In vista di piogge intense, temporali e forti raffiche di vento, diversi sindaci hanno già disposto la chiusura delle scuole anche per la giornata di domani. L’elenco dei Comuni comprende Acri, Albi, Borgia, Botricello, Cardinale, Catanzaro, Soverato, Cicala, Cirò Marina, Cropani, Crosia, Fossato Serralta, Gasperina, Girifalco, Isca, Montepaone, Palermiti, Pentone, Petrizzi, Petronà, San Vito, Sant’Andrea, Satriano, Serra San Bruno, Sersale, Settingiano, Squillace, Stalettì, Taverna, Torre di Ruggiero, Vallefiorita e Zagarise. e altri centri
L’imprenditore: “Abbiamo già trasmesso un ordine di caffè: per noi resta un punto di riferimento”
“Vicini alla Guglielmo e pronti a sostenerla in tutti i modi”. Così l’imprenditore Giovanni Sgrò interviene dopo i danni causati dal forte vento allo stabilimento di torrefazione di Copanello, ribadendo il valore industriale, umano e sociale di un’azienda che rappresenta da decenni una delle eccellenze più riconoscibili del territorio. In un momento così delicato, arriva, dunque, un messaggio forte di vicinanza e sostegno da parte dell’imprenditore di Soverato, che ha voluto esprimere pubblicamente la propria solidarietà alla famiglia Guglielmo e a tutti i lavoratori dell’azienda. “È un avvenimento che ci addolora profondamente”, sottolinea Sgrò. “Parliamo di un’azienda modello, costruita cinquant’anni fa, che oggi viene messa a dura prova da eventi meteorologici sempre più violenti e continui. Purtroppo, il tetto dell’area produttiva è stato completamente demolito nelle prime ore dell’alba, proprio nella parte dove si trovano i macchinari e il prodotto pronto per la consegna”. Ma accanto al rammarico, Sgrò mette subito in evidenza la fiducia nella capacità di reazione dell’impresa. “Con la loro bravura, la loro competenza e la loro esperienza sapranno rimettersi immediatamente al lavoro per mettere tutto al riparo e far tornare l’azienda produttiva ed efficiente come lo è sempre stata. È probabile che per qualche giorno l’attività resti chiusa, ma noi abbiamo già trasmesso un ordine di caffè da questa mattina, perché per noi Guglielmo rimane e rimarrà sempre un’azienda di riferimento, per qualità del prodotto e per valore manageriale e umano delle persone che la guidano”. Il legame, spiega ancora l’imprenditore, non è soltanto commerciale, ma anche umano e territoriale. “La Guglielmo è stata tra le prime cinque aziende a darci fiducia quando siamo partiti, in un momento in cui non avevamo ancora la credibilità e la forza di oggi. In una terra come la nostra, dove la fiducia non è mai scontata, quel gesto ha avuto un valore enorme. Ci hanno aiutato concretamente a crescere e questo è il minimo che possiamo fare oggi per stare loro vicino”. Sgrò allarga poi il discorso al valore sociale ed economico che realtà produttive di questo livello rappresentano per l’intero comprensorio. “Dietro questa azienda ci sono circa cinquanta famiglie che lavorano e vivono nel nostro territorio. Difendere e sostenere attività produttive eccellenti come questa significa difendere l’economia locale. Noi abbiamo sempre creduto nella teoria del moltiplicatore: se aiuti un’azienda vicina, aiuti anche la tua comunità, perché il beneficio ritorna sul territorio, sui consumi, sul lavoro, sulla tenuta sociale”. Da qui anche un appello chiaro ai consumatori. “Il sostegno più concreto che si può dare oggi è continuare a comprare questo prodotto. La qualità non cambia, il valore resta intatto. Guglielmo continua a rappresentare un’eccellenza del nostro territorio e merita di essere sostenuta anche dai clienti, proprio in un momento difficile come questo”. Nel pieno dell’emergenza, dunque, accanto alla conta dei danni emerge anche il volto di una Calabria che sa stringersi attorno alle proprie eccellenze produttive. E il messaggio lanciato da Giovanni Sgrò va proprio in questa direzione: non lasciare sola un’azienda simbolo, ma accompagnarla nella ripartenza, riconoscendo il suo ruolo economico, sociale e identitario per l’intero territorio.
