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Squillace, la primavera si modella con l’argilla: i laboratori di ceramica “Botteghe Aperte”

La primavera a Squillace profuma di terra e storia. Il borgo antico si trasforma in un cantiere creativo a cielo aperto grazie a “Botteghe Aperte”, l’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale che invita cittadini e turisti a riscoprire l’arte della ceramica. L’evento rientra nel progetto “Cassiodoro e la Cultura della Restanza”, un viaggio culturale curato dall’assessorato al Turismo guidato da Natascia Mellace, per valorizzare l’identità profonda del territorio attraverso le sue eccellenze artigiane. Nelle suggestive botteghe del centro storico i partecipanti non saranno semplici spettatori. Attraverso attività pratiche di modellazione e decorazione chiunque potrà cimentarsi con l’argilla, realizzando manufatti ispirati ai simboli e ai testi della tradizione di Cassiodoro. È un’occasione unica per osservare i maestri ceramisti all’opera e apprendere i segreti di un sapere antico che si tramanda da generazioni. «A Squillace – sottolinea il sindaco Enzo Zofrea – la ceramica diventa racconto di storia e identità. Con Botteghe Aperte valorizziamo l’arte locale intrecciandola con l’eredità culturale di Cassiodoro. È un’esperienza viva tra creatività e memoria». L’iniziativa è aperta a tutti e permette di immergersi nell’anima autentica di Squillace. Le attività sono disponibili su prenotazione nelle cinque botteghe aderenti: Decoart, Ideart, La Terracotta, Ceramiche Mellace e Il Tornio. «Grazie a questa iniziativa si potrà vivere un’autentica esperienza culturale e scoprire la storia e l’anima di Squillace», afferma con entusiasmo l’assessore Natascia Mellace. I laboratori rientrano nell’Avviso pubblico “Sostegno e promozione turistica e culturale – Linea 2 Progetti culturali” (annualità 2025), finanziato dalla Regione Calabria nell’ambito del Programma Operativo Complementare 2014–2020. Un investimento che conferma l’importanza di Squillace come polo d’eccellenza dell’artigianato artistico calabrese.
Carmela Commodaro

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Mesoraca, al liceo mattinata di studio e relazioni su Pier Paolo Pasolini “scomodo e necessario, troppo libero per essere ignorato”

