Nella spianata principale del Castello Normanno di Squillace la comicità calabrese ha ritrovato uno dei suoi protagonisti più amati e iconici. In occasione della II edizione della “Rassegna Culturale Maestro Giacinto Cuccunato”, il palcoscenico, sabato 8 agosto, è stato tutto per Enzo Colacino e il suo celebre spettacolo “Parrandu Parrandu”. Enzo Colacino rappresenta per Catanzaro e per l’intera Calabria ben più di un comico, in quanto è una vera e propria maschera contemporanea, un custode del vernacolo, dei modi di dire e della memoria collettiva. Attraverso lo strumento fluido e colorato del dialetto, Colacino trasforma il quotidiano in epica comica, portando in scena i vezzi, le contraddizioni, le manie e la calorosa filosofia di vita della gente del posto. Il titolo dello show, “Parrandu parrandu” (“Parlando parlando”), chiarisce subito l’impostazione dello spettacolo, cioè un dialogo intimo, diretto e travolgente con la platea. Senza ricorrere mai a una comicità volgare o fine a sé stessa, l’artista costruisce un racconto affettuoso che spazia dalle macchiette di quartiere ai ricordi della Catanzaro di un tempo, mettendo a confronto l’autenticità del passato con le nevrosi e i cambiamenti della società contemporanea. Ciò che rende la satira di Colacino unica è la sua capacità di far ridere tutti, dai più anziani alle nuove generazioni, offrendo sempre un secondo livello di lettura. Tra una battuta fulminea e un aneddoto di vita quotidiana, emerge una profonda riflessione sull’importanza del legame con le proprie radici e sulla salvaguardia dell’identità culturale locale di fronte all’omologazione moderna. L’evento, organizzato dall’associazione Accussì Aps, con l’introduzione del presidente Sardo Bruzzese, in collaborazione con l’associazione Zefiro e sostenuto da importanti patrocini come il Comune di Squillace, l’Università della Calabria e I Giardini di Hera, ha dimostrato come la cultura popolare possa essere anche un forte veicolo di coesione e solidarietà. Nel corso della serata, infatti, il pubblico ha avuto l’opportunità, anche tramite il banchetto solidale, sempre presente durante tutta la rassegna, di sostenere attivamente la ricerca contro la distrofia muscolare e le malattie oncologiche, unendo la leggerezza del sorriso a una causa di alto valore umano. Unire l’incanto di una fortezza millenaria come il Castello di Squillace, l’impegno sociale e l’inconfondibile arguzia di Enzo Colacino conferma ancora una volta quanto la Calabria sappia attingere al proprio patrimonio artistico e umano per regalare serate che riscaldano il cuore e arricchiscono lo spirito. Carmela Commodaro
I Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro, Distaccamento di Soverato, sono intervenuti sulla SS106, in prossimità dello svincolo per la località Pietragrande, per un grave incidente stradale che ha coinvolto una Fiat Panda, un’Audi e una motocicletta. Nel sinistro ha perso la vita il conducente della Fiat Panda, mentre tre persone sono rimaste ferite. L’intervento dei Vigili del Fuoco è stato finalizzato alla messa in sicurezza dello scenario incidentale e al soccorso delle persone coinvolte. In collaborazione con il personale sanitario del SUEM 118, i feriti sono stati immobilizzati e affidati alle cure dei sanitari, che hanno provveduto al successivo trasferimento presso una struttura ospedaliera. I Vigili del Fuoco hanno inoltre provveduto alla messa in sicurezza dei veicoli coinvolti e dell’area interessata dall’incidente. Per consentire le operazioni di soccorso e i successivi adempimenti, il tratto di SS106 interessato è stato temporaneamente chiuso al traffico in entrambe le direzioni di marcia. Sul posto presente i carabinieri per gli adempimenti di competenza e per i rilievi finalizzati alla ricostruzione della dinamica dell’incidente.
