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Riace: incontro con Mimmo Lucano sull’europeizzazione del “Modello Riace”

Il sindaco di Riace e parlamentare europeo Mimmo Lucano ha incontrato domenica scorsa un gruppo di attivisti e di persone impegnate, ognuno nel proprio territorio, sul tema del “modello Riace” da esportare in Europa. I convenuti provenivano da varie province calabresi e dalla Sicilia; molte le persone collegate online. Il tavolo dei relatori era composto da Sasà Albanese, Peppino Lavorato e Mimmo Lucano. «Questo incontro – ha detto Albanese in apertura – serve come confronto per capire quello che Mimmo Lucano sta facendo come parlamentare europeo; è un modo anche per raccogliere sollecitazioni e contributi da parte dei territori che hanno condiviso questo percorso con Lucano e per capire come ricostruire una storia che non è solo quella di Riace. L’idea è nata per riprendere il filo conduttore che un po’ si è rallentato per diverse vicende che sono accadute». «La sentenza della Cassazione – ha aggiunto – rappresenta una vittoria di tutti noi. Un grazie va agli avvocati, ad Andrea Daqua, qui presente, a tutti coloro che hanno affiancato e sostenuto Mimmo. Grazie soprattutto a Mimmo che ha avuto la forza e il coraggio di resistere, quel coraggio che ancora gli viene richiesto perché sembra che non vogliano rinunciare a tenerlo sopra la graticola. Mi riferisco alla telefonata della Prefettura, annunciata dalla stampa, per informarlo che quello di Riace forse sarà inserito nella lista dei comuni che devono decadere per la legge Severino in riferimento al residuo della pena di 18 mesi nella sentenza nei confronti di Lucano. Nella sentenza è stato stabilito definitivamente che la storia di Riace non è stata una storia criminale, non c’è stata concussione, non c’era associazione a delinquere, non ci sono stati favoreggiamenti all’immigrazione clandestina. Questa sentenza ha spazzato via tutto il fango e la melma buttata addosso a Mimmo e il modello di Riace, ma nonostante l’assoluzione, la narrazione di alcuni giornali di destra e i disumani di questo Paese continuano a gettare fango». Albanese ha rilevato ancora che è necessario «costruire un’alternativa di sinistra a queste destre. Un’alternativa che possa abbracciare i tanti problemi dei nostri territori, la sanità soprattutto, la viabilità che presenta grandi criticità. Noi non siamo un partito, ma siamo un gruppo di personalità coinvolte nel sociale con delle sensibilità diverse e intorno alla vicenda di Mimmo si è creato un collettivo». Mimmo Lucano poi ha ringraziato tutti i presenti. «Mi aspetto da questo incontro che non è ufficiale né di partito – ha affermato – contributi da tutti voi. Quante volte abbiamo avuto incontri qui che poi hanno avuto la capacità di influenzare collaborazioni anche fuori Riace? Il senso di questo incontro richiama quello di Roma del 30 gennaio in cui si è parlato di “europeizzare il modello Riace” con esperti del settore per promuovere l’accoglienza, l’inclusione dei migranti, la rivitalizzazione delle aeree interne e fragili, riaffermare il diritto universale a migrare-immigrare, e tutti i diritti umani, in alternativa a queste destre e ai loro muri». Secondo Lucano, c’è l’ambizione di costruire un dibattito politico e portare in ambito europeo la proposta dell’accoglienza dei borghi abbandonati. «Una proposta potente – ha rimarcato – che si confronti con la chiusura della destra che propone deportazioni in Albania e lager libici. Noi dobbiamo presentare al Parlamento europeo una legge che si rifà al modello Riace, dove la dimensione umana diventa protagonista di scambio e umanità, dove ci si sente