Anas a seguito del completamento degli interventi di ammodernamento, riapre oggi al traffico la galleria ‘Sansinato’, lungo la Strada Statale 280 ‘Dei Due Mari, nel territorio comunale di Catanzaro. All’evento hanno preso parte il sottosegretario al Ministero dell’Interno Wanda Ferro, il prefetto di Catanzaro Castrese De Rosa, il vicepresidente della Regione Calabria Filippo Mancuso, il presidente della Provincia di Catanzaro Mario Amedeo Mormile, il sindaco di Catanzaro Nicola Fiorita, il responsabile della Struttura Territoriale Calabria Luigi Mupo, il responsabile Area Gestione Rete Anas Domenico Curcio e i responsabili dell’impresa Valori Scarl.l e delle Forze dell’Ordine. L’intervento, per un investimento complessivo di 14 milioni di euro, ha consentito la completa riqualificazione della galleria sotto il profilo strutturale e impiantistico, restituendo alla viabilità un’importante infrastruttura di accesso alla città Capoluogo totalmente risanata e ammodernata. I lavori, nel dettaglio, hanno riguardato l’adeguamento strutturale della galleria, il rinnovo degli impianti tecnologici e il potenziamento degli standard di sicurezza, con benefici significativi per la circolazione stradale e il comfort di guida. Con la conclusione dei lavori viene ripristinata la piena funzionalità della galleria ‘Sansinato’, a beneficio della mobilità locale e dei collegamenti strategici lungo l’asse della SS280 ‘Dei Due Mari’.
Il Codacons interviene al fianco dei tifosi del Catanzaro esclusi dalla finale playoff tra Monza e Catanzaro a causa dei criteri restrittivi applicati alla vendita dei biglietti. Con un’istanza urgente trasmessa alle Autorità competenti, alla Lega Serie B e alla società organizzatrice, gli Avvocati Marco Donzelli e Francesco Di Lieto, raccogliendo il formale appello del Catanzaro Club “Pietro Iemmello” di Roma, hanno chiesto un intervento immediato per evitare che una grande giornata di sport si trasformi in una ingiusta esclusione di massa. Il problema è evidente: migliaia di tifosi giallorossi residenti fuori dalla provincia di Catanzaro — famiglie, studenti, lavoratori, emigrati, sostenitori che da anni seguono la squadra in tutta Italia — sono rimasti fuori dalla possibilità di acquistare un biglietto. Non perché estranei alla comunità catanzarese, ma solo perché residenti altrove. Una scelta che il Codacons considera profondamente irragionevole. Non si può chiedere ai cittadini di rispettare le regole e poi costruire regole che cancellano la loro appartenenza. Non si può dividere una tifoseria con il righello della residenza, come se la passione avesse un codice postale. Il calcio è popolo, appartenenza, partecipazione. Non può diventare una gabbia amministrativa per pochi. Non può accadere che chi vive al Nord, chi lavora fuori, chi studia lontano, chi è emigrato ma continua a portare addosso i colori della propria città, venga trattato come un tifoso di serie B. La restrizione territoriale, così applicata, non risolve il problema della sicurezza. Al contrario, rischia di aggravarlo. Quando una comunità viene lasciata fuori senza una risposta organizzata, il problema non scompare: si sposta fuori dai cancelli, nelle strade, nelle piazze, nei luoghi non presidiati. È esattamente questo che le istituzioni devono evitare. Secondo le informazioni raccolte dai club organizzati, moltissimi tifosi stanno raggiungendo comunque la Lombardia, anche senza biglietto, per stare vicino alla squadra in una giornata storica. Far finta che questo non accada sarebbe un errore. La sicurezza non si garantisce chiudendo gli occhi, ma governando i flussi, creando spazi ordinati, offrendo soluzioni concrete. Per questo il Codacons chiede due interventi immediati. Primo: rimodulare subito i vincoli di residenza per i settori eventualmente ancora disponibili, consentendo ai tifosi del Catanzaro residenti fuori