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Progetto GAP 2022. Corso di aggiornamento su formazione e omogeneità degli interventi

Si è svolto martedì 24 marzo, nella sala riunioni del Serd (Servizio per le dipendenze) di Catanzaro, il corso di aggiornamento rivolto agli operatori del pubblico (Asp Catanzaro) e del privato sociale accreditato (Centro Calabrese Solidarietà, Progetto Sud e Cooperativa Sociale Zarapoti) nell’ambito del Progetto Gap (Gioco d’azzardo patologico) 2022. Un appuntamento molto partecipato, pensato per rafforzare competenze, uniformare le pratiche operative e consolidare un modello condiviso di presa in carico del disturbo da gioco d’azzardo (Dga) sul territorio aziendale. Ad aprire i lavori è stato il dottore Michele G. Rossi, direttore del Dsmd (Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze) dell’Asp di Catanzaro e responsabile del progetto, che nei suoi saluti istituzionali ha evidenziato l’impegno costante del Serd nel presidiare il territorio e nel garantire risposte qualificate ai bisogni emergenti della popolazione. La dottoressa M. Giulia Audino, direttrice del Serd di Catanzaro e direttrice scientifica del progetto, ha sottolineato come l’omogeneità degli interventi rappresenti un elemento decisivo per offrire ai pazienti percorsi terapeutici significativi e coerenti. «Solo un approccio uniforme – ha spiegato – permette di dare risposte efficaci ai pazienti con dipendenze senza sostanze, nella fattispecie con disturbo da Dga, e alle loro famiglie, riducendo disomogeneità e frammentazioni». A seguire, la coordinatrice del progetto, la dottoressa Mariarita Notaro, psicologa, ha illustrato lo stato dell’arte del disturbo da gioco d’azzardo nei Serd aziendali, evidenziando un incremento dell’utenza nei tre distretti dell’Asp. Un dato che conferma la necessità di percorsi strutturati, aggiornati e capaci di intercettare tempestivamente il bisogno. Il corso, quindi, è stato dedicato all’analisi delle fasi del Pdta (Percorso diagnostico terapeutico assistenziale), approfondite dai relatori dottoressa Ornella De Luca (dirigente psicologa Asl Roma 1 e referente dell’ambulatorio specialistico Dga) e dottor Onofrio Casciani (già dirigente psicologo Asl Roma 1 e già referente scientifico Dga Regione Lazio). I due esperti, soffermandosi su intake, assessment e trattamento, hanno proposto una ipotesi di Pdta regionale, delineando obiettivi clinici, organizzativi e modalità operative del percorso di cura. Nel confronto con i partecipanti è emerso come il modello organizzativo adottato dall’Asp di Catanzaro sia pienamente in linea con i Pdta della Regione Lazio, una coerenza che rafforza la qualità e la credibilità dell’intervento. Il dibattito finale ha permesso di condividere modelli terapeutici e trattamentali, con l’obiettivo comune di rendere omogenei gli approcci rivolti ai pazienti con disturbo da gioco d’azzardo e ai loro familiari. Un confronto ricco e costruttivo, che ha confermato la centralità della formazione continua e della collaborazione tra Servizi per affrontare una problematica complessa e in costante evoluzione.
Carmela Commodaro

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Copanello di Stalettì, la torrefazione Guglielmo riparte dopo il maltempo

A poco più di una settimana dai gravi eventi atmosferici che hanno colpito la torrefazione Guglielmo di Copanello di Stalettì, arriva la notizia che tutti attendevano. La produzione è ufficialmente ripartita. Un segnale forte, che testimonia la capacità dell’azienda di reagire con tempestività e determinazione a un episodio che avrebbe potuto compromettere pesantemente l’attività. Le violente raffiche di vento di metà marzo, infatti, avevano divelto una parte significativa della copertura del capannone industriale, una struttura di oltre 5000 metri quadrati destinata alla produzione e al confezionamento del prodotto finito. L’impatto è stato immediato e devastante con i pannelli coibentati scoperchiati, macchinari esposti alle intemperie, prodotto confezionato a rischio deterioramento. Fortunatamente l’episodio si è verificato in piena notte, evitando conseguenze per le persone. Ma i danni materiali sono stati ingenti e hanno richiesto un intervento rapido e coordinato. Sin dalle prime ore, Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Istituzioni hanno operato senza sosta per mettere in sicurezza l’area colpita, proteggere i macchinari e recuperare il prodotto già confezionato. Un lavoro complesso, reso possibile anche grazie al supporto di collaboratori, volontari e cittadini che non hanno esitato a offrire aiuto. La direzione di Guglielmo Caffè ha espresso un ringraziamento sentito a tutti coloro che sono intervenuti. «Il loro contributo – si legge in una nota – è stato determinante per la messa in sicurezza degli impianti e il ripristino dei locali. A loro va la nostra più sincera riconoscenza». La rapidità con cui la torrefazione è riuscita a riprendere la produzione non è solo un risultato tecnico, ma un messaggio importante. Da oltre ottant’anni Guglielmo rappresenta un punto di riferimento per la Calabria, un presidio produttivo che ha saputo costruire un legame profondo con il territorio. «Caffè Guglielmo – si legge nella nota – non è solo un’azienda, ma un vero e proprio riferimento per il territorio. La rapidità di questa ripartenza testimonia la resilienza di una terra che non si arrende di fronte alle avversità. Riprendiamo il nostro lavoro con rinnovata determinazione, consapevoli che l’aroma del nostro caffè, tornato ormai da giorni a diffondersi qui a Copanello, è il segno tangibile di una sfida vinta insieme». L’immagine di una comunità che si stringe attorno a una realtà storica del territorio è forse l’aspetto più significativo di questa vicenda. In un momento di difficoltà, la solidarietà ha fatto la differenza, trasformando un evento potenzialmente paralizzante in un’occasione di coesione e rinascita. La ripartenza della torrefazione Guglielmo non è soltanto la ripresa di una produzione, ma è anche il simbolo di una Calabria che reagisce, che protegge le proprie eccellenze e che sa rialzarsi con orgoglio.
Carmela Commodaro