Paura nella serata di ieri nel complesso religioso. Decisivo l’intervento dei vigili del fuoco. L’episodio si inserisce nelle ore di forte maltempo che stanno interessando la Calabria per effetto del ciclone Jolina
TORRE DI RUGGIERO – Momenti di forte apprensione nella serata di ieri al Santuario di Torre di Ruggiero, dove un fulmine ha colpito una cappella laterale del complesso religioso, provocando un incendio che ha causato ingenti danni alla struttura. Le immagini documentano con chiarezza la violenza del rogo: ingresso annerito, ambienti interni devastati dalle fiamme, detriti e materiali carbonizzati, oltre all’area transennata per ragioni di sicurezza. All’esterno sono visibili anche elementi lignei distrutti e parti della porta rimosse dopo l’incendio. Secondo quanto ricostruito, il fulmine avrebbe interessato la parte laterale bassa a sinistra del santuario, cioè una cappella annessa e non la chiesa principale. Il fumo, tuttavia, avrebbe invaso anche l’area della chiesa, rendendo necessario un intervento immediato per contenere l’emergenza e mettere in sicurezza l’intero complesso. Determinante si è rivelato il rapido arrivo dei vigili del fuoco, intervenuti subito dopo l’allarme. Un’azione tempestiva che ha evitato conseguenze ancora più gravi, soprattutto considerando che l’incendio avrebbe potuto estendersi ulteriormente nel corso della notte. L’episodio si inserisce in un quadro di marcato maltempo che in queste ore sta interessando la Calabria, con piogge, temporali e forti raffiche di vento legati al vortice ciclonico Jolina, attivo soprattutto tra Sicilia orientale e Calabria. Resta ora da quantificare con precisione l’entità complessiva dei danni, mentre la zona è stata interdetta per consentire le verifiche tecniche e le necessarie operazioni di messa in sicurezza. Sul posto è intervenuto anche il sindaco di Torre di Ruggiero, Vito Roti, che sta seguendo da vicino la vicenda per le parti di propria competenza, in raccordo con i soggetti impegnati nelle verifiche e nelle operazioni di messa in sicurezza.
Il maltempo che da domenica sta flagellando la costa ionica catanzarese continua a creare disagi e danni lungo tutto il territorio, con raffiche di vento particolarmente intense che hanno messo a dura prova infrastrutture, attività produttive e la viabilità locale. Le condizioni meteorologiche avverse, caratterizzate da vento forte e precipitazioni intermittenti, hanno richiesto numerosi interventi dei Vigili del Fuoco nelle ultime ore. Tra gli episodi più rilevanti si registra quello avvenuto nelle prime ore di ieri a Copanello, nel comune di Stalettì, dove una squadra dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro, distaccamento di Soverato, è intervenuta nello stabilimento della storica azienda di torrefazione Guglielmo Caffè. Le violente raffiche di vento, infatti, hanno divelto una parte significativa della copertura del capannone industriale, una struttura di oltre 5000 metri quadrati destinata alla produzione e al confezionamento del prodotto finito. L’azione dei soccorritori è stata immediata e mirata a mettere in sicurezza l’area colpita, proteggere i macchinari esposti alle intemperie e recuperare il prodotto già confezionato per limitarne il danneggiamento. Nonostante la gravità dell’episodio, non si registrano feriti, un dato che rassicura in un contesto già reso complesso dal maltempo diffuso. I danni alla copertura, costituita da pannelli coibentati, sono ingenti. Tuttavia, dalle verifiche effettuate sul posto, la struttura portante del capannone non risulterebbe compromessa, un elemento fondamentale per garantire la continuità delle attività produttive una volta ripristinate le condizioni di sicurezza. L’episodio di Copanello si inserisce in un quadro più ampio di criticità che sta interessando l’intera fascia ionica catanzarese. Nelle ultime 48 ore si sono registrati alberi e rami caduti lungo diverse arterie stradali, danni a tetti e coperture di abitazioni, segnalazioni di blackout temporanei, erosione di tratti di costa, acuendo le difficoltà che stabilimenti balneari e attività produttive hanno già durante subito un mese fa. La situazione su tutto il territorio resta monitorata dalle autorità preposte. Il maltempo di questi giorni riaccende il tema della vulnerabilità del territorio e della necessità di interventi strutturali per mitigare gli effetti di fenomeni meteorologici sempre più intensi e frequenti. Carmela Commoda
Nella serata del 15 marzo, intorno alle ore 21:00, squadre dei Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro sono intervenute nel comune di Torre di Ruggiero per un incendio che ha interessato un locale annesso al Santuario Madonna delle Grazie. Le fiamme hanno coinvolto un vano di circa 20 metri quadrati adibito prevalentemente a ripostiglio. Il materiale custodito all’interno del locale è andato completamente distrutto, mentre lievi danni causati dal fumo sono stati registrati anche all’interno della chiesa. Il tempestivo intervento dei Vigili del Fuoco ha consentito di circoscrivere rapidamente il rogo evitando il propagarsi delle fiamme all’interno del Santuario. Le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza dell’area interessata si sono concluse alle ore 22:58. Sul posto hanno operato 10 unità dei Vigili del Fuoco con il supporto di un’autopompa serbatoio (APS) e un’autobotte pompa (ABP).
