotore dell’iniziativa è il figlio, il professore Francesco Libero Pancari, che ha voluto trasformare l’eredità culturale del maestro in un impegno concreto per le nuove generazioni. Paolo Pancari Doria è stato una figura centrale non solo per l’Accademia, dove nel 1977, appena ventisettenne, ricevette l’incarico di assistente e dove divenne poi docente di ruolo della cattedra di decorazione, ma anche per la comunità di Squillace, città in cui ha vissuto con la moglie Maria Ada Maida e i figli Francesco, Silvia e Anna. A lui si deve un contributo culturale costante, generoso, sempre orientato alla bellezza e alla crescita degli altri. Amici, colleghi e cittadini lo ricordano come una persona amabile, serena, di grande cultura, padre e nonno affettuoso. Per Pancari, Squillace e Santa Severina erano i luoghi della memoria, spazi dell’anima che hanno alimentato la sua ricerca artistica. Nel corso della sua carriera ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui l’ultimo nel 2021, “Il volto della Cultura”, assegnato a Le Castella dall’associazione “Leonardo Da Vinci”. I suoi ultimi acquerelli sono stati pubblicati nella raccolta “Canti d’amore e rabbia” di Daniele Cristofaro, testimonianza di una sensibilità artistica rimasta viva fino agli ultimi anni. L’associazione culturale intitolata a Pancari nasce con l’obiettivo di promuovere i giovani talenti artistici della Calabria, una terra che da sempre genera creatività e visione. Come anticipato dal figlio Francesco, la missione comprenderà borse di studio per studenti delle Accademie di Belle Arti e dei licei artistici, premi d’arte e iniziative culturali mirate, eventi espositivi dedicati ai giovani, progetti di beneficenza a favore di ospedali pediatrici e altri enti. «Questo era quello che papà desiderava negli ultimi anni – racconta Francesco – degli incontri vari per promuovere il bello della nostra terra». A inaugurare simbolicamente il percorso dell’associazione sarà la mostra “Ode alla luna”, proposta dal maestro Francesco Libero Pancari e in programma dal 25 luglio al 2 agosto lungo il suggestivo itinerario di Salita Tirone, a Squillace. Un luogo che già negli ultimi anni è diventato un percorso culturale diffuso, capace di raccontare la storia del borgo attraverso arte e memoria. La nascita dell’associazione “Paolo Pancari Doria” rappresenta un gesto di gratitudine verso un uomo che ha dedicato la vita all’arte e alla cultura, ma anche un investimento sul domani. Squillace si prepara così a custodire e rilanciare il messaggio del maestro, cioè promuovere il bello, sempre, ovunque, con chiunque.
Carmela Commodaro

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Fermo preventivo minori, Moratti “Importantissimo,baby gang sempre più violente”

BRUXELLES (BELGIO) (ITALPRESS) – “Ogni donna, ogni anziano, ogni persona ha il diritto di tornare a casa la sera senza paura. Ogni genitore ha il diritto di sapere che i propri figli possono vivere serenamente una piazza, un parco, una fermata dell’autobus. Per questo considero importantissimo un nuovo disegno di legge sulla sicurezza approvato dal governo, che prevede anche un fermo preventivo esteso ai minori, perché ogni giorno assistiamo a baby gang sempre più violente, aggressioni, coltelli, intimidazioni”. Lo dice Letizia Moratti, europarlamentare del PPE e presidente della Consulta nazionale di Forza Italia.

“Non possiamo abituarci a tutto questo – aggiunge Moratti -. Lo Stato deve avere strumenti efficaci per prevenire la violenza e proteggere i cittadini, sempre nel pieno rispetto delle garanzie previste dalla nostra Costituzione. Nei confronti dei minori violenti dobbiamo intervenire prima che sia troppo tardi, ma non per criminalizzare i giovani ma per salvarli. Per salvarli da percorsi che possono distruggere il loro futuro e peraltro mettere anche a rischio quello degli altri. Però una legge ovviamente da sola non basta. Quindi da sindaco di Milano io ho imparato che la sicurezza si costruisce ogni giorno con più forze di polizia locale sul territorio, con videosorveglianza, con quartieri curati, con recupero delle periferie, con la scuola, lo sport, proposte culturali e servizi educativi. Quindi fermezza contro chi sceglie la violenza, vicinanza a chi rispetta le regole, perché la sicurezza non può essere un privilegio, è il primo diritto di ogni cittadino ed è la condizione che rende possibile ogni altra libertà”, conclude Letizia Moratti.

