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LA COMUNITÀ PARROCCHIALE DIFENDE DON ROCCO: «A FILADELFIA UNITÀ E VERITÀ CONTRO DIVISIONI E ACCUSE»

Sostegno al parroco: i fedeli rilanciano il cammino di comunione voluto dal vescovo e respingono le critiche esterne

FILADELFIA  – «Ci sentiamo in dovere di dissociarci pubblicamente da chi ascriv a tutta la comunità le critiche mosse al nuovo parroco, don Rocco Suppa». È quanto afferma la comunità parrocchiale di San Teodoro di Filadelfia.
I parrocchiani aggiungono: «Già nel luglio del 1963, come si legge in una lettera conservata nell’archivio parrocchiale di San Teodoro in Filadelfia, l’allora parroco don Vincenzo Galati scriveva al vescovo mons. De Chiara: “per il bene delle anime è inderogabile l’unificazione delle due parrocchie”. Oggi questa visione profetica, a distanza di 63 anni, si sta compiendo con l’arrivo del nuovo parroco don Rocco Suppa. Da pochi mesi, infatti, è nata la nuova comunità pastorale che unisce le tre parrocchie del nostro territorio sotto la sua sapiente guida. Un cammino di unità, comunione e crescita condivisa che rappresenta un segno concreto di rinnovamento.
Nel clima della Settimana Santa, tutta la comunità ha vissuto momenti di alta spiritualità, fede e partecipazione attiva ai diversi riti religiosi, liturgici e della tradizione popolare: la passione vivente voluta fortemente da don Rocco ha unito, emozionato e introdotto tutti al triduo pasquale, le varie processioni molto partecipate, per concludere con la “novità” della “Cumprunti” nel mezzogiorno, dopo la messa di Pasqua (l’annuncio della Pasqua va dato prima nella Liturgia e poi nella pietà popolare)».
La comunità parrocchiale, inoltre, pone l’accento pure sul fatto che «il lavoro di don Rocco è stato molto intenso ma il clima di serenità è stato turbato da accuse diffamatorie dirette alla sua persona. Lettere e messaggi sui social hanno alimentato sospetti, sfiducia, divisione e disorientamento all’interno della comunità. Questi attacchi provengono da chi non ha mai realmente partecipato né vissuto la parrocchia, parlando dall’esterno senza conoscere la realtà quotidiana della vita parrocchiale».
Poi conclude: «La comunità non si lascia trascinare da queste dinamiche: resta salda nei valori del rispetto, della verità e della dignità, continuando a guardare avanti con serenità e fiducia, restando accanto al suo parroco che parla di unità e non di divisione, di comunità pastorale e non di parrocchie divise, che parla di persone e non di soggetti ma che soprattutto parla di vicinanza agli ammalati, ai deboli e ai bisognosi. “Un solo gregge, un solo pastore”. Don Rocco lavora alacremente a questo progetto fortemente voluto dal vescovo monsignor Attilio Nostro».

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Il presidente Copagri Calabria Francesco Macrì sulla decisione del Tar del Lazio: “L’iter marchio Igp per il bergamotto va avanti nonostante chi rema contro”Udienza di merito il 22 settembre prossimo