Squillace ha celebrato l’eccellenza con una serata che ha saputo unire orgoglio, comunità e visione. In piazza Duomo, nel centro storico, si è svolta la prima edizione del Premio “Città di Squillace”, iniziativa voluta dall’amministrazione comunale per rendere omaggio a quelle personalità che, attraverso il proprio impegno, contribuiscono a valorizzare la Calabria e a proiettarla oltre i suoi confini. Il riconoscimento è stato assegnato a Floriano Noto, presidente del Catanzaro calcio e vicepresidente nazionale della Lega Serie B, figura che negli ultimi anni ha accompagnato la crescita del club giallorosso con una visione manageriale capace di riportare entusiasmo, risultati e centralità sportiva. La scelta di Noto non è soltanto un tributo al dirigente, ma anche al progetto che ha rilanciato il Catanzaro nel panorama calcistico nazionale. Le motivazioni, lette dall’assessore al turismo Natascia Mellace, hanno sottolineato la capacità del presidente di condurre la squadra dalle serie inferiori ai vertici della Serie B, facendo sognare migliaia di tifosi e costruendo una società solida, ambiziosa e pronta a nuovi traguardi. Il premio, una preziosa targa artistica raffigurante il castello di Squillace, realizzata dal maestro orafo Michele Affidato, ha aggiunto ulteriore prestigio alla serata, trasformando il riconoscimento in un simbolo di appartenenza e gratitudine. La consigliera delegata all’istruzione Daniela Lioi ha letto un messaggio dello stesso Affidato, impossibilitato a partecipare ma presente con la sua arte. La manifestazione, curata e condotta dal giornalista Oldani Mesoraca, ha visto anche la partecipazione dei calciatori Ruggero Frosinini e Alejo Garnica, ai quali sono state consegnate due opere in ceramica artistica, segno di un legame profondo tra la squadra e il territorio. Nel dialogo con Mesoraca, Noto ha ripercorso la cavalcata della scorsa stagione, culminata nella sfiorata promozione in Serie A, definendo l’acquisizione della società come un atto d’amore verso la città. Ha poi evidenziato la necessità di investire nelle strutture, unico tassello mancante in un progetto che oggi può contare su profili societari solidi e competenti. Sul fronte tecnico, Noto ha indicato con chiarezza la strategia: completare la squadra con due o tre innesti di categoria, profili pronti a elevare il livello della rosa a disposizione di Giorgio Gorgone, e successivamente intervenire sulle uscite per evitare un organico troppo ampio. Il sindaco Enzo Zofrea, consegnando il premio, ha definito Noto un grande imprenditore e un grande presidente, capace di riportare il Catanzaro nel calcio che conta grazie a serietà, competenza e visione. La serata si è conclusa con il concerto di Sherrita Duran, accompagnata dai “Pop & Funk”, e con un lungo applauso della comunità, che ha riconosciuto nel premio non solo un omaggio al merito, ma anche un messaggio di fiducia e di identità. Squillace ha celebrato le eccellenze e, nel farlo, ha raccontato la Calabria che cresce, che sogna e che sa riconoscere chi la rappresenta con orgoglio.
Dalla Chiesa alle vie del paese fino alla Villa Comunale: una serata itinerante ha accompagnato la nascita della nuova realtà musicale. E l’Agosto Palermitese conferma la forza di un programma costruito insieme. PALERMITI – Palermiti continua a vivere un agosto vivace, intenso e partecipato, confermando la forza di una comunità che sa riconoscersi nei momenti di autentica cultura e condivisione. Nella serata del 7 agosto, il paese ha accolto l’inaugurazione del Gruppo Musicale “Maria SS. della Luce”, iniziativa promossa dall’Associazione Musicale Palermiti (A.M.P.) che ha coinvolto la cittadinanza in un percorso itinerante iniziato nel cuore della tradizione e proseguito lungo le vie del borgo. La banda ha infatti aperto la serata con un omaggio alla Madonna nella Chiesa Matrice, un momento carico di simboli e identità, per poi muoversi in corteo attraverso le strade del paese, accompagnata da un pubblico che ha seguito con partecipazione e curiosità ogni tappa del percorso. Un evento vissuto “in movimento”, che ha trasformato Palermiti in un palcoscenico diffuso, dove la musica ha incontrato la comunità nei suoi luoghi più familiari. La Villa Comunale ha ospitato la parte conclusiva dell’iniziativa, dedicata alla presentazione ufficiale dell’associazione e dell’organico del nuovo gruppo musicale. Qui, in un clima raccolto e attento — comprensibilmente più contenuto dopo ore di cammino e musica — sono stati illustrati la storia, la visione e gli obiettivi dell’A.M.P., confermando la solidità di un progetto che nasce da lontano e che oggi trova finalmente forma. A novembre del 2025 è nata l’A.M.P., Associazione Musicale Palermiti, realtà no profit all’interno della quale prende vita il Gruppo Musicale “Maria SS. della Luce”, destinato a portare il nome di Palermiti nel mondo della musica bandistica. L’idea è di Maurizio Tavano, presidente dell’associazione, musicista che ha iniziato a studiare a soli dieci anni e che, dopo una lunga pausa, ha ritrovato in età adulta la passione per gli strumenti e per le bande musicali. Nel suo percorso ha suonato nelle bande di Olivadi e Cortale e ha avuto l’opportunità di condividere l’esperienza musicale con il maestro Franco Salime, sassofonista di prestigio che ha collaborato, tra gli altri, con Ennio Morricone. Da questa passione ritrovata è maturata l’idea di dare vita a una banda musicale che portasse il nome di Palermiti, superando anche le