abr/gsl

Rocca “Con nuova Terapia Intensiva dell’Umberto I fatto un lavoro d’eccellenza”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi, davvero, è un momento significativo: questa è una terapia intensiva straordinariamente tecnologica, ma anche ben distribuita, perché i percorsi all’interno delle strutture ospedaliere sono qualcosa di fondamentale. Devo dire che qua è stato fatto un lavoro d’eccellenza, vedo molto entusiasmo anche da parte dei professionisti. Volevo sottolineare che qui si aggiungono ulteriori 8 anestesisti di nuova assunzione e 50 infermieri dedicati a questa terapia intensiva, che quindi, insomma, risponderà perfettamente anche alle esigenze di alta intensità assistenziale che accompagnano una struttura sanitaria importante come il Policlinico Umberto I”. Così il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, a margine dell’inaugurazione al Policlinico Umberto I, presso la IV Clinica Chirurgica, Dipartimento Emergenza Urgenza, un nuovo reparto di Terapia Intensiva ad Alto Biocontenimento. “Stiamo rispettando i tempi: noi avevamo detto che per luglio doveva essere più o meno pronto il DIP. So che adesso deve andare per un ultimo parere al COREPACU, che si occupa dei beni culturali, che deve dare l’ultimo via libera, se ci sono tutte le condizioni, e credo di sì. Quindi, una volta avuto quello, noi possiamo pubblicare la gara per la progettazione. Quindi stiamo rispettando gli impegni che abbiamo preso e devo dire che si lavora proprio come un team, insieme non solo all’università, al Policlinico Umberto I, all’Agenzia del Demanio, alla Soprintendenza. Insomma, è un bel lavoro di squadra che sta dando i suoi risultati”, ha aggiunto.

pc/mca1

(Fonte video: Regione Lazio)

Squillace, il trionfo culinario di Caterina Milizia: determinazione, passione e l’arte del baccalà

Ci sono storie che profumano di passione, sacrificio e meritato successo. Quella di Caterina Milizia è una di queste, una parabola ascendente che dimostra come il talento, se coltivato con dedizione, possa portare a traguardi straordinari. Titolare, insieme al marito Maurizio Staglianò, del rinomato ristorante “Le Ricchezze del Mare” di Squillace, Caterina è oggi una cuoca professionista a tutti gli effetti, ma soprattutto una vera e propria artista dei fornelli. Il percorso di Caterina è la testimonianza di come le inclinazioni profonde trovino sempre il modo di emergere. Dopo aver conseguito il diploma all’Istituto d’Arte al termine del suo regolare corso di studi, ha scelto di seguire la sua vera e grande passione, cioè la cucina. Non si è trattato solo di un’inclinazione innata, ma di un mestiere guadagnato sul campo, giorno dopo giorno, ricetta dopo ricetta. A coronamento di questo percorso di crescita, quest’anno è arrivato anche il traguardo ufficiale, il diploma conseguito all’Istituto Alberghiero di Soverato, che ne certifica lo status di cuoca professionista. Un successo celebrato con immenso orgoglio e calore dalla sua famiglia, dal marito Maurizio e dalla figlia Mariacostanza. Il nome di Caterina e Maurizio è ormai impresso nella mente dei buongustai non solo in Italia, ma anche all’estero. Il loro ristorante, “Le Ricchezze del Mare”, è stato infatti il vincitore di “4 Ristoranti”, la celeberrima trasmissione televisiva in onda su SkyUno condotta da Alessandro Borghese. L’arma vincente? Un menù audace, innovativo e strepitoso tutto a base di baccalà, che Caterina è specializzata nel cucinare in mille modi differenti. Con le sue creazioni, la chef si è imposta sugli agguerriti concorrenti, conquistando l’ambita palma di migliore cucina “piccante” della costa calabrese. Il trionfo nel cooking show non ha premiato solo la straordinaria qualità delle portate, ma ha promosso a pieni voti l’intera esperienza del ristorante di Squillace: dalla suggestiva location all’eleganza degli arredi, dall’impeccabilità del servizio al tavolo fino all’ottimo rapporto qualità-prezzo. Il diploma dell’Alberghiero non è un punto d’arrivo, ma una splendida conferma. Da Squillace ai maxischermi televisivi, il viaggio di Caterina Milizia e Maurizio Staglianò prosegue spedito, forte di un’identità culinaria unica e di un consenso di pubblico che continua a crescere. Il baccalà ha trovato la sua regina, e la Calabria una delle sue eccellenze più luminose.
Carmela Commodaro