Nel corso della notte precipitazioni diffuse hanno interessato l’intero territorio della Calabria. Dai riscontri acquisiti presso i vari Comandi provinciali dei Vigili del Fuoco, non si registra al momento un incremento significativo del numero degli interventi, che si sono mantenuti complessivamente nella media, con circa 60 interventi portati a termine. Situazione leggermente più impegnativa nei territori dei Comandi di Catanzaro e Cosenza. Nel Comando di Catanzaro risultano 35 interventi già conclusi e 18 ancora in corso di espletamento, mentre nel Comando di Cosenza sono stati 19 gli interventi conclusi e 4 quelli ancora da effettuare. Tra gli interventi di maggiore rilievo nel territorio cosentino si segnalano: la rimozione di alberature pericolanti in piazzetta Spezzano a Cosenza; un intervento in Viale Parco per danni causati dal vento ad alcuni gazebo; nel comune di Mendicino, in via dell’Incontro, un incendio che ha interessato 24 contatori Enel installati nello stesso stabile, verosimilmente a causa di un sovraccarico dell’impianto. Nel territorio catanzarese le squadre dei Vigili del Fuoco stanno operando principalmente per infiltrazioni d’acqua, locali allagamenti e piccoli smottamenti. Si segnalano inoltre disagi alla viabilità in ingresso alla città di Catanzaro, dove un’autovettura è rimasta bloccata nel sottopasso all’uscita della galleria Sansinato, causando rallentamenti al traffico veicolare. La situazione è costantemente monitorata e le squadre dei Vigili del Fuoco restano operative sul territorio per far fronte alle richieste di soccorso.
Domani scuole chiuse a Catanzaro, Soverato, Squillace, Chiaravalle C.le, Petrizzi, Cardinale, Badolato e altri centri della provincia a causa dell’allerta meteo arancione diramata dalla Protezione civile regionale. Il sindaco Nicola Fiorita sta per diramare un’ordinanza con cui dispone la sospensione delle attività didattiche per l’intera giornata di lunedì 16 marzo, in via precauzionale e a tutela della sicurezza degli studenti, del personale scolastico e delle famiglie. Il provvedimento arriva sulla base del messaggio di allertamento unificato diffuso dalla Protezione civile della Regione Calabria, che prevede condizioni meteorologiche avverse su tutto il territorio regionale con un livello di criticità arancione per rischio idrogeologico e idraulico. Secondo il bollettino, dalla tarda mattinata di oggi e per le successive 24-36 ore sono attese precipitazioni da sparse a diffuse, anche a carattere di rovescio o temporale, con fenomeni che potranno essere accompagnati da rovesci di forte intensità, forti raffiche di vento, locali grandinate e attività elettrica. I fenomeni potrebbero risultare più intensi nelle aree montane e sui rilievi. Lo scenario di criticità indicato nel documento regionale segnala inoltre la possibilità che i temporali evolvano in nubifragi anche persistenti, con conseguenze rilevanti sul territorio e possibili fenomeni di esondazione in corrispondenza dei corsi d’acqua con bacini idrografici di dimensioni rilevanti.