In occasione della nascita di Pier Paolo Pasolini, il Liceo linguistico “R. Lombardi Satriani” di Mesoraca (Crotone) e la Cineteca della Calabria hanno organizzano un incontro, di elevato livello culturale, dal titolo: “Pier Paolo Pasolini scomodo e necessario. Troppo libero per essere ignorato. L’appuntamento è fissato per domani mattina, venerdì 7 marzo 2026, alle ore 10, al Liceo di Mesoraca. Intervengono con le loro relazioni Antonella Parisi, Luigi Stanizzi, Eugenio Attanasio, Marzia D’Ambrosio, Daniela Miletta, Eloisa Tesoriere. Il rapporto di Pasolini con la Calabria era iniziato nel 1959, a Roma, Per “Successo”, il mensile milanese diretto da Arturo Tofanelli, accettò di realizzare un reportage da pubblicare a puntate sui litorali italiani in piena stagione balneare. Al volante della sua Fiat Millecento, accompagnato dal fotografo Paolo di Paolo, iniziò il suo periplo per la Calabria e le sue spiagge. Pasolini non è un cronista turistico, è un poeta, e come tale descrive ciò che vede ma tende anche a idealizzare (le città biancheggianti, i grandiosi lungomari, i villini liberty incrostati d’ornamenti, le rotonde scrostate), a volte va oltre, ricorre al tipico immaginario pasoliniano, usa il linguaggio metaforico. Sulla strada per Crotone incontra, illuminati dal sole, due uomini che gli fanno segno di fermarsi. Gli è stato consigliato di non
farlo, ma lui, figuriamoci, si ferma e li fa salire a bordo: la curiosità dello scrittore è più forte della prudenza. Nei discorsi di quelle persone emerge la durezza della loro vita, il lavoro precario, i mezzi di trasporto che mancano (ogni giorno devono fare venti chilometri ad andare e tornare). Gli dicono anche che quella è una zona pericolosa, di notte è meglio non passarci, fermano le macchine e rapinano, qualche tempo prima c’è scappato pure il morto. Forse un po’ suggestionato da quelle parole ecco che Pasolini arriva a Cutro, che spicca in una specie di altopiano. E scrive così: «Lo vedo correndo in
macchina: ma è il luogo che più mi impressiona di tutto il lungo viaggio. È, veramente, il paese dei banditi, come si vede in certi western. Ecco le donne dei banditi, ecco i figli dei banditi. Si sente, non so da cosa, che siamo fuori dalla legge, o, se non dalla legge, dalla cultura del nostro mondo, a un altro livello. Nel sorriso dei giovani che tornano dal lavoro atroce, c’è un
guizzo di troppa libertà, quasi di pazzia». l sindaco di Cutro querelò Pasolini per diffamazione a mezzo stampa, e questo avvenne, non a caso, proprio nei giorni in cui il suo romanzo “Una vita violenta” riceveva il “Premio Crotone” per la narrativa. Nell’esposto del sindaco, si difendeva: «La reputazione, l’onore, il decoro, la dignità delle laboriose popolazioni di Cutro… le dune gialle, altro termine africano usato da Pasolini, sono punteggiate di centinaia e centinaia di casette linde, policrome, gaie, dell’Ente di Riforma dove la laboriosa gente del Sud, della Calabria, di Cutro, fedele al biblico imperativo, guadagna il pane col sudore della propria fronte». Una penosa questione ingigantita non solo dall’orgoglio e dal campanilismo, ma anche da un’astiosa polemica politica (il sindaco di Cutro era democristiano, l’amministrazione comunale di Crotone era comunista) e da una serie di interventi istituzionali (le aziende di soggiorno locali, il prefetto di Reggio Calabria).Poi per fortuna tutto rientrò, la querela fu archiviata e soprattutto ci furono le spiegazioni. Pasolini scrisse lettere aperte e accettò incontri chiarificatori con intellettuali e studenti cutresi. Per lui – spiegò – «il termine “banditi” voleva dire “emarginati”, uomini banditi dalle classi dominanti che li sfrutta .Tornò infatti a girare spesso in Calabria, proprio a Crotone e nelle vicinanze, alcune parti di “Comizi d’amore” (1963) e a Isola Capo Rizzuto “Il Vangelo secondo Matteo” (1964, le scene del lago Tiberiade). Era di famiglia calabrese Ninetto Davoli, che accompagnò a lungo la sua vita e partecipò a gran parte della sua filmografia, erano calabresi la Madonna giovane de Il Vangelo (Margherita Caruso) e San Tommaso (il partigiano Rosario Migale). In quegli anni P.P.P. conobbe vari esponenti della cultura regionale, tra cui lo scrittore serrese Sharo Gambino e il regista e sceneggiatore vibonese Andrea Frezza. Questi lo accompagnarono alla scoperta delle realtà contadine dell’entroterra della Calabria centrale. L’evento di domani è promosso dal Liceo scientifico “R. Lombardi Satriani” Petilia Policastro, Liceo linguistico e delle scienze umane sede staccata di Mesoraca, Liceo Scientifico statale sede staccata di Cotronei. L’iniziativa è presentata dalle classi quinte del Liceo delle scienze umane coordinate dalle docenti Marzia D’Ambrosio e Daniela Miletta. I lavori vengono avviati dalla dirigente scolastica Parisi; la prof. Eloisa Tesoriere tratterà Pasolini e la Calabria; la prof. Miletta di Pasolini letterario; la prof. D’Ambrosio la figura dell’intellettuale dal Marxismo allo sguardo sulla storia. Prosegue il programma di massima della scuola con Asia Costanzo e Simona Spinelli che parleranno dell’aspetto letterario dell’opera di Pasolini; Salvatore Scordamaglia affronterà il tema della morte di Pier Paolo Pasolini; Chloe Piro del romanzo “Ragazzi di vita”; Eugenio Attanasio Presidente della Cineteca della Calabria parlerà di Pasolini regista; il giornalista professionista Luigi Stanizzi ricorderà fra gli altri gli incontri di Pasolini con Ninetto Davoli e Totò. E ancora: Pullano e Gallo parleranno della figura di Pasolini come intellettuale scomodo; Aurora, presenterà “Il Pci ai giovani”, Gaia tratterà l’omologazione e le “lucciole” nel pensiero pasoliniano; Marasco e Colao parleranno del premio letterario a Crotone dedicato a Pasolini; Genny e Vera presenteranno la poesia “Supplica a mia madre”. Infine Antony parlerà di “Salò” e del caso Epstein, analizzando alcune connessioni e riflessioni critiche.