difficoltà legate alle dimensioni ridotte del paese attraverso il coinvolgimento di musicisti provenienti dai centri vicini. Un progetto che guarda già al futuro: tra gli obiettivi dell’A.M.P. c’è infatti l’avvio di corsi musicali rivolti a bambini, ragazzi e adulti, per consentire a chiunque abbia voglia di avvicinarsi alla musica di imparare a suonare uno strumento e, in prospettiva, entrare a far parte del gruppo. Alcuni musicisti hanno già intrapreso questo percorso: Faustino Fontanella al sax tenore, Sergio Tripodi al sax contralto, Vito Notaro al clarinetto, Salvatore Aiello al flauto traverso e Claudio Vagnato alle percussioni. Nell’organico del Gruppo Musicale “Maria SS. della Luce” figurano inoltre il maestro collaboratore Igor Gullà, il vice maestro professor Piero Costa, il capo banda amministrativo Giuseppe De Fazio e il capo banda artistico Stefano De Stefani. Il programma dell’Agosto Palermitese, “promosso e patrocinato” dall’Amministrazione comunale insieme alle numerose associazioni locali, sta mostrando una delle sue caratteristiche più significative: la capacità di valorizzare esperienze differenti all’interno di un progetto unitario. Ogni appuntamento, dalle attività sportive alle sagre, dalle presentazioni di libri agli eventi musicali, contribuisce a costruire un calendario riconoscibile e condiviso. Anche gli eventi nati autonomamente o presentati da terzi come presunti ed estemporanei “apripista” trovano la loro naturale collocazione all’interno di un agosto che, nella sua struttura originaria e ben prima dell’estate, aveva già definito un percorso culturale chiaro. La vivacità di un borgo non si misura con iniziative improvvisate né con tentativi di intestarsi primogeniture, ma con la capacità di riconoscere e rispettare un progetto comune. La cultura non cerca protagonismi: unisce. E quando istituzioni, associazioni e cittadini concorrono, ciascuno nel proprio ruolo, alla costruzione di un cammino collettivo, il risultato appartiene alla comunità intera. Senza necessità di inutili confronti o rincorse ai commenti, i fatti e la partecipazione itinerante raccontano un’estate intensa, vissuta e armoniosa, in cui gli eventi si susseguono e il pubblico risponde con una presenza autentica, distribuita e coinvolta. L’inaugurazione del Gruppo Musicale “Maria SS. della Luce” ha mostrato ancora una volta che Palermiti sta vivendo un momento di straordinaria energia collettiva. La serata di ieri lo ha confermato: la partecipazione dà forza, Palermiti cresce quando la comunità c’è e le istituzioni tracciano la rotta. È così che il paese continua a progredire, mettendo insieme esperienze, competenze e sensibilità diverse all’interno di un mosaico unitario che sta accompagnando i cittadini verso uno degli Agosti più ricchi, partecipati e memorabili degli ultimi anni. Maria Luisa Iezzi
L’incontro quasi casuale con Giovanni Sgrò in una palestra di Soverato diventa il punto di partenza per riscoprire la storia di un calabrese che ha attraversato couture, Milano, Canada e Stati Uniti fino ai vertici della moda internazionale
A volte le storie più interessanti non si incontrano negli uffici stampa, nelle première o dietro le quinte di una sfilata. Si incontrano in palestra.
È successo a Giovanni Sgrò, nella “sua” Flex Gym di Soverato. Tra una serie di esercizi e l’altra, in uno di quei luoghi dove le persone si presentano senza troppi apparati, riconosce dopo anni Daniele Lombardo. Un volto del passato, un ragazzo partito dalla stessa città. Qualche parola, i ricordi, le domande inevitabili su ciò che è accaduto nel frattempo.
Ed è proprio quel “nel frattempo” a trasformare una stretta di mano in una scoperta.
Perché il ragazzo di Soverato, nel frattempo, è diventato uno dei professionisti calabresi che hanno raggiunto i livelli più alti della moda internazionale. Ha lavorato tra Europa e Nord America, ha vissuto per un decennio negli Stati Uniti e nel continente americano, ha ricoperto incarichi creativi di primo piano e oggi porta la sua visione dentro Just Cavalli, con l’obiettivo dichiarato di rafforzarne un’identità autonoma e contemporanea.
Una carriera che, guardandola da Soverato, sembra svilupparsi su una distanza enorme. Lombardo, invece, quella distanza quasi la cancella con poche parole.
«Qui è casa. È dove sono nato e cresciuto. Tutto è partito da qui e sarà per sempre così».
Ed è probabilmente questa la chiave più interessante della sua storia: non quella di chi fugge dalla provincia per dimenticarla, ma di chi parte, attraversa il mondo e continua a riconoscere il proprio punto zero.
Il geometra diventato designer
La moda, curiosamente, non era nei programmi.
A Soverato Lombardo sceglie inizialmente gli studi da geometra. Oggi racconta quella decisione sorridendo, come un piccolo errore di interpretazione della propria vocazione.
«Ho fatto il geometra per “errore”. Avevo confuso il disegno in generale, che amo, con il disegno tecnico, parte fondamentale di un istituto tecnico, che invece non digerivo molto bene».
Ma proprio il disegno era già l’indizio.
L’arte, racconta, non è qualcosa che abbia scoperto improvvisamente: «Credo sia nata e cresciuta insieme a me, passo dopo passo. Ho sempre disegnato e creato».
La moda arriva dopo. E arriva grazie all’intuizione del padre.
Lombardo lo descrive come una persona «apertissima per i tempi», capace, nella Calabria di allora, di immaginare per il figlio un percorso professionale molto meno convenzionale di quelli considerati sicuri.