“Nonostante le difficoltà e l’accanimento di chi cerca di mettere il bastone fra le ruote, di chi rema contro, l’iter va avanti e si spera al più presto di raggiungere la conclusione delle procedure per centrare l’obiettivo”, questo il commento “a caldo” del presidente regionale della Confederazione Produttori Agricoli (Copagri) Francesco Macrì, in merito alla decisione del Tribunale amministrativo regionale del Lazio di respingere la sospensiva sull’IGP (Indicazione Geografica Protetta) del Bergamotto. All’udienza dinanzi al TAR Lazio si è discusso proprio sulla richiesta di “tutela cautelare” urgente per sospendere l’iter dell’IGP, invocata dai seguenti ricorrenti: Ezio Pizzi per il Consorzio della Dop Olio essenziale Bergamotto di Reggio Calabria e Foti per la ditta F.lli Foti società agricola sas. I giudici del Tar non hanno ritenuto di accogliere la richiesta di sospensione cautelare e hanno deciso di fissare l’udienza definitiva di merito del contenzioso (Pizzi e Foti contro Ministero all’Agricoltura, Regione Calabria e Comitato Promotore) al 22 settembre 2026. Il Tribunale amministrativo regionale (presidente Mariangela Caminiti; consigliere Salvatore Gatto Costantino; Marco Martone referendario estensore) ha, inoltre, confermato la piena efficacia dei provvedimenti di riconoscimento dell’IGP Bergamotto di Reggio Calabria, che proseguiranno il loro regolare iter di approvazione dinnanzi alle competenti autorità della Comunità Europea. C’è da registrare che il 6 maggio 2026 si terrà un’udienza dinanzi al Tar Lazio, riguardante l’ennesima richiesta di accesso agli atti da parte dei ricorrenti al Ministero dell’agricoltura. Il presidente di Copagri Calabria, barone Francesco Macrì, auspica il rapido superamento di tutti gli intralci per raggiungere finalmente l’importante risultato definitivo dell’IGP (Indicazione Geografica Protetta) del bergamotto.

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Manutenzione straordinaria sulla condotta irrigua Alli-Tacina e Alli-Copanello

Sono ufficialmente iniziati i lavori di manutenzione straordinaria sulla condotta irrigua che serve 2.380 ettari nei comuni di Catanzaro, Cropani, Botricello, Sellia Marina, Andali e Belcastro, all’interno dei comprensori Alli–Tacina e Alli–Copanello. Lo rende noto il Commissario Straordinario del Consorzio di Bonifica della Calabria Giacomo Giovinazzo. Si tratta di un intervento di portata eccezionale: oltre due chilometri di condotta saranno risanati dall’interno grazie a tecnologie innovative che riducono al minimo demolizioni e scavi, rappresentando un vero e proprio record europeo per lunghezza, diametro e pressioni d’esercizio. L’opera è finanziata con 6 milioni di euro provenienti dal Fondo nazionale investimenti irrigui ottenuti attraverso una progettualità avanzata e fortemente orientata all’innovazione. Al centro dell’intervento vi è l’utilizzo della tecnologia No Dig, letteralmente “senza scavo”, applicata attraverso il processo di relining, un metodo non distruttivo che consente di risanare le tubazioni dall’interno. Il relining prevede l’inserimento in condotta di una calza impregnata di resina, che aderisce perfettamente al tubo esistente. Una volta indurita, la resina forma una nuova condotta autoportante, resistente agli agenti chimici e con una durata certificata di almeno 50 anni. La riduzione della sezione interna è minima e non compromette la funzionalità idraulica. Le caratteristiche strutturali del nuovo rivestimento sono tali da permettere al relining di sostituire il vecchio tubo anche nei tratti in cui questo risulta deteriorato o mancante, garantendo sicurezza, continuità del servizio e un impatto ambientale estremamente ridotto. L’intervento si distingue per una serie di benefici che lo rendono particolarmente adatto a contesti agricoli e infrastrutturali complessi: pochissime demolizioni e scavi in quanto si interviene solo su brevi tratti per l’inserimento della calza; ecologico, perché non è necessario smaltire il vecchio tubo; rapidità poiché è possibile risanare oltre 150 metri di condotta in una sola giornata, evitando ripercussioni sulla stagione irrigua; economicità perché i costi di demolizione e scavo si riducono quasi a zero; minimo spazio di lavoro (ideale in aree agricole o urbanizzate); lunga durata, perché la nuova condotta è garantita per 50 anni; nessuna interferenza con il traffico o altri sottoservizi; impatto acustico minimo, poiché i lavori risultano poco invasivi anche per le comunità locali. L’avvio dei lavori rappresenta un passo decisivo verso una gestione più moderna, efficiente e sostenibile delle risorse idriche. L’intervento, che sarà completato entro la fine del 2026, consentirà alle aziende agricole del comprensorio di affrontare con maggiore competitività le sfide dell’agricoltura contemporanea, grazie a una rete irrigua più sicura, performante e resiliente. «Ringrazio – scrive il commissario Giovinazzo – gli uffici Tecnico ed Agrario, le ditte esecutrici e tutti gli amministrativi e gli operatori che confermano un gioco di squadra sempre più proteso a garantire una transizione che sta facendo guadagnare programmazione, tempi, risorse e spazi. Un percorso che porterà le aziende pronte alle sfide di un’agricoltura moderna anche attraverso la consegna di questi lavori».
Carmela Commodaro