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Al Marca di Catanzaro l’arte si fa contagio: tra le “Luci Residue” continua il viaggio di Gianpiero Taverniti

Catanzaro si prepara a vivere una stagione di profonda contaminazione culturale. Dal 7 al 28 marzo le sale del prestigioso museo Marca di Catanzaro ospiteranno un evento poliedrico capace di intrecciare pittura, scultura, editoria e narrazione territoriale, sotto l’attenta e appassionata cura di Tea Mancuso. Al centro della manifestazione, la mostra collettiva “Luci residue: tracce d’identità”, che vede protagonisti otto artisti di rilievo. Un percorso che spazia dalle trame contemporanee della Fiber Art di Rosaspina alla pittura dell’inconscio di Gino Mazzoleni, tesa tra cadute e rinascite. La materia si fa spirito nelle forme plastiche di Luigi Verrino e nelle espressioni scultoree di Maria Teresa Sorbara, mentre la memoria e la materia primordiale rivivono rispettivamente nelle opere di Anna Maria Aprile e Maria Mancuso. Il viaggio prosegue tra le geometrie sensibili di Giovanni Duro e si conclude con il sigillo di resistenza civile e identitaria impresso nelle sculture di Arcangelo Pugliese. Il 14 marzo l’evento si arricchirà di una parentesi editoriale d’eccezione. Sarà presente Carlo Motta (Cairo Editore) per presentare il Cam n. 61 (Catalogo dell’Arte Moderna), affiancato dal prof. Antonio Falbo, critico e storico dell’arte, che illustrerà il Catalogo Generale delle opere di Rosaspina. Il culmine del racconto è fissato per il 22 marzo, alle ore 17, con la presentazione del volume “Raccontando la Calabria – Il viaggio continua” di Gianpiero Taverniti. In dialogo con il giornalista stalettese Salvatore Condito, l’autore porterà il pubblico tra le pagine di una Calabria autentica, positiva e propositiva. Quello di Taverniti è un atto d’amore fotografico e letterario che punta a frantumare i pregiudizi e le narrazioni fuorvianti, restituendo dignità ai punti di forza di una terra che sa e deve specchiarsi nella propria bellezza. Non solo esposizione, dunque, in quanto il Marca diventerà palcoscenico di performance poetiche con l’attore Salvatore Venuto, dialoghi jazz al contrabbasso di Andrea Brissa, cinema d’impegno civile con Davide Costa (sull’opera di Nuccio Lorenti) e l’occhio fotografico di Giovanna Mangialardi. Un appuntamento imperdibile per chi crede in una Calabria capace di generare valore, bellezza e resistenza culturale.
Carmela Commodaro

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Il cantautorato errante del “Menestrello di Strada” nella 33ª Intervista SottoTraccia di Davide Mercurio

C’è un filo sottile che unisce la strada alla canzone, la voce al passo, il racconto al bisogno profondo di essere ascoltati. Su quel filo, in equilibrio costante tra fragilità e libertà, cammina Samuele Leto, il Menestrello di Strada, protagonista della 33ª puntata di Interviste SottoTraccia di Davide Mercurio, del Collettivo OndaRock. Un cantautore che non ha semplicemente scelto la strada come luogo dove suonare, ma l’ha trasformata in una vera identità artistica e umana. La scintilla tra Davide e Samuele scocca quasi per caso, durante un concerto intimo sui Monti della Sila di Francesco “Maestro” Pellegrini degli Zen Circus. In quell’occasione il Menestrello apre il live del Maestro, portando con sé un assaggio del suo cantautorato errante: chitarra, voce e parole che sembrano nate per stare tra la gente più che sotto i riflettori. La strada, racconta Samuele, non è stata una scelta immediata. È una consapevolezza maturata lentamente, come un seme che germoglia solo quando trova il suo terreno. Da adolescente, con i capelli lunghi e il sogno di diventare Kurt Cobain, i locali non offrivano spazio a chi muoveva i primi passi. Così arrivò un amplificatore a batteria e la decisione di portare la musica direttamente tra i passanti. «La strada è stata il mio utero», dice, ricordando quel momento come l’inizio di un percorso che avrebbe definito per sempre il suo modo di vivere la musica. Suonare in strada significa esporsi senza filtri. Nessuno è lì per te: la gente passa, si ferma, ascolta, oppure tira dritto. È proprio in questa imprevedibilità che nasce la magia. Cantare senza pretendere attenzione diventa per Samuele una forma altissima di libertà artistica. Ogni piazza è una sfida, ogni sguardo un possibile inizio. Gli incontri casuali diventano spesso scintille creative. I bambini, soprattutto, lasciano un segno profondo: nei loro occhi Samuele ritrova la meraviglia che cerca di trasmettere con le sue canzoni. Non è un caso che molte sue composizioni nascano proprio da quei momenti inattesi, da un sorriso improvviso o da una domanda ingenua. Per Samuele la strada è una scuola severa ma generosa. Non è un caso, ricorda, che molti artisti abbiano attraversato esperienze simili. Tra questi cita Edoardo Bennato, che dopo il rifiuto del suo primo disco portò la sua musica per le strade d’Inghilterra. Quel contatto diretto con la gente, secondo il Menestrello, ha contribuito alla forza narrativa delle sue canzoni. Oggi, però, lo spazio per percorsi alternativi sembra ridursi.