provincia di acquistare i tagliandi rimasti in modo nominativo, tracciato e sicuro. Secondo: predisporre immediatamente maxi-schermi pubblici in aree idonee e controllate, anche nell’area della Città Metropolitana di Milano, per consentire ai tifosi senza biglietto di seguire la partita in un luogo organizzato, evitando concentrazioni spontanee nei pressi dello stadio o in altri spazi non gestiti. Questa vicenda riguarda da un lato la Calabria che parte e dall’altro la Lombardia che accoglie. Migliaia di cittadini si stanno muovendo per vivere una giornata di sport. “Le istituzioni hanno ancora il tempo per scegliere la via del buon senso: più organizzazione, più spazi controllati, più rispetto per una comunità che chiede solo di partecipare in modo civile e sicuro”, dichiarano gli avv.ti Marco Donzelli e Francesco Di Lieto. Il Codacons non chiede privilegi. Chiede regole ragionevoli, sicurezza vera e rispetto per i cittadini. Perché se migliaia di persone sono già in viaggio, la scelta non è tra presenza e assenza. La scelta è tra una presenza organizzata e una presenza abbandonata a sé stessa. La finale Monza-Catanzaro deve essere una festa dello sport, non il simbolo di una tifoseria divisa da un criterio burocratico. Nessuno trasformi una passione popolare in un problema da contenere. I tifosi non sono un’emergenza: sono cittadini, famiglie, lavoratori, ragazzi. Chiedono soltanto di esserci, in sicurezza e nel rispetto delle regole. Chi ama il Catanzaro, ovunque viva, non può essere lasciato fuori.
Le strade provinciali dell’entroterra calabrese raccontano da anni una verità che non ha bisogno di relazioni tecniche: basta percorrerle per capire lo stato reale della manutenzione pubblica. Il Codacons segnala la situazione, con banchine sommerse dalla vegetazione, cunette ostruite, detriti accumulati ai margini della carreggiata, canali di scolo non funzionanti, curve con visibilità ridotta, tratti che alla prima pioggia diventano insidiosi. Non si tratta di episodi isolati, ma di una condizione diffusa, nota a chi quelle strade le vive ogni giorno e confermata dalle ordinanze urgenti emanate da diversi sindaci per tutelare l’incolumità pubblica. Per chi abita nei paesi interni, tutto questo non è solo degrado, ma è una forma quotidiana di mortificazione. Significa uscire di casa sapendo che perfino la strada, il primo collegamento con lavoro, scuola, ospedale, servizi, è diventata il simbolo di un territorio lasciato indietro. Quando anche l’asfalto diventa una sconfitta, non si parla più soltanto di manutenzione, ma di dignità pubblica. In questo quadro, spiega il Codacons, si inserisce l’Avviso pubblicato dalla Provincia il 22 maggio 2026 per la formazione di un elenco di operatori economici cui affidare il servizio di taglio dell’erba sulle strade provinciali, con affidamenti fino a 40 mila euro ciascuno. L’intervento riguarda lo sfalcio della vegetazione e la potatura delle essenze arboree lungo banchine e pertinenze. Nell’Avviso, rileva sempre il Codacons, non compare alcuna previsione specifica per ciò che, in molti tratti, rappresenta il vero pericolo: pulizia delle cunette, rimozione dei detriti, ripristino dei canali di scolo, deflusso delle acque meteoriche. Il rischio è evidente: una manutenzione che si vede, ma non risolve, che ripulisce la superficie lasciando intatte le cause del degrado. Per questo il Codacons ha trasmesso alla Provincia una formale istanza di riesame, rettifica e integrazione dell’Avviso. L’associazione chiede che gli affidamenti vengano completati con le lavorazioni realmente necessarie alla sicurezza. Il vicepresidente nazionale Francesco Di Lieto è chiaro: «Il punto non è contestare il taglio dell’erba, attività utile e necessaria. Ma evitare che l’intervento si fermi all’apparenza. Sfalciare senza liberare le cunette e ripristinare il deflusso delle acque significa