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Al Marca una serata di arte e identità con la presentazione del libro di Gianpiero Taverniti

La seconda presentazione regionale del nuovo libro di Gianpiero Taverniti, “Raccontando la Calabria – Il viaggio continua…”, non poteva trovare cornice più suggestiva del MARCA, museo che da sempre custodisce e valorizza bellezze artistiche di autori diversi e sensibilità molteplici. Una scelta naturale, quasi inevitabile, per un testo che racconta una terra incredibile e complessa, capace di affascinare chiunque la osservi con occhi sinceri. L’evento è stato inserito all’interno della mostra “Luci residue: Tracce d’Eternità”, ideata e curata dall’eclettica Tea Mancuso. Con la sua passione contagiosa, l’organizzatrice è riuscita a creare una sinergia rara, riunendo otto artisti di grande valore che dal 7 al 28 marzo espongono le loro opere in un percorso immersivo e vibrante. Gli otto artisti presenti hanno offerto un viaggio nell’arte contemporanea che si intreccia perfettamente con il viaggio narrativo di Taverniti. Rosaspina, con le sue opere in Fiber Art, ha portato un intreccio di colore, precisione e contemporaneità. Gino Mazzoleni ha proposto una pittura dell’inconscio, una spirituale laicità della luce che racconta cadute e rinascite. Luigi Verrino ha dato forma alla materia con una scultura che oscilla tra sacro e assoluto. Maria Teresa Sorbara ha ribadito la forza simbolica della scultura, declinata nelle sue molteplici espressioni. Anna Rita Aprile ha evocato la memoria, trasformandola in pittura poetica e intima. Maria Mancuso ha mostrato l’anima primordiale della materia, plasmata in forme che sembrano respirare. Giovanni Duro ha offerto paesaggi interiori costruiti attraverso geometrie sensibili. Arcangelo Pugliese ha suggellato il percorso con una scultura che diventa resistenza civile e identitaria, un sigillo potente e necessario. Un vero “mare di bello”, come è stato definito, dove le opere dialogano con le pagine del libro di Taverniti, entrambe impegnate a raccontare la Calabria nelle sue infinite sfumature. La presentazione del volume è stata partecipata e intensa. Si è parlato di personaggi, tradizioni, identità: tutto ciò che la Calabria custodisce nel suo “cavò” del cuore, un forziere che ognuno di noi può aprire con la propria combinazione personale, lasciandosi sorprendere da ciò che contiene. Emblematica la scelta della melagrana come immagine di copertina, opera del pittore borgese Giuseppe Rocca: un frutto che, nella sua metafora, rappresenta i tanti chicchi che compongono le dolci ricchezze della Calabria. La serata ha aperto lo sguardo verso un futuro migliore, fondato sulla conoscenza e sul rispetto della propria terra, affinché possa essere “cullata” nella sua evoluzione dignitosa. In una domenica segnata anche dal referendum costituzionale, il MARCA ha saputo accogliere e stupire, confermandosi cassaforte artistica della città. Presente anche la fotografa Giovanna Mangialardi, che con il suo sguardo attento ha immortalato i momenti più significativi dell’evento. Nel finale, Taverniti ha voluto dedicare un omaggio agli emigranti collegati in diretta, recitando una poesia in vernacolo per ricordare che i calabresi più autentici sono spesso quelli lontani, quelli che ancora parlano il dialetto puro, privo di influenze italiane o inglesismi. La conduzione della serata è stata affidata al giornalista stalettese Salvatore Condito, che con professionalità e onestà ha saputo guidare un dialogo piacevole e ricco di spunti con l’autore. Il viaggio di “Raccontando la Calabria – Il viaggio continua…” proseguirà ora nelle altre province della regione, dopo aver già toccato Cosenza, nel borgo di Verbicaro, e dopo aver vissuto nel capoluogo una serata densa di “preziosi umani e culturali”. Un ringraziamento doveroso va a tutti i partecipanti, protagonisti di un incontro che ha unito arte, identità e memoria in un’unica, luminosa narrazione.
Carmela Commodaro

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Angeli Blu Squillace: Eleonora Pietropaolo riconfermata presidente. Presentato il nuovo direttivo

