Ci sono saluti che non sono mai semplici. Perché ogni fine, che sia un arrivederci o l’inizio di un nuovo percorso, porta con sé emozioni, ricordi, sorrisi e un filo di malinconia. È così anche per il Gruppo Atletico Sportivo, che ha voluto condividere con la comunità il saluto ufficiale ad Antonio Provenzano, il “capitano” che da settembre si trasferirà in Valle d’Aosta insieme alla sua famiglia. Antonio ha rappresentato per il GAS molto più di un atleta: è stato un punto di riferimento, un compagno leale, un esempio di impegno e spirito di squadra. A lui la società augura il meglio per questa nuova avventura: siamo certi che troverà una nuova squadra pronta ad accoglierlo, nuovi amici, nuovi compagni di scuola e tante opportunità da vivere. Ma una cosa non cambierà mai: per il GAS resterà sempre parte della famiglia. Questa sarà la sua seconda casa, e le porte saranno sempre aperte ogni volta che vorrà tornare a trovarci. Per salutarlo nel modo più bello e divertente possibile, la squadra ha voluto regalargli un ultimo ricordo in maglia arancione. In occasione della sua ultima gara con i nostri colori, la staffetta 4×50 stile libero è stata nuotata insieme ai suoi compagni di sempre, Matteo e Simone, con Giuseppe Trombetta, il più grande del quartetto, che si è messo a disposizione affinché questo momento potesse diventare realtà. E naturalmente non poteva essere una staffetta come le altre: i quattro hanno deciso di affrontarla tutta a delfino. Un gesto goliardico, spontaneo e pieno di significato, che ha regalato sorrisi e ha chiuso nel migliore dei modi un percorso fatto di allenamenti, sacrifici, amicizia e crescita. In bocca al lupo per questa nuova avventura, Antonio. Fai strada, ma non dimenticare mai da dove sei partito. La famiglia GAS ti aspetterà sempre. Carmela Commodaro
L’attesa è davvero finita: il cartellone degli eventi estivi “Squillace in Festa 2026” è stato ufficialmente presentato, segnando l’avvio di una stagione che si preannuncia ricca di appuntamenti, emozioni e partecipazione. Il vicesindaco Tommaso Cristofaro, assessore allo spettacolo, sottolinea il valore dell’iniziativa con parole che diventano manifesto di un’intera comunità. «Siamo felici – afferma – di presentare ‘Squillace in Festa 2026’, il cartellone estivo che accompagnerà cittadini e visitatori con un ricco programma di concerti, rassegne, festival, spettacoli, eventi culturali, tradizioni e momenti di aggregazione. Un’estate pensata per valorizzare il nostro straordinario territorio, il borgo storico e il litorale, offrendo occasioni di svago, cultura e divertimento per tutte le età. Ogni appuntamento sarà un’occasione per vivere la magia di Squillace, sostenere le realtà locali e accogliere i tanti visitatori che sceglieranno la nostra città come meta delle loro vacanze. Vi invitiamo a consultare il programma e a partecipare numerosi agli eventi che renderanno questa estate speciale». Questo il programma completo: Luglio: Festeggiamenti Madonna del Carmelo, 16 luglio, Piazza Duomo, ore 21 Etnosound; Premio Cora Randa, 19 luglio, Piazza Duomo, ore 18:30 X Edizione; Serata Astronomica, 31 luglio, Castello Normanno, ore 21.30 L’enigma astronomico tra i classici e gli alessandrini. Agosto: Presentazione poesia “Sogno di Ardesia”, 1 agosto, Castello Normanno, ore 18 Pierpaolo Lazzaro 21 Proiezione docufilm Cutro, 94… and more; Gli Aironi Neri + Nomadi, 3 agosto, Piazza dei Pini, ore 22; Onda Rock, 5 agosto, Piazza dei Pini, ore 22, Crystal Tea – Animaux Formidables; Ricordi di scuola, 7 agosto, Piazza Castello, ore 21 a cura della Pro Loco; Premio Città di Squillace 2026, 8 agosto, Piazza Duomo, ore 21, Serata d’onore; La Corrida di Mister Domy, 9 agosto, Piazza Duomo, ore 21; Giochi popolari, 11 agosto, Piazza Duomo, ore 21, a cura della Consulta Giovanile; Golfo in Festa, 11–12 agosto, Piazza San Nicola, ore 22, Sagra della seppia e ceci; Taranta Sona Dance, 13 agosto, Piazza Castello; Mimmo Cavallaro, 14 agosto, Piazza Castello 22, Tarantella al Borgo, mangia sona e balla; Finalissima Regionale Venere d’Italia, 17 agosto, Piazza dei Pini, ore 22; Crazy 90s, 18 agosto, Piazza dei Pini, ore 22; Tributo a Lucio Battisti – Mi ritorni in mente, 20 agosto, Piazza Duomo, ore 21. Mostre e Rassegne: Ode alla luna – Maestro Francesco Libero Pancari 25/07–02/08, Salita Tirone; Rassegna Culturale Giacinto Cuccunato 20/07–26/08, Chiesetta Gotica e Castello Normanno; ArcheoSquillace, Manifesti cinematografici anni ’70–’90 20/08–31/08, Casa delle Culture; Labirinti Cromatici, Maestro Rocco Bruno 18/08–27/08, Castello Normanno; Illusione Cosmica – Maestro Pietro Piraino 20/07–30/09, Monastero Santa Chiara. “Squillace in Festa 2026” propone un calendario ampio e trasversale, capace di intrecciare concerti, spettacoli dal vivo, rassegne artistiche, tradizioni popolari, iniziative per famiglie e momenti di aggregazione comunitaria. Il borgo storico e il litorale diventano due poli complementari: il primo con la sua atmosfera senza tempo, il secondo con la vivacità delle serate estive e degli eventi sul mare. Ogni appuntamento è pensato per valorizzare le realtà locali, sostenere l’artigianato, promuovere la cultura e offrire esperienze che uniscono residenti e visitatori. Accanto al cartellone principale, anche quest’anno trova spazio, come avviene da sette anni, la prestigiosa rassegna letteraria e teatrale Alla Corte dei Borgia, promossa dall’Associazione Culturale Castellense. Tra presentazioni di libri, incontri con autori, spettacoli teatrali e momenti di riflessione, la rassegna conferma Squillace come luogo di produzione culturale e dialogo, capace di attrarre pubblico da tutta la regione. La presenza di questa iniziativa nel calendario estivo arricchisce ulteriormente l’offerta culturale della città, creando un ponte tra storia, pensiero contemporaneo e partecipazione civile. L’estate 2026 si presenta come un invito aperto: Squillace è pronta ad accogliere cittadini, turisti, famiglie, giovani e curiosi, offrendo un mix di bellezza, cultura, divertimento e tradizione. Il borgo, con i suoi vicoli antichi, e il litorale, con la sua energia estiva, diventano scenari di una festa diffusa che celebra identità e comunità. L’estate è una festa, e la festa è a Squillace. Carmela Commodaro
