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Chiaravalle, nasce “Radici e Futuro”: la nuova aggregazione civica si prepara alle Comunali 2027

Presentato a Palazzo Staglianò il simbolo della coalizione fondata da La Panchina, Saturno, Radici e Ali e Noi Moderati. Falvo: «L’alternativa esiste»

Un nuovo soggetto civico entra ufficialmente nello scenario politico di Chiaravalle Centrale in vista delle elezioni comunali del 2027. Si chiama “Radici e Futuro per Chiaravalle Centrale” ed è l’aggregazione nata dall’incontro tra il sodalizio La Panchina, l’associazione Saturno, il movimento Radici e Ali e il partito Noi Moderati. La presentazione pubblica si è svolta a Palazzo Staglianò, dove è stato svelato anche il simbolo destinato a contraddistinguere la lista nella prossima competizione elettorale. A rappresentare il comitato fondatore sono stati Lucio Falvo, Saverio Barbieri, Claudio Foti e Vincenzo Fabiano. Ad aprire l’incontro è stato Lucio Falvo, al quale è toccato il compito di scoprire ufficialmente il nuovo contrassegno e di illustrarne il significato politico e identitario. La denominazione “Radici e Futuro” intende tenere insieme due dimensioni: da una parte l’appartenenza alla storia, alla memoria e alle tradizioni della comunità chiaravallese; dall’altra la necessità di proiettare la città verso lo sviluppo, l’innovazione e una nuova stagione amministrativa. A rafforzare il messaggio è il motto “Oltre i confini del presente”, concepito come invito a superare le difficoltà dell’oggi per immaginare una prospettiva più ampia di crescita. Nel cuore del simbolo compare il borgo, con le sue architetture e il campanile, elemento attraverso il quale la coalizione vuole sottolineare la centralità del territorio e dei bisogni concreti della comunità. Accanto, un albero dalle radici ben visibili richiama la solidità delle origini, la cultura e la memoria cittadina. Sul lato opposto, il sole che sorge tra le colline rappresenta invece la speranza, la rinascita e quella che i promotori definiscono una nuova alba per Chiaravalle, fino a richiamare simbolicamente un nuovo “Risorgimento” della città. A racchiudere l’immagine, gli archi nei colori verde, bianco e rosso, esplicito riferimento ai valori istituzionali e repubblicani. Falvo ha quindi affidato al palco il primo messaggio politico della nuova aggregazione: «Siamo partiti. L’alternativa finalmente esiste. È reale, concreta e viva». L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una proposta capace di governare la città ponendo al centro «il bene della comunità e non l’interesse di pochi», attraverso un percorso sintetizzato nelle parole “ascoltare, costruire, cambiare con voi”. Se Falvo ha tracciato il perimetro politico e simbolico dell’iniziativa, Saverio Barbieri ha spostato immediatamente l’attenzione sul terreno dei programmi. Ha anticipato una serie di incontri pubblici che, nelle intenzioni del gruppo, dovranno portare a Chiaravalle rappresentanti del Governo nazionale, personalità istituzionali ed esperti per affrontare in maniera concreta il tema dello sviluppo delle aree interne. Uno dei punti considerati strategici è il completamento della Trasversale delle Serre, infrastruttura che Barbieri ha indicato come una possibile leva di trasformazione per l’intero comprensorio una volta ultimati definitivamente i lavori, in una prospettiva temporale indicata nell’arco dei prossimi quattro anni. Per la nuova aggregazione, tuttavia, la disponibilità di nuove infrastrutture dovrà essere accompagnata da una capacità politica di programmare sviluppo, investimenti e servizi, evitando che le opportunità restino isolate e prive di una visione territoriale complessiva. Di natura più strettamente politica l’intervento di Vincenzo Fabiano, che ha ricostruito il percorso compiuto da Noi Moderati prima dell’adesione al nuovo progetto civico. Fabiano ha ricordato come il partito abbia inizialmente cercato un dialogo ritenuto naturale con le altre componenti del centrodestra chiaravallese. Un confronto che, secondo la ricostruzione proposta durante l’incontro, si sarebbe però arenato di fronte alla volontà del sindaco uscente di riproporre la propria candidatura senza aprire realmente ad altre ipotesi. Di fronte a quella che Fabiano ha descritto come una chiusura politica, Noi Moderati ha scelto la strada della discontinuità, aderendo alla costruzione di un progetto nuovo e autonomo per Chiaravalle. Particolarmente duro, invece, il giudizio espresso da Claudio Foti sull’attuale esperienza amministrativa. Foti ha parlato apertamente di «clientelismo e visione zero», richiamando le difficoltà finanziarie dell’ente, le opere rimaste ferme e quelle inaugurate ma successivamente chiuse. Nel suo intervento ha inoltre contestato un modello amministrativo che, a suo giudizio, avrebbe puntato sulla realizzazione di opere legate alla disponibilità dei bandi senza costruire, parallelamente, una adeguata programmazione su progetti di gestione e valorizzazione nel tempo. Sul punto, i quattro esponenti hanno comunque cercato di definire con precisione l’identità politica dell’operazione: costruire un’alternativa “per” Chiaravalle e non semplicemente “contro” qualcuno. Una distinzione più volte sottolineata durante l’incontro, pur accompagnata da una severa critica all’amministrazione uscente. Secondo i promotori di “Radici e Futuro”, infatti, l’attuale esperienza di governo cittadino avrebbe mostrato limiti sul piano politico, amministrativo, finanziario e culturale, ai quali si aggiungerebbe una progressiva riduzione degli spazi di confronto democratico e di discussione pubblica. Non è mancato, infine, un breve siparietto polemico proprio sulle condizioni di Palazzo Staglianò. Durante l’incontro è stato fatto notare il soffitto vistosamente segnato dall’acqua causata, secondo quanto riferito dai presenti, dal malfunzionamento dell’impianto di climatizzazione. Una circostanza utilizzata dai promotori come ulteriore elemento simbolico della propria critica, trattandosi di un immobile oggetto di un intervento inaugurato appena un anno fa. Con la presentazione del simbolo, dunque, la campagna verso il 2027 entra ufficialmente in una nuova fase. “Radici e Futuro per Chiaravalle Centrale” promette adesso di spostare il confronto dai nomi ai contenuti, attraverso incontri, proposte e un programma da costruire pubblicamente. Il messaggio lanciato da Palazzo Staglianò è, almeno nelle intenzioni dei fondatori, quello di una coalizione che vuole presentarsi non come semplice sommatoria di sigle, ma come un nuovo spazio civico e politico capace di contendere il governo della città e di proporre una diversa idea di Chiaravalle Centrale. In conclusione, i promotori hanno ribadito la volontà di mantenere aperto il confronto e di allargare ulteriormente il perimetro dell’alleanza ad altre forze politiche e civiche disponibili a condividere il progetto.