utili per gli altri, dove esiste ancora un’empatia verso lo straniero. Noi dobbiamo essere alternativa alla genetica della destra che porta all’odio razziale, per le diversità, per i migranti, per i più deboli. Il mandante della storia di Riace sono i memorandum ai tempi di Gentiloni e Minniti che fecero accordi disumani con la Libia e le mafie libiche. Riace subisce la persecuzione perché ribaltava la narrazione dell’invasione, il modello Riace propone la rinascita dei paesi. La criminalizzazione di un’idea diventata pericolosa ha portato al processo politico». Lucano ha detto di avere sempre l’idea che queste persone hanno diritto ad una vita dignitosa e serena, da impegnato nel sociale, da attivista: da sindaco in tutti questi anni ha incontrato tante persone che provenivano dai lager libici dove avevano subito torture e violenze. «Quando arrivano da noi – ha rilevato – sono traumatizzati con addosso la paura degli esseri umani. Riace ha ribaltato la narrazione dell’invasione, una dimensione possibile in alternativa ai lager, alle deportazioni e alla politica della cattiveria, Riace era diventata una preoccupazione che doveva essere eliminata». Il prossimo incontro si terrà a San Ferdinando, nelle baraccopoli, per chiederne la chiusura e proporre le alternative una volta chiuse. «Non sono accettabili le condizioni in cui vivono quelle persone – ha sottolineato Lucano – insieme a noi ci sarà il vescovo Bregantini». Tanti sono stati gli interventi dei presenti e di coloro che erano collegati in diretta streaming. L’avvocato Daqua ha parlato delle ultime novità giudiziarie emerse, chiarendo che non ci sono gli estremi per la decadenza del Comune, e nel momento in cui la Prefettura deciderà, ci si regolerà di conseguenza. «È bene chiarire – ha aggiunto – che la Corte d’Appello di Reggio Calabria e poi la Cassazione hanno assolto Mimmo eccetto un vizio che atteneva ad una determina su 60 determine che erano state oggetto di contestazione. La sentenza di Roma chiude una storia processuale e Mimmo è stato assolto; il residuo, la determina oggetto di contestazione, si riferisce ad un vizio formale di un atto, ecco perché avevamo fatto ricorso che è stato rigettato. La sentenza assolve Mimmo su un costrutto accusatorio che era assolutamente infondato». Il dibattito è stato concluso da Giuseppe Lavorato. «Viviamo in un Paese – ha affermato – nel quale si pensa di impedire alle popolazioni e ai territori di essere governati da persone come Mimmo Lucano. Viviamo in un Paese dove viene liberato un criminale efferato e lo si manda al suo Paese per continuare a perpetrare crimini. Bisogna prendere atto che non solo l’Italia, ma il mondo intero, sta per essere governato da forze che si richiamano e che portano avanti la strategia del nemico che con i mezzi d’informazione che hanno a disposizione, con i poteri dei più ricchi del mondo, falsano la realtà, la potenza di diffondere la politica del nemico nell’odio verso la povera gente, i più deboli. Questo è il mondo che abbiamo di fronte». Con l’appello finale: «bisogna fare presto e organizzarci e impiegare tutte le nostre forze per difendere la democrazia. Bisogna coinvolgere tutte le personalità uomini e donne che hanno la volontà di battersi per difendere la democrazia, la libertà, bisogna fare appello a tutti. Bisogna costruire l’unità di tutte le forze che vogliono condurla questa battaglia e di tempo non ne abbiamo tanto. Gli accadimenti mondiali ogni giorno sono veloci. Dobbiamo fare presto e costruire una grande unità di popolo per difendere la democrazia prima che la distruggano. Dobbiamo costruire contro l’odio la strategia dell’accoglienza, della fratellanza».

