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Idrogeno rinnovabile, incentivi per 400 milioni all’anno

ROMA (ITALPRESS) – Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha dato il via al nuovo meccanismo nazionale di sostegno alla produzione di idrogeno rinnovabile e bioidrogeno, mettendo a disposizione fino a 400 milioni di euro l’anno. La misura punta a rafforzare la filiera italiana e ad accelerare la decarbonizzazione dell’industria e dei trasporti pesanti, in linea con gli obiettivi europei e nazionali di neutralità climatica al 2050. Il ministro Gilberto Pichetto Fratin spiega che l’obiettivo è creare condizioni favorevoli per nuovi investimenti industriali, rafforzando sicurezza energetica e competitività. Gli incentivi riguarderanno sia l’idrogeno verde prodotto attraverso elettrolisi, sia il bioidrogeno ottenuto da biomasse, biogas o biometano. L’accesso avverrà tramite procedure pubbliche competitive, con gare almeno semestrali dal 2026 al 2029. Le graduatorie premieranno i progetti che offriranno il maggiore ribasso rispetto al prezzo massimo fissato a base d’asta, privilegiando quindi le iniziative capaci di produrre idrogeno al minor costo.

gsl

A luglio rallenta l’inflazione

ROMA (ITALPRESS) – Lieve rallentamento per l’inflazione a luglio. Secondo i dati definitivi dell’Istat, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività, al lordo dei tabacchi, è aumentato dello 0,3% su base mensile e del 2,9% su base annua. A giugno l’aumento tendenziale era stato del 3%. Il lieve rallentamento dell’inflazione riflette la dinamica dei prezzi degli energetici non regolamentati e dei servizi vari. In accelerazione sono, invece, i prezzi degli energetici regolamentati, dei servizi relativi ai trasporti e di quelli ricreativi, culturali e per la cura della persona. L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta stabile a +1,6%, mentre quella al netto dei soli beni energetici rallenta dall’1,9 all’1,8%. I prezzi dei beni rallentano, mentre la dinamica di quelli dei servizi è in lieve accelerazione. I prezzi dei beni che compongono il “carrello della spesa” aumentano dell’1% su base annua.

gsl

Tg Economia – 12/8/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– A luglio rallenta l’inflazione
– Idrogeno rinnovabile, incentivi per 400 milioni all’anno
– Enoturismo, 18 milioni di italiani scelgono il viaggio del gusto
– Piattaforma Ecobonus per l’automotive, istruzioni per l’uso

sat/gsl

Enoturismo, 18 milioni di italiani scelgono il viaggio del gusto

ROMA (ITALPRESS) – L’enoturismo conquista sempre più spazio nelle vacanze degli italiani, anche quando il viaggio non nasce con l’obiettivo principale di scoprire il vino. A fotografare il fenomeno è il nuovo Rapporto “Gli italiani e le esperienze enoturistiche”, curato da Roberta Garibaldi con Ascovilo e The Data Appeal Company. Il turismo enogastronomico coinvolge oggi circa 18 milioni di italiani, 4,5 milioni in più rispetto al 2024. A cambiare è anche la geografia dei desideri: Cinque Terre e Salento guidano la classifica delle mete più ambite, con il 20%, seguiti da Chianti, Costiera Amalfitana ed Etna. Seguono Montepulciano, Montalcino, MonLanghe-Barolo e Gallura. Il dato rivela un nuovo modo di vivere l’enoturismo: il vino diventa una componente della vacanza, capace di collegare mare, entroterra, gastronomia e paesaggio. Nella scelta della destinazione pesano soprattutto rapporto qualità-prezzo, bellezza del paesaggio rurale e prossimità geografica. Per scegliere una cantina, invece, il paesaggio è il primo criterio, seguito da qualità-prezzo e vicinanza. La qualità e notorietà dei vini si fermano al 60%.