Si sono svolte le elezioni per il rinnovo del consiglio direttivo della sede operativa “Angeli Blu” di Squillace, un appuntamento atteso che ha confermato la continuità alla guida dell’associazione. L’assemblea dei soci ha riconfermato all’unanimità la presidente uscente Eleonora Pietropaolo, segno di una fiducia piena e condivisa nel suo operato. Il nuovo direttivo, votato dai soci, risulta così composto: Eleonora Pietropaolo, presidente; Roberto Rossi, vicepresidente; Alessandra Pietropaolo, segretaria con delega al coordinamento dei servizi; Francesco Pietropaolo, Antonia Gullì, Sebastiano Spadaro, consiglieri. Accanto al direttivo, la presidente ha inoltre conferito alcune nomine operative fondamentali per l’organizzazione interna: Maria Costanza Staglianò, responsabile informatico, Raffaele Sestito, vice responsabile magazzino e inventario, e Luca Sinopoli, vice responsabile al coordinamento dei servizi. Una struttura rinnovata e funzionale, pensata per sostenere al meglio le attività dell’associazione e rispondere con efficacia alle esigenze del territorio. Pochi giorni dopo le elezioni, in occasione della riunione con i nuovi iscritti, la sede degli Angeli Blu ha ricevuto la visita del Sindaco Enzo Zofrea e del coordinatore comunale della Protezione Civile Aldo Zofrea. Durante l’incontro, i rappresentanti istituzionali hanno espresso apprezzamento per l’impegno costante dell’associazione, sottolineando la collaborazione, la sinergia e il supporto reciproco che negli anni hanno rafforzato il legame tra Angeli Blu e Comune di Squillace. Nel corso della riunione sono state illustrate le prossime iniziative a carattere sociale che coinvolgeranno scuole e cittadini, con una collaborazione anche con la Chiesa locale. Tra queste, particolare rilievo assumono i percorsi formativi dedicati a Blds (Basic Life Support – Defibrillation) e primo soccorso. Le attività saranno rivolte sia agli studenti sia alla popolazione, con l’obiettivo di diffondere competenze salvavita e promuovere una cultura della prevenzione e della sicurezza. Soddisfazione per le elezioni delle nuove cariche direttive è stata espressa dal presidente nazionale degli Angeli Blu Pietro Gualtieri.
Carmela Commodaro

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Referendum giustizia, il Comitato sulla vittoria del No: “Una battaglia collettiva nata dal basso”

CATANZARO –  Una vittoria che ha radici profonde nei territori e che oggi viene rivendicata come il risultato di un lavoro condiviso, costruito giorno dopo giorno. Dopo l’esito del referendum sulla riforma dell’ordinamento giudiziario, arriva la soddisfazione dei Comitati per il No attivi nelle province di Catanzaro, Crotone e Vibo Valentia, protagonisti di una mobilitazione ampia e partecipata. Un percorso nato dal basso, come sottolineano gli stessi promotori, che hanno dato vita ai comitati attraverso il coinvolgimento diretto di associazioni, realtà civiche e organizzazioni sociali unite da una preoccupazione comune: difendere la Costituzione e l’equilibrio tra i poteri dello Stato. In provincia di Catanzaro il Comitato si è costituito attorno a una rete già solida e riconoscibile, con l’adesione di realtà come Anpi, Arci, Libera, Auser, Federconsumatori e il Comitato No Autonomia Differenziata, insieme ad altre espressioni della società civile impegnate sui temi dei diritti e della legalità. Un lavoro che ha preso forma attraverso assemblee, incontri pubblici e momenti di confronto diffusi sul territorio. “Non è stata una battaglia forte e radicata,  una mobilitazione unitaria e condivisa”, è il messaggio che emerge con forza. Una campagna che ha saputo parlare ai cittadini, spiegare nel merito i contenuti della riforma e costruire una partecipazione consapevole, come dimostrano i dati dell’affluenza. Particolarmente significativo, infatti, è stato il livello di coinvolgimento registrato nei territori, con una risposta ampia che ha accompagnato tutte le fasi della mobilitazione, dalla raccolta firme – che in poche settimane ha superato il mezzo milione di sottoscrizioni a livello nazionale – fino al voto finale. Alla base della posizione dei comitati, una critica chiara alla riforma proposta, ritenuta incapace di affrontare le reali criticità del sistema giustizia, come la durata dei processi o la carenza di personale, e orientata invece a intervenire sull’assetto costituzionale della magistratura. A pesare, secondo i promotori, anche il tentativo di comprimere i tempi del confronto pubblico, con una campagna referendaria ritenuta troppo breve rispetto alla portata delle modifiche proposte. Oggi, alla luce del risultato, il giudizio è netto: “È stata una vittoria della partecipazione e della democrazia”. Una risposta che, sottolineano, dimostra come la Costituzione continui a rappresentare un punto di riferimento forte per i cittadini, nonostante molte sue parti restino ancora inattuate. Il successo del No viene quindi letto come l’esito di un lavoro collettivo, capace di unire territori diversi e sensibilità differenti attorno a un obiettivo comune. Una mobilitazione che, da Catanzaro a Crotone fino a Vibo Valentia, ha trovato una sintesi nella difesa dei principi costituzionali. “Difendere la Costituzione non è una battaglia ideologica, ma una responsabilità collettiva”, avevano ribadito i promotori alla nascita dei comitati. Un principio che oggi, alla luce del voto, viene rilanciato come punto di partenza per il futuro.

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E’ morto Gino Paoli, aveva 91 anni. Addio al poeta della canzone d’autore italiana

ROMA – E’ morto, all’età di 91 anni, Gino Paoli. “Questa notte Gino ci ha lasciato in serenità e circondato dall’affetto dei suoi cari“, dichiara la famiglia Paoli in una nota in cui chiede la massima riservatezza.

Fra i più grandi cantautori italiani, era nato a Monfalcone il 23 settembre 1934 e viveva a Genova. Il giovane Gino non ama studiare ma ama la musica e, per questo, inizia a frequentare amici che condividono la sua passione: Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Fabrizio De Andrè, Umberto Bindi… è il primo nucleo della cosiddetta “scuola genovese”. Nel 1959 Paoli realizza i suoi primi 45 giri che, però, non ottengono alcun successo così come accade in un primo momento per il brano “La gatta”. Qualche mese dopo l’uscita, invece, la canzone arriva in classifica suscitando l’interesse di Mogol che fa da prestanome a Paoli, non ancora iscritto alla Siae. E’ lui che propone a Mina di cantare “Il cielo in una stanza” il cui successo sancisce l’affermazione di Paoli come cantautore. Il 1961 è un anno importante per Paoli che, da un lato conosce Ornella Vanoni e inizia con lei una relazione che lo porterà a scrivere canzoni d’amore come “Senza fine”; ma, dall’altro, comincia ad abusare degli alcolici sviluppando una dipendenza che andrà avanti per lungo tempo finchè non deciderà di disintossicarsi.