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𝟐𝟏 𝐀𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔 – 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟏 𝐭𝐞𝐚𝐭𝐫𝐨 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐒𝐨𝐯𝐞𝐫𝐚𝐭𝐨

𝐁𝐔𝐎𝐍𝐆𝐈𝐎𝐑𝐍𝐎, 𝐌𝐈𝐍𝐈𝐒𝐓𝐑𝐎!
𝐜𝐨𝐧 𝐄𝐧𝐳𝐨 𝐈𝐚𝐜𝐜𝐡𝐞𝐭𝐭𝐢 𝐞 𝐀𝐧𝐭𝐨𝐧𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐂𝐢𝐯𝐚𝐥𝐞
𝐞 𝐜𝐨𝐧 𝐄𝐫𝐦𝐞𝐧𝐞𝐠𝐢𝐥𝐝𝐨 𝐌𝐚𝐫𝐜𝐢𝐚𝐧𝐭𝐞, 𝐆𝐢𝐠𝐢 𝐏𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐞𝐝 𝐄𝐥𝐢𝐬𝐚𝐛𝐞𝐭𝐭𝐚 𝐌𝐚𝐧𝐝𝐚𝐥𝐚𝐫𝐢
𝐭𝐞𝐬𝐭𝐨 𝐉𝐨𝐫𝐝𝐢 𝐆𝐚𝐥𝐜𝐞𝐫𝐚𝐧
𝐫𝐞𝐠𝐢𝐚 𝐝𝐢 𝐅𝐞𝐫𝐝𝐢𝐧𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐂𝐞𝐫𝐢𝐚𝐧𝐢
𝐦𝐮𝐬𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐍𝐢𝐜𝐨𝐥𝐚 𝐏𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢.

Buongiorno, Ministro! è una bellissima commedia spagnola, in prima assoluta per l’Italia, un mix di comicità grottesca e imprevedibile, talvolta romantica, mai volgare, scritta in modo elegante e indimenticabile da una delle penne più geniali della drammaturgia spagnola. Una commedia da infarto, senza freni, che non risparmia al pubblico una successione quasi senza sosta di esilaranti gag e battute pirotecniche, rese ancora più divertenti da un cast di tutto riguardo che vede nel suo protagonista, Enzo Iacchetti, mattatore irresistibile.
Un ministro, coinvolto in uno scandalo di corruzione che gli ha rovinato la vita e la carriera politica, sta per compiere l’estremo gesto con un colpo di pistola, ma viene salvato da una venditrice porta a porta che lo travolge con la sua energia e la sua umanità, aiutandolo a ritrovare il coraggio di affrontare i problemi. Sembra l’inizio di una commedia romantica e a lieto fine, ma gli imprevisti sono dietro l’angolo per colpa della sgangherata famiglia della donna (un marito malavitoso, la prostituta che frequenta, un padre paralizzato sulla sedia a rotelle) che creerà una spirale di situazioni sempre più imbarazzanti, incredibili ed esilaranti.
Sulla scia di una trama che può ricordare alla lontana il film cult Un pesce di nome Wanda, i colpi di scena si susseguono fino ad arrivare ad un finale sorprendente e imprevedibile che lascerà il pubblico a bocca aperta.