«L’Azienda Ospedaliera “Pugliese-Ciaccio-Madonna dei Cieli” e il Parco della Biodiversità», è questo il titolo del terzo volume di Mauro Rechichi, con il quale l’ex Direttore del Dipartimento “Urgenze-Emergenze” dell’ospedale regionale, completa la corposa collana sulla sanità calabrese. Come i precedenti (“Ordine dei Medici e Cliniche private” e “Dall’Ospedale Vecchio al Pugliese”), anche quest’ultimo libro è stato pubblicato dall’Accademia dei Bronzi. Sono 416 pagine di grande formato, riempite con centinaia di foto, testimonianze e ricordi di diretti protagonisti, alcuni dei quali, purtroppo, non ci sono più: operatori di primissimo piano che, nel corso dei decenni hanno fatto conoscere a livello nazionale sia il “Pugliese” che il “Ciaccio”, ospedali catanzaresi che alcuni ora ricordano con un pizzico di nostalgia. «Io e mia moglie Ediolinda Iiritano, anche lei medico, – scrive Rechichi nella Prefazione – siamo entrati nell’Ospedale Vecchio di Via Acri nel 1967 e abbiamo vissuto le due fasi della sanità pubblica. La prima è stata quella dei Presidenti nominati dall’INPS, dalla Provincia e dalla Regione. Tale fase si occupava solo della cura dei pazienti ed era “gestita” direttamente da personale interno: medici, infermieri, amministrativi, addetti ai servizi di cucina, lavanderia, pulizia dei reparti, manutenzione». Poi arrivò il cambiamento con l’esternalizzazione dei servizi. “Perché l’offerta sanitaria – si disse – doveva rientrare nell’ottica di un riequilibrio del bilancio economico”. E non sempre le due cose andarono di pari passo. Il libro è un “pozzo” di dati, nomi, interviste, ricordi, raccolti da Mauro Rechichi con pazienza certosina attraverso contatti diretti, foto e documenti ufficiali. Considerevoli sono anche gli spazi dedicati a Michele Traversa e Wanda Ferro “per il loro fattivo contributo politico-amministrativo a favore della città capoluogo”. Traversa viene ricordato come “amministratore competente e onesto” che ha avuto il felice intuito di trasformare l’ex parco dell’Istituto Agrario nell’attuale “Parco della Biodiversità”, bellissimo esempio di verde pubblico attrezzato. Wanda Ferro, invece, per Mauro Rechichi ha avuto il pregio di realizzare un magnifico spazio espositivo, il MARCA (Museo di Arte Contemporanea), recuperando i locali del dismesso Istituto per Sordomuti. Tornando al “Pugliese-Ciaccio”, l’autore ricorda che l’inaugurazione del Nuovo ospedale avvenne il 17 dicembre del 1967, con la benedizione da parte dell’arcivescovo Armando Fares, alla presenza del presidente del Consiglio di Amministrazione Arnaldo Pugliese, del Ministro dei Lavori Pubblici, Giacomo Mancini, del presidende della Provincia, Aldo Ferrara, del medico provinciale Giuseppe Giuttari, dei consiglieri di amministrazione Guido Mantella, Vittorio Passafari, Bruno Perri, Giuseppe Severini, del direttore sanitario Stelio Cannistrà, e dei primari delle Divisioni e responsabili dei Servizi. Un capitolo a parte è stato dedicato al prof. Gino Babolini, direttore dell’Istituto di Pneumotisiologia e Fisiopatologia Respiratoria dell’Università di Massina che a Catanzaro tenne importanti lectio magistralis su invito di Mauro Rechichi. «Il medico – ha più volte ribadito Babolini – deve difendere la vita, ripristinare la salute, qualunque sia la posizione sociale del’infermo, qualunque sia la razza, se siamo in tempo di guerra o in tempo di pace. E allora per tornare a essere certi che il rapporto medico paziente possa rispondere ai principi ippocratici, la mia conclusione è secca: “Bisogna ridare serietà alla Scuola, alla Sanità e agli studi di Medicina”. La parte del volume relativa ai ricordi, quelli belli fatti di collaborazione reciproca con l’unico obiettivo di migliorare l’offerta sanitaria della città, è piena di nomi e citazioni. Dopo aver riepilogato l’azione meritoria dei tre uffici tecnici (Pugliese, Ciaccio e Madonna dei Cieli), Mauro Rechichi cita centinaia di medici, infermieri, tecnici, amministrativi che si sono succeduti negli anni lavorando con professionalità e abnegazione. Tra gli altri ricorda i primari Alfredo Cimino, Francesco Bitonti, Luigi Albino, Achille Tomaino, Antonio Alberti, Onofrio Petrosillo, Italo Grandinetti, Carmine Carbone, Enzo Morelli. Significativa è la testimonianza di Morelli: “Carissimo Mauro, complimenti per questa tua lodevole iniziativa storico-sanitaria. Da uomo di cultura e da primario anestesista dotato di alta qualità umana e professionale, sei la persona più idonea a rinverdire la memoria di quanti hanno contribuito a rendere grande il “Pugliese-Ciaccio”. La tua continua disponibilità l’ho personalmente sperimentata. Tu in prima persona non ti sei mai tirato indietro. Malgrado la difficoltà degli organici dell’U.O. che dirigevi, garantivi sempre i turni per le Sale operatorie dei vari reparti e quelli della Rianimazione”. E ancora: Virginio Merazzi, Gidio Iiritano, (Fisiatria territoriale e Centro Protesi e Ausili), Salvatore De Filippo (Odontostomatologia), Umile Granieri (Fondatore della Neurochirurgia, reparto poi diretto da Claudio Ceccotti al quale Mauro Rechichi dedica uno spazio considerevole con foto e testimonianze dirette), Guglielmo Mazza, Fulvio Zullo, Pietro Lanza, Francesco Falvo, Francesco Abbonante, Eliseo Ciccone, Domenico Iaconantonio, Vincenzo Arcuri. Rechichi ricorda quindi al dott. Giuseppe Greco (fondatore del Servizio di Anestesia e Rianimazione), tutti i medici della Rianimazione del Ciaccio e del Pugliese, il dott. Domenicantonio Pingitore (direttore della Radioterapia) che “con grande passione, dedizione e caparbietà ha portato avanti il suo operato a favore dei pazienti oncologici ai quali si rivolgeva con sorrisi, pacatezza, grande disponibilità e comprensione dei bisogni loro e delle loro famiglie”. Del “Ciaccio” (alcuni dei quali poi passati al “Pugliese”) Mauro Rechichi ricorda tra gli altri: Vincenzo Calcaterra, Filippo Barletta, Ettore Valentini, Ivan Nisticò, Vincenzo Rosa, Raffaele Pasceri, Nazzareno Bosco, Antonio Berrtucci, Rodolfo Garieri, Pasquale Talarico, Ines Pelaggi, Andrea Mussari, Andrea Giglio, Carlo De Lellis, Francesco Abbonante, Sebastiano Jannini e numerosi altri. Una bella testimonianza è quella della moglie dell’autore, la dottoressa Ediolinda Iiritano, una delle prime donne medico assunte al Pugliese. «Entrai nell’Ospedale Vecchio – dice – nel 1967, avendo superato il concorso come Assistente. Scelsi la Pneumotisiologia, reparto senza Assistenti e senza Aiuti, diretto dal Primario dott. Francesco Focarelli. Il mio rigore personale e professionale non ammetteva compromessi compiacenti con chi era impegnato nella politica delle promesse, i colleghi si arrabbiavano ma troncavo ogni discussione. Il Maestro Focarelli ci lasciò improvvisamente per una mortale malattia. Nominata primario del reparto nel 1980 seguì le linee mediche e morali del mio Maestro e feci assumere due Assistenti, Antonio Costantino e Antonio Pudia. Ho avuto la fortuna di vivere in un tempo ove si camminava con gli “scarponi” per rimanere ben saldi sulla terra legati agli antichi valori della dignità, dell’onore, della gerarchia, dell’umiltà, dell’attaccamento al lavoro. Oggi quel mondo è scomparso, sommerso dalle acque della modernità del vivere e dell’agire. Realtà e finzione, vero e falso si mischiano, trasfigurati dai mezzi d’informazione che creano caos e illusioni al posto della realtà». Nel volume, l’autore intervista e cita primari, aiuti, dirigenti amministrativi ma anche capo sala, infermieri, tecnici e operatori socio-sanitari chiudendo con uno spazio fotografico dedicato al tempo libero: quei tornei di calcio tanto seguiti dai dipendenti in uno dei quali il mitico Antonio Mellea, detto il “professore”, consegna alla piccola Teresita una bella coppa-premio. Altri tempi, altra sanità. Vincenzo Ursini