gsl

Tg Sport – 12/8/2026

ROMA (ITALPRESS) – In questa edizione:
– Europei di nuoto a Parigi, ori di Martinenghi e Quadarella
– Atletica, oro per Battocletti e bronzo Majori nei 5000, Jacobs K.O.
– Inter, Frattesi vicino alla Lazio ed assalto a Djed Spence
– Milan, intesa vicina con il Porto per la cessione di Gimenez
– Roma, ufficiale l’arrivo dell’argentino Nahuel Molina dall’Atletico Madrid
– Juventus, si accelera con il Psg per il prestito di Suzuki
– Cincinnati Open: tabellone completo per gli azzurri senza Sinner
azn

Trapani, sequestrati 17 mila articoli contraffatti a San Vito Lo Capo

TRAPANI (ITALPRESS) – Intensificata l’azione della Guardia di finanza di Trapani nel contrasto alla contraffazione e nella tutela della sicurezza dei consumatori nella località balneare di San Vito Lo Capo per il periodo estivo.
Un nuovo intervento delle Fiamme Gialle trapanesi ha infatti portato al sequestro di oltre 17.000 prodotti tra articoli recanti marchi contraffatti e articoli di bigiotteria privi delle indicazioni obbligatorie previste dal Codice del Consumo a tutela dei consumatori.
In particolare, i militari “Baschi Verdi” del Gruppo di Trapani, nel corso di un controllo presso un esercizio commerciale sito nelle vie del centro cittadino, hanno individuato e sequestrato quasi 1.400 articoli che recavano in modo abusivo i marchi “Il Padrino”, “Ferrari” e “Milan”, tra cui magliette, accendini, tazze e calamite, contraddistinti da difformità rispetto ai prodotti originali e privi di documentazione di acquisto. Il valore della merce contraffatta è stato stimato in circa 4.600 euro. Nel corso del medesimo controllo i militari hanno sequestrato, altresì, circa 16.000 articoli di bigiotteria privi di etichettatura e delle indicazioni obbligatorie in lingua italiana relative ai materiali impiegati, al paese d’origine e al produttore o importatore, tra cui anelli, bracciali, collane e orecchini. Il valore complessivo di tale merce è stato stimato in oltre 127.000 euro.
mgg/azn

Fucino Digital, con IT-Wallet è iniziato il percorso per la cittadinanza digitale

Fucino Digital, con IT-Wallet è iniziato il percorso per la cittadinanza digitale