lasciare irrisolte le cause concrete del pericolo». Qui emerge una contraddizione che molti cittadini conoscono bene. La Provincia appare solerte e rigorosa quando si tratta di accertare, contestare e riscuotere somme per passi carrabili e accessi lungo le strade provinciali, anche per meri accessi “a raso”, spesso oggetto di contestazioni diffuse. La stessa prontezza, però, sembra attenuarsi quando si tratta di garantire l’ordinaria manutenzione della rete viaria, che è il primo dovere dell’Ente proprietario. L’Amministrazione è rapidissima quando deve chiedere conto ai cittadini. Molto meno quando deve rendere conto dello stato delle proprie strade. Per il Codacons questa frattura non è più sostenibile. Le strade dell’entroterra non sono semplici collegamenti secondari: sono vie di lavoro, scuola, soccorso, assistenza, commercio. Quando vengono lasciate a una manutenzione tardiva e incompleta, non si degrada solo un’infrastruttura: si indebolisce il diritto dei cittadini a muoversi in condizioni dignitose e sicure. E allora non ci si può sorprendere se i territori si svuotano, i giovani vanno via, le attività chiudono, i servizi arretrano, intere comunità finiscono per sentirsi fuori dalla mappa. Il crollo delle aree interne non inizia sempre con un grande evento. Spesso comincia così, con una cunetta mai pulita, una strada mai sistemata, una manutenzione rinviata fino a diventare abbandono. Il Codacons chiede anche una verifica tecnica preventiva dello stato di banchine, cunette, canali di scolo e pertinenze, affinché gli affidamenti non si traducano in interventi generici o incoerenti con le criticità dei singoli tratti. In assenza di un riscontro tempestivo e motivato, o qualora gli affidamenti procedessero senza le necessarie integrazioni, il Codacons si riserva di trasmettere gli atti alla Procura regionale della Corte dei Conti, per valutare eventuali responsabilità nell’impiego di risorse pubbliche per interventi non risolutivi. Di Lieto conclude con una frase che sintetizza l’intera vicenda: «Le strade provinciali non hanno bisogno di interventi che si fermano alla superficie: tagliare l’erba non basta se sotto l’erba restano cunette chiuse, detriti, acqua senza deflusso e pericoli non rimossi. La sicurezza stradale non si misura da ciò che si vede il giorno dopo l’intervento, ma da ciò che viene finalmente risolto». Carmela Commodaro
Il punto è chiaro fin dall’inizio: non è nostalgia, e i Camera 237 non hanno alcuna intenzione di trasformare il loro ritorno in un esercizio di memoria. Domenica 14 giugno 2026, sul palco del Mood Summer al Parco Fluviale Surdo di Commenda di Rende, la storica band calabrese tornerà a eseguire integralmente Inspiration Is Not Here, un disco che negli anni è diventato un piccolo culto del post‑rock underground italiano. Un ritorno che nasce da un’urgenza, da un bisogno collettivo di ritrovare il valore del Live come esperienza emotiva e fisica, condivisa e irripetibile. Quando i Camera 237 parlano di reunion, lo fanno con una lucidità rara: il passato non è un rifugio, ma un punto di ripartenza. Riaprire quella “stanza sospesa nel tempo” che ha dato forma alle loro atmosfere cinematografiche significa rimettere in circolo un linguaggio sonoro che oggi, sorprendentemente, appare ancora attuale. Rimettere mano ai brani di Inspiration Is Not Here ha avuto un effetto inatteso anche per loro: il disco è invecchiato meglio del previsto, al punto da dialogare con molte tendenze contemporanee. Tra tutti, In a Room è il brano che oggi assume un peso emotivo diverso, arricchito dalla maturità e dalla consapevolezza accumulate negli anni. Il ritorno in sala prove non ha richiesto rituali o simbolismi. Dopo pochi secondi della prima sessione, l’interplay era lì, vivo, soltanto da “levigare e oleare”. Un’intesa rimasta intatta sotto la polvere del tempo, riemersa nota dopo nota. Per