Carmela Commodaro

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Rende, si ribalta autocisterna con 10 mila litri di Gpl

Squadra dei vigili del fuoco del Comando di Cosenza, distaccamento di Rende, sta operando in via Diaz (zona industriale di cda Lecco Rende) per il ribaltamento di una autocisterna contenente circa 10000 Lt di Gpl.
Illeso il conducente.
Una squadra specializzata del nucleo regionale LPG/NBCR dei Vigili del Fuoco in arrivo da Catanzaro procederà al travaso e la messa in sicurezza del sito.
Al momento non si riscontrano fuoriscite di gas, ma solo perdita di gasolio per autotrazione.
In via precauzionale e sino al termine delle operazioni di soccorso e messa in sicurezza del sito, allontanate dalle abitazioni alcune famiglie e chiuse al transito le vie limitrofe alla zona del sinistro.
Al momento non si registrano danni a persone.

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Petrizzi, al via “Persephone”, il progetto che celebra la forza delle donne attraverso arte, creatività e rinascita

Si chiama “Persephone” ed è una iniziativa culturale, creativa ed emozionale che esplora l’archetipo di Persefone, simbolo della ciclicità della vita, della trasformazione e della rinascita, per raccontare la forza e la resilienza delle donne nella contemporaneità. Il progetto, su iniziativa dell’associazione culturale Makrós, con l’apporto finanziario del Ministero del lavoro e delle politiche sociali e della Regione Calabria, è dedicato all’empowerment femminile, alla riflessione collettiva e alla rivitalizzazione degli spazi urbani, attraverso un ricco programma di eventi e laboratori, ed unisce persone di tutte le età affrontando temi centrali come il superamento degli stereotipi di genere, il contrasto alla violenza e alla discriminazione e il potenziale creativo del femminile. Tante le attività in programma che coinvolgeranno la comunità e le associazioni. Il cuore pulsante del progetto è la “Persephone Experience”, una proposta che coniuga introspezione, creatività e interazione, articolata in due momenti principali, “memorie contemporanee” (laboratorio di scrittura creativa intergenerazionale) e “donne Persephone” (percorso esperienziale interattivo, in programma dal 20 febbraio al 20 marzo, che invita i partecipanti a esplorare il mito di Persefone come metafora di cambiamento e rinascita). Il percorso si terrà a Petrizzi, nell’Hub culturale creativo messo a disposizione dal Comune. Il 29 marzo è previsto il “Persephone day”, giornata di arte, ritualità. Si svolgerà una conferenza emozionale con performance live con la partecipazione dello psicoterapeuta Domenico A. Tucci in connessione profonda con i partecipanti. E poi, laboratori di lettura espressiva, a cura di Makrós; laboratori sul femminismo creativo, a cura dell’associazione “Con i miei occhi” di Rende; di musiche tradizionali, a cura dell’associazione Arpa di Catanzaro. A coronamento, le associazioni coinvolte si uniranno per dare vita a un evento emozionale e simbolico intitolato “Cerimonie, riti e rituali” dedicato alla dea Persephone. Uno degli elementi distintivi del progetto è la partecipazione intergenerazionale ed inclusiva con l’obiettivo di creare una rete di condivisione e scambio che superi le barriere di età, genere e luogo di provenienza. Partner del soggetto realizzatore Makrós sono “Arpa”, “Con i miei occhi”, Pro loco e Comune di Petrizzi.

Carmela Commodaro

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Montepaone Lido, successo per la seconda tappa del concorso “Venere d’Italia”