Nel panorama indipendente italiano la musica di strada riceve meno attenzione rispetto al passato. Forse per paura del giudizio, forse per una cultura artistica cambiata. Eppure è proprio lì, nei luoghi meno patinati e più imprevedibili, che Samuele continua a cercare le storie più vere. La differenza tra la strada e il palco è netta. Sul palco il pubblico è già lì, pronto ad ascoltare. In strada, invece, bisogna conquistarlo. È il mondo del busking, dove ogni moneta nella custodia della chitarra è il segno tangibile di un ascolto guadagnato. «In strada bisogna buscarsi la spesa», dice sorridendo. Una fatica che rende le canzoni più autentiche, più vissute. La musica di strada non chiede permesso: accade. È un gesto antico che continua a vivere nel cantautorato errante di Samuele Leto, un modo per restare fedeli a ciò che conta davvero: dire qualcosa di vero, senza filtri. Finché esisterà una strada e qualcuno disposto a raccontarla con una chitarra, il cantautorato avrà un senso profondo. Tra i passi dei passanti e il suono di una voce che resiste, il Menestrello continuerà a fare ciò che fa da sempre: cantare per restare umano.
Carmela Commodaro

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Sellia Marina, 55enne arrestato per coltivazione e detenzione di marijuana.

Nel primo pomeriggio di sabato 21 febbraio 2026, una mirata attività investigativa dei Carabinieri della Stazione di Sellia Marina, coadiuvati dal Nucleo Cinofili di Vibo Valentia, ha portato all’arresto di un 55enne del posto, gravemente indiziato della commessione del reato di coltivazione, produzione e detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente del tipo marijuana. All’interno del suo appartamento, sottoposto a perquisizione domiciliare per l’odore di marijuana proveniente dai piani superiori, segnalato dal cane, i Carabinieri hanno rinvenuto due serre artificiale perfettamente allestite, contenenti sei piante di marijuana in crescita, dotate di sistemi autonomi di aerazione, illuminazione e ventilazione. In un’altra stanza, adibita a deposito, sono stati rinvenuti oltre 2000 semi di cannabis e circa 1 kg di marijuana essiccata, parte della quale già suddivisa in barattoli. Recuperato anche materiale per il confezionamento e la pesatura, ritenuto indicativo della finalità di spaccio. All’esito del giudizio di convalida, l’arresto è stato convalidato, ma non sono state applicate misure cautelari. Il procedimento penale è tuttora pendente nella fase delle indagini preliminari.

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‘AZIONE’ METTE RADICI A CHIARAVALLE CENTRALE, EMANUELA NERI NOMINATA COORDINATRICE CITTADINA

Il coordinatore regionale De Nisi: “Scelta politica chiara: competenza, radicamento e visione riformista per costruire una classe dirigente solida e credibile sul territorio”