questa data unica, la band sta lavorando soprattutto sull’impatto sonoro, da sempre elemento centrale della propria identità. Nessun effetto nostalgia, dunque, ma la volontà di costruire un’esperienza immersiva, intensa, fedele allo spirito originario ma affrontata con una nuova consapevolezza. L’aspetto visivo, che in passato ha accompagnato il progetto, potrebbe tornare in futuro. Sul domani, però, i Camera 237 mantengono un riserbo prudente: non dicono troppo, ma lasciano intendere che questa non sarà necessariamente l’ultima apparizione. Per ora tutto ruota attorno a Inspiration Is Not Here, ma qualcosa sembra muoversi dietro le quinte. Ad aprire la serata sarà Al The Coordinator, scelta che conferma la volontà di dare spazio a una profondità sonora coerente con l’atmosfera dell’evento. Parlando della scena attuale, i Camera 237 riconoscono una nuova vitalità nella realtà cittadina e citano tra i progetti più interessanti i Noona, segno che qualcosa si sta muovendo davvero. Ai gruppi emergenti lasciano un consiglio semplice ma fondamentale: perseveranza e pazienza. Il 14 giugno non sarà soltanto un concerto. Sarà il ritorno di una band che ha lasciato un segno profondo nella scena alternativa calabrese e che oggi sceglie di riaccendere quella scintilla senza compromessi. Un varco aperto nel tempo, un luogo in cui certe emozioni erano rimaste sospese e che ora tornano a vibrare, più vive che mai. Carmela Commodaro
Ecco il grande cantiere della memoria: archeologi, università e istituzioni riportano alla luce uno dei più importanti siti fortificati del Mezzogiorno tra ricerca, identità e futuro culturale
FILADELFIA (VV) – 27 MAGGIO 2026 – Una prima campagna di scavi archeologici interesserà il sito di Castelmonardo, nel territorio del Comune di Filadelfia, confermando il crescente rilievo scientifico che il contesto sta assumendo nel panorama degli studi sul popolamento medievale e postmedievale della Calabria. Il progetto nasce dalla collaborazione tra Università degli Studi di Siena, Amministrazione Comunale di Filadelfia, Istituzione Comunale Castelmonardo e Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Reggio Calabria e la Provincia di Vibo Valentia, nell’ambito di un programma di ricerca finalizzato allo studio, alla tutela e alla valorizzazione di uno dei più importanti siti fortificati della regione. La direzione scientifica delle attività è affidata al professor Carlo Citter, mentre la responsabilità operativa dello scavo sarà curata dalla dott.ssa Assunta Campi, responsabile delle operazioni di campo, del coordinamento del team multidisciplinare di professionisti coinvolti e delle attività di comunicazione pubblica e divulgazione scientifica del progetto. La nuova campagna concentrerà le proprie indagini nell’area della rocca, nucleo strategico dell’insediamento, con l’obiettivo di chiarire le dinamiche insediative legate alla prima occupazione del sito e di approfondire i processi di sviluppo dell’abitato fortificato nelle sue fasi iniziali. Le attività di ricerca saranno orientate alla ricostruzione dell’organizzazione degli spazi, delle strutture difensive e delle modalità di controllo territoriale esercitate dal complesso medievale nel contesto dell’area centro-meridionale calabrese. Accanto alle tradizionali metodologie di scavo stratigrafico, il progetto prevede anche l’impiego di strumenti di analisi spaziale e di lettura integrata del paesaggio archeologico, finalizzati allo studio delle relazioni tra la rocca, le aree abitative, i percorsi di collegamento e le principali direttrici di mobilità storica. L’approccio interdisciplinare consentirà di mettere in relazione i dati provenienti dalle indagini sul terreno con le evidenze topografiche e territoriali, offrendo nuove prospettive interpretative sull’evoluzione del sito e sul suo ruolo nel sistema insediativo medievale