Riflettori accesi sulla sicurezza nei luoghi di lavoro nel Catanzarese. I locali dell’ufficio di Poste Italiane situato in via Risorgimento a Olivadi, sono stati oggetto di un intervento ispettivo da parte dello Spisal, il Servizio prevenzione igiene e sicurezza ambienti di lavoro dell’Asp di Catanzaro. L’attività di verifica non è stata casuale, ma è scattata a seguito di una denuncia formale presentata dalla segreteria territoriale della UilPoste di Catanzaro. Tre ispettori dell’Asp hanno setacciato la struttura per valutare lo stato degli spazi destinati sia al personale che all’utenza. Presente sul posto durante i controlli anche Vincenzo Mazzei, coordinatore della UilPoste Catanzaro, che ha sottolineato come le problematiche dell’edificio fossero note da tempo. «La situazione della sede – è stato rilevato – è quella di un colabrodo. L’ultima segnalazione ufficiale risale a lunedì scorso, quando abbiamo comunicato telefonicamente alla direzione di filiale il deposito dell’esposto all’Asp». Il sopralluogo dello Spisal segue di pochi giorni un altro intervento delicato, quello dei vigili del fuoco, chiamati per accertamenti tecnici sull’area esterna della sede che risulta transennata. Secondo quanto reso noto dal sindacato, l’ispezione ha fatto emergere diverse criticità riconducibili a presunte violazioni del Testo Unico sulla sicurezza sul lavoro. Gli ispettori hanno quindi proceduto a redigere un verbale di prescrizione notificato al datore di lavoro e a richiedere ulteriore documentazione integrativa a Poste Italiane per approfondire gli accertamenti. In concomitanza con gli accertamenti, Poste Italiane ha comunicato la chiusura temporanea dell’ufficio per la giornata di venerdì scorso, motivata dalla necessità di eseguire lavori indifferibili all’interno della struttura. La ripresa delle attività è prevista subito dopo il completamento degli interventi. La vicenda di Olivadi riapre il dibattito sulla condizione degli uffici postali nelle aree periferiche, proprio mentre Poste Italiane è impegnata nel Progetto Polis. Il piano, finanziato anche con fondi Pnrr, mira alla modernizzazione delle sedi nei piccoli comuni, ma il sindacato incalza affinché la sicurezza resti la priorità assoluta rispetto ai tempi di attuazione dei programmi. Mentre gli organismi competenti proseguono le verifiche, la UilPoste assicura che continuerà a monitorare la situazione affinché i lavoratori e i cittadini di Olivadi possano usufruire di un ambiente sano e sicuro. Carmela Commodaro
Il poeta catanzarese Vincenzo Ursini con la lirica “Le tue mani”, dedicata al padre deceduto a soli 38 anni nel lontano 1966, è il vincitore della 5ª edizione del concorso nazionale “La Poesia è nell’aria”, promosso e organizzato dall’Amministrazione comunale di Castagneto Carducci, presieduta dalla sindaca Sandra Scarpelli. In provincia di Livorno, Castagneto Carducci conta circa 8.600 abitanti, popolazione distribuita tra il capoluogo, Donoratico e Marina di Castagneto. La sua denominazione deriva da castagno, per cui Castagneto ha il significato di bosco di castagni. Nel 1900 fu aggiunta la specificazione Marittimo (nel significato della Maremma), che nel 1907 fu cambiata nell’attuale, in onore di Giosuè Carducci che da bambino vi abitò per alcuni anni presso località Bolgheri, a nord del paese, località ricordata dall’illustre poeta nella poesia “Davanti San Guido”. «Il premio “La poesia è nell’aria”, – spiega Ursini – aperto agli adulti e ai giovani di età inferiore ai 25 anni, vuole sottolineare in effetti il grande legame di questo territorio con la produzione letteraria nazionale, della quale Carducci è stato la “punta di diamante”, al fine di valorizzare il linguaggio poetico come valido strumento di pace, consapevolezza e dialogo tra i popoli. Una bella iniziativa, quindi, che fa onore all’attuale amministrazione e che lo ha ideato e sostenuto sin dalla prima edizione, attribuendo ai vincitori significativi premi in danaro. La Toscana continua, quindi, ad apprezzare la mia produzione letteraria e, di questo, sono particolarmente onorato”. Altamente qualificata la giuria, composta da Letizia Papi, docente scrittrice e cantante, Lorenzo Filipponio, professore universitario di linguistica generale ed Elio Barsotti, componente ed ex presidente dell’associazione Auser Donotarico. Al secondo e terzo posto, nella sezione adulti, si sono classificati rispettivamente Alessandro Mareddu, con la lirica “E venne