L’anno dopo un altro amore, che fa scandalo: mentre la moglie Anna aspetta il loro figlio (Giovanni), Paoli si innamora di una giovanissima Stefania Sandrelli. Dalla relazione nasce Amanda. Il 1963 è l’anno di “Sapore di sale”, probabilmente il maggior successo della sua carriera, e di “Che cosa c’è”. Nonostante questo, l’11 luglio Paoli si spara un colpo di pistola al cuore. Gli anni che seguono non sono facili per Paoli: la prima partecipazione al Festival di Sanremo, nel 1964, con “Ieri ho incontrato mia madre” non va male come invece accade alla successiva, nel 1966 con “La carta vincente”. Il successo sembra averlo abbandonato e torna così per qualche tempo a suonare nei night della Liguria. Torna a farsi sentire nel 1971 con ben tre album che, però, riscuotono successo solo tra pochi estimatori. Questo, però, lo convince a pubblicare altri lavori “d’autore” con lo stesso risultato. Il successo ritorna con il brano “Una lunga storia d’amore”, scritto per la colonna sonora del film “Una donna allo specchio” interpretato da Stefania Sandrelli. La carriera di Paoli riprende il volo: sono gli anni di “Ti lascio una canzone”, “Cosa farò da grande”, “Questione di sopravvivenza”, “Questa volta no” (quest’ultima presentata al Festival di Sanremo nel 1989), “Quattro amici”, “La bella e la bestia” (cantata, per i titoli di coda della versione italiana dell’omonimo film della Disney con la figlia Amanda).Nel 1992 Paoli torna a Sanremo con “Un altro amore” che ottiene il terzo posto in classifica e il premio della critica per il miglior testo dell’anno.

Più di dieci anni dopo torna in tournèe con Ornella Vanoni (dopo quella trionfale del 1985) in occasione dell’uscita del disco di inediti “Ti ricordi? No, non mi ricordo”. Da Vanoni a Danilo Rea: nel 2012 Paoli collabora con il pianista jazz per l’album “Due come noi che…”, raccolta di brani di Paoli più alcune cover: il disco è un successo così come il tour, tanto che l’anno dopo i due replicano, con il disco “Napoli con amore”. La collaborazione si chiude nel 2017 con “3”, album dedicato alla chanson francese. A proposito di collaborazioni vale la pena ricordare i tanti cantanti che Paoli ha “incontrato” scrivendo per loro o con loro, da Zucchero (“Come il sole all’improvviso” e “Con le mani”) a Marcella Bella (“Tanti auguri”), da Giorgia a Sergio Cammariere. Tra le voci che hanno interpretato le sue canzoni ci sono Claudio Villa, Umberto Bindi, Gianni Morandi, Patty Pravo, Franco Battiato, Marco Masini e Franco Simone. In veste di talent-scout, Paoli ha scoperto Lucio Dalla, Fabrizio De Andrè e Viola Valentino.

– foto IPA Agency –

(ITALPRESS).

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Incendio a Davoli Marina: decisivo l’intervento del Radiomobile di Soverato, salvata una donna. Ferito un brigadiere.

Il Vice Segretario Provinciale Generale di Catanzaro di UNARMA, dott. Francesco Masotina, esprime apprezzamento per l’intervento di soccorso effettuato dai militari dell’Aliquota
Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Soverato, impegnati nel comune di Davoli Marina.
Nel corso di un servizio di controllo del territorio, l’equipaggio della Radiomobile veniva inviato con urgenza in via Fogliarello, a seguito della segnalazione di un incendio. Giunti sul posto, i militari si trovavano di fronte a una situazione di elevato rischio: un’autovettura completamente avvolta dalle fiamme, il fuoco in propagazione verso le abitazioni e la presenza di bombole di gas, con concreto pericolo di esplosione.
I militari intervenivano immediatamente, mettendo in sicurezza l’area e acquisendo le prime informazioni. In quei frangenti veniva appreso che all’interno di una delle abitazioni si trovava una donna impossibilitata a deambulare, quindi incapace di mettersi in salvo autonomamente.
Contestualmente, la Centrale Operativa della Compagnia di Soverato svolgeva un ruolo determinante nella gestione dell’emergenza, assicurando il coordinamento degli interventi e l’invio tempestivo dei soccorsi. L’operatore, con prontezza e piena conoscenza del territorio e
delle risorse disponibili, attivava in tempo reale i necessari supporti, contribuendo in maniera significativa a scongiurare conseguenze ben più gravi.
L’intervento dei colleghi del Radiomobile di Soverato, sotto la guida del capo servizio, Brigadiere Onofrio Puntieri, si sviluppava con rapidità ed efficacia: con coordinamento immediato, i militari forzavano l’ingresso dell’abitazione e, nonostante il fumo denso e il propagarsi delle fiamme, riuscivano a entrare e, avanzando tra il fumo e le fiamme, a raggiungere la donna, impossibilitata a deambulare, traendola in salvo e affidandola alle cure del personale sanitario. Nel corso delle operazioni, il Brigadiere Puntieri riportava lesioni alla spalla, che gli provocavano un forte dolore; nonostante ciò, proseguiva nelle attività di soccorso fino al completo superamento della
situazione di pericolo. “L’intervento dei colleghi del Radiomobile di Soverato rappresenta una
testimonianza concreta di ciò che significhi operare in pronto intervento sul territorio”, dichiara Masotina. “Un’azione tempestiva, condotta in condizioni di rischio, che ha consentito di mettere in salvo una persona in difficoltà ed evitare conseguenze più gravi.”
“Al brigadiere rimasto ferito nell’adempimento del dovere – prosegue Masotina – rivolgo i miei auguri di pronta guarigione. L’episodio evidenzia il ruolo delle Sezioni Radiomobili, impegnate quotidianamente nella tutela della sicurezza dei cittadini.” L’intervento dei colleghi della Radiomobile di Soverato, reparto comandato dal Luogotenente Luigi Morello, si inserisce nell’ambito dell’attività di controllo del territorio, confermandone l’importanza operativa e la costante presenza sul territorio.