della Calabria. Particolare attenzione sarà inoltre dedicata alla documentazione digitale delle evidenze archeologiche e all’elaborazione di modelli interpretativi utili alla comprensione delle trasformazioni del paesaggio fortificato nel lungo periodo. In questo senso, Castelmonardo si configura sempre più come un laboratorio di ricerca avanzata capace di integrare archeologia, topografia storica, studio del territorio e valorizzazione culturale. Negli ultimi anni il sito ha progressivamente consolidato la propria centralità all’interno del dibattito scientifico nazionale e internazionale, grazie a una serie di attività di ricerca e approfondimento che hanno contribuito a riportare l’attenzione su un contesto di straordinario interesse storico e archeologico. La nuova campagna rappresenta dunque un ulteriore passo nel percorso di conoscenza e valorizzazione del patrimonio culturale locale, rafforzando il dialogo tra ricerca accademica, istituzioni e comunità. Un ruolo centrale sarà riservato anche alla divulgazione scientifica e al coinvolgimento del pubblico, attraverso attività di comunicazione mirate a rendere accessibili i risultati delle indagini e a promuovere una maggiore consapevolezza del valore storico e identitario di Castelmonardo. L’obiettivo è trasformare lo scavo archeologico non solo in un momento di ricerca specialistica, ma anche in un’occasione di partecipazione culturale e crescita collettiva per il territorio. Dal canto loro il sindaco di Filadelfia Anna Bartucca e il presidente dell’Istituzione Comunale Castelmonardo Giuseppe Serraino esprimono entusiasmo per l’avvio delle nuove attività di ricerca e valorizzazione del sito. «La ripresa degli scavi archeologici nel sito di Castelmonardo – affermano – rappresenta una notizia di grande valore per tutta la nostra comunità. Dopo un lungo periodo di fermo, vedere finalmente ripartire questo importante lavoro ci riempie di soddisfazione e di speranza per il futuro. Castelmonardo è una risorsa straordinaria sotto il profilo storico, culturale e identitario. La ripartenza degli scavi deve diventare un’opportunità concreta per il territorio, capace di generare attenzione, crescita culturale e sviluppo turistico. È un patrimonio che appartiene alla nostra storia e che può contribuire a costruire nuove prospettive per la comunità. Ringraziamo tutti coloro che hanno lavorato affinché si potesse arrivare a questo risultato. Oggi parte un percorso importante che dovrà coinvolgere istituzioni, cittadini e realtà associative, con l’obiettivo di restituire pienamente Castelmonardo al suo territorio e alle future generazioni». Soddisfazione esprime anche Loredana Majolo, direttore dell’Istituzione Comunale Castelmonardo: «Manifesto orgoglio profondo e intensa emozione per l’avvio degli scavi nella rocca di Castelmonardo. Dopo anni di attesa e di procrastinazione, vediamo finalmente questo progetto prendere forma, grazie all’impegno condiviso con l’Amministrazione di Filadelfia, portato avanti con convinzione e determinazione. Castelmonardo è la radice della nostra comunità. Riaprire oggi i cantieri nella sua rocca significa restituire a Filadelfia la sua storia, riattivare un dialogo con il passato e costruire le basi per una nuova stagione di ricaduta culturale, turistica ed economica. Guardiamo al turismo come a un’opportunità concreta per valorizzare il nostro territorio e attirare nuovi visitatori. Ma puntiamo anche sulle scuole e sui giovani: vogliamo coinvolgere studenti e ragazzi in percorsi didattici e laboratori, per far conoscere loro la storia di Castelmonardo e accendere un interesse che resti nel tempo. Ringraziamo il team scientifico dell’Università di Siena per la competenza con cui guiderà questa fase. Per l’Istituzione, questo è un momento di grande soddisfazione e un punto di svolta per l’identità e il futuro del nostro territorio».