Dopo le superiori gli suggerisce di frequentare una scuola di moda.
È una svolta.
Lombardo studia all’Istituto Mediterranea del Design di Catanzaro, orientando finalmente quel talento per il disegno verso la progettazione di moda, e successivamente completa la formazione con un master all’Istituto Marangoni di Milano, che definisce senza esitazioni «la Mecca della moda a livello italiano e mondiale».
Fino ai diciotto anni quel mondo era stato quasi sconosciuto. Pochi anni dopo sarebbe diventato la sua vita.
La telefonata di Renato Balestra
Nelle carriere importanti esiste spesso un momento che, riletto a posteriori, appare come il punto in cui tutto cambia.
Per Lombardo ha un nome preciso: Renato Balestra.
«Il primo vero passo è stata la chiamata di Renato Balestra, maestro assoluto della couture a quei tempi. Mi offrì uno stage nel suo studio, dove poi sono rimasto tre anni, assunto come designer».
Non una semplice esperienza professionale, ma l’ingresso in una concezione della moda fatta ancora di atelier, costruzione dell’abito, artigianalità, immaginazione.
«In quel mondo e in quella moda fatta di sogni che era la couture parte la mia avventura».
Da quel momento la geografia si allarga.
Milano. L’Europa. Il Canada. Gli Stati Uniti. New York, Los Angeles. Nel curriculum entrano importanti aziende internazionali e anche una lunga esperienza come Creative Director di Buffalo David Bitton in Canada, prima dell’approdo all’universo Cavalli.
La stampa internazionale si accorge del suo lavoro. Maxim, raccontando il rilancio di Just Cavalli, lo presenta come il creativo chiamato a costruire per il marchio una personalità più riconoscibile, non semplicemente quella di una linea giovane legata al nome Roberto Cavalli, ma un’identità capace di parlare il linguaggio dello streetwear contemporaneo e del nuovo lusso.
Da Soverato al mercato globale, dunque.
Ma Lombardo evita la retorica della strada spianata.
L’ambizione, prima nemica e poi alleata
Quando gli si chiede quali ostacoli abbia incontrato, non indica una città difficile, un’azienda, una porta chiusa.
Indica se stesso.
O meglio, l’ambizione.
«Non ho mai considerato gli ostacoli nel mondo del lavoro. L’unico mio nemico nella crescita è stato poi l’arma che si è rivelata il mio successo: l’ambizione».
Da giovane, spiega, desiderare continuamente qualcosa di più gli impediva di riconoscere il valore dei piccoli avanzamenti.
«Volevo di più e per questo reagivo e sceglievo sbagliando. Con il tempo ho capito che tutti quei piccoli passi e quegli errori mi servivano come il pane. Era il tempo che mi stava formando e plasmando in quello che sono oggi».
L’ambizione non è scomparsa. È stata educata.
«Ho ancora la stessa ambizione, ma oggi riesco a gestirla e dominarla. Ci vogliono sacrifici per raggiungere le vette più alte e dietro ogni successo c’è una lunga strada piena di ostacoli».
È forse la parte meno patinata e più interessante del racconto di un uomo che lavora in un settore costruito anche sull’immagine: dietro il risultato visibile esiste un accumulo invisibile di tentativi, errori, spostamenti e decisioni.
Just Cavalli e la regola dell’identità
Oggi una delle parole che Lombardo utilizza più volentieri parlando di moda è identità.
In un sistema che cambia rapidamente, inseguendo tendenze che nascono e scompaiono nel giro di una stagione — ormai talvolta di poche settimane — considera pericoloso trasformare un marchio in un semplice inseguitore del mercato.
«Ogni brand di successo deve avere dei valori chiari. L’identità è uno di questi. Nella moda che cambia continuamente inseguendo i trend, il vero successo è restare fedeli all’identità creata per il proprio brand».
Poi un secondo principio: «Il team vince sul singolo».
Un’affermazione significativa in un settore che ha costruito per decenni il mito dello stilista-star. Dietro il direttore creativo, sottolinea invece Lombardo, c’è necessariamente una squadra.
Identità, lavoro collettivo e, aggiunge, «decisioni facili e coerenti».
Just Cavalli resta un marchio particolarmente forte sul mercato italiano, ma la direzione è quella dell’internazionalizzazione. Lombardo conosce bene entrambe le sponde dell’Atlantico e considera ancora il Made in Italy un capitale straordinario.
America e Russia continuano a mostrare una forte attrazione per i grandi marchi italiani, ma, osserva, il prestigio dell’Italia rimane globale.
Un patrimonio, tuttavia, che non può essere considerato acquisito per sempre.
«La Francia è già sopra di noi, la Cina corre»
Alla domanda sulla leadership italiana, Lombardo non ricorre all’autocompiacimento.
«Siamo ancora a un buon livello, ma se non ci attrezziamo la Francia è già sopra di noi. La Cina cresce più rapidamente del previsto e l’America porta innovazione con nuovi brand giovani».
C’è poi il problema produttivo.
Il peso dei costi sta progressivamente spostando quote di produzione verso Portogallo e Turchia, oltre ai grandi poli manifatturieri di Cina, India e Bangladesh.