Seconda tappa del concorso Venere d’Italia Calabria 2025. Si è svolta a Montepaone Lido, all’Albachiara, con la regia di Maria Rosaria Barranca, agente regionale del concorso in cui patron è Pietro Cortese. Quindici le concorrenti, Nicoletta Verre, Francesca Procopio, Maria Ranieri, Chanel Giampà, Sara Rappoli, Irene Pisani, Alessia Lorenzo, Virginia Viapiana, Ilary Iacopino, Jannat Fanidi, Sharon Fazzari, Giorgia Anastasia, Mariapia Camporato, Noemi Iannone e Stella Tallarico, presenti anche le finaliste nazionali Asia Esposito e Melissa Bonadio. La conduzione dell’evento è stata affidata a Helena Carrozzino e Adriano Bevilacqua (collaboratore di Nonsolomodanews). Oltre che dall’agente regionale Barranca, lo staff del concorso è formato dal direttore artistico Max Perlongo, dal maestro Vono, dalla coordinatrice della giuria Caterina Stranieri, modella, dal capo struttura Domenico Conti, da Giulia Virgolino e Fernanda Rijillo, dai fotografi Marco Gigliotti e Giuseppe Sinopoli, con il fotografo ospite della serata Rocco Cristallo e con Valentina Vallone, che ha curato gli addobbi floreali. La giuria era formata da Caterina Stranieri, presidente, Francesca Ciliberti, artista e docente di arte, Alessia Mastria, Venere Calabria 2023, Massimo Brescia, giornalista e speaker di Radio Ciak, Mario Mancusi, imprenditore, e Giuseppe Zavaglia, attore e modello. Le ragazze hanno sfilato in passarella indossando prima abiti rossi, tema della serata, e poi gli abiti eleganti della Boutique Charm di Squillace. Ospite della serata anche la cantante Serena Maione, mentre Melissa Bonadio ha proposto una sua bellissima coreografia. La premiazione delle concorrenti è stato il momento clou della serata. A Nicoletta Verre è andata la fascia regionale Venere Eleganza Intimo Sofia Catanzaro; Jannat Fanidi, fascia regionale Venere Coraggio Fratelli Catania Catanzaro; Maria Ranieri, fascia regionale Venere Fitness Hi Pokè Catanzaro; Francesca Procopio, fascia regionale Venere Sorriso Soltech; Irene Pisani, fascia regionale Venere Gusto Bike bar wine Il Cavatore Catanzaro; Sara Rappoli, fascia regionale Venere Fantasia HS B&B Soverato; Mariapia Camporato, fascia e finalista nazionale Venere dello Sport Minicelli Premiazioni Catanzaro; Ilary Iacopino, fascia finalista nazionale Venere Cinema Roberta Gioielli Catanzaro; Chanel Giampà, fascia finalista nazionale Venere Spettacolo Residence Albachiara Montepaone Lido. La tappa di Montepaone Lido ha decretato il passaggio di Chanel Giampà, Ilary Iacopino e Mariapia Camporato alla finale nazionale.

Carmela Commodaro

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Stradonbosco : Tutti Felici e Vincenti.

” Correte piano!”, hanno gridato alcuni genitori ai bambini che hanno partecipato alla nuova edizione della Stradonbosco, dell’oratorio salesiano di Soverato.
Cielo azzurro, temperatura perfetta, ventilazione inapprezzabile ; sorrisi, gioia, intere Famiglie unite nella corsa verso la Felicità e la speranza. Una giornata che, nel nome di Don Bosco, ha realizzato in modo pieno e completo i sani principi salesiani, inserendosi perfettamente nel contesto dell’anno giubilare.
La corsa verso il futuro di tanti ragazzi che hanno percorso le strade di Soverato simili al piccolo Giovannino quando scendeva dai suoi amati colli.
Alla fine gelato per tutti, premi e coppe per i più veloci nel completare il percorso di circa tremilacinquecento metri applausi alla vita : un vero inno alla gioia!
In realtà all’oratorio hanno vinto tutti : figli, genitori, organizzatori! Questi ultimi hanno lavorato in maniera ottimale per rendere sicura e divertente una corsa che ha saputo svegliare la Soverato assonnata e domenicale.
Tra le poche nubi, stagliato nel cielo azzurro si è visto anche Don Bosco , con la maglia n.1, che ha sorriso e benedetto i partecipanti.
Se vivere secondo sani principi è un po’ come pregare, oggi la corsa dei tanti oratoriani ha innalzato davvero una grandissima preghiera per la Città, i genitori, i salesiani e per tutti coloro che, un domani, saranno bravi cristiani ed onesti cittadini.

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Sellia Marina, il Comune consegna alla storia Giuditta Levato con la scultura di Luigi Verrino