CATANZARO – 4 MARZO 2026 – Il coordinatore regionale di ‘Azione’ Calabria, Francesco De Nisi, ha nominato la dott.ssa Emanuela Neri coordinatrice cittadina del partito a Chiaravalle Centrale, affidandole contestualmente il compito di promuovere la costituzione del Circolo cittadino.
«Una scelta – evidenzia De Nisi – che si inserisce in una strategia più ampia di rafforzamento territoriale e di costruzione di una classe dirigente competente, radicata nelle comunità locali e capace di interpretarne bisogni e prospettive».
La nomina rappresenta un passaggio importante nel percorso di consolidamento di Azione sul territorio calabrese. «Vogliamo investire su figure che abbiano dimostrato con i fatti serietà amministrativa e senso delle istituzioni», insiste De Nisi.
Un profilo di esperienza istituzionale
Consigliere comunale, la Emanuela Neri è considerata una figura politica di comprovata esperienza. Nel corso degli anni ha costruito un percorso improntato a studio, preparazione e responsabilità amministrativa, distinguendosi per coerenza e capacità di analisi.
«Un profilo – annota il coordinatore reginale – che risponde alla linea identitaria del partito. In una fase segnata da polarizzazioni e slogan, ‘Azione’ sceglie di puntare su credibilità, competenza e pragmatismo».
Il valore politico della scelta
La designazione di Emanuela Neri assume un significato politico preciso: consolidare a Chiaravalle Centrale una proposta riformista, europeista e pragmatica, capace di parlare ai cittadini con un linguaggio diretto e soluzioni concrete.
«L’obiettivo dichiarato è quello di superare le logiche dell’improvvisazione e del consenso immediato per costruire un progetto strutturato e di lungo periodo – puntualizza De Nisi -. La politica deve tornare ad essere servizio e visione. È la linea che accompagna l’avvio di questa nuova fase organizzativa.
La costituzione del Circolo di ‘Azione’ a Chiaravalle Centrale non è avvenuta dall’oggi al domani come un mero capriccio personale: rappresenta, invece, il culmine della volontà dei tanti che si sono recentemente avvicinati alle nostre idee di concretezza ed efficacia politica. Ecco perché la sua nascita non è un atto formale ma l’inizio di una stagione di partecipazione attiva. Uno spazio aperto a professionisti, giovani, amministratori, lavoratori e cittadini interessati a contribuire con idee e proposte allo sviluppo della comunità».
Alla neo coordinatrice viene affidata la responsabilità di guidare questo percorso con determinazione, autonomia e spirito riformatore, con l’obiettivo di rafforzare la presenza del partito nel dibattito pubblico locale.
Il messaggio finale dei vertici regionali è chiaro: «Il futuro si costruisce attraverso coraggio, competenza e passione civile».

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Catanzaro, Referendum sulla riforma costituzionale della magistratura, le ragioni del Sì e del No a confronto su iniziativa dell’Associazione Nazionale Donne Elettrìci

Una nuova meritoria iniziativa promossa dall’Associazione Nazionale Donne Elettrìci (Ande) di Catanzaro, presieduta dall’avvocato Roberta Porcelli, viene offerta alla cittadinanza. Sabato 7 marzo 2026, alle ore 17, nella sede del Circolo Città di Catanzaro 1871, Larghetto Zinzi, l’Ande, unitamente al Circolo Città di Catanzaro, ha organizzato un incontro informativo, aperto a quanti abbiano interesse,  dal titolo “Referendum sulla riforma costituzionale della magistratura: separazione delle carriere e riorganizzazione del C.S.M. – Le ragioni del Sì e le ragioni del No.“
“L’Ande – dichiara l’avvocato  Roberta Porcelli Presidente di Ande Catanzaro – ha dato ampio spazio alla riforma dell’autonomia differenziata, legandola anche al premierato; non poteva non affrontare la riforma della magistratura,  anche in vista del prossimo referendum del 22 e 23 marzo. L’obiettivo  è quello  di capire meglio, con l’aiuto di due esperti del diritto, l’avvocato Enzo Ioppoli ed il professore Andrea Lollo, l’esatta portata della riforma, al di là della propaganda e dei toni spesso eccessivi ai quali stiamo assistendo in questi giorni, che certo non aiutano a comprendere in maniera oggettiva il merito del nuovo testo, condizionato da considerazioni di natura sempre più ideologica”. Previsto il dibattito tra chi intenda partecipare.
Il programma prevede la presentazione dell’iniziativa da parte della presidente Roberta Porcelli; seguono gli interventi di Andrea Lollo avvocato, professore di Diritto costituzionale dell’ Università Magna Graecia di Catanzaro, portavoce comitato per il no Anm distretto di Catanzaro; e di Enzo Ioppoli avvocato, già presidente della Camera penale di Catanzaro. Conclude Paola Gualtieri presidente del Circolo di Catanzaro 1871. Modera il giornalista Luigi Stanizzi.

