Al Marca una serata di arte e identità con la presentazione del libro di Gianpiero Taverniti

La seconda presentazione regionale del nuovo libro di Gianpiero Taverniti, “Raccontando la Calabria – Il viaggio continua…”, non poteva trovare cornice più suggestiva del MARCA, museo che da sempre custodisce e valorizza bellezze artistiche di autori diversi e sensibilità molteplici. Una scelta naturale, quasi inevitabile, per un testo che racconta una terra incredibile e complessa, capace di affascinare chiunque la osservi con occhi sinceri. L’evento è stato inserito all’interno della mostra “Luci residue: Tracce d’Eternità”, ideata e curata dall’eclettica Tea Mancuso. Con la sua passione contagiosa, l’organizzatrice è riuscita a creare una sinergia rara, riunendo otto artisti di grande valore che dal 7 al 28 marzo espongono le loro opere in un percorso immersivo e vibrante. Gli otto artisti presenti hanno offerto un viaggio nell’arte contemporanea che si intreccia perfettamente con il viaggio narrativo di Taverniti. Rosaspina, con le sue opere in Fiber Art, ha portato un intreccio di colore, precisione e contemporaneità. Gino Mazzoleni ha proposto una pittura dell’inconscio, una spirituale laicità della luce che racconta cadute e rinascite. Luigi Verrino ha dato forma alla materia con una scultura che oscilla tra sacro e assoluto. Maria Teresa Sorbara ha ribadito la forza simbolica della scultura, declinata nelle sue molteplici espressioni. Anna Rita Aprile ha evocato la memoria, trasformandola in pittura poetica e intima. Maria Mancuso ha mostrato l’anima primordiale della materia, plasmata in forme che sembrano respirare. Giovanni Duro ha offerto paesaggi interiori costruiti attraverso geometrie sensibili. Arcangelo Pugliese ha suggellato il percorso con una scultura che diventa resistenza civile e identitaria, un sigillo potente e necessario. Un vero “mare di bello”, come è stato definito, dove le opere dialogano con le pagine del libro di Taverniti, entrambe impegnate a raccontare la Calabria nelle sue infinite sfumature. La presentazione del volume è stata partecipata e intensa. Si è parlato di personaggi, tradizioni, identità: tutto ciò che la Calabria custodisce nel suo “cavò” del cuore, un forziere che ognuno di noi può aprire con la propria combinazione personale, lasciandosi sorprendere da ciò che contiene. Emblematica la scelta della melagrana come immagine di copertina, opera del pittore borgese Giuseppe Rocca: un frutto che, nella sua metafora, rappresenta i tanti chicchi che compongono le dolci ricchezze della Calabria. La serata ha aperto lo sguardo verso un futuro migliore, fondato sulla conoscenza e sul rispetto della propria terra, affinché possa essere “cullata” nella sua evoluzione dignitosa. In una domenica segnata anche dal referendum costituzionale, il MARCA ha saputo accogliere e stupire, confermandosi cassaforte artistica della città. Presente anche la fotografa Giovanna Mangialardi, che con il suo sguardo attento ha immortalato i momenti più significativi dell’evento. Nel finale, Taverniti ha voluto dedicare un omaggio agli emigranti collegati in diretta, recitando una poesia in vernacolo per ricordare che i calabresi più autentici sono spesso quelli lontani, quelli che ancora parlano il dialetto puro, privo di influenze italiane o inglesismi. La conduzione della serata è stata affidata al giornalista stalettese Salvatore Condito, che con professionalità e onestà ha saputo guidare un dialogo piacevole e ricco di spunti con l’autore. Il viaggio di “Raccontando la Calabria – Il viaggio continua…” proseguirà ora nelle altre province della regione, dopo aver già toccato Cosenza, nel borgo di Verbicaro, e dopo aver vissuto nel capoluogo una serata densa di “preziosi umani e culturali”. Un ringraziamento doveroso va a tutti i partecipanti, protagonisti di un incontro che ha unito arte, identità e memoria in un’unica, luminosa narrazione.
Carmela Commodaro
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