È stata una serata di grande spettacolo quella andata in scena il 12 luglio in piazza Duomo a Squillace, dove il corso di studio di danza classica e moderna dell’Asd New Dance Image ha presentato il suo secondo saggio sul tema “Energia è movimento”, con il patrocinio del Comune di Squillace. Un evento che ha trasformato la piazza principale della città in un palcoscenico vibrante, ricco di colori, musica e coreografie curate nei dettagli. Il pubblico ha risposto con entusiasmo, tributando ovazioni ai giovani allievi e ai maestri Agazio Mellace e Irina Kozhemyakina, protagonisti di un percorso artistico che continua a crescere e a coinvolgere sempre più persone. La serata, presentata dalla giornalista Carmela Commodaro e supportata tecnicamente dalla Sevesinop di Squillace, ha offerto un viaggio attraverso stili, ritmi e atmosfere differenti, mettendo in luce la preparazione degli allievi dei vari corsi: propedeutica della danza classica, danza moderna, aerobica. Il saggio si è aperto con un elegante balletto sulle musiche dello Schiaccianoci di Tchaikovsky, eseguito dagli allievi di danza classica e moderna. Da lì, un crescendo di energia: zumba su Ossessione di Samurai Jay; danza moderna su Gnarly (Narly) di Katseye; un assaggio di aerobica; danza classica con Memory dal musical Cats; a ncora Zumba con Baila con la Ola di Amira Syahira; danza moderna con Mount Everest di Labrinth; propedeutica con Golden; il Mambo all’italiana delle allieve di aerobica; danza moderna con Bilionera di Otilia; propedeutica con Family Affair di Mary J. Blige; Drip delle Baby Monster; samba degli allievi di danza classica e moderna; chiusura esplosiva con Don’t Stop ’til You Get Enough di Michael Jackson. Un mosaico di esibizioni che ha mostrato la crescita tecnica degli allievi e la capacità dei maestri di costruire un percorso armonico, dinamico e coinvolgente. Il titolare dell’Asd, Agazio Mellace, ha alle spalle una formazione professionale in danza classica presso il Centro internazionale di danza di Cosenza e Catanzaro, dove si è diplomato in tecnica di danza classica. Ha poi arricchito la sua esperienza con corsi e stage di danza moderna insieme a ballerini e coreografi di fama nazionale. Dopo un periodo di pausa, nel 2024 l’associazione è tornata in attività con la New Dance Image, grazie alla collaborazione con Irina Kozhemyakina. Insieme, in modo sinergico, creano coreografie che uniscono rigore tecnico, creatività e attenzione ai dettagli. Al termine della serata sono stati consegnati gli attestati a tutti gli allievi e una pergamena-ricordo, ritirata dalla figlia Marta, alla memoria di Gabriella Capicotto, allieva anch’essa, scomparsa prematuramente. I genitori hanno donato ai maestri e agli allievi omaggi floreali. Il saggio ha confermato la vitalità di una realtà che non è solo danza, ma anche educazione, socialità e cultura. La New Dance Image si conferma un punto di riferimento per il territorio, capace di coinvolgere bambini, ragazzi e adulti in un percorso artistico che valorizza movimento, disciplina e passione. Carmela Commodaro
“Storia dell’oratorio e restauro della statua della Madonna della Catena” è il volume dello storico ed esperto in conservazione e restauro Ernesto Vincenzo Lamanna, presentato l’11 luglio a Squillace, nel castello. Il piccolo edificio sacro si trova su viale dei Normanni, il rettilineo finale della strada provinciale che conduce sulla statale 106 ionica. È stato donato alla parrocchia di San Nicola Vescovo di Squillace Lido con atto notarile nel 2022 dalla famiglia proprietaria, Corasaniti-Ranieri. Ed è stata donata anche la statua restaurata. L’incontro è stato moderato dalla giornalista Carmela Commodaro, mentre brani del libro sono stati letti dall’attrice Anna Lidia Rao. L’assessore comunale Natascia Mellace ha portato i saluti del sindaco e dell’amministrazione, soffermandosi anche su un racconto-testimonianza della sua famiglia riferito al culto e alla festa della Madonna della Catena a Squillace Lido. L’archeologo Alfredo Ruga, funzionario della Soprintendenza Abap di Catanzaro-Crotone, ha sottolineato che il contesto che circonda la chiesetta della Madonna della Catena vanta una storia antichissima che affonda le radici nella preistoria e protostoria, come testimoniano i ritrovamenti archeologici di un antico insediamento dedito al controllo degli approdi marittimi e delle rotte commerciali. L’importanza strategica e agricola dell’area è proseguita sia in età greca, con l’occupazione da parte dei coloni di Skylletion, sia in età romana e bizantina, epoche caratterizzate dallo sviluppo di ville, fattorie e infrastrutture come il vicino ponte romano. Nonostante le successive scorrerie e i mutamenti storici, la zona ha mantenuto un tessuto sociale ed economico strutturato; in questo scenario, la chiesetta e gli altri piccoli luoghi di culto della valle sono sorti come presidi religiosi, territoriali e militari, fondamentali per la viabilità e la difesa della popolazione. Il direttore dell’ufficio diocesano dei beni culturali don Maurizio Franconiere ha evidenziato che le statue sono espressione della devozione e della pietà popolare, di un culto. Ma non siamo noi devoti della statua di per sé, ma per quella espressione che la Chiesa ha saputo sfruttare questo aspetto delle opere d’arte per evangelizzare per catechizzare. È chiaro che la devozione si esprime anche attraverso l’arte e l’arte è anche espressione di quello che è il pensiero, le mode, le indicazioni del committente, della Chiesa; ci sono degli elementi che caratterizzano poi l’opera in sé. Alla devozione popolare dobbiamo anche dire grazie perché questo ci permette di avere un patrimonio artistico che entra in pieno anche nella tutela dello Stato. L’autore Lamanna ha fatto un’analisi storica, con tanto di scheda tecnica, sul culto della Madonna e sulle fasi del restauro della statua da lui stesso operato. La costruzione della chiesetta, fatta dalla famiglia del barone Benedetto Marincola come cappella-oratorio per assicurare l’assistenza religiosa alle poche famiglie che vivevano nella zona marina, risale ai primi del Novecento; venne inaugurata e benedetta dal vescovo di Squillace mons. Giovanni Fiorentini il 23 maggio 1929. La piccola chiesa funzionava per tutta la zona di Squillace Lido e vi si celebravano messe, battesimi, matrimoni e funerali. A turno i sacerdoti di Squillace centro scendevano per espletare le funzioni religiose, quando ancora la chiesa parrocchiale di San Nicola Vescovo non c’era perché istituita con bolla vescovile negli anni Settanta. Dopo la costruzione della chiesa parrocchiale, la chiesetta della Catena venne chiusa e per anni non ci furono funzioni, rimanendo una cappella privata. Carmela Commodaro
Il III Congresso dell’Osservatorio Minori e Intelligenza Artificiale ha attraversato Satriano, San Vito sullo Ionio, Torre di Ruggiero e Cardinale, unendo Comuni, università, scuola, sanità e professioni in venti ore di confronto, formazione e partecipazione istituzionale
Quattro giornate, quattro Comuni, 36 relatori tra cui docenti da tre diverse realtà università italiane e venti ore complessive di incontri, tutti offerti gratuitamente ai partecipanti. A questi numeri si aggiungono 11,4 crediti ECM destinati alle professioni sanitarie, 4 crediti formativi per gli Avvocati, 4 per gli Architetti, 3 per gli Ingegneri e quattro ore di formazione sull’intelligenza artificiale rivolte al mondo della scuola: un’offerta culturale e formativa interamente accessibile, resa possibile dalla collaborazione tra istituzioni, enti e partner del Congresso.