Non si erano mai viste tante autorità, concentrate nella Sala delle Culture di Sellia Marina, come per la prima 𝗲𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 “𝗙𝗲𝘀𝘁𝗮 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗥𝗮𝗱𝗶𝗰𝗶”: il sindaco Walter Placida, il prefetto Castrese De Rosa, la presidente Fidapa Catanzaro Rossella Barillari, il presidente del Gal Due Mari Francesco Esposito, la segretaria regionale Cgil Caterina Vaiti, il presidente Confagricoltura Calabria Alberto Statti, il presidente della Provincia Amedeo Mormile, il consigliere regionale e presidente Flag Jonio Ernesto Alecci, l’artista Luigi Verrino autore della preziosa scultura di Giuditta Levato, i nipoti di Giuditta Levato Sonia, Lea e Loris Scumaci, il presidente del Consiglio regionale Filippo Mancuso; il politico Franco Cimino, i sindaci di Sersale Carmine Capellupo, di Cropani Raffaele Mercurio, di Botricello Simone Puccio, il comandante della Compagnia Carabinieri di Sellia Marina capitano Michele Gambuto.
Walter Placida da sapiente padrone di casa, dopo l’apertura del moderatore Vittorio Giummo, ha descritto quelle che sono state le tappe che hanno portato all’installazione della statua di Giuditta Levato. Dalla volontà della conoscenza collettiva, all’incontro col maestro Verrino, determinante per la realizzazione dell’opera.
L’intervento del primo cittadino, a tratti molto empatico, ha voluto rimarcare l’importanza sociale della memoria storica. Volendo cercare un modo per garantire l’immortalità a Giuditta Levato, donna che, uccisa più volte, meritava di essere omaggiata di un fregio così grande.
Intervento di grande rilievo quello del Prefetto De Rosa: parole impegnative di alta levatura, un monito in primis a coloro i quali rappresentano nelle schiere più alte, il popolo. Ha ribadito in più di una fase, quanto sia necessario riconnettersi con la gente, di quanto sia doveroso, da parte di chi rappresenta lo Stato, scendere di livello ed ascoltare chi ha bisogno. In generale quello del Prefetto, è stato un intervento quasi da bigliettino da visita con su scritto: io ci sono, sono qui per voi.
Tutti gli interventi hanno toccato il tema centrale della serata, quello della rievocazione ai diritti del lavoro, alla terra, al riscatto. In chiave più femminista l’ Avvocato Rossella Barillari, più forte il grido di Caterina Vaiti. Alecci ha sottolineato l’importanza del lascito futuro coinvolgendo anche i più giovani. Sulla scia dell’importanza della storia e dello sviluppo del territorio le parole del presidente della Provincia Mormile e di Esposito. Di arte, naturalmente, ha parlato lo scultore Luigi Verrino e di come è nata la sua opera grandiosa. Franco Cimino ha chiuso il dibattito congratulandosi con l’amministrazione comunale ed esaltando la figura di Giuditta Levato, magistralmente rappresentata da Verrino. Infine Cimino ha lodato Luigi Verrino, grande artista e benefattore.
Consegnate delle targhe ai nipoti di Giuditta Levato presenti in sala ed al maestro Verrino, la cerimonia si è spostata in Via San Francesco da Paola per l’apertura del “Parco Verde di Pinocchio”; taglio del nastro e benedizione solenne, ma il momento più emozionante della serata è stato la scopertura della statua di Giuditta Levato, davanti al celebre scultore Luigi Verrino, con l’intitolazione della Piazza proprio a Giuditta Levato. La struggente scultura raffigura la bracciante agricola, che era incinta di sette mesi del suo terzo figlio, nel momento in cui viene colpita dalla fucilata di chi si contrapponeva all’occupazione delle terre. Tutti i presenti sono rimasti incantati davanti alla bellezza e drammaticità della scultura, tutti hanno voluto fotografarla mentre il maestro Verrino dava spiegazioni sulla realizzazione. A margine dell’evento, il Prefetto De Rosa ha annunciato che si recherà in visita alla Galleria Arte Spazio di Catanzaro di Luigi Verrino per ammirare le sue opere. Visibilmente soddisfatti il sindaco Placida, il vicesindaco Chiara Bonofiglio e i tanti amministratori comunali presenti. La statua trasmette tutta la tragedia di Giuditta Levato, caduta per la terra a Calabricata. La bracciante agricola venne colpita da una fucilata durante l’occupazione delle terre. È ancora viva e struggente la  testimonianza nell’estate scorsa di un figlio di Giuditta, Carmine Scumaci, che alla cerimonia del Premio Mar Jonio fondato e presieduto da Luigi Stanizzi, ha raccontato di quando da bambino a Calabricata sentì un sparo e corse in quella direzione:  trovò la mamma a terra col ventre sanguinante, con tanti contadini intorno. La mamma era incinta, morì dopo qualche giorno col bimbo in grembo. Carmine  aveva 9 anni, rimase  orfano con un altro fratellino, Salvatore. La cerimonia a tratti è stata davvero commovente nella rievocazione di questa tragica pagina del passato, che l’amministrazione comunale di Sellia Marina ha saputo meritoriamente consegnare alla storia. A questo proposito, di grande suggestione il testo a firma di Giuseppe Talarico scolpito nel marmo del monumento a Giuditta Levato di Luigi Verrino. In chiusura, intrattenimento con il Gruppo di musica popolare e degustazioni, mentre i bambini scorrazzavano felici nel Parco Verde di Pinocchio appena inaugurato.

