Amaroni, Veglia Pasquale: nel tempo delle guerre, un forte messaggio di speranza da don Roberto Corapi

In un’epoca segnata da guerre, tensioni internazionali e un diffuso senso di smarrimento, la comunità di Amaroni ha vissuto una Veglia Pasquale di straordinaria intensità spirituale. Nella notte in cui la Chiesa celebra la Risurrezione, la luce accesa nel buio ha assunto un significato ancora più profondo, diventando simbolo di resistenza alle ombre che attraversano il mondo contemporaneo. A presiedere la celebrazione è stato don Roberto Corapi, affiancato da don Fabio Salerno, già Segretario personale di Papa Francesco. La loro presenza ha conferito alla liturgia un tono di forte comunione ecclesiale e di apertura universale. Nell’omelia, don Salerno ha offerto parole capaci di leggere le inquietudini del nostro tempo alla luce del Vangelo, richiamando con lucidità il bisogno urgente di riscoprire la speranza come forza concreta, capace di opporsi alla logica della violenza, della divisione e della paura. Il momento più intenso è giunto con il grido accorato di don Corapi: «Amaroni, sii luce pasquale e togli la pietra dai tanti sepolcri». Un appello che ha risuonato come un invito pressante rivolto non solo ai fedeli presenti, ma a un mondo ferito dai conflitti e da nuove forme di solitudine. Quelle pietre – ha ricordato il sacerdote – sono oggi i simboli delle guerre che devastano popoli, dei muri che dividono, delle paure che paralizzano le coscienze e impediscono gesti di fraternità. Pietre che ciascuno è chiamato a rimuovere, iniziando dai contesti quotidiani, per far spazio alla vita nuova del Risorto. L’invito rivolto alla comunità è stato chiaro: non cedere alla rassegnazione, ma diventare testimoni di pace, costruttori di dialogo, segni concreti di speranza. Amaroni – è stato detto – può e deve essere una piccola luce nel buio del mondo, capace di accogliere, sostenere e generare relazioni nuove, fondate sul rispetto e sulla solidarietà. La Veglia Pasquale si è così trasformata in un forte richiamo alla responsabilità collettiva: dalla fede celebrata alla fede vissuta, dalla preghiera all’impegno concreto per la pace. Un messaggio che supera i confini locali e si apre a una dimensione universale, parlando a un’umanità che oggi più che mai ha bisogno di segni credibili di rinascita. La celebrazione si è conclusa in un clima di intensa partecipazione e profonda commozione. Nei volti dei presenti si leggeva la consapevolezza che la Pasqua non è soltanto memoria, ma presenza viva, capace di interrogare e trasformare. Un invito a essere luce nelle tenebre del proprio tempo, a non lasciarsi sopraffare dalle ombre, a credere che la speranza, quando è condivisa, può davvero cambiare la storia.
Carmela Commodaro
L’articolo Amaroni, Veglia Pasquale: nel tempo delle guerre, un forte messaggio di speranza da don Roberto Corapi proviene da S1 TV.