È il bilancio del III Congresso Nazionale dell’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale, un percorso culturale, scientifico e istituzionale che, tra il 4 e l’11 luglio 2026, ha collegato Satriano, San Vito sullo Ionio, Torre di Ruggiero e Cardinale attorno al tema generale “Dall’intelligenza artificiale alla cura umana – La persona al centro dell’innovazione”.
Non una semplice successione di convegni, ma un progetto unitario che ha affrontato, da prospettive differenti e complementari, l’impatto dell’intelligenza artificiale sulla pubblica amministrazione, sull’educazione, sulla sanità, sul lavoro e sulle professioni. Il programma ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni, rettori ed esponenti del mondo universitario, dirigenti scolastici, medici, infermieri, farmacisti, avvocati, ingegneri, architetti, educatori, studenti, associazioni e amministratori locali.
Satriano, l’intelligenza artificiale entra nell’agenda dei Comuni
Il cammino congressuale si è aperto il 4 luglio nel Chiostro dell’ex Convento del Centro giovanile “Don Bosco e noi” di Satriano, con un “Day Off” che ha assunto un significato insieme culturale e istituzionale.
La giornata ha infatti accompagnato l’ingresso ufficiale del Comune di Satriano nell’Accordo di Rete dell’Osservatorio. La sottoscrizione, da parte del sindaco Massimiliano Chiaravalloti e del sindaco di Torre di Ruggiero Vito Roti, rappresentante del Comune capofila, ha rafforzato una collaborazione tra amministrazioni locali nata per portare anche nei piccoli centri il confronto sulle trasformazioni digitali e sulle loro conseguenze sociali.
Moderato dal giornalista Giorgio De Filippis, l’incontro ha visto gli interventi del direttore tecnico dell’Osservatorio, Francesco Pungitore, e dell’amministratore delegato di Soluzioni Integrate Maggioli, Alessandro Carellario. Al centro del dibattito l’AI Act, gli obblighi di alfabetizzazione sull’intelligenza artificiale, la protezione dei dati, la responsabilità amministrativa e la necessità di definire procedure interne per un utilizzo controllato degli strumenti algoritmici.
Il messaggio emerso è stato chiaro: l’intelligenza artificiale non costituisce soltanto una questione tecnologica, ma una trasformazione culturale e organizzativa che chiama direttamente in causa gli enti locali, la qualità delle decisioni pubbliche e la tutela dei cittadini. Anche i Comuni più piccoli possono diventare luoghi di elaborazione e di governo dell’innovazione, senza limitarsi a subirne gli effetti.
San Vito sullo Ionio, la scuola tra innovazione e responsabilità educativa
La seconda giornata, ospitata il 9 luglio nella Sala consiliare di San Vito sullo Ionio, è stata dedicata al tema “AI e scuola: educare nell’epoca dell’intelligenza artificiale”.
Una sala piena e un pubblico attento hanno accompagnato una sessione nella quale il valore scientifico delle relazioni si è intrecciato con la dimensione culturale e pedagogica. L’apertura, affidata a Lucio Falvo con la lettura di una poesia di Vittoria Camobreco, ha introdotto i saluti istituzionali del sindaco Antonio Tino, del sindaco Vito Roti, dei rappresentanti dell’Amministrazione comunale di Cardinale, del consigliere provinciale e sindaco di Gagliato Salvatore Sinopoli e del consigliere regionale Enzo Bruno.
Il professore Ulderico Nisticò ha proposto un inquadramento storico e culturale della trasformazione tecnologica, mentre Enzo Siviero, Rettore dell’Università eCampus e presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio, ha richiamato la necessità di governare l’innovazione attraverso la consapevolezza, la competenza e una visione autenticamente umana.
Le relazioni di Francesco Pungitore, Igor Guida, Pietro Curatola e Paolo Tealdi hanno approfondito i riferimenti normativi, l’AI Act, la formazione dei docenti, le nuove metodologie didattiche e i rischi derivanti da un uso passivo degli strumenti generativi. L’intelligenza artificiale, è stato sottolineato, può sostenere l’apprendimento e ampliare le opportunità formative, ma non può sostituire la relazione educativa, la responsabilità dell’insegnante e lo sviluppo del pensiero critico.
Particolare interesse hanno suscitato le testimonianze di Francesco Giuseppe Mancuso, studente dell’ITTS “Scalfaro” di Catanzaro diplomato con 100 e lode e autore di applicazioni basate sull’IA, e dello scrittore Gabriele Ruggiu. La tavola rotonda moderata da Vittoria Camobreco ha poi portato nel dibattito le esperienze concrete dei dirigenti scolastici e delle istituzioni formative. Le conclusioni, affidate a Mattia Davì, hanno proposto un’applicazione concreta dell’intelligenza artificiale nei laboratori professionalizzanti.
Torre di Ruggiero, dalla sanità digitale alla cura umana
Il 10 luglio il Centro Policulturale di Torre di Ruggiero ha ospitato la giornata più articolata del Congresso, dedicata alla sanità digitale, all’innovazione del sistema sanitario e alla centralità della persona, con il riconoscimento di 11,4 crediti ECM.
I lavori sono stati aperti dai saluti del sindaco Vito Roti, del vicepresidente della Provincia di Catanzaro Francesco Fragomele, del capitano Gianluca Girardo, comandante della Compagnia dei Carabinieri di Soverato, e del Rettore Enzo Siviero. Le relazioni introduttive dei responsabili scientifici Francesco Pungitore ed Emilia Cutullè hanno definito il quadro generale: la tecnologia può migliorare diagnosi, organizzazione, ricerca e assistenza, ma il suo valore dipende dalla capacità di preservare la dignità del paziente e la qualità della relazione di cura.
Giuseppe Quintieri ha illustrato le applicazioni cliniche dell’IA in gastroenterologia, mentre Marco Alì, responsabile dei processi gestionali della ricerca del Centro Diagnostico Italiano di Milano, ha approfondito il rapporto tra innovazione tecnologica, organizzazione sanitaria e responsabilità professionale.
Uno dei passaggi più intensi è stato rappresentato dalla lectio di monsignor Serafino Parisi, vescovo di Lamezia Terme, dedicata all’intelligenza artificiale alla prova dell’umano. Il richiamo a non trasformare la tecnologia in un nuovo “vitello d’oro” ha sintetizzato il senso profondo dell’intero Congresso: la macchina deve rimanere uno strumento al servizio della coscienza, della libertà e del bene comune.
