Grillo “Il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità e diversità”
ROMA (ITALPRESS) – “Il MoVimento 5 Stelle ha perso la sua identità, soprattutto ha perso la sua “diversità”. Osservare la trasformazione antropologica dei suoi protagonisti serve a poco, è il solito film, il nuovo che diventa vecchio, i rivoluzionari che scoprono i palazzi e le intenzioni che lastricano la strada per l’inferno, con tanto di pedaggio”. Così Beppe Grillo in un lungo post sul suo blog dal titolo “Si sono montati la testa senza leggere le istruzioni”.
“Eppure, qualcosa deve essere ricordato, il MoVimento era nato da un sentimento popolare che continua a esistere, anche se chi avrebbe dovuto rappresentarlo ha smesso di ascoltarlo… Era la delusione verso un modello occidentale fondato sulla democrazia e sui diritti, ma sempre più dominato dal capitalismo. Le domande sono rimaste, le risposte sono scomparse – prosegue -. Noi avevamo provato a darne alcune, distribuire il reddito, cambiare la classe dirigente, coinvolgere i cittadini nelle decisioni e programmare il futuro invece di amministrare la prossima elezione. Le avevamo chiamate reddito di cittadinanza, limite dei due mandati, restituzioni, democrazia diretta e transizione ecologica; proposte che, con il tempo, sono diventate slogan da pronunciare nei convegni e dimenticate dopo il buffet”.
“Oggi la crisi del modello occidentale è più profonda, il sistema viene consumato dall’interno e messo sotto pressione dall’esterno; anche il disagio legato all’immigrazione, quando i flussi vengono lasciati senza governo e senza integrazione, è il sintomo di una malattia che la politica preferisce usare anzichè curare. Da una parte si grida all’invasione, dall’altra si finge che il problema non esista, e in mezzo restano i cittadini e gli immigrati, dentro una società divisa – sottolinea il co-fondatore del MoVimento 5 Stelle -. Se pensiamo che il modello occidentale debba essere difeso, dobbiamo renderlo credibile, per farlo bisogna tornare ad ascoltare i cittadini, prima che la paura li consegni a modelli autoritari. Quando la democrazia smette di rispondere, arriva qualcuno che promette di farlo al suo posto, a volte indossa una divisa, altre volte controlla un algoritmo. Il programma dovrebbe partire da qui, dall’ascolto. Le domande riguardano la sicurezza e la salute, l’equità, la partecipazione e l’identità. Servono risposte chiare e che guardino oltre il prossimo sondaggio. Prendiamo il lavoro, se una parte delle attività sarà svolta da intelligenze artificiali e robot, chi riceverà la ricchezza prodotta? Le macchine lavoreranno e gli esseri umani guarderanno? Avremo pochi proprietari degli algoritmi e milioni di persone con un abbonamento mensile alla sopravvivenza? Questo scenario impone politiche sul reddito e sul lavoro, impone anche di ripensare la formazione e l’immigrazione”.
“Persino alcuni protagonisti della rivoluzione tecnologica parlano di reddito universale. Bene! Che comincino a finanziarlo coloro che guadagnano dall’automazione. Non si può privatizzare il futuro e distribuire la disperazione! Prendiamo la sanità, l’intelligenza artificiale cambierà la diagnostica e l’assistenza, inciderà anche sulla ricerca – aggiunge Grillo -. Il problema della salute non può essere ridotto ai costi, dobbiamo domandarci chi controllerà questi strumenti, chi stabilirà le priorità e dove finiranno i dati sanitari. La tecnologia servirà a curare le persone oppure a scegliere quelle considerate convenienti? E poi i nostri i dati, lo ripeto da una vita, viviamo nel capitalismo della sorveglianza, siamo osservati e classificati da società private che conoscono i nostri comportamenti meglio dei nostri familiari, sanno dove siamo, cosa compriamo e cosa desideriamo, cercano anche di prevedere quando cambieremo idea. Quei dati sono nostri, dovremmo poterli controllare e decidere come utilizzarli, anche per rendere la società più sicura e migliorare i servizi pubblici. Abbiamo costruito un mondo in cui un’azienda conosce ogni nostro spostamento, mentre lo Stato spesso non riesce a dirci quando passerà l’autobus. Prendiamo poi la democrazia, la rete permette a milioni di persone di comunicare e votare in pochi secondi, eppure continuiamo a delegare quasi ogni decisione a rappresentanti che, una volta eletti, rispondono ai partiti e alle correnti, e prima o poi finiscono per rispondere soprattutto alla propria sopravvivenza – conclude -. La tecnologia potrebbe permettere una partecipazione continua dei cittadini e un controllo sulle decisioni, più che per eliminare la rappresentanza, per limitarne il potere e impedire che la delega diventi una cambiale in bianco per cinque anni. Ecco, il MoVimento era nato per affrontare tutte queste domande, poi ha cominciato a occuparsi di se stesso. Ma le domande non sono scomparse, sono ancora fuori dai palazzi e aspettano qualcuno che provi a rispondere…”.