La Direzione Regionale dei Vigili del Fuoco per la Calabria, nell’ambito della realizzazione dei progetti del Servizio Civile Universale affidati al Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso Pubblico e della Difesa Civile, compresi nel bando emanato dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento delle Politiche Giovanili e del Servizio Civile Universale, ha organizzato una serie di incontri educativi ed informativi nell’ambito territoriale della provincia di Catanzaro. La finalità dei progetti è quella di coinvolgere le comunità calabresi nella promozione e diffusione delle conoscenze fondamentali sui rischi del territorio e sulle buone pratiche di autoprotezione. In data 13/05/2026 si è svolto un evento formativo presso il Liceo Scientifico Statale “Galileo Galilei” di Lamezia Terme; evento, rivolto agli alunni di alcune classi, è stato introdotto dal Direttore Regionale dei Vigili del Fuoco, Ing. Maurizio Lucia, che ha evidenziato l’importanza della prevenzione sia nella lotta agli incendi boschivi che in ordine alla sicurezza nei locali di pubblico spettacolo e negli istituti scolastici. Ha preso parte all’incontro anche il Primo Dirigente Antincendio Boschivo dott. Daniele Tittoni, in servizio presso la Direzione Regionale VV.F. Calabria e responsabile dell’Ufficio Interregionale per il Servizio Antincendio Boschivo della macroarea Sicilia-Calabria-Basilicata. Il convegno, organizzato grazie alla collaborazione del Dirigente Scolastico, Prof.ssa Antonella Cerra, e del personale docente dell’Istituto, ha visto coinvolte le Operatrici Volontarie del Servizio Civile Universale in servizio presso la Direzione Regionale VV.F. Calabria che, coadiuvate dai funzionari della suddetta Direzione, hanno presentato dei lavori sulle succitate tematiche introdotte dal Direttore Regionale. Analogo evento è stato svolto in data 20/05/2026 presso l’I.I.S. Vittorio Emanuele II di Catanzaro, alla presenza del Dirigente Superiore Ing. Davide Pozzi, Dirigente del Soccorso Pubblico e della Colonna Mobile Regionale, con la collaborazione del Dirigente Scolastico, dott.ssa Rita Elia e del personale scolastico. Un ulteriore incontro è stato organizzato con il Comune di Olivadi (CZ) in data 22/05/2026, con la partecipazione del Sindaco, Nicola Malta, tenutosi presso il locale plesso scolastico “Vincenzo Aiello”, sede distaccata dell’Istituto Comprensivo “Corrado Alvaro” di Chiaravalle, a cui hanno attivamente partecipato cittadini e studenti. È utile significare che possono partecipare al Servizio Civile Universale tutti i giovani tra i 18 e i 28 anni (29 non compiuti) di età che abbiano la cittadinanza italiana o di una degli altri Stati membri dell’Unione Europea o di un Paese extra Unione Europea, purché regolarmente soggiornanti in Italia. Gli operatori volontari del servizio civile che avranno completato il percorso senza demerito avranno diritto ad accedere ad una quota di riserva del 15 % nei concorsi pubblici, anche nei ruoli dei Vigili del fuoco.