La sfida, dunque, non riguarda soltanto lo stile. Riguarda materiali, tecnologia, organizzazione industriale, capacità di innovare.
E inevitabilmente riguarda anche l’intelligenza artificiale.
Moda e intelligenza artificiale: il cambiamento è appena cominciato
Su questo terreno Lombardo distingue nettamente l’uso popolare dell’IA da quello che sta avvenendo dentro le imprese.
La sua formulazione è volutamente provocatoria:
«Per ora l’AI è solo un giocattolo usato per lo più per cose stupide dalla maggior parte delle persone».
Ma la seconda parte del ragionamento è molto più seria.
«Nelle aziende, invece, questi sistemi stanno già prendendo il posto dell’uomo e il futuro credo sarà caratterizzato da un cambiamento sociale molto impattante nel lavoro e nel rapporto uomo-macchina».
È una distinzione importante: mentre nel dibattito pubblico l’intelligenza artificiale viene spesso percepita attraverso immagini, chatbot o applicazioni curiose, nelle filiere produttive sta già modificando processi, tempi e ruoli professionali.
Anche per un’industria creativa come la moda, quindi, la questione non è più domandarsi se la tecnologia arriverà. È capire come cambierà il lavoro creativo quando sarà pienamente integrata nei processi industriali.
Il corpo come parte della disciplina creativa
Poi la conversazione ritorna nel luogo in cui era cominciata: la palestra di Soverato.
Il fisico allenato, i tatuaggi, l’attenzione evidente all’immagine personale potrebbero apparire semplicemente coerenti con il mondo professionale di Lombardo.
Per lui rappresentano qualcosa di più.
«Amare se stessi e prendersi cura della propria immagine, della salute personale e delle proprie energie è una formula per il successo».
Sport e bodybuilding diventano così parte di una disciplina più ampia.
«Non è soltanto un biglietto da visita, ma una vibrazione che trasmetti agli altri prima ancora della tua stretta di mano».
Ed è curioso che proprio una stretta di mano, quella con Giovanni Sgrò, abbia permesso di riaprire questa storia.
Perché nell’uomo incontrato in palestra a Soverato convivono mondi apparentemente lontanissimi: il ragazzo che disegnava, lo studente che aveva scoperto di non amare il disegno tecnico, il figlio incoraggiato da un padre lungimirante, l’apprendista di Renato Balestra, il designer emigrato, il manager creativo che ha conosciuto l’America e il professionista chiamato oggi a ripensare l’identità di un grande marchio italiano.
E poi c’è ancora Soverato.
Il mare, gli amici, la palestra, i ricordi dell’infanzia.
Non uno sfondo nostalgico da recuperare quando si torna in vacanza. Piuttosto un punto fermo dentro una biografia costruita sul movimento.
«Sono un sognatore, Gianni»
Alla fine Giovanni Sgrò gli domanda che cosa sogni adesso Daniele Lombardo.
Una domanda quasi inevitabile per qualcuno arrivato così lontano.
La risposta, però, non contiene una posizione aziendale, una città o un prossimo traguardo.
«Io sono un sognatore, Gianni. Non ho mai smesso di farlo e mi lascio sempre sorprendere e trasportare dai sogni. È un processo naturale e di crescita. Sogno sempre il meglio».
Forse è questo il punto in cui la distanza tra Soverato e le capitali della moda diventa improvvisamente molto più breve.
Perché prima delle maison, delle collezioni, dei mercati internazionali e delle direzioni creative c’è stato un ragazzo che disegnava in Calabria senza sapere ancora dove quel gesto lo avrebbe portato.
Ha attraversato molti luoghi, ma non ha cambiato il luogo da cui racconta di essere partito.
E per salutare sceglie una formula antica, quasi in contrasto con un’industria ossessionata dal prossimo trend, e proprio per questo perfettamente coerente con tutta la sua storia:
Per l’evento La Notte Azzurra nelle giornate di lunedì 17, martedì 18 e mercoledì 19 agosto 2026, nella Piazza San Francesco di Paola di Montepaone, il palco ospiterà musica dal vivo tra cantanti e tribute band. La Notte Azzurra svela finalmente il suo cast artistico musicale. Il litorale ionico ospiterà non solo le eccellenze del pescato dello Ionio, ma anche spettacoli a cielo aperto. Il programma musicale è stato scelto per intrattenere il pubblico di tutte le età, creando una colonna sonora ideale per accompagnare le degustazioni dei numerosi stand gastronomici. Di seguito il programma ufficiale delle tre serate: Ad aprire la manifestazione, nella serata del 17 agosto ci saranno i Faberi, tribute band del cantautore ligure Fabrizio De André, che porterà in scena lo spettacolo musicale “Questa di Fabrizio è una storia vera”, con l’intento di portare il pubblico in un viaggio tra musica e memoria. Successivamente, durante la notte del 18 agosto si esibirà la tribute band di Mango nel progetto musicale “Raccontando Mango”, guidato dalla voce di Filippo Nicolino, che farà rivivere la poesia e i grandi successi del cantautore lucano. Nella serata conclusiva del 19 agosto sarà la volta di Corinne Barone, frontwoman del gruppo Corinne & The band, che intratterrà il pubblico con musica dal vivo e un vasto repertorio delle hit italiane e internazionali più amate. Tre appuntamenti con l’intrattenimento musicale dal vivo e di qualità. Tutti gli spettacoli sono a ingresso gratuito. Gli aggiornamenti in tempo reale e ulteriori dettagli verranno rilasciati nei prossimi giorni sul sito ufficiale dell’evento notteazzurra.it e sulle pagine social ufficiali.