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Intesa Sanpaolo, Messina “Garanzia sicurezza per risparmio e sostegno al Paese”

ROMA (ITALPRESS) – “Credo che sia un dovere di qualsiasi governo” il ruolo di monitoraggio e di vigilanza, “in particolare in una fase come questa dove se guardiamo alle componenti geopolitiche e di sicurezza, oggi è indiscutibile la sicurezza energetica, la difesa, ma il punto centrale è la sicurezza economica che significa salvaguardia del risparmio. Noi siamo una garanzia di sicurezza del risparmio e della possibilità di poter continuare a garantire una prospettiva italiana di investimento e di continua capacità di sostenere il Paese”. Così il consigliere delegato e Ceo di Intesa Sanpaolo, Carlo Messina, a margine dell’Assemblea 2026 dell’Abi.

xb1/sat/gsl

Fede, tradizione, unità: Amaroni si prepara ai solenni festeggiamenti per Santa Barbara

La comunità di Amaroni si stringe attorno alla sua Patrona. Il 31 luglio e il 1° agosto si rinnoveranno i solenni festeggiamenti in onore di Santa Barbara Vergine e Martire, un appuntamento nel quale fede, tradizione e senso di appartenenza si fondono per dare vita a momenti di intensa commozione e gioia comunitaria. Nonostante i lavori di ristrutturazione della chiesa parrocchiale siano ancora in corso, la festa si svolgerà regolarmente grazie all’impegno collettivo. Un segnale forte di una comunità unita che non si ferma davanti alle difficoltà, come sottolineato dal parroco Don Roberto Corapi. In una toccante lettera indirizzata alle famiglie amaronesi, sia residenti che emigrate, don Roberto Corapi, cappellano Umg di Catanzaro, ha espresso profonda gratitudine e ha invitato tutti a guardare al futuro con fiducia: «In un tempo segnato da guerre, sofferenze, malattie e tante incertezze che toccano le famiglie e i popoli, la testimonianza di Santa Barbara ci invita a non perdere la speranza. La sua fede salda ci ricorda che la luce di Cristo continua a brillare anche nelle notti più difficili e che nessuna prova può spegnere la forza dell’amore di Dio. Questa festa sia per tutti un’occasione per riscoprire il valore della fraternità, della preghiera e dell’unità. Anche chi vive lontano da Amaroni possa sentirsi parte di questa grande famiglia che si raccoglie attorno alla sua Patrona con affetto e devozione». I riti spirituali inizieranno già a fine luglio, con un’attenzione particolare verso i malati, gli anziani e chi non c’è più. La preparazione comincerà con la Novena di Santa Barbara, che si terrà dal 23 al 31 luglio nella Navata Laterale della chiesa. Ogni giorno il programma prevede alle ore 18 il Santo Rosario, le Litanie a Santa Barbara e la Coronella, seguito alle ore 18.30 dalla celebrazione della Santa Messa. Durante tutto il periodo della novena, si rinnoverà inoltre il tradizionale momento di vicinanza comunitaria con la visita agli ammalati. Domenica 26 luglio sarà interamente dedicata alla Giornata di Preghiera per i Defunti. I momenti centrali della festa entreranno nel vivo venerdì 31 luglio, in occasione della Giornata degli Emigranti. Nella vigilia della festa, alle ore 18:30, si celebreranno i Vespri Solenni seguiti dalla Santa Messa. La giornata più importante sarà quella di sabato 1° agosto, Solennità di Santa Barbara. Le celebrazioni cominceranno alle ore 8.30, con la Santa Messa dell’Aurora. Successivamente, alle ore 11, si terrà la Solenne Celebrazione Eucaristica con il tradizionale Panegirico, presieduta da don Roberto Corapi. Nel pomeriggio, a partire dalle ore 17, la statua della Santa Patrona attraverserà in processione le vie del paese, con una sosta di preghiera e riflessione presso l’Anfiteatro “N. Green”, dove a conclusione del percorso verrà celebrata la Santa Messa. Accanto ai momenti liturgici, Amaroni offrirà ai cittadini e ai numerosi visitatori un ricco cartellone di eventi civili e musicali. I festeggiamenti all’aperto inizieranno la sera di venerdì 31 luglio alle ore 22, presso l’Anfiteatro “N. Green”, con il concerto di Davis Muccari, che farà tappa in paese con il suo “Straordinaria Tour 2026”. A mezzanotte, il cielo si illuminerà con lo straordinario spettacolo pirotecnico curato dalla “Ditta Pirotecnica Sarro Srl”. La serata di sabato 1° agosto si sposterà in Piazza dell’Emigrante dove, a partire dalle ore 22, si terrà il concerto della Banda Musicale “Due Mari Città di Tiriolo”. A chiudere i festeggiamenti, alle ore 24, sarà l’attesa estrazione dei biglietti della lotteria “Santa Barbara 2026”. La festa di Santa Barbara, edizione estiva, rappresenta da sempre un’occasione preziosa per riabbracciare i tanti emigrati che ritornano in paese e per riscoprire, insieme, il valore della fraternità e della pace sotto lo sguardo protettivo della Santa Patrona.
Carmela Commodaro