La giornata ha ospitato anche la consegna dei Premi “Futuro Etico 2026 – Vitaliano Corapi” a Nilde Fera, Francesco Gualtieri e Francesco Denaro. Una cerimonia che ha unito talento, ricerca, sport educativo e impegno culturale al ricordo del compianto Vitaliano “Ninì” Corapi, alla presenza della moglie Rosetta Candelieri e del presidente dell’Ordine provinciale dei Farmacisti, Carlo Barbalace. Alla cerimonia è intervenuto anche il professor Carlo Cosentino, ordinario di Bioingegneria e presidente del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria Biomedica dell’Università Magna Græcia di Catanzaro, che ha sottolineato il valore della ricerca e della formazione interdisciplinare nel rapporto tra intelligenza artificiale, medicina e innovazione tecnologica.
Commovente anche il momento dedicato alla memoria di Giovanni Sestito, promosso insieme all’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare. Nel pomeriggio il confronto, moderato dal dottor Pino Pipicelli, si è esteso alla medicina dello sport, all’attività fisica, alle professioni infermieristiche e all’evidenza scientifica, con i contributi, tra gli altri, di Attilio Parisi, già Rettore dell’Università degli Studi di Roma “Foro Italico”, Gian Pietro Emerenziani, Francesca Greco, Isabella Corea e Giovanni De Giorgio.
Cardinale, l’IA alla prova delle professioni
La giornata conclusiva dell’11 luglio, nella Biblioteca comunale di Cardinale, ha portato l’intelligenza artificiale nel cuore delle professioni tecniche, intellettuali e giuridiche.
Dopo l’introduzione di Francesco Pungitore e i saluti istituzionali, il confronto ha coinvolto università e Ordini professionali, riaffermando un principio condiviso: l’intelligenza artificiale può accelerare ricerche, simulazioni e processi progettuali, ma non può assumere la responsabilità delle decisioni.
Particolarmente significativo il collegamento con l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cuneo, rappresentato in presenza dall’ingegnere Paolo Tealdi. La partecipazione a distanza dei professionisti piemontesi ha creato una concreta connessione formativa tra Calabria e Piemonte, rafforzando la dimensione nazionale del Congresso.
L’avvocato Tiziana Catricalà ha presentato casi concreti di errori e riferimenti giurisprudenziali inesistenti prodotti dai sistemi generativi, richiamando il fenomeno delle cosiddette “allucinazioni algoritmiche”. La presidente dell’Ordine distrettuale degli Avvocati di Catanzaro, Vincenza Matacera, ha posto al centro la responsabilità deontologica, la riservatezza delle informazioni e il dovere di verifica del professionista.
Di particolare rilievo accademico gli interventi di Enzo Siviero e Antonio Viscomi. Siviero ha utilizzato il ponte come metafora culturale della capacità di unire persone, discipline e territori, sottolineando come l’algoritmo possa ampliare le possibilità del progettista senza sostituirne la visione. Viscomi, ordinario di Diritto del Lavoro all’Università “Magna Graecia”, ha affrontato il rapporto tra intelligenza artificiale, lavoro, potere economico, dati e infrastrutture digitali.
Il punto di vista delle professioni tecniche è stato portato dagli ingegneri Gerlando Cuffaro e Domenico Stefanucci e dal presidente dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Catanzaro, Eros Corapi. In collegamento è intervenuta anche Stefania Gallo, fondatrice di Fashion Law Italia, sui temi della proprietà intellettuale, del design e della tutela dei contenuti creativi. A Roberta Ussia è stata affidata la riflessione conclusiva su piattaforme, dipendenze digitali e vulnerabilità, con particolare attenzione ai minori e alle persone fragili.
Pungitore: «Non quattro eventi separati, ma un unico percorso culturale»
«I numeri restituiscono la dimensione del lavoro svolto, ma non esauriscono il valore di questa esperienza», commenta il direttore tecnico dell’Osservatorio, professor Francesco Pungitore. «Abbiamo costruito non quattro eventi separati, ma un unico percorso capace di tenere insieme pubblica amministrazione, scuola, sanità, università e professioni. In ogni tappa abbiamo ribadito che la vera sfida non consiste nel rincorrere l’ultima tecnologia, ma nel formare persone capaci di comprenderla, verificarla e governarla. L’intelligenza artificiale può ampliare le nostre possibilità, ma pensiero critico, responsabilità, sensibilità e capacità di cura restano qualità profondamente umane. Il Congresso si conclude, ma il lavoro dell’Osservatorio continua: quanto costruito in questi giorni rappresenta una base importante per nuovi progetti di ricerca, formazione e collaborazione nazionale».
Roti: «I piccoli Comuni possono diventare laboratori di innovazione responsabile»
Soddisfazione viene espressa anche dal presidente dell’Accordo di Rete e sindaco di Torre di Ruggiero, Vito Roti.
«Questo Congresso ha dimostrato che i piccoli Comuni non sono periferie culturali, ma possono diventare luoghi nei quali si elaborano idee, si costruiscono competenze e si affrontano questioni di rilievo nazionale. L’Accordo di Rete consente alle amministrazioni di unire energie, strutture e visioni, mettendo l’innovazione al servizio delle comunità. L’ingresso di Satriano e la partecipazione dei quattro territori confermano la validità di un metodo basato sulla cooperazione. Desidero ringraziare i sindaci, le istituzioni, i relatori, gli Ordini professionali, le associazioni e tutti coloro che hanno contribuito all’accoglienza e alla riuscita delle giornate».
Siviero: «La tecnologia deve costruire ponti, non nuove distanze»
Per il presidente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio e Rettore dell’Università eCampus, professor Enzo Siviero, il Congresso ha rappresentato «un’esperienza di autentica costruzione culturale».
«Un ponte è tale quando collega sponde diverse senza cancellarne l’identità. Questo Congresso ha costruito ponti tra università e territori, tra scienza e umanesimo, tra competenze tecniche e responsabilità sociale. Anche l’intelligenza artificiale deve essere concepita in questa prospettiva: non come sostituzione dell’uomo, ma come strumento capace di estenderne le possibilità. Perché ciò avvenga servono cultura, etica, immaginazione e formazione. La Calabria ha mostrato di poter essere non soltanto destinataria dell’innovazione, ma laboratorio di una visione nella quale la tecnologia incontra la persona e il bene comune».
Il III Congresso Nazionale si chiude così lasciando una rete più ampia, nuove collaborazioni istituzionali e professionali e un patrimonio di contenuti destinato a proseguire oltre le giornate congressuali. Da Satriano a Cardinale, passando per San Vito sullo Ionio e Torre di Ruggiero, i territori hanno dimostrato che discutere di intelligenza artificiale significa, prima di tutto, interrogarsi sul modello di società, di educazione, di cura e di lavoro che si intende costruire.
Sabato 18 luglio sera, la suggestiva cornice di Villa Collina a Badolato Marina ospiterà un evento straordinario tra arte, sapori interculturali e musica etno-folk, celebrando l’unione tra la comunità locale e i residenti stranieri.