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𝐒𝐚𝐭𝐫𝐢𝐚𝐧𝐨 𝐠𝐮𝐢𝐝𝐚 𝐥’𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚: 𝐜𝐨𝐧 “𝐢𝐦𝐩𝐞𝐭𝐨” 𝐩𝐫𝐞𝐧𝐝𝐞 𝐢𝐥 𝐯𝐢𝐚 𝐢𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐈𝐌𝐏.𝐄.𝐓.𝐔.𝐒. 𝐞 𝐥𝐚 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐜𝐨𝐧𝐟𝐞𝐫𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐧𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞

𝑆𝑎𝑡𝑟𝑖𝑎𝑛𝑜 𝑠𝑐𝑟𝑖𝑣𝑒 𝑢𝑛𝑎 𝑝𝑎𝑔𝑖𝑛𝑎 𝑠𝑡𝑜𝑟𝑖𝑐𝑎 𝑑𝑒𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑝𝑟𝑖𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑐𝑜𝑟𝑠𝑜 𝑎𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑡𝑖𝑣𝑜 𝑒 𝑖𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑧𝑖𝑜𝑛𝑎𝑙𝑒: 𝑝𝑒𝑟 𝑙𝑎 𝑝𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑎 𝑖𝑙 𝐶𝑜𝑚𝑢𝑛𝑒 𝑒̀ 𝑐𝑎𝑝𝑜𝑓𝑖𝑙𝑎 𝑑𝑖 𝑢𝑛 𝑝𝑟𝑜𝑔𝑒𝑡𝑡𝑜 𝑒𝑢𝑟𝑜𝑝𝑒𝑜 𝑓𝑖𝑛𝑎𝑛𝑧𝑖𝑎𝑡𝑜 𝑐𝑜𝑛 𝑓𝑜𝑛𝑑𝑖 𝑎 𝑔𝑒𝑠𝑡𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑑𝑖𝑟𝑒𝑡𝑡𝑎.

Un risultato di grande prestigio che segna ufficialmente l’avvio di un percorso strutturato di internazionalizzazione, avviato dall’Amministrazione comunale già da due anni e oggi in piena espansione. Con entusiasmo e orgoglio, il Comune di Satriano inaugura il progetto IMP.E.T.U.S. – IMProving European Togetherness and Unifying Spirit, finanziato dal programma CERV (Citizens, Equality, Rights and Values), dando vita al Town Twinning Event e alla 1ª Conferenza Internazionale, in programma il 26 e 27 marzo 2026, dalle ore 09:00 alle 17:00. Un appuntamento che rappresenta molto più di un evento: è l’espressione concreta di un nuovo impeto internazionale che proietta Satriano al centro di una rete europea fatta di cooperazione, dialogo e visione condivisa. Per l’occasione, Satriano accoglierà delegazioni ufficiali provenienti da Polonia e Lituania, in rappresentanza di due partner strategici del progetto: il Comune di Gnojnik (Polonia) e l’organizzazione Aktivistai, con sede a Kaunas, seconda città più popolosa della Lituania e già Capitale Europea della Cultura 2022. Con il Comune di Gnojnik si avvierà un percorso destinato a culminare nella formalizzazione di un gemellaggio istituzionale, fondato sulla condivisione dei valori sanciti dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea (Carta di Nizza): solidarietà, inclusione, partecipazione democratica e cittadinanza attiva. La presenza di Aktivistai porterà inoltre un contributo internazionale di grande valore, grazie alla sua esperienza nel coinvolgimento giovanile e nelle dinamiche di innovazione sociale, rafforzando ulteriormente il carattere europeo e partecipativo dell’iniziativa. Il progetto IMP.E.T.U.S. mira infatti a rafforzare l’identità europea, promuovere l’impegno civico dei giovani e contrastare lo spopolamento dei piccoli centri, dimostrando come anche le comunità locali possano diventare protagoniste attive nel costruire il futuro dell’Europa. Lo slogan dell’evento – “Let’s make small villages more international” – sintetizza perfettamente la visione dell’Amministrazione: trasformare Satriano in un punto di riferimento europeo, capace di attrarre, accogliere e generare opportunità attraverso relazioni internazionali solide e durature. Con questo progetto, Satriano non si limita più a guardare all’Europa, ma entra con determinazione e impeto nella sua costruzione, diventando esempio concreto di come anche i piccoli comuni possano guidare processi di crescita, cooperazione e innovazione su scala internazionale.

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Referendum sulla giustizia, vince il No. L’affluenza sfiora il 59%. Meloni “Rispettiamo decisione italiani, occasione persa”. Schlein “Batteremo il centrodestra alle prossime elezioni politiche”

ROMA – Sta per ultimarsi lo spoglio dei voti per il referendum sulla riforma della giustizia. Il No al 53,60%, il Sì al 46,40%. Questa la situazione degli scrutini quando sul sito Eligendo del Viminale sono disponibili i dati di 61.441 sezioni su 61.533. È stata del 58,93% l’affluenza per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia. Questo il dato riferito sul sito del Viminale, quando sono disponibili tutte le 61.533 sezioni relative all’Italia.