l’aurora” e Rosanna Spina con “Dialogo con me stesso”, mentre Franca Locci, Paolo Maria Borsoni e Gordiano Lupi hanno ricevuto una menzione speciale. Per la sezione “giovani” il 1° premio è stato assegnato a Kaur Kashmeen con la lirica “A volte basterebbe il mare”, mentre il 2° e 3° premio sono andati a Virginia Tartarini per la poesia “Figli dell’eclissi” e Caterina Spagnoli per “Dagli occhi di una bambina”. In questa sezione sono stati segnalati Amanda Pallini, Francesco Pinna e Lorenzo Cecchi Simoncini. Nato a Petrizzi nel 1954, Vincenzo Ursini vive a Catanzaro. Poeta e paroliere iscritto alla Siae, è presidente dall’Accademia dei Bronzi, associazione culturale da lui fondata nel 1980. Ha pubblicato diversi volumi di liriche e ha in corso di stampa il suo primo romanzo “La Ritornanza”, con il quale lo scorso anno ha vinto il premio “Aurea Nox – Città di Chiaravalle Centrale”. Appena ventiquattrenne, è stato insignito del Premio di Cultura della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Medaglia d’oro Presidente del Consiglio dei Ministri al premio “Regium Julii”, nel 1973; medaglia di argento Presidente della Repubblica al premio “San Nicola Arcella”, nel 1982. «“Le tue mani” – scrive la professoressa Francesca Misasi – è una delle stelle più luminose del firmamento poetico, nata dalla feconda creatività e dalla cifra stilistica e distintiva di Vincenzo Ursini. Una stella che affonda le sue radici in versi e parole piene d’incanto, che fanno di questa poesia un’esperienza unica e totalizzante, dalla straordinaria forza suggestiva che attesta, il grande carisma dell’autore. Ma Vincenzo Ursini, personalità forte e decisa, dotata di un’entroterra culturale di notevole spessore, scrittore e poeta pluripremiato a livello nazionale e figura di spicco, a pieno titolo, della letteratura contemporanea, torna a vincere, ancora una volta, con una poesia capace di sfidare il tempo e la memoria. Una poesia custode di un ricordo, di uno spazio interiore in cui navigano, come “tristezze vagabonde” i ricordi di suo padre, visto con gli occhi di una gioventù ribelle, in piena fase di transizione da un’età all’altra e incapace di cogliere tutto il valore di un genitore dedito al lavoro e alla famiglia in tempi di povertà e sacrifici. Una contrapposizione generazionale e conflittuale non superata perché il padre “come rondine nel cielo di settembre” muore ancora giovane. Un dolore misto a rimorso che solo nel tempo il poeta riesce a trasformare in rimpianto attraverso la poesia che, trasmutata in fragranza di memoria, diventa cura per un’anima abitata da velati stati di coscienza. La memoria diventa così paesaggio, luogo, radici, il tempo diventa fuga, e la parola trasparenza delle sue inquietudini. Ma il poeta come Neruda, trasformando il dolore e l’assenza in materia viva di poesia, si sente ancora figlio nel ricordo di un padre come una luce nel buio. Una riconciliazione matura ma che porta il poeta a una comprensione profonda delle sue radici, a una conciliazione riappacificante con la figura paterna. E nella lirica la parola, saggia, potente, scolpita nella narrazione, scorre come un fiume in piena, si poggia sulle simmetrie anguste della sua anima, richiamando una forma di introspezione in cui il poeta si confronta con le sue emozioni e con un passato da riscattare. Versi di elevatezza culturale i suoi, che affidati alla ricchezza semantica della parola, si miscelano in un susseguirsi di immagini sensoriali, di vibrazioni, di voci che si insinuano sottopelle con una forte sensualità emotiva, cercando di scavare e lenire il tormento in quel concatenarsi di descrizioni che assurgono a simboli di una verità per troppo tempo tenuta nascosta. Una lirica che, accostandosi per certi aspetti alla tenerezza aulica delle atmosfere pascoliane, ne accoglie il flusso emotivo, muovendosi attraverso simboli, metafore e sensazioni che provocano contaminazioni plurisensoriali ed emotive che fanno vibrare l’anima prima del cuore. E del Pascoli la lirica riflette la stessa precisione terminologica. Si ritrovano altresì nel lirismo evocativo de “Le tue mani”, echi dell’io, malinconico e struggente dell’abbandono (Saba); l’immagine di dignità e autenticità di un padre che torna stanco dalla vigna (Sinisgalli) e il ricordo del padre trasformato in profonda nostalgia (Gatto). Una lirica questa, che, attraverso un corposo e a volte crudo realismo, traccia una trama di sentimenti dando vita ad un logos, ad