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OLIO, COLDIRETTI: BASTA MISCELAZIONI EXTRAVERGINE CHE INGANNANO I CITTADINI. COSI’ SI FERMANO I TRAFFICANTI DI OLIO

Aceto: «Bene lo stop alle miscelazioni e i controlli rafforzati. Ora risonanza magnetica, mappa genetica e isotopica per smascherare le frodi e tutelare cittadini e produttori».

“Cogliamo nel segno quando parliamo di trafficanti di olio, ne è testimonianza il sequestro al porto di Palermo delle oltre 60 tonnellate di olio tunisino destinate in Calabria nella provincia di Reggio Calabria e, se immesso sul mercato nazionale, avrebbe fruttato un guadagno illecito di circa 325.000 euro. Un plauso va alle forze dell’ordine e all’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari”. – commenta così il presidente regionale di Coldiretti Calabria Franco Aceto – che prosegue: “il prossimo passo deve essere quello di potenziare il sistema di controllo con l’impiego di nuove metodologie analitiche. Risonanza magnetica, mappa genetica e mappatura isotopica possono dire con chiarezza da dove arriva un prodotto e devono essere utilizzabili come prove in giudizio, per fermare una volta per tutte chi taglieggia i produttori italiani pagandoli sotto i costi di produzione”. Lo stop alla possibilità di miscelare olio vergine a extravergine risponde alle richieste di Coldiretti per fermare le manovre dei trafficanti di olio e fare piena trasparenza su un settore cardine del Made in Italy, con misure strutturali efficaci per salvaguardare la salute dei cittadini e il reddito degli agricoltori. È quanto affermano Coldiretti e Unaprol commentando l’annuncio fatto dal Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida fatto al tavolo di filiera convocato a Roma. Un impegno importante quello a modificare nelle prossime ore la circolare relativa alla miscelazione, per garantire maggiore chiarezza normativa. La pratica del blending, tollerata in Italia sulla base di vecchie circolari ministeriali ed europee, consente oggi all’industria di correggere i difetti di un olio vergine “annegandolo” in una percentuale di extravergine per rispettare i parametri chimici di legge previsti ma svuotando di significato le analisi sensoriali (Panel Test) e ingannando di fatto il cittadino sulla reale purezza del prodotto. La modifica alla circolare invocata da Coldiretti e Unaprol risponde così al principio ribadito che un prodotto di minor pregio non può acquisire una diversa classificazione attraverso operazioni di miscelazione. Nell’ultimo anno il prezzo dell’olio extravergine è crollato del 50%, mentre i costi sostenuti dagli olivicoltori italiani sono aumentati di oltre 200 euro per ettaro, secondo le elaborazioni del Centro Studi Divulga. Un paradosso che trova spiegazione analizzando i dati della filiera. L’Italia produce infatti circa 234 milioni di litri di olio extravergine d’oliva – un quantitativo che potrebbe risultare persino inferiore con controlli ancora più rigorosi – a fronte di consumi interni pari a 461 milioni di litri, esportazioni per 318 milioni di litri e importazioni che raggiungono i 545 milioni di litri all’anno. Numeri che, secondo Coldiretti e Unaprol, evidenziano come una parte dell’olio straniero venga commercializzata sfruttando impropriamente il richiamo all’italianità, ingannando cittadini e produttori. Importante per tutelare il settore pertanto il cambio di passo sui controlli, anch’esso tra le richieste avanzate con la grande mobilitazione di giugno che aveva visto migliaia di agricoltori della Coldiretti scendere in piazza in tutta Italia per dire basta a speculazioni, inganni e mancanza di trasparenza che mettono a rischio la salute dei cittadini e la tenuta delle aziende agricole nazionali. Nel corso della riunione sono stati illustrati i dati delle ultime verifiche, evidenziando un’intensificazione significativa dell’attività ispettiva, con oltre 5 milioni di chilogrammi di olio controllati e sequestri per un valore di 10,3 milioni di euro. Coldiretti e Unaprol hanno ribadito anche la richiesta di prevedere misure a sostegno delle imprese della filiera olivicola, duramente colpite dal crollo dei prezzi dell’olio. La forte svalutazione delle giacenze ha infatti determinato un rilevante danno patrimoniale per produttori, frantoiani, trasformatori e cooperative. Chieste anche misure finanziarie straordinarie per il sostegno allo stoccaggio, la sospensione dell’olio a dazio zero dalla Tunisia e il blocco del meccanismo del Tpa (traffico perfezionamento attivo) sull’olio estero con verifiche di massa sul Portale Sian, aggiornamento della tracciabilità sullo stesso Sian con le informazioni contenute nel fascicolo aziendale e monitoraggio settimanale dei prezzi di vendita.

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La Pitta Catanzarese guarda al futuro: istituzioni, imprese e associazioni unite nel segno della De.Co.