MELONI “RISPETTIAMO LA DECISIONE DEI CITTADINI, MA OCCASIONE PERSA”

“Gli italiani hanno deciso. E noi rispettiamo questa decisione. Andremo avanti, come abbiamo sempre fatto, con responsabilità, determinazione e rispetto verso il popolo italiano e verso l’Italia”. Così su X il premier Giorgia Meloni sul referendum. “La sovranità appartiene al popolo, e gli italiani oggi si sono espressi con chiarezza. Il Governo ha fatto quello che aveva promesso, portare avanti una riforma della giustizia che era scritta nel nostro programma elettorale. L’abbiamo sostenuta fino in fondo e poi abbiamo rimesso la scelta ai cittadini. I cittadini hanno deciso e noi come sempre rispettiamo la loro decisione”. La premier ha inoltre postato un video sui social. “Resta chiaramente il rammarico per un’occasione persa di modernizzare l’Italia – prosegue Meloni -, ma questo non cambia il nostro impegno per continuare con serietà e determinazione a lavorare per il bene della nazione e per onorare il mandato che ci è stato affidato. Andremo avanti come abbiamo sempre fatto con responsabilità, con determinazione e soprattutto con rispetto verso l’Italia e verso il suo popolo”.

SCHLEIN “BATTEREMO MELONI ALLE PROSSIME POLITICHE”

“Ci sono più elettori di destra che hanno votato no che non il contrario”. Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, parlando al Nazareno. “E’ stato un No a una riforma sbagliata e annosa, e’ stato in parte un No all’arroganza del governo che voleva cambiare la Costituzione da solo, la Carta è di tutti”. “Oggi c’è stata una grandissima mobilitazione popolare, due giornate straordinarie per la nostra democrazia. Abbiamo vinto, c’è una maggioranza nel paese che ha fermato una riforma sbagliata”, ha aggiunto. “Si tratta di un messaggio anche per noi, gli italiani hanno votato per difendere la Costituzione e chiedono alla politica di attuarla e non di stravolgere gli equilibri. Il nostro impegno proseguirà, insieme alla campagna per il No siamo stati impegnati in una campagna di ascolto e non abbiamo intenzione di smettere. Essere all’altezza delle speranze e dei bisogni delle persone che sono venute oggi a votare è un pezzo di lavoro da fare con le altre forze progressiste”, ha spiegato. “Noi batteremo Meloni alle prossime politiche, è chiaro che questo voto con una affluenza così alta è un messaggio di cui il governo deve tener conto. Per noi le priorità continuano ad essere il potere d’acquisto, i salari, le liste d’attesa. Continueremo a puntellare su questi punti”, ha concluso la segretaria Dem.

CONTE “AVVISO DI SFRATTO AL GOVERNO”
“Ce l’abbiamo fatta! Viva la Costituzione!”. Così su X il presidente del M5S Giuseppe Conte, in merito al referendum sulla giustizia. “Quattro anni di governo, zero riforme. Il voto degli italiani è un segnale politico fortissimo, un avviso di sfratto al governo”, ha aggiunto Conte nel corso di una conferenza stampa sul referendum. “Fino a qualche mese fa tutte le previsioni davano per scontata una robusta vittoria del sì: si apre una nuova primavera politica, dove i cittadini sono protagonisti e vogliono voltare pagina, segnando la richiesta di una politica più attenta ai bisogni delle persone e meno occupata a tutelare i politici dalle inchieste”, ha aggiunto. “Il M5S ha tutto il diritto di interpretare questa nuova stagione da protagonista. Questo è un voto molto politico, ma molti degli argomenti utilizzati da Meloni sono stati menzogneri ed esposti a travisamenti. Si è parlato di maggior efficienza della giustizia e rimedi a errori giudiziari, ma in questo modo – ha aggiunto – si è fatta molta confusione con i messaggi veicolati dalla presidente del Consiglio: in quattro anni questo governo ha fatto zero riforme, i cittadini e le imprese hanno altre urgenze relativamente a lavoro povero, scarsa produzione industriale, un quadro internazionale in cui l’Italia non tocca palla”.

TAJANI “IL NOSTRO LAVORO PER MIGLIORARE L’ITALIA CONTINUA”
“Il popolo sovrano si è espresso, e noi ci inchiniamo alla sua volontà. Si è espresso con un grado molto alto di partecipazione e questa, al di là del risultato, è una grande prova di democrazia. Noi abbiamo fatto tutto il possibile per far comprendere l’importanza di una riforma che avrebbe reso la giustizia più equa e l’Italia più libera. Però gli italiani sono stati di diverso avviso e ne prendiamo atto con il massimo rispetto”. Così in una nota il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “Rimangono da sottolineare comunque due questioni fondamentali. La prima è che per l’attività di governo non cambia nulla – prosegue il segretario di Forza Italia -: lo abbiamo detto per tutta la campagna elettorale, noi abbiamo unicamente chiesto un voto sul merito della riforma, non un voto sull’esecutivo. Il voto sul governo sarà l’anno prossimo alla scadenza della legislatura e allora, non oggi, gli italiani decideranno se abbiamo lavorato bene o male. E di sicuro troveranno ancora una volta insieme Forza Italia con le altre forze del centro-destra. La seconda è che la riforma della giustizia rimane un tema sul tavolo, e non rinunceremo mai ad occuparcene. Durante la campagna per il voto tutti hanno riconosciuto che questa necessità esiste, pur dividendosi sulle soluzioni”.