È dotata di spazi più ampi e luminosi, parcheggi adeguati, migliore accessibilità e una progressiva implementazione dei servizi sanitari. È la nuova Casa della Comunità di Squillace, la struttura che sostituisce il vecchio Polo sanitario e che diventerà il punto di riferimento per la salute dei cittadini di Squillace e dei comuni limitrofi. L’avvio delle attività è già iniziato con le visite fisiatriche, i prelievi di sangue e i servizi amministrativi, secondo un modello di trasferimento graduale pensato per garantire continuità assistenziale. L’inaugurazione ufficiale è fissata per lunedì 1 giugno alle ore 11. Nella nuova struttura saranno operativi gli ambulatori di cardiologia, con diagnostica avanzata, chirurgia generale, dermatologia, geriatria, medicina fisica e riabilitativa, ortopedia e traumatologia, diabetologia-endocrinologia e urologia. Tutti gli ambulatori saranno dotati di un ecografo di ultima generazione, mentre nei prossimi giorni è previsto anche il trasferimento della Neuropsichiatria infantile. L’ultimo tassello del nuovo presidio sarà la dialisi, che troverà posto nella Casa della Comunità dopo la revisione del progetto iniziale da parte dell’Asp, che in un primo momento ne aveva previsto il mantenimento nella sede attuale. La Casa della Comunità ospiterà l’AFT di medici di medicina generale, guardia medica e l’ambulatorio infermieristico. Si tratta di un modello che punta a rendere la struttura un punto di riferimento per tutti i bisogni di salute: fragilità, cronicità, prevenzione, educazione sanitaria e informazione ai cittadini, ad esempio sui corretti comportamenti alimentari per adulti e bambini. Lo sviluppo delle Case della Comunità rientra nella visione dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, che punta a costruire una rete composta da Case della Comunità, Ospedali di Comunità, AFT di medicina generale e Postazioni di guardia medica. Una filiera assistenziale coordinata dal Distretto, con il coinvolgimento pieno degli Enti del Terzo settore per favorire l’integrazione socio-sanitaria e superare il modello centrato esclusivamente sull’ospedale. La gestione della struttura sarà affidata alla dottoressa Carmen Mercurio, nuova direttrice, chiamata a guidare un percorso innovativo che richiede un approccio proattivo da parte di tutto il personale sanitario. La sua esperienza ospedaliera rappresenta un valore aggiunto per accompagnare il territorio in questa trasformazione. La Casa della Comunità era pronta già dallo scorso autunno, ma l’avvio delle attività è stato rallentato da complesse problematiche legate alla fornitura di energia elettrica, con competenze divise tra ENEL ed Heracomm. L’intervento della Regione Calabria è stato decisivo per superare le criticità e consentire l’attivazione del presidio. Carmela Commodaro
Catanzaro – Spazi ampi e luminosi, parcheggi e accessibilità migliorata, oltre ad una progressiva implementazione dei servizi alla popolazione. E’ la nuova Casa della Comunità di Squillace, che sostituisce il vecchio Polo sanitario e sarà il punto di riferimento della salute delle Comunità di Squillace e dei Comuni limitrofi; per dare continuità ai servizi si è scelto un trasferimento progressivo delle attività al via da questa mattina con le visite fisiatriche ed i prelievi di sangue, oltre alle attività di natura amministrativa. Linaugurazione della struttura avverrà lunedì prossimo 1 giugno alle ore 11.
Presso la Casa della Comunità saranno operativi gli ambulatori di Cardiologia, Chirurgia Generale, Dermatologia, Geriatria, Medicina Fisica e Riabilitativa, Ortopedia e Traumatologia, Diabetologia/Endocrinologia ed Urologia, dotati di ecografo di ultima generazione; nei prossimi giorni si trasferirà anche la Neuropsichiatria infantileLultimo tassello di questo nuovo presidio sanitario sarà la dialisi, che sarà ubicata nella nuova struttura poiché lAsp ha superato il progetto iniziale che la escludeva, lasciandola nella collocazione attuale.
La Casa della Comunità è per definizione presidio di cure primarie; per questo ospita una Aggregazione Funzionale Territoriale (AFT) di medici di medicina generale, la Guardia medica ed un ambulatorio infermieristico.
Con lavvio delle Case della Comunità si stanno implementando anche altre soluzioni innovative per rendere le nuove strutture un autentico punto di riferimento per tutti i bisogni di salute del territorio, incluse fragilità, cronicità, prevenzione e linformazione della cittadinanza, ad esempio sui comportamenti consapevoli in tema di alimentazione di adulti e bambini.