CATANZARO –  Una tradizione che diventa leva di sviluppo, un prodotto identitario che si trasforma in strumento di promozione del territorio e una città che sceglie di fare squadra per valorizzare una delle sue eccellenze più autentiche. È questo il messaggio emerso dalla tavola rotonda “De.Co. Pitta Catanzarese… tradizione che unisce”, ospitata nella sede della Camera di Commercio di Catanzaro e moderata dalla giornalista Maria Rita Galati, appuntamento che ha aperto ufficialmente il percorso dei Pitta Days, in programma il 15 e 16 luglio nell’ambito dei festeggiamenti di San Vitaliano. L’incontro ha riunito istituzioni, associazioni di categoria, operatori economici e rappresentanti del mondo culturale attorno al riconoscimento della Denominazione Comunale (De.Co.) della Pitta Catanzarese, considerata da tutti i relatori non un punto di arrivo, ma l’inizio di un percorso destinato a rafforzare l’identità della città e a generare nuove opportunità economiche e turistiche. Ad aprire i lavori è stato il presidente della Camera di Commercio di Catanzaro Crotone Vibo Valentia, Pietro Falbo, che ha sottolineato come la De.Co. rappresenti soltanto il primo passo verso un più ampio progetto di valorizzazione della pitta, fondato sulla codificazione del prodotto, sulla collaborazione tra panificatori, ristoratori, artigiani e istituzioni e sulla capacità di fare sistema. Falbo ha evidenziato il ruolo strategico dell’enogastronomia nello sviluppo turistico della Calabria, ricordando che sempre più viaggiatori scelgono una destinazione anche per vivere esperienze legate al cibo, e ha ribadito l’impegno della Camera di Commercio nel sostenere innovazione, internazionalizzazione e crescita delle imprese. L’assessore comunale al Turismo Vincenzo Costantino ha definito la pitta uno dei simboli più autentici dell’identità catanzarese, invitando a investire con decisione nella sua comunicazione e promozione. Per Costantino il prodotto possiede tutte le caratteristiche per diventare un vero ambasciatore della città e contribuire a rafforzarne il posizionamento turistico. Ha inoltre ricordato il percorso che ha portato al riconoscimento della De.Co., nato all’interno di una più ampia strategia di costruzione dell’identità di Catanzaro, sottolineando come i Pitta Days rappresentino un esempio concreto di collaborazione tra amministrazione, uffici comunali, associazioni di categoria e operatori economici. Sul valore culturale delle tradizioni gastronomiche si è soffermato Francesco Bianco, presidente dell’Antica Congrega Tre Colli, che ha ripercorso l’esperienza maturata con il marchio di certificazione del morzello. Bianco ha evidenziato come il cibo racconti la storia, la memoria e il senso di appartenenza di una comunità, sottolineando che Catanzaro deve imparare a riconoscere nelle proprie specialità un patrimonio da tutelare e valorizzare. Guardando al futuro, ha auspicato che anche la pitta possa un giorno raggiungere traguardi di tutela