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Squillace, avviso per la gestione dell’impianto sportivo di Lido

Il Comune di Squillace informa la cittadinanza che è stata ufficialmente avviata la procedura di gara per l’affidamento in concessione della gestione del campo di calcio comunale situato in Viale dei Fenici, nella località di Squillace Lido. La concessione avrà una durata di 10 anni e si inserisce in un più ampio obiettivo dell’amministrazione: valorizzare l’impianto sportivo esistente e garantire servizi efficienti, accessibili e di qualità per l’intera comunità. La gara sarà espletata mediante procedura aperta, con aggiudicazione secondo il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, al fine di individuare il soggetto in grado di coniugare qualità gestionale e sostenibilità economica. Gli operatori interessati potranno presentare la propria offerta entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del bando. Tutta la documentazione relativa alla procedura è disponibile sulla piattaforma dedicata Tuttogare. Per ulteriori dettagli e per consultare gli atti ufficiali, è possibile accedere alla sezione “Amministrazione Trasparente” del sito istituzionale del Comune.
Carmela Commodaro

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Stalettì, progetto “costruiamo il futuro”

A Stalettì si coltiva il futuro. Con l’adesione al progetto nazionale “Costruiamo Gentilezza”, l’amministrazione comunale ha trasformato la Giornata Nazionale della Gentilezza ai Nuovi Nati in un momento autentico, partecipato e ricco di significato per tutta la comunità.
La cerimonia, semplice ma profondamente sentita, ha visto ogni nuovo nato accolto come parte viva del paese. A ciascuna famiglia sono stati consegnati la “chiave della gentilezza”, l’attestato di benvenuto, la pergamena del Consiglio Comunale dei Ragazzi e un kit dedicato. Piccoli gesti che custodiscono valori grandi: attenzione, cura, responsabilità condivisa.
A rendere ancora più intenso il momento è stata la partecipazione corale della comunità. Sono intervenuti il consigliere Valentina Lombardo, il Vice Sindaco del Consiglio comunale dei ragazzi, un rappresentante dei genitori, il referente Plastic Free Nicola Sestito per un momento di sensibilizzazione ambientale, il parroco Don Rosario Greto, i rappresentanti del corpo docente, della consulta cittadina e naturalmente le famiglie dei nuovi nati, vere protagoniste della giornata.
La celebrazione non si è fermata al presente. Nel cortile dell’istituto scolastico è stato piantato un corbezzolo, simbolo di vita, radici e continuità. Accanto, una targa dedicata ai bambini nati nel 2025 racchiude il cuore dell’iniziativa: “Simbolo di vita, gioia e speranza, questo albero cresce insieme a voi cusidendo i sogni di oggi e il futuro della nostra comunità. Ogni vita che nasce è una promessa che fiorisce”.
Il progetto “L’albero della vita” nasce con l’intento di diventare una tradizione: ogni anno un nuovo albero, ogni anno un nuovo legame tra la comunità e i suoi bambini. Un patrimonio naturale e simbolico che crescerà insieme alle nuove generazioni.
L’iniziativa, fortemente voluta dal consigliere Valentina Lombardo, esprime una visione chiara: costruire una Stalettì più unita, più attenta, più gentile. Una comunità che non si limita a celebrare, ma che sceglie di investire nel futuro attraverso gesti concreti, educativi e condivisi.
Perché la gentilezza è una scelta. E da oggi, a Stalettì, mette radici.
Carmela Commodaro

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Guasto all’acquedotto Ancinale Basso: riduzione della fornitura idrica in diversi comuni del Soveratese

