Le strade provinciali come specchio del territorio. Il Codacons diffida la Provincia

Le strade provinciali dell’entroterra calabrese raccontano da anni una verità che non ha bisogno di relazioni tecniche: basta percorrerle per capire lo stato reale della manutenzione pubblica. Il Codacons segnala la situazione, con banchine sommerse dalla vegetazione, cunette ostruite, detriti accumulati ai margini della carreggiata, canali di scolo non funzionanti, curve con visibilità ridotta, tratti che alla prima pioggia diventano insidiosi. Non si tratta di episodi isolati, ma di una condizione diffusa, nota a chi quelle strade le vive ogni giorno e confermata dalle ordinanze urgenti emanate da diversi sindaci per tutelare l’incolumità pubblica. Per chi abita nei paesi interni, tutto questo non è solo degrado, ma è una forma quotidiana di mortificazione. Significa uscire di casa sapendo che perfino la strada, il primo collegamento con lavoro, scuola, ospedale, servizi, è diventata il simbolo di un territorio lasciato indietro. Quando anche l’asfalto diventa una sconfitta, non si parla più soltanto di manutenzione, ma di dignità pubblica. In questo quadro, spiega il Codacons, si inserisce l’Avviso pubblicato dalla Provincia il 22 maggio 2026 per la formazione di un elenco di operatori economici cui affidare il servizio di taglio dell’erba sulle strade provinciali, con affidamenti fino a 40 mila euro ciascuno. L’intervento riguarda lo sfalcio della vegetazione e la potatura delle essenze arboree lungo banchine e pertinenze. Nell’Avviso, rileva sempre il Codacons, non compare alcuna previsione specifica per ciò che, in molti tratti, rappresenta il vero pericolo: pulizia delle cunette, rimozione dei detriti, ripristino dei canali di scolo, deflusso delle acque meteoriche. Il rischio è evidente: una manutenzione che si vede, ma non risolve, che ripulisce la superficie lasciando intatte le cause del degrado. Per questo il Codacons ha trasmesso alla Provincia una formale istanza di riesame, rettifica e integrazione dell’Avviso. L’associazione chiede che gli affidamenti vengano completati con le lavorazioni realmente necessarie alla sicurezza. Il vicepresidente nazionale Francesco Di Lieto è chiaro: «Il punto non è contestare il taglio dell’erba, attività utile e necessaria. Ma evitare che l’intervento si fermi all’apparenza. Sfalciare senza liberare le cunette e ripristinare il deflusso delle acque significa lasciare irrisolte le cause concrete del pericolo». Qui emerge una contraddizione che molti cittadini conoscono bene. La Provincia appare solerte e rigorosa quando si tratta di accertare, contestare e riscuotere somme per passi carrabili e accessi lungo le strade provinciali, anche per meri accessi “a raso”, spesso oggetto di contestazioni diffuse. La stessa prontezza, però, sembra attenuarsi quando si tratta di garantire l’ordinaria manutenzione della rete viaria, che è il primo dovere dell’Ente proprietario. L’Amministrazione è rapidissima quando deve chiedere conto ai cittadini. Molto meno quando deve rendere conto dello stato delle proprie strade. Per il Codacons questa frattura non è più sostenibile. Le strade dell’entroterra non sono semplici collegamenti secondari: sono vie di lavoro, scuola, soccorso, assistenza, commercio. Quando vengono lasciate a una manutenzione tardiva e incompleta, non si degrada solo un’infrastruttura: si indebolisce il diritto dei cittadini a muoversi in condizioni dignitose e sicure. E allora non ci si può sorprendere se i territori si svuotano, i giovani vanno via, le attività chiudono, i servizi arretrano, intere comunità finiscono per sentirsi fuori dalla mappa. Il crollo delle aree interne non inizia sempre con un grande evento. Spesso comincia così, con una cunetta mai pulita, una strada mai sistemata, una manutenzione rinviata fino a diventare abbandono. Il Codacons chiede anche una verifica tecnica preventiva dello stato di banchine, cunette, canali di scolo e pertinenze, affinché gli affidamenti non si traducano in interventi generici o incoerenti con le criticità dei singoli tratti. In assenza di un riscontro tempestivo e motivato, o qualora gli affidamenti procedessero senza le necessarie integrazioni, il Codacons si riserva di trasmettere gli atti alla Procura regionale della Corte dei Conti, per valutare eventuali responsabilità nell’impiego di risorse pubbliche per interventi non risolutivi. Di Lieto conclude con una frase che sintetizza l’intera vicenda: «Le strade provinciali non hanno bisogno di interventi che si fermano alla superficie: tagliare l’erba non basta se sotto l’erba restano cunette chiuse, detriti, acqua senza deflusso e pericoli non rimossi. La sicurezza stradale non si misura da ciò che si vede il giorno dopo l’intervento, ma da ciò che viene finalmente risolto».
Carmela Commodaro

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