ancora più importanti. L’assessora alle Attività economiche Giuliana Furrer ha ricostruito la nascita del progetto, spiegando come l’idea della De.Co. sia maturata sin dall’inizio dell’attuale esperienza amministrativa e abbia trovato un naturale punto d’incontro con la proposta di Assipan. Ha ricordato il lavoro condiviso con gli uffici comunali, in particolare con la dirigente Benedetta De Vita, che ha consentito di arrivare al riconoscimento della Denominazione Comunale e all’organizzazione dei Pitta Days. L’obiettivo, ha spiegato, è trasformare la pitta da simbolo identitario in un vero motore di sviluppo economico, con l’auspicio che la crescita della domanda porti presto i panificatori ad ampliare laboratori e capacità produttiva. A chiudere il confronto è stato il presidente nazionale di Assipan, Antonio Tassone, che ha definito il riconoscimento della De.Co. «un sogno che si realizza». Tassone ha ricostruito la nascita dell’idea all’interno dell’associazione, illustrando il lavoro svolto insieme all’amministrazione comunale per arrivare alla tutela della pitta catanzarese. Ha spiegato che la De.Co. rappresenta oggi lo strumento più efficace per valorizzare un prodotto già unico per forma, dimensioni e tradizione, lasciando aperta la prospettiva di ulteriori riconoscimenti in futuro. Ma soprattutto ha posto l’accento sul metodo: il vero successo, ha affermato, è la capacità di istituzioni, associazioni di categoria, imprese e operatori di lavorare insieme, perché solo facendo rete è possibile trasformare un prodotto identitario in un’opportunità di sviluppo per l’intera comunità. La tavola rotonda ha così confermato come la Pitta Catanzarese non rappresenti soltanto un alimento simbolo della tradizione locale, ma un elemento capace di raccontare la storia della città, rafforzarne l’identità e promuoverne lo sviluppo economico e turistico. Un percorso che entrerà nel vivo con i Pitta Days, quando il centro storico ospiterà il Pitta Village, dove panificatori e ristoratori proporranno al pubblico nuove interpretazioni del prodotto, coniugando tradizione, creatività e promozione del territorio.

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Eav, Fico “Diamantini un top player, nomima fondamentale”

NAPOLI (ITALPRESS) -“La nomina dell’ingegnere Pietro Diamantini è un passaggio fondamentale: ha un curriculum di grande qualità, di grande professionalità, di grande esperienza e la sua storia parla da sola. E noi vogliamo che nella nostra Regione, da qui in futuro, arrivino sempre persone che siano considerate dei top player, che hanno grandi curriculum. Non ci interessano le appartenenze, non ci interessano le tessere di partito, lo stiamo dimostrando ogni giorno nel nostro lavoro”. Lo dice il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, parlando con i giornalisti a Palazzo Santa Lucia, a Napoli, a margine della conferenza stampa di presentazione del nuovo amministratore unico di Eav, Pietro Diamantini.
xc9/pc/azn