BADOLATO – L’arte come linguaggio universale, capace di superare i confini, accorciare le distanze e trasformarsi in un abbraccio tra popoli. Con questo spirito nasce “L’Arte che unisce le Culture”, l’atteso evento culturale promosso dalla Delegazione FAI di Catanzaro dal gruppo “Fai Ponte tra Culture” coordinato dal Dott. Claudio Carallo ed in stretta e sinergica collaborazione con la Pro Loco Badolato APS e l’Associazione Villa Collina. L’appuntamento è fissato per Sabato 18 Luglio 2026, a partire dalle ore 19:00, all’interno del complesso residenziale Villa Collina a Badolato Marina (CZ). Un luogo non casuale, ma simbolo vivente della nuova dimensione e realtà multiculturale internazionale che contraddistingue Badolato ed il territorio, che da anni ospita un’importante e vivace comunità di cittadini danesi e stranieri, perfettamente integrati nel tessuto calabrese. Il ricco programma della serata si aprirà alle ore 19:00 presso l’Ingresso/Reception di Villa Collina con l’inaugurazione dell’installazione artistica “IO SONO UN ALTRO TE”, alla presenza dell’autore Antonio Andreacchio “Lindana”. Un’opera potente ed evocativa, pensata proprio come un momento per celebrare visivamente la fratellanza, l’unione, la condivisione interculturale e l’amicizia profonda tra i popoli. Alle ore 20:00, la manifestazione si sposterà nella splendida cornice dell’Area Piscina per un imperdibile Incontro Culinario Interculturale (accessibile tramite ticket). Un vero e proprio viaggio nei sapori che vedrà l’originale connubio tra gli assaggi eno-gastronomici tipici danesi e le eccellenze della tradizione calabrese, sapientemente curati dal Piccolo Ristorante del Borgo “Aquà”. Ad accompagnare l’esperienza culinaria sarà l’animazione musicale etno-folk di Andrea Bressi Cantastorie & Friends. La serata proseguirà e si concluderà in un clima di festa diffusa con la “TRADITIONAL MUSIC – STREET PARADE”: una trascinante parata di musica etno-folk itinerante che si snoderà tra alcune ville del condominio, portando le tradizionali e romantiche serenate d’amore calabresi agli amici danesi ed internazionali di Villa Collina, sigillando un legame che va oltre ogni confine geografico. Un evento unico nel suo genere, dove il patrimonio culturale immateriale del territorio incontra l’apertura internazionale, dimostrando che la cultura è il ponte più solido su cui costruire presente e futuro.
Nello scorso fine settimana è stato effettuato un articolato controllo interforze, coordinato dalla Questura di Catanzaro, presso una discoteca di Soverato, con la partecipazione della Polizia di Stato, del Comando Stazione Carabinieri di Soverato, del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Catanzaro e della SIAE, finalizzato a verificare la sicurezza e la regolarità dei locali destinati al pubblico spettacolo. L’attività ispettiva rientra nel più ampio piano di controlli predisposto a seguito dei recenti tragici eventi verificatisi a Crans-Montana e in attuazione delle determinazioni assunte nel corso del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto di Catanzaro. In tale sede è stata disposta la costituzione di una task force interforze incaricata di verificare il rispetto della normativa in materia di sicurezza nei luoghi della cosiddetta “movida”, in conformità alle direttive impartite dal Ministero dell’Interno. L’ispezione, coordinata dalla Questura di Catanzaro, ha interessato un noto locale da ballo della provincia e ha visto impegnati la Squadra di Polizia Amministrativa della Questura, personale del Comando Stazione Carabinieri di Soverato, del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Catanzaro e della SIAE. Nel corso delle verifiche sono stati esaminati numerosi profili riguardanti la sicurezza del locale e il rispetto della normativa vigente, con conseguente contestazione di diverse violazioni amministrative e penali.
In particolare, sono state accertate:
la somministrazione di bevande alcoliche a minori di anni 14, condotta prevista e punita dall’articolo 689 del Codice Penale;
la somministrazione di bevande alcoliche a minori di età compresa tra i 16 e i 18 anni, sanzionata ai sensi dell’articolo 14-ter della legge n. 125/2001;
l’impiego di tre addetti ai servizi di controllo non iscritti nell’apposito elenco prefettizio.
I minori identificati sono stati immediatamente affidati ai rispettivi familiari, contattati telefonicamente e intervenuti sul posto.
Nel medesimo contesto, i Vigili del Fuoco hanno riscontrato diverse criticità sotto il profilo della sicurezza antincendio, tra cui una segnaletica di emergenza insufficiente, alcuni percorsi delle vie di esodo privi di adeguata illuminazione e parzialmente ostruiti, un’uscita di emergenza non presidiata e la presenza di gradini non opportunamente segnalati.
L’attività di controllo proseguirà anche nelle prossime settimane con ulteriori verifiche preventive presso i locali di pubblico spettacolo della provincia, al fine di garantire elevati standard di sicurezza nei luoghi di aggregazione e tutelare, in particolare, i numerosi giovani, molti dei quali minorenni, che partecipano agli eventi di intrattenimento.
La Questura di Catanzaro ricorda, infine, che la reiterazione di violazioni di particolare gravità può comportare l’adozione dei provvedimenti previsti dall’articolo 100 del Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza (T.U.L.P.S.), fino alla sospensione o alla revoca della licenza dell’esercizio da parte del Questore
Oltre 400 giovani della Parrocchia San Giuseppe Artigiano di Lamezia Terme sono stati protagonisti per un giorno intero di un’esperienza immersiva tra legalità, sicurezza, ambiente, tecnologia e investigazioni scientifiche.