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Vigili del Fuoco Calabria: al via l’insegnamento di “Sicurezza e Prevenzione Antincendio”.

Ha preso ufficialmente avvio, a partire dal 26 febbraio u.s. e con il secondo semestre dell’anno accademico in corso, l’insegnamento di “Sicurezza e Prevenzione Antincendio”, attivato nell’ambito del Corso di Laurea Triennale in Ingegneria per l’Ambiente e la Sicurezza del Territorio del DIAm – Università della Calabria.

L’iniziativa si inserisce nel quadro dell’accordo di collaborazione sottoscritto nel mese di settembre 2025 tra il DIAm e il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, finalizzato allo sviluppo congiunto di attività di ricerca, formazione e prevenzione incendi.

Il corso, fortemente orientato agli aspetti applicativi e operativi, nasce con l’obiettivo di fornire agli studenti competenze specialistiche nel settore della prevenzione e della gestione del rischio incendio, attraverso un approccio integrato che coniuga solide basi teoriche, casi studio reali ed esperienze sul campo.

Le attività didattiche sono svolte con il contributo di personale altamente qualificato del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, tra cui il Direttore Regionale Maurizio Lucia, il Comandante dei Vigili del Fuoco di Cosenza Roberto Fasano e il Comandante dei Vigili del Fuoco di Catanzaro Giuseppe Bennardo, garantendo un elevato livello di qualificazione scientifica e professionale dell’offerta formativa.

I contenuti didattici sono articolati in tre moduli principali:
1) normativa di riferimento e fondamenti della prevenzione incendi;
2) prevenzione incendi in ambito civile e industriale;
3) prevenzione incendi in ambito naturale.
È inoltre previsto un quarto modulo dedicato ad esercitazioni pratiche e attività progettuali, finalizzate alla redazione di piani comunali AIB (Antincendio Boschivo) e di piani di emergenza interni ed esterni.
Il percorso formativo è completato da attività sul campo e visite didattiche presso il Comando dei Vigili del Fuoco di Cosenza, la sala operativa e la sede del Centro Polifunzionale Vigili del Fuoco Calabria, dotata di simulatori avanzati per la gestione del soccorso in scenari di incendio boschivo.

L’insegnamento rappresenta un significativo esempio di sinergia tra mondo accademico e istituzioni, offrendo agli studenti una preparazione completa e concreta nei settori della sicurezza, della prevenzione incendi e della protezione del territorio.

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Squillace, evento nella basilica cattedrale: conferita la cittadinanza onoraria al cardinale Mimmo Battaglia (foto)