“Io voglio ringraziare dal profondo del cuore i milioni di cittadini che ci hanno ascoltato, nonostante la complessità tecnica della materia. Non sono voti con un colore politico, sono voti per una giustizia giusta. E noi non lasceremo inascoltata la richiesta che hanno espresso. Ringrazio in particolare le decine di migliaia di volontari, di attivisti di Forza Italia, così come quelli che non hanno tessera di partito, che si sono mobilitati negli ambienti più diversi per il Sì. È stato un impegno civico di straordinario valore, saranno una grande risorsa per il Paese anche in futuro – sottolinea Tajani -. Riconosciamo il risultato negativo, ma il nostro lavoro per cambiare l’Italia continua sulla base del mandato elettorale che abbiamo avuto. Spero che nessuno usi più toni da guerra civile come quelli che abbiamo sentito da alcuni dei nostri avversari in questa campagna referendaria. Vorrei che fosse invece un dialogo pacifico, sereno, attento alle ragioni della controparte. La giustizia è troppo importante per tutti per continuare ad essere materia di una contesa politica inconcludente”.

SALVINI “RIMANIAMO CONVINTI CHE LA GIUSTIZIA DEBBA MIGLIORARE”
“Quando i cittadini si esprimono hanno sempre ragione. Rimaniamo convinti, come milioni di italiani che meritano rispetto e gratitudine, che sia necessario migliorare il sistema della Giustizia. Anche per questo, il governo deve andare avanti con compattezza e determinazione”. Così in una nota il vicepremier e ministro delle Infrastutture e dei Trasporti, Matteo Salvini.

NORDIO “PRENDIAMO ATTO, NON E’ UN VOTO POLITICO”
“Prendo atto con rispetto della decisione del popolo sovrano. Il nostro intendimento era quello di attuare definitivamente il progetto ideato da Giuliano Vassalli con il processo accusatorio e consacrato dall’articolo 111 della Costituzione che definisce il giudice terzo ed imparziale. Abbiamo impiegato tutte le nostre energie per spiegare, in termini accessibili, la complessità di questa riforma. Non è nostra intenzione attribuire o meno a questo voto un significato politico. Ringraziamo la parte dell’elettorato che ci ha dato fiducia e comunque ci consola l’alta partecipazione al voto che conferma la solidità della nostra democrazia”. Così il ministro della Giustizia Carlo Nordio in merito al risultato del referendum.

ANM “UN BEL GIORNO PER IL PAESE, RISULTATO È PUNTO DI PARTENZA”
“Oggi è un bel giorno per il nostro Paese. Non per la magistratura, ma per tutte le cittadine e i cittadini. Questo risultato tuttavia non è un punto di arrivo, ma un punto di partenza. Abbiamo contribuito a preservare l’autonomia e l’indipendenza della giurisdizione, proteggendo la Costituzione. I cittadini hanno democraticamente confermato la bontà delle nostre scelte e delle nostre indicazioni sui problemi reali della giustizia. Ringraziamo tutti coloro che si sono impegnati con noi in questi mesi a difesa della Costituzione”. Così in una nota la Giunta Esecutiva Centrale dell’Associazione Nazionale Magistrati. “La relazione con la società civile ha arricchito la magistratura e sapremo trovare gli strumenti perché questa ricchezza sia condivisa e vada a beneficio di tutto il Paese – prosegue la nota -. Abbiamo assistito a una mobilitazione importante, che nasce dal confronto con la società civile e che si è tradotta in una partecipazione democratica al voto che restituisce un senso di appartenenza alle istituzioni repubblicane che è il modo migliore per festeggiare gli 80 anni del suffragio universale”.

LE ALTRE REAZIONI
“Si esce con un risultato abbastanza definito per il no. Ci rallegriamo comunque per la grande partecipazione al voto. C’è un Paese abbastanza spaccato, non sulla Costituzione. Sulla Costituzione tutti siamo solidali e a favore. La stessa Costituzione prevede dei meccanismi per essere riformata. C’è una spaccatura sul sentimento nei confronti della magistratura. Da domani c’è da rimettere insieme le macerie che questa campagna ha lasciato. L’ordine giudiziario è una colonna portante della nostra società”. Così in conferenza stampa Nicolò Zanon, presidente del Comitato “Sì Riforma”.

“Se questi primi dati saranno confermati occorre dare atto, come è doveroso in democrazia, che la maggioranza del Paese ha bocciato questa riforma costituzionale. Il nostro impegno come comitato per il sì è stato quello di informare i cittadini sul reale contenuto della riforma, per contrastare una formidabile campagna di mistificazione e di disinformazione che, evidentemente, ha dato i suoi frutti. Ciò ha determinato lo snaturamento del confronto referendario in uno scontro politico del tutto estraneo al contenuto della riforma. Resta un fatto molto grave, con il quale il Paese dovrà fare i conti nei prossimi anni: la magistratura si è fatta partito, e ha condotto duramente una battaglia politica con una parte del Paese contro un’altra. Ci vorranno anni, e l’impegno di tutti noi cittadini che coltiviamo e difendiamo l’idea dell’autonomia e dell’indipendenza della magistratura, per rimediare a questo disastro. Esprimiamo la nostra più viva solidarietà e ammirazione per quei magistrati coraggiosi si sono espressi per il sì anche a nome dei tanti loro colleghi che lo hanno certamente fatto senza dirlo”. Lo affermano in una nota congiunta il presidente del Comitato Sì Separa, Gian Domenico Caiazza, e il presidente della Fondazione Einaudi, Giuseppe Benedetto.