LAMEZIA TERME – Una giornata straordinaria dedicata alla condivisione, all’educazione e alla scoperta dei valori fondamentali della giustizia e del rispetto reciproco. Il centro estivo “Estate ragazzi”, guidato con passione da Don Fabio Stanizzo presso la Parrocchia di San Giuseppe Artigiano di Lamezia Terme, ha ospitato un importante evento incentrato sulla cultura della legalità, realizzato in stretta e proficua collaborazione con l’Arma dei Carabinieri. L’iniziativa ha preso il via ufficiale con i saluti istituzionali del Comandante Provinciale dei Carabinieri di Catanzaro, Generale di Brigata Giovanni Pellegrino e del Comandante del Gruppo Carabinieri di Lamezia Terme, Colonnello Gianluca Zara. In particolare, il Comandante Provinciale ha voluto sottolineare l’importanza del legame tra le istituzioni e le giovani generazioni, evidenziando come la legalità si coltivi a partire dai gesti quotidiani e dal senso di comunità. Inoltre, il Generale Pellegrino ha voluto rivolgere il proprio plauso anche ai 140 volontari della comunità parrocchiale, molti dei quali giovani studenti, che con il loro quotidiano, generoso e silenzioso impegno, rendono possibile la realizzazione di progetti virtuosi come quello del centro estivo “Estate Ragazzi”. Esercitazioni cinofile e rispetto per la natura Subito dopo l’apertura, l’entusiasmo dei ragazzi è esploso grazie alla dimostrazione pratica offerta dai militari del Nucleo Carabinieri Cinofili dello Squadrone Carabinieri Eliportato “Cacciatori Calabria”. Protagonista indiscusso della mattinata è stato il cane “Puma”. Attraverso simulazioni mirate, i conduttori hanno sensibilizzato i giovani spettatori sulla cultura del rispetto degli animali e hanno mostrato l’elevatissima sinergia operativa che unisce l’uomo al proprio compagno a quattro zampe, un vero e proprio collega sempre pronto e fedele. Momenti di puro stupore si sono registrati durante la simulazione di un attacco da parte di Puma, volto a neutralizzare in piena sicurezza un malvivente armato. Dalla sicurezza sul campo, alla tutela del patrimonio naturale, la giornata è proseguita all’insegna dell’educazione ambientale grazie ai militari e agli operatori del Reparto Carabinieri Biodiversità di Catanzaro. I giovani del centro estivo sono stati guidati in un’esperienza sensoriale immersiva, utile ad approfondire la conoscenza delle specie autoctone della flora e della fauna degli ecosistemi calabresi. Il momento più avvincente è stato l’utilizzo di speciali visori 3D, che hanno permesso ai ragazzi di compiere un appassionante viaggio virtuale e tridimensionale tra i fitti boschi e le meraviglie del Parco Nazionale della Sila. Sulla scena del crimine con la scientifica e gli artificieri L’ampio piazzale parrocchiale si è poi trasformato in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. I militari della Squadra Investigazioni Scientifiche del Reparto Operativo dei Carabinieri di Catanzaro hanno allestito una realistica “scena del crimine”. I piccoli, veri e propri “discenti forensi”, hanno potuto osservare da vicino e partecipare attivamente all’esecuzione di rilievi tecnico-scientifici, del tutto analoghi a quelli svolti in occasione di gravi eventi delittuosi. Gli specialisti dell’Arma, con un linguaggio semplice e accessibile, hanno catturato la curiosità e l’attenzione di tutti i presenti. Di fortissimo impatto è stata anche la testimonianza dei Carabinieri del Nucleo Artificieri del Comando Provinciale di Catanzaro. Gli esperti hanno illustrato i rischi concreti legati ai materiali esplodenti, fornendo preziosi consigli pratici sul maneggio in sicurezza e sull’uso corretto dei materiali pirotecnici. I bambini e i ragazzi hanno assistito con il fiato sospeso alla simulazione del rinvenimento di un “pacco sospetto”, seguita dalle delicate procedure di disinnesco e brillamento controllato dell’ordigno, tramite un cannoncino ad acqua. Il fascino delle “Gazzelle” e l’educazione stradale L’emozione è continuata a bordo dei mezzi dell’Arma territoriale della Compagnia Carabinieri di Lamezia Terme, comandata dal Maggiore Augusto Petrocchi. Tra le mitiche “Gazzelle” e le motociclette del Nucleo Operativo e Radiomobile del Tenente Andrea Trabucco, i ragazzi hanno provato l’emozione di attivare sirene e lampeggianti e di mettersi in contatto con la Centrale Operativa. L’occasione è stata preziosa per ascoltare la descrizione delle attività che i Carabinieri svolgono ogni giorno a presidio del territorio, con un focus particolare e mirato sul rispetto delle norme della circolazione stradale. L’evento si è concluso tra sorrisi, gioia e tanta consapevolezza sull’importanza di valori fondamentali come la solidarietà e il rispetto delle regole che governano la società, a favore della collettività e soprattutto dei più deboli. Una giornata densa di significato che l’Arma dei Carabinieri ha voluto promuovere insieme alla comunità parrocchiale di Don Fabio Stanizzo per trasmettere agli oltre 400 ragazzi del centro estivo l’importanza dei valori di legalità, cittadinanza attiva e vicinanza delle istituzioni.
La terza giornata del Congresso nazionale dell’Osservatorio Minori e IA ha riunito università, istituzioni e Ordini professionali. Al centro del confronto il controllo umano degli algoritmi, la responsabilità deontologica, la tutela dei dati e la necessità di un’innovazione realmente antropocentrica
Tre giornate, tre territori e un unico grande percorso culturale, scientifico e istituzionale. Con la sessione ospitata nella Biblioteca comunale di Cardinale (CZ) si è concluso il III Congresso Nazionale dell’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale, un’edizione itinerante che, dopo le tappe di San Vito sullo Ionio e Torre di Ruggiero, ha affrontato il rapporto tra intelligenza artificiale e mondo delle professioni. Un appuntamento di elevato profilo accademico e professionale, capace di mettere in dialogo università, amministrazioni locali, Ordini, avvocati, ingegneri, architetti ed esperti dell’innovazione digitale. Il filo conduttore dell’intera giornata è stato chiaro: l’intelligenza artificiale può rappresentare uno strumento straordinario di supporto, ma non deve sostituire il giudizio umano, la responsabilità personale e la competenza maturata attraverso lo studio e l’esperienza. Ad aprire i lavori è stato il professor Francesco Pungitore, direttore tecnico dell’Osservatorio Nazionale Minori e Intelligenza Artificiale, che ha illustrato origini, finalità e attività dell’Accordo di Rete. Un progetto nato nei territori ma con una vocazione nazionale, orientato a costruire una comunità di studio, formazione e responsabilità capace di accompagnare istituzioni, scuole, famiglie e professionisti nella comprensione delle trasformazioni determinate dall’intelligenza artificiale. Pungitore ha richiamato la necessità di mantenere la persona al centro dell’innovazione, evitando tanto l’entusiasmo acritico quanto le letture allarmistiche. La sfida, è emerso, non consiste soltanto nell’imparare a utilizzare nuovi strumenti, ma nel costruire una cultura dell’intelligenza artificiale fondata su consapevolezza, capacità di verifica, rispetto dei diritti e tutela dei soggetti più vulnerabili. Particolarmente significativo il saluto dell’ingegnere Paolo Tealdi, intervenuto in presenza a nome dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Cuneo.
