Squillace, presentato il libro di Ernesto Lamanna sulla Madonna della Catena



“Storia dell’oratorio e restauro della statua della Madonna della Catena” è il volume dello storico ed esperto in conservazione e restauro Ernesto Vincenzo Lamanna, presentato l’11 luglio a Squillace, nel castello. Il piccolo edificio sacro si trova su viale dei Normanni, il rettilineo finale della strada provinciale che conduce sulla statale 106 ionica. È stato donato alla parrocchia di San Nicola Vescovo di Squillace Lido con atto notarile nel 2022 dalla famiglia proprietaria, Corasaniti-Ranieri. Ed è stata donata anche la statua restaurata. L’incontro è stato moderato dalla giornalista Carmela Commodaro, mentre brani del libro sono stati letti dall’attrice Anna Lidia Rao. L’assessore comunale Natascia Mellace ha portato i saluti del sindaco e dell’amministrazione, soffermandosi anche su un racconto-testimonianza della sua famiglia riferito al culto e alla festa della Madonna della Catena a Squillace Lido. L’archeologo Alfredo Ruga, funzionario della Soprintendenza Abap di Catanzaro-Crotone, ha sottolineato che il contesto che circonda la chiesetta della Madonna della Catena vanta una storia antichissima che affonda le radici nella preistoria e protostoria, come testimoniano i ritrovamenti archeologici di un antico insediamento dedito al controllo degli approdi marittimi e delle rotte commerciali. L’importanza strategica e agricola dell’area è proseguita sia in età greca, con l’occupazione da parte dei coloni di Skylletion, sia in età romana e bizantina, epoche caratterizzate dallo sviluppo di ville, fattorie e infrastrutture come il vicino ponte romano. Nonostante le successive scorrerie e i mutamenti storici, la zona ha mantenuto un tessuto sociale ed economico strutturato; in questo scenario, la chiesetta e gli altri piccoli luoghi di culto della valle sono sorti come presidi religiosi, territoriali e militari, fondamentali per la viabilità e la difesa della popolazione. Il direttore dell’ufficio diocesano dei beni culturali don Maurizio Franconiere ha evidenziato che le statue sono espressione della devozione e della pietà popolare, di un culto. Ma non siamo noi devoti della statua di per sé, ma per quella espressione che la Chiesa ha saputo sfruttare questo aspetto delle opere d’arte per evangelizzare per catechizzare. È chiaro che la devozione si esprime anche attraverso l’arte e l’arte è anche espressione di quello che è il pensiero, le mode, le indicazioni del committente, della Chiesa; ci sono degli elementi che caratterizzano poi l’opera in sé. Alla devozione popolare dobbiamo anche dire grazie perché questo ci permette di avere un patrimonio artistico che entra in pieno anche nella tutela dello Stato. L’autore Lamanna ha fatto un’analisi storica, con tanto di scheda tecnica, sul culto della Madonna e sulle fasi del restauro della statua da lui stesso operato. La costruzione della chiesetta, fatta dalla famiglia del barone Benedetto Marincola come cappella-oratorio per assicurare l’assistenza religiosa alle poche famiglie che vivevano nella zona marina, risale ai primi del Novecento; venne inaugurata e benedetta dal vescovo di Squillace mons. Giovanni Fiorentini il 23 maggio 1929. La piccola chiesa funzionava per tutta la zona di Squillace Lido e vi si celebravano messe, battesimi, matrimoni e funerali. A turno i sacerdoti di Squillace centro scendevano per espletare le funzioni religiose, quando ancora la chiesa parrocchiale di San Nicola Vescovo non c’era perché istituita con bolla vescovile negli anni Settanta. Dopo la costruzione della chiesa parrocchiale, la chiesetta della Catena venne chiusa e per anni non ci furono funzioni, rimanendo una cappella privata.
Carmela Commodaro
L’articolo Squillace, presentato il libro di Ernesto Lamanna sulla Madonna della Catena proviene da S1 TV.