Un tragico incidente avvenuto lungo la Strada Statale 106 ha spezzato la vita di Francesco Garito, conosciuto e apprezzato da tutti con lo pseudonimo artistico di “Ciccio Kimico”. La notizia si è diffusa rapidamente, lasciando nello sconforto e nel dolore amici, conoscenti e quanti ne apprezzavano le qualità umane e artistiche. La SS106 si conferma ancora una volta teatro di una drammatica perdita che lascia un vuoto incolmabile nella comunità. I soci,i collaboratori, e tutta la redazione di Soverato uno tv Si stringono con rispetto e profondo dolore intorno alla famiglia di Francesco Garito in questo momento di immenso sofferenza, esprimendo le più sentite e sincere condoglianze.
A Palazzo Mazza un talk denso di prospettive, moderato da Andrea Perrotta. Dal valore delle competenze umane alla necessità di una “via europea” all’IA: al centro del dibattito l’idea della tecnologia come strumento potente, ma da governare con cultura, intenzionalità e consapevolezza
L’intelligenza artificiale può essere uno strumento straordinariamente utile, capace di accelerare processi, ampliare possibilità creative e modificare profondamente il rapporto tra persone, professioni e tecnologia. Ma resta uno strumento della tecnica: non un sostituto dell’esperienza umana, delle competenze, dell’intenzione e della responsabilità di chi la utilizza. È stata questa, nelle sue diverse declinazioni, una delle idee più nette emerse dal talk “Arte contemporanea, mestieri e intelligenza artificiale”, ospitato nella suggestiva cornice di Palazzo Mazza, a Borgia, e moderato da Andrea Perrotta, esperto di Cultura e Innovazione. Un confronto tutt’altro che celebrativo nei confronti dell’IA e, allo stesso tempo, distante dalle letture apocalittiche che spesso accompagnano il dibattito pubblico. A dialogare sono stati Massimo Sirelli, artista, Francesco Pungitore, giornalista ed esperto di intelligenza artificiale, Gilda Rita Lifrieri, presidente Aidia Catanzaro e ingegnere civile e ambientale, e Salvatore Venuto, attore, direttore artistico e regista di Graecalis. Prospettive differenti, dunque, ma accomunate da un punto essenziale: prima di stabilire cosa la macchina possa fare “al posto” dell’uomo, occorre capire come l’uomo sceglie di utilizzarla.
Lifrieri: «Giudicare l’IA a partire dall’esperienza concreta»
Gilda Rita Lifrieri ha portato nel confronto il punto di vista di chi incontra l’intelligenza artificiale anche all’interno dei processi professionali. Il suo intervento ha evidenziato soprattutto la capacità di questi strumenti di velocizzare attività, supportare il lavoro e alleggerire alcuni passaggi operativi, restituendo tempo a funzioni a maggiore valore aggiunto.
Da qui anche l’invito a evitare una rappresentazione dell’IA costruita esclusivamente attraverso racconti, timori o entusiasmi provenienti dall’esterno. La comprensione più utile, secondo Lifrieri, nasce dall’utilizzo concreto, dalla sperimentazione e dalla capacità di misurare sul campo opportunità e limiti della tecnologia.
Un approccio pragmatico che riporta il dibattito dal terreno delle suggestioni a quello delle pratiche reali.
Venuto: la differenza continueranno a farla le competenze umane
Sul valore irriducibile delle capacità personali si è concentrato invece Salvatore Venuto. L’IA può entrare nei processi creativi, organizzativi e produttivi, ma non elimina ciò che distingue una competenza maturata nel tempo: esperienza, sensibilità, capacità interpretativa, conoscenza del contesto.
È proprio questo patrimonio umano, secondo Venuto, a continuare a fare la differenza anche in un ambiente tecnologicamente avanzato.
Una considerazione particolarmente significativa nel campo artistico, dove l’esecuzione di un compito non coincide necessariamente con la costruzione di senso. Una macchina può contribuire alla produzione di un contenuto; altra cosa è l’esperienza culturale e personale dalla quale quel contenuto prende forma.
Sirelli: senza una guida umana il rischio è l’appiattimento
Un passaggio centrale del confronto è arrivato da Massimo Sirelli, che ha affrontato la questione dal punto di vista della produzione artistica e dei linguaggi contemporanei.
Il rischio individuato dall’artista è quello di un progressivo appiattimento dei contenuti generati artificialmente quando l’interazione con la macchina viene ridotta a una richiesta generica, priva di ricerca, contaminazione e intenzionalità.