Un collegamento a distanza ha permesso anche ai professionisti piemontesi di partecipare alle attività formative e di ottenere i crediti previsti, rafforzando la dimensione nazionale del Congresso e creando una concreta connessione tra Calabria e Piemonte. L’esperienza ha mostrato come le tecnologie digitali, quando inserite in un progetto culturale e formativo strutturato, possano ridurre le distanze geografiche e favorire lo scambio di competenze tra comunità professionali appartenenti a territori diversi. Nel corso dei saluti istituzionali, il sindaco di Cardinale, Danilo Staglianò, ha sottolineato la forte volontà dell’Amministrazione comunale di sostenere l’Accordo di Rete dell’Osservatorio e le sue iniziative. Il primo cittadino ha ribadito il valore di un progetto capace di portare anche nei piccoli centri contenuti scientifici e accademici di livello nazionale, trasformando i territori in luoghi di elaborazione, formazione e confronto. Il sindaco di Torre di Ruggiero, Vito Roti, intervenuto nella qualità di presidente dell’Accordo di Rete, ha espresso soddisfazione per un’edizione che ha saputo crescere nei contenuti, nelle collaborazioni e nella partecipazione. Le tre giornate hanno infatti attraversato ambiti differenti ma strettamente collegati: la scuola, la sanità, le professioni, la responsabilità, l’etica e il bene comune. Ad introdurre il tema dell’intelligenza artificiale nelle professioni è stata l’avvocato Tiziana Catricalà, componente del Comitato scientifico dell’Osservatorio, che ha presentato alcuni casi pratici relativi all’impiego dei sistemi generativi nel lavoro legale. Gli esempi hanno mostrato risposte errate, interpretazioni contraddittorie e riferimenti a provvedimenti giudiziari inesistenti. In uno dei casi esaminati, il sistema aveva fornito una ricostruzione sbagliata della forma dell’opposizione di terzo prevista dall’articolo 619 del Codice di procedura civile, correggendosi soltanto dopo la lettura diretta della norma. In un altro caso, aveva indicato una sentenza del Giudice di Pace di Napoli non presente in alcuna fonte ufficiale. Non semplici errori tecnici, dunque, ma episodi che evidenziano il rischio delle cosiddette “allucinazioni algoritmiche”: risposte formulate con apparente sicurezza, ma prive di un fondamento verificabile. Da qui il richiamo alla responsabilità del professionista, chiamato a controllare le fonti, confrontare le informazioni e non affidarsi passivamente alle risposte prodotte dalla macchina. L’intelligenza artificiale può accelerare la ricerca, organizzare documenti e offrire prime ipotesi di lavoro, ma non può sostituire il dovere di verifica, la conoscenza delle norme, il ragionamento giuridico e la responsabilità connessa alla sottoscrizione di un atto. Su questi aspetti si è soffermata anche l’avvocato Vincenza Matacera, presidente dell’Ordine distrettuale degli Avvocati di Catanzaro e componente della FIIF, la Fondazione Italiana per l’Innovazione Forense. La presidente Matacera ha posto al centro dell’intervento la responsabilità professionale e deontologica dell’avvocato nell’utilizzo degli strumenti digitali. La disponibilità di sistemi sempre più avanzati non attenua gli obblighi del professionista, ma rende ancora più necessario un utilizzo competente, trasparente e prudente. Particolare attenzione è stata riservata alla tutela della riservatezza e dei dati personali. L’impiego di piattaforme esterne, soprattutto quando vengono inserite informazioni relative a clienti, procedimenti o documenti riservati, richiede consapevolezza delle modalità di trattamento dei dati e delle conseguenze che possono derivare da un uso non controllato. Il messaggio rivolto agli Ordini professionali è stato altrettanto netto: non è sufficiente accompagnare la diffusione degli strumenti tecnologici, ma occorre investire nella formazione, prevenendo un uso passivo dell’intelligenza artificiale e costruendo competenze adeguate sul piano tecnico, normativo e deontologico. Di eccezionale spessore la successiva sessione accademica, affidata al professore Enzo Siviero, Rettore dell’Università eCampus, e al professore Antonio Viscomi, ordinario di Diritto del Lavoro presso l’Università “Magna Graecia” di Catanzaro. Ingegnere, architetto e studioso della progettazione dei ponti, il Rettore Siviero ha utilizzato proprio il ponte come chiave interpretativa del cambiamento contemporaneo. Il ponte, nella sua riflessione, non è soltanto un’opera tecnica, ma una forma culturale: unisce sponde, discipline, persone, generazioni e territori. Da questa prospettiva ha sviluppato una relazione capace di mettere in connessione ingegneria, architettura, creatività e intelligenza artificiale. Le tecnologie possono modificare radicalmente i processi di progettazione, simulazione e costruzione, ma devono restare inserite in una visione ampia, governata dall’intelligenza umana e dalla capacità di immaginare il futuro. L’algoritmo, dunque, non sostituisce il progettista. Può amplificarne le possibilità, elaborare dati e scenari, ma non possiede la responsabilità, la sensibilità e la visione necessarie per interpretare i bisogni delle comunità e la complessità dei luoghi. Il professore Antonio Viscomi ha proposto una lettura di particolare profondità, spostando l’attenzione dal semplice funzionamento degli strumenti tecnologici alle strutture economiche e politiche che ne rendono possibile lo sviluppo. L’intelligenza artificiale, è emerso dalla sua analisi, non può essere considerata soltanto come una tecnologia neutrale. Dietro i sistemi algoritmici si collocano grandi concentrazioni di dati, infrastrutture computazionali, piattaforme globali e soggetti capaci di orientare standard, comportamenti e processi decisionali. Viscomi ha affrontato il tema del potere che si costruisce attraverso il controllo delle tecnologie, dei dati e delle infrastrutture digitali. Il confronto tra Stati Uniti e Cina rappresenta, in questa prospettiva, non soltanto una competizione economica, ma una contesa strategica per la definizione degli equilibri globali del futuro. L’Europa, pur svolgendo un ruolo centrale sul piano della regolamentazione e della tutela dei diritti, rischia di rimanere marginale nella produzione delle tecnologie, nelle capacità industriali e nel controllo delle infrastrutture. La sfida europea consiste quindi nel trasformare la propria forza normativa in una vera capacità politica, scientifica e industriale, evitando di partecipare alla nuova geografia del potere digitale soltanto come regolatore di tecnologie sviluppate altrove. Il quadro normativo europeo impone già principi di trasparenza, obblighi di informazione e responsabilità nell’utilizzo dei sistemi automatizzati. Tuttavia, la regolamentazione deve essere accompagnata da investimenti nella ricerca, nella formazione e nella costruzione di un’autonomia tecnologica coerente con i valori democratici europei. In diretta streaming è intervenuta l’avvocato Stefania Gallo, fondatrice e responsabile di Fashion Law Italia, professionista impegnata nei settori del diritto industriale, della proprietà intellettuale, della tutela dei marchi, del design e degli asset immateriali. Il suo contributo ha aperto un’ulteriore prospettiva sul rapporto tra intelligenza artificiale, professioni creative e protezione delle opere dell’ingegno. La diffusione di sistemi capaci di generare immagini, testi e progetti pone infatti nuove questioni in materia di titolarità, originalità, utilizzo dei contenuti e tutela dell’identità dei marchi. La giornata è proseguita con gli interventi dell’ingegnere Gerlando Cuffaro, presidente uscente dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Catanzaro; dell’ingegnere Domenico Stefanucci, vicepresidente dell’Ordine; e dell’architetto Eros Corapi, presidente dell’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Provincia di Catanzaro. I loro contributi hanno restituito il punto di vista delle professioni tecniche, sempre più coinvolte nell’impiego di algoritmi, simulazioni, sistemi di progettazione assistita e strumenti predittivi. Anche in questi ambiti è stata riaffermata la necessità di evitare automatismi, preservando la responsabilità del progettista, la capacità di valutare il contesto e la centralità della sicurezza. A chiudere le relazioni è stata l’avvocato Roberta Ussia, che ha affrontato il rapporto tra intelligenza artificiale, piattaforme digitali, regole, dipendenze e vulnerabilità. L’intervento ha posto l’accento sui rischi connessi agli ambienti digitali e sui meccanismi attraverso i quali le piattaforme possono condizionare l’attenzione, i comportamenti e le relazioni. Un tema particolarmente importante quando gli utenti sono minori o persone fragili, maggiormente esposte alle dinamiche persuasive e alla raccolta massiva dei dati. La tutela dei minori, è stato sottolineato, non può limitarsi all’introduzione di divieti o controlli tecnici. Richiede un progetto educativo più ampio, rivolto innanzitutto agli adulti: genitori, insegnanti, educatori e professionisti devono essere messi nelle condizioni di comprendere gli strumenti e accompagnare i più giovani verso un utilizzo critico e consapevole. Nelle conclusioni, Francesco Pungitore ha ringraziato i relatori, le autorità, gli Ordini professionali, le amministrazioni comunali, i partner, i collaboratori e tutti i partecipanti per il successo della giornata e dell’intero Congresso. San Vito sullo Ionio, Torre di Ruggiero e Cardinale non sono state soltanto tre sedi, ma le tappe di un unico progetto capace di collegare educazione, cura, lavoro, tecnologia ed etica. Un’edizione straordinaria per qualità dei contenuti, ampiezza delle competenze coinvolte e capacità di costruire relazioni tra territori e istituzioni. Il Congresso si è chiuso, ma il lavoro dell’Osservatorio continua: promuovere una cultura dell’intelligenza artificiale che non rinunci alla responsabilità, al pensiero critico e alla centralità della persona.