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Squillace, inaugurazione del “Vico degli innamorati”

Si chiama “Vico degli innamorati” e riguarda l’allestimento di vico Pietra del Bando, nel centro storico di Squillace. La sua inaugurazione è avvenuta nel giorno di San Valentino, festa degli innamorati. Alcuni alunni del liceo artistico si sono messi a disposizione, con la docente di educazione civica Rossana Lavigna e la collaborazione della docente Cinzia Vittoria, contribuendo a valorizzare il patrimonio locale con la realizzazione di opere artistiche su quelle che ora sono diventate le “scale dell’amore” dello storico vicolo squillacese. Un gruppo di volontari del luogo, invece, ha provveduto all’allestimento di tutto il percorso con grandi cuori luminosi, cuoricini e tabelle con frasi d’amore tratte da opere letterarie e da canzoni. Ringraziamenti sono stati rivolti anche al sindaco Enzo Zofrea e al dirigente scolastico Tommaso Cristofaro. E così il centro storico si è arricchito di un angolo magico dedicato all’amore, perfetto per una passeggiata romantica, per scatti fotografici da incorniciare e magari anche come location ideale per una dichiarazione d’amore o per una promessa speciale. Interessante anche l’idea di porre nel percorso del vico, che va da Corso Guglielmo Pepe fino al Castello, una serie di “Qr code” che, inquadrati con lo smartphone, restituiscono suggestive vicende d’amore legate alla millenaria storia di Squillace. Una di queste riguarda Sancia d’Aragona e Goffredo Borgia: “nel pittoresco borgo di Squillace le strade acciottolate raccontano storie di un passato affascinante. Il castello che si erge imponente sulle colline osserva silenzioso la vita che scorre, mentre il profumo del mare si mescola con quello dei piatti tradizionali calabresi. Qui, nel XV secolo, si intrecciano le vite di Sancia e Goffredo, un amore che sfida le convenzioni e le rivalità politiche”. Le altre storie sono da scoprire sul posto. L’inaugurazione del “Vico degli innamorati” si è svolta venerdì sera, presenti il vicesindaco Tommaso Cristofaro, gli assessori Gerardo Bertolotti, Natascia Mellace e Francesca Caristo, il presidente del Consiglio comunale Claudio Panaia e la consigliera delegata all’istruzione Daniela Lioi. L’obiettivo del progetto è quello di offrire ai cittadini e ai visitatori un’esperienza unica, immersa nella suggestiva cornice dei vicoli storici della città. Altre iniziative, infatti, sono previste in occasione di particolari ricorrenze che si celebrano durante l’anno. Ogni vico del centro storico sarà allestito a tema e valorizzato.
Carmela Commodaro

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Elena Battista 12 anni di Soverato è approdata a Sanremo new talent

Elena Battista 12 anni di Soverato è approdata a Sanremo new talent.
Elena inizia a cantare all età di 7 anni da quando il suo maestro di musica,alla scuola elementare, si accorge della voce di usignolo che ha Elena e ci esorta a farla andare avanti con il canto.
Si iscrive all accademia ABC di Bovalino del Maestro Costantino Scaglione,presidente dell accademia, che insieme all avv.Enrica Trichilo guidono Elena nel suo percorso musicale.Entrambi persone con spiccato senso di amore ed empatia bei confronti di Elena e di tutti gli allievi.
Elena partecipa al talent show Calabria Got’s Talent,al concorso internazionale di musica con votazione 98/100;
Partecipa arrivando seconda in classifica nella sua categoria (kids) al Video Festival di Imola;
Partecipa al concorso je so pazzo arrivando in finalissima;
suoera le audizioni per Sanremo new talent;
Partecipa al contest televisivo The Coach svolto a Bologna;
Partecipa alle notti bianche a Soverato (2023/2024)
Partecipa al concorso “Primo palio canoro” della locride;
Apre il concerto di Gerardina Trovato;
Special guest al concorso Miss Principessa d ‘Europa.
Ospite a Radio Ciak e presso la rete televisiva Tele Mia e tanto altro.