ROMA (ITALPRESS) – “Con i decreti pubblicati nell’estate 2026, l’IT-Wallet, il portafoglio digitale dei cittadini italiani, esce dalla dimensione sperimentale e assume il profilo di una vera infrastruttura nazionale della fiducia digitale. Il passaggio è rilevante non solo per la Pubblica amministrazione, ma soprattutto per banche, intermediari finanziari, operatori dei pagamenti e imprese di servizi essi sia di trasporti che pubblica utilità, chiamati a integrare nei propri processi identità, attributi certificati e credenziali verificabili del cittadino, per una autenticazione certa”. E’ quanto emerge dal nuovo studio di Fucino Digital, realizzato da Gianluca Duretto, docente dell’Università degli Studi Internazionali di Roma (UNINT) e fintech senior advisor.
Il modello italiano, si legge, è di tipo federato: accanto al wallet pubblico potranno operare wallet privati, emittenti di credenziali, fonti autentiche, verificatori e aggregatori. La regia resta pubblica. AgID presidia registrazione e vigilanza; IPZS gestisce il Registro IT-Wallet e il rilascio del PID, l’attestazione elettronica dei dati identificativi; PagoPA è responsabile del wallet pubblico. La radice dell’identità resta così sotto controllo pubblico, mentre il mercato può competere sui servizi, sull’esperienza utente e sui modelli distributivi.
Per il settore finanziario, la vera discontinuità è il passaggio dalla logica documentale a quella delle credenziali verificabili. Oggi una banca acquisisce documenti, certificati e dichiarazioni che devono essere controllati, aggiornati e archiviati. Con il wallet, il cliente può invece presentare un attributo certificato direttamente dalla fonte, consentendo al verificatore di controllarne validità e provenienza senza ricostruire ogni volta l’intera catena documentale. E’ un’evoluzione che può incidere su onboarding, KYC, aggiornamento anagrafico, deleghe, accesso al credito e prevenzione delle frodi.
Il valore, sempre secondo lo studio, non è solo operativo. La divulgazione selettiva consente di condividere esclusivamente l’informazione necessaria: la maggiore età senza trasferire l’intera data di nascita, oppure la residenza in un territorio senza produrre il certificato completo. E’ un principio che riduce il trattamento dei dati e può migliorare insieme efficienza, sicurezza e conformità.
Anche il rapporto con i pagamenti è strategico. Identità, autenticazione e pagamento stanno convergendo. Il wallet può diventare il livello fiduciario su cui costruire esperienze più semplici e sicure, collegando il soggetto che opera, il titolo con cui agisce e il servizio finanziario richiesto. Per le banche, la questione è anche competitiva: limitarsi al ruolo di verificatore può bastare sul piano tecnico, non necessariamente su quello strategico. Chi saprà integrare identità, pagamenti, credenziali e relazione con il cliente potrà presidiare una parte più ampia della catena del valore.
Sempre secondo lo studio, “restano però alcuni nodi aperti. Il primo è il modello economico: i servizi essenziali dovranno essere gratuiti per il cittadino, ma devono ancora essere definiti servizi remunerabili, tariffe, contributi degli operatori e criteri di remunerazione per incentivare l’utilizzo da parte di tutti gli operatori interessati delle credenziali dei wallet così da incentivare anche una reale “gamification” nel sistema che ne garantisca nel futuro un suo sviluppo virtuoso e sostenibile. Il secondo nodo aperto ad oggi, riguarda responsabilità e rischi: chi risponde in caso di dato errato della fonte autentica, credenziale non aggiornata, compromissione del wallet o richiesta eccedente da parte del verificatore? Per ultimo sottolineiamo un quesito, riguarda specifiche tecniche e piena interoperabilità europea, indispensabili per evitare frammentazioni nazionali e garantire il riconoscimento transfrontaliero previsto dall’EUDI Wallet, il portafoglio digitale europeo, la cui piena attuazione è attesa nel 2027″.
Per il sistema bancario, attendere che ogni dettaglio sia definito “sarebbe un errore. E’ già il momento di individuare i casi d’uso a maggiore valore, progettare l’integrazione con sistemi KYC, CRM, antifrode e compliance e definire una governance del dato coerente con i principi di minimizzazione. L’IT-Wallet non è un nuovo canale digitale, ma una vera infrastruttura della fiducia, destinata a cambiare il modo in cui identità, dati e fiducia vengono gestiti nei servizi finanziari e non solo, in un nuovo concetto di fiducia più ampia. La cittadinanza digitale – conclude lo studio – entra così in una fase nuova: meno documenti da scambiare, più informazioni verificabili, maggiore controllo da parte dell’utente e una competizione che si sposterà sulla qualità dei servizi costruiti sopra questa infrastruttura”.

– foto ufficio stampa Banca del Fucino –
(ITALPRESS).

Chiaravalle, nasce “Radici e Futuro”: la nuova aggregazione civica si prepara alle Comunali 2027

Presentato a Palazzo Staglianò il simbolo della coalizione fondata da La Panchina, Saturno, Radici e Ali e Noi Moderati. Falvo: «L’alternativa esiste»