La Sorical ha comunicato un decremento della fornitura idrica lungo la rete dell’acquedotto Ancinale Basso, con ripercussioni nei comuni di Soverato, Montepaone, Montauro, Gasperina e Stalettì. Il disservizio è dovuto a un improvviso guasto verificatosi nel campo pozzi Ancinale Basso, in particolare all’elettropompa del pozzo n.1, che alimenta i serbatoi di accumulo. A seguito del guasto, la portata d’acqua immessa nella linea adduttrice ha subito un calo significativo. Per contenere le criticità, Sorical ha attivato il pozzo di riserva ed effettuato una serie di manovre idrauliche per stabilizzare il sistema. Nonostante ciò, le difficoltà risultano più evidenti nella zona di Soverato Superiore, dove si registrano cali di pressione e possibili disservizi nella distribuzione. In collaborazione con il Comune di Soverato, sono state eseguite ulteriori manovre sulla rete comunale per mitigare gli effetti del guasto e garantire, per quanto possibile, la continuità del servizio. Sorical ha programmato stamattina i lavori di sostituzione dell’elettropompa danneggiata. L’obiettivo è quello di ripristinare le normali portate entro le ore 13, riportando la situazione alla piena regolarità.
Carmela Commodaro

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Intervento dei Vigili del Fuoco per incidente aereo in località Grisolia Lido

Nella giornata odierna, un velivolo ultraleggero è precipitato sulla spiaggia nel territorio di Grisolia Lido, nei pressi del Lido Internascional.
Secondo le prime informazioni disponibili, non risultano persone estranee coinvolte nell’incidente. A bordo del velivolo, un biposto modello P92 Tecnam ultraleggero a tre assi, ala alta, si trovavano due occupanti che sono rimasti illesi a seguito dell’impatto.
Il velivolo era partito da Siracusa ed era diretto a Grumento Nova.
Sul posto è prontamente intervenuta la squadra dei Vigili del Fuoco del distaccamento di Scalea, attualmente impegnata nelle operazioni di messa in sicurezza del mezzo e dell’area interessata.
Sono altresì intervenuti la Capitaneria di Porto, i Carabinieri della Compagnia di Diamante e il personale del servizio sanitario 118 per gli accertamenti di competenza.
Le cause dell’incidente sono in corso di accertamento.

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Intervista SottoTraccia di Davide Mercurio. Only Rock All Night: Marco Macrì e le notti ribetti del Cubo Rock

C’è stato un momento, non troppo lontano, in cui il sabato sera di Catanzaro aveva un solo centro di gravità: un cubo. Un cubo che pulsava, sudava, urlava. Un cubo che non era un locale, ma un rito collettivo. Il Cubo Rock, nato nel 2009 dall’incontro tra Marco Macrì (“Spora”) e Alex Tolomeo (“Red”), è stato molto più di una discoteca: è stato un esperimento sociale riuscito, un laboratorio di identità, un rifugio per chi cercava un’alternativa autentica alla movida patinata. La 38ª Intervista SottoTraccia, curata da Davide Mercurio del collettivo OndaRocK, riporta alla luce quell’energia irripetibile attraverso le parole di Marco, che di quel mondo è stato architetto, Dj, agitatore culturale e, soprattutto, testimone privilegiato. Il nome “Cubo Rock” nasce da un’intuizione semplice e geniale: un cubo di Rubik come metafora di un progetto breve, intenso, caotico e ordinato allo stesso tempo. Un luogo dove ogni faccia rappresentava un’anima diversa della serata, ma tutte insieme componevano un’unica esperienza. E quell’esperienza aveva una struttura precisa, quasi rituale: preserata con Dj set d’ascolto, per scaldare l’atmosfera e creare comunità; concerto live, cuore pulsante della notte, con band che trasformavano il palco in un campo di battaglia sonoro; Dj set “Only Rock” all night long, dove Marco e Alex guidavano la folla in un viaggio tra classic rock, punk, hard rock e new wave. Era una formula semplice, ma calibrata con una cura maniacale. E funzionava. Nel giro di pochi mesi, il Cubo Rock esplose. Locale pieno, pogo, canti, sudore, birre che volavano, amori che nascevano tra una strofa e l’altra. Catanzaro non aveva mai visto nulla del genere. Per molti, il Cubo era la prima volta in cui la città offriva un luogo dove sentirsi davvero sé stessi. Un posto dove la diversità non era un vezzo, ma la regola. Dove chi non si riconosceva nelle mode del momento trovava finalmente una casa. Marco racconta che salire in consolle era ogni volta una piccola vittoria personale: un dialogo continuo con il pubblico, una sfida a tenere la sala in tensione, a capire quando era il momento di spingere, quando di sorprendere, quando di far esplodere tutto con un brano iconico. E di brani iconici ce n’erano tanti: “Killing in the Name” dei Rage Against the Machine, “Chelsea Dagger” dei The Fratellis, “Are You Gonna Be My Girl” dei Jet. Pezzi che non erano solo musica, ma detonatori emotivi. Il Cubo Rock è stato un fenomeno breve, ma ha lasciato un segno profondo; ha creato una comunità; ha dato voce a una generazione; ha dimostrato che anche in Calabria si poteva costruire una scena alternativa credibile, vibrante, partecipata. Non era solo divertimento: era appartenenza, identità, un modo diverso di vivere la notte. E oggi, grazie alle parole di Marco Macrì raccolte da Davide Mercurio, quella storia torna a pulsare. Non come nostalgia sterile, ma come memoria viva di ciò che la musica può fare quando incontra le persone giuste, nel posto giusto, al momento giusto. Il Cubo Rock non c’è più. Ma chi l’ha vissuto sa che, in fondo, non se n’è mai andato.
Carmela Commodaro