Don Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, è da oggi anche cittadino onorario di Squillace. Nella basilica cattedrale, gremita e partecipe, si è svolta la cerimonia ufficiale con cui l’amministrazione comunale ha conferito a Sua Eminenza il cardinale Battaglia il più alto riconoscimento civico della città. Una scelta che affonda le radici nella storia personale del cardinale e nel suo legame profondo con la comunità squillacese. Proprio qui, infatti, ha vissuto una parte decisiva della sua formazione sacerdotale, negli anni trascorsi nel Seminario vescovile. “Don Mimmo”, come ama farsi chiamare, non ha mai reciso il filo affettivo che lo lega a Squillace. Negli anni è tornato spesso per ritrovare gli ex compagni di studio, per respirare l’aria dei luoghi che lo hanno visto crescere, per custodire relazioni autentiche. Non è un caso che abbia scelto proprio la cattedrale squillacese per celebrare la sua prima messa da vescovo: un gesto che già allora raccontava un’appartenenza mai interrotta. A condurre l’evento è stato Oldani Mesoraca, consulente del sindaco per le relazioni istituzionali e la promozione dell’immagine del Comune. Il sindaco Enzo Zofrea ha proclamato ufficialmente la cittadinanza onoraria, consegnando al cardinale un attestato di riconoscimento e le chiavi simboliche della città realizzate in ceramica dall’artista Beatrice Russomanno. L’orafo squillacese Luigi Mungo, invece, ha realizzato l’artistica targa consegnata al cardinale Battaglia, il quale ha poi firmato l’iscrizione nel registro della cittadinanza onoraria di Squillace. Il presidente del Consiglio comunale Claudio Panaia ha letto la delibera approvata all’unanimità il 24 febbraio, che motiva il conferimento “per il forte legame che ha saputo mantenere con la nostra comunità. In questa città ha trascorso gli anni dell’adolescenza che lo hanno visto frequentare il Seminario vescovile. Da qui è partito con il seme della spiritualità e della fedeltà alla Parola del Vangelo, che lo hanno accompagnato nel suo devoto servizio a favore dei bisognosi e dei più deboli”. Per il sindaco Zofrea, si è trattato di «un momento storico, la festa di un’intera comunità. Don Mimmo è figlio di questa terra: è partito da qui ma non è mai andato via. Squillace consegna a lui il suo abbraccio. Benvenuto a casa». Dopo un intermezzo musicale a cura della soprano Rossella Facciolo, Salvatore Taverniti, a nome degli ex compagni di Seminario, ha condiviso ricordi degli anni Settanta, restituendo l’immagine di un giovane Mimmo Battaglia già attento, sensibile e vicino agli altri. Gli studenti del liceo artistico di Squillace hanno donato al cardinale una loro opera, segno della gratitudine delle nuove generazioni. Sono intervenuti anche Isa Mantelli, presidente del Centro Calabrese di Solidarietà fondato proprio da don Mimmo; il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa; e mons. Salvino Cognetti, vicario generale dell’arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, delegato dell’arcivescovo Claudio Maniago. Mons. Cognetti ha sottolineato come l’esempio del cardinale richiami alla costruzione di parrocchie sempre aperte al territorio e a chi ha bisogno. Nel suo intervento conclusivo, don Mimmo ha ripercorso i tre anni trascorsi nel Seminario di Squillace. «Pezzi di vita – ha sottolineato – che si sono costruiti in queste strade, dove sono nate relazioni, ho sperimentato la fatica e ho sentito la presenza di Dio accanto a me durante la mia prima formazione. Una comunità che mi ha visto bambino e mi ha visto crescere». Ha poi rivolto uno sguardo alla situazione internazionale, segnata da tensioni e apprensione, lasciando alla comunità una serie di consegne, come è solito fare: pace, quella concreta, che si possa toccare e che non faccia vergognare di essere umani; coraggio, per dire basta al male e difendere i più deboli; giustizia, intesa come responsabilità; speranza, quella rivoluzionaria che crea alleanze. «Mi fa paura l’indifferenza – ha concluso – che è il fertilizzante di tutte le guerre. Auguro a tutti di essere costruttori di pace e cittadini di speranza».
Carmela Commodaro

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Droga, intensificati i controlli della Polizia di Stato: un arresto e ingenti sequestri tra Gizzeria e Catanzaro

Nei giorni scorsi, la Polizia di Stato ha ulteriormente intensificato i controlli nell’ambito dell’attività di contrasto al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti, con servizi mirati sia lungo il litorale sia nelle aree ritenute più sensibili. Le operazioni, finalizzate alla prevenzione e repressione dei reati in materia di droga, sono state condotte, con il supporto delle unità cinofile di Vibo Valentia e Napoli, dal personale della Squadra Mobile, dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, del Commissariato Sezionale di Catanzaro Lido e hanno consentito di conseguire significativi risultati sul territorio. In località Gizzeria sono stati rinvenuti oltre 38 kg. di sostanza stupefacente di tipo hashish, contenuti in un pacco recuperato sulla riva del mare al cui interno gli operatori di Polizia hanno rinvenuto 360 panetti di droga. A Catanzaro, invece, a seguito di meticolose ed accurate perquisizioni, sono stati sequestrati oltre 97 grammi di sostanza stupefacente di tipo hashish ed un bilancino di precisione; è stata effettuata una segnalazione amministrativa alla Prefettura per possesso di sostanza stupefacente e, infine, è stato arrestato un uomo poiché, presso la sua abitazione, sono stati trovati circa 43 gr. di marijuana e 67 gr. di hashih, nonché bilancini di precisione e materiale da frazionamento della sostanza. Inoltre, nel medesimo luogo è stata rinvenuta una pistola “a salve” e 46 cartucce compatibili con tale arma. Prosegue senza sosta l’azione della Polizia di Stato al fine di garantire la sicurezza dei cittadini, prevenire la commissione dei reati ed assicurare alla giustizia gli autori di gravi delitti, come lo spaccio di sostanze stupefacenti, che rappresenta una delle piaghe sociali più allarmanti soprattutto tra le giovani fasce d’età.

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