“Non è una sconfitta di Forza Italia, il fronte del sì ha abbracciato molto al di là i confini del centrodestra e della maggioranza. Se le opposizioni vogliono iniziare a collaborare evitando di parlare di deriva autoritaria, si può cominciare a ragionare. Per noi non finisce qui, non rinneghiamo nulla”. Così Giorgio Mulè, coordinatore di Fi per la campagna per il sì al referendum, nel corso di un punto stampa nella sala Colletti di Forza Italia. Il capogruppo al Senato di Forza Italia, Maurizio Gasparri, osserva che “si sottovaluta come i referendum confermativi vedono vincere le ragioni nel no. Nel merito la nostra posizione è sempre la stessa, ma sulle dinamiche democratiche e referendarie credo che una riflessione di tipo storica vada fatta. Bisogna tenere conto del voto, ma neppure abbandonare le nostre posizioni”. “La separazione delle carriere era nel programma del 2022 che abbiamo presentato e che i cittadini hanno votato. Non cambierà nulla – afferma il capogruppo di Forza Italia alla Camera, Paolo Barelli – Cercheremo di essere impegnati per fare in modo di presentarci alle politiche del prossimo anno e vincere le elezioni. Auspichiamo che da oggi in poi si possa lavorare con le opposizioni per dare alla giustizia italiana”, ciò di cui ha bisogno.

“Come ampiamente e pubblicamente previsto ha prevalso il No. L’Italia ha una tradizionale propensione a mobilitarsi “contro” che è stata favorita anche da una campagna sbagliata e inutilmente aggressiva della destra che ha determinato una reazione di rigetto del paese che va oltre il merito della riforma. È chiaro che dietro ai numeri di questa partecipazione – comunque straordinaria e positiva, soprattutto di questi tempi – c’è anche un giudizio sulla qualità del governo nell’affrontare i problemi economici, sociali e internazionali. Io credo che la vicinanza, mai smentita, a Trump abbia danneggiato molto Meloni e l’esecutivo. Esiste la necessità di dare rappresentanza a chi vuole che il paese cambi e che oggi si trova intrappolato tra gli opposti estremismi di destra e sinistra”. Così il leader di Azione Carlo Calenda.

– Foto IPA Agency –
(ITALPRESS).

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Interviste SottoTraccia di Davide Mercurio: Francesco Merante, l’artigiano del suono che ha scelto la Calabria

Prosegue il viaggio nel panorama musicale calabrese con Interviste SottoTraccia, la rubrica curata da Davide Mercurio per il collettivo OndaRocK. La trentaseiesima puntata accende i riflettori su una figura che, pur lavorando dietro le quinte, contribuisce ogni giorno a dare forma e profondità alla musica del territorio: Francesco Merante, fonico esperto e fondatore della Black Horse, realtà ormai consolidata nel settore audio. La storia di Merante affonda le radici nell’adolescenza, tra una chitarra, ascolti curiosi e una precoce fascinazione per l’alta fedeltà. Un percorso che sembrava essersi interrotto quando la vita lo aveva portato lontano dalla musica, verso un impiego in ambito contabile. Eppure, come spesso accade nelle storie più autentiche, la passione ha trovato il modo di riaffiorare. La svolta arriva con una scelta coraggiosa: cambiare strada, rimettersi in gioco e inseguire ciò che sentiva davvero suo. Da quella decisione prende forma la Black Horse, un progetto che oggi rappresenta un punto di riferimento per musicisti, band e produzioni del territorio. Un luogo dove tecnica e sensibilità convivono, e dove Merante ha costruito un’identità professionale solida, capace di adattarsi a un settore in continua evoluzione. Il fonico osserva con attenzione le trasformazioni tecnologiche il digitale, che ha democratizzato l’accesso alla produzione, e l’intelligenza artificiale, destinata a ridefinire gli scenari futuri. Ma, nonostante tutto, una convinzione resta centrale: «La musica non può essere sganciata dalle emozioni». Per Merante, il lavoro del fonico è prima di tutto interpretazione. Mixare non significa solo bilanciare frequenze, ma valorizzare l’identità dell’artista, rispettarne il linguaggio e restituire un suono autentico. È un equilibrio delicato, dove la competenza tecnica si intreccia con la capacità di ascoltare, comprendere e tradurre in vibrazioni ciò che l’artista vuole esprimere. La decisione di rimanere in Calabria, e in particolare a Catanzaro, non è un ripiego ma un atto di consapevolezza. Nonostante le difficoltà strutturali, il territorio offre energia creativa e una nuova generazione di talenti: «Ci sono tanti ragazzi con voglia di fare musica», racconta Merante. È in questo ecosistema che la Black Horse si inserisce, contribuendo alla crescita della scena locale e diventando un punto di aggregazione per chi vuole sperimentare, registrare, imparare. Tra le esperienze più significative, Merante cita quella con il collettivo Bruno & The Souldiers, con cui ha condiviso non solo lo studio ma anche il palco. Un rapporto che restituisce il senso più autentico del fare musica: il piacere, prima di tutto. Dall’intervista emerge anche un messaggio rivolto ai più giovani che desiderano intraprendere questo percorso. Merante invita a coltivare impegno e responsabilità, solide competenze tecniche, capacità di gestione e soprattutto cuore. Solo così è possibile costruire qualcosa di duraturo in un settore che richiede dedizione e continua evoluzione. La trentaseiesima puntata di Interviste SottoTraccia conferma la forza di un format capace di raccontare il “dietro le quinte” della musica, dando voce a chi lavora lontano dai riflettori ma contribuisce ogni giorno a far vibrare il suono. Storie come quella di Francesco Merante ricordano che la musica non è solo ciò che si ascolta, ma anche ciò che accade prima che una nota arrivi alle nostre orecchie.
Carmela Commodaro

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