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Amaroni, Veglia Pasquale: nel tempo delle guerre, un forte messaggio di speranza da don Roberto Corapi

In un’epoca segnata da guerre, tensioni internazionali e un diffuso senso di smarrimento, la comunità di Amaroni ha vissuto una Veglia Pasquale di straordinaria intensità spirituale. Nella notte in cui la Chiesa celebra la Risurrezione, la luce accesa nel buio ha assunto un significato ancora più profondo, diventando simbolo di resistenza alle ombre che attraversano il mondo contemporaneo. A presiedere la celebrazione è stato don Roberto Corapi, affiancato da don Fabio Salerno, già Segretario personale di Papa Francesco. La loro presenza ha conferito alla liturgia un tono di forte comunione ecclesiale e di apertura universale. Nell’omelia, don Salerno ha offerto parole capaci di leggere le inquietudini del nostro tempo alla luce del Vangelo, richiamando con lucidità il bisogno urgente di riscoprire la speranza come forza concreta, capace di opporsi alla logica della violenza, della divisione e della paura. Il momento più intenso è giunto con il grido accorato di don Corapi: «Amaroni, sii luce pasquale e togli la pietra dai tanti sepolcri». Un appello che ha risuonato come un invito pressante rivolto non solo ai fedeli presenti, ma a un mondo ferito dai conflitti e da nuove forme di solitudine. Quelle pietre – ha ricordato il sacerdote – sono oggi i simboli delle guerre che devastano popoli, dei muri che dividono, delle paure che paralizzano le coscienze e impediscono gesti di fraternità. Pietre che ciascuno è chiamato a rimuovere, iniziando dai contesti quotidiani, per far spazio alla vita nuova del Risorto. L’invito rivolto alla comunità è stato chiaro: non cedere alla rassegnazione, ma diventare testimoni di pace, costruttori di dialogo, segni concreti di speranza. Amaroni – è stato detto – può e deve essere una piccola luce nel buio del mondo, capace di accogliere, sostenere e generare relazioni nuove, fondate sul rispetto e sulla solidarietà. La Veglia Pasquale si è così trasformata in un forte richiamo alla responsabilità collettiva: dalla fede celebrata alla fede vissuta, dalla preghiera all’impegno concreto per la pace. Un messaggio che supera i confini locali e si apre a una dimensione universale, parlando a un’umanità che oggi più che mai ha bisogno di segni credibili di rinascita. La celebrazione si è conclusa in un clima di intensa partecipazione e profonda commozione. Nei volti dei presenti si leggeva la consapevolezza che la Pasqua non è soltanto memoria, ma presenza viva, capace di interrogare e trasformare. Un invito a essere luce nelle tenebre del proprio tempo, a non lasciarsi sopraffare dalle ombre, a credere che la speranza, quando è condivisa, può davvero cambiare la storia.
Carmela Commodaro

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