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Olio d’oliva, oltre 200 mila tonnellate invendute: filiera in crisi

ROMA (ITALPRESS) – L’olio d’oliva italiano affronta una fase delicata, con oltre 200 mila tonnellate di prodotto della passata campagna ancora stoccate tra frantoi e cooperative agricole. Le scorte erano state accumulate nella speranza di una ripresa dei prezzi, che però non si è verificata.
Una situazione che preoccupa soprattutto in vista della prossima raccolta: se le vendite non ripartiranno, frantoi e industrie potrebbero avere difficoltà a ritirare la nuova produzione, aggravando le difficoltà anche per gli olivicoltori.
Tra le regioni maggiormente coinvolte ci sono Puglia e Calabria, che da sole concentrano oltre la metà della produzione italiana di olio d’oliva e che oggi si trovano a fare i conti con una situazione di crisi.
Il problema riguarda in particolare i frantoi, che rappresentano l’anello di collegamento tra agricoltori e industria e detengono gran parte delle scorte, ma che sono classificati come imprese artigiane.
Tra le possibili soluzioni si valuta la destinazione di parte dell’olio agli indigenti e il ripristino dell’aiuto allo stoccaggio privato. Ma per gli operatori serve soprattutto un intervento sulla filiera, coinvolgendo anche la grande distribuzione.
L’obiettivo è valorizzare l’extravergine italiano e garantire al prodotto un prezzo adeguato alla sua qualità, sostenendo così imprese e produttori in una fase particolarmente difficile.
mgg/azn

Caldo estremo, l’agricoltura europea paga il conto

ROMA (ITALPRESS) – Dagli ortaggi ai cereali, fino a uva e olivi: l’ondata di caldo estremo che sta investendo l’Europa presenta il conto all’agricoltura. Agricoltori e produttori lanciano l’allarme per raccolti in calo, danni causati da siccità e incendi e un inevitabile aumento dei costi, destinato a riflettersi anche sui prezzi per i consumatori.
In Francia migliaia di tonnellate di ortaggi sono andate perdute e la vendemmia si preannuncia tra le più precoci di sempre, con una produzione di uva attesa in diminuzione. Anche la Spagna rivede al ribasso le stime sul raccolto dei cereali, mentre l’Unione Europea ha ridotto le previsioni per diverse colture, tra cui mais, girasole, patate e soia.
Sotto pressione anche gli oliveti. In Grecia, Italia e Portogallo, caldo, siccità e incendi stanno compromettendo la produzione, alimentando le aspettative di un nuovo rialzo del prezzo dell’olio extravergine d’oliva nei prossimi mesi. Le temperature record favoriscono inoltre la diffusione di parassiti e malattie, aggravando ulteriormente le difficoltà del settore. Un quadro che conferma come la crisi climatica stia incidendo sempre più sulla sicurezza alimentare e sull’economia agricola europea.
mgg/azn