– Foto IPA Agency –
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REGGIO CALABRIA (ITALPRESS) – Una vasta piantagione di canapa indiana, nascosta tra la vegetazione della “Vallata dello Stilaro”, è stata scoperta e smantellata dai Carabinieri nelle campagne di Stilo, nella Locride. L’intervento, condotto al termine di una prolungata attività di rastrellamento condotta dai militari locale Stazione, in collaborazione con la Sezione Operativa della Compagnia di Roccella Jonica, ha portato all’individuazione ed all’estirpazione di circa 1.200 arbusti.
ROMA (ITALPRESS) – L’evoluzione del welfare aziendale, gli effetti della riforma del 2016, il ruolo dell’Aiwa nella crescita del settore. Sono alcuni dei temi affrontati nella ventiseiesima puntata del Focus Lavoro&Welfare, format tv dell’agenzia Italpress a cura di Cesare Damiano, che intervista Emmanuele Massagli, presidente dell’Associazione Italiana Welfare Aziendale (Aiwa).
HONG KONG (CINA) (ITALPRESS) – “C’è delusione perché scotta una sconfitta a 44, soprattutto per come è maturata contro la squadra più forte al mondo in questo momento e anche negli ultimi anni. Allo stesso tempo usciamo a testa alta, perché stiamo facendo un percorso che deve essere necessariamente lungo”. Così il ct della sciabola azzurra femminile, Andrea Aquili, dopo l’eliminazione ai quarti per una stoccata contro la Francia ai Mondiali di scherma di Hong Kong. “Bisogna avere pazienza, è un chiodo che batto costantemente – spiega il coach azzurro – E’ giusto che le ragazze abbiano voglia di raccogliere subito qualcosa, è il loro ruolo; il mio invece è quello di professare pazienza e di farle lavorare tanto. Abbiamo passato quest’ultimo anno a provare tantissimo, rispetto alla scorsa stagione la crescita è esponenziale. C’è ancora tanto da fare però sono molto soddisfatto”, conclude Aquili.
ROMA (ITALPRESS) – Nell’ambito delle iniziative realizzate nella cornice europea e con il coordinamento dell’Agenzia Frontex, è stata portata a termine un’operazione congiunta di rimpatrio con un volo charter diretto a Lagos, in Nigeria, organizzato dall’Italia. All’operazione hanno aderito, quali Stati membri UE, Cipro, Irlanda e Polonia. A bordo del charter erano presenti 32 stranieri di nazionalità nigeriana, di cui 18 espulsi dall’Italia, 7 da Cipro, 6 dall’Irlanda e 1 dalla Polonia. Gli espulsi erano scortati da personale specializzato. Il volo è partito dallo scalo aereo di Trieste, dove sono stati imbarcati 9 stranieri trattenuti al CPR di Gradisca d’Isonzo (GO). vbo/mca3
HONG KONG (CINA) (ITALPRESS) – “E’ sicuramente una sconfitta molto amara, per una solo staccata, però sapevamo che sarebbe stato molto complicato”. Mariella Viale commenta così l’eliminazione della squadra azzurra di sciabola per mano della Francia ai Mondiali di scherma di Hong Kong. “Nella gara individuale, due delle transalpine sono andate a medaglia, una tra le prime otto e l’altra tra le sedici – ricorda la 21enne napoletana delle Fiamme Oro – E’ una squadra molto forte: peccato, c’eravamo molto vicine, però oggi la nostra vittoria è che siamo riuscite a competere con le più forti del mondo e siamo molto vicine a quello che vogliamo, cioè le medaglie. Oggi ci accontentiamo di questo”. Il cammino della Nazionale del ct Aquili è ancora lungo, anche se il talento delle azzurre fa ben sperare per il futuro: “Partiamo da molto lontano, questa forse è la nostra difficoltà: abbiamo costruito tutto da zero, sono due anni che il ct è cambiato e ogni passo in avanti che facciamo è molto importante per il nostro obiettivo, cioè prendere una medaglia alle Olimpiadi. Oggi non è arrivata in questo Mondiale però, senza offendere nessuno, sarà più importante quello dell’anno prossimo (a Tashkent, ndr): speriamo di vincerla lì”, conclude l’azzurra.