Un nuovo soggetto civico entra ufficialmente nello scenario politico di Chiaravalle Centrale in vista delle elezioni comunali del 2027. Si chiama “Radici e Futuro per Chiaravalle Centrale” ed è l’aggregazione nata dall’incontro tra il sodalizio La Panchina, l’associazione Saturno, il movimento Radici e Ali e il partito Noi Moderati. La presentazione pubblica si è svolta a Palazzo Staglianò, dove è stato svelato anche il simbolo destinato a contraddistinguere la lista nella prossima competizione elettorale. A rappresentare il comitato fondatore sono stati Lucio Falvo, Saverio Barbieri, Claudio Foti e Vincenzo Fabiano. Ad aprire l’incontro è stato Lucio Falvo, al quale è toccato il compito di scoprire ufficialmente il nuovo contrassegno e di illustrarne il significato politico e identitario. La denominazione “Radici e Futuro” intende tenere insieme due dimensioni: da una parte l’appartenenza alla storia, alla memoria e alle tradizioni della comunità chiaravallese; dall’altra la necessità di proiettare la città verso lo sviluppo, l’innovazione e una nuova stagione amministrativa. A rafforzare il messaggio è il motto “Oltre i confini del presente”, concepito come invito a superare le difficoltà dell’oggi per immaginare una prospettiva più ampia di crescita. Nel cuore del simbolo compare il borgo, con le sue architetture e il campanile, elemento attraverso il quale la coalizione vuole sottolineare la centralità del territorio e dei bisogni concreti della comunità. Accanto, un albero dalle radici ben visibili richiama la solidità delle origini, la cultura e la memoria cittadina. Sul lato opposto, il sole che sorge tra le colline rappresenta invece la speranza, la rinascita e quella che i promotori definiscono una nuova alba per Chiaravalle, fino a richiamare simbolicamente un nuovo “Risorgimento” della città. A racchiudere l’immagine, gli archi nei colori verde, bianco e rosso, esplicito riferimento ai valori istituzionali e repubblicani. Falvo ha quindi affidato al palco il primo messaggio politico della nuova aggregazione: «Siamo partiti. L’alternativa finalmente esiste. È reale, concreta e viva». L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una proposta capace di governare la città ponendo al centro «il bene della comunità e non l’interesse di pochi», attraverso un percorso sintetizzato nelle parole “ascoltare, costruire, cambiare con voi”. Se Falvo ha tracciato il perimetro politico e simbolico dell’iniziativa, Saverio Barbieri ha spostato immediatamente l’attenzione sul terreno dei programmi. Ha anticipato una serie di incontri pubblici che, nelle intenzioni del gruppo, dovranno portare a Chiaravalle rappresentanti del Governo nazionale, personalità istituzionali ed esperti per affrontare in maniera concreta il tema dello sviluppo delle aree interne. Uno dei punti considerati strategici è il completamento della Trasversale delle Serre, infrastruttura che Barbieri ha indicato come una possibile leva di trasformazione per l’intero comprensorio una volta ultimati definitivamente i lavori, in una prospettiva temporale indicata nell’arco dei prossimi quattro anni. Per la nuova aggregazione, tuttavia, la disponibilità di nuove infrastrutture dovrà essere accompagnata da una capacità politica di programmare sviluppo, investimenti e servizi, evitando che le opportunità restino isolate e prive di una visione territoriale complessiva. Di natura più strettamente politica l’intervento di Vincenzo Fabiano, che ha ricostruito il percorso compiuto da Noi Moderati prima dell’adesione al nuovo progetto civico. Fabiano ha ricordato come il partito abbia inizialmente cercato un dialogo ritenuto naturale con le altre componenti del centrodestra chiaravallese. Un confronto che, secondo la ricostruzione proposta durante l’incontro, si sarebbe però arenato di fronte alla volontà del sindaco uscente di riproporre la propria candidatura senza aprire realmente ad altre ipotesi. Di fronte a quella che Fabiano ha descritto come una chiusura politica, Noi Moderati ha scelto la strada della discontinuità, aderendo alla costruzione di un progetto nuovo e autonomo per Chiaravalle. Particolarmente duro, invece, il giudizio espresso da Claudio Foti sull’attuale esperienza amministrativa. Foti ha parlato apertamente di «clientelismo e visione zero», richiamando le difficoltà finanziarie dell’ente, le opere rimaste ferme e quelle inaugurate ma successivamente chiuse. Nel suo intervento ha inoltre contestato un modello amministrativo che, a suo giudizio, avrebbe puntato sulla realizzazione di opere legate alla disponibilità dei bandi senza costruire, parallelamente, una adeguata programmazione su progetti di gestione e valorizzazione nel tempo. Sul punto, i quattro esponenti hanno comunque cercato di definire con precisione l’identità politica dell’operazione: costruire un’alternativa “per” Chiaravalle e non semplicemente “contro” qualcuno. Una distinzione più volte sottolineata durante l’incontro, pur accompagnata da una severa critica all’amministrazione uscente. Secondo i promotori di “Radici e Futuro”, infatti, l’attuale esperienza di governo cittadino avrebbe mostrato limiti sul piano politico, amministrativo, finanziario e culturale, ai quali si aggiungerebbe una progressiva riduzione degli spazi di confronto democratico e di discussione pubblica. Non è mancato, infine, un breve siparietto polemico proprio sulle condizioni di Palazzo Staglianò. Durante l’incontro è stato fatto notare il soffitto vistosamente segnato dall’acqua causata, secondo quanto riferito dai presenti, dal malfunzionamento dell’impianto di climatizzazione. Una circostanza utilizzata dai promotori come ulteriore elemento simbolico della propria critica, trattandosi di un immobile oggetto di un intervento inaugurato appena un anno fa. Con la presentazione del simbolo, dunque, la campagna verso il 2027 entra ufficialmente in una nuova fase. “Radici e Futuro per Chiaravalle Centrale” promette adesso di spostare il confronto dai nomi ai contenuti, attraverso incontri, proposte e un programma da costruire pubblicamente. Il messaggio lanciato da Palazzo Staglianò è, almeno nelle intenzioni dei fondatori, quello di una coalizione che vuole presentarsi non come semplice sommatoria di sigle, ma come un nuovo spazio civico e politico capace di contendere il governo della città e di proporre una diversa idea di Chiaravalle Centrale. In conclusione, i promotori hanno ribadito la volontà di mantenere aperto il confronto e di allargare ulteriormente il perimetro dell’alleanza ad altre forze politiche e civiche disponibili a condividere il progetto.