Anche nell’uso dell’IA generativa, dunque, il risultato dipende dalla qualità della guida umana. Il prompt non è semplicemente un comando tecnico: può diventare il luogo nel quale entrano conoscenza, riferimenti culturali, immaginazione e capacità di costruire relazioni tra elementi apparentemente distanti.
Quando questa mediazione manca, la potenza generativa rischia di produrre quantità senza vera differenza, variazioni formalmente efficaci ma culturalmente omogenee.
Pungitore: dalla téchne alla necessità di una via europea all’IA
Francesco Pungitore ha allargato la riflessione riportandola innanzitutto a una parola antica: téchne.
Nel mondo greco arte, mestiere, capacità produttiva e sapere tecnico non erano ancora dimensioni separate secondo le categorie moderne. Tornare a quella radice consente oggi di guardare all’intelligenza artificiale evitando una contrapposizione troppo semplice tra uomo e macchina.
Il problema, in questa prospettiva, non è stabilire se la tecnica debba entrare nella produzione culturale e creativa: la storia dell’uomo è già una storia di tecniche. La questione decisiva riguarda piuttosto il modo in cui esse vengono comprese, governate e inserite nell’esperienza umana.
Pungitore ha quindi spostato il confronto sul terreno delle visioni del futuro, sottolineando la necessità di costruire una vera via europea ai modelli di intelligenza artificiale. Una prospettiva nella quale l’Europa non si limiti a regolamentare tecnologie sviluppate altrove, ma sappia investire in ricerca, infrastrutture, modelli, competenze e capacità industriale, portando nello sviluppo tecnologico anche la propria tradizione culturale e giuridica.
Infine, il rapporto tra IA e creatività: l’intelligenza artificiale può essere contemporaneamente strumento e nuovo spazio creativo, un ambiente nel quale sperimentare linguaggi e ampliare possibilità espressive. Ma la sua presenza non rende superfluo l’essere umano. Al contrario, rende ancora più importante la qualità della sua intenzione.
L’IA non possiede infatti, nello stesso senso dell’uomo, un’esperienza fisica e biografica del mondo: può elaborare rappresentazioni, correlazioni e forme, mentre significato, responsabilità e progetto continuano a dipendere dal soggetto che la utilizza.
Palazzo Mazza, quando anche il luogo diventa parte del discorso
A rendere particolarmente riuscita la serata è stata anche la cornice di Palazzo Mazza, spazio nel quale arte contemporanea, storia e progettazione culturale riescono a convivere senza trasformarsi in semplice scenografia.
La qualità dell’organizzazione e della moderazione di Andrea Perrotta ha dato al confronto ritmo e profondità, consentendo alle diverse competenze presenti di dialogare realmente, senza trasformare il talk in una sequenza di interventi separati.
A fare da ulteriore elemento di connessione con il tema è stata la mostra di Massimo Sirelli, capace di mettere in relazione materia, memoria, oggetti, trasformazione e linguaggi contemporanei.
Un risultato reso possibile anche dalla visione dell’Amministrazione comunale di Borgia, che con la valorizzazione di Palazzo Mazza mostra come un luogo culturale possa essere qualcosa di più di un contenitore per eventi: può diventare una piattaforma permanente di confronto tra discipline, generazioni e idee.
È forse proprio questo il messaggio più interessante lasciato dalla serata: di fronte all’intelligenza artificiale non serve scegliere tra entusiasmo e paura. Serve cultura della tecnica. Perché la domanda decisiva non è più se utilizzeremo l’IA. La stiamo già utilizzando. La domanda è quale umanità sapremo portare dentro il suo utilizzo.