una tessitura poetica vibrante e mesmerizzante, e a un corpus scrittorio che diventa una pagina stampata con l’anima. Versi e parole di luce declinati e miscelati con incommensurabile finezza estetica e sentimenti umanissimi, si riversano in un’eco che si evolve in maliosa sinfonia per chi sa ascoltare. Raffinate metafore ben orchestrate inoltre, rivelano un pullulare di immagini icastiche che declinano verità e lirismo laddove la tensione espressiva ed emotiva, si salda con la vocazione comunicativa. Una poesia intensa, dalla sensibilità estrema nell’analizzare le dinamiche del cuore umano, una composizione di inusitata profondità, scaturita dalla sapienza, dall’uso ortodosso della parola e dall’onestà radicale del poeta. Versi calibrati su una gamma multiforme di simbolismi e sentimenti che recuperano, con competenza e saggezza, la migliore tradizione lirica del novecento. Il linguaggio, nitido, sobrio e la struttura sintattica, rispecchiano il ritmo poetico e, tra la parola che resta concentrata nel verso e la realtà, vi è una profonda e corroborata corrispondenza. Lo stile, lirico, emozionale e intimo, risulta concreto, raffinato, fluido e la versificazione, chiara, profonda e tagliente, sa assumere la cadenza ritmica della vera essenza della poesia». La chiusa, di rara, inestimabile ed eloquente intensità espressiva, diventa ricomposizione esistenziale da una ferita emarginata, dando vita ad un crogiolo di versi sublimi, che vibrano come un antico carillon, richiamando immagini che sembrano rincorrersi tra luce e ombra trasformando il componimento, in una inimitabile e autentica poesia.
È stato inaugurato a Squillace il nuovo “FM Barber Studio”, il salone di barberia creato dal giovane professionista Francesco Montirosso. Alla cerimonia erano presenti il sindaco Enzo Zofrea e il vice parroco padre Modeste Djafanony, che hanno voluto testimoniare con la loro presenza l’importanza di questa nuova attività per la comunità locale. Il Barber Studio si trova in viale Cassiodoro 17, in uno spazio che per la famiglia Montirosso custodisce un valore affettivo profondo. L’idea di aprire un barber shop è maturata nel tempo, alimentata dalla passione di Francesco per l’hair style maschile e dal desiderio di trasformare una vocazione in una professione solida e riconosciuta. Alla base del progetto c’è un percorso formativo strutturato, consolidato presso la Formaconsult di Catanzaro, dove Francesco ha acquisito competenze tecniche e professionali nel settore dell’acconciatura. Successivamente ha arricchito la propria preparazione con corsi di aggiornamento dedicati al barbering moderno, ai tagli classici e innovativi e alle più recenti metodologie di cura dell’immagine maschile, unendo qualità, precisione e continua ricerca. FM Barber Studio non è soltanto un nuovo spazio professionale, ma anche un omaggio alla storia familiare. Francesco, infatti, ha voluto dedicare il suo progetto ai nonni paterni, Ciccio e Ida Montirosso, che per moltissimi anni hanno gestito, proprio negli stessi locali, il celebre “Bar-Rosticceria Montirosso”. Un gesto che intreccia memoria e innovazione, trasformando un luogo ricco di ricordi in un ambiente moderno, accogliente e pensato per offrire servizi di alta qualità. Il nuovo Barber Studio si presenta come uno spazio contemporaneo, elegante e funzionale, progettato per mettere a proprio agio ogni cliente. L’attenzione ai dettagli, la scelta degli arredi, la cura delle postazioni e l’atmosfera ricercata riflettono la volontà di Francesco di offrire un’esperienza professionale completa, dove stile, tecnica e accoglienza si incontrano. Durante l’inaugurazione, visibilmente emozionato come i suoi genitori Agazio e M. Concetta, Francesco ha condiviso il significato di questo traguardo. «Da oggi – ha detto – diamo vita a un sogno che ho coltivato per anni. Vedere le luci accese e le poltrone pronte è un’emozione indescrivibile. Un grazie immenso a chi ha creduto in me fin dal primo giorno: alla mia famiglia, agli amici e a chi ha lavorato duramente per rendere questo spazio perfetto. E ovviamente, grazie a voi che ci sceglierete ogni giorno. La porta è aperta. Vi aspetto per scrivere insieme il primo capitolo di FM Barber Studio». Con l’apertura di FM Barber Studio, Squillace accoglie un’attività che unisce professionalità, passione e radici familiari. Un luogo dove ogni cliente può trovare competenza, stile e un’atmosfera che fa sentire a casa. Carmela Commodaro