L’articolo Chiaravalle, nasce “Radici e Futuro”: la nuova aggregazione civica si prepara alle Comunali 2027 proviene da S1 TV.

Olio d’oliva, oltre 200 mila tonnellate invendute: filiera in crisi

ROMA (ITALPRESS) – L’olio d’oliva italiano affronta una fase delicata, con oltre 200 mila tonnellate di prodotto della passata campagna ancora stoccate tra frantoi e cooperative agricole. Le scorte erano state accumulate nella speranza di una ripresa dei prezzi, che però non si è verificata.
Una situazione che preoccupa soprattutto in vista della prossima raccolta: se le vendite non ripartiranno, frantoi e industrie potrebbero avere difficoltà a ritirare la nuova produzione, aggravando le difficoltà anche per gli olivicoltori.
Tra le regioni maggiormente coinvolte ci sono Puglia e Calabria, che da sole concentrano oltre la metà della produzione italiana di olio d’oliva e che oggi si trovano a fare i conti con una situazione di crisi.
Il problema riguarda in particolare i frantoi, che rappresentano l’anello di collegamento tra agricoltori e industria e detengono gran parte delle scorte, ma che sono classificati come imprese artigiane.
Tra le possibili soluzioni si valuta la destinazione di parte dell’olio agli indigenti e il ripristino dell’aiuto allo stoccaggio privato. Ma per gli operatori serve soprattutto un intervento sulla filiera, coinvolgendo anche la grande distribuzione.
L’obiettivo è valorizzare l’extravergine italiano e garantire al prodotto un prezzo adeguato alla sua qualità, sostenendo così imprese e produttori in una fase particolarmente difficile.
mgg/azn