I ringraziamenti del presidente regionale Copagri Francesco Macrì e dei produttori del settore all’assessore Gianluca Gallo Lo strumento di promozione dell’extravergine di qualità
A seguito delle pressanti sollecitazioni, da parte dell’assessore regionale all’ Agricoltura Gianluca Gallo, delle organizzazioni di Produttori del settore Olivicolo e del presidente della Confederazione Produttori Agricoli della Calabria Francesco Macrì, è stata rinviata, a data da destinarsi, l’assemblea ordinaria e le votazioni per il rinnovo delle cariche al Consorzio di Tutela e Valorizzazione dell’Olio di Calabria Igp. “La nuova data di convocazione – informa il Consorzio – sarà comunicata con successivo avviso, non appena saranno definite le modalità organizzative e gli adempimenti necessari. Seguiranno pertanto ulteriori aggiornamenti con l’indicazione del giorno, dell’orario e delle modalità di svolgimento dell’Assemblea”. Immediati i ringraziamenti dei produttori all’assessore Gallo: “Siamo venuti a conoscenza del rinvio della data dell’assemblea ordinaria del Consorzio IGP Olio di Calabria, prevista per il 7 agosto 2026 e riprogrammata a data da destinarsi. Siamo sicuri che questa richiesta, nata come espressione delle scriventi OP Olivicole, non sarebbe giunta a tale esito senza il suo diretto e personale intervento. Per tale motivo le siamo particolarmente grati. Questo momento della vita sociale del Consorzio coincide con un periodo di particolare crisi del settore olivicolo Calabrese e Nazionale, e quindi riteniamo che un maggiore coinvolgimento nelle attività del Consorzio degli olivicoltori potrebbe essere uno spunto ed un punto di partenza, verso il rilancio dell’intero comparto. Confermiamo la piena disponibilità nel portare avanti tali iniziative ritenendo che il Consorzio sia un patrimonio dell’intera Regione, e un prezioso strumento di promozione dell’olio extravergine di oliva di qualità. In attesa di un prossimo incontro, nel breve periodo, per individuare un percorso condiviso per il raggiungimento di obiettivi comuni porgiamo nuovamente i nostri ringraziamenti”. Copagri regionale presieduta da Francesco Macrì aveva ritenuto fin da subito “assolutamente necessario rinviare l’assemblea ordinaria e le votazioni”, insieme alle organizzazioni dei produttori olivicoli. La pressante richiesta era stata ripresa dall’assessore Gianluca Gallo che ha scritto al Consorzio ed al Masaf (Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste) dopo le criticità segnalate dalle Organizzazioni dei produttori: “Servono trasparenza e massima partecipazione a tutela della rappresentatività del settore”. Con la lettera, l’assessorato regionale all’Agricoltura aveva quindi invitato il Consorzio di Tutela e Valorizzazione dell’Olio di Calabria Igp a rinviare l’assemblea ordinaria e le votazioni per il rinnovo delle cariche previste per il 7 agosto. In precedenza si erano riunite le Organizzazioni di Produttori del settore Olivicolo Acoprol; Apounasco; A.O.C.; ASPROL; C.V.O.; Calabria Olivicola; Olivolio per discutere sulle difficoltà commerciali incontrate dai produttori olivicoli negli ultimi mesi, e per un approfondimento sullo scenario economico finanziario in cui versa il settore olivicolo Regionale e Nazionale. In considerazione dell’importanza strategica ricoperta dal marchio IGP Calabria, per il rilancio dell’intero settore, e vista la necessità di una maggiore rappresentanza dei produttori olivicoli all’interno del Consorzio – secondo i produttori – appare indispensabile ottenere dei chiarimenti e delle delucidazioni, da parte degli Amministratori del suddetto Consorzio, in merito alle modalità di voto previste per l’approvazione del bilancio e il rinnovo delle cariche sociali, visti tra l’altro i tempi stringenti dettati dalla imminente assemblea dei soci del Consorzio IGP, ed in considerazione dell’ultimo decreto Ministeriale n° 264637 del 03/06/2026. Per tale motivo le organizzazioni dei produttori chiedono formalmente il rinvio dell’Assemblea ordinaria prevista per giorno 7 agosto 2026, dando la possibilità in tempi consoni a tutti i soci iscritti di poter ottemperare ai propri doveri (ad esempio pagare le quote sociali, etc.) ed essere in grado di poter partecipare attivamente alla vita del Consorzio, prima della data fissata per l’assemblea. Per lo stesso motivo, cioè per far partecipare maggiormente produttori alle attività del Consorzio, si chiede di poter consultare l’elenco ufficiale Soci del Consorzio di tutela IGP Olio di Calabria. Infine chiedono di chiarire il ruolo degli intermediari nella vita assembleare del consorzio, per esempio se abbiano o meno diritto al voto. Il presidente della Confederazione Produttori Agricoli della Calabria, Francesco Macrì, aveva sottolineato con forza la necessità di questo rinvio di assemblea. Rinvio accordato, ecco perché il presidente Macrì ringrazia l’assessore all’agricoltura della Regione Calabria, Gianluca Gallo, “per il suo determinante intervento e per la sua preziosa, costante e incisiva attenzione alle criticità di un compatto così delicato e imprescindibile, per lo sviluppo economico dell’intera Calabria”.
I Vigili del Fuoco del Comando di Catanzaro, Distaccamento di Soverato, sono intervenuti sulla SS106, in prossimità dello svincolo per la località Pietragrande, per un grave incidente stradale che ha coinvolto una Fiat Panda, un’Audi e una motocicletta. Nel sinistro ha perso la vita il conducente della Fiat Panda, mentre tre persone sono rimaste ferite. L’intervento dei Vigili del Fuoco è stato finalizzato alla messa in sicurezza dello scenario incidentale e al soccorso delle persone coinvolte. In collaborazione con il personale sanitario del SUEM 118, i feriti sono stati immobilizzati e affidati alle cure dei sanitari, che hanno provveduto al successivo trasferimento presso una struttura ospedaliera. I Vigili del Fuoco hanno inoltre provveduto alla messa in sicurezza dei veicoli coinvolti e dell’area interessata dall’incidente. Per consentire le operazioni di soccorso e i successivi adempimenti, il tratto di SS106 interessato è stato temporaneamente chiuso al traffico in entrambe le direzioni di marcia. Sul posto presente i carabinieri per gli adempimenti di competenza e per i rilievi finalizzati alla ricostruzione della dinamica dell’incidente.