Agrifood Magazine – 12/8/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questo numero di Agrifood Magazine, prodotto dall’Italpress in collaborazione con TeleAmbiente:
– Caldo estremo, l’agricoltura europea paga il conto
– Pesca, 3 milioni per le imprese colpite dal maltempo
– Olio d’oliva, oltre 200mila tonnellate invendute: filiera in crisi
– Agricoltura, Italia e Senegal rafforzano il partenariato
mgg/azn

Strutture ricettive abusive a Roma, sanzioni per oltre 120 mila euro

ROMA (ITALPRESS) – I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno individuato, nei pressi dello scalo ferroviario di Roma Termini, quattro strutture ricettive abusive che operavano come alberghi, pur essendo formalmente registrate tre come affittacamere e una come locazione a uso turistico. Gli accertamenti, condotti dai militari del 3° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma, hanno permesso di appurare che i tre affittacamere disponevano di otto stanze ciascuno, superando il limite massimo di sei camere previsto dalla normativa della Regione Lazio per tale tipologia ricettiva. L’operazione si è conclusa con l’irrogazione di sanzioni amministrative per un importo superiore a 120 mila euro.

col5/gsl

Musumeci “Fuori posto non è l’Etna, ma l’aeroporto di Catania”

Musumeci “Fuori posto non è l’Etna, ma l’aeroporto di Catania”

ROMA (ITALPRESS) – “Quanto sta accadendo in questi giorni negli aeroporti di Catania e Comiso, con cancellazioni, ritardi e pesanti disagi per migliaia di cittadini e turisti nel pieno della stagione estiva, ripropone un problema che la Sicilia conosce da tempo. Non lo ricordo per rivendicare primogeniture nè per alimentare polemiche, ma solo per un invito alla riflessione di tutti”. Lo afferma in una nota il ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, Nello Musumeci, che aggiunge: “Già nel 1999, da presidente della Provincia di Catania, avevo evidenziato i limiti dello scalo di Fontanarossa e della sua particolare vulnerabilità legata alla vicinanza con l’Etna. Non ci limitammo a sollevare il problema: inserimmo nel Piano territoriale provinciale la proposta di una delocalizzazione dello scalo; facemmo inoltre elaborare uno studio preliminare per un nuovo aeroporto nella Piana tra Catania ed Enna, pensato al servizio di sette province su nove. Quella mia idea non trovò sostegno. Da allora sono trascorsi quasi trent’anni, il traffico aereo e i flussi turistici sono cresciuti enormemente, mentre le conseguenze delle eruzioni dell’Etna continuano periodicamente a condizionare l’operatività degli aeroporti orientali e a renderli, sul piano reputazionale, poco attrattivi in termini di mobilità e accessibilità. Tornai sul tema da presidente della Regione, incontrando la ostilità della società di gestione e l’indifferenza degli enti locali interessati. Non si tratta oggi di sostenere che quella mia iniziativa debba essere necessariamente ripresa così come era stata concepita allora. Ma è difficile negare che i fatti di questi giorni dimostrano una sola cosa: ad essere fuori posto non è il vulcano ma l’aeroporto. Credo che il problema esista e meriti una riflessione seria e lungimirante nella programmazione delle grandi infrastrutture, con una visione a lungo termine. Si tratta solo di decidere quale ruolo debba avere la Sicilia nel futuro della crescente mobilità aerea”, conclude Musumeci.

– Foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

Stazzema, Conte “Ci fu volontà di sottrarre la memoria all’esame della verità”

Stazzema, Conte “Ci fu volontà di sottrarre la memoria all’esame della verità”

ROMA (ITALPRESS) – “Oggi Sant’Anna di Stazzema è una geografia della memoria ritrovata, una memoria viva che si rinnova di continuo e parla tutti”. Lo ha detto il leader del M5S, Giuseppe Conte, parlando da Sant’Anna di Stazzema per le celebrazioni dell’eccidio. “Ancora oggi ci lascia senza fiato: furono uccise 560 persone, corpi accatastati uno sull’altro e dati alle fiamme, quel giorno. A Sant’Anna, non sopravvisse neppure un barlume del senso di umanità, imperversò solo il furore cieco della barbarie. Con i soldati tedeschi c’erano anche uomini e donne con il volto semi coperto, parlavano italiano, erano i collaborazionisti con i complici fascisti di questa strage. Non fu una rappresaglia militare, fu un’azione terroristica premeditata, un massacro pianificato e attuato nei minimi dettagli”, ha aggiunto.
L’ex premier ha ricordato che “per 50 anni la voce dei superstiti fui ignorata, rimase rinchiusa in un dolore incompreso. Le indagini e i processi furono possibile grazie a un ritrovamento, casuale, della documentazione sul massacro. Questo massacro fu scoperto in un armadio abbandonato nello scantinato della Procura militare di Roma, divenuto tristemente noto come l’armadio della vergogna ed è stato un terribile schiaffo posto dato alle vittime delle stragi nazifasciste, il simbolo tangibile della volontà di sottrarre la memoria all’esame della verità, il tentativo codardo di scegliere il silenzio. Qualcuno si è trincerato dietro una presunta ragione di Stato, pur di non misurarsi con le colpe e con le responsabilità del passato”, ha concluso Conte.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

Tajani “Difendere la pace nel mondo, le guerre devono cessare”

Tajani “Difendere la pace nel mondo, le guerre devono cessare”

ROMA (ITALPRESS) – “Dobbiamo difendere la pace nel mondo. Dai confini dell’Europa fino alle guerre dimenticate in Africa e al Medio Oriente, dove devono cessare le carneficine delle popolazioni civili, che nulla hanno a che fare con le guerre, e proprio perchè la nostra libertà e la nostra democrazia si fondano sul sangue delle vittime di Sant’Anna, di Marzabotto, delle tante località italiane legate dal filo di un triste pellegrinaggio della memoria”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, parlando da Sant’Anna di Stazzema. “Si tratta di una libertà sacra, di una democrazia sacra, che devono essere tutelate perchè sono un grande patrimonio comune della nostra Nazione. Tanto sangue innocente è stato versato proprio in queste terre toscane”, ha aggiunto.
“Non ci rassegniamo, non ci vogliamo rassegnare perchè alla fine le guerre devono cessare. Non possiamo, certamente, cambiare la natura umana ma possiamo lavorare tutti insieme, al di là delle divisioni politiche, per costruire realtà dove ci sia, sempre e comunque, rispetto per la dignità della persona, rispetto e difesa di un principio che è la base della nostra convivenza civile, la libertà perchè ogni uomo è nato libero e ha il diritto di vivere libero” ha concluso Tajani.
(ITALPRESS).
-Foto: Ipa Agency-

A Milano Palazzo Lombardia si apre all’arte

MILANO (ITALPRESS) – L’arte può trasformare un luogo istituzionale in uno spazio aperto, vivo e capace di parlare a tutti. È questa la direzione che Regione Lombardia ha scelto di dare a Isola Set, lo spazio di circa 700 metri quadrati all’interno di Palazzo Lombardia, completamente rinnovato per avvicinare sempre di più questo edificio, simbolo delle istituzioni regionali, ai cittadini.
Da alcuni anni, Palazzo Lombardia non è più soltanto il luogo della politica e delle istituzioni, ma vuole diventare anche un punto di riferimento per la cultura e l’arte, capace di ospitare mostre di alto livello e artisti riconosciuti a livello nazionale e internazionale.
In questo contesto si inseriscono le due mostre inaugurate contemporaneamente: Oltre la forma, con opere di Wally Bonafè, Amalia Caracciolo e Katalin Kollar, e Spring Summer ’26 di Alberto Peppoloni.
f12/mgg/azn

Geologo “I terremoti in Venezuela e Colombia non direttamente correlati”

BOGOTÀ (COLOMBIA) (ITALPRESS) – “Sia il Venezuela che la Colombia sono paesi sismicamente attivi. L’attività sismica in entrambi i paesi comporta interazioni tra placche tettoniche. I loro contesti geologici sono differenti. Sebbene entrambi i terremoti siano stati effettivamente innescati da interazioni tra placche tettoniche, le placche specifiche coinvolte sono diverse e differiscono anche nel modo in cui interagiscono. Nello specifico, non si può affermare che il terremoto in Venezuela abbia scatenato quello in Colombia. I due eventi sismici non sono direttamente correlati”. Lo afferma Freddy Tovar Belcara, coordinatore della Rete Sismologica Nazionale della Colombia.

sat/gsl
(Fonte video: CCTV+)