Lo sviluppo di questo modello, che caratterizzerà tutti i presidi territoriali dellAzienda Sanitaria Provinciale di Catanzaro, vedrà il coinvolgimento pieno degli Enti del Terzo settore per favorire la migliore integrazione socio sanitaria e suggellare unalleanza per la salute che appare imprescindibile per affrontare con successo le sfide connesse con il superamento del modello di cura incentrato sullospedale. La visione aziendale si declina quindi in una rete di Case della Comunità, Ospedali della Comunità, AFT di medicina generale e postazioni di guardia medica che rappresenteranno la filiera assistenziale di un Distretto, al quale è in capo il coordinamento di tutte le attività.
In questo percorso sarà ancora più importante il ruolo del personale, chiamato a unazione proattiva per agevolare la piena aderenza allinnovazione; questa è la sfida che attende la Dottoressa Carmen Mercurio, neo direttrice della Struttura che porterà sul territorio la sua esperienza ospedaliera.
Lapertura della struttura di Squillace è anche il risultato di uno sforzo sinergico rilevante: lopera era già pronta dallo scorso autunno, ma lavvio delle attività era impeditoda complesse problematiche relative alla fornitura di energia elettrica in capo, separatamente, a ENEL ed Heracomm; lintervento della Regione è stato decisivo per superare queste criticità.
Alla scoperta del Cammino di Cassiodoro, con tre giornate, 27, 28 e 29 maggio, che trasformano il territorio tra Catanzaro, Borgia, Squillace e Stalettì in un laboratorio a cielo aperto di archeologia, spiritualità e paesaggio. Un viaggio che unisce comunità e storia, riportando al centro la figura di Cassiodoro, padre della cultura occidentale e custode dell’identità scolacense. Il percorso è guidato dal team di archeologi coordinato dal prof. Domenico Benoci, presidente dell’Istituto di Studi su Cassiodoro e sul Medioevo in Calabria, con sede a Squillace. Il gruppo è impegnato nel Vivarium Project, un programma di ricerca che mira a ricostruire la topografia dell’antica diocesi di Scolacium e a valorizzare i “luoghi cassiodorei”, cuore della storia culturale calabrese. Il progetto nasce dalla sinergia tra Pontificio Istituto di Archeologia Cristiana, Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace, Soprintendenza ABAP CZ-KR, Associazione Cassiodoro il Grande e i Comuni di Catanzaro, Borgia, Squillace, Stalettì. Un’alleanza istituzionale che punta a trasformare il Cammino di Cassiodoro in un modello di turismo culturale e spirituale. Mercoledì, visita al borgo antico di Squillace; giovedì, al parco archeologico di Scolacium e a Stalettì. Venerdì, ultima tappa dedicata alla natura e all’archeologia, sul sentiero del torrente Alessi, visita al vecchio mulino di Squillace e all’area archeologica del Vivarium Project nella Villa romana di Fondo Ceraso. Ci sarà, quindi, la presentazione ufficiale del Cammino di Cassiodoro, moderata dalla giornalista Paola Rivetta (Tg5). Previsti i saluti del prof. Benoci e dell’arcivescovo mons. Claudio Maniago. Interventi su comunità, territorio e innovazione a cura di Donatella Monteverdi, assessore alla Cultura di Catanzaro, Valerio Rositani, co-founder AppyPilgrim, e dei sindaci di Borgia, Stalettì e Squillace, rispettivamente Elisabeth Sacco, Mario Gentile ed Enzo Zofrea. Poi gli interventi sul tema “Il turismo spirituale come motore strategico e di sviluppo”, di Marziale Battaglia, presidente GAL Serre Calabresi, Violina Hristova, vicepresidente Associazione Stampa Estera, Sebastiano Sterpa, giornalista Tg5 e Cosimo Carmelo Caridi, dirigente Dipartimento Turismo della Regione Calabria. Le conclusioni saranno affidate al vicepresidente della Giunta regionale Filippo Mancuso. Un percorso che non è solo turismo, ma un modo per restituire valore ai territori e generare nuove opportunità per la Calabria. Carmela Commodaro