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Spilinga, deflagrazione e incendio in un salumificio: un ferito

I Vigili del fuoco del Comando di Vibo Valentia sono intervenuti oggi, 14 febbraio, alle ore 8:35 circa a Spilinga in località Saramalloni per un incendio a seguito di una deflagrazione causata da una probabile fuga di gas.
La deflagrazione, ed il conseguente incendio hanno interessato una struttura di circa 50 mq, che insisteva nell’area di pertinenza di un salumificio ed ha coinvolto una persona che si trovava all’interno la quale ha riportato ustioni sul 70% del corpo.
I Vigili del Fuoco, intervenuti dal distaccamento di Ricadi e dalla sede Centrale con automezzi di supporto, hanno provveduto ad estinguere l’incendio ed a mettere in sicurezza l’area.
L’intervento è stato ultimato alle ore 11:40 circa.

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Squillace, i 100 anni della signora Saveria Merenda

Comunità in festa a Squillace per i 100 anni della signora Saveria Merenda. L’anziana donna, nota a tutti con il nome di Saverina, è stata festeggiata dai tanti parenti nel reparto di ortopedia dell’ospedale di Soverato dove si trova ricoverata per problemi di salute. Saverina è nata il 13 febbraio 1925 in una famiglia numerosa, come unica figlia femmina con sei fratelli, Mario, Vito, Giuseppe, Agazio, Martino e Antonio. Fin dalla giovane età, Saverina ha dimostrato una straordinaria dedizione e un forte senso di responsabilità verso la sua famiglia. Crescendo in un contesto di affetto e unità, ha sempre svolto il suo ruolo di figlia e sorella con grande impegno e amore. Nel corso degli anni, ha scelto di dedicare la sua vita alla cura dei suoi genitori, offrendo assistenza e amore incondizionati fino alla loro scomparsa.

In seguito ha continuato a impegnarsi nel prendersi cura di altri membri della famiglia, diventando poi badante per una famiglia agiata. In questo nuovo capitolo della sua vita, ha continuato a manifestare la stessa dedizione che l’aveva caratterizzata nei confronti dei suoi genitori sempre con grande discrezione e cura. Per anni, la sua vita è stata un esempio di sacrificio, altruismo e dedizione senza eguali. Molti la ricordano presente e attiva nella chiesa di San Matteo. Non solo ha accudito con affetto i suoi genitori, ma è stata anche una presenza costante per i suoi nipoti, ai quali ha trasmesso valori di famiglia, amore e impegno. Alla festa con l’immancabile grande torta ha preso parte anche il sindaco di Squillace Enzo Zofrea, accompagnato dall’assessore comunale Gerardo Bertolotti. «Oggi è un giorno di grande festa per la nostra comunità – ha affermato Zofrea – per i cento anni della signora Saverina. La sua vita, caratterizzata da energia, simpatia e ospitalità, è un esempio luminoso per tutti noi. Come amministrazione comunale siamo lieti di unirci ai festeggiamenti, portando il saluto e l’abbraccio dell’intera cittadinanza. Un secolo di storie, esperienze e saggezza che arricchiscono la nostra comunità». Una delle nipoti, Francesca Megna, la ricorda come «esempio di vita che ci ha insegnato il valore della famiglia, dell’amore e della generosità». «La sua scelta di non essere madre – aggiunge – l’ha resa madre di tutti noi, nipoti e pronipoti, a cui ha dato amore incondizionato. Una donna semplice, umile, ma con un cuore immenso, capace di accogliere e coccolare ogni membro della famiglia. Ricordiamo i suoi gesti premurosi, il calore delle sue parole e il suo modo di essere sempre presente, di dare senza mai chiedere nulla in cambio».
Carmela Commodaro

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